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Tesi di laurea - Cecilia Alzetta

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APRILE

Corriere delle Alpi  22.04.2008

Autostrada, la prima tappa è Rivalgo

Ieri a Longarone la riunione della società recentemente resuscitata

Longarone. L’autostrada Alemagna riparte. Primo obiettivo Rivalgo, magari Calalzo. In seguito punterà l’A23, a meno che nel frattempo non diventi percorribile lo «sforamento a nord verso Monaco» che il sindaco di Longarone Pierluigi De Cesero ritiene indispensabile.  Ieri proprio a Longarone si è riunita l’assemblea della società, che ha cinquant’anni d’età ma è recentemente resuscitata. Sul tavolo le carte topografiche con i tracciati indicati dal 1956 ai giorni nostri, per ora solo sulla carta. Il consiglio d’amministrazione presieduto da Mario Favaro (vice il sindaco di Belluno Antonio Prade) ha fatto il punto della situazione e ha annunciato l’intenzione di proseguire l’autostrada fino a Calalzo mediante la finanza di progetto, ovvero affidando la realizzazione alla mano provata, che poi potrà godere dei relativi benefici economici.  «Gli interessati potranno presentare la loro proposta», spiega il sindaco di Castellavazzo Franco Roccon, «come hanno fatto gli industriali bellunesi». Roccon si dichiara «soddisfatto e ottimista» all’uscita dalla riunione: «La società era a un binario morto e ha ripreso la propria attività con l’obiettivo di realizzare l’autostrada. Chisso recentemente mi ha confortato a proposito. Noi staremo attenti al seguito, cercando se possibile di far accelerare l’iter».  Castellavazzo e Longarone sono alle prese anche con la progettazione dell’Anas per la variante: «Logico che non si possono fare due opere. Per il momento l’iniziativa dell’Alemagna ha interesse regionale, sarà da valutare come l’Anas possa essere interessata».  L’interesse dovrebbe essere europeo secondo il sindaco di Longarone De Cesero. «La riunione è andata bene, è importante fare quadrato per risolvere il problema della viabilità», afferma, «però bisogna guardare al di là. Continuo a pensare che la Venezia-Monaco sia la proposta migliore. L’Alto Adige non è d’accordo perché ritiene di avere un sistema di trasporti in equilibrio, ma vorrei vedere cosa succederebbe se chiudessimo le nostre statali al traffico pesante perché inadeguate. Per me o ci sarà lo sforamento a nord oppure dovremo chiudere ai tir. Sono per l’azione di forza nei confronti di chi dice di no. E non intendo i colleghi bellunesi che pongono questioni ambientali, dato che da sempre sostengo che se i progetti dovessero dimostrare l’insostenibilità ambientale dell’opera, sarei il primo a dire di no».  La Provincia, con l’assessore Quinto Piol, ha stimolato il cda a puntare sul collegamento con l’A23 e a lavorare per un primo tratto fino a Rivalgo, tappa sulla quale c’è la maggiore condivisione.  L’assemblea si aggiornerà a maggio. Ospite d’onore l’assessore regionale Chisso. A proposito De Cesero ha chiesto di convocare tutti i sindaci dei comuni interessati al proseguimento dell’A27: «Questi sono i primi passi perché ci si trovi tutti attorno a un tavolo a trovare la soluzione per i disagi della zona», conclude De Cesero.  Enrico Costa

 

 

Carta  18.04.2008

Mutuo Soccorso

di Chiara Sasso

Andate per le tante strade del Friuli

Per altre strade, è il nome del sito del comitato na­to il 22 maggio del 2006 a Forni di Sotto [Udine] www.peraltrestrade.it Andare per altre strade è un pensiero che hanno in molti in questi tempi di elezioni/post elezioni. Loro ci stanno provando, sono cittadini di piccoli comuni Forni di Sotto, Forni di Sopra, Enemonzo, Villa Santina, Ampezzo, 700/ mil­le abitanti, sono i comuni della valle del Tagliamento. Dopo un incontro con un altro comitato, il Movi­mento contro il prolungamento dell'A27 del Cadore, si sono uniti e hanno dato vita a un solo comitato.

Il progetto è una nuova strada lunga 85 chilome­tri di cui 42 in galleria e 6,4 su un viadotto, 7 svinco­li, anche qui non si fanno mancare nulla. A volerlo sono le «categorie economiche» che si accordano con Illy. «Lo sventramento e lo stravolgimento della val­le e il conseguente passaggio quotidiano di centina­ia di tir e vetture, non andrebbero certamente nella direzione di uno sviluppo ecosostenibile di un'area ad altissima 'wildneress', al pari di poche nell'arco alpino», denuncia il Comitato. «Noi riteniamo che l'impatto per l'intera tratta e in modo particolare per l'alta valle del Tagliamento, il più studiato e signifi­cativo fiume dell'arco alpino, sarebbe devastante, sia in termini paesaggistici e di inquinamento, che economici e sociali per la vita dei valligiani».

L'intervento è stato tema di dibattito per le ele­zioni. «La coalizione di Illy - dice Simone Petris - non ha inserito l'autostrada nel programma lasciando l'incognita sul cosiddetto viario. Tondo, candidato Pdl, invece ce l'ha promessa da un pezzo. Sul versan­te cadorino ci sono delle spinte molto più forti, a partire dagli industriali e ora ci si mettono pure con i mondiali di Cortina, quindi soldi, infrastrutture, ab­bagliati dall'effetto Expo di Milano». Il Comitato so­stiene il collegamento con un treno, torna dunque il treno amico, molto diverso dal Tav. «La realizzazio­ne del collegamento Carnia-Belluno su rotaia, un treno, anche a scartamento ridotto, che se ben ge­stito aprirebbe le porte a un circuito di turismo in­ternazionale- aggiunge Petris - Chiaramente ci bat­tiamo in primis per una rettifica, seria, di tutta la statale 52, che attraversa la val Tagliamento e va verso il Cadore, che utilizziamo noi ogni giorno». Mandi! www.pattomutuosoccorso.org

 

 

Il Gazzettino  12.04.2008

Elezioni, Paniz e Fistarol chiudono col botto

Il deputato Pd a Sappada promette il suo impegno in aiuto ai referendari. L’avvocato del Pdl: «È prioritario prolungare la A27»

Le ragioni di chi a Sappada si batte per far passare il paese in Friuli Venezia Giulia hanno convinto anche l'on. Maurizio Fistarol.

Il parlamentare del Partito Democratico ha incontrato ieri a Sappada i promotori del comitato che un mese fa aveva organizzato il referendum secessionista ed ha confermato l'appoggio del Pd affinché sia rispettata la volontà della popolazione che in modo quasi plebiscitario si era espressa a favore del cambio di Regione. In particolare, Fistarol ha promesso il suo impegno personale per cercare la necessaria condivisione politica al fine di rendere più soft l'iter della futura legge che dovrebbe sancire il passaggio di Sappada dal Veneto al Friuli Venezia Giulia.

«A questo punto possiamo dire che a Sappada sono venuti per darci il loro sostegno la Lega Nord con Vaccari, Gidoni, Bottacin e il Pd con Fistarol -commentano Danilo Quinz e Riccardo Breusa, responsabili del comitato pro Friuli- Registriamo quindi l'impegno a nostro favore del Partito Democratico e della Lega Nord».

Nel corso dell'incontro sappadino, Fistarol ha voluto anche sottolineare la sensibilità del suo partito verso la montagna, già dimostrata nella passata legislatura con l'approvazione del cosiddetto "fondo Letta", del quale beneficeranno il Comelico e Sappada.

Chiusura itinerante, quella del Pd, che ha toccato anche l'altro lembo della provincia che ha chiesto di passare oltre confine. Quella Sovramonte, patria del candidato alla Camera Denis Dal Soler. Con una festa di buon augurio, programmata ieri alle 17 nel paese dell'altopiano, con stand gastronomico a base di piadina. Giusto il tempo di uno spuntino per la macchina elettorale del Partito democratico, attesa alle 19 a Sedico. Ma la nottata era ancora lunga, visto che il popolo del Pd si è ritrovato per chiudere ufficialmente la campagna elettorale alla Cooperativa di Polpet, nel comune di Ponte nelle Alpi. Musica con dj e balli scatenati per liberare un po' l'adrenalina accumulata tra piazze e mercati a bordo del furgone verde con la faccia di Veltroni sulle fiancate. Ha invece chiuso la campagna elettorale a Belluno città, al Centro diocesano Giovanni XXII, il Popolo delle Libertà. Atteso l'intervento di Maurizio Paniz , che nel ringraziare chi ha lavorato per lui, ha idealmente investito il consigliere Dario Bond quale suo successore a Roma. «Questa per me è l'ultima esperienza parlamentare, Dario avrà un futuro per questa terra». E poi giù a declinare le differenze tra Pdl e Pd. «La pressione fiscale ha raggiunto livelli insopportabili, ma il peggio è che Prodi con la sua imposizione ha toccato tutti, mettendo in due anni 67 nuove tasse. E' giusto pagarle, ma finiamola con la presunzione che i cittadini non le paghino e debbano anche dimostralo. La sinistra propone tasse per sostenere anche chi non lavora, aprendo le porte a tutti, mentre l'Europa è in questo senso molto più prudente». Paniz ha criticato la gestione del decreto per l'espulsione degli stranieri che delinquono, non convertendolo in legge. «Per non parlare dell'indulto, che doveva far uscire 17mila detenuti e alla fine ne ha liberati 27mila, dei quali un terzo è tornato in carcere». Ma la grande differenza sottolineata dal candidato del Pdl è l'approccio alle opere pubbliche. «Loro sono quelli del "no" a tutto. Io credo che il prolungamento dell'autostrada verso nord sia una delle opere da realizzare, perchè non è possibile far passare ore in coda ai turisti che da Tai di Cadore raggiungono l'A27. Così come la suprestrada della Valbelluna, altro che la navetta voluta da Trento e Reolon, con una media di 6 passeggeri a corsa». Paniz ha sferrato dure stoccate contro il ministro Di Pietro. «Ha bloccato il ponte di Messina facendo perdere i finanziamenti europei e i parter privati, che avrebbero permesso la realizzazione a costi praticamente zero. Così come ha perso i finanziamenti europei per la Tav. Ma anche in provincia la sinitra ha fatto perdere la circonvallazione di Cortina già finanziata dall'ex ministro Lunardi, per la quale c'erano stanziati i soldi necessari». L'appello di Maurizio Paniz ai suoi è riuscire in queste ultime ore a convincere i molti indecisi. «Un 22, 24\% della popolazione. Far capire che, dopo le elezioni, la sinistra si riunirà di nuovo».   Donato Taddio,  Maurizio Dorigo

 

 

Il Nuovo  11.04.2008                            leggi la lettera in risposta all'articolo  (pdf)

SCEMPIO IN CARNIA

di Stefano Stefanel

Il timore che qualcuno voglia uccidere la Carnia c'è ed è reale. Tutti si dicono d'accordo sul rilancio della montagna friulana, sulla riqualificazione della Carnia, sullo sviluppo di politiche occupazionali in presenza, su una migliore attenzione all'offerta turistica. Poi qualcuno di questi "tutti" si mette a proporre l'autostrada che collega la Carnia e il Cadore, cioè un'opera che per impatto ambientale e valore simbolico e strutturale è destinata a trasformare la Carnia in un'amena landa di passaggio tra le merci che producono ricchezza in Veneto e quelle che producono ricchezza in Italia e in Austria.

Personalmente metto in relazione l'idea dell'autostrada tra la Carnia e il Cadore che tanto infervora i Sindaci del bellunese con l'altra bella pensata veneta che è quella di far passare il corridoio n° 5 vicino alle spiagge, comprese quelle friulane e triestine. Probabilmente ai veneti i troppi soldi hanno dato alla testa e pur di farne ancora di più sono disponibili a deturpare Carnia, Friuli, Venezia Giulia e chi più ne ha più ne metta.

Sia Giancarlo Galan che Riccardo Illy spingono verso L'Euroregione, anche se il peso di Veneto e Friuli in tutto questo è molto più forte di quello del Friuli. L'impressione è che il Veneto voglia usare il Friuli come luogo di passaggio veloce con autostrade e infrastrutture che lo portino a Nord e a Est nel più breve tempo possibile. Chi si allea con il Veneto dovrebbe però avere in mente com'è il Cadore oggi soprattutto in rapporto all'Alto Adige. La Carnia dovrebbe cercare di assomigliare a Carinzia e Alto Adige, non a quella serie di Paesi stretti, mal tenuti e mal organizzati che vanno da Santo Stefano di Cadore a Auronzo, da San Vito a Pieve, da Vodo a Valle, ecc.

Longarone e Lorenzago sono una cosa Pesariis e Forni di Sopra un'altra. E così deve continuare ad essere. Eppure nella spinta unificatrice spesso si ragiona solo su scale industriali dimenticando alberi, persone, storie. Passare dalla Repubblica dei Cosacchi in Carnia all'Autostrada Carnia-Cadore testimonierebbe che cinquant'anni sono passati invano. Tra l'altro se dall'Est e dal Nord Europa possono andare in Veneto da Tolmezzo e non da Venezia, l'aumento di traffico, dell'inquinamento, dei camion sarebbe esponenziale.

Nimby?

Il pericolo è cadere nell'effetto Nimby (Not In My Back Yard, Non nel mio giardino) e qualche argomentazione dei carnici è di questo tipo. La portata della questione è però in questo caso molto diversa: non si tratta infatti di ostacolare un'opera pubblica proponendo di farla altrove, che è la tipica argomentazione Nimby. In questo caso il ragionamento è solo per chiarire un No secco alla sola idea di autostrada nella stretta Carnia.

Chi ha visto la misera fine del Fadalto e del Cansiglio tra Vittorio Veneto e Belluno no capisce di cosa stiamo parlando e quelle zone non sono altrettanto belle, montane e pulite di quanto sia la Carnia. La loro attuale situazione è catastrofica, con quei piloni autostradali che nulla hanno a che fare con la tutela ambientale. E dunque il Fadalto e il Cansiglio sono un destino da evitare.

E poi che vantaggio avrebbe la Carnia da un'autostrada? In questo caso nessuno e nessuno lo avrebbe neppure il Friuli: si tratta di qualche mezzora di auto in più per gli automobilisti. Il vantaggio reale ce l'avrebbero i camion, ma coi camion non si sviluppa la Carnia. E allora?

La rivitalizzazione di Cortina d'Ampezzo e l'apertura al passaggio del traffico pesante stanno alla base di questa devastante idea. Non stiamo parlando di Tav, ma solo di camion e auto domenicali che vanno in fretta a Cortina. La crisi di Cortina è però crisi di offerta, di prezzi e di concorrenza con l'Alto Adige e l'investimento della Regione Veneto dovrebbe essere nel collegare le piste cortinesi allo Ski Carosello (Tofane-Scoiattoli-Falzarego-Lagazuoi collegati direttamente col Pralongià), cosa che certamente avverrebbe qualora Cortina passasse, come chiede, all'Alto Adige. Dunque è da quella parte e con quella sinergia che Cortina cresce, non con una strada che porti gitanti a fare il pic nic domenicale a Cortina.

Il Comitato P.A.S. Dolomiti (peraltrestrade@libero.it - www.peraltrestrade.it) ha dalla sua buone argomentazioni, ma si è dato un nome sbagliato che rimanda proprio a Nimby: PAS vuol dire "Per altre strade" e questo è un messaggio sbagliato, perché per andare in Cadore si possono continuare ad usare le strade che ci sono e magari ogni tanto fermarsi in Carnia a mangiare, a riposare, a fare un giretto.

I nomi sono simboli molto forti e l'invito a passare altrove non è un buon simbolo, perché l'altrove è la casa di qualcun altro. Le motivazioni che si deducono dal sito del PAS sono invece interessanti: "in aggiunta all'ipotesi di bretella autostradale attraverso il Cadore e la Carnia (sponsor il sindaco di Longarone) è tornata di attualità l'ipotesi di tracciato sull'asse valle del Boite - Cortina (sponsor il sindaco di Belluno), con l'incredibile conclusione di arrivare, per intanto, a Perarolo, poi si vedrà

- questo collegamento, oltre a deturpare ecosistemi delicati e di grande pregio, a medio termine si rivelerebbe un fallimento anche economico per i territori attraversati, ridotti a mero corridoio di transito, e per le aree limitrofe, sulle quali si concentrerebbero le spinte speculative;

- non serve al turismo e nemmeno alla nostra  piccola industria;

- porterebbe all'aumento di un traffico di transito non funzionale al territorio della provincia di Belluno - dunque parassitario - e al peggioramento della qualità della vita per il micidiale inquinamento ristagnante nei fondovalle;

- condizionerebbe in modo irreversibile il territorio e il futuro delle nuove generazioni":

 

Debolezza della Carnia

La debolezza della Carnia sullo scenario politico difficilmente verrà colmata da Renzo Tondo. Le battaglie di Marzio Strassoldo per la tutela della lingua non hanno spostato mai l'attenzione sulla tutela del paesaggio, della montagna e del turismo. Questi sono due dati di fatto incontrovertibili.

Ma un altro dato di fatto è che Riccardo Illy pensa al Friuli come ad un'area di servizi per Trieste e questa sua visione si colloca anche dentro l'Euroregione in un asse molto forte con Galan e il Veneto che non può favorire i territori più esposti e meno popolati, appunto la Carnia e la Provincia di Belluno.

Se il bellunese si difende con tentativi di rivitalizzazione turistica forzata cercando di far diventare tutta la Provincia una grande Jesolo, la Carnia non riesce a mettere insieme una vera strategia alternativa né turistica, né artigianale, né di tutela. I suoi politici, da Renzo Petris a Fabio D'Andrea, da Enzo Marsilio a Renzo Tondo sono debolissimi e con una visione più legata alle singole realtà locali che alla Carnia nel suo insieme e questo porta tutto il territorio carnico ad essere preda di appetiti funzionali a logiche lontane dall'esigenza di rilancio e sviluppo della nostra montagna.

La debolezza della Carnia è una debolezza storica, che non si rivitalizza tutelando la marilenghe, ma creando una mentalità turistica e innovativa. Che chiude il problema dell'autostrada attraverso la sua forza e la sua capacità di diventare protagonista.

 

 

Il Gazzettino  09.04.2008

Vascellari rilancia la candidatura di Cortina come un obiettivo fondamentale per il balzo in avanti del turismo

«I Mondiali 2013? Come l'Expo»

Il presidente di Assindustria: «Per la provincia ci sarebbe un vero e proprio "effetto Milano"»

Cortina

Cortina come Milano, i Mondiali 2013 di sci alpino come l'Expo 2015. A proporre questo paragone è Valentino Vascellari, presidente di Assindustria Belluno, che rilancia la candidatura di Cortina per la rassegna iridata.

«Cortina 2013 come sede per i Mondiali di sci alpino? Un obiettivo importantissimo - sostiene - per Belluno ci sarebbe un vero e proprio "effetto Milano". Durante l'assemblea con Emma Marcegaglia abbiamo sostenuto che il turismo dovrà essere un elemento fondamentale nel futuro della nostra provincia, e Cortina 2013 sarebbe l'occasione per fare un grande balzo in avanti».

Il confronto con il capoluogo lombardo è immediato:

«Pensate alla macchina che si è messa in moto per l'Expo 2015: Milano sarà al centro dell'attenzione internazionale, beneficerà di fondi e potrà sviluppare la rete infrastrutturale necessaria per sostenere l'evento. Quale occasione migliore dei Mondiali di sci alpino, per un territorio come il nostro, che ha un grande bisogno di vincere l'isolamento?»

L'obiettivo degli industriali è dunque quello di portare, su tutto il territorio bellunese, benefici di lungo periodo e strutture che rimangano anche dopo l'evento.

«Sul piatto - ricorda Vascellari - ci sono infrastrutture e visibilità internazionale. Noi, per parte nostra, garantiremmo, assieme agli altri attori del territorio, che qualunque scelta sia fatta pensando ai Bellunesi e all'impresa locale, nel rispetto del nostro splendido territorio, che si confermerà, una volta di più, come la nostra maggiore risorsa».

Sono tutti temi condivisi da Herbert Huber, assessore comunale di Cortina allo sport ed al turismo, quindi direttamente coinvolto nella candidatura del paese per i Mondiali 2013.

«Certamente questo evento potrà rappresentare una grandissima opportunità per Cortina. Ci si attende che, con i Mondiali, possano arrivare risorse importanti, oltre a provvedimenti in grado di accelerare l'iter per realizzare nuovi impianti, infrastrutture, una diversa mobilità in paese. Potremmo recuperare, in un colpo solo, il ritardo che abbiamo accumulato, in decenni, rispetto ad alcuni nostri diretti concorrenti. Non vedo invece aspetti negativi, non ci saranno grosse richieste di nuove realizzazioni, da parte della Fis, che ha dimostrato invece grande attenzione per la salvaguardia dell'ambiente, nell'accurato sopralluogo di settembre. L'unico rischio, al quale dovremo stare molto attenti, è che in questa occasione ci vengano calati, dall'alto, progetti più ampi, soprattutto per la viabilità provinciale, come il prolungamento dell'autostrada».  Marco Dibona

 

 

Corriere delle Alpi  06.04.2008

Infrastrutture

L’autostrada ha sostenitori

Sì da Carroccio e Socialisti. Ma serve la ferrovia

BELLUNO. Quali infrastrutture servono ai bellunesi?

Crema: «Prioritario è mantenere in sicurezza la mobilità intervalliva; fare l’autostrada con opere private e realizzare la strada veloce della Valbelluna. Ricordo che la Cadola-Marisiga-Mas era già finanziata con 127 miliardi, ma il Partito comunista la bloccò come l’autostrada. inoltre bisogna portare fino a Belluno e Feltre la metropolitana di superficie».

Dal Soler: «Sì, per prima cosa va resa accessibile ogni parte del territorio; poi completare le opere avviate (Fenadora-Anzù, curve di Busche, Valbelluna). In appalto entro l’anno ci sarà il Col Cavalier e servono due assi di collegamento con la pianura, via Feltrina e A27. Sull’autostrada bisogna valutare ma i grandi capitali privati annunciati dove sono? Il progetto va valutato con le comunità locali, perché un asse di attraversamento non ci serve. Infine la ferrovia, bisogn a dire basta a un modello di mobilità che ha pregiudicato il territorio».

Gidoni: «La priorità è il proseguimento della A27, senza se e senza ma. Abbiamo fatto il ponte bailey senza tanti studi, con la sensazione che servisse, è evidente che l’A27 interrotta contro un muro non ha senso. L’autostrada è nel nostro programma, quindi va trovata la copertura al di là dei privati. Bisogna entrare nell’accordo sulla città aeroportuale di Marghera con un treno diretto da qui, oltre alla linea Feltre-Primolano. Infine il nostro aeroporto può accogliere elicotteri da 30-40 posti».

 

 

Messaggero Veneto  04.04.2008

Cavazzo Carnico. Il sindaco si dice contrario alla realizzazione del tratto da Amaro a Belluno

Iuri: no al collegamento autostradale

CAVAZZO CARNICO. Dissente dal collega di Socchieve il sindaco di Cavazzo Carnico, Dario Iuri, sul progetto dell'autostrada che dovrebbe collegare Belluno con Amaro. «Collegamento A 23 con A27: Cavazzo non cambia idea - esordisce il primo cittadino di Cavazzo Carnico - La contrarietà alla realizzazione di tale infrastruttura rimane netta e non trattabile, come riscontrabile dalla lettura della deliberazione 67 del 14 dicembre 2007, approvata all'unanimità dal Consiglio comunale relativa alle osservazioni al Piano territoriale regionale».

Iuri prende spunto dai recenti articoli apparsi sulla stampa dopo la riunione con Riccardo Illy a Socchieve in occasione della presentazione del progetto della Variante di Socchieve sulla statale 52 Carnica, dove si è accennato pure al paventato collegamento autostradale fra Amaro e Pian di Vedoia.

«Fino a prova contraria anche la deliberazione del consiglio della Comunità montana della Carnia, adottata per i medesimi fini, evidenzia, fra l'altro, la richiesta alla Regione di stralciare dal Ptr il comma h dell'art. 31 trattante specificatamente dell'autostrada. Rimango sbalordito dall'uscita, se corrispondente al vero, - prosegue Iuri, del collega di Socchieve Luciano Mazzolini da tempo ertosi a paladino della difesa e del rilancio del Tagliamento: vedasi convegno di Caprizi, della sua valle e, conseguentemente, che io sappia, contrario all'opera».

«Tra l'altro mi sorprende il fatto che si torni a parlare di questa aberrante infrastruttura quando, con mia grande soddisfazione, ho potuto verificare che nel programma elettorale di Intesa democratica, del quale mi consta che anche il sindaco Mazzolini sia sostenitore, nel capitolo riguardante le grandi opere, della realizzazione dell'autostrada non c'è più traccia».

Iuri intende pertanto «tranquillizzare quella maggioranza di cittadini carnici che la pensano come me ed in particolare i cavazzini che mi hanno eletto: io continuerò a vigilare sull'argomento e in caso di cattive nuove sarà mia cura darne immediata pubblica diffusione».  Gino Grillo

 

 

Carta EstNord  04.04.2008

E il Friuli vota su Tav, ambiente e decrescita

di Chiara Spadaio

Tempo di elezioni. Tempo di promesse. In Friuli Venezia Giulia il 13 e 14 aprile si svolgeranno le elezioni politiche, regionali e amministrative [a Udine e in altri sette comuni minori]. Diverse aggregazioni della società civile locale si stanno mobilitando per far emergere alcuni temi spesso vengono trascurati dalle agende politiche - dalla salvaguardia dell'ambiente alla decrescita - e per fare in modo che le promesse dei candidati non si dissolvano con il conteggio delle schede elettorali.

Prima fra tutte, la promessa di Riccardo Illy, di aprire, se verrà rieletto presidente della Regione, un dialogo con il popolo No Tav, costituendo un tavolo pubblico di confronto. «Illy dovrebbe spiegare - dice Massimo Bulli del comitato No Tav - perché, dopo avere governato la Regione per cinque anni, sente solo oggi l'esigenza di aprire questo tavolo di dialogo. Evidentemente, il presidente si è reso conto che il popolo No Tav, da lui sempre definito come una 'esigua minoranza', tanto minoranza forse non è. Inoltre - si chiede Bulli - quale può essere lo scopo di un tavolo di confronto, se Illy ha già preso una chiara posizione a favore dell'Alta velocità? È necessaria una vera informazione, ed è urgente un dialogo con la popolazione, che deve essere ascoltata e coinvolta».

«Di interventi molto più semplici, meno costosi e ambientalmente meno invasivi di ammodernamento delle linee di trasporto esistenti se ne potrebbero fare tanti e subito - fa notare Dario Predonzan, responsabile del settore territorio del Wwf regionale - Ad esempio, il raddoppio della linea Udine-Cervignano, costruendo un binario tra i porti di Trieste e Capodistria, o aumentando la capacità sulla Venezia-Trieste». In vista delle prossime elezioni, il comitato regionale del Wwf ha redatto un documento da presentare ai candidati regionali: per «trasformare in azioni concrete gli slogan sulla 'sostenibilità'». Il documento è il frutto di un lavoro iniziato con l'insediamento della giunta Illy in Friuli Venezia Giulia.

«Abbiamo iniziato a lavorare su questi temi nel 2004 - spiega Predonzan - pubblicando un dossier sulle principali questioni ambientali nelle agende politiche regionali. Il dossier è stato poi aggiornato nel 2007 e ora abbiamo presentato la stesura definitiva, facendo così un bilancio complessivo della legislatura Illy». Bilancio che pare non essere positivo. Il documento elenca sei punti programmatici, «sei priorità per una vera svolta ambientale nella politica della nostra regione». Il bilancio è stato presentato durante un'assemblea pubblica a Trieste, lo scorso 31 marzo; ora l'aspettativa dei promotori è quella di avere delle risposte esplicite e chiare da parte dei candidati.

Anche in Carnia alcuni movimenti locali si sono messi in moto per «mettere alle strette» i candidati, in particolare sul tema della tutela dell'ambiente montano. Tre comitati - Per altre strade Dolomiti, movimento Mont, comitato Tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento - hanno preparato una lettera aperta ai partiti e ai candidati. «Il nostro documento - spiega Franceschino Barazzutti, del movimento Mont - nasce da una constatazione: la campagna elettorale si svolge totalmente al di fuori di quella che è la realtà territoriale e trascura i problemi reali del nostro territorio». Una delle più grandi ricchezze della Carnia è proprio la montagna, «del tutto trascurata nelle agende politiche - accusa Barazzutti - Questo avviene perché la campagna elettorale è mediatica, fatta di immagini ma non di sostanza».

È infine la decrescita il tema del documento rivolto ai candidati preparato dalla Rete dell'economia solidale del Friuli Venezia Giulia, «Decrescita ed elezioni 2008». «Il documento - spiega Ferruccio Nilia, dell'Officina della decrescita di Pordenone - è il frutto del lavoro di diverse realtà territoriali associative e di singole persone, a livello regionale. L'obiettivo - continua Nilia - è sottolineare il tema della 'decrescita' nelle agende politiche di partiti che sono al contrario 'sviluppisti'». La caratteristica del documento è quindi quella di avere una «funzione formativa, di informazione verso i candidati». I candidati alle prossime elezioni regionali hanno a disposizione una serie di buoni «strumenti di educazione elettorale». A loro il compito di metterli in pratica.

 

 

Il Gazzettino  03.04.2008

«Non ci si dimentichi del progetto di collegamento autostradale A23-A27»

Cavazzo Carnico

«Non ci si dimentichi del progetto di collegamento autostradale A23-A27 Carnia Cadore perchè siamo in campagna elettorale».

Questo il nuovo appello dell'Associazione culturale Movimento Mont guidata da Franceschino Barazzutti che dà appuntamento a tutta la popolazione della conca tolmezzina per domenica 6 aprile alle 18 presso la sala consiliare del municipio di Cavazzo Carnico.

Una sede scelta non a caso in quanto proprio nella piana del comune, il recente Piano Territoriale regionale (Ptr), ha previsto tre varianti di tracciato dell'ipotizzato raccordo autostradale. «Delle tre ipotesi - spiegano i promotori dell'iniziativa in un volantino - la più breve e funzionale ai loro interessi è quella che prevede la galleria sotto località "Curions", grazie alla quale il materiale di scavo servirebbe per il rialzo sulla campagna che porterebbe un enorme sconvolgimento al territorio».

E poi un'accusa precisa: «dell'autostrada in queste settimane di pre-voto nessuno parla - scrivono gli organizzatori dell'incontro - invece il tema è troppo importante per non parlarne prima delle elezioni, specie per i cittadini di Cavazzo Carnico che hanno il diritto di conoscere per giudicare, sia il progetto di autostrada sia i candidati che, se eletti, saranno chiamati a decidere». All'incontro presentato da Barazzutti sono stati invitati il sindaco di Cavazzo Dario Iuri ed i candidati alle elezioni.

Ora l'attesa è rivolta a quanti aderiranno all'iniziativa e a quelli che preferiranno invece lasciare che la data delle elezioni passi, prima di prendere posizione.

Passata la festa, recita il proverbio.  D.Z.

 

 

Corriere delle Alpi  03.04.2008

Sì all’iter per il passaggio dei comuni referendari e al federalismo fiscale. Scintille sulle alleanze nel centrodestra e sulle idee autonomiste

«Va rispettata la volontà popolare»

Il confronto tra Fistarol (Pd) e Vaccari (Ln) candidati per il Senato

Sulle infrastrutture il sindaco di Feltre dice no all’autostrada come alla ferrovia mentre il deputato elenca le opere in avvio

BELLUNO. Il faccia a faccia tra Maurizio Fistarol e Gianvittore Vaccari apre i forum voluti dal Corriere delle Alpi in vista delle elezioni politiche. Se il caso Dc non comporterà un rinvio, si voterà il 13 e 14 aprile e i candidati sono davvero tanti anche nel bellunese. Grazie ai forum e alle interviste personali, già iniziate nei giorni scorsi, ognuno avrà spazio per presentarsi e avanzare le proposte del suo partito. I due candidati di oggi sono nelle liste del Senato. Maurizio Fistarol, deputato uscente ed ex sindaco di Belluno, è presente nella lista del Partito Democratico al posto numero 6, considerato “sicuro” sulla base delle previsioni elettorali. Gianvittore Vaccari, segretario provinciale della Lega Nord e sindaco di Feltre, è nella lista della Lega Nord al posto numero 5. I due aspiranti senatori sono stati chiamati a rispondere ad alcune questioni di stretta attualità per il futuro della provincia di Belluno. Dalle decisioni del Parlamento infatti dipendono le sorti, ad esempio, dei Comuni referendari, piuttosto che dell’assetto istituzionale di questo territorio. Oguno ha avuto la possibilità di esprimersi senza vincoli di spazio, puntando l’attenzione sui temi che ritiene più importanti.

Gli abitanti di sei comuni di questa provincia hanno chiesto di cambiare Regione. I referendari però sono ancora in attesa di veder riconosciuta la volontà popolare, espressa a larghissima maggioranza. Che risposta darete una volta eletti al Senato?

Fistarol: «Il Parlamento dovrà esprimersi, si tratta di stabilire i tempi. La mia posizione è quella di sempre: la volontà popolare va rispettata. Sta nella cultura autenticamente autonomista e federalista che è mia e del Partito Democratico. Ma è necessario mettere mano alla situazione di disagio che ha portato ai referendum, perché dire di sì al passaggio di regione non sarà sufficiente a fare in modo che queste richieste si fermino. Anzi occorre far sì che i comuni che si sono già espressi cambino idea, perché il loro voto è comunque una ferita per la provincia di Belluno. La strada maestra, percorribile e possibile, è quella di dare nuovi strumenti per l’autonomia della provincia. Nel frattempo sono già arrivate misure concrete, come il Fondo Letta: 25 milioni nel 2007 e 35 nel 2008».

Vaccari: «Il nostro movimento è per rispettare la volontà popolare e dire sì al passaggio di Regione. Ricordo però che oggi, a Camere sciolte, ogni disegno di legge è decaduto, compresi quelli sui comuni referendari e sarà mio compito farmi promotore del nuovo disegno di legge che vada incontro alle richieste dei referendari. C’è chi parla senza fatti, il Pd ha ingannato quelle popolazioni a livello regionale. Serve più onestà e serietà. Oggi è nulla anche la proposta del governo Prodi, quindi bisogna ripartire. I bellunesi si mettano al tavolo per buttare giù norme per il bene della nostra gente, se c’è qualcosa di buono si può mantenere».

Quale tipo di autonomia proponete alla provincia di Belluno?

Vaccari: «A me interessa una vera riforma dello Stato, non soluzioni a macchia di leopardo. La Lega Nord nasce per realizzare il federalismo fiscale e istituzionale. Dobbiamo calarci nei partiti che rappresentiamo. Il Pd non ha dimostrato di volere realmente le modifiche nè di essere in grado di farle, si limitano a fare proposte che erano già nella devolution, oggi sono tutti leghisti».

Fistarol: «In questa legislatura Belluno ha ricevuto attenzione importante dal governo che ha riconosciuto l’esistenza di una sperequazione intollerabile con gli Statuti speciali. Ne è nato un testo di legge di natura costituzionale, proposto dal governo su sollecitazione del Pd, e da lì bisogna ripartire. Nella devolution, bocciata dalla gente, nulla si faceva per metter mano alla questione degli Statuti speciali e alla sperequazione subita dalla provincia di Belluno. Noi non vogliamo togliere a nessuno, ma aggiungere e la proposta costituzionale apre un varco, si vada avanti così, guai annacquare tutto nella Padania. I voti della Lega presi a Belluno verranno portati a Berlusconi e a Fini, al partito che è il più forte oppositore ai referendari e la Lega Veneta svende i suoi voti a Galan che è il più forte oppositore all’autonomia della provincia di Belluno. Noi invece corriamo da soli».

Vaccari: «Sono discorsi stucchevoli, la Lega non ha mai svenduto i suoi voti».

La provincia di Belluno è penultima in Italia per infrastrutture. Quali sono le vostre priorità?

Vaccari: «Bisogna mettere in ordine e finire quanto iniziato. Bisogna anche riordinare la mobilità con migliori gerarchie, basterebbe copiare il nord Europa e imparare le buone regole costruttive. Non penso nè al prolungamento dell’autostrada nè alla ferrovia, basterebbe destinare i nostri soldi a gestire le nostre infrastrutture ed essere seri, basta con appalti che tardano per anni. Poi bisogna procedere alla sistemazione idrogeologica del territorio».

Fistarol: «La priorità è realizzare le opere più facilmente realizzabili. Finalmente, grazie alla Finanziaria 2007 e al piano Anas, sono stati attivati 300 milioni di euro in opere visibili e utili per il bellunese: il traforo del Col Cavalier, la Anzù Busche, la galleria del Comelico, la variante di Longarone, il ponte di Bribano e le curve di Lorenzago. Se matureranno altre possibilità per opere più rilevanti si tratta di valutarne la serietà, l’esistenza dei finanziamenti e i progetti, senza guerre di religione».

Le tasse. Tutti i governi vogliono ridurle, ma l’unica conseguenza è l’aumento delle tasse locali per effetto dei tagli ai trasferimenti e la pressione fiscale complessiva non si riduce.

Fistarol: «La trasformazione da Stato centralista a federale è a metà del guado, va completata con l’applicazione del 119 Cost. in vigore già dal 2001. Dobbiamo mettere gli enti locali in condizioni di lavorare, essi non devono difendere il proprio ruolo ma chiedersi se hanno senso. I tagli non sono una novità, iniziarono già nel 1993, certe lamentele non hanno senso».

Vaccari: «In attesa del federalismo fiscale bisogna: primo restituire ai Comuni i soldi che lo Stato ha rubato con l’accatastamento dei fabbricati rurali, secondo rideterminare i trasferimenti, non sulla spesa storica, ma sull’efficacia amministrativa».

La Regione e alcune realtà come Assindustria vorrebbero un inceneritore a Belluno, cosa ne pensate?

Vaccari: «Un inceneritore qui non serve».

Fistarol: «Anche in questo caso no alle guerre di religione tra “inquinatori” e “ambientalisti”. Se fatti bene i termovalorizzatori sono gli strumenti più efficaci per smaltire i rifiuti, ma serve un ambito molto vasto e per la nostra dimensione non ha senso. Inoltre, alla luce di quanto indicato dagli studi sull’inversione termica delle nostre valli, c’è da chiedersi se la provincia di Belluno sia il luogo idoneo. E’ un problema da porre per tempo e in ambiti adeguati, finora non si è parlato nel merito del problema, ma per partito preso».

 

 

Il Gazzettino  01.04.2008

Il commissario friulano del Fondo salva la Regione solo per l’azione per le centrali elettriche di Torviscosa e Monfalcone

Il Wwf boccia Illy in ambientalismo

«Con la precedente amministrazione è mancato il dialogo». Sette priorità per il futuro governatore

Udine

Il Wwf boccia l'amministrazione regionale uscente sui grandi temi ambientali. Dopo aver esaminato 11 campi d'intervento delle politiche ambientali e 33 casi di studio, l'associazione dà un giudizio negativo nell'82 per cento dei casi esaminati. La Regione è stata promossa solo per le centrali elettriche di Torviscosa e Monfalcone e per il "bucone" di Trieste ed è sulla buona strada per il cementificio di Torviscosa, il volontariato ambientale e i progetti di conservazione nell'ambito della tutela della fauna e gestione della caccia e la valutazione ambientale strategica.

A renderlo noto sono stati il commissario Wwf del Fvg Vinicio Collavino assieme al presidente nazionale del Wwf Enzo Venini e al responsabile dell'ufficio legislativo dell'associazione Stefano Lenzi durante una conferenza che si è svolta ieri nelle sede udinese del Wwf. «Il dialogo con l'amministrazione regionale è mancato anche su temi specifici - ha dichiarato Venini - per questo abbiamo voluto indicare ai due candidati per la presidenza della Regione Riccardo Illy e Renzo Tondo impegni stringenti perché riteniamo che il Friuli possa giocare un ruolo importante come regione autonoma nel contribuire ad affermare indicatori e procedure di valutazione economica, sociale e ambientale degli interventi sul territorio e di tutela del patrimonio naturale in linea con gli standard dei Paesi più avanzati d'Europa»; ma, come ha precisato il commissario Collavino, la delegazione del Wwf è stata ricevuta solo da Tondo, mentre con Illy «rimangono ancora delle tensioni».

Attraverso questi incontri l'associazione ha voluto porre all'attenzione dei candidati sette punti prioritari e 45 azioni positive in favore della natura, del territorio e del paesaggio da inserire nell'agenda politica della prossima legislatura regionale. I sette punti del programma ambientale, oltre a richiedere la scelta di interventi che presentino il migliore bilancio costi-benefici dal punto di vista ambientale, una legge e un piano urbanistico-paesaggistico che tutelino l'ambiente e politiche sostenibili in campo energetico, industriale e dei rifiuti, toccano anche la grandi opere come la realizzazione del raccordo fra l'autostrada A23 e A27 Carnia-Cadore, definito dal Wwf «uno scempio ambientale» o gli investimenti di Promotour: «Bisogna abbandonare i modelli di sviluppo turistico legati allo sfruttamento intensivo della montagna - ha precisato Collavino -; siamo preoccupati per i dati di scarso innevamento che porta a consumare l'acqua delle falde per la neve artificiale».

Ancora, il Wwf propone la chiusura della ferriera di Servola, l'abbandono del progetto delle casse di espansione del Tagliamento e un deciso "no" alla Tav. Le richieste vanno dalla realizzazione di corridoi ecologici all'istituzione del Parco del Carso, dalla riforma della Via, dove le commissioni dovrebbero essere presiedute da un tecnico, alla definizione dei piani regionali tanto per le attività estrattive quanto per il risanamento della qualità dell'aria.

Lisa Zancaner