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GIUGNO Corriere delle Alpi 29.06.2008 L’assessore regionale è convinto: «Sarà pronta molto prima del 2017» Chisso: «A27 fino a Macchietto I tempi? Saranno rapidissimi» Belluno. Il governatore veneto Galan non ha dubbi. «I mondiali di sci saranno dati a Cortina nel 2017, ma noi presenteremo la candidatura anche per il 2015». Lo ha detto a un incontro a Cortina. All’assessore Renato Chisso, il suo uomo di fiducia, sono fischiate le orecchie. «Via, dunque, al primo tronco dell’autostrada A27». Fino a Macchietto? «Fino a dove arriveremo. Attenzione, io non ho mai parlato di completamento dell’Autoalemagna». Chisso lo abbiamo incontrato ieri a Mestre, a margine di un convegno di An. E’ sorpreso quando gli chiediamo se il prolungamento autostradale fino a Macchietto sarà completato entro il 2017: «No, no, molto, assolutamente molto prima. Altrimenti non vale neppure la pena di muoverci». Chisso non vuole azzardare una data, ma ribadisce che i tempi “saranno rapidissimi”. «Nei prossimi giorni porterò il dossier in giunta e poi dirò tutto. Sarà una sorpresa». Pare che l’interesse della Regione sia concentrato tutto sul tratto da Pian di Vedova e Macchietto, per il quale esisterebbero anche le risorse, attraverso il project financing. Una sorpresa, secondo Chisso, anche i nomi dei componenti di questi “volenterosi”. Ma torniamo a Cortina. Galan è sicuro che la candidatura del 2017 «non potrà che essere assegnata a Cortina, se avrà il coraggio di fare la sua parte». Al riguardo Galan ha fatto capire a Vicenza di essere rimasto un po’ a disagio per il comportamento degli industriali: «Mosole mi ha insegnato come si vincono i mondiali di ciclismo, dicendomi che lui stesso cura molto chi decide le candidature. Per Cortina si è agito in questo modo? Non mi pare». (f.d.m.)
Corriere del Veneto 28.06.2008 Chisso: «A27, tra dieci giorni i progetti» L'assessore: «C'è un piano solido vicino alla chiusura». Coinvolto Mainardi La Regione punta su un'opera finanziata dai privati. I dubbi di Reolon «Arteria economica solo con 30mila veicoli al giorno» Mogliano Veneto (Treviso) «Non sarà un volo pindarico ma un progetto fattibile». Renato Chisso, assessore regionale ai Trasporti, intervenendo ieri in un convegno dei costruttori dell'Ance sulle infrastrutture viarie, a Mogliano Veneto, nel Trevigiano, ha classifícato così ieri un disegno che sarà presentato a giorni sul prolungamento dell'A27. Non una prosecuzione dell'autostrada dritta verso Nord, ha precisato, ma qualcosa di molto vicino, se non proprio sovrapponibile, al progetto di congiungimento con l'A23 elaborato lo scorso anno dagli Industriali di Belluno, Treviso, Pordenone e Udine. «E un obiettivo che ci siamo posti con il presidente della Regione, Galan - aggiunge - e stiamo arrivando in porto con un'idea solida ed interessante. Tempo dieci giorni giorni e tutto sarà più chiaro». Di certo, in base a quello che si può sapere, è che sarà realizzata in project financing «senza un solo erro a carico della Regione», che ci sono stati «ragionamenti con la Regione Friuli » e che nel disegno c'è la firma di Bortolo Mainardi, attuale commissario per la terza corsia della A4 fra Venezia e Trieste. Particolare non sorprendente: l'architetto cadorino è da sempre sostenitore della «Cadore-Carnia», il segmento che dovrebbe chiudere a Est il quadrilatero del sistema autostradale triveneto. Chi possano essere gli sponsor dell'opera è un mistero. «Noi non ne sappiamo nulla - giura il presidente di Assindustria Belluno, Valentino Vascellari -. Ci siamo limitati a realizzare il progetto con il piano finanziario. Le nostre stime stabiliscono in circa 3 miliardi il costo complessivo, ammortizzabile in 35 anni, e articolato in tre stralci. II primo consiste nell'allungamento dell'A27 da Pian di Vedoia alle porte del Cadore». Le altre tratte sono rappresentate dalla connessione fra Tolmezzo e Forni di Sopra, in Friuli, e quindi da un tunnel sotto la Mauria. Più perplesso sulla percorribilità della proposta il presidente della provincia di Belluno, Sergio Reolon: «Non sono informato dei nuovi sviluppi: quando ne saprò di più esprimerò osservazioni più precise. Certo è che se i capitali privati sono stati individuati a noi non rimane che concentrarci sugli studi di impatto ambientale e le ricadute sociali ed economiche. Come punto di partenza, ricordo che la Provincia, già negli anni Novanta, aveva approvato un ordine del giorno siglato da tutti i sindaci tra Pian di Vedoia e Rivalgo riguardante l'opportunità di realizzare un percorso alternativo alla strada statale "Alemagna" in quei 12 chilometri. Sul tratto successivo serviranno altri ragionamenti. Dobbiamo tener presente - conclude Reolon - che esistono dubbi sul fatto che la strada si possa mantenere da sola, dato che occorrerebbe un transito di almeno 3omila veicoli al giorno. Pari, cioè, a quello sostenuto dal Brennero». Gianni Favero
Corriere delle Alpi
28.06.2008 Per l’assessore il collegamento con l’A23 «non è un sogno ma una prospettiva a medio termine» «Il prolungamento? Entro il 2017» Autostrada, Chisso sposa il progetto degli industriali Francesco dal Mas Belluno. Gli imprenditori insistono. Vogliono il prolungamento dell’autostrada A27. Ci sono problemi? «Facciamola con una Legge Obiettivo regionale», hanno proposto i costruttori edili dell’Ance in un convegno, nel Trevigiano, al quale ha partecipato anche l’assessore regionale Renato Chisso. Se, come ha detto l’altra sera a Vicenza il presidente Giancarlo Galan, i Mondiali a Cortina possono considerarsi “cosa certa” nel 2017 («ma presenteremo la candidatura anche per il 2015, certi che la scelta cadrà sulle montagne americane»), per quella data potrebbe materializzarsi la “grande incompiuta”. L’assessore Chisso ha infatti tenuto a ribadire che non si tratta di un sogno, neppure di un obiettivo che maturerà a tempi lunghi e quando ci saranno i soldi, ma di una prospettiva di medio termine, concretizzabile dopo il Passante e la Pedemontana veneta. A differenza del ministro dell’agricoltura Luca Zaia che vorrebbe il collegamento diretto con Monaco di Baviera, l’assessore Chisso e, pertanto, la Regione sono orientati a seguire l’indicazione progettuale che da Macchietto fa proseguire l’autostrada in galleria fino alla Carnia e da qui l’aggancio con l’A23, ad Amaro.
L’assessore garantisce anche che lo studio progettuale presentato dall’Associazione Industriali di Belluno verrà puntualmente verificato sotto ogni aspetto per evitare che vi siano motivi d’impatto anche nella direzione verso la Carnia. «Però resta tutta la nostra intenzione di andare avanti rapidamente». Ma le risorse? «C’è il project financing». I primi 800 milioni per il primo tronco ci sono già. E’ evidente che l’associazione dei costruttori punta a quest’opera anche per motivi di lavoro. Da qui la richiesta alla Regione che vari una “Legge Obiettivo” per dare gambe rapide all’infrastruttura. Sul tratto da Pian di Vedoia a Macchietto c’è l’assenso politico - tutt’altro che indifferente - anche dei pubblici amministratori locali, come si può rilevare da un ordine del giorno sottoscritto a suo tempo con la Provincia. Da Macchietto in avanti, però, l’intesa politica ancora manca. Ed è in questa direzione che stanno spingendo ormai da tempi gli industriali bellunesi.
Il Gazzettino 28.06.2008 Pubblico tra dieci giorni Autostrada in Carnia. C'é il primo progetto Treviso Ritorna in auge il collegamento tra l'autostrada A27 Venezia-Belluno e la A23 Palmanova-Tarvisio. A rilanciare l'ipotesi è Renato Chisso, assessore alla Mobilità e alle Infrastrutture della Regione Veneto, ieri in occasione di un incontro organizzato dall'Associazione nazionale costruttori edili di Treviso, a Mogliano Veneto, tra la Marca e Venezia. «È un mio cruccio, un obiettivo che con il presidente Giancarlo Galan ci eravamo posti - conferma l'esponente della giunta veneta - Ora stiamo arrivando in porto con un'idea progettuale di fattibilità estremamente interessante. Fra una decina di giorni la presenteremo ufficialmente alla giunta e alla commissione». L'assessore non rivela dettagli, ma il progetto darebbe concretezza ad uno studio promosso dalle associazioni degli industriali di Belluno, Treviso, Pordenone e Udine. «Si tratta di una cosa fattibile, non di un volo pindarico - nota Chisso - Una cosa che non interesserà assolutamente Cortina, sarà un prolungamento per un chilometraggio adeguato». Si partirebbe per ora con il primo troncone da Pian di Vedoia (poco prima di Longarone), dove attualmente termina la A27, a Macchietto di Perarolo. Il tracciato poi piegherebbe a est, attraversando il confine regionale, fino a raggiungere, con ampi tratti in galleria, Forni di Sopra, e poi, nell'ultima sezione, Tolmezzo, per innestarsi sulla A23. E proprio per questo si attende l'ok della Regione Friuli. Anzi, la volontà di dare avvio alla fase operativa del progetto del segmento bellunese dell'asse autostradale, nasconderebbe la volontà di velocizzare i tempi di una decisione da parte dell'amministrazione Tondo. Un altro tavolo si dovrebbe poi aprire con la società Autostrade, concessionaria di entrambe le infrastrutture da collegare. L'operazione, del valore di circa 800 milioni di euro per la prima tranche, si baserebbe sul project financing: un gruppo di imprenditori investirebbe i capitali necessari (lo stesso Chisso esclude la possibilità di contributi pubblici) in cambio della gestione dei futuri pedaggi.
COLLEGAMENTO A27-A23 C'è la cordata per il primo tratto della Belluno-Tolmezzo Belluno Il progetto di prolungamento dell'A27 verso la Carnia, per collegarsi con l'A23 a Tolmezzo, va avanti e sarà presentato agli amministratori bellunesi nelle prossime settimane dalla Regione Veneto. Ormai c'è anche la cordata di imprenditori pronta ad assumersi l'onere di realizzare il tratto veneto fra il casello di Pian di Vedoia (Ponte nelle Alpi) e Macchietto di Perarolo. A realizzarla un pool di imprenditori italiani che sfrutteranno il sistema del project financing, ovvero metteranno i capitali in cambio di uno sfruttamento delle entrare dei pedaggi per trent'anni. L'annuncio dovrebbe essere fatto nelle prossime settimane dall'assessore regionale ai Trasporti Renato Chisso a Belluno. Un progetto di 800 milioni di euro che permetterebbe di prolungare il primo tronco dell'autostrada in territorio bellunese. Gli altri due tratti raggiungerebbero rispettivamente il comune di Forni di Sopra e quindi Tolmezzo. Sono in territorio friulano, per cui si attende l'ok della Regione a statuto speciale. Ma l'intenzione di cominciare sarebbe di fatto un messaggio rivolto al Friuli VG per dare avvio alla sua parte dell'opera. Sono soddisfatti gli industriali bellunesi, che avevano finanziato insieme ai colleghi di Treviso, Pordenone e Udine, uno studio di fattibilità consegnato alle due Regioni. «Da quello studio - ricorda il presidente i Assindustria Belluno Valentino Vascellari - era emersa la compatibilità ambientale e il fatto che un'opera del genere si paga da sola. Se davvero si partirà col tratto veneto, credo che anche il Friuli non dovrebbe porre problemi. Recentemente ho parlato con il nuovo governatore Renzo Tondo, il quale mi ha assicurato di essere favorevole al progetto. Tondo è tra l'altro di Tolmezzo e quindi il suo assenso è ancora più importante». Maurizio Dorigo
Il progetto del primo tronco, del costo stimato di 800 milioni, sarà presentato presto a Belluno dalla Regione Autostrada, c’è il pool di costruttori Da Pian di Vedoia a Macchietto in project financing aspettando che anche il Friuli si agganci Belluno Il collegamento tra l' A27 e la A23, dal bellunese alla Carnia, potrebbe fare presto i primi passi. Ci sono infatti i presupposti per la realizzazione del primo tratto, dall'attuale casello di Pian di Vedoia fino in Cadore, a Macchietto. A realizzarla un pool di imprenditori italiani che sfrutteranno il sistema del project financing, ovvero metteranno i capitali in cambio di uno sfruttamento delle entrare dei pedaggi per una trentina d'anni. L'annuncio dovrebbe essere fatto nelle prossime settimane dall'assessore regionale Renato Chisso a Belluno. Un progetto di 800 milioni di euro, presentato ancora nell'agosto dell'anno scorso, che permetterebbe di prolungare, per intanto, il primo tronco dell'autostrada, in territorio bellunese. Gli altri due tratti raggiungerebbero rispettivamente il comune di Forni di Sopra e quindi Tolmezzo. Tratti in territorio friulano, per i quali si attende l'ok della Regione a statuto speciale. Ma, da voci veneziane, l'intenzione di cominciare per intanto la costruzione del primo tratto veneto dell'autostrada sarebbe di fatto un messaggio rivolto al Friuli per dare avvio alla sua parte dell'opera. Che la Regione si stesse muovendo lo si era capito dalle stesse dichiarazioni dell'assessore Chisso, il quale aveva promesso che, se nulla si fosse mosso entro la fine dello scorso anno, ci avrebbe pensato Venezia a coordinare l'iniziativa. Così pare aver fatto Chisso, assumendosi la regia dell' operazione. Soddisfatti gli industriali bellunesi, che avevano finanziato insieme ai colleghi di Treviso, Pordenone e Udine, uno studio di fattibilità consegnato alle due Regioni, Veneto e Friuli. "Dallo studio - ricorda il presidente i Assindustria Belluno Valentino Vascellari - era emersa la compatibilità ambiantale e, soprattutto, che un'opera del genere si paga da sola. Se davvero si partirà con il tratto veneto, credo che anche il Friuli non dovrebbe porre problemi. Recentemente ho parlato con il nuovo presidente della Regione autonoma Tondo, il quale mi ha assicurato di essere favorevole al progetto. Tondo è tra l'altro di Tolmezzo e quindi il suo assenso è ancora più importante". Maurizio Dorigo
Corriere delle Alpi 25.06.2008 IL TRASPORTO FERROVIARIO «Piol perde il pelo ma non il vizio» L’assessore Chisso ribadisce le carenze finanziarie per l’intervento Belluno. «Quinto Piol perde il pelo ma non il vizio. Conosco anche meglio di lui la situazione in cui versano la rete ferroviaria e la mobilità regionale, compresa quella della provincia di Belluno, e sono d’accordissimo e il primo sostenitore della necessità di intervenire; solo che al momento non ci sono i finanziamenti dei quali sogna, una volta di un Sfmr secondo lui bloccato, una volta di un’Alta capacità ferroviaria che magari avesse qualche euro appostato per la sua realizzazione in Veneto». Renato Chisso ribadisce la sua posizione sull’argomento della possibilità di realizzare in provincia di Belluno una metropolitana di superficie circolare da tempo sostenuta a voluta da palazzo Piloni e dall’assessore alla mobilità, Quinto Piol. Chisso, quindi sottolinea la sua convinzione: «In un processo come quello dell’ammodernamento ferroviario, in ogni caso, per prima cosa servono i progetti, poi su questi ci si impegna a reperire le risorse finanziarie per realizzarli. Piol sembra voler chiedere prima i soldi e poi i progetti, che è un po’ come iniziare un lungo viaggio partendo dall’arrivo. Sui progetti», continua l’assessore veneto, «ho già dato, e confermo, la mia massima disponibilità ad elaborarli con il territorio, e anzi intendo incontrare su questo gli enti locali bellunesi e trevigiani interessati. Poi, sapendo che dalla progettazione all’esecuzione, passando per il Cipe, ci vogliono anni, e anche su questo è inutile illudere i cittadini, cominciamo a reperire ed appostare le risorse per quando davvero serviranno». «Gli slogan alla Piol», conclude Chisso, «sono quelli che in passato hanno causato la voragine del debito pubblico, che grava ancora pesantemente su tutti noi, sui servizi pubblici e soprattutto su un Veneto operoso che riesce ancora a produrre ricchezza. Io non ci sto ad accompagnarlo su questa strada e aggiungo anche che l’unica altra ipotesi per avere risorse fresche è quella di trovarle aumentando le tasse. Io non lo faccio di sicuro. Magari», ribadisce Chisso, «a lui questo è sfuggito. Così come è sfuggito che con la politica della giunta Galan siamo riusciti a far sì che il traffico almeno su gomma che oggi pesa sul Veneto si trasformi in una risorsa per la Regione, grazie all’ormai prossimo incasso di parte degli utili di esercizio di alcune tratte autostradali».
Corriere delle Alpi 23.06.2008 Tutti d’accordo sul tema della mobilità «Serve l’autostrada fino a Macchietto» Cibiana. Meglio il calcio o l’alpinismo? «Il calcio è bello, ma arrampicare è bellissimo. Il calcio non ha proprio nulla di culturale, sull’alpinismo abbiamo decine di migliaia di libri». Sono le parole di Reinhold Messner sul tetto dell’ex forte del monte Rite, trasformato da qualche in museo. Inutile chiedergli, pertanto, chi vincerà i campionati Europei. «L’Italia», azzarda Guido De Zordo, sindaco di Cibiana, immediatamente condiviso da Sergio Reolon, presidente della Provincia di Belluno. Si sorride, ma si parla anche di programmi in quota. Di programmi soprattutto per il fondovalle. A metà luglio Cibiana inaugurerà il Centro visitatori dei Murales e della Via del Ferro. Poi darà il via ai lavori di un mini centro-congressi, da 2 milioni e 318 mila euro (i contributi arrivano dalla Regione), con l’obiettivo, se Messner sarà d’accordo, di fare la sede invernale del museo. Si parla anche di infrastrutture. Reinhold Messner precisa che vuole l’autostrada fino a Macchietto: «La vogliono anche i sindaci», assicura il presidente Reolon. Più avanti? «Solo strade scorrevoli», risponde Messner. «D’accordissimo», condivide Reolon. «E magari anche il primo tratto della Venas-Macchietto», suggerisce De Zordo, con il nuovo ponte fino a Cibiana». (fdm)
Corriere delle Alpi 22.06.2008 Le ambiguità del presidente Reolon L'ambiguità della Provincia di Belluno e in particolare del presidente Reolon, non ha limiti, soprattutto sui temi importanti della vita e dello sviluppo della nostra Provincia. Capita così che a seconda degli interlocutori che si trova di fronte si cambi l'approccio ed allora si è contrari all'autostrada se si parla con i cittadini e i comitati contrari, si è d'accordo all'allungamento se si parla con l'Assindustria, e così pure con la questione rifiuti e l'inceneritore. La verità invece è sugli atti ufficiali che questa amministrazione provinciale propone; è proprio di giovedì nell'incontro con il presidente della Provincia di Treviso la disponibilità del presidente Reolon di prolungare l'autostrada A27 almeno fino al Cadore, ma poi da li ad arrivare a Dobbiaco o lungo la Carnia fino alla A23, il passo è breve. Già nel Piano strategico della Provincia di Belluno viene affermato anche se a caratteri piccoli a pag.123: "... qualora la soluzione di raccordo autostradale A27-A23 trovasse concreta fattibilità che non gravi sulle risorse pubbliche provinciali, la Provincia sarà parte attiva nella definizione di dettaglio della soluzione... ". Quindi si dica chiaramente che si è favorevoli al prolungamento, a patto che non gravi delle risorse della Provincia: ma si dica anche chiaramente che senso ha in questo periodo di crisi energetica ed ambientale programmare un'opera che verrà realizzata tra qualche decennio,e che distruggerà l'ambiente della Valle del Boite o delle dolomiti friulane, nel caso si optasse per il collegamento a Est. Alla faccia della grande opportunità del turismo o del "sentirsi Dolomiti" sbandierata ogni giorni (e sottolineata sulle lettere ieri) dal nostro presidente della Provincia. Ma allora perché non investire seriamente su forme di mobilità diverse come la ferrovia? Si investano i miliardi di euro necessari per l'autostrada per rammodernare e collegare a nord la nostra antiquata ferrovia, facendola diventare il vero mezzo di attraversamento e di collegamento della zona nord della Provincia. Stessa cosa dei trasporti si potrebbe dire per la questione rifiuti ed inceneritore: non possiamo affermare che l'inceneritore (vero nome del termovalorizzatore che ha come scopo solo valorizzare il patrimonio di chi lo gestisce) non serve in Provincia di Belluno quando non si fa una politica seria di riciclaggio e riduzione dei rifiuti. Siamo attualmente una delle province del Veneto che ricicla meno (sotto del 50%), con un falso impianto di compostaggio dell'umido (Maserot) il cui risultato va a finire in discarica o bruciato. Bisognerebbe avere il coraggio di dire ai cittadini bellunesi che il 40% del rifiuto secco da noi prodotto va incenerito a Schio e che questa quantità è in continuo aumento; o quindi si adotta un sistema di raccolta diverso, come sta effettuando con coraggio e capacità il comune di Ponte nelle Alpi (raccolta differenziata oltre l'80%), oppure tra qualche anno i poteri forti della nostra Provincia avranno il sopravvento e ci troveremo un bel inceneritore sulla testa, alla faccia del primato dei tumori delle nostre zone. AltreMenti
Corriere delle Alpi 20.06.2008 Treviso vuole lo sbocco verso nord AUTOSTRADA Belluno. Avanti con l’autostrada. Ma fino a dove? «Fino a Macchietto», risponde Sergio Reolon, presidente della Provincia di Belluno. «No, fino a Monaco di Baviera», incalza il collega trevigiano Muraro. I due discuotno anche di metropolitana, termovalorizzatore e cervi. Muraro la vorrebbe fino a Monaco: «Reolon è disposto a parlarne» Treviso bussa per l’autostrada Nell’incontro tra
presidenti si è discusso anche di treni e termovalorizzatore Belluno. Avanti con l’autostrada. Ma fino a dove? «Fino a Macchietto», risponde Sergio Reolon, presidente della Provincia di Belluno. «No, fino a Monaco di Baviera», incalza il collega trevigiano Leonardo Muraro. I due presidenti si sono incontrati in riva al Sile per discutere di numerose ed intriganti prospettive. Una di queste è stata, appunto, la prosecuzione della “grande incompiuta”. Informa Muraro: «Reolon mi ha dato la sua disponibilità a completare il tratto sino a Macchietto, poi a redigere uno studio approfondito su quelli che potrebbero essere i vantaggi economici e gli impatti ambientali di un possibile prolungamento fino a Monaco». Ma il progetto autostradale fra Macchietto e Amaro? «Non è assolutamente conveniente», insiste insiste Muraro. «Costa troppo e non risolve il problema di un aggancio rapido tra il Veneto e la Barriera». Resta una forte opposizione ambientale, ma - sottolinea Muraro - si può superare con l’autostrada in galleria. «In ogni caso è importantissimo il fatto che Reolon abbia accettato di discuterne». In tema di viabilità Reolon e Muraro hanno deciso di intervenire presso la Regione e Veneto Strade per chiedere l’inserimento del collegamento tra Feltre e la Pedemontana Veneta a Caerano San Marco. A proposito di infrastrutture, si è parlato anche di ferrovia e in particolare della metropolitana di superficie. «Ho chiesto a Muraro di condurre un’azione comune per fare in modo che la Regione non guardi solo all’area centrale, ma anche allo sviluppo del servizio a nord di Treviso, cioè alla chiusura dell’anello Conegliano, Vittorio Veneto, Ponte Alpi, Calalzo, Belluno, Feltre, Montebelluna», spiega Reolon. «La richiesta è di fare fronte comune per utilizzare i 140 milioni di euro bloccati e non utilizzati nell’area centrale del Veneto perché legati alla realizzazione dell’alta velocità. Con questi fondi è possibile attivare il sistema metropolitano di superficie». Muraro si è dichiarato pienamente disponibile. Anche nella prospettiva di non isolare Vittorio Veneto, da una parte, Montebelluna e Cornuda, dall’altra. Fra le infrastrutture considerate nell’agenda del confronto fra i due presidenti, anche il termovalorizzatore. Per lungo tempo si è parlato che una struttura del genere doveva implementarsi tra Belluno e Treviso; fra i siti individuati, quello di Vittorio Veneto. «La produzione di secco nelle due Province di Treviso e Belluno, circa 120.000 tonnellate l’anno, non giustifica la realizzazione di un inceneritore a servizio delle due Province, in quanto non sarebbe economicamente vantaggioso. Chiederemo allora in sede Urpv», informa Reolon, «di valutare congiuntamente la produzione di rifiuto urbano in tutte le Province del Veneto e di individuare congiuntamente una soluzione a livello regionale».
Corriere del Veneto 20.06.2008 L'incontro. I presidenti delle Province: sì
al metrò e all'A27 fino a Macchietto Patto con Treviso: no a un inceneritore Belluno - Nessun inceneritore per le province di
Belluno e Treviso, sì alla metropolitana di superficie e al proseguimento
dell'autostrada A27. Molti i punti che hanno visto d'accordo il presidente della
Provincia, Sergio Reolon (Pd) e il suo omologo trevigiano Leonardo Muraro
(Lega), durante l'incontro di mercoledì a Treviso. «Sul metrò ho chiesto a Murano di condurre un'azione comune per far sì che la Regione non guardi solo all’area centrale ma anche allo sviluppo del servizio, a nord di Treviso, cioè alla chiusura dell'anello Conegliano, Vittorio Veneto, Ponte nelle Alpi, Calalzo, Belluno, Feltre, Montebelluna» ha spiegato Reolon aggiungendo l'intenzione di chiedere a Regione e Veneto Strade l'inserimento tra le opere da realizzare del collegamento tra Feltre e la Pedemontana a Caerano San Marco. I due presidenti hanno poi convenuto sulla necessità di portare l'A27 fino a Macchietto e sull'intenzione di verificare con uno studio la sostenibilità degli ungulati come i cervi in Cansiglio rispetto all'attività agricola e all'integrità della foresta. «Un altro punto su cui ci siamo trovati in totale accordo è lo smaltimento dei rifiuti urbani - aggiunge Muraro - abbiamo convenuto che la produzione del secco delle due province non giustifica la realizzazione di un inceneritore, in quanto non sarebbe economicamente vantaggioso. Chiederemo all'Unione delle province venete di valutane congiuntamente una soluzione a livello regionale». In tema ambientale Muraro ha aggiunto che «Reolon mi ha dato disponibilità a contribuire economicamente, anche se non di interesse diretto per la sua provincia, ad acquistare il monte Pizzoc». M. C.
Prosegue l’attività di Pas Dolomiti contro il progetto del collegamento con Carnia e Austria Autostrada, incontri per il "no" Il comitato ambientalista fa appello ai parlamentari e al mondo economico Cadore (D.C.) Il progetto di collegare l'autostrada A27, che sbuca a Pian di Vedoia con la A23 che passa per Tolmezzo in Carnia, non è certo una novità. L'intento che da anni si cerca di approfondire è quello di avere un collegamento diretto autostradale con l'Austria. Non sono una novità però nemmeno le proteste di molti cittadini ed abitanti, specialmente friulani che vedrebbero completamente deturpato il loro territorio e il loro paesaggio. Il progetto prevederebbe infatti una infrastruttura lunga 85 km, di cui 42 previsti in galleria, 6.4 su viadotto e in più 7 svincoli. Il tutto per un costo di circa 3 miliardi di euro.L'idea prese avvio ancora parecchi anni fa sulla logica spinta delle "categorie economiche" allo scopo di trovare un'alternativa all'annosa e contestatissima ipotesi di costruzione di un'altra autostrada che da Belluno, passando in territorio di Cortina D'Ampezzo, si doveva dirigere verso l'Austria. L'alternativa si trovava, quindi, congiungendo, con un "semplice" tratto, l'autostrada A23, casello di Amaro, con l'Autostrada A27 che termina a Belluno, allo scopo di permettere alle merci venete o del Brennero di raggiungere l'estero e i paesi dell'Est. L'associazione Pas (Per Altre Strade) Dolomiti, nata nel 2006, ha così dato avvio fin da subito ad una serie di incontri con i rappresentanti delle forze politiche a livello locale, provinciale, regionale e nazionale per informare, sensibilizzare e confrontarsi sul delicato tema delle grandi opere che interessano la catena alpina nord-orientale.Pas Dolomiti intende manifestare la propria forte preoccupazione per l'incapacità dimostrata negli ultimi 15 anni di indicare un percorso condiviso e rivolto al futuro nelle aree montane fatto di turismo e riscoperta del valore del territorio e degli splendidi ed unici panorami che offre. Pas Dolomiti, tramite una serie di successivi incontri, vorrà ribadire il concetto di provvedimenti che arrestino lo spopolamento del territorio e ne salvaguardino l'identità, allontanando il rischio che vengano approvati, quasi a scatola chiusa, progetti di grande impatto ambientale e sociale a vantaggio di meri interessi esterni.
Corriere delle Alpi 19.06.2008 IL COMITATO Pas Dolomiti ribadisce il «no» all’autostrada verso la Carnia Cadore. Il comitato Pas Dolomiti ribadisce il suo no all’autostrada Cadore-Carnia. Lo ha detto anche ai parlamentari bellunesi Maurizio Fistarol, del Partito democratico, e Gianvittore Vaccari, della lega Nord, incontrati nei giorni scorsi. Meglio il rafforzamento della ferrovia, ha insistito l’associazione, che nell’occasione dell’incontro con i due parlamentari ha fatto anche una disanima dei problemi delle terre alte. Sia Fistarol che Vaccari hanno manifestato apprezzamento per la disponibilità del comitato al confronto, ancorché non concordando su tutte le proposte presentate. Un confronto che continua. «Con questa iniziativa, oltre a confermare la sua nota posizione critica nei confronti delle grandi opere autostradali, Pas Dolomiti - spiegano i coordinatori - intende manifestare la propria forte preoccupazione per l’incapacità dimostrata - negli ultimi 15 anni - da parte della politica e delle istituzioni ai vari livelli, di indicare un percorso condiviso e rivolto al futuro in materia di infrastrutture nelle aree montane. Questa incapacità, unita a proposte e studi di fattibilità che si contraddicono tra loro, sta creando una pericolosa condizione di stallo che pregiudica ogni ipotesi di benessere economico e sociale delle comunità». L’organizzazione chiede «una viabilità locale decente subito, a cominciare dalla realizzazione della circonvallazione di Longarone, inderogabile tassello a completamento delle varianti già realizzate lungo il “canale” del Piave», il miglioramento del trasporto collettivo («nella consapevolezza che, per motivi legati specialmente alla situazione del mercato energetico, il ricorso ai mezzi pubblici sarà una strada obbligata») e lo spostamento progressivo del trasporto merci dalla gomma alla rotaia. Francesco Dal Mas
Il Gazzettino 13.06.2008 Due sale intitolate agli ex presidenti. Da oggi il Vascellari-bis Omaggio di Assindustria a Caldart e Bortoluzzi Belluno Comincerà oggi il Vascellari bis. A Villa Doglioni Dalmas è infatti in
programma per questa sera l'assemblea elettiva di Assindustria Belluno. Unico
candidato alla carica di presidente è Valentino Vascellari, già alla guida
dell'associazione nei due anni scorsi. Questa sera, oltre a quello del
presidente, si sapranno anche i nomi dei due vicepresidenti. Fra le priorità
del Vascellari bis c'è il turismo e il suo sviluppo, ma anche un rapporto
migliore con le pubbliche amministrazioni, a prescindere dal loro colore
politico, e il prolungamento dell'autostrada verso nord. Sempre in serata, alle 19, è in programma un momento particolarmente
significativo e atteso: la cerimonia di intitolazione a Paolo Caldart e Celeste
Bortoluzzi della Sala Consiglio e della Sala Giunta dell'Associazione.
Voci di Cortina 06.2008 di Giacomo Pompanin Dire quanto il Veneto sia cambiato negli ultimi cinquanta anni non è cosa nuova, tuttavia poco ci si accorge di come l’insediamento della fabbrica, del progresso sia andato a discapito del paesaggio, da sempre in secondo piano e solo oggi rivendicato come antica meraviglia. Senza entrare nel particolare – libro di riferimento per l’argomento resta sempre Schei di Gian Antonio Stella – è fortemente indicativo il capitolo Là dove c’era l’erba ora c’è un capannone… Il prezzo ecologico: la devastazione del territorio per capire, con molta disillusione, quale sia stata la direzione presa in passato. Una realtà, quella di oggi, riportata alla nostra attenzione anche dal recente intervento, diffuso dal Comitato per Altre Strade (PAS), del professor Pier Maria Gaffarini, della facoltà di ingegneria dell’università di Padova. Mi permetto di osservare come non esista più, a parte una serie di episodi fondamentali e ben circoscritti, difesi dalla loro stessa natura o dalla volontà di pochi, il paesaggio veneto. Ma una sottospecie, come immagine, risultato e segno di una società, e di una occupazione del suolo che ne ha ignorato, se non diversamente costretta, l’identità e lo stato fisico naturale. È proprio in questo contesto che si sviluppa il lavoro della studentessa Cecilia Alzetta, del corso di laurea in Progettazione e gestione del turismo culturale, all’università di Padova, che prende come riferimento il dibattuto progetto di collegamento autostradale A27-A23, una questione che ha interessato e interessa molto da vicino i nostri territori, proponendolo, anche questa volta, con un titolo emblematico ed esplicativo: La valle si fa autostrada. La tesi, che percorre puntualmente norme e leggi, analizza il caso nel concreto, offre spunti per una via alternativa, vorrebbe essere comunque un tentativo per sottolineare l’importanza delle risorse naturali per le comunità locali e per la domanda turistica. Questo perché proprio il Cadore e la Carnia – luoghi nei quali il collegamento verrebbe costruito, ndr – si propongono come terre incontaminate in perfetta antitesi con il progetto autostradale rivolto ad un turismo di massa e non di qualità che vede, invece, nell’ambiente una grande risorsa, anche economica. Non bisogna tuttavia dimenticarsi – è ben precisato nello scritto – di come una proposta così drastica non sia altro che un sintomo, una normale necessità di mettere in contatto, in comunicazione delle zone di per sé isolate con il mondo circostante. E di quanto sia ormai innegabile il cattivo stato in cui versano le infrastrutture all’interno delle nostre zone montane, oltre all’effettiva difficoltà dei luoghi in cui ci si trova a dover intervenire. È opportuno aggiungere però che altrettanto indispensabile è convertire il rispetto del territorio in una risorsa economica con un progetto diverso, sempre temerario, ma votato al rispetto ambientale e con possibili fonti di guadagno. La proposta è quindi “modello elvetico”, il suggerimento di adeguare la rete ferroviaria, potenziando sia il trasporto di persone che quello di merci, e cercando di trasformare proprio il treno in attrattiva turistica. In Svizzera ha funzionato… Dobbiamo riflettere ed agire sul cosa e come fare, prima che la realtà, la cruda realtà s’imponga all’interno di un vago parlare, adesso, di tutela del paesaggio. (P.M.Gaffarini)
Il Gazzettino 07.06.2008 Nominato commissario per la terza corsia di Mestre Mainardi docente alla Iuav: tra i temi le strategie per la A27 "lunga" Due nuovi incarichi di prestigio per Bortolo Mainardi. L'architetto cadorino, che dal 2003 al 2006 ha ricoperto l'incarico di commissario governativo per le grandi opere, è stato nominato ieri commissario per la terza corsia della A4 Venezia-Trieste, e dal 30 giugno al 19 luglio prossimi sarà docente all'Università IUAV di Venezia, facoltà di architettura. In particolare, coordinerà un workshop intensivo laboratoriale dal titolo Gestione e valutazione ambientale delle grandi opere infrastrutturali. Nello specifico, terrà delle lezioni sul tema dell'evoluzione storica delle vie di comunicazione dall'antichità a oggi, arrivando alla natura delle grandi opere strategiche contemporanee con una specifica valutazione tecnica, economica, ambientale e paesaggistica sull'ipotizzato prolungamento/ collegamento dell'A27 con l'A23 (Cadore-Carnia). Relativamente a questa ipotesi di nuovo collegamento autostradale, nel corso del workshop si analizzerà un modello di valutazione ambientale con specifico riguardo alla componente paesaggistica. La sua nomina a commissario della terza corsia A4 Venezia-Trieste, è stata accolta positivamente dal presidente della giunta veneta, Giancarlo Galan. «È un veneto che va a fare il commissario - ha spiegato - di una cosa che sta principalmente in Friuli Venezia Giulia. Come avvio - ha aggiunto - è un buon risultato. Ma il risultato vero è che così si risparmiano due anni. E questo è importante».
Commento positivo del governatore Galan: «Un veneto che va in Friuli è
un buon risultato». Gli fa eco l’assessore delle regione vicina Riccardi: «Porterà
a compimento i lavori» Autostrada, Mainardi commissario per la terza corsia Udine Il commissario per la terza corsia dell'autostrada A4, Venezia Trieste, sarà l'architetto bellunese Bortolo Mainardi. Lo ha anticipato ieri, a Trieste, il presidente del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo che il giorno precedente, con il collega veneto Giancarlo Galan, aveva incontrato a Roma il premier Silvio Berlusconi, per discutere dello stato di crisi della A4 e per solleciare la nomina di un commissario «per snellire le procedure burocratiche» per la realizzazione della terza corsia da Mestre a Villesse. Mainardi era già stato indicato dall'allora ministro dei Lavori pubblici Pietro Lunardi, all'epoca del precedente governo Berlusconi, quale commissario straordinario per le opere strategiche nel Nordest inserite nella cosidetta legge Obiettivo e conosce pertanto la questione della terza corsia, avendo anche seguito gli sviluppi per la realizzazione del passante di Mestre. Rimosso dall'incarico con l'arrivo di Antonio Di Pietro, che puntava invece a ricondurre sotto la regia dell'Anas tutte le infrastrutture autostradali, ha lavorato anche per conto della Regione Veneto al lavoro di verifica e analisi di fattibilità relativa al prolungamento dell'A27 fino al raccordo con l'A23, la considetta Cadore-Carnia. «È un veneto che va a fare il commissario - ha commentato Galan - di una cosa che sta principalmente in Friuli Venezia Giulia. Come avvio è un buon risultato, anche se il risultato vero è che così si risparmiano due anni. E questo è importante». «Conosco Mainardi e ne apprezzo le qualità professionali - ha fatto eco dal Friuli l'assessore Riccardo Riccardi - la nomina consentirà la riduzione dei tempi procedimentali per realizzare la terza corsia. Di quanto è difficile a dirsi, ma ridetermineremo sicuramente il cronoprogramma con il commissario».
Corriere delle Alpi 01.06.2008 «Voglia di fare? Qui non ne vedo, siete buoni solo a piangervi addosso» Messner: «Cortina? E’ morta» «In Val Venosta già oggi hanno il pienone, il centro ampezzano è vuoto» Francesco Dal Mas Cibiana. «In Cadore, mi dispiace, non ho visto voglia di fare. Salvo
che a Cibiana. Ne ho visto ben poca, per la verità, in tutta l’area». «Da Cortina a Venas ho fatto la coda dietro a 30 camion», protesta il “re degli ottomila”, ancora incavolato, «che per queste strade non dovrebbero mai passare». Ecco il motivo di una giornata, fra le nuvole del monte Rite, a constatare che il museo va avanti, che ci sono gli appoggi giusti (Comune e Regione) per farlo decollare definitivamente, ma che il contesto va indietro. E quasi s’arrabbia il famoso alpinista quando qualche cadorino osserva che forse la pubblicità non è così diffusa. «Alla pubblicità ci penso io, voi pensate invece a fare le strade». Perché, allora, non rilanciare l’appello di 10 anni fa per l’autostrada... «No. Nessuna autostrada. Ha raccontato bugie chi mi ha messo in bocca richieste di sfondamento autostradale a nord. Dieci anni fa, avviando il cantiere per il museo fra le nuvole sul monte Rite, sollecitai di portare l’A27 fino alle porte del Cadore e di far partire da qui diverse direttrici di traffico, strade veloci. Dopo 10 anni non rilancio appelli. Non dovete aspettare che io venga a salvarvi, a risolvere i problemi che voi non riuscite a risolvere». Di chi è la colpa? «Di voi stessi. Dopo quella mia proposta si è sentito qualche sindaco fare discorsi intelligenti? No. E, allora arrangiatevi. Come io mi arrangio quassù. Io non ho chiesto un euro a nessuno...». Il Comune di Cibiana, la Regione hanno investito parecchio? «Certo, ma per la valorizzazione del monte Rite, al servizio di tutti. E io li ringrazio, perché, oltre che generosi, sono stati tempestivi. Altro che a Bolzano (il Comune, ndr)». Senza strade di scorrimento veloce, come la Macchietto-Venas, patirà qualcosa anche il museo? «Fatevi avanti con i vostri sindaci. Sono loro, non io, che gestiscono i vostri voti. Se in questi dieci anni non hanno fatto nulla, neppure la necessaria pressione, il traffico attuale ve lo ritroverete raddoppiato fra 50 anni. E, in ogni caso, voi bellunesi continuate a sbagliare se, anziché chiedervi che cosa potete fare per voi stessi, vi limitate a tendere la mano. Queste lamentele personalmente non le voglio più sentire». Cortina, avesse avuto i mondiali di sci del 2013, avrebbe ricevuto investimenti per 50 milioni... «Cortina? Cortina è morta, è vuota. Sono passato questa mattina ed ho visto solo balconi chiusi. La Val Venosta è piena di turisti, qui si vedono solo per tre settimane in agosto e per un paio d’inverno. Con questi presupposti Cortina è destinata a soccombere, non ha futuro». Il motivo? «Credevate di fare i furbi concedendo le seconde case. Ecco i risultati. Le vostre valli zeppe di seconde case, ma vuote; la Val Pusteria zeppa di turisti». Cortina può riabilitarsi? «Oggi ho avuto la sensazione di un paese morto, eppure un tempo aveva grande fascino. Mi dispiace». Ma i turisti possono tornare. C’è un Est che si fa avanti. L’importante è catturarlo. «L’avete perso. Dieci anni fa suggerivo di realizzare una strada veloce, sotto la Mauria, per agganciare la Udine-Tarvisio-Vienna, proprio per catturare i turisti dall’Est. Ma in questi anni non avete fatto nulla, quindi li avete persi. E poi dove sono gli alberghi per ospitarli?». L’ultima sfida? «Il 5 luglio porterò al museo i più grandi protagonisti viventi delle “direttissime”. Vorrò proprio vedere se il popolo dolomitico se ne accorgerà. Il mondo alpinistico tedesco senz’altro sì».
Il Gazzettino 01.06.2008 Alla vigilia della riapertura del Museo tra le nuvole Messner
critica l’assenza di spinte per far decollare la montagna bellunese «Troppi piagnistei, poche strategie» I numeri per riuscire a competere con l’Alto Adige ci sarebbero: manca l’unità degli sforzi Cibiana «Se non unite i vostri sforzi, rischiate di rimanere tagliati fuori dalle spinte del progresso; troppe divisioni, troppo individualismo da queste parti»: Reinhold Messner non si fa pregare a dire quale è la sua opinione sulla mancata accelerazione della montagna bellunese, che avrebbe tutti i numeri per competere con l'Alto Adige e con gli altri luoghi di turismo. Ma non decolla. «E' il turismo la vostra arma vincente ma voi continuate a perdere tempo sui piccoli numeri; non avete capito che le seconde case sono la rovina del turismo e danno un benessere fittizio, non reale, che il territorio non si vende mai ma si sfrutta. La ricettività, quella vera, è delle strutture alberghiere; guardate nelle valli alpine dell'Alto Adige, sempre piene di gente: e non ditemi che è merito di Bolzano che foraggia le imprese...è un altro modo di concepire l'accoglienza. Anche Cortina, che sta soffrendo per un calo di immagine e di potenzialità ricettive e strutturali, avrebbe bisogno di cambiare obiettivi e strategie; è "deserta" per troppi mesi all'anno. Per sopravvivere e fiorire bisogna portare qui i turisti dell'est europeo». Messner ha scelto la vigilia dell'apertura del suo "museo tra le nuvole", in vetta al Rite, che ospiterà le testimonianze della "direttissima" in croda, per proclamare la sua ricetta risanatrice e per denunciare i mali che appesantiscono l'attività pubblica verso il rilancio della montagna. «Tutti sono bravissimi a piangere, a lamentarsi e a chiedere sussidi e interventi, ma nessuno si chiede: che cosa posso dare io per migliorare la situazione?». E a proposito dell'autostrada che lui era favorevole, dicevano, a prolungare verso l'Austria? «Una bella bugia. Io sono favorevole, dalla fine dell'autostrada, a decongestionare il traffico, ormai intollerabile, su quattro strade, anche verso il Mauria e Tarvisio. Ma solo per creare più possibilità di scelta, beninteso nel rispetto dell'ambiente». E al "museo tra le nuvole" che cosa serve? «Una funivia leggera, che dalla forcella porti i visitatori fin sulla cima del Rite. La strada può essere usata dai pedoni e dai ciclisti d'estate, dagli appassionati dello sci d'inverno». Ma lei ha detto che quassù potrebbe arrivare una tappa del giro d'Italia..."Ho detto solo che sarebbe bello, ma il Rite non è Plan de Corones e sarebbe impossibile trasformarlo in qualcosa di simile. Il Rite è così e rimane così». Il sindaco Guido De Zordo annuisce e della funivia, di cui esiste già uno studio di fattibilità, dice che serve intanto trovare i finanziamenti e la società che la gestirà. Ma Messner non è nè imprenditore nè uomo politico. «Sono solo uomo di cultura. Tanto è vero che sono diventato coprudottore di un film incentrato su una storia che ha la montagna come sfondo. Mi interessa, mi piace e in futuro mi occuperò di film». Anche Mauro Corona, venuto anche lui a vedere il museo e il suo fondatore, mostra interesse alle parole di Messner; e gli promette che farà "qualcosa", lassù, ai 2180 metri di quota, per lasciare un segno della montagna che vive e che non vuol soccombere. «Per andare avanti, basta agire con misura e moderazione; ma non chiudere la porta in faccia a nessuno». Parola di Mauro Corona. Bortolo De Vido
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