|
|
|
Cosa dicono, Rassegna stampa, Varie 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 ultime... gennaio febbraio marzo aprile giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre
MAGGIO Il Gazzettino 30.05.2008 Assindustria Belluno Vascellari: il governo Prodi ha mollato la montagna veneta Cortina d'Ampezzo Il presidente di Assindustria Belluno, Valentino Vascellari, contiene a fatica l'amarezza per la sconfitta di Cortina nella corsa per i Mondiali di Sci Alpino del 2013: «La battaglia per il Made in Italy inizia molto male». I motivi della sconfitta sono antichi: «Ci sono due fattori evidenti: il primo e' la scarsa attenzione del Governo Prodi rispetto a una partita che invece andava giocata per essere vinta. Comprendiamo il grande impegno per l'Esposizione Universale, ma i Mondiali di sci del 2013 sono finiti nel dimenticatoio del precedente esecutivo. Si è addirittura permessa una doppia candidatura italiana, di Cortina e della Val di Fiemme, che ha compromesso in modo decisivo la scelta della giuria». Il secondo motivo è invece culturale, secondo Vascellari: «La montagna veneta è stata a lungo considerata come la figlia di un dio minore. La vittoria di Cortina sarebbe stata un primo enorme passo per uscire dall'isolamento. Però accogliamo con gratitudine l'impegno della Regione Veneto per il prolungamento dell'autostrada e attendiamo le attenzioni del Governo. Berlusconi ha già promesso una cabina di regia per la promozione dell'Italia e mi auguro che Mister Made in Italy possa lavorare con grandi risorse e di concerto con il Sottosegretariato al Turismo. Per facilitargli il lavoro propongo che anche le Dolomiti diventino un prodotto tipico a tutti gli effetti. Non si vive di sole mozzarelle».
OggiTreviso 28.05.2008 www.oggitreviso.it Io sto con i contadini Tutela del Prosecco, dei prodotti italiani e
del reddito degli agricoltori: le priorità del Ministro delle Politiche
Agricole Luca Zaia Treviso. Da Venezia a Roma e ritorno. Di rientro da Maribor, in Slovenia, dove ha partecipato al Consiglio agricolo informale dei ministri euroepi dell'agricoltura, il neo ministro dell’Agricoltura Luca Zaia è già al suo secondo confronto europeo. Ormai lanciato in una dimensione non solo nazionale ma europea, non cambia il suo modo di agire e di pensare: ascolta quello che gli dice la gente, e tiene a precisarlo, senza dimenticare le priorità e le istanze del suo territorio. In questa intervista rilasciata a "oggiTreviso", il ministro Zaia
espone le sue priorità. E' intervenuto anche in merito alle priorità governative in materia
di infrastrutture...
Corriere delle Alpi 27.05.2008 «La nuova A27 sia priorità» Zaia: «Ma senza sfondamento a nord» CORTINA. Per il ministro delle Politiche Agricole, il veneto Luca Zaia, il prolungamento dell’autostrada A27 deve essere considerato «una priorità» infrastrutturale. Il ponte di Messina è compreso nel programma di governo, «come risultato di una mediazione», ma - ricorda Zaia - la Lega ha voluto un sottosegretario alle grandi opere del Nord perché queste hanno una priorità altrettanto importante. Ma come portare avanti la Venezia-Monaco? Secondo il ministro - che da presidente della Provincia di Treviso aveva promosso anche una raccolta di firme - l’arteria dovrà proseguire da Pian di Vedoia a Macchietto e da qui verso la Carnia, in galleria, per raggiungere poi il casello di Amaro. Non è infatti realistico, sempre secondo Zaia, pensare ad uno sfondamento a Nord. Prima della Venezia-Monaco, però, il Veneto attende - riconosce il ministro - la Pedemontana ed il completamento del Corridoio 5. Anche Per il ministro Sacconi, il ponte sullo stretto di Messina «è una grande opera e il Paese ha interesse a costruire grandi opere. Ogni grande struttura trasferisce esperienze tecnologiche e amministrative straordinarie. Anche il Mose è una grande esperienza internazionale, così come lo è il ponte non solo perchè unisce la Sicilia ma perchè saprà fornire un ritorno a vantaggio di tutto il Paese». (fdm)
Dolomiti Channel 26.05.2008 Prolungamento A27 di Gian Franco Pinna Tempo fa il direttore del Gazzettino di Belluno scriveva in prima pagina “Senza infrastrutture non c’è futuro per il Cadore”. Era il giorno che seguiva un incontro avvenuto a Pieve di Cadore per parlare
di mobilità, e dove lui stesso aveva fatto da moderatore. Nello scritto
giornalistico, anzi, opinionistico, Grazziottin sostiene che gli amministratori
e i rappresentanti di ogni categoria devono confrontarsi a tutto campo e fare
delle scelte strategiche, portando avanti quelle sulle quali si è già creata
una maggioranza.Di che cosa stava parlando? Del prolungamento della A 27,
principalmente. Quando dice maggioranza, non c’è chiarezza se parla dei
sindaci riuniti a Longarone, oppure degli industriali pro autostrada. Perché
non vi è mai stata una votazione con tutti gli interessati politici riuniti e
industriali di tutte le categorie, ne vi è mai stato un referendum popolare
sulla questione. Semmai vi sono state delle decisioni consiliari (Domegge e
Calalzo, tanto per citare) che si sono espresse negativamente sul progetto
conosciuto.
Il Gazzettino 22.05.2008 Tutela del paesaggio ora è troppo comodo diventare i paladini Ma davvero volevamo un Veneto così? E quale residuo paesaggio si vuole difendere? (...) Mi permetto di osservare come non esista più, a parte alcuni ambiti ben circoscritti, il paesaggio veneto. Esiste una sottospecie, come immagine, risultato e segno di una società, e di una occupazione del suolo che ne ha ignorato l'identità e lo stato fisico naturale. I fiumi, i torrenti, le risorgive, le coste, le aree umide, i biotopi, i prati, le colline, le montagne? Potrebbe essere indicata per ogni singola parte di questo complesso mosaico, la ragione del mutamento. Le cave e le concessioni minerarie, l'utilizzo del l'acqua, il lento degrado del le risorgive, le coste come sfilata di edifici, i biotopi e le aree umide, come fastidiosa presenza di una storia del suolo che non ci interessa, le colline come sfondo per edifici, le montagne come nomi da esportare, umiliate da un'edilizia indecente. Qualcuno mi dica: dove il paesaggio è stato elemento fondante di una politica urbanistica? Gli strumenti urbanistici fin dagli anni Sessanta prevedevano traguardi di abitanti non sostenibili? E ora, altri e variegati strumenti urbanistici consentono la tutela di cosa? E le Vas, le Via sono noiosi contrattempi o regole da seguire scrupolosamente? (...) Poi vorrei sottolineare una correlazione. La salute e la malattia sono risposte allo stato del l'ambiente, che può essere origine di stress e di patologie; non a caso queste si manifestano nelle forme più varie all'interno del le aree urbane degradate o periferiche. In questo campo di ricerca siamo ancora ai primordi. Si stanno collegando i sintomi, si incrociano i dati. (...) Avevamo e abbiamo strumenti di analisi dei sistemi territoriali potenzialmente di rara efficacia. Discipline umanistiche e scientifiche a disposizione, ricercatori, urbanisti, geologi ambientali, idraulici, economisti, medici ed intellettuali, il cui apporto alla conoscenza forse è rimasto confinato nelle biblioteche, oppure ignorato. Siamo smarriti, però potevamo tutela re il paesaggio attraverso il sapere, che forse non serve, perché è sentito come qualcosa contro una crescita in ogni caso da riordinare. Dobbiamo riflettere e agire sul cosa e come fare, prima che la realtà, la cruda realtà s'imponga all'interno di un vago parlare, adesso, di tutela del paesaggio . Pier Maria Gaffarini - Facoltà di Ingegneria - Università di Padova
L’Amico del Popolo 17.05.2008 Giornata dell’economia - In previsione di Cortina 2013 ma non solo Infrastrutture, Reolon: prepariamoci per
la prossima legge obiettivo Infrastrutture e sviluppo turistico al centro della sesta Giornata dell’economia, che la Camera di commercio di Belluno ha celebrato nella mattinata di venerdì 9 maggio nella sede di piazza Santo Stefano. Infrastrutture e turismo vengono spesso visti come termini antitetici: Silvano Vernizzi, amministratore delegato di Veneto Strade, è partito da questa sottolineatura. Eppure il turismo ha bisogno di infrastrutture. Tanto che il presidente della Camera di commercio Paolo Doglioni ha insistito sul grave ritardo della provincia di Belluno rispetto al resto d’Italia: su 103 in classifica, siamo oggi al 95o posto. «E dire che figuriamo tra le aree più industrializzate ». Infrastrutture indispensabili, turismo scelta strategica. «Pensiamo al Comelico», ha detto il presidente della Provincia Sergio Reolon: «o si sviluppa seriamente il turismo, o tutti dovranno scendere a valle». L’obiettivo è condiviso, «ma dobbiamo fare molta molta strada». Per esempio, anche avviando una strategia comune con l’aereoporto di Treviso per portare turisti in provincia: «un aspetto fondamentale», ha detto Reolon, che ha anche indicato il mondiale di sci del 2013 a Cortina come un’occasione da non perdere. «In questa prospettiva ma anche se non si dovesse fare il mondiale a Cortina dobbiamo farci trovare pronti e inserire nella prossima legge obiettivo del nuovo governo, in giugno, le opere infrastrutturali di cui abbiamo bisogno». Non c’è solo carenza di strade e ferrovie, ma anche di infrastrutture immateriali, come la “banda larga” per i collegamenti a internet. «Un territorio se vuole essere appetibile sia per l’industria, l’artigianato e il commercio, sia soprattutto per il turismo, deve poter offrire una accessibilità il più possibile moderna e adeguata agli obiettivi dello sviluppo», ha detto Doglioni. A una condizione: «il nostro territorio non può né deve essere violentato da infrastrutture che deturpino il paesaggio e che condizionino negativamente la qualità della vita». «Il nostro deficit di infrastrutture è grandissimo», ha rincarato Reolon, «viario ma soprattutto ferroviario e nelle fibre ottiche». Anche se poi si scopre - parola dell’assessore regionale Oscar De Bona - che i Comuni bellunesi di confine finora non hanno minimamente raccolto la possibilità di compartecipare allo stanziamento di risorse già accantonate dalla Regione e dalla Provincia di Belluno, in accordo con il Trentino, proprio per la diffusione della banda larga nei loro territori (nell’ambito del fondo Letta e dell’accordo Galan-Dellai). Sarà perché i Comuni, ormai, non hanno più una lira? «Forse in questa fase sarebbe meglio un marciapiede in meno e una fibra ottica in più», ha sostenuto De Bona.
Corriere delle Alpi 15.05.2008 di Irene Aliprandi Assindustria, Vascellari si ricandida alla guida Il 13 giugno l’assemblea per l’elezione del presidente dei prossimi due anni «Il mio è stato un lavoro soddisfacente ma incompleto» In agenda energia e autostrada BELLUNO. Un secondo mandato per Valentino Vascellari. Al termine di un giro di consultazioni, il presidente di Assindustria Belluno ha dissipato i dubbi, annunciando a tutti gli associati la sua ricandidatura, in occasione dell’assemblea del 13 giugno. L’apprezzamento riscontrato negli incontri delle settimane scorse ha convinto Vascellari, che afferma di voler portare a termine il lavoro non concluso dei primi due anni. Non si esclude che avrà degli sfidanti. Lo statuto di Assindustria Belluno, a differenza di altri, prevede mandati di due anni rinnovabili e a giugno scade la prima presidenza di Vascellari. L’elezione è un meccanismo complesso, un po’ all’americana. La prima fase si è già conclusa, con l’individuazione dei delegati (che voteranno in assemblea) da parte di ogni sezione. Le sezioni (cioè i settori rappresentati in Assindustria) hanno pesi specifici differenti a seconda del numero di addetti e a Belluno chi conta di più sono le occhialerie e le aziende metalmeccaniche, poi edilizia e terziario medio e infine tutti gli altri. Da domani a lunedì i cinque saggi di Assindustria (Paolo Terribile, Angelo Funes Nova, Luigi Pinto, Alfonso Secco e Delfo Monti) consulteranno tutte le sezioni e gli “associati che contano” e dai colloqui emergeranno i nomi degli eventuali sfidanti di Vascellari. La scelta tra i candidati avverrà in assemblea privata il 13 giugno. Valentino ci riprova. «Senza false umiltà», dice Vascellari, «ritengo di aver fatto un lavoro soddisfacente, ma non completo. Voglio sostenere ancora i temi del mio mandato: il rilancio del turismo, la spinta per le infrastrutture e il riconoscimento della funzione positiva dell’attività imprenditoriale nella società bellunese, soprattutto delle industrie manifatturiere. C’è ancora lavoro da fare, ho ancora davanti compiti da svolgere». La squadra. E’ davvero presto per dire cosa succederà e quindi Vascellari non si sbilancia. «Deciderò i nomi della giunta dopo, se verrò rieletto». Di diritto, in qualità di vicepresidenti, entrano il rappresentante della piccola industria Enrico Triches e dei giovani industriali Marco Bortoluzzi, ma si capisce che Vascellari sta pensando a qualche cambiamento: «Terrò conto dei risultati ottenuti e dell’entusiasmo». Gli scenari. Due anni fa c’era un secondo candidato, Ezio De Pra’, ritiratosi poco prima della votazione. E’ possibile che De Pra’ sia ancora interessato. «La vita associativa», racconta Vascellari, «è molto dialettica, anche se in altre province si vede di più. Mi auguro che l’elezione non incontri grandi ostacoli e comunque qui dentro la politica non trova spazio». Del resto Vascellari ha avuto contrasti sia col centrodestra (vedi la polemica con Galan in occasione dell’assemblea generale) che col centrosinistra. «Un po’ me ne vanto», commenta lui. I temi. L’obiettivo a medio termine “agguantabile” è l’autostrada, ma Vascellari si dice “abbagliato” dalla vivacità vista alla Mido e dalla capacità di ripresa dell’occhialeria, grazie all’innovazione. Per quanto riguarda la crisi del settore edile: «Dopo cinque anni di attivismo una fase di stanca è fisiologica, ma le aziende bellunesi sono sane e se si investirà sulle infrastrutture sarà un bene». Infine l’energia: per Vascellari la nuova frontiera, la tecnologia da sviluppare e su cui puntare, è il solare.
Il Gazzettino 15.05.2008 Si ricandida il presidente di Assindustria Vascellari è pronto al mandato bis Belluno Valentino Vascellari è pronto per il secondo mandato al vertice di Assindustria. Ieri ha ufficializzato la sua ricandidatura per un secondo biennio. E' l'unico in corsa. Ora i cinque saggi si metteranno al lavoro per le consultazioni di rito in vista dell'assemblea fissata per il 13 giugno. Quel giorno sceglierà il suo vice e in una successiva seduta nominerà la squadra, dalla quale non dovrebbero mancare Triches e Bortoluzzi. Il presidente uscente ha mandato un messaggio a tutti gli associati per annunciare la sua decisione e illustrare, sulla scorta del consuntivo, le sue idee per completare il programma intrapreso. Fra le priorità del Vascellari bis c'è il turismo e il suo sviluppo, ma anche un rapporto migliore con le pubbliche amministrazioni, a prescindere dal loro colore politico, e il prolungamento dell'autostrada verso nord.
«Darò continuità al mio lavoro» Assindustria, Vascellari si ricandida al vertice per un altro biennio mettendo il turismo come priorità Valentino Vascellari si ricandida alla presidenza di Assindustria Belluno. La cosa era nell'aria. L'aveva, tra l'altro, già a suo tempo anticipata "Il Gazzettino". Ma ora è ufficiale. Ed è anche l'unico in corsa. È stato lo stesso interessato, a confermarlo ieri nel corso di un incontro con la stampa a palazzo Doglioni Dalmas. «Intendo dare continuità al lavoro iniziato, portato avanti, ma non completato nel corso dei trascorsi due anni». Con la decisione del presidente di scendere in campo per acquisire un secondo mandato si mette in moto tutto il meccanismo per le elezioni. Entrano in scena i cinque saggi: Paolo Terribile, Angelo Funes Nova, Luigi Pinto, Alfonso Secco e Delfo Monti. Toccherà a loro fare le consultazioni, previste tra domani e il 19 maggio in vista dell'assemblea, fissata per il 13 giugno, in cui ci sarà la designazione. In quell'occasione non vi sarà solo la nomina del presidente, ma anche del suo vice. In un successivo momento il neoeletto presidente procederà alla designazione dei componenti di giunta, scelti tra coloro che maggiormente hanno dimostrato impegno e attivismo. Al suo interno vi saranno comunque di sicuro il presidente della Piccola Impresa, Enrico Triches e il presidente dei Giovani Imprenditori, Marco Bortoluzzi. Frattanto Vascellari ha diffuso agli associati un messaggio in cui, preannuciando l'intento di ricandidarsi per proseguire il proprio impegno per l'impresa e il territorio bellunese, trae in certo senso il consuntivo del lavoro fin qui portato avanti. «Il mio ruolo di presidente e i miei doveri di cittadino - spiega - mi hanno spinto , da una parte, a garantire agli associati servizi sempre più efficienti e lungimiranti, dall'altra a lottare contro quelle resistenze antiche che, nelle nostre valli in particolare, si oppongono da sempre al cambiamento. Sono però battaglie che vanno affrontate: qui fare associazionismo significa curare gli interessi dell'impresa, ma anche ragionare in una prospettiva di rinnovamento della provincia. La nostra industria ha infatti bisogno di un territorio che, oltre a ricevere sostegno, sia pronto ad affrontare le nuove sfide lanciate dal mercato globale». A commento della sua lettera Vascellari ha spiegato di aver avuto contatti con tutti, senza trascurare alcuna sezione e ricevendo significative attestazioni di consenso. «Se sarò rieletto - ha ribadito - l'indirizzo dato nel primo biennio continuerà». Una priorità? «Senza dubbio lo sviluppo turistico, obiettivo da perseguire in collaborazione con le pubbliche amministrazioni, prescindendo da valutazioni sul colore politico». Quanto alle preoccupazioni, prevale l'ottimismo: nel settore occhialeria il fatturato dell'export ha registrato ottimi risultati: frutto della capacità innovativa degli imprenditori. E quanto all'edilizia, seppure si può parlare di un quinquennio di stasi, una ripresa si può essere stimolata dall'impegno del Governo attraverso investimenti nelle infrastrutture. Una speranza? Il prolungamento dell'autostrada. Bruno De Donà
Corriere del Veneto 15.05.2008 Economia Presidenza Assindustria Vascellari si ricandida BELLUNO . A
un mese dal rinnovo delle cariche di Assindustria,
il 13 giugno, Valentino Vascellari ripropone, al termine del primo biennio al vertice, la sua candidatura alla
presidenza. E il suo nome dovrebbe rimanere tonico in
lizza. «Ritengo di aver fatto un lavoro soddisfacente per l'associazione, ma di doverlo ancora completare», rammenta
il presidente uscente. Lo statuto di Assindustria
prevede, a differenza di altre associazioni provinciali di Confindustria, la
nomina del presidente ogni due anni, non rinnovabile al quarto. La sua candidatura,
già annunciata da una lettera a tutti gli iscritti, è stata consegnata ai saggi, i 5 probiviri Paolo Temile,
Angelo Funes Nova, Luigi Pinto, Alfonso Secco, Dello Monti, che incontreranno II prossimo fine settimana i
presidenti delle sezioni, per valutare eventuali altre candidature.
Vascellari Intende portare avanti i grandi temi
affrontati finora. Primo obiettivo: l'autostrada. «I
temi più sentiti, il rilancio dei
turismo, come l'attenzione alle
infrastrutture e il riconoscimento della funzione positiva
dell'imprenditoria, che crea benessere - elenca Vascellari -. Se
dovessi essere confermato, proseguirei nel programma
iniziato. II primo obiettivo, che mi sembra oggi abbastanza attuabile, è l'autostrada». Se l'occhialeria si
è ripresa, il settore edile è quello che segnala maggiore crisi:
«Si lamenta a ragion veduta per un calo effettivo. Ci sono fasi cicliche
nell'edilizia: all'attivismo segue sempre un
momento di tranquillità».
Corriere delle Alpi 10.05.2008 Veneto strade annuncia che la bozza definitiva sarà a disposizione in estate, a disposizione 50 milioni su un totale di 63 Col Cavalier, pronto il progetto Ma Belluno continua a essere maglia nera nelle infrastrutture Mancano strade e vie Doglioni preoccupato: «Così non cresciamo, siamo tra gli ultimi Serve una risposta» Cristian Arboit Belluno. Il progetto definitivo del Col Cavalier sarà pronto entro la pausa estiva. Parola di Veneto strade. Nonostante questo la situazione delle infrastrutture in provincia rimane davvero critica. Una buona notizia - anzi ottima - e tanti piccoli problemi che fanno un grande problema. Le infrastrutture in provincia continuano a essere merce rara, nonostante negli ultimi anni Belluno abbia risalito la china delle realtà meno servite da strade, ferrovie e servizi di trasporto in genere. «Siamo novantacinquestimi a livello nazionale su centotre realtà. Un abisso soprattutto se si considerano la nostra vocazione industriale e turistica», allarga le braccia Paolo Doglioni, presidente della Camera di commercio e moderatore della sesta Giornata dell’economia, che ieri ha portato nella sala conferenze dell’ente la crema del mondo economico-finanziario bellunese e alcune scolaresche. Infrastrutture e turismo. Ironizza, ma è un’ironia condita di amarezza, il presidente della Provincia Sergio Reolon: «C’è da essere soddisfatti, qualche anno fa eravamo penultimi, prima di Ragusa. Mi chiedo solo cosa si è fatto per salire in classifica». La preoccupazione di Reolon è collegata principalmente al rilancio turistico del territorio e guarda agli ancora eventuali mondiali di Cortina del 2013. «Dobbiamo farci trovare pronti», dice ricordando la recente istituzione di una cabina di regia composta da Provincia, consorzio Dolomiti e Camera di commercio. Segue un aut-aut: «O si parla davvero di turismo o certe zone come il Comelico saranno costrette a scendere a valle». Prade e i mali della politica. Dà una lettura differente, per certi versi diametralmente opposta, il sindaco di Belluno Antonio Prade che sottolinea ancora una volta «la difficoltà della politica di partorire decisioni coordinate». Non manca un riferimento all’attualità e al clima che si respira a palazzo Rosso: «Il caso del comune è icastico», dice con il primo cittadino con un certo senso dell’autocritica. Tocca a lui aprire un capitolo sensibile, quello del prolungamento dell’autostrada: «C’è ancora qualche ritrosia ma siamo sulla strada giusta». Soprintendenza-stop. Lancia alcuni strali nei confronti della Soprintendenza l’assessore regionale Oscar De Bona. «Il vero problema è che le scelte condivise spesso ci sono ma queste vengono stoppate da organi non sempre vicini al territorio», la dura presa di posizione. «E’ così che spesso la mediazione, magari davanti al prefetto, partorisce soluzioni parziali, insoddisfacenti e costose». Sulla falsariga Veneto strade: «La tutela paesaggistica e ambientale dovrebbe diventare competenza degli enti locali. Spesso abbiamo le mani legate». L’autostrada della polemica. De Bona riprende poi il tema autostrada, suscitando le critiche di Reolon. «Mi pare che siamo tutti d’accordo per il prolungamento da Longarone in su», l’esordio dell’amministratore regionale. Sullo sfondo un infastidito Reolon: «Non bisogna dire cose false». Il concetto sarà poi ripreso dallo stesso Reolon un’ora più tardi, sollecitato dal direttore di Assindustria Stefano Perale. «Finora c’è condivisione per il prolungamento dell’autostrada fino a Macchietto-Venas, per la realizzazione delle circonvallazioni di Borca e San Vito e per la sistemazione della galleria Comelico. Il tutto accompagnato da uno studio di sostenibilità economica, sociale e ambientale. Altre soluzioni non troverebbero il consenso delle diverse istituzioni», il quadro del presidente della Provincia. Una
luce per il Cavalier... A dare un segnale di speranza è Silvano Vernizzi,
amministratore delegato di Veneto strade. «Il progetto definitivo del Col
Cavalier sarà pronto prima della pausa estiva», afferma con una certezza che
sembra assoluta. Ma non si tratta solo di carte. «L’opera è per buona parte
finanziata. Siamo arrivati a cinquanta milioni di euro sui 63 occorrenti. E’
un traguardo importantissimo». Restano ovviamente da trovare i tredici milioni
mancanti. ... e una speranza per Feltre. L’amministratore delegato di Veneto strade afferma come nelle intenzioni della società ci sia anche il prolungamento della Pedemontana, da sempre uno dei grandi sogni dell’alto Trevigiano e del Feltrino, e il miglioramento della viabilità da e per la val di Zoldo. «Il turismo», sostiene Invernizzi (ma non è l’unico nella giornata dell’economia), «chiede facilità di accesso». In ballo c’è l’emendamento al piano triennale delle opere che la giunta regionale approverà a breve. «E qui ci saranno a disposizione duecentocinquanta milioni di euro per tutto il Veneto», anticipa l’amministratore delegato. Guai però farsi illusioni: «Per una realtà come la nostra sono pochi». Tanto per dare una dimensione, la stessa cifra è stata stanziata da Veneto strade nel Bellunese dal 2002 per 925 chilometri di tratti di competenza.
TOLMEZZO Cacitti delegato a seguire l’Alto Friuli «Alla Carnia penso io» Tolmezzo (d.z.) Rotta l'emozione del giuramento, dopo il primo giorno a Trieste scortato dai fedelissimi dell'ex municipio, il neo consigliere regionale carnico Luigi Cacitti non vuole perdere tempo e illustra, da "braccio operativo" in pectore per l'Alto Friuli, come intenderà supportare l'operato nella montagna friulana del governatore Renzo Tondo. «Ci siamo incontrati e abbiamo concordato i primi temi da affrontare - spiega Cacitti - mi è stato chiesto di seguire da vicino il nostro territorio, la cui delega è rimasta comunque in capo al presidente. Da me grande attenzione sarà quindi rivolta a tutto l'Alto Friuli in termini di sviluppo economico-sociale, ma non esiterò a curare gli interessi di Tolmezzo in particolare, perchè da troppi anni il capoluogo carnico non riceve a livello regionale l'attenzione dovuta relativamente ai servizi comprensoriali erogati (tribunale, ospedale, ecc.)». Cacitti auspica, fermo restando le indicazioni del gruppo del Pdl di cui farà parte, di poter entrare a far parte di alcune commissioni consiliari (Bilancio, opere pubbliche, caccia) mentre già illustra le questioni per le quali si spenderà nell'immediato: «C'è l'esigenza manifestata da molti amministratori locali della rivisitazione della legge n. 5 sull'urbanistica, che per gran parte del territorio regionale ha creato problemi d'applicazione; da rivedere in tempi rapidi anche le applicazioni della legge n. 1 sulle autonomie locali». Tanti i temi forti che già si affacciano alle porte, vedi l'annunciata chiusura delle Comunità montane, verso le quali Cacitti condivide la posizione di Tondo «perchè - spiega - nonostante ciò che esprimano i rispettivi presidenti, nella maniera in cui sono state gestite sino ad ora, ovvero come tramite per la spartizione di cariche, questi organismi non servono più». Ritornerà d'attualità anche la questione elettrodotti che l'ex-vice sindaco di Tolmezzo vede in via di definizione: «Il ricorso al Tar vinto dalla Burgo non credo sposterà di molto le carte in tavola, di sicuro mi farò carico di portare all'attenzione della giunta la necessità di appurare prima il reale fabbisogno di importazione di energia dall'estero e poi la comunicazione costante ai cittadini di come stanno e di come si evolveranno effettivamente le cose». Tra gli ultimi atti del governo Illy c'era stata l'approvazione del Nuovo Progetto Montagna, cosa succederà ora? «Un progetto che prima di diventare esecutivo è rimasto in gestazione sulla carta per cinque anni - conclude Cacitti - ad oggi può solo che aver perso la propria efficacia oltre che essere diventato inadatto alle contingenze che via via si presentano».
|
|
|