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MARZO

La Vita Cattolica  29.03.2008

Il candidato del centrodestra alla presidenza della regione svela le sue intenzioni

Tondo: regione coesa

II candidato presidente del centrodestra vuole una regione unita con capitale Trieste, «unica città europea del Friuli-V.G.» ed è contrario alla Comunità delle province friulane. Considera «pedagogicamente sbagliato il reddito di cittadinanza» e vede negativamente la legge regionale sull'immigrazione. Cambierebbe anche la legge di tutela per il friulano. Darebbe incentivi alla natalità e terrebbe i negozi chiusi la domenica. Con una moratoria «di almeno 20 anni» sull'apertura di nuovi centri commerciali

Per quanto riguarda le grandi infrastrutture c'è una grande resistenza sul territorio. Come intende affrontarla?

«Rispetto al governo "sulla comunità" io preferisco il governo "con la comunità". Che non vuol dire la condivisione totale, che non ci sarà mai. Ma bisogna portare al massimo il confronto e poi prendere le decisioni. Ad esempio sulla Tav, sono stato a sentire i sindaci di Porpetto e di Bagnaria Arsa. Tutti vorrebbero che il corridoio passasse sul territorio degli altri comuni, però tutti sanno che si deve fare. Se non facciamo il progetto esecutivo entro la fine del prossimo anno, il Corridoio 5 passerà al di là delle Alpi. Penso comunque che non siano state valutate tutte le possibilità e che ci sia stata un po' di superficialità soprattutto da parte dell'assessore Sonego. Proporrò un patto perle infrastrutture che significa; forte accordo con il Governo, la nomina di un commissario straordinario che consenta di bypassare tutti gli inghippi burocratici; un patto con le categorie. Ha senso che ogni anno si distribuiscano fondi a tutte le categorie economiche oppure è meglio concentrarli su delle opere ritenute fondamentali da queste ultime? Questo è un patto che consentirebbe a tutti e costringerebbe tutti a diventare classe dirigente».

La nuova autostrada dalla Carnia al Cadore va realizzata?

«Sì, credo che vada fatta».

...

 

 

Corriere delle Alpi  27.03.2008

Viabilità, lo chiede il movimento Peraltrestrade

«No a mega progetti anche attraverso il voto»

BELLUNO. I collegamenti autostradali no, la circonvallazione di Longarone ed altre migliorie alla viabilità ordinaria certamente sì. Lo sostiene il movimento ambientalista “Peraltrestrade”, da sempre contrario alla prosecuzione dell’A27 verso la Carnia, fino ad Amaro. Ma, al di là di ribadire questa posizione, che è sostanzialmente pregiudiziale, gli ambientalisti chiedono agli elettori bellunesi di pronunciarsi nel merito attraverso il voto elettorale. Ovvero, di usare la scheda che depongono nell’urna per dire di no ai mega-progetti che rischiano di compromettere l’ambiente. Un no rotondo, dunque, al collegamento autostradale A27-A23 ed un no altrettanto chiaro al tracciato sull’asse valle del Boite - Cortina (sponsor il sindaco di Belluno), “con l’incredibile conclusione di arrivare, per intanto, a Perarolo, poi si vedrà”.

Un sì deciso, invece, alla circonvallazione di Longarone. Ma è netto il favore soprattutto per il trasporto pubblico, “sostenendo l’ipotesi di collegamento ferroviario Venezia-Cortina che - se ben gestito - aprirebbe le porte ad un circuito di turismo internazionale”. Una proposta, guarda caso, lanciata a suo tempo dal governatore della Regione, Giancarlo Galan, finalizzandola in particolare alla candidatura di Cortina ai Campionati del Mondo, e sostenuta anche dal presidente della Provincia di Belluno, Sergio Reolon. Anzi, al riguardO va riportata, un’indiscrezione maturata nei palazzi che contano a Belluno: uno dei motivi per cui il governatore veneto non avrebbe eccessivamente in simpatia gli imprenditori bellunesi è che costoro insistono per la prosecuzione dell’autostrada, mentre Galan è tiepido, in considerazione anzitutto del fatto che non sarà facile trovare le risorse e che il Veneto ha comunque altre priorità, a cominciare dalla Tav. Comunque sia, gli ambientalisti di “Peraltrestrade” chiedono ai candidati alle elezioni che s’impegnino, nella prossima legislatura, “per rilanciare in modo intelligente l’economia della provincia appoggiando l’impresa che porta avanti progetti innovativi e sostenibili”. Per il movimento, il collegamento tra le due autostrade, “oltre a deturpare ecosistemi delicati e di grande pregio, a medio termine si rivelerebbe un fallimento anche economico per i territori attraversati, ridotti a mero corridoio di transito, e per le aree limitrofe, sulle quali si concentrerebbero le spinte speculative”.

Unire le due autostrade non servirebbe né al turismo né alla piccola industria, secondo l’organizzazione ambientalisti, porterebbe all’aumento del traffico di transito “non funzionale al territorio della provincia di Belluno - dunque parassitario - e al peggioramento della qualità della vita per il micidiale inquinamento ristagnante nei fondovalle”.  Francesco Dal Mas

 

 

L’Amico del Popolo  22.03.2008

Assemblea di Assindustria - Il Presidente ha introdotto la tavola rotonda con analisi serrate e proposte concrete

Vascellari: l’industria sappia scommettere anche sul turismo

E se nascesse un “Conib” del turismo? Gli ospiti bocciano l’idea: in Italia ci sono già troppi enti del turismo

Con il pregio della chiarezza e gli svantaggi di chi scopre subito le sue carte. Valentino Vascellari ha scelto di dire “pane al pane”, nella relazione introduttiva dell’assemblea generale di Assindustria. Ha distribuito meriti e colpe della situazione economica provinciale e ha snocciolato una fila di obiettivi pratici per la «Belluno che verrà». In questo modo il presidente degli Industriali bellunesi ha sollevato una serie di questioni concrete, ma su alcuni temi è stato lasciato solo dagli stessi suoi ospiti. E d’altra parte Vascellari aveva scelto di correre questo rischio, muovendosi senza rete, in maniera volutamente provocatoria, per stimolare il dibattito e mettere alcuni temi forti sul piatto del dibattito provinciale.

Il “Conib del turismo”, per esempio. Vascellari immagina un nuovo ente per programmare, gestire e coordinare lo sviluppo di questa attività in provincia di Belluno. Il pensiero corre diretto all’industrializzazione nata dalla tragedia del Vajont, quando il Conib (consorzio pubblico-privato) «fece un piccolo miracolo, perché portò fiducia e capacità di prendere delle decisioni concrete in una situazione di crisi sociale, economica e ambientale».

«Vedo con paura la creazione di un altro ente», gli ha replicato Daniel John Winteler, presidente di Federturismo Confindustria e manager di Alpitour, «in Italia ci sono 13mila enti che fanno promozione turistica, bisogna ridurre questo numero, non ingrandirlo». Per Sergio Reolon, presidente della Provincia, «non c’è bisogno di altri enti», mentre Nadio Delai invita a fare più software e meno hardware: «No al nuovo Conib, create alleanze dal basso».

Vascellari è stato molto critico nei confronti della politica: paesi che si spopolano, imprese che non trovano manodopera, «eppure queste cifre sfilano davanti ai nostri amministratori senza che ci siano reazioni concrete, proposte e provvedimenti decisivi». «Il territorio si svuota e le tasche dei Bellunesi pure, ma, da parte delle istituzioni, niente e nessuno si muove».

Nel mirino del presidente il «non scegliere», la paura di reagire, per non perdere consenso. Per esempio, Assindustria Belluno è favorevole al termovalorizzatore e denuncia il ritardo delle istituzioni nell’affrontare il problema rifiuti. «Adesso anche il Veneto si è accorto che il problema è fuori dall’uscio e corre ai ripari: in altre province si muovono con nuovi progetti, mentre qui, ancora una volta, nulla si è mosso».

Sergio Reolon non ha accettato di fare da parafulmine. Il Presidente della Provincia rifiuta l’idea che il turismo sia dormiente per colpa degli amministratori. «Lo devono fare gli imprenditori, insieme con gli amministratori». Reolon ha citato il piano strategico, primo coraggioso tentativo di dare una prospettiva alle aspirazioni di sviluppo della nostra provincia.

Del tutto esplicito il sostegno di Vascellari al prolungamento dell’autostrada e al raccordo con l’A23 in direzione Tarvisio: «Un progetto infrastrutturale che contribuirà davvero a spezzare l’isolamento che rende tanto impegnativo vivere e lavorare fra le montagne e sul quale, oggi è ufficiale, la Regione ci ha comunicato che investitori privati hanno già iniziato a manifestare il loro concreto interesse». Proprio la prospettiva dello sviluppo turistico dovrebbe rappresentare «un importante motivo in più per sostenere e governare speditamente il progetto di prolungamento dell’A27».

 

 

Il Gazzettino  20.03.2008

Il presidente di Assindustria Belluno ha consegnato al sindaco Franceschi i risultati dell’indagine sul traffico che esclude la necessità di un intervento pesante

«Cortina non ha bisogno di una tangenziale»

Proposta in alternativa la creazione di parcheggi di scambio, modifiche alla viabilità e un sistema di trasporto alternativo

Cortina

Il traffico di Cortina, durante i periodi più intensi delle stagioni turistiche, d'estate e d'inverno, è prevalentemente di ingresso, non di attraversamento: soltanto una percentuale che varia fra il 17 ed il 26\% dei veicoli transita sull'asse sud - nord. Una quota che non giustifica un intervento pesante, la costruzione di una grossa tangenziale. E' uno dei tanti dati emersi dall'analisi della mobilità, eseguita dall'ingegner Michele De Beaumont, per conto dell'Assindustria di Belluno. Ieri il presidente degli industriali Valentino Vascellari ha consegnato al sindaco Andrea Franceschi i risultati di questa indagine.«Noi ci preoccupiamo del problema del trasporto - ha spiegato - quando è connesso con il turismo, quando si integrano. E' in quest'ottica che facciamo una bandiera del progetto di prolungamento della A 27, verso est, per il collegamento con la A 23, a Tarvisio. Prima di agire, però, bisogna conoscere, avere dati a disposizione: per questo abbiamo ritenuto di completare uno studio che l'ingegner De Beaumont iniziò, per conto dell'Anas, nell'inverno 2005 - 2006. Ora ci sono anche i dati dell'estate 2007».

Lo scorso anno, per tre giorni, da venerdì 10 a domenica 12 agosto, furono effettuate attente indagini sul traffico di Cortina. Si rilevò che l'orario di picco è fra le 9 e le 11, che il 90\% dei veicoli è rappresentato da autovetture. Con appositi questionari si esaminarono le caratteristiche degli utenti, i motivi dello spostamento, per il 64\% dovuti a svago, il numero di persone a bordo: il 18\% dei veicoli aveva soltanto il conducente, il 43\% due persone, il 18\% tre e il 17\% quattro. Di grande interesse le risposte sulla voglia di usare parcheggi periferici e servirsi di mezzi alternativi: il 70\% degli intervistati disse di si, il 25\% no.

«Dalla nostra indagine emerge una estrema disponibilità ad un modo diverso di muoversi. I turisti, per primi, sono infastiditi dalle auto e vorrebbero un'alternativa» - ha confermato l'ingegner De Beaumont.

Che cosa bisogna proporre, dunque?

«Vanno creati parcheggi di scambio, ci vogliono modifiche alla viabilità, interventi di mitigazione immediata, nel brevissimo periodo. Per esempio, bisogna ridurre, o razionalizzare, la fortissima interferenza che c'è, nel centro di Cortina, fra pedoni e veicoli; questo può ridurre le code e le emissioni di gas di scarico. Infine va creato un sistema di trasporto alternativo, un people mover, un impianto a fune, qualcosa che possa consentire il soddisfacimento della domanda, che noi abbiamo rilevato: andare a sciare e avere una forte relazione con il centro del paese. Ma questa gente, può muoversi diversamente da ora, con l'auto? La mia risposta è si. Basta creare le giuste connessioni ed i filtri».

Gli impianti a fune hanno presentato un loro progetto.

«Mi pare che risponda a questa logica: integrare la viabilità, creare parcheggi di scambio e connetterli fra loro, con il centro e con gli impianti di arroccamento, che hanno bisogno di essere ammodernati».

«Condivido - ha sottolineato Vascellari - ma prima creiamo le condizioni economiche perché questo possa avvenire. E' difficile sperare che si facciano ammodernamenti per beneficenza».  Marco Dibona

 

 

Corriere delle Alpi  18.03.2008

Nell’analisi della situazione attuale critiche nei confronti degli enti pubblici, ai quali si chiedono terreni gratis e esenzioni Ici per nuovi alberghi

Vascellari: «Un Conib del turismo»

La proposta del presidente di Assindustria per far decollare il settore

«Con Galan solo un malinteso il governatore era invitato» Ma non risparmia una frecciata «Magari arrivassero soldi Le infrastrutture sono pietose sono quelle di Napoleone»

BELLUNO. Un Conib del turismo. Nel giorno dell’assemblea generale di Assindustria Belluno, il presidente Valentino Vascellari lancia la sua proposta per costruire un’economia che in provincia definisce ancora in “fase embrionale”. Nel suo discorso Vascellari ha parlato molto dell’industria manifatturiera, che resta una delle grandi priorità dell’associazione, ma si è concentrato proprio sull’industria dell’accoglienza mostrando un’analisi abbastanza impietosa dell’esistente.

Galan benvenuto, ma... Prima di aprire i lavori dell’assemblea Vascellari ha risposto all’attacco mosso in mattinata dal governatore veneto Giancarlo Galan, a proposito del mancato invito: «Credo che ci sia stato un malinteso, un fraintendimento. Ovviamente il presidente della Regione è sempre invitato e lo consideriamo sempre nostro ospite». A chi gli ricorda le parole di Galan però, Vascellari risponde sarcastico: «Non abbiamo mai chiesto soldi a nessuno, altrimenti non avremmo le infrastrutture penose “napoleoniche” che ci circondano. Sappiamo che il Veneto non ha le risorse di altri, ma gli imprenditori bellunesi, in condizioni di povertà, sono riusciti a creare benessere. Vorremmo che anche la politica riuscisse ad allargare lo spettro delle sue azioni in carenza di soldi. Bisogna attivarsi con buona volontà e fantasia, per questo abbiamo chimato esperti del Trentino e del Friuli».

Belluno Dolomiti. Affatto turbato da Galan, almeno per ora, Vascellari ha letto il suo discorso, partendo dall’industria manifatturiera, ma puntando sull’argomento centrale scelto per l’assemblea: il turismo. Il presidente di Assindustria adotta, ripetendolo più volte, il nuovo nome della provincia, Belluno Dolomiti, un’idea maturata in seno all’amministrazione provinciale, ma che avrà bisogno di tempo per realizzarsi.

Turismo embrionale. L’attacco alle istituzioni locali è immediato: «Esiste una sfida che i nostri amministratori non hanno mai abbracciato davvero», e rincara, «quello che abbiamo adesso in provincia di Belluno non è ancora vero turismo, ma solo un embrione, fatto di singole iniziative, di pochi alberghi difficili da raggiungere, di attività che non sono state aiutate a ragionare come un sistema. Ci proponiamo in ordine sparso, ciascuno con il suo marchio, ciascuno per il proprio orticello».
 La crisi è diffusa, palpabile, imminente nel suo scontato ritorno: «Il turismo si sta impoverendo ancor prima di aver gettato i suoi germogli. Anche la bellissima mostra di Tiziano non può essere in grado di produrre quel volano di sviluppo di cui abbiamo bisogno». La demolizione si conclude con: «Nel settore partiamo talmente indietro da poter addirittura scegliere dove e come investire».

Le richieste. I turisti arriveranno quando l’offerta ricettiva sarà adeguata e su questo ragionamento Vascellari chiede di porre un freno alla diffusione delle seconde case, «vera piaga per lo sviluppo del settore», a favore di altre forme di ricettività, come gli alberghi diffusi. Poi l’appello agli enti pubblici: «Quando i Comuni metteranno a disposizione gratuitamente i terreni per la costruzione di nuovi alberghi, esentando dagli oneri di urbanizzazione la costruzione di nuove strutture o gli ampliamenti, rinunciando a incassare l’Ici, allora si capirà quali comuni si riconoscono in una vera vocazione turistica». Per due volte Vascellari cita il prolungamento dell’autostrada A27 in collegamento con la A23.

La proposta. «Come facemmo nella ricostruzione del tessuto d’impresa dopo la tragedia del Vajont, costruiamo un Conib del turismo, capace di un altro piccolo miracolo, un ente che si occupi di programmare, gestire, coordinare lo sviluppo di questa attività a Belluno».

 

 

L_ink@dibile on line  Università di Padova  17.03.2008

A27 fino a Pieve di Cadore. Chisso: «A maggio il progetto»

Due mesi per adeguare la normativa regionale alle leggi europee, poi il progetto di prolungamento della A27 verso l’Austria potrebbe subire un’accelerazione decisiva. La Regione è pronta ad analizzare la proposta di project financing, giunta da un raggruppamento di tre imprese, in base al decreto legislativo 163 del 2006 e della legge regionale 15 del 2002. Proposta che contiene i dettagli per un'ipotesi di progettazione, costruzione e gestione del primo tronco funzionale di oltre 22 chilometri da Pian di Vedoia a Pieve di Cadore. L’opera nel suo complesso prevede 85 km di autostrada fino al casello di Amaro della A23, in Carnia, come spiega Renato Chisso, assessore regionale alla Mobilità e Infrastrutture.

Dopo molte parole sembra che sia arrivato il momento dei fatti. Quali saranno le prossime mosse della Regione?

In questo momento la procedura è ferma. Attendiamo di modificare la legge regionale, escludendo il diritto di prelazione previsto, in modo da adeguarci alle normative dell’Unione europea. Quando avremo la legge vedremo la proposta di project financing. La proposta di modifica è all’esame del Consiglio regionale. Considerando che ci sono di mezzo le elezioni, pensiamo di poter entrare nel vivo a metà maggio. Ma non abbiamo fretta.

Cosa risponde ai comitati del no, che considerano il collegamento A27-A23 un’opera senza copertura economica certa e uno scempio ambientale?

L’opera è prevista nel Piano regionale, noi siamo convinti che serva. Detto questo, ogni infrastruttura è una ferita per il territorio. Occorre trovare un equilibrio tra le opportunità del progetto e il mantenimento delle bellezze delle nostre montagne, dobbiamo analizzare attentamente questi due aspetti. Crediamo di poter realizzare quest’opera in questo contesto di ricerca dell’equilibrio. Per la copertura economica, gli studi commissionati hanno accertato che non ci saranno particolari problemi.

La risorta società di Alemagna potrebbe ricoprire un ruolo attivo nella progettazione e nell’esecuzione del prolungamento?

Oggi è una società di lobby nel senso positivo del termine, all’americana, che raccoglie diversi soggetti istituzionali. Per me è la testimonianza degli errori fatti del passato, da quando nacque nel 1960 con l’obiettivo di costruire la Venezia-Monaco. Recentemente è stato modificato lo statuto e  il consiglio di amministrazione. La società di Alemagna rappresenta oggi un monito a non commettere più certi sbagli.  Alessandro Cesarini

 

 

Corriere del Veneto  16.03.2008

Imprese. Domani Industriali in assemblea, con la Marcegaglia. Dibattito su turismo e manifattura

«Nuovi impianti solo per collegare i caroselli»

Sergio Reolon: Sugli hotel meglio ristrutturare resistente. L'autostrada? Non abbiamo posizioni ideologiche

Bulluno - Emma Marcegaglia ha scelto la platea del Teatro comunale per la prima uscita da presidente designato di Confindustria, ospite domani dell'assemblea di Assindustria Belluno, ad un anno dal passaggio di Luca Cordero di Montezemolo Allora si parlò di turismo, domani si parlerà di turismo e manifatturiero, in un confronto sul futuro dei due settori in montagna.

II presidente degli Industriali bellunesi, Valentino Vascellari, chiede di puntare su nuovi insediamenti alberghieri e infrastrutture, impianti di risalita e viabilità. Non a caso sull'invito di domani compare una strada che attraversa un bosco, su cui campeggia il disegno di un'ovovia. Tra i relatori anche il presidente della Provincia di Belluno Sergio Reolon che traccia un bilancio sui cambiamenti avvenuti in provincia sul turismo. «II lavoro che stiamo facendo è molto importante. In un amo sono cambiate molte cose. Lo dimostra che dopo quasi 15 anni di flessione abbiamo chiuso il 2007 in positivo sulle presenze».

Sulla questione aree gratuite su cui realizzare nuovi insediamenti alberghieri: «Spetta ai Comuni decidere - afferma Reolon -. Credo sia ancora più importante mettere in campo iniziative che facilitino l'ammodernamento e l'adeguamento degli alberghi esistenti». La Provincia si sta muovendo con la Camera di commercio. «Per costituire un fondo che copra gli interessi di chi investe in ristrutturazioni, cui potrebbero contribuire anche gli industriali e la Regione. Vogliamo lanciare una campagna perchè tutti gli imprenditori alberghieri puntino a guadagnare una stella in più».

Parlando di infrastrutture, Reolon comincia dagli impianti di risalita: «Penso ci si debba concentrare sul rinnovo dell'esistente, creando di nuovi impianti solo per collegare alcuni comprensori. Vanno selezionati 3-4 interventi: già non ci sono i soldi per adeguare quanto c’è».

Sulla viabilità, il presidente ricorda quanto la Provincia ha guadagnato quest'anno: «Penso al traforo del Col Cavalier e ai milioni di intervento del Piano quinquennale. Guardiamo anche a quello che siamo riusciti a portare a casa: se queste operazioni fossero state fatte 15 anni fa, non ci troveremo dove siamo. Con i sindaci dei Comuni dell'Alta provincia abbiamo trovato un accordo e chiesto alla Regione di produrre uno studio sull'impatto che avrebbero nuove strutture sul territorio». Reolon chiude sull'autostrada: «Assindustria preme per il collegamento. La questione è aperta, non copriamo posizioni ideologiche. Si è ipotizzata una società interessata. Siamo in attesa di capire cosa può succedere».  Michela Canova

 

 

Il Gazzettino  13.03.2008

L’assessore regionale De Bona ha dato l’annuncio nel corso di una riunione con i piccoli imprenditori di Assindustria

A27, una società per il prolungamento

Un raggruppamento di imprese ha presentato in regione la candidatura a progettazione, costruzione e gestione 

Belluno

Il prolungamento dell'autostrada verso nord pare più vicino. Da tempo la Regione Veneto ha sul tavolo una proposta di progettazione, costruzione e gestione del "Passante Alpe Adria-Belluno-Cadore", primo tronco dei tre previsti dallo studio di fattibilità per collegare l'A27 alla 23 nei pressi di Tolmezzo. Si tratta di un raggruppamento di imprese, che hanno risposto al bando emesso dalla Regione. E' stato l'assessore regionale Oscar De Bona a dirlo affrontando una serie di temi bellunesi nella sede di Assindustria, che tra l'altro è la committente di un proprio studio di fattibilità dell'opera. «La vogliamo fortemente» ha ribadito il presidente Valentino Vascellari.

La visita di De Bona a Villa Doglioni Dalmas, in presenza anche del presidente della Piccola impresa Enrico Triches, è servita per tornare a parlare anche di Sistema ferroviario metropolitano regionale dopo il fallimento delle navette fra Belluno e Feltre. La terza fase di realizzazione, quella bellunese, non avverrà prima del 2010, anche se alcuni interventi potranno essere anticipati.

In tema di autonomia, De Bona ha riferito che la bozza di nuovo statuto regionale «prevede che la Regione conferisca con un'apposita legge condizioni particolari di autonomia, normativa e finanziaria». «Sono previste inoltre forme particolari di autonomia amministrativa anche rivolte agli ambiti ottimali montani».

 

Autostrada a nord, candidata una società

Ha risposto al bando della Regione Veneto un raggruppamento di imprese che propone progetto, costruzione e gestione

Dopo qualche ritardo sulle promesse, la Regione Veneto è pronta a ingranare la marcia giusta per prolungare l'autostrada verso il Friuli e quindi l'Austria. Una proposta in project financing si trova sui tavoli della giunta dal 7 agosto scorso, firmata da un raggruppamento di tre imprese in base al decreto legislativo 163 del 2006 e della legge regionale 15 del 2002. Contiene i dettagli per un'ipotesi di progettazione, costruzione e gestione del primo tronco funzionale di oltre 22 chilometri da Pian di Vedoia a Pieve di Cadore. L'opera completa, che rientra nelle opere strategiche del governo, prevede il collegamento fino a Tolmezzo, dove passa l'A23. L'assessore regionale Oscar De Bona ne ha parlato lunedì incontrando a Belluno la Piccola impresa di Assindustria per affrontare una serie di tematiche che vanno dall'autonomia alle infrastrutture. Com'è noto, proprio Assindustria ha finanziato uno studio di fattibilità, oltre a quello realizzato a suo tempo dall'Anas, ritenendo indispensabile uno sbocco comunque europeo.E proprio il tema dei trasporti, molto atteso dagli imprenditori, è stato affrontato dall'assessore. «E' stata depositata in Regione una proposta di finanziamento del progetto per la costruzione del Passante Alpe Adria-Belluno-Cadore, infrastruttura che vede interessati i Comuni di Soverzene, Longarone, Castellavazzo, Ospitale e Perarolo». De Bona ha parlato anche dei trasporti su rotaia. Partendo dalla constatazione che la navetta ferroviaria fra Belluno e Feltre è un esperimento che sta miseramente naufragando, ha dato una prospettiva bellunese, sia pure lontana, al Sistema ferroviario metropolitano regionale: «Il Piano prevede tre fasi di costruzione: quest'anno sarà realizzato il primo stralcio fino a Treviso e Castelfranco, entro il 2009 si procederà con il secondo arrivando a Conegliano. C'è un finanziamento regionale di 120 milioni e uno statale di 100. La terza fase interesserà la provincia di Belluno, ma sarà comunque possibile anticipare alcuni interventi».

Sul tema del nuovo statuto regionale, l'assessore ha spiegato che «una bozza è stata predisposta dai gruppi di lavoro e la definizione è prevista subito «dopo le prossime elezioni politiche». «La bozza, non ancora votata, prevede che la Regione conferisca con un'apposita legge condizioni particolari di autonomia, normativa e finanziaria. Sono previste inoltre forme particolari di autonomia amministrativa anche rivolte agli ambiti ottimali montani».  Flavio Olivo

 

 

Messaggero Veneto  11.03.2008

Ma davanti al teatro protestano i NoTav

Striscioni anche contro le casse di espansione: «Walter, attento all'ambiente»

Udine. Una ventina di manifestanti, con striscioni che protestano contro la Tav e l'autostrada Carnia-Cadore, hanno atteso il candidato premier del Pd, Walter Veltroni, prima all'ingresso e poi all'uscita dal teatro Giovanni da Udine dove ha partecipato alla convention dei democratici in vista delle elezioni del 13 e 14 aprile.

Al passaggio dì Veltroni, che ha raggiunto il pullman per dirigersi poi a Pordenone, dove era atteso al palasport, il gruppo di manifestanti ha gridano «no Tav, no Tav», e «occhio all'ambiente Walter».

Dal gruppo anche cartelli e slogan contro le casse di espansione, contro il Corridoio 5, gli elettrodotti e contro l'autostrada Carnia Cadore, hanno manifestato durante la manifestazione pubblica che ha visto protagonista il leader del Partito Democratico.

«Sono venuto a contestare alcune delle grandi opere da cui ci sentiamo minacciati - ha spiegato Aldevis Tibaldi del Comitato No Tav di Porpetto - In queste elezioni politiche dichiareremo il non voto, per le regionali voteremo chi ha messo in programma la contrarietà all'elettrodotto e alla Tav». E mentre i manifestanti urlavano il loro dissenso, il passaggio del sindaco di Udine Sergio Cecotti non è passato inosservato «E' d'accordo con noi signor sindaco?- chiede una rappresentante dei comitati - Si si - risponde Cecotti poco convinto - e prosegue il suo cammino. Scambi di battute piuttosto accese tra i sostenitore della politica delle grandi opere infrastrutturali e i contrari si sono susseguiti per tutto il pomeriggio. C'è stato chi ci hanno dato delle Pecorare Scanie - spiega Viviana Andreossi del comitato no Tav Isonzo - mentre «noi vogliamo solo il rispetto dell'ambiente e dell'economia. Con un debito pubblico come quello che c'è nel nostro Paese, che è uno dei più alti al mondo, imbarcarsi in opere di questa portata significa consegnare alle generazioni future un Paese distrutto».

«In un momento di globalizzazione come quello che stiamo vivendo - risponde Francesco Croce, studente - l'Italia rischia di essere tagliata fuori. Un paese senza infrastrutture non potrà mai progredire».  (e.m.)

 

 

Corriere delle Alpi  11.03.08

di Marcella Corrà

«Un progetto per investire nel turismo»

Il presidente Vascellari sollecita i Comuni ad aiutare gli insediamenti delle aziende

BELLUNO. «Di bei panorami è piena l’Italia, ma con un bel panorama si fa poco. Se si vuole che il turismo diventi una attività produttiva, occorre fare di più». E’ un tasto su cui Valentino Vascellari batte da tempo. Lo ribadirà lunedì, all’assemblea degli industriali bellunesi, davanti a Emma Marcegaglia che dopodomani verrà acclamata come unico candidato a succedere a Luca di Montezemolo.

La Marcegaglia chiuderà la convention degli industriali, in cui si parlerà molto di turismo. Il titolo dell’incontro è infatti: «Turismo e manifattura, decisivi per lo sviluppo condiviso». Interverranno (dalle 15 al teatro Comunale), Nadio Delai (presidente Ermeneia Studi e strategie di sistema), Manuela Di Centa (vice presidente del Coni), Josep Ejarque (direttore dell’Agenzia del turismo del Friuli Venezia Giulia), Sergio Reolon, Daniel John Winteler (presidente di Federturismo di Confindustria). Si tratta di esperti di turismo, come Ejarque, un manager che la Regione Friuli è andata a prendersi in Spagna: «Abbiamo chiamato degli esperti che vengano a dirci se le nostre idee di turismo sono realizzabili».

Il manifesto dell’assemblea lascia un po’ perplessi: c’è una strada in mezzo ad un bosco, e disegnata sopra una ovovia che percorre quella stessa strada.

«Sì, ma chi percorre quella strada vuota? Nessuno. Se vogliamo portare turisti, bisogna osare».

 In che cosa consiste il “di più che c’è da fare” per il turismo?

«Prima di tutto nella cultura del turismo, che devono avere i nostri imprenditori. Poi servono delle condizioni per invogliare gli imprenditori da fuori a investire nel Bellunese. Qualsiasi imprenditore vorrebbe investire nel posto di montagna più bello del mondo, se trova le condizioni favorevoli».

Lei intende incentivi?

«Non incentivi, ma stimoli. Quello che chiediamo da decenni, ad esempio, è un minimo di infrastrutture».

Voi chiedete l’autostrada, oltre ad altre strade. Non mi sembra un “minimo”, in quanto ad investimenti.

«Abbiamo dimostrato che l’autostrada si paga da sè. Sul fatto che ne abbiamo diritto, non c’è dubbio. Siamo la sola provincia che non ha avuto importanti investimenti nella viabilità: abbiamo ancora le strade di Napoleone».

Poi gli alberghi. Lei da tempo propone ai Comuni di aiutare la nascita di nuovi alberghi, concedendo i terreni dove costruirli

«Gli albergatori dicono: gli alberghi ci sono, occorre riempirli. Ma è come un cane che si morde la coda: se arrivano più turisti, gli alberghi si riempiono, anzi ne servono anche altri. Cortina ha perso mille posti letto alberghieri negli ultimi anni. Ne ha cinquemila sulla carta, forse 3500 effettivi. Poi ha 30.000 posti letto nell’extralberghiero. In Val Badia ci sono 30.000 posti letto, o quasi, solo negli alberghi. Ma per costruire nuovi alberghi, gli imprenditori non devono pagare la rendita fondiaria. Gli enti pubblici devono mettere a disposizione i terreni».

Lei ha una idea, per gestire anche dal punto di vista urbanistico, lo sviluppo turistico del Bellunese: la nascita di una specie di Conib che metta insieme enti e categorie economiche.

«Il Conib ha evitato che qui succedesse quello che è accaduto nella bassa veneta, la nascita di capannoni ovunque, concentrando invece le aziende in alcune aree industriali. Ed è riuscito a portare a Belluno imprenditori da fuori provincia, creando le condizioni per gli insediamenti. Serve una struttura simile anche per il turismo».

Non volete solo alberghi, anche impianti?

«Non servono nuove stazioni turistiche, occorrono dei completamenti. Come quello tra Arabba e Cortina, tra San Vito e Selva, a Sappada, nella stessa Cortina».

In tutta questa storia, rischiate di “ballare da soli”?

«Su questi argomenti, nelle altre associazioni di categoria c’è più pigrizia che opposizione. Per quanto riguarda gli enti pubblici, la Regione non è in realtà un nostro interlocutore, anche se dalla Regione stiamo aspettando da 17 anni un piano neve, fondamentale per la programmazione. Con la Provincia ci siamo seduti al tavolo del piano strategico, dove abbiamo portato le nostre idee. Ma si sa che per fare, occorre decidere. E quando si decide si finisce per scontentare qualcuno. Per questo non si decide. Nessuno ci ha detto che le nostre idee non vanno bene, semplicemente non si fa nulla per realizzarle».

Con quale scopo avete organizzato il dibattito dell’assemblea generale di lunedì prossimo?

«Abbiamo chiamato esperti di livello nazionale per capire se quello che noi vogliamo è davvero difficile da raggiungere, un sogno campato in aria, o piuttosto una realtà. E’ un peccato che opportunità di fare impresa così importanti, non vengano sfruttate. Anche per questo vogliamo parlarne con persone che stanno lavorando in modo efficace in altre parti d’Italia».

 

 

Messaggero Veneto  06.03.2008

Lo sviluppo della montagna

«Vogliamo che i cittadini sappiano che ne sarà del loro territorio»

Nel mirino elettrodotti, autostrada Amaro-Cadore e derivazioni idroelettriche

Grandi opere, Comitati in campo

Lettera aperta a partiti, candidati e a tutte famiglie carniche

Tolmezzo. Una lettera aperta a partiti e candidati, che però sarà distribuita anche a tutti gli abitanti della Carnia, affinché chi è al potere dica «chiaro cosa intende fare della, montagna». E' firmata dal Comitato "Per altre strade dolomiti" di Forni di Sopra, dall'Associazione "Movimento Mont" di Tolmezzo e dal Comitato tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento di Enemonzo, la missiva che è stata presentata ieri a Udine dai presidenti delle. associazioni, Franceschino Barazzutti e Alfio Anziutti.

«Tra poco - si legge all'inizio - ci saranno le elezioni politiche, regionali e provinciali. Un grande ingorgo in cui i veri problemi della Carnia finiranno sommersi dallo scontro mediatico tra i soliti capipartito nazionali e regionali, dietro al quale ai partiti e candidati locali farà comodo nascondersi in silenzio».

«Partiti e candidati locali hanno invece il dovere di dire chiaramente ai carnici che cosa intendono fare della Carnia - affermano i Comitati : i cittadini hanno bisogno di fare scelte conformi agli interessi delle loro zone distinguendo tra chi ha operato ed opera in difesa della montagna e chi invece vuole farne solo un luogo di transito per interessi altrui».

Per questo nella lettera aperta si chiede «se intendono fare o non fare l'eletrodotto Wurmlach-Somplago, e se sì aereo o interrato, con i Comuni, Comunità ed imprenditori carnici come azionisti o no», «se intendono fare o non fare l'autostrada Amaro-Cadore, spiegando perché e per chi, o se, in alternativa, intendano impegnarsi finalmente per migliorare l'attuale viabilità ordinaria», fino alla chiarificazione del fatto «se intendono o no, dopo aver già desertificato ben 80 chilometri di alvei, rilasciare nuove concessioni di derivazioni idroelettriche a vantaggio di pochi, che sfruttano il bene comune acqua».

La lettera è un elenco, una richiesta di prese di posizioni, «dalla restituzione o no ai Comuni del servizio idrico, chiudendo Ato e società di gestione, che costano e costringono a recarsi a Tolmezzo per questioni di acquedotto che possono invece essere risolte nel rispettivo comune», alla richiesta «se intendono o no costruire villaggi in quota, concorrenti con la ricettività dei paesi, e piste sciabili non in armonia né con i cambiamenti climatici né con la configurazione della montagna che viene adattata con violenti sbancamenti», e «se anzichè parlarne tanto fanno o no, e quando, il collegamento veloce a "banda larga"».

Tra i punti interrogativi che secondo le associazioni serviranno ai cittadini per decidere la loro posizione alle prossime elezioni, c'è anche la necessità di sapere «che cosa intendo fare concretamente perché alla popolazione venga erogato un normale servizio postale», fino alla richiesta di esprimersi per una politica a favore dei centri commerciali a valle che svuotano i paesi o «invece cercare di favorire il piccolo commercio nei paesi di montagna».  Mirco Mastrorosa

 

 

Il gazzettino  06.03.2008

Tolmezzo. I comitati dei cittadini hanno presentato un documento con una serie di domande in vista delle elezioni

La Carnia chiede chiarezza ai partiti

«Ogni candidato esponga la propria posizione sulle grandi opere e i piani di rilancio della montagna»

Tolmezzo

Sauris come la periferia udinese? Una marmellata urbanistica da Forni di Sopra a Lignano ad Abbiategrasso? Non se ne parla neppure, la Carnia è un patrimonio che va tutelato, nell'interesse dell'intera regione. E quindi gli interventi infrastrutturali non possono venire gestiti come in pianura.

Per questo, i comitati territoriali chiedono ai candidati, improvvisamente silenziosi sull'argomento, di rendere note le proprie intenzioni sulle questioni chiave che riguardano la zona montana. In primis, l'autostrada Amaro-Cadore: si fa? Ed eventualmente, perché e per chi? E l'elettrodotto WurmlachSomplago è in agenda? Aereo o interrato?

Non a caso, si intitola "Dicano chiaro cosa intendono fare della Carnia" la lettera aperta che i comitati "Per altre strade Dolomiti" di Forni di Sopra e "Tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento" di Enemonzo, oltre all'associazione "Movimento Mont" di Tolmezzo hanno scritto a partiti e candidati in corsa per le prossime elezioni regionali ed amministrative.

Un appuntamento che definiscono «un grande ingorgo in cui i veri problemi della Carnia finiranno sommersi dallo scontro mediatico tra i soliti capipartito nazionali e regionali dietro al quale, ai partiti e candidati locali farà comodo nascondersi in silenzio».

«Prima si parlava tanto dell'elettrodotto dicono Alfio Anziutti (presidente del Pas) e Franceschino Barazzutti (presidente del comitato Tutela Acque e facente funzioni per il Movimento Mont) - c'erano due progetti, quello aereo e quello interrato. Adesso si tace, dicano quale dei due vogliono fare».

E ancora: «L'autostrada AmaroCadore nelle recenti parole dei politici è stata ridotta ad asse viario: insomma che tipo di strada sarà?».

È sicuro, comunque, che l'idea dell'autostrada non piace ai comitati che, anzi, hanno già preso contatti con i loro omologhi cadorini perché, ritengono, sarebbe un intervento devastante. «La Carnia ha perso la metà dei suoi abitanti negli ultimi 50 anni, da 80 a 40mila spiega Anziutti ma renderla uguale a Feletto non è la soluzione giusta: serve rispetto del territorio e condivisione con la gente, due fattori che i politic trascurano».

Ma Anziutti e Barazzutti, che dicono subito di non essere candidati ma solo "due anziani che amano la Carnia" sollevano anche molte altre questioni da chiarire: dal turismo in montagna, alla gestione delle acque, dall'edificazione in quota, alla gestione dei rifiuti. «Primo, sono le piste da sci che devono adattarsi alla montagna e non viceversa dicono i rappresentanti dei comitati Secondo, Promotour dovrebbe ricordarsi che il turismo montano è bi-stagionale: le piste, spesso, hanno un grosso impatto sull'ambiente».

E poi il problema dell'acqua: 80 chilometri di alvei desertificati a causa di derivazioni idroelettriche concesse alle imprese e una gestione del servizio idrico in mano agli Ato che non porta vantaggi per i cittadini. «La modernità raramente è stata rispettosa della montagna» commentano i due. «Questa lettera scaturisce dall'amara constatazione che i temi della Carnia finiscono nel dimenticatoio spiega Barazzutti ed è indirizzata a tutti da Illy a Tondo. E' giusto che i cittadini prima di votare sappiano quali sono le loro intenzione riguardo al territorio».

E il volantino, infatti, verrà distribuito a tutti i cittadini porta a porta, dichiara Anziutti.

Alessia Pilotto

 

 

Messaggero Veneto  06.03.2008

Nei prossimi anni una decina di interventi per la sicurezza

Socchieve. Non solo variante di Socchieve per una statale tra le più pericolose della regione. Per l'ammodernamento della fondamentale via di comunicazione l'Anas ha stimato di dover spendere nei prossimi anni oltre 35 milioni di euro. L'obiettivo è quello di far diventare quella che in alcuni tratti è denominata dalla gente del luogo "la mulattiera" una strada sicura e dai tempi di percorrenza più ridotti. Da Tolmezzo al Passo della Mauria, se i soldi arriveranno puntuali nei prossimi anni, le cose cambieranno davvero. Finora infatti ben poco si è fatto per eliminare i tanti punti neri della viabilità, tanto che il progetto licenziato negli anni '60 per una revisione di tutta la connessione stradale in loco fa solo bella mostra di sè a Tolmezzo nella sala della Comunità montana della Carnia. Intanto, dopo oltre un decennio, nella prossima primavera dovrebbe (condizionale d'obbligo visto il travagliato iter dei lavori) essere inaugurata la galleria capace di bypassare il Passo della Morte, fra Forni di Sotto e Ampezzo.

Nulla da segnalare invece per quello che riguarda i punti neri verso Ampezzo. Si attende però da anni l'eliminazione di alcuni pericolosi tornanti che presentano problemi particolarmente per la viabilità pesante, per le industrie o le attività che utilizzano camion nell'alta valle Tagliamento e nella Valle del Lumiei, oltre che per le autocorriere, private e pubbliche. Il progetto per la messa in sicurezza della strada prevede altri lavori (a breve dovrebbero partire i bandi) nel tratto fra Quinis, in Comune di Enemonzo, e Villa Santina all'altezza del ponte sul Degano.

Entro la primavera si dovrebbe dar corso pure all'apertura, attesa da 10 anni, della bretella che collega l'autostrada con la zona industriale di Villa Santina Una continuazione, quasi, della superstrada da Tolmezzo sino al Vinadia che dovrebbe, negli intenti, poter servire come collegamento fra Invillino ed Enemonzo senza passare per il centro di Villa Santina. Ancora sulla carta invece il progetto di autostrada lungo il corso del Tagliamento, capace di collegare in 88 km di cui la metà in galleria Amaro con Belluno.  (g.g.)

 

 

Presentato dall'Anas il piano per eliminare un tratto pericoloso della statale 52 Carnica. La progettazione della strada esistente risale al 1880

Variante di Socchieve, ecco il progetto

Sarà realizzata una circonvallazione per deviare il traffico dal paese: costo 3,6 milioni

Socchieve. In questi giorni si procederà all'appalto della variante del Crivel in comune di Socchieve: un adeguamento stradale dal km 24 al km 27 per un importo complessivo pari a 3,6 milioni. Il tratto eviterà il passaggio per l'abitato di Socchieve e località Crivel, un tratto insidioso in salita con molte curve che diventano pericolose specialmente per il transito di mezzi pesanti. I lavori dovranno essere conclusi entro 1.260 giorni e sono finanziati con le risorse previste dal Piano degli investimenti 2007/2011.

A esaminare il progetto intanto ieri in municipio a Socchieve si sono recati il presidente della Regione Riccardo Illy, accompagnato dall'assessore, alla Montagna Enzo Marsilio. Il progetto variante di Socchieve, curato dall'Anas per l'adeguamento funzionale della statale 52 Carnica (Tolmezzo-Passo della Mauria), è stato illustrato dal Capo compartimento Anas Friuli Venezia Giulia, Ugo Dibennardo, e commentato dal sindaco Luciano Mazzolini e consiste nella realizzazione di una circonvallazione in grado di liberare il centro abitato dal traffico.

Il problema più grave dell'attuale tracciato, è stato evidenziato, consiste nella presenza di una curva a gomito tra le abitazioni e di un tratto in forte pendenza, con gravi conseguenze perla sicurezza della circolazione, specie dei mezzi pesanti. Molti sono infatti gli incidenti che si verificano su questa strada la cui progettazione risale al 1880. Questo ammodernamento risulta dunque molto atteso dalla popolazione locale e consiste nell'eliminazione dell'attraversamento del centro abitato e nella realizzazione di svincoli con l'esistente viabilità, anche se non mancano motivi di attrito fra alcuni dei residenti nel capoluogo che raccolgono firme perché giudicano negativamente il fatto che il traffico da e per Tolmezzo passi fuori dall'abitato, causando così perdite economiche per gli operatori del centro carnico. Favorevole invece all'intervento l'amministrazione comunale, dove il provvedimento è passato a larga maggioranza due volte. «Bisogna riconoscere a Renzo Petris il merito - ha detto Mazzolini - di avere sin da quando era sindaco di Ampezzo, e ora come consigliere regionale, interessato la Regione e l'Anas su questo intervento. Ora Dibennardo ha assicurato l'intervento dell'Anas su tutta la tratta confermando la prossima eliminazione dei punti neri da Villa Santina sino ad Ampezzo». Riguardo al passante di Socchieve, questo, secondo Mazzolini, permetterà una vita qualitativamente migliore in paese quando sarà liberato dal traffico pesante. Il sindaco ha pure ribadito all'Anas la necessità di un collegamento veloce con le altre vallate più ricche attraverso i trafori della Monte di Rest verso il Pordenonese e della Mauria verso il Cadore con l'autostrada Belluno-Carnia.   Gino Grillo

 

 

Corriere delle Alpi  02.03.2008

Il presidente dell'Anas

«Zuel e Longarone, varianti confermate»

CORTINA. Tutto confermato: la variante di Zuel e quella di Longarone. E la conferma è autorevole, di Pietro Ciucci, presidente dell’Anas.
«L’investimento è previsto - ha detto ieri a margine della firma della società mista Regione-Anas - nel nostro piano per il Veneto 2007-2011. Abbiamo previsto investimenti per 400 milioni di euro. Speriamo di poter appaltare già dal prossimo anno».
Per quanto riguarda, invece, il proseguimento dell’autostrada A27, «stiamo esaminando i progetti, per andare avanti - ha confermato Ciucci -, verso l’Austria, ma dalla parte del Friuli». I temi, par di capire, non saranno affatto brevi. Le priorità, a quanto pare, sono altre. In Regione ci si è fatti la convinzione, trattando con i massimi responsabili dell’Anas, che sarà necessario fare una severa selezione delle priorità; al momento, infatti, hanno le maggiori chances le infrastrutture della pianura, cominciando dalla Pedemontana veneta.
Il proseguo dell’A27 sembra essere in fondo alla classifica.  (fdm)

 

 

Il Gazzettino  01.03.2008

Trasferta ricca di spunti quella di ieri della Giunta regionale in Val Tramontina

Tramonti di Sotto

Trasferta ricca di spunti quella di ieri della Giunta regionale in Val Tramontina. Molti gli argomenti affrontati, dal friulano alla "guerra" delle consulenze, dalla viabilità ai trafori.

FRIULANO.«Conoscendo buona parte delle sentenze della Corte Costituzionale sulla tutela delle minoranze linguistiche, nelle quali è sempre stata favorevole alle forme più ampie e più diffuse di salvaguardia delle minoranze stesse, siamo abbastanza fiduciosi». È il commento del presidente Riccardo Illy, a proposito della decisione che l'esecutivo ha ufficializzato ieri di resistere presso la Corte Costituzionale per contrastare il ricorso del Governo sulla legge sul friulano. «L'esito finale ha aggiunto - non arriverà prima di un anno: nel frattempo la legge è pienamente in vigore, perché solo la Corte può sospenderne l'efficacia e soltanto da quel momento in avanti». Illy si è soffermato sulle divergenze esistenti tra Regione e Governo: «Ci si concentra sempre sugli aspetti negativi, ma quelli per i quali sono stati fatti dei rilievi sono quasi secondari». Tre le questioni aperte: il principio del silenzio assenso, la possibilità di esprimersi in friulano negli uffici della Regione anche fuori del territorio "zonizzato" e la posizione sulla toponomastica solo in lingua friulana.CONSULENZE. «Renzo Tondo sta facendo l'ennesimo autogol: quando il confronto avverrà in maniera più corretta e pacata sarà estremamente facile dimostrare quanto di più ha speso lui quando era presidente della Regione»: è la risposta di Illy alle accuse lanciate dal suo sfidante sulla gestione delle consulenze durante questi cinque anni di governo. «Oltre a spendere cifre significativamente più elevate in consulenze ha precisato - le hanno spese in maniera molto meno trasparente. Le nostre sono addirittura su Internet e chiunque può consultarle liberamente. Molte delle loro sono invece state affidate con fondi gestiti fuori bilancio e affidati ai dirigenti di cui non c'è traccia della documentazione, oppure tramite società che poi sono state messe in liquidazione e che avevano a disposizione qualche milione di euro. Consiglio a Tondo di usare altri argomenti ha concluso - se non vuole che gli arrivi un boomerang dietro la testa con la forza che egli stesso gli ha impresso».TRAFORO DELLA MAURIA E REST. Priorità alla Mauria e alla realizzazione del nuovo asse viario che dovrà collegare Carnia e Cadore e solo in un secondo momento spazio per il Rest: è la strategia della Giunta sulle grandi vie di trasporto del futuro. Quanto ai finanziamenti per il Rest, potrebbero arrivare da una compartecipazione alla spesa dello Stato: possibile anche un pedaggio per l'attraversamento della sola galleria. Assieme al traforo della Mauria è necessario secondo Illy - ammodernare la viabilità esistente, per rendere più fluida la circolazione, nel tratto fino a Villa Santina. La Giunta, sulla scorta delle rassicurazioni fornite dall'Anas, ha anche ufficializzato la notizia della conclusione, entro giugno, del primo lotto di lavori di sistemazione della Statale 552, in Val Tramontina - compresa la ricostruzione del ponte crollato, prima ancora di essere collaudato, nel dicembre 2004 - e la garanzia di copertura economica del secondo lotto, attraverso la sinergia tra Regione e Ministero delle Infrastrutture, per un investimento pari a 5,4 milioni di euro.  Lorenzo Padovan

 

 

Il Gazzettino  01.03.2008

Il piano montagna contro i suoi abitanti

«Non si incentiva la permanenza della gente vincolando le edificazioni»

Incentivare la presenza e la permanenza della gente in montagna si può fare anche attraverso una buona pianificazione del territorio e con leggi appropriate, ma questo non viene assolutamente recepito e preso in considerazione dall'attuale maggioranza regionale. Infatti proprio in queste settimane la Regione andrà ad approvare un importante documento di pianificazione denominato Ptr che imporrà e determinerà unicamente una serie di nuovi vincoli e restrizioni e che comprometteranno in maniera definitiva l'utilizzo razionale del nostro territorio montano.

Il nuovo strumento predisposto dalla Regione prevede ad esempio una distanza minima per l'edificazione dai corsi d'acqua che dagli attuali dieci metri passerà a ben quaranta metri, misurati dall'esterno delle arginature. L'applicazione di questa norma nei nostri comuni e paesi montani posti lungo il Tagliamento, il torrente But, il Chiarsò e il Degano comporterà a molti cittadini l'impossibilità di procede con qualsiasi nuovo intervento o ampliamento della propria abitazione e questo da Tolmezzo a Timau e da Amaro a Forni di Sopra e a Forni Avoltri.

Lo stesso documento di pianificazione generale prevede vincoli notevoli non solo in termini edificatori ma anche riguardo la realizzazione di infrastrutture come strade e reti tecnologiche a servizio delle zone già edificate presenti in montagna. Questo pesante vincolo coinvolge le frazioni Tolmezzine di Fusea, Cazzaso e Salaris e tutto il territorio comunale posto nelle vicinanze fino a confine con il comune di Lauco e di Zuglio, ma comprende anche altre vaste aree della Carnia. Infine il documento di pianificazione regionale prevede vasti vincoli espropriativi e di inedificabilità in vaste aree della Carnia per il passaggio dell'autostrada che da Cavazzo dovrebbe portare in Cadore e questo perché lo strumento contempla tutte le varie ipotesi fin ad oggi progettate. Ciò comporta una fascia di rispetto e di vincolo nelle nostre vallate che in alcuni casi raggiunge una larghezza di centinaia e centinai di metri. Il paradosso è che mentre questi vincoli vengono perentoriamente calati dall'alto e vanno a colpire direttamente gli interessi di tutti i cittadini della Carnia, in altre zone del nostro territorio si prevede invece la costruzione di alberghi e posti letto in quota con l'edificazione di migliaia e migliaia di metri cubi, negando invece la possibilità di realizzare manufatti, piccoli edifici ed infrastrutture a sostegno della residenza e delle attività agricole in vaste zone del nostro territorio.

Considerato che questo argomento è di importanza vitale per il futuro del nostro territorio e dei nostri paesi, più di ogni stanziamento statale o regionale, il centrodestra alle prossime regionali in caso di vittoria non potrà fare a meno di rivedere totalmente quanto promosso in questa materia dalla giunta Illy.

Luigi Cacitti

Il vicesindaco di Tolmezzo