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SETTEMBRE Il Gazzettino-Bl 29.09.2008 Ponte Settimana ecologica Ferrovia possibile la Merano Malles Incontro al teatro Pierobon Ponte nelle Alpi(gis) A Ponte nelle Alpi inizia questa sera, lunedì 29 settembre, la prima "Settimana della sostenibilità sociale economica ed ambientale" coordinata dal comune pontalpino, promossa e sostenuta anche da altri enti. E l'argomento al centro del dibattito di oggi è subito di grande attualità. Attorno al tavolo del teatro Pierobon di Paiane di Ponte (ore 20,30) si discuterà infatti di mobilità con il convegno "Il treno dei desideri". Ad affrontare il tema sono stati chiamati Helmut Moroder, direttore dell'infrastruttura ferroviaria Merano-Malles (in foto), il cui successo sta suggerendo anche l'allargamento di questa esperienza ad altre tratte, che parlerà di "Il treno per pendolari e turisti". Con lui anche Nicola Moretti, di Dolomitibus, che illustrerà i risultati dello "Studio finalizzato alla realizzazione della rete di trasporto collettivo". Alla serata, coordinata da Valter Bonan, interverrà anche Quinto Piol, assessore alla Mobilità della Provincia di Belluno.Una questione, quella della mobilità, che gli organizzatori hanno ritenuto talmente importante da meritare anche una seconda serata, quella di domani, con un nuovo appuntamento che avrà come protagonisti Fabio Gasperini (ambientalista bellunese), Corrado Poli (autore del libro "Rivoluzione traffico"), e Angela Barattin, assessore alle Politiche giovanili e all'istruzione del comune di Santa Giustina che parlerà dell'esperienza del "Piedibus", grazie alla quale i bambini della scuola primaria, accompagnati da adulti disponibili, si recano quotidianamente a scuola a piedi.Oltre che dal comune di Ponte, la Settimana è promossa dalla Provincia, dalla Comunità Montana Belluno-Ponte nelle Alpi e da PonteServizi, ed è ideata e organizzata in collaborazione con Samarcanda, Comitato Acqua Benecomune, Grilli Belluno, Carovana Missionaria della pace Liberalaparola', El Ceston, la cooperativa Mazarol Guide del Parco e dai Cantieri Sociali.
Corriere delle Alpi 28.09.2008 «Più futuro», il confronto parte dalla ferrovia PONTE NELLE ALPI. Prende il via domani «+Futuro»: luogo di incontro tra percorsi di vita, buone pratiche di governo, visioni avanzate d’impresa, comportamenti socialmente sostenibili, tecnologie dolci, risparmio energetico, produzione di energia da fonti rinnovabili, produzioni locali, agricoltura biologica e finanza etica. L’evento, promosso da Samarcanda e coordinato dal Comune, si propone di favorire il dialogo tra istituzioni, imprese eticamente orientate, organizzazioni no-profit, mondo della ricerca e cittadini di tutte le età. Molti i parner di «+Futuro»: oltre a Samarcanda e all’Amministrazione di Ponte, sono stati coinvolti il Comitato Acqua Benecomune, i Grilli di Belluno, la Carovana Missionaria della Pace Liberalaparola, del WWF Veneto, El Ceston, la Coop Mazarol-Guide del Parco e dei Cantieri Sociali. La manifestazione che si artcolerà per tutta la settimana, gode del contributo della Provincia, della Comunità montana, della Ponteservizi, del Parco, della Fondazione Cariverona, del Centro riciclo di Vedelago, Eco Marca servizi, Manutencoop e Banca Etica. E’ stato predisposto un fitto calendario di eventi. Domani alle 20,30, al Piccolo teatro Pierobon di Paiane, si parlerà di mobilità. Nel corso del convegno, coordinato da Valter Bonan, sono previste relazioni su: «Il treno dei desideri. La vera risposta alla mobilità in provincia di Belluno»; «Il treno per pendolari, turisti e...» con Helmut Moroder, direttore infrastruttura ferroviaria Merano-Malles; «Ferrovia bellunese, studio finalizzato alla realizzazione della rete di trasporto collettivo», relatore Nicola Moretti, Dolomitibus. Interviene l’assessore provinciale Quinto Piol. (p.b.)
Corriere delle Alpi 26.09.2008 I nostri imprenditori alla ricerca di nuove tecnologie e processi produttivi, Vigne: «Siamo sopra la media» Innovazione ok, manca la banda larga Convegno di Assindustria a Villa Patt. Stefano Perale: «Possiamo crescere» SEDICO. Nonostante le Dolomiti, gli imprenditori bellunesi guardano al mondo. E lo fanno con una certa disinvoltura. A dimostrarlo il convegno organizzato ieri a Villa Patt da Assindustria e prima tappa di un percorso destinato a fare scuola: far conoscere agli operatori economici locali il “know-how” di altre aziende per poi portarlo sul suolo provinciale e, magari, farlo fruttare. E pensare che proprio Belluno sconta un ritardo spaventoso sul fronte della banda larga, tecnologia determinante per poter crecere e quindi competere con chi naviga sul web in modo sciolto. Allarga le braccia il direttore di Assindustria Stefano Perale: «In questi anni le abbiamo tentate tutte, ma i risultati sono stati insoddisfacenti. Da parte delle istituzioni non c’è stata quella risposta che ci attendevamo». Perale non punta il dito contro nessuno in particolare ma si limita a sottolineare come l’innovazione turistica passi attraverso la banda larga: «Solo così il nostro prodotto può essere pubblicizzato nel migliore dei modi». Stesso discorso vale per l’autostrada: «Sono cose che noi diamo per scontate, anche se non è così per tutti». Autostrade virtuali e materiali a parte, di strada - a voler essere ripetitivi - se n’è fatta parecchia. In questi mesi Assindustria ha organizzato veri e propri tour in giro per l’Italia, scarrozzando da una parte all’altra gli imprenditori nostrani: «Siamo stati alla Fiat e al politecnico di Torino», racconta Perale. «E diventerà un’abitudine». Altro capitolo la ricerca, per la quale i soldi non sono mai abbastanza: «Il nostro obiettivo non è realizzare un centro di ricerca a Belluno quanto fare sistema con tutte quelle aziende dalle quali possiamo imparare qualcosa, dalla Fiat alla Beretta». Perale porta l’esempio della refrigerazione: «Nel Bellunese ci sono tante realtà del settore. L’intenzione è quella di raggrupparle e farle lavorare insieme. Poi ognuna svilupperà le sue conoscenze come meglio crede». Gianluca Vigne, presidente dei giovani industriali del Veneto, parla di «innovazione d’uso». «Sul fronte dell’innovazione e della tecnologia, Belluno è sopra la media nazionale e in linea con quella veneta, nonostante la morfologia e la logistica», sottolinea Vigne. Restano però dei punti neri, dalla ricerca di base «che non c’è» all’istruzione tecnica in abbandono, soprattutto in provincia. «La nuova riforma della scuola ritorna a parlare di licei e relega l’istruzione tecnica e professionale ai margini», commenta il presidente. «E’ un approccio che ci può fare soltanto del male». (cr.ar.)
Corriere delle Alpi 24.09.2008 Candidatura Unesco Dolomiti avanti tutta I valutatori promuovono la documentazione
La scommessa continua UNESCO Dolomiti avanti tutta: c’è l’ok per i documenti Superato questo scoglio, c’è ottimismo sull’esito positivo della candidatura BELLUNO. La documentazione relativa ai siti e alla confinazione delle Dolomiti «è pienamente rispondente e non va più modificata». Così i valutatori dell’Iucn Martin Price e Bastian Bomhard, hanno concluso la loro visita sui territori delle Dolomiti candidati all’iscrizione alla lista del Patrimonio mondiale dell’umanità. La missione, di carattere prettamente tecnico, è durata 8 giorni e ha toccato alcune delle principali località dolomitiche, dal Brenta alle Dolomiti friulane e si è conclusa ieri a Belluno, alla presenza del sottosegretario al Ministero dell’ambiente Roberto Menia. Positivo il giudizio finale espresso dai valutatori sia in merito all’organizzazione della missione sia per quanto riguarda le caratteristiche intrinseche delle Dolomiti, giudicate pienamente rispondenti ai criteri dell’Unesco. Gli stessi valutatori hanno espresso «ottimismo» sull’esito finale della candidatura. I criteri per la valutazione della candidatura riguardano la geologia dei gruppi montuosi interessati, la geomorfologia e l’unitarietà paesaggistica. Per tutti questi aspetti di carattere tecnico il giudizio è stato molto positivo. I valutatori chiederanno alle 5 Province di integrare la documentazione relativa alle azioni di formazione, educazione e informazione e sui finanziamenti. Prossimo appuntamento è a Siviglia dove, nel giugno 2009, si riunirà il Comitato per il patrimonio mondiale. Soddisfazione delle province di Belluno (capofila), Bolzano, Pordenone, Trento e Udine, che hanno salutato i membri della commissione di valutazione dell’Unesco. Ha chiuso l’incontro il presidente della Provincia di Belluno, Sergio Reolon, ricordando il valore delle Dolomiti «sotto gli aspetti geomorfologici e ambientali, ma anche e soprattutto per l’interazione tra l’ambiente e l’uomo che da millenni abita questi luoghi e la cui storia e la cui cultura hanno contribuito alla conservazione di questi siti straordinari. Siamo consapevoli che l’iter è lungo e complesso, ma ieri abbiamo fatto un importante passo avanti». E poi, rispondendo al presidente della Provincia di Bolzano, Luis Durnwalder che aveva proposto la città altoatesina come sede della Fondazione per la candidatura dell’Unesco, Reolon dichiara: «E’ giusto che Durnwalder dica così, ma Belluno, visto che è capofila dell’iter e considerato che il 70% delle Dolomiti è in territorio bellunese, potrebbe essere la candidata migliore per accogliere la Fondazione».
Il Gazzettino-Bl 24.09.2008 Ponte delle Alpi da lunedì Settimana ambientale ecco gli appuntamenti «Sui trasporti l'esempio di Merano» (gis) «Non sarà un'occasione per parlare e basta» ha spiegato l'assessore Ezio Orzes (in foto). Ma un momento in cui progetti realizzati altrove verranno presentati per discutere e verificare se, visto il successo, possono essere soluzioni a problemi anche locali. Sarà anche questo "+futuro", la prima "Settimana della sostenibilità sociale, economica ed ambientale" che si terrà a Ponte nelle Alpi da lunedì prossimo a domenica 5 ottobre. Rientra in questo spirito, per esempio, il primo incontro dedicato alla mobilità quando Helmut Moroder , direttore dell'infrastruttura ferroviaria Merano-Malles, parlerà proprio di questo progetto «che, visto il successo è stato detto ieri nel corso della presentazione della Settimana - sta per essere esteso ad altre due tratte». Non si tratta, ha detto Andrea Mario che con Samarcanda snc Onlus è fra i promotori dell'iniziativa, «di mettere qualcuno sull'altare, di incensarlo per risultati raggiunti. Ma piuttosto di presentare buone pratiche che possono diventare stimolo anche per altri». Buone pratiche "spiate" lontano, come è il caso di Bolzano, ma anche vicino: dalla raccolta differenziata spinta dello stesso comune pontalpino, sino all'esperienza "Piedibus" di Santa Giustina. Sulla mobilità, come su altri temi, le voci a confronto saranno anche quelle istituzionali: in questo caso interverranno sia l'assessore provinciale Quinto Piol, sia Nicola Moretti, di Dolomitibus. «E sarà presentato finalmente il loro progetto di viabilità in una provincia dove spesso la politica pare avere posizioni più arretrate e meno coraggiose della gente. E perché il progetto della metropolitana di superficie funzioni, bisogna crederci». Su idea di Samarcanda, la cooperativa che si occupa di commercio equo, e dell'assessorato all'Ambiente del Comune di Ponte nelle Alpi, l'iniziativa "+futuro" nasce per promuovere il dialogo tra istituzioni e cittadini sui temi della sostenibilità; aderiscono Comitato Acqua Benecomune, Grilli di Belluno, Carovana Missionaria della Pace Liberalaparola, WWF Veneto, El Ceston, coop Mazarol, Cantieri Sociali, con il contributo della Provincia, Comunità Montana BellunoPonte, Ponteservizi, Parco nazionale Dolomiti Bellunesi, Fondazione Cariverona, Centro riciclo di Vedelago, Eco marca servizi, Manutencoop e Banca Etica. Fitto il calendario; per informazioni, iscrizione ai laboratori, escursioni e visita alla Casa eco-logica (dall'1 al 5 ottobre): tel. 0437/986724 urp@comune.pontenellealpi.bl.it.
Il Gazzettino-Bl 23.09.2008 Lettere e opinioni Imparagonabili le necessità viarie del Cadore e del Canal del Ferro Qualche tempo fa sono stato "invitato" da "Peraltrestrade" a far visita nel Canal del Ferro in Friuli per osservare la situazione che loro, chissà perchè, cercano forzatamente di paragonare alla situazione di tutto il Cadore e di parte del Friuli. Il fatto è che Cadore e Canal del Ferro non possono essere assolutamente equiparate in alcun modo in quanto diverse se non addirittura opposte. In senso stradale, il Cadore, con la sola Ss 51 di Alemagna, può essere considerato una strada senza uscita, un vicolo cieco, un cul-de-sac. Non si possono certo definire collegamenti delle strade semideserte quali il Passo della Mauria, la strada che va verso Misurina, il Passo Tre Croci, il Passo Monte Croce Comelico, il Passo Giau, il Passo Cibiana, il Passo Falzarego o la strada che da Cima Sappada scende in un'infinità di curve verso Tolmezzo. Cento anni fa i Passi fungevano da collegamento. Oggi non possono che essere considerati veri e propri ostacoli fisici alla viabilità. Neppure la strada che va verso Cortina può essere definita un collegamento vero e proprio, dato che rimane un po' fine a se stessa. Il tratto di Ss 13 Pontebbana che dalla Carnia conduce a Tarvisio, all'opposto, era un collegamento e un'arteria di vitale importanza anche prima dell'autostrada, in quanto conduceva, come adesso, a importanti nodi stradali di confine con l'Austria e la Slovenia e serviva, come adesso, anche da collegamento per il centro Europa. Mentre in quella zona vi sono due superstrade che si fanno concorrenza in quanto entrambe scorrevoli e quasi parallele, in Cadore non abbiamo una strada decente di collegamento, ma solo delle vecchie mulattiere asfaltate piene di curve e tornanti. Se in Cadore non c'è una vera arteria di collegamento, non si può parlare di by-pass con il prospettato allacciamento autostradale Pian di Vedoia A27-Tolmezzo A23, ma bisogna parlare di un primo e nuovo passaggio che non abbiamo mai avuto, ringraziando chi lo farà. Infine, "Peraltrestrade" fa finta di non capire che in Cadore non si costruirà il "Titanic", ma bensì un'autostrada che, passando in galleria, non si vedrà neppure. Se nel Canal del Ferro molte attività hanno chiuso, ciò è nulla di fronte alla tragica situazione che il Cadore sta vivendo anche a causa del suo decentramento e della mancanza di viabilità. Di tutto ciò "Peraltrestrade" non fa menzione e sembra "stranamente" non curarsene. Carlo Corso
Messaggero Veneto 21.09.2008 Posta dei lettori Forni di Sotto Passo della morte: il tunnel infinito Correvano i primi mesi dell'anno 1991, quando all'amministrazione comunale di Forni di Sotto, allora da me presieduta, fece visita informale l'allora ingegnere capo dell'Anas di Trieste, presentando, alla stessa, il progetto esecutivo della galleria del Passo della Morte in comune di Forni di Sotto. Fu un piacere ricevere, da parte mia, quella visita, durante la quale consegnò l'elaborato progettuale affermando che l'opera sarebbe subito iniziata e ultimata per l'anno 1996. Si coronava così il primo passo concreto verso la soluzione di un tratto di strada che tra proteste dei podestà del "regime" e dei sindaci della Repubblica si trascinava fin dal 1920. Con soddisfazione di tutti nel 1992 l’opera finalmente ebbe inizio, ma la sua realizzazione incontrerà non poche difficoltà tecniche causate da errate previsioni dovute a superficiali valutazioni in relazione all'instabilità e alla friabilità della roccia del tratto interessato alla galleria stessa. Tutto ciò portò ad allungare incredibilmente ì tempi di attuazione e a far lievitare non poco i costi di realizzazione dell'opera; si parla di oltre il doppio di quanto previsto inizialmente. In data 30 giugno 2008, ben 17 anni dopo, l'opera è stata completata in tutte le sue parti, e ora tutti si chiedono il perché non viene aperta al traffico; i mesi passano e gli utenti percorrono ancora il sempre più pericoloso tratto secolare. E questa una grave inadempienza e manifesta tante irresponsabilità tipicamente italiane. L'uovo di Colombo: per aprire 2.200 metri lineari di galleria, che nel tempo è divenuta la più lunga del mondo, più del tunnel sotto la Manica e di quelli esistenti nell'arco alpino, ora manca soltanto inserire la spina della corrente elettrica da parte dell'Enel, dopo di che ci sarà una pomposa inaugurazione! Ma nel frattempo tutti tacciono, perché? Ora parlano e propongono di realizzare un'autostrada che collegherebbe lo svincolo autostradale di Amaro con quello di Ponte delle Alpi; ma se non sono capaci di aprire quanto già completato...? Se tanto ci dà tanto, figuriamoci. Gianni Nassivera già sindaco di Forni di Sotto
Il Gazzettino-Bl 18.09.2008 Il presidente delle giunta regionale sarà a Belluno
mercoledì 1 ottobre invitato dagli Industriali The con Galan al tavolo bellunese Iniziativa amichevole di Vascellari per un confronto su infrastrutture e turismo Sul tappeto la questione del governo della montagna e delle politiche di sostegno Belluno Giancarlo
Galan e Valentino Vascellari insieme al teatro Comunale per parlare del futuro
della provincia di Belluno. Un the, recita il titolo dell'appuntamento fissato
per mercoledì 1 ottobre, che i presidenti della Regione e di Assindustria
prenderanno assieme agli imprenditori e al pubblico che vorrà esserci. Segno
dei tempi che cambiano. L'ultima volta che Galan venne a Belluno tuonò contro
il presidente degli industriali reo di non averlo invitato formalmente
all'assemblea incentrata sui problemi del turismo. E dialogo sarà, su temi
concreti. Dalle infrastrutture, alla viabilità, al turismo. E poi, il tema del
governo della montagna, con il bisogno urgente di decisioni e azioni a sostegno
delle aree montane.
Galan e il the conviviale con Assindustria Il governatore sarà in città il 1 ottobre per confrontarsi apertamente con gli imprenditori e la popolazione Giancarlo Galan e Valentino Vascellari insieme al teatro Comunale per parlare del futuro della provincia di Belluno. Un the, recita il titolo dell'appuntamento fissato per mercoledì 1 ottobre e moderato dal giornalista del Sole 24 ore Claudio Pasqualetto, che i presidenti della Regione e di Assindustria prenderanno assieme agli imprenditori e al pubblico che vorrà esserci. Segno dei tempi che cambiano. L'ultima volta che Galan venne a Belluno tuonò contro il presidente degli industriali reo di non averlo invitato formalmente all'assemblea incentrata sui problemi del turismo. Oggi le cose sono cambiate e tra Regione e Assindustria è tornato il sereno. Qualcuno maligna che sia per il fatto che il nome di Vascellari è spuntato un po' a sorpresa tra i papabili per una candidatura a presidente della Provincia per il centrodestra. «Nulla di tutto questo risponde lo stesso Vascellari l'invito a Galan era stato fatto ancora a giugno, in tempi quindi assolutamente non sospetti. Volevamo dimostrare che tutta quella polemica scaturita in occasione della nostra assemblea era soltanto un malinteso. Il dialogo tra Regione e Assindustria non si è mai interrotto». E dialogo sarà, su temi concreti. Dalle infrastrutture, per le quali Belluno, tra le province più industrializzate, è penultima in Italia. E c'è quindi la necessità di colmare questo gap sia per la viabilità interna che nei collegamenti verso nord. Prolungando l'A27 verso Tolmezzo. Passando per il turismo, per il quale Assindustria chiede azioni complesse per migliorare innanzitutto l'accoglienza e la ricettività. E poi, il tema del governo della montagna, con il bisogno urgente di decisioni e azioni a sostegno delle aree montane. E qui il presidente di Assindustria è molto chiaro. «Non credo a un'autonomia soltanto bellunese dice tutta la montagna veneta ha diritto a una particolare attenzione. Perché ha oggettive difficoltà in più rispetto alla pianura. Belluno, ovviamente, è tutta montana, ma il riconoscimento deve essere esteso all'intera montagna veneta, a prescindere dal luogo. Chi abita a Belluno ha le stesse difficoltà di chi sta ad Asiago, con problemi totalmente diversi da chi risiede nell'area metropolitana veneta». Per Vascellari occorre essere realisti. «Solo guardando all'intera montagna riusciremo a portare a casa risultati concreti». Concretezza è la parola d'ordine. «È la prima volta che Galan viene ufficialmente a Belluno e questo è un bel successo per la nostra associazione dice Vascellari noi ci riteniamo una componente fondamentale della società bellunese, siamo la realtà che produce una buona fetta del Pil dell'intera provincia. Ci sentiamo quindi di poter dire la nostra. Lo abbiamo fatto altre volte: l'autostrada è un esempio, abbiamo tenuta alta questa bandiera e si cominciano a vedere i risultati». Da Galan arriva la disponibilità all'incontro, rimandato per impegni istituzionali rispetto alla prima data del 22 settembre. «Un incontro commenta Galan cui tengo moltissimo». Maurizio Dorigo
L’agenda Infrastrutture e turismo Chi e come deve governare la montagna? L'autonomia è una soluzione perseguibile per Belluno? Come togliere la provincia dall'isolamento e sviluppare i suoi ingegni? Ne parleranno Giancarlo Galan e Valentino Vascellari nell'incontro Un thè con il Presidente Galan, al Teatro comunale di Belluno il prossimo mercoledì 1 ottobre. Sarà ospite di Assindustria Belluno il presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan. Il Governatore verrà a Belluno per parlare ad una platea composta principalmente da imprenditori e amministratori locali, ma anche dall'intera società civile bellunese. L'incontro, in un primo tempo fissato per il 22 settembre ma poi rinviato per uno stesso impegno di Galan e di Vascellari sulla questione del federalismo, è aperto al pubblico. Pasqualetto, de Il Sole 24 Ore, coordinerà la conversazione fra i due presidenti. Infrastrutture, turismo, economia e governo della montagna, che Assindustria Belluno indica come prioritari anche nella collaborazione con la Regione, saranno certamente alcuni dei temi centrali dell'incontro. A Belluno l'intera dotazione infrastrutturale è penultima in Italia per diffusione e sicurezza, e in particolare le strade confermano questo primato negativo. Assindustria continua a lavorare per il prolungamento della A27 verso Pieve di Cadore e la naturale prosecuzione verso Tolmezzo, per il collegamento della rete ferroviaria con la metropolitana di superficie, per la diffusione della banda larga in tutti i comuni della provincia. La Regione condivide queste priorità e in che senso sta sviluppando la sua progettualità in merito? Turismo. Tutte le province perdono presenze e arrivi, ma a Belluno i numeri sono anche più negativi. Al turismo servono azioni complesse e variegate, a miglioramento delle infrastrutture e della cultura dell'accoglienza. Quale la posizione della Regione in merito?
L’INTERVISTA - Parla l’ingegner Helmut Moroder, progettista Come ti rilancio il treno Sulla linea della Val Venosta due milioni di passeggeri l’anno Sessanta chilometri con 700 metri di dislivello. Li copre la nuova linea ferroviaria della Val Venosta, che da Merano sale a Malles, in Alto Adige vicino al passo Resia. L’ha realizzata con fondi propri la Provincia autonoma di Bolzano, su progetto di Helmuth Moroder. L’ingegnere altoatesino presto accoglierà sui binari della Val Venosta una comitiva di Bellunesi impegnati in una gita del tutto particolare, organizzata dal comitato “Pas Dolomiti Per altre Strade”. Sarà un viaggio alla riscoperta del treno, attualizzato secondo le esigenze moderne. Il comitato, attivo in Centro Cadore e in Carnia, si sta opponendo al proseguimento dell’autostrada da Ponte nelle Alpi a Tolmezzo e cerca di offrire spunti di riflessione sulla mobilità nelle valli alpine. Ingegnere, che cosa mostrerà ai Bellunesi
in Val Venosta? «Io cercherò di far vedere come si può ristrutturare e riattivare una linea ferroviaria considerata “ramo secco” venti anni fa, riportata in vita e vita nuova, con un successo che è già andato oltre ogni previsione». In effetti meno di dieci anni fa il binario era abbandonato a se stesso, inutilizzato, ormai coperto dalle erbacce. «Quanto è stato fatto in Val Venosta deve essere incoraggiante per altre realtà simili: fare una ferrovia non è una “diavoleria”, e Rfi (Rete ferroviaria italiana) non è l’unica società che sa fare ferrovie. E’ un luogo comune che va superato, questo settore deve vedere una pluralità di soggetti come per le strade. Noi, d’altra parte, non siamo più bravi degli altri e non è vero che questo successo è opera dei soliti tedeschi precisi e organizzati: abbiamo lavorato con ditte italiane. Deve farsi strada anche un altro concetto: una ferrovia nuova si può fare, non deve spaventare, e i tempi di realizzazione sono ragionevoli, non passano le legislature. Però, una volta deciso, bisogna saper rendere attrattiva e attraente la ferrovia. La strada non deve risultare sempre più moderna e più bella della rotaia. In Val Venosta abbiamo introdotto grandi novità sul piano tecnico, ma abbiamo anche reso piacevoli le stazioni e le fermate, belle e pulite, tra l’altro con il totale abbattimento delle barriere architettoniche». E i costi? «Sessanta chilometri sono costati 90 milioni di euro, più altri 25 milioni per il materiale rotabile cioè, in sostanza, per i treni nuovi. Sono tanti soldi, lo so bene, ma sono costi che corrispondono a una circonvallazione stradale di pochi chilometri, per un paese di medie dimensioni». Riesce a chiudere in attivo, la ferrovia della Val Venosta? «No. In termini economici diretti non si paga. Ma il nostro obiettivo non era questo: la sfida consisteva nel riuscire a realizzare una ferrovia moderna, che possa essere gestita a bassi costi e che incontri il favore dell’utenza. La sfida è vinta, perché viaggiamo a costi di gestione del 30-40% inferiori rispetto a Trenitalia e abbiamo dimostrato che ferrovia non vuol dire necessariamente costi alti. La ferrovia della Val Venosta potrebbe anche passare all’attivo, ma a questo punto è questione di tariffe e tocca alla politica decidere se “socializzare” i costi alzando il prezzo del biglietto oppure no. Se applicassero le tariffe svizzere faremmo un sacco di soldi. Secondo me i prezzi sono anche troppo bassi: per gli abbonati credo che il biglietto costi più o meno come un caffè, e poi ci sono tutte le fasce di esenzione. Bisogna ricordare che la nostra linea potrebbe portare anche le merci, un potenziale attualmente non sfruttato: può arrivare a 25 tonnellate per asse». Anche in provincia di Belluno c’è una linea ferroviaria di montagna. Però il treno che sale e scende da Calalzo di Cadore spesso viaggia vuoto. Che cosa gli manca? «Partiamo da un esempio in Alto Adige. La linea ferroviaria della Val Pusteria è più o meno lunga come quella della Val Venosta, ma in Pusteria vive un terzo di popolazione in più. In Pusteria il treno ha un cadenzamento frequente, in pratica ogni ora, ed è stato finora gestito da Rfi. Ebbene, quella linea fa 600mila passeggeri l’anno, mentre in Val Venosta abbiamo superato quota 2 milioni di passeggeri l’anno. Ora la Provincia di Bolzano ha stretto un accordo con Rfi per riqualificare la linea, certo non sarebbe stato possibile se la Provincia non si fosse dichiarata disponibile a mettere in campo degli investimenti. Si rifarà tutto. La linea sarà completamente rivoltata, con un occhio particolare all’accoglienza delle stazioni e dei treni. Ecco: io ritengo che anche altre regioni italiane potrebbero fare la stessa cosa, in fondo soldi per le strade se ne trovano sempre». Come rivitalizzare una ferrovia in crisi? «Bisogna trasmettere l’idea che viaggiare in treno è bello, che tu passeggero sei desiderato, le stazioni devono essere belle, i treni... caspita!, sui treni bisogna investire! Le macchine le cambiamo dopo pochi anni, no? In Val Venosta tutte le stazioni sono state consegnate ai Comuni, tocca a loro garantire pulizia e decoro, sono diventate il loro biglietto da visita. Viaggiare in treno è bello: e così sul treno incontri il professionista, il sindaco, le autorità, le mamme con il passeggino, il turista con la bicicletta. Tutte persone che non incontreresti sull’autobus». Ma chi è disposto a prendere la macchina per scendere dal paese, raggiungere la stazione nel fondovalle e da lì viaggiare in treno? «Sono tante le persone in Val Venosta portano la macchina al parcheggio e poi prendono il treno. I parcheggi delle stazioni sono pieni. Chiaro che se devo fare in tutto 5 chilometri ormai che ci sono li faccio tutti in auto, ma per distanze superiori, sui 30 o 40 chilometri, la ferrovia è attrattiva, la ferrovia ti fa viaggiare comodo. E poi la gente bisogna anche prenderla... per il portafoglio: su distanze di qualche decina di chilometri spostarsi in treno, in Val Venosta, conviene rispetto alla benzina». Le motivazioni che spingono a far proseguire l’autostrada, in provincia di Belluno, hanno ben poco a che vedere con la ferrovia della Val Venosta. Forse un paragone, cercando un’alternativa all’autostrada, lo si può fare con i treni svizzeri che garantiscono il trasporto per le auto ma anche per i Tir, con le persone a bordo del loro mezzo. Per i 21 chilometri di nuova autostrada da Ponte nelle Alpi a Macchietto si parla di un miliardo e 200 milioni di euro. Quanto costerebbe un tunnel ferroviario “alla Svizzera”? «Il tunnel Vereina, in Engadina, è lungo poco meno di venti chilometri. Fare un tunnel così costerebbe 500 milioni di euro. Ma io ho comunque dei dubbi. Si capiscono le ragioni per sostenere un più diretto collegamento della provincia di Belluno con i grandi assi di traffico, ma mi chiedo: quanto peserebbe? Non è dimostrato che le zone ben collegate registrino un miglioramento delle loro condizioni economiche e sociali. State attenti alle scorciatoie! Ho sempre trovato affascinante la provincia di Belluno, l’ho sempre considerata tra le più “alpine” per la sua conformazione geografica, in più arricchita da tanti siti di interesse storico e artistico e da tanta varietà. Io ho sempre paura che puntare troppo sulle scorciatoie sia una scelta un po’ banale e forse nemmeno vantaggiosa». L.G.
Corriere delle Alpi 09.09.2008 Entrambi sono lontani dall'attuale guida di palazzo Piloni I verdi scaldano i muscoli Altrementi pronti a correre BELLUNO. Verdi fuori, rossi dentro? Può anche darsi, ma di certo loro con il “rosso” Reolon non ci stanno. Questione di feeling, ma soprattutto di programmi e atteggiamenti. Se la sinistra radicale è in fermento, i soggetti ambientalisti (verdi ma non solo) hanno già scelto. «La situazione è fluida», afferma il portavoce dei Verdi a Belluno Moreno Barbieri, «ma francamente un’alleanza con Reolon mi sembra molto dura. E’ difficile sostenere un amministratore che fa poco o nulla per fermare il consumo del territorio. E’ il caso dell’autostrada». Nonostante questo Barbieri non mette in dubbio l’area di appartenenza della compagine verde, e cioè il centrosinistra: «Non potremo mai stare con il centrodestra ma non per questo Reolon è la soluzione giusta». Chi esclude fin da subito eventuali alleanze con il presidente è Marco Scapin, rappresentante di Altrementi, soggetto politico che ha già corso alle comunali di Feltre del 2007. «Più volte e anche pubblicamente, Reolon ha scartato qualsiasi nostra proposta in modo ideologico». Messe le cose in chiaro Altrementi è pronta alla discesa in campo, prima però ci sarà una serie di incontri con la cittadinanza anche per individuare i temi di «maggiore interesse». Né Barbieri né Scapin escludono una coalizione aperta ad altri soggetti. (cr.ar.)
Corriere delle Alpi 08.09.2008 «C'è poca trasparenza sul prolungamento A27» Francesco Dal Mas BELLUNO. Poca trasparenza sul progetto del “Passante Alpe Adria - prolungamento dell’A27”. Lo denuncia il comitato interregionale Carnia Cadore “Peraltrestrade Dolomiti”, riprendendo e rilanciando alcune critiche di Gianfranco Bettin, consigliere regionale dei Verdi. La competente commissione del consiglio regionale ha approvato il project financing dei privati per proseguire l’autostrada da Pian di Vedoia fino alle porte del Cadore, ma sulla base di informazioni carenti. L’assessore Chisso, in ogni caso, è stato impegnato «ad una seduta prima della deliberazione di pubblica utilità, nella quale sentire Provincia e Comuni». Quanto alla sollecitazione dei Verdi di avere copia del progetto e del piano economico finanziario per conoscerlo in dettaglio e sapere se esista una nuova relazione di impatto ambientale diversa dal progetto di fattibilità esistente, Bettin lamenta che «a distanza di un mese dalla richiesta alla Segreteria infrastrutture, abbiamo appreso solo telefonicamente (dopo nostro sollecito) che, essendo project financing, il progetto è segregato e non disponibile. Forse, bontà loro, arriverà uno schema di tracciato. Niente più. Tutto ciò, nonostante Statuto e Regolamento regionale assegnino ai consiglieri la prerogativa dell’accesso agli atti e l’esercizio del potere ispettivo su di essi. Ci chiediamo come lo si possa esercitare senza avere accesso alla documentazione, soprattutto quella per la quale, senza averne visione, il Consiglio viene chiamato ad esprimere un parere in Commissione». Critica, questa, che viene fatta propria anche dal Comitato interregionale. Da qui l’invito a consiglieri regionali, Comuni, Provincia e “soprattutto cittadini” delle zone interessate a tener desta l’attenzione sul progetto, sull’impatto ambientale, sulla sua utilità o meno, perché c’è il rischio di conoscerne i contenuti e l’impatto «solo a giochi fatti».
Carta EstNord 05/11.09.2008 Cronache dal Palazzo di Riccardo Bottazzo Votare informati sull'A27 L’ignoranza, diceva Marx, non ha mai aiutato nessuno. Neppure se sei un consigliere regionale e devi esprimere il tuo parere sulla solita grande opera, inutile e devastante. Eppure è quanto successo in seconda commissione quando l'assessore regionale veneto, Renato Chisso, ha chiesto il via libera sul contrastato progetto di collegamento A27-A23. Progetto che nessun consigliere ha potuto visionare. Chi si è azzardato a farne richiesta al servizio infrastrutture, come è accaduto a Gianfranco Bettin, si è sentito rispondere «niet». Il materiale è riservato. E tanti saluti al diritto-dovere ispettivo di ogni consigliere sancito anche dal regolamento e dallo statuto regionale. Alle più che tiepide proteste dei consiglieri del centrosinistra l'assessore ha chiesto un «consenso preliminare», per far partire un'opera che è contrastata dai comuni del Cadore e dall'Austria, che non ha nessuna intenzione di «agganciare» le sue strade al prolungamento dell'A27 voluto solo dalla regione Veneto. In fondo, ha fatto notare Chisso, i lavori dureranno per chissà quanto tempo: «Se l'Austria cambierà idea e il passante servirà allo scopo lo vedranno solo i nostri figli». I consiglieri democratici gli hanno pure detto pure di sì. Approvata all'unanimità. Leggi la lettera inviata alla stampa dal consigliere regionale dei Verdi Veneto Gianfranco Bettin
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