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MAGGIO Il Gazzettino-Bl 26.05.2011 LA FONDAZIONE Incontro a Roma con il Ministero sulle modalità di presentazione del rapporto Unesco, la verifica dei requisiti slitta in ottobre Decise le modalità di redazione del rapporto da presentare nel prossimo mese di ottobre a Unesco International, in occasione del sopralluogo per la verifica del raggiungimento degli obiettivi prescritti dall'organismo mondiale per l'iscrizione delle Dolomiti nell'elenco del patrimonio dell'umanità. Tutto è avvenuto a Roma nei giorni scorsi, in un incontro tra il Segretario generale della Fondazione Dolomiti Unesco, Giovanni Campeol e la struttura tecnica del Ministero dell'ambiente. È slittata da giugno a ottobre la verifica dei requisiti, visto che la Fondazione ha iniziato ad operare solo pochi mesi fa una volta decisa e allestita la sede all'interno dell’ex municipio di Cortina d'Ampezzo e ora bisogna spingere sull'acceleratore. Le iniziative che la Fondazione ha messo in atto per la promozione e diffusione dei nove siti e che sono state presentate al Ministero sono già divese. Tra queste spiccano per importanza l'accordo strategico tra le Arpa di Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia per l'armonizzazione del monitoraggio ambientale del sito del patrimonio dell'umanità, la pubblicazione del rapporto sullo stato dei ghiacciai delle Dolomiti, la realizzazione di un documentario-film, la pubblicazione della collana delle guide verdi del Touring club italiano interamente dedicata alle Dolomiti patrimonio dell'umanità e delle carte turistiche Tabacco con tutte le tradizionali informazioni di dettaglio per la fruizione dei sentieri, dei rifugi e delle vie alpinistiche.
Messaggero Veneto 21.05.2011 Volantinaggio per difendere l'acqua Grande mobilitazione oggi sullo Zoncolan, in occasione del passaggio del Giro d'Italia in Carnia, anche del Coordinamento dei comitati ambientalisti del Friuli Venezia Giulia. Oggi dalle e 9 alle 18 su tutto il percorso dello Zoncolan i comitati regionali faranno volantinaggio e, con magliette ad hoc che riportano le lettere dell'alfabeto, comporranno slogan umani a difesa dell'ambiente e della risorsa acqua, in vista anche del prossimo referendum sulla privatizzazione dell'acqua. La manifestazione di protesta non andrà a incidere sulla regolarità della corsa. I Comitati ambientalisti regionali puntano solo alla grande vetrina dello Zoncolan per propagandare la loro posizione. Sui temi ambientali in Carnia, al di là della questione-acqua, è sempre presente la questione legata alla realizzazione dell'elettrodotto che più volte ha mobilitato gli stessi comitati.
Il Gazzettino-Ud 21.05.2011 CARNIACQUE: bollette salate ai genitori e regalini pubblicitari ai bambini delle scuole (19 maggio 2011 pdf) TOLMEZZO I comitati "Aghe di mont" all’ attacco di Carniacque per i
gadget alle scuole TOLMEZZO (d.z.) Con il referendum del 12-13 giungo sempre più prossimo, anche il Coordinamento dei comitati dell'Alto Friuli per l'acqua pubblica, raccolti nel cartello «Aghe di Mont» si sono ritrovati per fare il punto sulle rispettive battaglie. Ed è ancora Carniacque a finire sul banco degli imputati per l'iniziativa lanciata alcune settimane fa dedicata i bambini delle scuole locali, ai quali sono stati regalati materiale di cancelleria per una campagna di sensibilizzazione sull'acqua. «Come se non fosse bastati gli opuscoli autocelebrativi stampati e distribuiti qualche tempo fa alle famiglie» attacca Franceschino Barazzutti. " Ci sono già gli insegnanti i quali conoscono bene il loro mestiere e non hanno bisogno di Carniacque e dei suoi burocrati - aggiunge - e ce da chiedersi come mai i dirigenti scolastici, così giustamente prudenti in altri casi di accesso alle scuole, si siano prestati ad una operazione pubblicitaria, resa palese dai gadget, mascherata da educazione al risparmio dell'acqua". I comitati quindi hanno aggiornato sulla battaglia «regionale» per permettere ai comuni di poter decidere se rimanere o meno con una gestione in economia del rispettivo servizio idrico. Sono oltre 4 mila le lettere delle famiglie dell'Alto Friuli fatte recapitare al Presidente della Regione Tondo mentre l'ultima mossa in ordine di tempo arriva dai comuni di Sutrio e Cercivento dai quali è stata indirizzata al Consiglio regionale una proposta di petizione che chiede di rivedere la legge regionale 13 del 2005,modificandola in questo senso: attribuire ai comuni montani, indipendentemente dal loro numero di abitanti, la gestione diretta del servizio idrico e di fognatura all'interno dei centri abitati; attribuire ad omogenei consorzi di comuni (uno per ogni vallata) il servizio di fognatura esterno ai centri abitati, oltre alla depurazione; di attribuire infine alle Province o all'ente comprensoriale montano, la funzione attuale degli Ato.
Corriere delle Alpi 20.05.2011 Anello ferroviario per le Dolomiti Il treno andrà dalla Svizzera a Venezia e si collegherà alla metro bellunese L’ipotesi di collegamento è stata sviluppata
dall’elvetica Ibv Husler Parte dalla rete esistente e si aggiungono fermate Paola dall'Anese BELLUNO. Collegare l’intero arco alpino dalla Svizzera fino a Venezia attraverso il “treno delle Dolomiti”. Ma prima bisogna realizzare la “metro della Valbelluna” che garantisca un servizio efficiente a bellunesi e turisti. Sono questi i due step del progetto che Confindustria Belluno Dolomiti e la Camera di commercio hanno presentato ieri a Regione, Provincia, Comuni, Comunità montane e associazioni di categoria. Uno studio di fattibilità realizzato dalla Ibv Husler (alcune decine di migliaia di euro il costo) per capire come sfruttare i percorsi su rotaia esistenti nel territorio, valorizzandoli e facendoli diventare uno strumento per richiamare il turismo. La parola d’ordine è integrazione tra rotaia e gomma. Il costo di realizzazione del progetto? Nessuno si pronuncia, l’Ibv Husler confessa di non aver fatto i conti, ma ad occhio e croce si tratta di milioni di euro. Chi li metterà? Per Confindustria ci deve essere «una compartecipazione tra soggetti pubblici e privati», ha detto Marco Melchiore. La metro della Valbelluna. Il trasporto in provincia si muove tutto sull’asse della Valbelluna e il 98% degli spostamenti (il 12% viene coi mezzi pubblici, e solo lo 0.5% col treno) sono interni. Da questo è partito Willy Husler per tracciare il suo piano che prevede l’aumento delle fermate ma anche la sistemazione dell’orario rendendolo più cadenzato e creando nodi di scambio coordinati. Lo studio ipotizza 10 nuove fermate per assicurare una copertura ottimale, e parte dalle quattro linee esistenti: Venezia - Ponte Alpi - Calalzo, Treviso - Feltre - Ponte Alpi - Conegliano, Padova - Feltre - Ponte Alpi - Calalzo e la Feltre - Ponte - Longarone. «Queste linee si sovrappongono a formare una frequenza di 30 minuti tra Feltre e Longarone e di 60 tra Longarone e Calalzo. Laddove le tracce ferroviarie si incrociano si formano dei nodi di scambio tra linee e lì devono essere pronti gli autobus per completare i collegamenti», ha detto Husler che ha continuato criticando l’attuale configurazione del servizio ferroviario in provincia «molto confuso, con orari incomprensibili, treni di scarsa qualità». Husler ha anche evidenziato che l’attuale linea per questo scopo deve essere elettrificata. Treno delle Dolomiti. La seconda fase prevede la riapertura del corridoio nord verso la Val Pusteria «che renderebbe migliore l’accessibilità da Germania ed Austria, e permetterebbe l’integrazione nel sistema ferroviario di Bolzano. E considerando il collegamento in via di studio tra la Svizzera e Malles, si creerebbe un collegamente tra Zermatt e Venezia, attraverso St. Moritz, Merano, Bolzano, Cortina e Belluno. Inoltre sarebe necessario creare il collegamento Feltre - Primolano (18 km) che chiuderebbe l’anello dolomitico a servizio di Feltrino, Cadore, Pusteria, Valsugana oltre che delle città di Trento e Bolzano», hanno precisato Husler e il collega Luca Urbani. «Ma questa revisione deve essere accompagnata», ha concluso il presidente di Confindustria, Gian Domenico Cappellaro, «da quelle necessarie infrastrutture come la pista ciclabile che costituiscono un’offerta turistica».
«Interessante ma difficile da realizzare» Scettico l’assessore Chisso anche sulla gestione di
Dolomitibus BELLUNO. Uno scenario che, a parte i costi, potrebbe essere realizzato dalla stessa Dolomitibus, la società a partecipazione pubblico-privato che proprio nelle settimane scorse ha ampliato la sua ragione sociale comprendendo anche la gestione del trasporto su rotaia, e su cui il Comune di Belluno ma anche Confindustria, puntano molto. Molto interessato al progetto di Confindustria e dell’Ibv Husler si è detto l’assessore veneto Renato Chisso, «perchè potenzia e migliora il trasporto ferroviario». Sul subentro di Dolomitibus al posto di Trenitalia nella gestione, Chisso si è detto scettico: «Almeno fino al 2016 il materiale rotabile è appaltato a Rfi, poi si dovrà andare a gara». Non si sbilancia sul piano di fattibilità l’assessore provinciale Silver De Zolt. «È importante discuterne, vedere insieme i possibili scenari, quello che poi si potrà fare, bisognerà vedere». Parole entusiastiche sul progetto sono venute, invece, dal presidente della Camera di Commercio, Paolo Doglioni, e non poteva essere altrimenti visto che l’ente camerale ha aderito all’iniziativa. «Qualsiasi cosa che razionalizzi e velocizzi gli spostamenti dei turisti e delle merci non può che essere accolta positivamente», ha dichiarato Doglioni, non dicendosi preoccupato per il reperimento dei fondi: «Il piano avrà dei ritorni economici e quindi per la sua realizzazione le risorse finanziarie si troveranno senza problemi». Su questo fronte si è espresso positivamente anche l’amministratore delegato di Dolomitibus, Paolo Rodighiero. «Un approfondimento come quello di oggi lo avevamo eseguito anche noi circa tre anni fa sulla linea Conegliano - Montebelluna - Calalzo», sottolionea Rodighiero che non nasconde l’entusiasmo per la possibilità data alla società di gestire il servizio ferroviario provinciale al posto di Trenitalia. «L’idea nostra è di rivitalizzare e rilanciare la ferrovia in sinergia con il trasporto su gomma. Vorremo diventare anche noi gestore unico come hanno fatto Trento e Bolzano, perchè questa è la carta vincente per servizi che per Trenitalia sono marginali, ma che per noi sono essenziali». Per quanto riguarda i costi dell’operazione, Rodighiero pensa ad un project financing per recuperare le risorse. L’interesse su questo piano da parte di Dolomitibus viene anche dai nuovi soci, la società francese Ratp che gestisce tutta la linea su rotaia francese. Intanto per Dolomitibus l’appuntamento principale è quello della gara di appalto del trasporto pubblico locale da bandire entro la fine dell’anno: e su questo palazzo Rosso ha assicurato, tramite l’assessore Tiziana Martire, che si procederà con una gara a doppio oggetto «a tutela delle imprese che operano sul territorio». (p.d.a.)
Il Gazzettino-Bl 19.05.2011 CONFINDUSTRIA Commissionato
uno studio a società di Zurigo A lezione di treno dagli svizzeri Cappellaro: «Per superare il gap delle
infrastrutture» Il treno può diventare una risorsa per lo sviluppo economico del Bellunese? Se lo chiede Confindustria Belluno Dolomiti, che presenterà oggi alle 16 uno studio commissionato alla società IBV Hüsler di Zurigo per analizzare in maniera approfondita il servizio di trasporto ferroviario in provincia, le sue caratteristiche, l'utilizzo, le rispondenze alle necessità della popolazione e, soprattutto, le possibilità di ampliamento, pensando a come il trasporto su rotaia possa contribuire allo sviluppo economico e turistico. Cosa che fino ad ora non è avvenuta, visto che la rete ferroviaria è interamente a binario unico e non elettrificata. Non ha inoltre una connessione verso i Paesi vicini e alla linea internazionale della Val Pusteria. La situazione non è rincuorante neppure per la rete viaria, caratterizzata da una fitta rete di strade ad un'unica corsia per senso di marcia, mentre l'autostrada è limitata a Pian di Vedoia. La IBV Hüsler ha identificato gli interventi necessari per garantire al trasporto pubblico locale, specie a quello su ferro, una funzionalità e una capacità di attrazione più efficaci rispetto ad oggi. «Confindustria Belluno Dolomiti - dice il suo presidente Gian Domenico Cappellaro -, con il sostegno economico della Camera di Commercio bellunese, vuole contribuire in maniera concreta e tangibile al dibattito sullo sviluppo della provincia, proponendo soluzioni per superare il gap infrastrutturale che la penalizza da sempre. Mi auguro che le amministrazioni pubbliche locali e le rappresentanze delle categorie economiche partecipino alla presentazione e condividano gli obiettivi di fondo individuati in questo importante lavoro». (R.D.S.)
Il Gazzettino-Bl 13.05.2011 FONDAZIONE UNESCO Montagna, un rilancio da 5 milioni Cartelli stradali identificativi dei siti Unesco, la progettazione di reti per il turismo sostenibile e di una strategia di comunicazione per la diffusione su vasta scala della conoscenza del patrimonio Dolomiti. Sono questi i punti principali sui quali verterà il rilancio per un importo di 5 milioni di euro della montagna nelle province che fanno parte della Fondazione Unesco. Gli obiettivi sono stati presentati all'interno di un incontro che si è svolto nella sede dell'amministrazione provinciale di Belluno alla presenza del presidente della Fondazione Dolomiti Unesco, Alberto Vettoretto, del segretario generale, Giovanni Campeol e dell'assessore regionale al turismo, Marino Finozzi. «I primi custodi della montagna sono i suoi abitanti» ha detto l’assessore Finozzi. «Chi decide di trascorrere le vacanze nella cornice delle nostre Dolomiti, uniche al mondo - ha aggiunto - deve essere consapevole di trovarsi in un patrimonio naturale da rispettare e salvaguardare, in perfetta armonia e nel pieno rispetto di chi la montagna la vive tutti i giorni».
Corriere delle Alpi 10.05.2011 LA TUTELA DELLE DOLOMITI Corona e Costa: l’Unesco è solo marketing Messner, l’oste badiota e lo scrittore tra Antersasc, 7 stelle e patrimonio dell’umanità BELLUNO. Il monito controcorrente di Reinhold Messner, a difesa non tanto della natura selvaggia, quanto della cultura delle Dolomiti, intesa come know-how dell’uomo, che per rimanere sulle montagne ha bisogno anche d’infrastrutture. Il pessimismo di Mauro Corona, che conosce troppo bene l’avidità dell’essere umano per sperare che possa avere pietà delle montagne, sulle Dolomiti come in Sicilia. E la speranza di Michil Costa, l’oste della Val Badia che lancia ancora una volta il suo allarme contro la decadenza dell’urbanistica ladina, contro la febbre del mattone, perché quella che chiama macelleria turistica o pseudo-cultura pornoalpina non s’imponga definitivamente come modello turistico delle nostre vallate. È con tre personaggi d’indubbio spessore che abbiamo voluto provare ad intavolare un dibattito sugli ultimi fatti di cronaca (l’accoglimento da parte del Tar di Bolzano del ricorso di Wwf e Dachverband contro la realizzazione del secondo tratto della strada forestale di Antersasc ed il probabile “no” di Selva al progetto dell’hotel a sette stelle presentato da Claudio Riffeser), ma più in generale su quello che è successo sulle nostre montagne nell’anno trascorso dalla proclamazione delle Dolomiti quali patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco. E se è vero che Messner, Corona e Costa, con le loro risposte, non ci hanno riservato chissà quali sorprese, resta l’importanza di tre testimonianze ognuna a suo modo unica, anche per i toni polemici: il Re degli Ottomila se la prende con lo stesso Costa, lo scrittore di Erto preannuncia un’iniziativa clamorosa nei confronti dell’Unesco.
Reinhold Messner Il Tar ha accolto il ricorso del Wwf contro la strada di Antersasc: una buona notizia per le Dolomiti? Così si rovina una parte delle Dolomiti, che non sono solo natura selvaggia, ma anche cultura e know-how dell’uomo. Quella di Antersasc è una malga millenaria, vi si trovano ancora dei reperti antichissimi, testimonianze delle attività che l’uomo vi svolgeva centinaia e centinaia di anni fa. Senza una strada non potrà essere risanata e così l’intera malga sarà destinata alla rovina. Chi si è opposto alla realizzazione della strada forestale non capisce niente di cultura della montagna, come quel chiacchierone che risponde al nome di Michil Costa, che abita in un albergo completamente realizzato in cemento armato, una delle più brutte strutture di tutte le Dolomiti. Quella definizione “sette stelle” è solo un aspetto superficiale, cosa significa hotel a sette stelle? È una classificazione che praticamente non esiste. Cosa m’impedisce di sostenere che il mio castello è un hotel a quindici stelle? La cosa veramente importante, per il turismo delle Dolomiti, è salvare le strutture familiari e il calore umano di cui sono ancora capaci. Avere il Sassolungo sopra la testa e offrire un po’ di wellness non serve a niente. Dobbiamo saper vendere la nostra ospitalità familiare, che è il vero motivo per il quale migliaia e migliaia di ospiti scelgono ancora di fare le loro vacanze sulle nostre montagne. Sappiamo tutti che, per difendere la natura selvaggia delle Dolomiti, non dobbiamo costruire altri alberghi e altri impianti di risalita. Il problema vero è un altro: mantenere le popolazioni sulle montagne, impedire quello che sta succedendo in Piemonte, in Lombardia, anche nel vicino Bellunese, vale a dire lo spopolamento delle Alpi. Quando i contadini lasciano la montagna e l’economia agricola decade poi non c’è più nulla da salvare. In Provincia di Belluno, purtroppo, questo genere di degrado è già chiaramente visibile. Non basta solo salvaguardare la natura selvaggia, bisogna difendere anche la cultura della montagna. Ed il vero difensore della montagna è il contadino. Quindi, assieme a quelli della natura, bisogna tutelare gli interessi di chi ci lavora.
Mauro Corona Sembra vicino il no di Selva all’hotel a 7 stelle:
tutela ambientale o torto a un imprenditore coraggioso? Bocciata questa, ne faranno delle altre. Gli uomini fanno queste cose solo per un motivo: gli schei. Siamo stati educati fin da piccoli a pensare che l’uomo in gamba non è quello che cammina e legge un libro, ma quello che fa soldi. E per far soldi bisogna vendere qualcosa, per vendere qualcosa bisogna renderla accessibile con strade, impianti di risalita. E per costruire queste cose mostruose vengono addotte scuse, gli interessi particolari vengono spacciati per interesse pubblico. Sono contento che il Tar di Bolzano abbia avuto questo moto d’orgoglio, ma ho paura che si frenerà ad Antersasc per ricominciare da un’altra parte. E il conto lo paga la natura. Fa piacere, ma non è detto che questo imprenditore che ruba le stelle dal cielo per portarle in terra si arrenderà. A farmi paura sono questi progetti: a chi ha queste idee non interessa niente della terra, della montagna, delle stagioni, delle nevicate. Che l’hotel si costruisca o meno, mi preoccupano queste idee omicide: prima o poi costruiranno l’albergo e anche la strada di Antersasc. È gente che vuole passare alla storia, invece sarebbe meglio che passassero alla geografia. È come la storia del ponte sulleo stretto di Messina: perché non si limitano a fare strade accessibili alla povera gente? A quella non pensa nessuno. Certo, è così. È come una pezzo di lamiera che improvvisamente diventa d’oro. Qui a Erto nessuno sapeva nemmeno che esistessimo, adesso che siamo patrimonio dell’Unesco arrivano i turisti. Invece l’importanza di queste montagne dovrebbe essere nella coscienza dell’uomo e lo stesso rispetto dovrebbe valere per tutto il mondo. Nelle Dolomiti friulane fanno passare migliaia di Tir su strade vecchie cent’anni per rubare la ghiaia e l’acqua minerale. Sto preparando una lettera per l’Unesco: gli chiederò che facciano rispettare le nostre montagne, altrimenti è meglio che vengano a toglierci questa patacca. Questa apparenza, questo prestigio serve solo a fare soldi. Invece dovremmo imparare a farci bastare quelli che abbiamo. La vita è scultura: bisogna togliere per trovare il bello.
Michil Costa Dolomiti patrimonio dell’umanità ma la montagna è
sempre nel mirino: l’Unesco è solo marketing? Sono ovviamente euforico. Questa è una vittoria dell’interesse collettivo sull’interesse individuale, particolare. Ha vinto la natura e, siccome noi siamo natura, abbiamo vinto tutti. Ogni volta che nelle valli ladine, sulle nostre montagne, in Alto Adige, un po’ ovunque viene tagliato un albero, è come se mi venisse tagliato un dito. Dio ha creato se stesso e attorno a sé la natura. Ha vinto anche l’identità ladina, come ho avuto modo di spiegare in occasione della serata organizzata dai Ladins Dolomites a Selva sul tema dell’hotel a 7 stelle: ogni volta che facciamo del male alla natura delle nostre vallate, rischiamo di cancellare la nostra memoria, la nostra identità. Se ci sforzeremo di essere intelligenti, riusciremo a capire che la costruzione di un hotel 7 stelle lede la nostra memoria storica. Se riusciremo a capire che agendo così cancelleremmo il nostro passato e non avremmo un futuro, allora saremmo tutti vittoriosi, altrimenti perderemmo tutti. Nelle nostre vallate servirebbe un vaccino contro la malattia del mattone. Purtroppo, continuiamo tutti a ragionare in termini di cubatura, in termini di Pil, invece che in termini di Fil, felicità interna lorda. La decadenza dell’urbanistica ladina è iniziata da un po’, ora siamo proprio alla fine, alla macelleria turistica, alla pseudocultura pornoalpina. Certo, è proprio così. Con il marchio Unesco le Dolomiti sono più a rischio di prima, sta succedendo quello che avevo detto alla proclamazione delle Dolomiti quale patrimonio dell’umanità. Noi dolomitici vogliamo solo sfruttare il marchio dell’Unesco quale strategia di marketing. Qui di tutela ambientale non parla più nessuno. Ferma restando l’importanza del riconoscimento, mi sembra che Unesco significhi solo pubblicità. Del resto, io sono profondamente convinto che la crisi economica che stiamo vivendo sia frutto anzitutto di una crisi spirituale. L’abbiamo sentito anche l’altra sera al dibattito di Selva: ai responsabili delle nostre organizzazioni turistiche l’albergo a 7 stelle interessa solo in termini di promozione e questo non è certo un bene per le Dolomiti.
Corriere delle Alpi 06.05.2011 Chisso propone lo sbocco a nord L’assessore regionale ieri è stato in Provincia BELLUNO. Visita a domicilio, ieri, dell’assessore regionale alla viabilità Renato Chisso, che ha incontrato il presidente della Provincia Gianpaolo Bottacin a Palazzo Piloni. L’argomento principale del colloquio è stato il prolungamento dell’autostrada A27, ma non solo per il tratto fino a Macchietto, già oggetto di un project financing. Chisso infatti ha “testato” il gradimento di Bottacin per un eventuale sviluppo, quello sbocco a nord che sta nel programma del governatore Luca Zaia, ma al quale si oppongono in tanti, primo fra tutti il presidente della Provincia autonoma di Bolzano Luis Durnwalder. Bottacin si è sempre detto favorevole a realizzare uno sbocco a nord, in qualsiasi forma, posizione ribadita ieri all’assessore regionale. E’ prematuro però dire come sarà questo sbocco a nord. Non c’è nessun progetto, se non quelli ipotizzati nel passato, dalla Macchietto-Venas, che proseguirebbe oltre Cortina, al traforo del monte Cavallino per andare direttamente in Austria senza passare per l’Alto Adige. Sembra che Chisso intenda valutare l’ipotesi di indire un project financing anche per questo secondo tratto di prolungamento autostradale e ovviamente le incognite sono molte e i tempi non si possono nemmeno immaginare, ma la visita di ieri conferma che la Regione ha intenzioni serie sullo sbocco a nord. Intanto però non ci sono grandi novità per il prolungamento fino a Macchietto: la progettazione definitiva prosegue, ma non ci sono ancora date sicure per le fasi di realizzazione vera e proprio dell’opera. (i.a.)
Commissione bicamerale Infrastrutture Salvaguardata la montagna BELLUNO. La Commissione bicamerale ha approvato il decreto sul deficit delle infrastrutture che contiene un emendamento presentato dal Terzo polo. Il provvedimento introduce un principio importante: nella ripartizione dei fondi dovranno essere considerate le aree svantaggiate di montagna e quelle confinanti con le regioni a statuto speciale. Il senatore di Verso Nord Maurizio Fistarol saluta con soddisfazione l’esito della votazione. «Un successo raggiunto grazie ad una forte azione di sensibilizzazione - dichiara Maurizio Fistarol - che premia la costanza e tenacia del mio lavoro e che dimostra come provvedimenti di carattere più generale possano essere decisivi per la nostra provincia, quasi quanto la questione dell’autonomia». Sono otto le regioni in grave ritardo sulle infrastrutture: Basilicata, Molise, Calabria, Abruzzo, Umbria, Marche, Puglia e Piemonte. È la fotografia scattata dall’Istituto Tagliacarte per il Cnel. I numeri proposti esaminano sia strade, autostrade, ferrovie, acquedotti ma anche scuole, teatri, biblioteche, dotazioni telematiche. «In questa classifica il Veneto è ai primissimi posti - spiega Fistarol - ma se si guarda alle province, Belluno risulta al sest’ultimo posto. «Questo è un ulteriore esempio di come, nel lavoro di attuazione del federalismo fiscale, bisogna tenere la guardia molto alta perchè c’è il rischio concreto (come è accaduto per il calcolo dei costi e dei fabbisogni standard per il quale le Regioni a statuto speciale hanno avuto ancora una volta un trattamento di favore) che il nostro territorio possa essere ulteriormente penalizzato».
LA FONDAZIONE DOLOMITI UNESCO La Provincia sull’astensione al bilancio e sulla
presenza di due assessori Bottacin: «Massimo rigore nelle spese» Il presidente critica lo stile e replica al Pd: è
meglio che stiano zitti BELLUNO. Più rapidità nell’azione e maggior rigore nelle spese. Il presidente della Provincia Gianpaolo Bottacin torna sulla questione Unesco e spiega quello che vorrebbe dalla Fondazione. «In qualità di soci fondatori pensiamo di potere e dover avere voce in capitolo». Ma il primo chiarimento riguarda la presenza nel comitato di indirizzo di un assessore diverso da Vettoretto. «Vettoretto è il presidente della Fondazione, membro del consiglio di amministrazione e martedì era presente, ma da sempre nel comitato di indirizzo (che è una sorta di assemblea dei soci) vado anch’io». «Stavolta non potevo e ho mandato De Gan, l’assessore alle società partecipate che si occupa di tutti i loro bilanci». Dunque nessun blitz ai danni di Vettoretto, la doppia presenza, in caso di riunione del comitato di indirizzo, è sempre prevista. «Il voto di astensione, che non è una bocciatura, è un segnale e ha un preciso significato politico: la Fondazione Unesco dev’essere più celere e», prosegue Bottacin, «deve usare il massimo rigore anche nelle spese. L’aumento di stipendio del segretario generale, in un momento del genere, non è opportuno, anche se si hanno i soldi, che vanno usati per altro». Bottacin quantifica: con il rimborso spese per la trasferta a Cortina, il segretario generale della Fondazione passerà da 2.100 euro al mese a quasi 5 mila, netti. «Non sono d’accordo nemmeno sulla motivazione, cioè sul definire Cortina sede disagiata, visto che al momento della selezione del segretario, il dibattito sulla sede era ancora in corso e poteva essere ovunque. Si accetta quello che arriva, come in qualsiasi azienda». Rigore e velocità, quindi, ma Bottacin prosegue rivolgendosi ai consiglieri provinciali del Pd (Irma Visalli e Claudia Bettiol) che hanno attaccato la sua scelta: «Sorrido, perché è evidente il loro nervosismo, probabilmente dato dalla prossimità con le elezioni a Belluno. Entrambe ormai hanno capito che nessuna delle due ha speranze di essere candidata, perché i nomi più gettonati sono altri. Ma la cosa più divertente è che hanno sempre accusato la Fondazione di essere troppo lenta e adesso che lo dico io sono un cretino. Ricordo che la Visalli è quella che è entrata nel cda con il 43% del capitale e ne è uscita con il 20% delle quote, se avessimo avuto più peso nel cda forse le cose andrebbero meglio». Bottacin non si sbilancia sul destino di Vettoretto, anzi lo difende: «Non è sempre stato d’accordo con il cda e aveva chiesto un rinvio. Non ci siamo ancora confrontati sulla vicenda. Prima ci parlo, poi decido». E ancora: «Quando Durnwalder ha detto che il marchio Unesco faceva schifo, nessuno ha apero bocca, visto che ho il 43% del capitale penso di poter dire la mia anch’io». Poi il contrattacco alla Bettiol: «E’ meglio che il Pd stia zitto, perché la prima cosa che ho trovato in Provincia è stato il fallimento di Intera, una società creata da loro per vendere occhiali, non si capisce perché. Come Dolomiti Turismo, che aveva tutti i costi a carico della Provincia e quando si è trattato per il passaggio del personale la Camera di Commercio ha preso paura, questo è il vero motivo della sua uscita. Quando amministrava il Pd, hanno speso 250 mila euro per dirci che siamo dolomitici con presenze al - 7%, noi investiamo fuori e, in piena crisi aumentiamo le presenze».
Campeol: «L’aumento è un premio di produzione» Il segretario generale sul suo stipendio: «Il cda
ritiene la mia attività estremamente onerosa» BELLUNO. Attraverso l’ufficio stampa della Fondazione Dolomiti Unesco, il segretario generale Giovanni Campeol replica alle polemiche sul suo aumento di stipendio e ne spiega le ragioni. «Il bando di concorso per la selezione del segretario generale della Fondazione Dolomiti Unesco è avvenuto nella sede legale della Fondazione stessa, ed era questa da considerarsi come tale, non esistendo al tempo altre sedi», si legge nel comunicato, che prosegue: «Nel contratto firmato era stato indicato che al termine dei sei mesi di prova si sarebbe potuto adeguare lo stipendio del segretario generale, ciò vuol dire che le parti condividevano che lo stipendio netto previsto da contratto non era assolutamente adeguato alle funzioni e alle responsabilità del segretario generale, il quale deve gestire una Fondazione con un ambito territoriale di 5 province e 2 regioni, ed interlocutori di carattere nazionale e internazionale». «Faccio presente», prosegue il comunicato di Campeol, «che lo stipendio percepito dal sottoscritto fino al 30 aprile era nettamente inferiore a qualsiasi stipendio di dirigente di una pubblica amministrazione con compiti di coordinamento non certo simili a quelli previsti dall’attività del segretario generale. L’aumento di stipendio pertanto è legato sostanzialmente alla voce del premio di produzione, ovvero al fatto che il consiglio d’amministrazione all’unanimità ha ritenuto che l’attività del sottoscritto sia estremamente onerosa, proprio perchè esso deve far partire una macchina organizzatrice complessa che deve raggiungere l’obbiettivo a fine anno di una verifica positiva con Unesco International. Tale aumento, inoltre, non interviene sul bilancio istituzionale della Fondazione». «Ricordo», precisa infine, «che i contratti dirigenziali di natura privatistica come quello del sottoscritto, in qualità di segretario generale, sono caratterizzati da una base stipendiale in genere bassa, e da una quota variabile legata al raggiungimento dell’obbiettivo. Nella fase di prova si era convenuto di mantenere solo la base stipendiale, e una volta riconfermatomi nel ruolo di segretario generale era ovvio che il contratto fosse adeguato con la quota relativa al raggiungimento dell’obbiettivo che in genere, come detto, è molto più consistente della base stipendiale».
Il Gazzettino 06.05.2011 Unesco, Vettoretto choccato «Io ho la coscienza
pulita» Raffaella Gabrieli «Sono basito. Letteralmente senza parole». Alberto Vettoretto, assessore provinciale al Turismo e presidente della Fondazione Unesco, il giorno dopo la "bufera" sul bilancio, è ancora sconcertato. Il collega Stefano De Gan, presente al suo posto in sede di votazione del documento contabile, ha espresso infatti un’astensione. Una presa di posizione polemica contro una «lentezza amministrativa dell’ente». Un gesto che potrebbe essere tradotto come una bocciatura dell’operato dello stesso Vettoretto visto che egli ne è la guida. Oggi (ieri) ha sentito De Gan o il presidente
Gianpaolo Bottacin? «No. Io non ho nulla da dirgli. Ed evidentemente, visto che non sono stato contattato, nemmeno loro hanno qualcosa da riferire a me». Come ha accolto questa votazione? «Con stupìta sorpresa. Ma io ho la coscienza pulita. In questi mesi ritengo di aver lavorato bene riuscendo tra l’altro a creare, tra i 5 componenti del cda, un rapporto di grande armonia». Ma le critiche di De Gan verso una presunta
"lentezza amministrativa"? «Da un anno a questa parte, cioè da quel 13 maggio 2010 giorno in cui è nata la Fondazione, io e i miei colleghi non abbiamo fatto altro che seguire, pedissequamente, le linee guida dettate dal Ministero dell’Ambiente». E la polemica sulla consulenza in turismo
sostenibile affidata all’Eurac di Bolzano? «È stato scelto questo soggetto in quanto è il più autorevole a livello nazionale. È un caso che la sua sede sia a Bolzano». E cioè quali? «L’individuazione di un direttore e di una sede operativa. Operazioni avvenute, rispettivamente, nell’autunno 2010 e nello scorso febbraio. Va detto, tra l’altro, che questo delle Dolomiti è il primo caso in cui l’Unesco ha richiesto l’istituzione di una Fondazione. Ciò fa comprendere ulteriormente la difficoltà di questi primi passi». Tra le varie iniziative portate a termine qual è
una particolarmente importante? «L’aver fatto comprendere ai rappresentanti di Trento, Bolzano, Udine e Pordenone che le casse di Palazzo Piloni piangono. E che quei 40-50 mila euro che esso avrebbe dovuto investire in promozione turistica non ci sono. Da qui la nascita di uno specifico capitolo di bilancio della Fondazione da cui attingere per far fronte a questa necessità. Senza gravare, quindi, sulla Provincia di Belluno». E un’altra? «L’essere riuscito a far andare sempre tutti d’accordo, concordando le decisioni e assumendole all’unanimità». Spiegato tutto ciò, come possiamo concludere? «Dicendo che le polemiche non mi interessano perché sono abituato a "parlare" con i fatti. E che da ora in avanti, realizzata la struttura, la Fondazione potrà iniziare a ottenere i primi importanti frutti».
«Il direttore guadagna 5 mila euro» Bottacin nega sgambetti a Vettoretto e sposta il tiro sull’aumento di stipendio di Campeol Maurizio Dorigo «Con il presidente della Fondazione Dolomiti Unesco Alberto Vettoretto ci sarà un incontro chiarificatore. Ma escludo una volontà di colpirlo come presidente per silurarlo poi come assessore provinciale». Il presidente della Provincia di Belluno Gianpaolo Bottacin rassicura chi vede nell'astensione di Palazzo Piloni (espressa dall’assessore Stefano De Gan) sul bilancio della Fondazione un modo per screditare Vettoretto. O nuovi mal di pancia in giunta. «La riprova - dice Bottacin - che in giunta fino ad oggi tutte le delibere sono passate all'unanimità. Si è trattato di un voto di astensione, non di bocciatura, per stimolare la Fondazione ad essere più celere. Non capisco tutto questo scandalo per la nostra azione - sottolinea - quando altre province della partita Dolomiti Unesco hanno usato in passato parole ben più dure. Trento ha criticato tranquillamente il logo, e il presidente della Provincia di Bolzano aveva utilizzato termini non proprio ortodossi nel definire i parlamentari veneti». Bottacin sposta il tiro, invece, sul direttore della Fondazione, Giovanni Campeol. «Ci si dovrebbe auspicare il massimo rigore nelle spese - afferma - soprattutto in tempi come questi. Non ci pare opportuno, ad esempio, l'aumento del 150% del compenso del direttore della Fondazione Campeol, lievitato da 2100 euro a circa 5000 euro. Chiedere un aumento da denaro pubblico equivale ad uno schiaffo ai contribuenti. Ho avuto anche modo di leggere i commenti di Campeol e mi pare cada in contraddizione. Dapprima l'aumento di stipendio veniva da lui identificato come rimborso per lavorare in sede disagiata. Come mai ora diviene un premio per il raggiungimento di un obiettivo? Ma quale obiettivo? - si chiede Bottacin - e semmai, il premio si riceve dopo il risultato, non prima. Infine, trovo che addurre a motivazione di un simile compenso l'attività di gestione di rapporti "con cinque Province e due Regioni" non sia opportuna. Io guido un Ente da quasi 300 persone e con un bilancio dieci volte superiore: dovrei forse aumentarmi proporzionalmente lo stipendio?». La risposta arriva a stretto giro di posta da Campeol: «Nel contratto firmato era stato indicato che al termine dei sei mesi di prova si sarebbe potuto adeguare lo stipendio. Ciò vuol dire che le parti condividevano il fatto che non fosse adeguato alle funzioni e alle responsabilità del segretario generale, il quale deve gestire una fondazione con un ambito territoriale di 5 province e 2 regioni, ed interlocutori di carattere internazionale. L’aumento è legato alla voce del premio di produzione, ovvero al fatto che il Cda, all’unanimità, ha ritenuto che l’attività del sottoscritto sia estremamente onerosa, proprio perché deve far partire una macchina organizzatrice complessa che deve raggiungere l’obiettivo a fine anno di una verifica positiva con l’Unesco. Tale aumento, inoltre, non interviene sul bilancio istituzionale della Fondazione».
Il Gazzettino 05.05.2011 BELLUNO L’ente
contesta la Provincia che nel comitato direttivo decide di non votare il
bilancio Dolomiti Unesco, bufera sulla Fondazione La macchina della Fondazione Dolomiti Unesco continua a ingolfarsi ancora prima di mettersi in moto sul serio. E l'approvazione del bilancio non ha fatto eccezione. La Provincia di Belluno martedì ha deciso di astenersi alla votazione nel comitato direttivo, ma l'assessore e presidente di turno della Fondazione, il bellunese Alberto Vettoretto (leghista), ha votato a favore, trovandosi spiazzato da un altro assessore bellunese, Stefano De Gan - pure lui leghista e braccio destro del presidente della Provincia Bottacin - che ha giustificato il suo voto contrario così: «L'organismo va a rilento, 500 mila dei 600 mila euro a bilancio non sono stati spesi». A questo si aggiunge l'affidamento di una consulenza sul turismo sostenibile alla Eurac di Bolzano che a Belluno non è andata giù. La Fondazione si ribella, e con il segretario generale Giovanni Campeol si chiede come fosse possibile spendere da novembre - quando l'organismo è diventato operativo - a dicembre, in soli 2 mesi, la cifra preventivata su 12 mesi. Quanto alla consulenza afferma che «a Belluno spetta la promozione e non lo sviluppo socio-economico del turismo sostenibile. Le dichiarazioni di De Gan tecnicamente non hanno senso». Gli assessori delle altre quattro Province non commentano: «Non voglio entrare in polemiche» dice Ottavio Faleschini di Udine; «Mi interessa il fare» afferma Giuseppe Verdichizzi di Pordenone. Critiche pesanti arrivano invece dal Pd, con l'ex assessore Unesco della Provincia, Irma Visalli, che parla di «esiti fallimentari» della politica dell'amministrazione bellunese accusata di non sapere nemmeno quali sono le competenze della Fondazione. Mette a fuoco la frizione tra Statuto ordinario e speciale degli organismi coinvolti, invece, Gildo Trevisan di Federalberghi Belluno: «È ora che tutti i territori si uniscano sotto il cappello della produttività».
Il Gazzettino-Bl 05.05.2011 No al bilancio Unesco Bufera sulla Provincia Roberta De Salvador Non si fanno attendere le repliche dopo l'astensione della Provincia di Belluno all'approvazione del bilancio della Fondazione Dolomiti Unesco per contestarne la lentezza. Lo stesso ente si affida ad un comunicato stampa per replicare: «Dal primo novembre 2010 la Fondazione, sprovvista di personale e di una sede operativa, ha iniziato a predisporre la programmazione delle attività e delle relative spese inizialmente preventivate su 12 mesi - ricorda il segretario Giovanni Campeol -. Non era possibile spendere 600.000 euro in due mesi, solo per ridurre un avanzo consuntivo elevato, senza aver chiara le priorità d'investimento». Quanto all'affidamento per uno studio sul turismo sostenibile dato alla Eurac di Bolzano non gradito all’assessore De Gan, Campeol precisa come agli altoatesini spetti lo sviluppo socio-economico e del turismo sostenibile, mentre a Belluno solo la promozione di quest'ultimo comparto e annuncia che è stato fatto un incontro con Fondazione-Arpav per condividere i dati sul monitoraggio ambientale. Pertanto «le contestazioni di De Gan sono senza senso». «È la dimostrazione del completo fallimento dell'amministrazione Bottacin - incalza Irma Visalli, ex assessore Unesco di Palazzo Piloni -. Non è pensabile che chi ha in mano la presidenza della Fondazione faccia questi balletti, deve fornire una linea condivisa». La rappresentante Pd non vede affatto bene che l'assessore Stefano De Gan abbia sostituito nel direttivo per l'approvazione del rendiconto finanziario - astenendosi - il presidente di turno e assessore provinciale al turismo, Alberto Vettoretto, che invece ha votato a favore nel consiglio d'amministrazione. Voci di corridoio, infatti, vogliono che sia in atto un tentativo di siluramento di Vettoretto, sbugiardato in questo modo. Secondo la rappresentante del Pd, Belluno continua a fare «figure terribili» e «la provincia vota contro se stessa buttando a mare i rapporti costruiti con gli altri». Federalberghi, dalla bocca di Gildo Trevisan, invoca «una visione meno partitica e più politica, volta a superare ostacoli e appartenenze territoriali diverse. Le aspettative degli imprenditori - chiosa Trevisan - sono alte: confido che a tanta lentezza in partenza, corrisponda altrettanta concretezza negli anni a venire»
Corriere delle Alpi 05.05.2011 LA FONDAZIONE DOLOMITI UNESCO «Campeol si è aumentato lo stipendio del 150%, è ovvio che si difenda» Bottacin: è anche un’autocritica Il presidente della Provincia spiega l’astensione e
richiama il segretario BELLUNO. «Il nostro segnale è anche un’autocritica». Gianpaolo Bottacin, presidente della Provincia di Belluno, spiega perché ha deciso di dare un voto critico al bilancio consuntivo della Fondazione Dolomiti Unesco. «Quando si amministra», dice Bottacin, «bisogna essere disponibili anche a mettersi in discussione. Io lo faccio e sull’Unesco dico che siamo andati troppo lenti». Eppure i primi a smentirlo sono i “soci” delle altre quattro Province, tutti convinti che il lavoro fatto sia eccellente. Con un po’ di malizia si potrebbe pensare che i residui di bilancio faranno piacere soprattutto a Bolzano, che assumerà la presidenza della Fondazione subito dopo Belluno, tra poco più di anno e con un importante budget a disposizione per fare molte cose. Bottacin comunque evita la polemica con i partner dolomitici e fa quello che alza la mano per primo: «L’astensione non è un gesto contro la Fondazione Unesco e le sue componenti, ma un segnale per dire che dovremmo, tutti, fare di più. Lo dico anche a me stesso, consapevole del fatto che la Provincia di Belluno in questo momento ha la presidenza della Fondazione». Di sicuro il messaggio più forte è rivolto al presidente Alberto Vettoretto, che è anche assessore di Bottacin, ma è evidente che il capo di Palazzo Piloni non è soddisfatto di come il suo uomo ha svolto il mandato. Mentre Vettoretto si chiude nel silenzio, a parlare è il segretario generale della Fondazione, Giovanni Campeol, che dopo la riunione di martedì ha ribadito l’autonomia dell’istituzione che dirige. «Secondo Campeol», osserva Bottacin, «io non posso mettere bocca sull’operato della Fondazione, in virtù della sua autonomia, ma io sono socio della Fondazione insieme ad altre quattro Province e due Regioni, parte della responsabilità di quanto succede è mia, ci mancherebbe altro che non potessi dire nulla». Poi c’è la diatriba sullo stipendio del segretario e sulle assunzioni, con le dichiarazioni di Campeol che accusa la Provincia di non aver dato alcuna collaborazione nonostante le ripetute richieste: «Non è così e c’è una fitta corrispondenza che lo dimostra. Abbiamo offerto fin dall’inizio personale e servizi alla Fondazione e per diversi mesi lo abbiamo fatto gratis. Poi i dirigenti ci hanno detto che non potevamo non chiedere il pagamento dei servizi dati, perché la Fondazione è un soggetto esterno, privato e, per l’appunto, autonomo. Capisco», conclude il presidente della Provincia, «che chi si aumenta lo stipendio del 150% debba difendersi, ma nel bando cui ha partecipato Campeol non era indicata la sede di lavoro».
«E’ il fallimento del capo di Palazzo Piloni» I consiglieri di minoranza contestano la mancanza di
idee Vuole mostrare i muscoli invece ci fa fare la figura del
pedalino dando tutto il peggio BELLUNO. «E’ il fallimento totale della giunta Bottacin». L’opposizione in consiglio provinciale si dice esterrefatta dall’astensione di Palazzo Piloni al bilancio della Fondazione Unesco e, osservando la questione da varie angolazioni, arriva sempre alla stessa conclusione. «Stanno dimostrando una incapacità totale», dice Irma Visalli, consigliere del Pd ma anche ex assessore delegato a seguire la candidatura Unesco. «Stanno buttando a mare i risultati ottenuti con le altre Province, anche al di là della questione Unesco, nella quale, per altro, hanno avuto parecchio tempo per avviare delle cose». La Visalli ricorda il lavoro fatto per portare avanti la candidatura: «E poi? Ottenuto il riconoscimento cosa hanno prodotto? Ci hanno messo un anno solo per scegliere la sede. E’ chiaro che la Fondazione è autonoma, ma la Provincia di Belluno ne ha la presidenza e quindi la gestione di questa esperienza è in capo a Bottacin. Se lui avesse avuto in testa un progetto avrebbe saputo tenere la barra dritta. Tra l’altro i progetti erano già tutti lì pronti, solo da sviluppare, ma questa giunta non è riuscita a fare nemmeno quello». In ogni caso, secondo la Visalli, l’astensione al bilancio è un atto grave e sconveniente: «Bottacin ce l’ha con Vettoretto e cosa fa? Decide di fare la voce grossa proprio il giorno del bilancio dicendo “non te lo voto”, pensando così di dimostrare di essere un duro. Invece ci fa fare solo la figura del “pedalino”, stiamo dando il peggio». La Visalli parla anche della spartizione dei compiti: «Belluno si è fatta sfuggire tutto, compresa la rete dei Parchi pur avendo l’unico Parco nazionale. Ora deve seguire la promozione turistica e cosa ha prodotto in due anni? Una brochure che avevamo già impostato noi». Infine la difesa fatta da Trento e Bolzano verso il presidente Vettoretto, elogiato con le stesse parole usate fino a due anni fa per sostenere il lavoro della Visalli. «E’ la difesa di un metodo seguito dal gruppo fin dall’inizio, quella che ha saputo tenere insieme tutti al di là delle difficoltà e a prescindere da quello che succedeva nelle Province», conclude il consigliere Pd. Un altro consigliere Pd, Claudia Bettiol già vicepresidente della Provincia, si interroga soprattutto sul metodo: «E’ la seconda volta in poco tempo che la Provincia arriva e “boccia” il bilancio di un ente di cui fa parte. Martedì è successo all’Unesco e due mesi fa alla Fondazione Università. Ma come si spiegano azioni del genere? La Provincia ha i suoi rappresentanti dentro quelle Fondazioni: astenersi è un modo per sfiduciarli? Ma allora perché non li rimuovono prima? Bottacin governa in democrazia, ha vinto le elezioni e quindi adesso il suo dovere è quello di far sì che le cose che dipendono dal suo operato funzionino, non può distruggerle tutte». (i.a.)
Il Gazzettino 04.05.2011 FONDAZIONE L’assessore De Gan critico
sull’affidamento di una consulenza a una ditta altoatesina Provincia, astensione polemica sul bilancio Unesco Approvato il bilancio 2010 della Fondazione Unesco, nonostante l’astensione della Provincia di Belluno. Mentre i lavori procedono con poche spese e un po’ di lentezza, la verifica dell'Unesco International slitta a fine anno. Nel corso dei primi mesi di vita della Fondazione, costituita a maggio e attiva da novembre 2010, le spese hanno riguardato la formazione delle reti funzionali in ogni provincia, cioè di gruppi di lavoro a distanza basati sulle competenze delle singole amministrazioni (a Belluno tocca la promozione turistica sostenibile), la comunicazione e una consulenza alla Eurac di Bolzano per lo studio del turismo sostenibile nell'area dolomitica. Avanzano 500 mila dei 600 mila euro che erano stati messi lo scorso anno all'interno del bilancio di gestione e che saranno spesi nel 2011. Il consiglio di amministrazione composto dalle 5 province e il direttivo, dove partecipano anche le Regioni (Veneto e Friuli Venezia Giulia), si sono riuniti ieri: il primo per approvare il rendiconto finanziario, il secondo per esprimere un indirizzo di tipo politico. È qui che la Provincia di Belluno, rappresentata da Stefano De Gan (in sostituzione del presidente della Fondazione, Alberto Vettoretto) si è astenuta «per dare un segnale forte che è necessario cambiare velocità» e per sottolineare di non aver gradito il fatto che la consulenza sul turismo sostenibile, di sua competenza, sia stata affidata ad una ditta di Bolzano. Nel cda, invece, era presente Alberto Vettoretto, che ha votato compatto con i colleghi Leimer (Bolzano), Gilmozzi (Trento), Verdichizzi (Pordenone) e Faleschini (Udine), che preferiscono evitare polemiche puntando sulla coesione e l'impegno nel fare. È stato nominato il comitato scientifico costituito da 5 esperti, tra i quali spicca il nome del presidente generale del Cai, Annibale Salsa. Gli altri componenti sono: Cesare Lasen, biologo ex direttore del Parco nazionale Dolomiti Bellunesi; Mauro Pascolini dell'Università di Udine; Marco Tonon, docente di scienze naturali all'Università di Padova e Roland Dellagiacoma direttore del dipartimento natura e paesaggio della Provincia di Bolzano. Dopo le reti funzionali e il comitato la strada per arrivare a creare i piani di gestione oggetto di verifica del comitato internazionale, secondo Giovanni Campeol, segretario della Fondazione, dovrebbe essere in discesa. La verifica, però da giugno slitterà ad ottobre o comunque entro fine anno in base ad accordi che andranno presi con il Ministero.
Corriere delle Alpi 04.05.2011 LA FONDAZIONE DOLOMITI UNESCO Il consuntivo si trasforma in polemica Gilmozzi: «E’
un problema interno» Bilancio, la Provincia si astiene De Gan: «C’è un avanzo esagerato, finora è stato
fatto troppo poco» BELLUNO. Il passo è troppo lento, bisogna accelerare. E’ abbastanza clamorosa la decisione della Provincia di Belluno, che ieri ha deciso di astenersi sul bilancio consuntivo 2010 della Fondazione Dolomiti Unesco. Un voto non vincolante, perché espresso nell’ambito del consiglio direttivo che deve solo dare un parere al bilancio già approvato dal consiglio di amministrazione, ma politicamente significativo visto che la Provincia ha la presidenza di turno della Fondazione Unesco. Il presidente fino al termine del triennio, cioè nel 2012, è l’assessore provinciale al turismo Alberto Vettoretto, che è anche il delegato di Palazzo Piloni all’interno del consiglio di amministrazione. Ieri però, la Provincia ha mandato un altro assessore alla riunione del consiglio direttivo, Stefano De Gan, che segue varie materie, dall’istruzione alle società partecipate. A De Gan è stata affidata la lettura del bilancio consuntivo della Fondazione Dolomiti Unesco, che presenta un consistente avanzo di bilancio: 524 mila euro. I numeri. La Fondazione aveva a disposizione 600 mila euro, dati dalle quote conferite dai sette soci, e di questi soldi 594 mila euro erano destinati alle spese correnti, cioè ai costi vivi dell’istituzione. Poi sono stati stanziati altri 340 mila euro per attività e servizi, ma pare che ne siano stati spesi solo 22 mila e alla fine il risultato gestionale positivo, o meglio, l’avanzo di bilancio, supera appunto i 520 mila euro. Una cifra esagerata, secondo la Provincia, che legge in questo risultato una mancanza di operatività della Fondazione. «Se la Fondazione ha così tanti soldi in cassa», spiega l’assessore De Gan, «significa che non li ha spesi e quindi che ha fatto troppo poco. La decisione di astenerci non mette in discussione la coesione nella Fondazione, è un segnale, una sollecitazione a fare di più e più in fretta, ad accelerare, perché il riconoscimento dell’Unesco alle Dolomiti è arrivato nel giugno 2009 e quest’anno l’organismo internazionale verrà a verificare a che punto siamo arrivati. Inoltre la scadenza dei tre anni di presidenza bellunese è molto vicina». Ma non solo. Il “segnale” dato dall’ente Provincia «a tutto il consiglio di amministrazione, al presidente e al segretario generale» va oltre e non si basa solo sull’avanzo di bilancio. Palazzo Piloni vorrebbe un limite all’affidamento degli incarichi di consulenza e collaborazione e auspicava che non venissero fatte assunzioni, ma la Fondazione ha proceduto ugualmente. Non manca una scia sulla polemica legata al marchio, considerato l’unico atto “visibile” fatto finora dalla realtà che sta gestendo il sito Unesco. Per ultima, ma solo in ordine di apparizione, c’è la scelta di affidare a una società di Bolzano l’incarico di pianificare una strategia per il turismo sostenibile. Nel riparto dei compiti questo argomento doveva essere sviluppato dalla Provincia di Belluno e Vettoretto ha preferito una società di Bolzano piuttosto che occuparsene direttamente o con una bellunese. «Un problema interno». Pensare che la Provincia non gradisca il lavoro di Vettoretto nella Fondazione è inevitabile, ma per Palazzo Piloni è l’intera macchina Fondazione ad andare troppo lenta. Le parole e il voto di De Gan, quindi, non sono piaciute ai colleghi delle altre Province (Bolzano, Trento, Udine e Pordenone, ma in consiglio ci sono anche le Regioni Veneto e Friuli). «La decisione ci ha lasciati molto sorpresi e increduli», dice l’assessore trentino Mauro Gilmozzi. «Il presidente Vettoretto è espressione della Provincia di Belluno e ha contribuito alla formazione del bilancio, quindi è come se avessero bocciato loro stessi. Secondo tutti noi la questione ha origine e destinazione dentro la Provincia di Belluno, è un problema politico interno e non esiste. Tutto quanto fatto finora è stato pienamente comunicato. Vettoretto ha sapunto garantire l’autonomia della Fondazione rispetto alle Province e ora la sta pagando». La difesa. Vettoretto ieri era irraggiungibile, ma il segretario generale Giovanni Campeol non si sottrae alle critiche: «Io sono entrato in servizio nel novembre 2010 e la Fondazione è operativa dal marzo 2011, è evidente che non abbiamo avuto i tempi materiali per fare le cose. I residui di bilancio non sono frutto di inefficienza, semplicemente perché la Fondazione nel 2010 non esisteva. Tutto il consiglio direttivo, in modo unanime, se si esclude l’assessore De Gan, ha difeso l’operato della fondazione, esprimendo anzi grande apprezzamento».
Al segretario 17 mila euro di trasferte Contestate anche le assunzioni. Campeol: «Mi hanno
lasciato solo» BELLUNO. Due funzionari a tempo determinato, cinque consulenti, un ufficio stampa e ora anche un’indennità di trasferta di 17.250 euro netti in più per sei mesi al segretario generale (che ha uno stipendio di 2.100 euro netti al mese) per raggiungere Cortina, scelta come sede della Fondazione Unesco, ma considerata “sede disagiata” per la sua lontananza da Belluno. E’ polemica tra la Provincia (che avrebbe voluto sobrietà ai massimi livelli) e il segretario generale Giovanni Campeol, che replica: «Per mesi ho chiesto a Palazzo Piloni che mi desse qualche collaboratore, ma non mi hanno dato nessuno. Alla fine mi sono arrangiato, anche perché io sono responsabile del personale e della struttura, devo e posso scegliermi le persone in base al curriculum. Se avessi aspettato loro sarei rimasto da solo con due computer. Ribadisco, e ieri lo hanno fatto anche i soci, che la Fondazione è governata da cinque Province e io rispondo al cda e al presidente. L’autonomia funzionale della Fondazione non si può discutere, se cade questo principio, cade tutto l’impianto di questa esperienza molto importante perché unica nell’Unesco». (i.a.)
Corriere delle Alpi 05.05.2011 LA FONDAZIONE DOLOMITI UNESCO «Campeol si è aumentato lo stipendio del 150%, è
ovvio che si difenda» Bottacin: è anche un’autocritica Il presidente della Provincia spiega l’astensione e
richiama il segretario BELLUNO. «Il nostro segnale è anche un’autocritica». Gianpaolo Bottacin, presidente della Provincia di Belluno, spiega perché ha deciso di dare un voto critico al bilancio consuntivo della Fondazione Dolomiti Unesco. «Quando si amministra», dice Bottacin, «bisogna essere disponibili anche a mettersi in discussione. Io lo faccio e sull’Unesco dico che siamo andati troppo lenti». Eppure i primi a smentirlo sono i “soci” delle altre quattro Province, tutti convinti che il lavoro fatto sia eccellente. Con un po’ di malizia si potrebbe pensare che i residui di bilancio faranno piacere soprattutto a Bolzano, che assumerà la presidenza della Fondazione subito dopo Belluno, tra poco più di anno e con un importante budget a disposizione per fare molte cose. Bottacin comunque evita la polemica con i partner dolomitici e fa quello che alza la mano per primo: «L’astensione non è un gesto contro la Fondazione Unesco e le sue componenti, ma un segnale per dire che dovremmo, tutti, fare di più. Lo dico anche a me stesso, consapevole del fatto che la Provincia di Belluno in questo momento ha la presidenza della Fondazione». Di sicuro il messaggio più forte è rivolto al presidente Alberto Vettoretto, che è anche assessore di Bottacin, ma è evidente che il capo di Palazzo Piloni non è soddisfatto di come il suo uomo ha svolto il mandato. Mentre Vettoretto si chiude nel silenzio, a parlare è il segretario generale della Fondazione, Giovanni Campeol, che dopo la riunione di martedì ha ribadito l’autonomia dell’istituzione che dirige. «Secondo Campeol», osserva Bottacin, «io non posso mettere bocca sull’operato della Fondazione, in virtù della sua autonomia, ma io sono socio della Fondazione insieme ad altre quattro Province e due Regioni, parte della responsabilità di quanto succede è mia, ci mancherebbe altro che non potessi dire nulla». Poi c’è la diatriba sullo stipendio del segretario e sulle assunzioni, con le dichiarazioni di Campeol che accusa la Provincia di non aver dato alcuna collaborazione nonostante le ripetute richieste: «Non è così e c’è una fitta corrispondenza che lo dimostra. Abbiamo offerto fin dall’inizio personale e servizi alla Fondazione e per diversi mesi lo abbiamo fatto gratis. Poi i dirigenti ci hanno detto che non potevamo non chiedere il pagamento dei servizi dati, perché la Fondazione è un soggetto esterno, privato e, per l’appunto, autonomo. Capisco», conclude il presidente della Provincia, «che chi si aumenta lo stipendio del 150% debba difendersi, ma nel bando cui ha partecipato Campeol non era indicata la sede di lavoro».
«E’ il fallimento del capo di Palazzo Piloni» I consiglieri di minoranza contestano la mancanza di
idee Vuole mostrare i muscoli invece ci fa fare la figura del
pedalino dando tutto il peggio BELLUNO. «E’ il fallimento totale della giunta Bottacin». L’opposizione in consiglio provinciale si dice esterrefatta dall’astensione di Palazzo Piloni al bilancio della Fondazione Unesco e, osservando la questione da varie angolazioni, arriva sempre alla stessa conclusione. «Stanno dimostrando una incapacità totale», dice Irma Visalli, consigliere del Pd ma anche ex assessore delegato a seguire la candidatura Unesco. «Stanno buttando a mare i risultati ottenuti con le altre Province, anche al di là della questione Unesco, nella quale, per altro, hanno avuto parecchio tempo per avviare delle cose». La Visalli ricorda il lavoro fatto per portare avanti la candidatura: «E poi? Ottenuto il riconoscimento cosa hanno prodotto? Ci hanno messo un anno solo per scegliere la sede. E’ chiaro che la Fondazione è autonoma, ma la Provincia di Belluno ne ha la presidenza e quindi la gestione di questa esperienza è in capo a Bottacin. Se lui avesse avuto in testa un progetto avrebbe saputo tenere la barra dritta. Tra l’altro i progetti erano già tutti lì pronti, solo da sviluppare, ma questa giunta non è riuscita a fare nemmeno quello». In ogni caso, secondo la Visalli, l’astensione al bilancio è un atto grave e sconveniente: «Bottacin ce l’ha con Vettoretto e cosa fa? Decide di fare la voce grossa proprio il giorno del bilancio dicendo “non te lo voto”, pensando così di dimostrare di essere un duro. Invece ci fa fare solo la figura del “pedalino”, stiamo dando il peggio». La Visalli parla anche della spartizione dei compiti: «Belluno si è fatta sfuggire tutto, compresa la rete dei Parchi pur avendo l’unico Parco nazionale. Ora deve seguire la promozione turistica e cosa ha prodotto in due anni? Una brochure che avevamo già impostato noi». Infine la difesa fatta da Trento e Bolzano verso il presidente Vettoretto, elogiato con le stesse parole usate fino a due anni fa per sostenere il lavoro della Visalli. «E’ la difesa di un metodo seguito dal gruppo fin dall’inizio, quella che ha saputo tenere insieme tutti al di là delle difficoltà e a prescindere da quello che succedeva nelle Province», conclude il consigliere Pd. Un altro consigliere Pd, Claudia Bettiol già vicepresidente della Provincia, si interroga soprattutto sul metodo: «E’ la seconda volta in poco tempo che la Provincia arriva e “boccia” il bilancio di un ente di cui fa parte. Martedì è successo all’Unesco e due mesi fa alla Fondazione Università. Ma come si spiegano azioni del genere? La Provincia ha i suoi rappresentanti dentro quelle Fondazioni: astenersi è un modo per sfiduciarli? Ma allora perché non li rimuovono prima? Bottacin governa in democrazia, ha vinto le elezioni e quindi adesso il suo dovere è quello di far sì che le cose che dipendono dal suo operato funzionino, non può distruggerle tutte». (i.a.)
Il Gazzettino 04.05.2011 FONDAZIONE L’assessore De Gan critico
sull’affidamento di una consulenza a una ditta altoatesina Provincia, astensione polemica sul bilancio Unesco Approvato il bilancio 2010 della Fondazione Unesco, nonostante l’astensione della Provincia di Belluno. Mentre i lavori procedono con poche spese e un po’ di lentezza, la verifica dell'Unesco International slitta a fine anno. Nel corso dei primi mesi di vita della Fondazione, costituita a maggio e attiva da novembre 2010, le spese hanno riguardato la formazione delle reti funzionali in ogni provincia, cioè di gruppi di lavoro a distanza basati sulle competenze delle singole amministrazioni (a Belluno tocca la promozione turistica sostenibile), la comunicazione e una consulenza alla Eurac di Bolzano per lo studio del turismo sostenibile nell'area dolomitica. Avanzano 500 mila dei 600 mila euro che erano stati messi lo scorso anno all'interno del bilancio di gestione e che saranno spesi nel 2011. Il consiglio di amministrazione composto dalle 5 province e il direttivo, dove partecipano anche le Regioni (Veneto e Friuli Venezia Giulia), si sono riuniti ieri: il primo per approvare il rendiconto finanziario, il secondo per esprimere un indirizzo di tipo politico. È qui che la Provincia di Belluno, rappresentata da Stefano De Gan (in sostituzione del presidente della Fondazione, Alberto Vettoretto) si è astenuta «per dare un segnale forte che è necessario cambiare velocità» e per sottolineare di non aver gradito il fatto che la consulenza sul turismo sostenibile, di sua competenza, sia stata affidata ad una ditta di Bolzano. Nel cda, invece, era presente Alberto Vettoretto, che ha votato compatto con i colleghi Leimer (Bolzano), Gilmozzi (Trento), Verdichizzi (Pordenone) e Faleschini (Udine), che preferiscono evitare polemiche puntando sulla coesione e l'impegno nel fare. È stato nominato il comitato scientifico costituito da 5 esperti, tra i quali spicca il nome del presidente generale del Cai, Annibale Salsa. Gli altri componenti sono: Cesare Lasen, biologo ex direttore del Parco nazionale Dolomiti Bellunesi; Mauro Pascolini dell'Università di Udine; Marco Tonon, docente di scienze naturali all'Università di Padova e Roland Dellagiacoma direttore del dipartimento natura e paesaggio della Provincia di Bolzano. Dopo le reti funzionali e il comitato la strada per arrivare a creare i piani di gestione oggetto di verifica del comitato internazionale, secondo Giovanni Campeol, segretario della Fondazione, dovrebbe essere in discesa. La verifica, però da giugno slitterà ad ottobre o comunque entro fine anno in base ad accordi che andranno presi con il Ministero.
Corriere delle Alpi 04.05.2011 LA FONDAZIONE DOLOMITI UNESCO Il consuntivo si trasforma in polemica Gilmozzi: «E’
un problema interno» Bilancio, la Provincia si astiene De Gan: «C’è un avanzo esagerato, finora è stato
fatto troppo poco» BELLUNO. Il passo è troppo lento, bisogna accelerare. E’ abbastanza clamorosa la decisione della Provincia di Belluno, che ieri ha deciso di astenersi sul bilancio consuntivo 2010 della Fondazione Dolomiti Unesco. Un voto non vincolante, perché espresso nell’ambito del consiglio direttivo che deve solo dare un parere al bilancio già approvato dal consiglio di amministrazione, ma politicamente significativo visto che la Provincia ha la presidenza di turno della Fondazione Unesco. Il presidente fino al termine del triennio, cioè nel 2012, è l’assessore provinciale al turismo Alberto Vettoretto, che è anche il delegato di Palazzo Piloni all’interno del consiglio di amministrazione. Ieri però, la Provincia ha mandato un altro assessore alla riunione del consiglio direttivo, Stefano De Gan, che segue varie materie, dall’istruzione alle società partecipate. A De Gan è stata affidata la lettura del bilancio consuntivo della Fondazione Dolomiti Unesco, che presenta un consistente avanzo di bilancio: 524 mila euro. I numeri. La Fondazione aveva a disposizione 600 mila euro, dati dalle quote conferite dai sette soci, e di questi soldi 594 mila euro erano destinati alle spese correnti, cioè ai costi vivi dell’istituzione. Poi sono stati stanziati altri 340 mila euro per attività e servizi, ma pare che ne siano stati spesi solo 22 mila e alla fine il risultato gestionale positivo, o meglio, l’avanzo di bilancio, supera appunto i 520 mila euro. Una cifra esagerata, secondo la Provincia, che legge in questo risultato una mancanza di operatività della Fondazione. «Se la Fondazione ha così tanti soldi in cassa», spiega l’assessore De Gan, «significa che non li ha spesi e quindi che ha fatto troppo poco. La decisione di astenerci non mette in discussione la coesione nella Fondazione, è un segnale, una sollecitazione a fare di più e più in fretta, ad accelerare, perché il riconoscimento dell’Unesco alle Dolomiti è arrivato nel giugno 2009 e quest’anno l’organismo internazionale verrà a verificare a che punto siamo arrivati. Inoltre la scadenza dei tre anni di presidenza bellunese è molto vicina». Ma non solo. Il “segnale” dato dall’ente Provincia «a tutto il consiglio di amministrazione, al presidente e al segretario generale» va oltre e non si basa solo sull’avanzo di bilancio. Palazzo Piloni vorrebbe un limite all’affidamento degli incarichi di consulenza e collaborazione e auspicava che non venissero fatte assunzioni, ma la Fondazione ha proceduto ugualmente. Non manca una scia sulla polemica legata al marchio, considerato l’unico atto “visibile” fatto finora dalla realtà che sta gestendo il sito Unesco. Per ultima, ma solo in ordine di apparizione, c’è la scelta di affidare a una società di Bolzano l’incarico di pianificare una strategia per il turismo sostenibile. Nel riparto dei compiti questo argomento doveva essere sviluppato dalla Provincia di Belluno e Vettoretto ha preferito una società di Bolzano piuttosto che occuparsene direttamente o con una bellunese. «Un problema interno». Pensare che la Provincia non gradisca il lavoro di Vettoretto nella Fondazione è inevitabile, ma per Palazzo Piloni è l’intera macchina Fondazione ad andare troppo lenta. Le parole e il voto di De Gan, quindi, non sono piaciute ai colleghi delle altre Province (Bolzano, Trento, Udine e Pordenone, ma in consiglio ci sono anche le Regioni Veneto e Friuli). «La decisione ci ha lasciati molto sorpresi e increduli», dice l’assessore trentino Mauro Gilmozzi. «Il presidente Vettoretto è espressione della Provincia di Belluno e ha contribuito alla formazione del bilancio, quindi è come se avessero bocciato loro stessi. Secondo tutti noi la questione ha origine e destinazione dentro la Provincia di Belluno, è un problema politico interno e non esiste. Tutto quanto fatto finora è stato pienamente comunicato. Vettoretto ha sapunto garantire l’autonomia della Fondazione rispetto alle Province e ora la sta pagando». La difesa. Vettoretto ieri era irraggiungibile, ma il segretario generale Giovanni Campeol non si sottrae alle critiche: «Io sono entrato in servizio nel novembre 2010 e la Fondazione è operativa dal marzo 2011, è evidente che non abbiamo avuto i tempi materiali per fare le cose. I residui di bilancio non sono frutto di inefficienza, semplicemente perché la Fondazione nel 2010 non esisteva. Tutto il consiglio direttivo, in modo unanime, se si esclude l’assessore De Gan, ha difeso l’operato della fondazione, esprimendo anzi grande apprezzamento».
Al segretario 17 mila euro di trasferte Contestate anche le assunzioni. Campeol: «Mi hanno
lasciato solo» BELLUNO. Due funzionari a tempo determinato, cinque consulenti, un ufficio stampa e ora anche un’indennità di trasferta di 17.250 euro netti in più per sei mesi al segretario generale (che ha uno stipendio di 2.100 euro netti al mese) per raggiungere Cortina, scelta come sede della Fondazione Unesco, ma considerata “sede disagiata” per la sua lontananza da Belluno. E’ polemica tra la Provincia (che avrebbe voluto sobrietà ai massimi livelli) e il segretario generale Giovanni Campeol, che replica: «Per mesi ho chiesto a Palazzo Piloni che mi desse qualche collaboratore, ma non mi hanno dato nessuno. Alla fine mi sono arrangiato, anche perché io sono responsabile del personale e della struttura, devo e posso scegliermi le persone in base al curriculum. Se avessi aspettato loro sarei rimasto da solo con due computer. Ribadisco, e ieri lo hanno fatto anche i soci, che la Fondazione è governata da cinque Province e io rispondo al cda e al presidente. L’autonomia funzionale della Fondazione non si può discutere, se cade questo principio, cade tutto l’impianto di questa esperienza molto importante perché unica nell’Unesco». (i.a.)
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