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NOVEMBRE Messaggero Veneto 30.11.2011 Infrastrutture e sviluppo nella Val Tagliamento Comunicato stampa Pas Dolomiti (pdf) «L’autostrada per il Cadore va fatta» TOLMEZZO Autostrada Belluno-Amaro: tutto tace ancora, ma Federico Gollino, della delegazione di Confindustria della Carnia, dopo le esternazioni del presidente del Veneto Luca Zaia, torna alla carica. «In Veneto sono sempre stati più propensi all’autostrada di collegamento fra le due regioni: da noi in Friuli siamo stati più freddi, non certamente noi industriali, ma la regione e il sentore popolare». In provincia di Belluno si era parlato di varie cordate di operatori propensi a costruire l’infrastruttura almeno sino a Pieve di Cadore, mettendosi in gioco in prima persona con dei project financing. «Le infrastrutture sono indispensabili – prosegue Gollino – specie in questo periodo di stagnazione: senza di esse siamo in una situazione di disagio». Infrastrutture, e quindi anche il collegamento autostradale che diverrebbe volàno per l’economia, teso ad abbattere il differenziale fra chi opera in montagna rispetto a zone più servite. A giovarne sarebbe anche il settore turistico. «In una situazione sempre maggiore di ferie “mordi e fuggi” costituita da pochi giorni di ferie – prosegue il presidente degli industriali – sono avvantaggiati quanti sono vicini alle vie di traffico. Nessuno si sognerebbe di raggiungere una località che comporta 1-2 giorni di viaggio quando a disposizione se ne hanno solo tre o quattro». L’autostrada aumenterebbe l’afflusso di turisti dall’Est-Europa, in aumento ultimamente. Preferenziale rimane la terza corsia, ma in Carnia si guarda con favore oltre al collegamento autostradale al collegamento con l’Austria attraverso il passo di Monte Croce Carnico. «In un momento di stagnazione economica interventi strutturali diverrebbero volani per l’economia, tenendo presente – conclude Gollino – che si dovrebbe necessariamente intervenire anche in progetti minori legati al territorio per non svilire gli interventi internazionali». Gino Grillo
Federico Gollino: i maggiori benefici li avrebbe il turismo anche dall’estero La necessità di un collegamento diretto e veloce fra Belluno e Monaco di Baviera è stata avanzata alla fiera internazionale del gelato Mig di Longarone, in provincia di Belluno, dal presidente Veneto Luca Zaia. Sono 213 i chilometri separano le due località: i gelatai cadorini e zoldani in Germania, con ventimila addetti, sono l’unica attività produttiva di un certo rilievo in Germania non autoctona. Fondamentale sarebbe – secondo il presidente della Regione Veneto Zaia – un collegamento veloce fra Veneto e Nord-Europa, che però vede Roma indifferente e la Provincia di Bolzano addirittura contraria. Potrebbe così, in questo contesto, ritornare a farsi sentire quindi la necessità di un collegamento fra la A27 da Belluno con la A23 ad Amaro, come riproposto da Federico Gollino (nella foto) della delegazione di Confindustria della Carnia. (g.g.)
Corriere delle Alpi 30.11.2011 VIABILITA' «L’A27? Da qui non passerà» Leimer ribadisce il no di Bolzano al prolungamento BELLUNO «La nostra posizione è chiara: siamo contrari all’Alemagna, e senza il nostro via libera l’opera non verrà mai realizzata». L’assessore Michl Laimer ha ribadito il no della Provincia di Bolzano al progetto dell’autostrada Venezia-Monaco, e quindi del proseguimento dell’A27. Inoltre tra le priorità del 2012 ha sottolineato il sostegno alle Dolomiti patrimonio mondiale Unesco. «Purtroppo - ha spiegato Laimer - da molti anni a questa parte assistiamo ad un’operazione di strumentalizzazione politica dell’autostrada Alemagna, con la Venezia-Monaco che ciclicamente viene riportata all’attenzione dell’opinione pubblica. La Giunta provinciale ribadisce il suo no ad ogni tipo di progetto riguardante nuove autostrade sul proprio territorio». L’ipotesi di prolungare attraverso la Val Pusteria l’attuale percorso della A27 Mestre-Belluno, che dovrebbe poi entrare in Tirolo e raggiungere la Baviera, è dunque destinato a restare dentro un cassetto. «Senza il nostro consenso non si potrà mai fare nulla - ha sottolineato Michl Laimer - e la nostra posizione non cambierà». Per quanto riguarda il 2012, uno dei punti chiave sull’agenda dell’assessore provinciale all’ambiente dell’Alto Adige è quello delle Dolomiti patrimonio mondiale Unesco. «Dobbiamo entrare nella fase concreta dei progetti legati non solo al turismo - ha detto Laimer - ma anche alla mobilità. In questo settore la Provincia di Bolzano è la capofila tra i cinque territori alpini coinvolti nella Fondazione Unesco, e il nostro obiettivo è sviluppare un piano della mobilità per le Dolomiti. Non basta avere i cartelli dell’Unesco per meritarsi l’importante riconoscimento: dobbiamo tutti quanti vivere nella maniera più giusta questo inestimabile patrimonio».
Corriere delle Alpi 28.11.2011 Zaia rilancia la Venezia-Monaco - C'è chi dice no Comunicato stampa Pas Dolomiti (pdf) Zaia insiste sull’A27: «Arriveremo a Monaco» Il governatore veneto è sicuro: «Andremo avanti col project financing» E sul caos politico bellunese: «Stop personalismi. Serve un passo indietro di tutti» LONGARONE FIERE »INAUGURATA LA “MIG” di Francesco Dal Mas LONGARONE E’ sufficiente che il presidente della Fiera di Longarone, Oscar De Bona, gli ricordi la raccolta di firme per il proseguimento dell’A27 fino a Monaco di Baviera («eravamo, allora, io presidente della Provincia di Belluno e tu di quella di Treviso»), perché Luca Zaia, governatore del Veneto, si senta come invitato a un banchetto di nozze. Accade all’inaugurazione della Mostra internazionale del gelato artigianale. «Sì, ancor più in tempo di crisi come questo, la Belluno-Monaco s’ha da fare. A Roma si mettono in fibrillazione, quando lo sollecito, ma si tratta soltanto di 213 km per liberare il Veneto e Belluno dall’isolamento e per riportarli al centro della Mitteleuropa». La sua è una provocazione, i soldi non ci sono... «Macché provocazione. Intanto il Veneto e Belluno hanno amministrato con rigore le risorse pubbliche. E poi un’autostrada vuol dire affari». In che modo? «Coinvolgendo i privati, che investiranno in cambio dei pedaggi». E’ tutto da dimostrare. Resta, comunque, l’opposizione del suo amico Durnwalder. «La sua libertà finisce dove inizia la nostra. E anche noi vogliamo essere liberi di andare a Vienna ad assaporare un buon gelato artigianale». Qui a Longarone è presente il vertice leghista. Mancano solo Bottacin e Vaccari… «Mi auguro che tutto sia riportato nella sfera dell’efficace amministrazione». D’accordo, ma qui sono saltate due amministrazioni a guida leghista. «Non è il caso di fare dei personalismi. Anzi, questi debbono cessare per lasciar posto all’efficace amministrazione e ad amministratori capaci di dare risposte». Non lo erano Bottacin e Vaccari? «Io sono un amministratore, non un politico. E come amministratore riscontro che ci sono famiglie che non arrivano alla quarta settima del mese, neppure alla terza. E’ bene che ci occupiamo di questi problemi. Sarebbe quindi opportuno che tutti facessimo un passo indietro». In Veneto tiene l’asse Pdl Lega Nord, nonostante quanto è accaduto a Belluno? «E’ un’alleanza che non si può scalfire. Anche perché ha dimostrato che sa realizzare i programmi concordati». Tra i problemi c’è quello dell’acqua. Dal Cadore si protesta contro i trevigiani … «Ci sono problemi di sprechi a valle e di blocchi a monte. L’acqua è un bene da affrontare tutti insieme, bellunesi e trevigiani. Io so che l’acqua non va privatizzata, ne va garantita la fruibilità a tutti». Lei si è complimentato con gli “artisti del gelato” presenti a Longarone. Solo perché ha apprezzato i loro prodotti? «No, anche perché in Germania si sono fatti apprezzare. Sono andati lassù per lavorare, non per delinquere. Ed emigrati come fabbri, come lavoratori del ferro, si sono evoluti nell’arte della gelateria, dando lavoro a 22 mila collaboratori solo in territorio tedesco. La Merkel ne tenga conto». Qual è il cono che le offrirebbe, se venisse in visita alla mostra di Longarone? «Un cono alla stracciatella, quello che io preferisco».
Il Gazzettino-Bl 29.11.2011 «Avanti con la A27 iter finito nel 2012» Il progetto del passante è in Commissione Via. Mainardi: «Venezia-Monaco? No comment» Dal palco della Mostra del gelato di Longarone, dopo una battuta del presidente di Longarone Fiere Oscar De Bona, colta al volto dal governatore Luca Zaia, torna di attualità il tema del prolungamento autostradale Venezia-Monaco di cui Zaia continua a farsi paladino nonostante il secco rifiuto di Bolzano al passaggio dell’asse sul proprio territorio. Un confine finora invalicabile che, ancora a fine anni Novanta, aveva costretto ad un ripiegamento sulla Carnia (collegamento A27-A23 di Tolmezzo) di cui oggi esiste il progetto per il primo tratto Pian di Vedoia-Macchietto: 21 chilometri per un costo di 1 miliardo 400 mila euro che risolverebbe soprattutto il problema dell’incrocio di Longarone, creando un serbatoio di lavoro per almeno 4 anni. Il progetto del passante Alpe Adria, così è stato battezzato, dopo essere stato licenziato dalla Regione, è ora al vaglio della Commissione tecnica di valutazione ambientale del Ministero dell’ambiente dove sono appena giunte le osservazioni. «Credo che entro la primissima primavera - spiega Bortolo Mainardi, membro della Commissione ministeriale, e padre putativo del progetto A27/A23 - sarà pronto il parere di compatibilità ambientale, dopodiché il progetto passerà alla Commissione interministeriale per la programmazione economica (Cipe). Il 2012, insomma, potrebbe essere l’anno buono per l’appalto, ma questo, ovviamente, dipenderà dalla politica». Su cosa ne pensi invece sulla rispolverata idea della Venezia-Monaco, che Mainardi ha sempre definito irrealizzabile per una lunga serie di motivi tecnici, è serafico: «Non c’è una domanda di riserva?». In proposito cita anche una celebre frase dell’economista americano Milton Friedman: «L’errore più grave è quello di giudicare la politica sulla base delle intenzioni anziché sui risultati». E in questo momento, l’unico risultato possibile, è quello di arrivare al bando di gara per il primo tratto del passante Alpe-Adria. Lauredana Marsiglia
Lettere VENEZIA-MONACO La promessa di Zaia? Soltanto parole... Al nostro Zaia è bastato mangiare un cono gelato alla Mig di Longarone per tornare spavaldamente a promettere il nastro d’asfalto autostradale che andrebbe sino a Monaco di Baviera, nonostante non ci siano denari neanche per le cose più elementari e nonostante Bolzano gli abbia più e più volte ripetuto che certe bellezze naturali non si possono infamare. Perché una volta tanto i politici regionali non si ripromettono di fare una «strada dei gelatieri» che vada magari sino a Città del Capo, così di tempo per parlare ne hanno a sufficenza? Lettera firmata
Il Gazzettino-Ud 09.11.2011 Acqua bene comune, la battaglia continua di David Zanirato Non sono passati nemmeno cinque mesi dai referendum di giugno che in Carnia si è già ri-iniziato a raccogliere firme in favore dell'acqua "bene comune". E i cittadini dimostrano di non essersi ancora disaffezionati al tema, basti pensare che nella sola Paluzza in una settimana sono state recuperate già 500 firme. «La gente ne ha piene le scatole di essere presa in giro - attaccano i referenti del coordinamento carnico "Aghe di Mont" Franceschino Barazzutti, Ira Conti, Antonino Galassi e Renato Garibaldi -, non è possibile che sia a livello nazionale che a livello regionale si stia completamente disattendendo l'esito referendario; per questo noi ci siamo riorganizzati e con nuove assemblee popolari stiamo battendo il territorio con il motto "cosa sta succedendo, cosa occorre fare". I rappresentanti dei comitati stanno spiegando che a Roma, con il decreto anticrisi del governo si è introdotto un articolo che aggira quanto deciso con il voto di giugno, ovvero viene ancora prevista la possibilità di mettere a bando la gestione del servizio idrico dei Comuni e proprio per questo il forum nazionale sull'acqua, oltre ad aver inviato una lettera al Presidente della Repubblica Napolitano, ha annunciato una nuova manifestazione di piazza per il 26 novembre. A livello regionale si contrasta l'attuale bozza di proposta di legge che «ha già scatenato una guerra di potere tra Province e sindaci - hanno aggiunto - con naturalmente la previsione di affidamento dei servizi tramite gara». Altro nodo, questo a livello di Alto Friuli, le bollette di Carniacque, «che continuano a bastonare i cittadini con conguagli e fatture che non stanno nè in cielo nè in terra». Da parte dei rappresentanti è stata quindi evocata la «disaffezione nei confronti della politica, anche di quella comunale, che rimane sorda alle richieste dei cittadini» anche se qualche segnale di controtendenza incomincia ad arrivare, come a Forni di Sotto dove nel corso del consiglio comunale di lunedì sera, l'ordine del giorno promosso dagli stessi comitati, riassuntivo delle nuove battaglie in atto, «è stato approvato - ha spiegato Ira Conti - con i voti dell'opposizione (area Pd) e l'astensione di tre membri della maggioranza, con il sindaco Marco Lenna che ha lasciato libertà di voto».
Il Gazzettino-Ud 02.11.2011 TOLMEZZO Questa la richiesta dei comitati ai Comuni mentre si sta preparando lo sciopero delle bollette Acqua, tariffe minime e gestione pubblica di David Zanirato TOLMEZZO- Audizione in IV Commissione consiliare; ordine del giorno da far approvare nei vari comuni sulle linee guida da seguire per la riforma; incarico a dei legali di fiducia per un eventuale sciopero delle bollette. Queste le istanze che i Comitati friulani per l'acqua pubblica, e quelli della montagna in particolare, stanno portando avanti nelle ultime settimane in diverse assemblee pubbliche (Paluzza, Forni di Sopra e di Sotto, Ampezzo, Socchieve, ed il 4 novembre toccherà a Resia), per contrastare la bozza di proposta di legge di riforma del servizio idrico che sta circolando in Consiglio regionale. «Vogliano cancellare la volontà popolare espressa nei referendum di giugno - attacca Franceschino Barazzutti, coordinatore del Comitato per il bacino montano del Tagliamento - noi quindi ci stiamo impegnando per chiedere una gestione totalmente pubblica, partecipata, con un ruolo centrale dei Comuni e tariffe che garantiscano il minimo vitale per tutti e colpiscano gli sprechi». Per arrivare a ciò si stanno quindi nominando nelle varie assemblee pubbliche i rappresentanti che saranno convocati nell'audizione in IV Commissione consiliare, chiamata ad discutere la proposta di legge; nello stesso tempo si è stilato un ordine del giorno con le proposte dei comitati da far approvare nelle prossime settimane all'interno dei vari consigli comunali dei comuni montani. «La futura legge regionale deve ribadire che l'acqua è un diritto - prosegue Barazzutti - e la sua gestione deve rimanere in mano ad un ente pubblico, sia esso comune od associazione o consorzio o provincia o regione, enti che rispondono all'elettorato, alla corte dei conti e che sono regolati dal diritto pubblico, non da quello commerciale; in sostanza chiediamo che si guardi al modello della Provincia autonoma di Trento, dove su 220 comuni, 20 si affidano per il sistema idrico a dei consorzi, i restanti 200 invece fanno da se, mentre per quanto riguarda la fognatura e la depurazione il tutto viene demandato alla Provincia che così preserva da eventuali magagne i sindaci». L'altra battaglia condotta dai comitati riguarda le bollette di Carniacque: «abbiamo affidato a due nostri legali di fiducia l'incombenza di studiare la strada più opportuna per uno sciopero delle bollette - conclude Barazzutti - e nelle prossime settimane convocheremo una nuova conferenza stampa per illustrare il tutto».
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