"PAS
Dolomiti nasce ufficialmente da un
incontro avvenuto sul Passo della Mauria l'11 marzo 2007 tra comitati e singoli
cittadini della Carnia e del Cadore. Unisce idealmente i paesi della Val
Tagliamento con i paesi della Valle del Piave e del Boite fino a Cortina,
allo scopo di cercare contatti, unire culture e condividere percorsi comuni. Uno
dei principali obiettivi è quello di diffondere dati e informazione sulle
grandi opere autostradali programmate nelle nostre valli e sulle loro ricadute
economiche, sociali e ambientali."
Chi
Siamo
Il
comitato nasce il 22.05.06 a Forni di Sotto con lo scopo immediato di
contrapporsi all'ipotesi di collegamento autostradale Carnia - Cadore. I
sottoscrittori sono residenti nei comuni di Forni di Sopra, Forni di Sotto,
Ampezzo, Socchieve, Enemonzo, Villa Santina e Tolmezzo, ovvero in quasi tutti
i comuni dell'alta val Tagliamento.
Da
un incontro avvenuto al Passo della Mauria l'11 marzo 2007 con il Movimento
Contro il Prolungamento dell'A27 del Cadore, costituitosi nel 2002 (visita il
sito) è nato il comitato unico
IL
PROGETTO. Si
tratterebbe, come da progetto preliminare datato 14.10.05, di una infrastruttura
lunga 85 km, di cui previsti 42 in galleria, 6,4 su viadotto, 35 km in sede, più
7 svincoli. Il tutto per un costo di circa 3
miliardi di euro. Il progetto prende avvio su spinta delle "categorie
economiche" e si concretizza
con un accordo Illy- Galan assunto allo scopo di trovare una alternativa
all'annosa e contestatissima
ipotesi di costruzione di un'altra autostrada che, da Belluno, passando in
territorio di
Cortina D'Ampezzo, si doveva dirigere verso l'Austria. L'alternativa si trovava,
quindi, congiungendo,
con un semplice tratto, l'autostrada A23, casello di Amaro, con l'Autostrada A27
che
termina a Belluno, allo scopo di permettere alle merci venete (o provenienti dal
Brennero), di raggiungere
l'Austria e i paesi dell'Est. Le popolazioni locali non sono state informate e
tanto meno rese partecipi del progetto. Noi
riteniamo che l'impatto per l'intera tratta e in modo particolare per l'alta valle del Tagliamento, il più studiato
e significativo fiume dell'arco alpino, sarebbe devastante, sia in termini
paesaggistici e di inquinamento, che economici e sociali per la vita dei
valligiani. Lo
sventramento e lo stravolgimento
della valle e il conseguente passaggio quotidiano di centinaia di tir e vetture,
non andrebbero
certamente nella direzione di uno sviluppo ecosostenibile di un'area ad
altissima "wildneress",
al pari di poche nell'arco alpino. Lo sviluppo e la valorizzazione
di una tale potenzialità
turistica e naturalistica, dovrebbe essere inserita, a pari dignità, tra le
questioni "strategiche"
concernenti l'economia del nostro paese. Balza
all'occhio, inoltre, l'inopportunità di continuare a progettare
infrastrutture per il trasporto delle merci su "gomma", quando dall'Europa
giungono sempre più pressanti appelli a favore della ferrovia. Esattamente
questa è l'alternativa che noi riteniamo essere la più rispettosa
dell'ambiente montano, occasione di sviluppo e opportunità per le
popolazioni valligiane; auspichiamo
la costruzione di
una linea ferroviaria che ci unisca all'Europa e lungo la quale genti e merci
possano viaggiare
senza provocare danni ai territori da essi attraversati. Tutto
ciò in linea con il Protocollo di
Kyoto, con il Protocollo dei Trasporti (Convenzione delle Alpi), con le
direttive Europee in materia
di inquinamento e di difesa degli ecosistemi naturali, e più semplicemente, in
linea con il buon senso.

I nostri obiettivi
Il Comitato P.A.S. Dolomiti si prefigge
di mobilitare le popolazioni dell’alto e medio Tagliamento e del Piave
allo scopo di
riconsiderare criticamente i parametri che stanno alla base di un’idea di
sviluppo che consuma il territorio anzichè conservarlo e valorizzarlo, ovvero
di:
opporsi all’idea superata di una crescita che espropria la gente della terra,
dell’aria, e dell’acqua. Beni questi, essenziali alla sopravvivenza e non
merci indennizzabili. Ed infine di
proporre modelli di sviluppo alternativi che possano valorizzare
l’immenso patrimonio naturale della vallata, allo scopo di trasmetterlo nella
sua interezza alle future generazioni e renderlo fonte di economia e benessere
per i suoi abitanti.
