ANCORA QUESTA A-27! comunicato

a27

Comunicato del Coordinamento Associazioni del 27 febbraio 2018

ANCORA QUESTA A-27!

Puntualmente, a cicli continui, riemerge, ancora una volta, il leit motiv del prolungamento dell’A27. Ancora una volta riproponendo l’autostrada come la soluzione a tutti i problemi del Bellunese, ancora una volta dietro la spinta di forze economiche con interessi estranei alle comunità di montagna, ancora una volta da parte di forze politiche che nel loro agire non hanno mostrato alcuna attenzione per le difficoltà di chi vive e opera nelle terre alte, ancora una volta e con più vigore in campagna elettorale e ancora una volta ipocritamente ignorando che gli accordi internazionali impediscono questo tipo di “sfondamento a nord”.

Per evitare lo spopolamento, le genti di montagna devono poter avere opportunità pari a quelle delle genti di pianura in tema di servizi pubblici, scuola/formazione, sanità (gli abitanti dell’alta valle del Piave devono fare dai 100 ai 270 km per usufruire della maggioranza delle prestazioni erogate dall’ULSS di appartenenza); trasporti pubblici efficienti, assistenza agli anziani, perequazioni per il maggior costo della vita, sostegno per la difesa del suolo nel rispetto dell’incontestabile pregio ambientale (i tre quarti delle aree franose dell’intera regione si trovano nel Bellunese, metà del territorio provinciale è classificato Zona di Protezione Speciale e metà delle Dolomiti patrimonio Unesco sono contenute nei confini Bellunesi).

Di certo gli abitanti delle terre alte non sentono il bisogno di trasformare le loro strette e fragili valli in un corridoio di traffico su gomma nell’interesse delle lobby del cemento e della finanza, non certamente di questa provincia e dei territori che dovranno sopportarne le conseguenze. Sentono invece la necessità di avere maggior peso politico a loro tutela, e questo non può dipendere esclusivamente dalla demografia, ma deve tener conto delle specificità della montagna, del suo patrimonio storico e culturale, delle tante sue potenzialità e, non ultimo, della sua importanza come presidio a difesa e protezione della pianura.

L’unità delle popolazioni di queste periferie va posta come obiettivo, per raggiungere una massa contrattuale che sostenga la ricerca di soluzioni alle criticità menzionate e che contrasti le ricorrenti iniziative che, come “lo sfondamento a nord”, sono a servizio di interessi estranei che le danneggiano e indeboliscono.

Occorre cambiare registro o, come affermiamo da anni, occorre muoversi “Per altre strade“.

Associazioni firmatarie:
CIPRA Italia
Comitato Peraltrestrade Carnia-Cadore
WWF O.A. Terre del Piave
Mountain Wilderness
LIBERA Nomi e Numeri contro le mafie
Italia Nostra sezione di Belluno
Ecoistituto Veneto “Alex Langer”
Gruppo Promotore Parco del Cadore