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APPELLO DI LEGAMBIENTE

 

AI SINDACI DELLA VAL TAGLIAMENTO

 

Progetto autostradale: chiarire le priorità e individuare una soluzione che risponda alle reali esigenze del territorio

 

Un luogo comune, piuttosto diffuso, vuole che, nel nostro paese, le infrastrutture e le opere pubbliche, anche necessarie e attese, non vengano realizzate o subiscano ingiustificati ed intollerabili ritardi per le troppe discussioni che le accompagnano e per l’incapacità di arrivare a prendere una decisione.

Se ci guardiamo intorno, però, scopriremo come, il più delle volte, i tempi lunghi e talora lunghissimi riguardano non già la fase delle scelte, ma quella dell’esecuzione dei lavori. Troppo spesso decisioni affrettate, prese su pressione di gruppi di interesse e senza i necessari approfondimenti e verifiche, senza cioè studi ed analisi condotti in modo serio e rigoroso, sono causa di varianti, imprevisti, modifiche in corso d’opera, che richiedono ben presto l’impiego di ulteriori risorse, difficilmente reperibili, e allungano a dismisura i tempi di completamento dei lavori.

Il risultato è che, in questo modo, la lievitazione astronomica dei costi e il ritardo nei tempi di esecuzione modificano sensibilmente il “quadro” all’interno del quale erano state prese le decisioni, vanificando le motivazioni stesse che avevano giustificato la necessità dell’opera.

A questo modo distorto di agire delle amministrazioni pubbliche si aggiunge, non di rado, un altro errore, di cui non mancano esempi nella nostra regione: quello di continuare a finanziare anche opere palesemente sbagliate, rimaste incompiute, con la motivazione di non “sprecare” le ingenti risorse già investite. 

Queste considerazioni, unite alla scarsità delle risorse pubbliche a disposizione, dovrebbero essere sufficienti per considerare il problema del prolungamento dell’autostrada A 27 fino ad Amaro – perché di un “prolungamento” di un’autostrada che si ferma alle porte del Cadore, si tratta – come di non stringente attualità.

Nonostante le voci che si rincorrono e le dichiarazioni apparse sulla stampa, troppi sono, infatti, le perplessità e gli interrogativi che si pongono sulla sua utilità, l’effettivo bilancio tra costi e benefici, l’impatto ambientale e, soprattutto, la giustificazione economica e il legame con lo sviluppo del territorio.

Abbiamo fiducia, pertanto, che le Amministrazioni locali, forti delle esperienze e delle illusioni vissute in passato sul territorio montano, raccogliendo anche l’appello loro indirizzato da vari Comitati e numerosi cittadini, sapranno avanzare nei confronti della Regione e dei sostenitori del progetto le dovute richieste di verifica e di chiarimento e indicare le loro priorità.

Da parte nostra, come associazione che fa dell’ambientalismo scientifico un proprio modello di approccio ai problemi, confermiamo l’impegno ad organizzare in tempi brevi un convegno sull’ipotizzato collegamento autostradale, invitando autorevoli tecnici ed esperti, con l’obiettivo di fornire ai cittadini e agli amministratori elementi concreti di conoscenza e di giudizio.

Dandovi appuntamento a tale iniziativa, inviamo distinti saluti

 

Tolmezzo, 13 marzo 2007

 

                                                                                    Circolo LEGAMBIENTE DELLA CARNIA