Il Sindaco premette che l'argomento era
previsto in discussione in una delle scorse sedute di Consiglio ma era stato
rinviato per dare la possibilità a tutti i Consiglieri di essere presenti:
erano stati proprio i Consiglieri di minoranza a sollecitare il dibattito sul
problema.
La loro mancata partecipazione alla seduta
odierna di Consiglio non consente di avere un dibattito completo.
Interviene il Consigliere
Eugenio Dal Bianco, il quale da lettura dell'intervento che viene allegato sub
A.
Il Consigliere Pierpaolo Genova condivide i contenuti dell'intervento del
Consigliere Eugenio Dal Bianco e sottolinea che l'argomento è di interesse
generale e non di gruppo; andrebbe quindi dibattuto in modo obiettivo anche
perché tutti sentono l'esigenza di migliorare la viabilità esistente.
Il Consigliere Pierpaolo Genova da lettura
dell'intervento allegato al presente atto sub B. Il Consigliere Eugenio Dal
Bianco da lettura delle varie opinioni espresse da esperti e pubblicate sulla
stampa, che sono in contrasto con il programma di realizzare il prolungamento
dell'autostrada A-27.
Il Consigliere Emidio Valmassoni fa presente
che il traffico esistente, soprattutto quello pesante, impone una soluzione.
Certamente là dove esiste l'autostrada il traffico è più scorrevole. In Val
d'Aosta le autostrade sono rispettose dell'ambiente e di scarso impatto.
Esprime contrarietà al prolungamento dell'autostrada fino a Macchietto perché
di sicuro danno per il Cadore che si vedrebbe costretto a sopportare una
grossa mole di traffico, maggiore di quella esistente, con una strozzatura a
Macchietto.
Il Consigliere Paolo Tomasella fa presente che
la situazione del traffico è attualmente insostenibile perché sempre più
intenso. E' necessario prestare attenzione e intervenire sulle
circonvallazioni. Il prolungamento dell'autostrada trascura il problema delle
circonvallazioni. Gli incidenti stradali che si verificano sulla SS 51
impongono di intervenire sulle circonvallazioni e sulle varianti.
L'Assessore Gildo Trevisan si sofferma sui
benefici e sui problemi che il prolungamento della A-27 comporta e soprattutto
sull'impatto ambientale che il prolungamento dell'autostrada comporta.
L'Assessore Maria Giovanna Coletti sottolinea
che i disastri ambientali, tra cui quello del Vajont non hanno insegnato il
rispetto che si deve avere per la natura e per l'acqua in particolare. Si sta
invece costruendo una strada sul greto del Piave. Si sta inoltre considerando
la parte alta della Provincia di Belluno come un territorio da sfruttaresenza
alcun rispetto per l'ambiente e per chi vi abita. La decisione di prolungare
l'autostrada senza tener conto delle esigenze di questo territorio, sta a
significare che non è necessario prestare attenzioni a nessuno e a nessuna
cosa. Si mira solo a sfruttare il territorio in modo selvaggio per apportare
benefici ad altre zone e basta.
Il Sindaco illustra che, al di là dell'impatto
ambientale, la cui valutazione è demandata ad organi competenti, al di là
dei benefici e dei problemi che la realizzazione di un'autostrada comporta,
quello che sorprende è il metodo con cui il problema è stato portato avanti.
Il Comune di Pieve di Cadore, che è quello maggiormente interessato dal
traffico, non è stato interpellato dalla Provincia.
Il Presidente della Provincia ha dichiarato che
il Comune di Pieve di Cadore non andava coinvolto perché contrario al
prolungamento dell'autostrada. Ciò è scandaloso.
Nella logica della concertazione vanno
coinvolti tutti i soggetti interessati e a maggior ragione chi ha spunti di
contrarietà. E' inutile coinvolgere solo i soggetti che condividono
un'azione. Non si sono coinvolti i residenti, i commercianti ad esempio.
La spesa per il prolungamento dell'autostrada,
preventivata in 130 miliardi di lire, è arrivata a 500 miliardi.Eppure, per
il progetto che interessava Valle di Cadere, non erano stati reperiti i 120
miliardi occorrenti, per migliorare la viabilità esistente con le
circonvallazioni non era disponibile la cifra di 50/60 miliardi.
Il prolungamento dell'autostrada mette a
rischio gli interventi necessari sulla viabilità esistente, interventi che
sono comunque necessari per alleggerire il traffico locale che è sempre più
intenso.
Non è stato tenuto conto del piano della
viabilità approvato dal Comune di Pieve di Cadere nel 1997.
Nel programma "Porta a Porta" di
Bruno Vespa, il Ministro dei Trasporti aveva garantito che nessuna viabilità
avrebbe interessato i greti dei fiumi. La viabilità programmata si sta invece
realizzando sul greto del Piave.
Di tutto ciò qualcuno dovrà rispondere;
UDITA la
discussione;
IL CONSIGLIO COMUNALE
PREMESSO che emerge sempre più
chiaramente e non solo da parte di alcuni operatori economici la percezione
dell'inadeguatezza dell'attuale funzionamento del sistema delle comunicazioni
a livello sia di rete locale, che di strutture di medie e grandi dimensioni;
CHE l'intera area
del Cadere, dal punto di vista geografico, storico e culturale, presenta una
propria specificità ed identità;
CHE gli obiettivi di sviluppo che le
Comunità Montane del Cadere perseguono, esplicitati in modo chiaro nei piani
di sviluppo socio-economici aggiornati nel 2001 come previsto dalla L. 97/94 e
successivi decreti, prevedono una forte integrazione tra l'offerta turistica
di tipo tradizionale (aree sciistiche invernali) e nuovi potenziali prodotti
turistici legati all'offerta "natura" (piste ciclabili, recupero di
strade silvo-pastorali, valorizzazione di aree di pregio storico ambientale) e
che nel comprensorio della Comunità Montana Centro Cadere è attivo un Patto
Territoriale per le attività produttive;
CHE l'aggiornamento ed il potenziamento
delle reti viarie deve essere funzionale a questo tipo di programmazione;
CHE la volontà di realizzare uno sbocco
a Nord con il proseguimento di una direttrice autostradale è finalizzato
semplicemente allo sviluppo ed agli interessi della pianura e costituirebbe
un'ulteriore "colonizzazione" del nostro territorio se non tiene in
debito conto le necessità di sviluppo della nostra area che non può
risultare funzionale solo ed esclusivamente agli interessi di altri;
CHE già nel passato tale subordinazione
ha comportato una forma di "colonizzazione" che ben poco beneficio
ha portato al nostro territorio (per non parlare del sacrificio umano!): la
"colonizzazione" dell'acqua;
CHE la necessità di garantire lo
sviluppo del tessuto produttivo industriale del comprensorio del Cadore e la
necessità di garantire il territorio sia da un punto di vista ambientale che
produttivo-turistico può trovare una risposta adeguata nel miglioramento
della rete viaria già esistente con la realizzazione delle circonvallazioni
dei centri abitati e con il potenziamento e prolungamento della tratta
ferroviaria Padova-Calalzo in dirczione Dobbiaco;
TUTTO CIÒ' PREMESSO E CONSIDERATO
come parte integrante della presente deliberazione;
CON voti unanimi
favorevoli espressi palesemente;
DELIBERA
quanto segue:
Dichiara la propria contrarietà alla
proposta di prolungamento dell'autostrada A27 costruendone un nuovo tratto da
Pian de Vedoia fino a Perarolo di Cadore;
Dichiara di non condividere ne accettare
ipotesi sul possibile passaggio dell'autostrada in territorio comunale;
Intervento al punto 3 dell'ordine del giorno del Consiglio
Comunale del 04.02.2002.
Consigliere Pierpaolo Genova (Capo gruppo di maggioranza)
Le soluzioni relative alla viabilità cadorina devono essere
funzionali al modello socio-economico e produttivo che il Cadere intende
adottare. Dopo gli anni di espansione della piccola, media e grande industria
della mono-produzione degli occhiali il territorio è da ormai alcuni mesi
impegnato in una delicata operazione di riconversione del proprio modello di
sviluppo - come stanno ad indicare tutti gli studi effettuati e i conseguenti
piani redatti a cura delle Comunità Montane. Se il Cadere oggi è chiamato ad
individuare un polo di attività economica alternativo a quello della
produzione degli occhiali questo non può che essere quello turistico. Risulta
quindi indispensabile che la direttrice lungo la quale si snoda la statale 51
continui ad avere la valenza di un'arteria utilizzata prevalentemente per il
traffico regionale e turistico di destinazione. Ogni intervento quindi deve
essere orientato ad una un'effettiva messa in sicurezza di questa arteria e
alla realizzazione di circonvallazioni - che fine ha fatto quella ovest di Tal
di Cadere - che in maniera significativa alleggeriscano i centri storici dal
traffico leggero e soprattutto da quello pesante. I soggetti che intendono
valutare altre ipotesi, ivi compresa quella dei collegamento con l'A 11
Innsbruck - Monaco a Wiesing attraverso il Centro Cadere e la Val Pusteria,
devono spiegarci in maniera convincente - in attesa della prossima ed ennesima
previsione di spesa (da 350 a 500 miliardi) - quali sarebbero i benefìci di
cui il nostro territorio, le nostre imprese, la nostra popolazione, potrebbero
godere. In attesa di ragionamenti più approfonditi sulla base di informazioni
più dettagliate ritengo che il Centro Cadere non abbia bisogno di corridoi
che consentano ai veicoli di attraversarlo velocemente - magari lasciandoci i
gas di scarico e quelle polveri di cui le grandi città in questi giorni
tentano di liberarsi -, ma di strade sicure che in tempi ragionevoli conducano
i turisti in valli che si trovino nelle migliori condizioni ambientali per
trattenerli. Ecco perché è importante anche il supporto fornito dal
trasporto ferroviario. Da anni si parla di collegare Calalzo con San Candido
in modo da far scendere il famoso treno bianco da Bruxelles fino a Cortina -
anziché fermarlo in Val Pusteria - ma niente è stato fatto.
Tra l'altro, sono a conoscenza che il prolungamento dell'A27
non è previsto non solo dal piano provinciale della mobilità, ma neanche dal
piano nazionale dei trasporti, ne dal Ten, ed è esplicitamente vietato dal
protocollo trasporti della Convenzione delle Alpi che l'Italia ha sottoscritto
e che deve rispettare - almeno fino a quando deciderà dì fame parte -. Opere
di questo tipo richiedono gestazioni molto lunghe oltre che ingenti risorse.
i. A tal riguardo ricordo e segnalo che il tratto Ospitaie-Macchìetto, in
particolare la prima parte fino a Rucorvo, si sta realizzando dopo una
telenovela degna di miglior causa, fatta di progetti ballerini e di difficoltà
nella redazione e nell'aggiudizione degli appalti. La seconda parte, la
galleria di collegamento tra Rucorvo e Macchietto, invece sembra ancora nel
buio. Infine un cenno alla viabilità alternativa. Mi faccio interprete di un
sentimento e di un'opinione diffusa tra la popolazione. E' inutile realizzare
nuove strade se poi non sì mantengono quelle pre-esistenti. Le strade che
vengono soppiantate dalle nuove realizzazioni devono essere mantenute in buono
stato perche queste costituiscono le vie alternative per i collegamenti in
caso di incidenti o di calamità naturali. Sotto questo profilo ritengo ancora
insufficienti gli interventi realizzati - vedi i lavori del tornante di Sant'Andrea
sulla Cavallera - ma soprattutto quelli che dovrebbero interessare la galleria
del Comelico per il consolidamento e l'impermeabilizzazione della volta.