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Tesi di laurea - Cecilia Alzetta

 

DELIBERAZIONE AUTOSTRADA 04/02/2002

 

IL CONSIGLIO DEL COMUNE DI PIEVE DI CADORE

 

Il Sindaco premette che l'argomento era previsto in discussione in una delle scorse sedute di Consiglio ma era stato rinviato per dare la possibilità a tutti i Consiglieri di essere presenti: erano stati proprio i Consiglieri di minoranza a sollecitare il dibattito sul problema.

La loro mancata partecipazione alla seduta odierna di Consiglio non consente di avere un dibattito completo.          Interviene il Consigliere Eugenio Dal Bianco, il quale da lettura dell'intervento che viene allegato sub A.                        Il Consigliere Pierpaolo Genova condivide i contenuti dell'intervento del Consigliere Eugenio Dal Bianco e sottolinea che l'argomento è di interesse generale e non di gruppo; andrebbe quindi dibattuto in modo obiettivo anche perché tutti sentono l'esigenza di migliorare la viabilità esistente.

Il Consigliere Pierpaolo Genova da lettura dell'intervento allegato al presente atto sub B. Il Consigliere Eugenio Dal Bianco da lettura delle varie opinioni espresse da esperti e pubblicate sulla stampa, che sono in contrasto con il programma di realizzare il prolungamento dell'autostrada A-27.

Il Consigliere Emidio Valmassoni fa presente che il traffico esistente, soprattutto quello pesante, impone una soluzione. Certamente là dove esiste l'autostrada il traffico è più scorrevole. In Val d'Aosta le autostrade sono rispettose dell'ambiente e di scarso impatto. Esprime contrarietà al prolungamento dell'autostrada fino a Macchietto perché di sicuro danno per il Cadore che si vedrebbe costretto a sopportare una grossa mole di traffico, maggiore di quella esistente, con una strozzatura a Macchietto.

Il Consigliere Paolo Tomasella fa presente che la situazione del traffico è attualmente insostenibile perché sempre più intenso. E' necessario prestare attenzione e intervenire sulle circonvallazioni. Il prolungamento dell'autostrada trascura il problema delle circonvallazioni. Gli incidenti stradali che si verificano sulla SS 51 impongono di intervenire sulle circonvallazioni e sulle varianti.

L'Assessore Gildo Trevisan si sofferma sui benefici e sui problemi che il prolungamento della A-27 comporta e soprattutto sull'impatto ambientale che il prolungamento dell'autostrada comporta.

L'Assessore Maria Giovanna Coletti sottolinea che i disastri ambientali, tra cui quello del Vajont non hanno insegnato il rispetto che si deve avere per la natura e per l'acqua in particolare. Si sta invece costruendo una strada sul greto del Piave. Si sta inoltre considerando la parte alta della Provincia di Belluno come un territorio da sfruttaresenza alcun rispetto per l'ambiente e per chi vi abita. La decisione di prolungare l'autostrada senza tener conto delle esigenze di questo territorio, sta a significare che non è necessario prestare attenzioni a nessuno e a nessuna cosa. Si mira solo a sfruttare il territorio in modo selvaggio per apportare benefici ad altre zone e basta.

Il Sindaco illustra che, al di là dell'impatto ambientale, la cui valutazione è demandata ad organi competenti, al di là dei benefici e dei problemi che la realizzazione di un'autostrada comporta, quello che sorprende è il metodo con cui il problema è stato portato avanti. Il Comune di Pieve di Cadore, che è quello maggiormente interessato dal traffico, non è stato interpellato dalla Provincia.

Il Presidente della Provincia ha dichiarato che il Comune di Pieve di Cadore non andava coinvolto perché contrario al prolungamento dell'autostrada. Ciò è scandaloso.

Nella logica della concertazione vanno coinvolti tutti i soggetti interessati e a maggior ragione chi ha spunti di contrarietà. E' inutile coinvolgere solo i soggetti che condividono un'azione. Non si sono coinvolti i residenti, i commercianti ad esempio.

La spesa per il prolungamento dell'autostrada, preventivata in 130 miliardi di lire, è arrivata a 500 miliardi.Eppure, per il progetto che interessava Valle di Cadere, non erano stati reperiti i 120 miliardi occorrenti, per migliorare la viabilità esistente con le circonvallazioni non era disponibile la cifra di 50/60 miliardi.

Il prolungamento dell'autostrada mette a rischio gli interventi necessari sulla viabilità esistente, interventi che sono comunque necessari per alleggerire il traffico locale che è sempre più intenso.

Non è stato tenuto conto del piano della viabilità approvato dal Comune di Pieve di Cadere nel 1997.

Nel programma "Porta a Porta" di Bruno Vespa, il Ministro dei Trasporti aveva garantito che nessuna viabilità avrebbe interessato i greti dei fiumi. La viabilità programmata si sta invece realizzando sul greto del Piave.

Di tutto ciò qualcuno dovrà rispondere;

 

UDITA la discussione;

 

IL CONSIGLIO COMUNALE

PREMESSO che emerge sempre più chiaramente e non solo da parte di alcuni operatori economici la percezione dell'inadeguatezza dell'attuale funzionamento del sistema delle comunicazioni a livello sia di rete locale, che di strutture di medie e grandi dimensioni;

 

CHE l'intera area del Cadere, dal punto di vista geografico, storico e culturale, presenta una propria specificità ed identità;

CHE gli obiettivi di sviluppo che le Comunità Montane del Cadere perseguono, esplicitati in modo chiaro nei piani di sviluppo socio-economici aggiornati nel 2001 come previsto dalla L. 97/94 e successivi decreti, prevedono una forte integrazione tra l'offerta turistica di tipo tradizionale (aree sciistiche invernali) e nuovi potenziali prodotti turistici legati all'offerta "natura" (piste ciclabili, recupero di strade silvo-pastorali, valorizzazione di aree di pregio storico ambientale) e che nel comprensorio della Comunità Montana Centro Cadere è attivo un Patto Territoriale per le attività produttive;

CHE l'aggiornamento ed il potenziamento delle reti viarie deve essere funzionale a questo tipo di programmazione;

CHE la volontà di realizzare uno sbocco a Nord con il proseguimento di una direttrice autostradale è finalizzato semplicemente allo sviluppo ed agli interessi della pianura e costituirebbe un'ulteriore "colonizzazione" del nostro territorio se non tiene in debito conto le necessità di sviluppo della nostra area che non può risultare funzionale solo ed esclusivamente agli interessi di altri;

CHE già nel passato tale subordinazione ha comportato una forma di "colonizzazione" che ben poco beneficio ha portato al nostro territorio (per non parlare del sacrificio umano!): la "colonizzazione" dell'acqua;

CHE la necessità di garantire lo sviluppo del tessuto produttivo industriale del comprensorio del Cadore e la necessità di garantire il territorio sia da un punto di vista ambientale che produttivo-turistico può trovare una risposta adeguata nel miglioramento della rete viaria già esistente con la realizzazione delle circonvallazioni dei centri abitati e con il potenziamento e prolungamento della tratta ferroviaria Padova-Calalzo in dirczione Dobbiaco;

 

TUTTO CIÒ' PREMESSO E CONSIDERATO come parte integrante della presente deliberazione;

 

CON voti unanimi favorevoli espressi palesemente;

 

DELIBERA

quanto segue:

Dichiara la propria contrarietà alla proposta di prolungamento dell'autostrada A27 costruendone un nuovo tratto da Pian de Vedoia fino a Perarolo di Cadore;

Dichiara di non condividere ne accettare ipotesi sul possibile passaggio dell'autostrada in territorio comunale;

 

 

Intervento al punto 3 dell'ordine del giorno del Consiglio Comunale del 04.02.2002.

Consigliere Pierpaolo Genova (Capo gruppo di maggioranza)

 

Le soluzioni relative alla viabilità cadorina devono essere funzionali al modello socio-economico e produttivo che il Cadere intende adottare. Dopo gli anni di espansione della piccola, media e grande industria della mono-produzione degli occhiali il territorio è da ormai alcuni mesi impegnato in una delicata operazione di riconversione del proprio modello di sviluppo - come stanno ad indicare tutti gli studi effettuati e i conseguenti piani redatti a cura delle Comunità Montane. Se il Cadere oggi è chiamato ad individuare un polo di attività economica alternativo a quello della produzione degli occhiali questo non può che essere quello turistico. Risulta quindi indispensabile che la direttrice lungo la quale si snoda la statale 51 continui ad avere la valenza di un'arteria utilizzata prevalentemente per il traffico regionale e turistico di destinazione. Ogni intervento quindi deve essere orientato ad una un'effettiva messa in sicurezza di questa arteria e alla realizzazione di circonvallazioni - che fine ha fatto quella ovest di Tal di Cadere - che in maniera significativa alleggeriscano i centri storici dal traffico leggero e soprattutto da quello pesante. I soggetti che intendono valutare altre ipotesi, ivi compresa quella dei collegamento con l'A 11 Innsbruck - Monaco a Wiesing attraverso il Centro Cadere e la Val Pusteria, devono spiegarci in maniera convincente - in attesa della prossima ed ennesima previsione di spesa (da 350 a 500 miliardi) - quali sarebbero i benefìci di cui il nostro territorio, le nostre imprese, la nostra popolazione, potrebbero godere. In attesa di ragionamenti più approfonditi sulla base di informazioni più dettagliate ritengo che il Centro Cadere non abbia bisogno di corridoi che consentano ai veicoli di attraversarlo velocemente - magari lasciandoci i gas di scarico e quelle polveri di cui le grandi città in questi giorni tentano di liberarsi -, ma di strade sicure che in tempi ragionevoli conducano i turisti in valli che si trovino nelle migliori condizioni ambientali per trattenerli. Ecco perché è importante anche il supporto fornito dal trasporto ferroviario. Da anni si parla di collegare Calalzo con San Candido in modo da far scendere il famoso treno bianco da Bruxelles fino a Cortina - anziché fermarlo in Val Pusteria - ma niente è stato fatto.

Tra l'altro, sono a conoscenza che il prolungamento dell'A27 non è previsto non solo dal piano provinciale della mobilità, ma neanche dal piano nazionale dei trasporti, ne dal Ten, ed è esplicitamente vietato dal protocollo trasporti della Convenzione delle Alpi che l'Italia ha sottoscritto e che deve rispettare - almeno fino a quando deciderà dì fame parte -. Opere di questo tipo richiedono gestazioni molto lunghe oltre che ingenti risorse. i. A tal riguardo ricordo e segnalo che il tratto Ospitaie-Macchìetto, in particolare la prima parte fino a Rucorvo, si sta realizzando dopo una telenovela degna di miglior causa, fatta di progetti ballerini e di difficoltà nella redazione e nell'aggiudizione degli appalti. La seconda parte, la galleria di collegamento tra Rucorvo e Macchietto, invece sembra ancora nel buio. Infine un cenno alla viabilità alternativa. Mi faccio interprete di un sentimento e di un'opinione diffusa tra la popolazione. E' inutile realizzare nuove strade se poi non sì mantengono quelle pre-esistenti. Le strade che vengono soppiantate dalle nuove realizzazioni devono essere mantenute in buono stato perche queste costituiscono le vie alternative per i collegamenti in caso di incidenti o di calamità naturali. Sotto questo profilo ritengo ancora insufficienti gli interventi realizzati - vedi i lavori del tornante di Sant'Andrea sulla Cavallera - ma soprattutto quelli che dovrebbero interessare la galleria del Comelico per il consolidamento e l'impermeabilizzazione della volta.