Home Page
per ogni contatto  peraltrestrade@libero.it          sezione Cadore  gd-pas@libero.it

 

Home Chi siamo Novità Comunicati Stampa Rassegna Stampa Documenti Contributi Autostrada Iniziative Foto Video Statuto Contatti Links

Tesi di laurea - Cecilia Alzetta

 

Dietro all’operazione chi?

Articolo de Il Gazzettino  20.07.2007

Leggo oggi (20/7) sul Gazzettino che dietro il collegamento autostradale A23-A27 ci sarebbe, su sollecitazione di Assindustria, Depfa Bank un Istituto di Credito che “si distingue per la particolare attività di finanziamenti a lungo termine agli Enti Pubblici Italiani”, banca che compare anche nel maxi lotto della Salerno-Reggio Calabria.

Con questa operazione, continua l’articolo, Assindustria “ha mirato dritto al cuore, ora è assodato che l’opera è fattibile, capace di reggere la sfida dei numeri su costi e benefici”. Il Presidente Vascellari si spinge ad affermare che serve una quota di cofinanziamento pubblico non superiore al 10% dell’importo complessivo ( 3,5 miliardi di euro del progetto preliminare..), il resto, lascia intendere, lo metteranno i privati interessati alle concessioni. Identiche riflessioni sono state fatte a più riprese dall’Assessore regionale Chisso che afferma, tra l’altro, di avere il consenso delle categorie economiche, degli enti locali e che quindi” bisogna fare e fare presto”.

Affermazioni perentorie assunte a colpi di comunicati stampa al di fuori di un serio, trasparente e pubblico confronto su dati istituzionali ed oggettivi, intorno ad un’opera così costosa ed impattante, nella realizzazione e nell’indotto.

Per motivi di sinteticità non intendo qui entrare nel merito degli aspetti ambientali e sociali di questo progetto, tenuto secretato dalla Regione alle popolazioni bellunesi per due anni e presentato in assemblee pubbliche solo grazie a comitati autoorganizzati di cittadini bellunesi e friulani, né voglio rimarcare l’assenza di ogni preliminare valutazione ambientale e strategica per un intervento di questa portata che pare essere in palese contrasto con quanto previsto dalle normative europee e dal protocollo trasporti della Convenzione delle Alpi, più semplicemente sono rimasto incuriosito dal mistero sui coraggiosi investitori privati disposti ad accollarsi il 90% dei costi dell’autostrada e che stranamente continuano a rimanere nell’anonimato.

Devo dire che questa curiosità mi è stata indotta dalla discordanza tra quanto ,appunto, affermato da Vascellari e Chisso sulla sostenibilità economica e finanziaria del Collegamento e quanto scritto nell’Analisi Finanziaria ed Economica allegata allo studio di fattibilità dello Stesso redatta dai progettisti incaricati dall’ANAS (Gruppo CLAS Zollet Srl).

In particolare in questo documento si può leggere tra l’altro che:

 

- “L’analisi della sostenibilità economica ha comportato la determinazione di indicatori di sintesi sostanzialmente negativi…tale risultato deriva principalmente dalla notevole onerosità dei costi di costruzione in relazione all’economicità della gestione che…non è in grado di remunerare sufficientemente il capitale fisico investito..”

- “L’analisi finanziaria riporta un buon risultato… ma in questo caso,l’esito positivo va rintracciato nell’ipotesi di finanziamento dell’intero importo dei costi di costruzione dell’opera attraverso il ricorso a contributi pubblici a fondo perduto che di fatto annullano l’onere dell’investimento iniziale, consentendo di appropriarsi dei risultati della gestione.”

- “Tuttavia, si segnala come il piano economico e finanziario evidenzi un peggioramento dei propri indicatori sintetici proprio a partire dall’anno successivo a quello a regime (2031), in cui si sostengono i costi pluriennali di manutenzione e a partire dal quale il risultato operativo peggiora,determinando la negatività sia del rapporto utili/ricavi, sia del ROI.”

 

O questa analisi è sbagliata o non c’è sostenibilità economica e finanziaria per l’investitore privato.

Sembra dunque aleggiare la solita ambigua storia del project financing dove spesso si socializzano i costi e si privatizzano i profitti attraverso quei meccanismi contorti che Galbraith ha definito economia truffaldina.

Dietro queste fredde e scarne proiezioni finanziarie in realtà ci sta la vita, ci stanno  ipotesi di trasformazioni irreversibili delle vallate del Piave e del Tagliamento, incrementi esponenziali ed inquinanti del traffico di transito, modifiche strutturali dei luoghi e della storia di intere comunità bellunesi e carniche. E’ soprattutto nel rispetto di queste implicazioni che questa scelta meriterebbe un dibattito ampio, documentato e coerente, un confronto collettivo tra scenari, visioni ed opzioni anche diverse, che vada oltre le deleghe, le finte certezze dei comunicati stampa, la parola esclusiva ai portatori d’interesse.

 

Pedavena 20 luglio 2007                                                                                                    Valter Bonan