Home Page
per ogni contatto  peraltrestrade@libero.it          sezione Cadore  gd-pas@libero.it

 

Home Chi siamo Novità Comunicati Stampa Rassegna Stampa Documenti Contributi Autostrada Iniziative Foto Video Statuto Contatti Links

Tesi di laurea - Cecilia Alzetta

foto            comunicato stampa            ascolta le voci del corteo            rassegna stampa

SABATO  12  MAGGIO

MANIFESTAZIONE  REGIONALE

TRIESTE - P.zza della Libertà - ore 15.00

APPELLO PER UNA MOBILITAZIONE DEI COMITATI REGIONALI:

VERSO IL FORUM "FORMAZIONE E SVILUPPO SOSTENIBILE" TRIESTE 11-12 maggio


Centinaia di donne e di uomini hanno deciso di riappropriarsi degli spazi di decisione e discussione collettivi, riaprendoli alla partecipazione di tutte e tutti. Spazi che una politique politicienne afasica ci ha precluso, erodendo la passione Politica propria di una cittadinanza attiva, con una feroce azione di privazione di potere decisionale dalla sfera pubblica e partecipata, con la creazione surrettizia di una vera neo-lingua che rapina il linguaggio del senso proprio, disorientando e confondendo a tutto vantaggio del pensiero unico economicista e guerrafondaio.

  Centinaia di donne e di uomini hanno quindi deciso di essere eretici e sfidare questa ortodossia imperante per rivivere e condividere la passione del ragionamento e della scelta comune, ricreando e agendo spazi di Politica che non possono essere ignorati.

Hanno deciso di ridare forza al linguaggio e al significato delle parole con le quali pensano ed esprimono idee, sogni, desideri, rigettando inaccettabili chimere come “guerra umanitaria” e “sviluppo sostenibile”, oscene sexyrappresentazioni linguistiche della volontà di dominio e della surrettizia ideologia del mercato.

  Centinaia di donne e di uomini sono accomunati dalla ricerca di un'idea di sviluppo che non violenti né la Terra né altre donne e uomini e dalla difesa degli spazi e dei beni comuni: vogliono godere e gustare ma senza consumare, conoscere ma non colonizzare, condividere senza sfruttare, costruire senza devastare.

Queste centinaia formano comitati, gruppi, associazioni, dalle sponde del Tagliamento al litorale carsico, dalla Carnia alla Bassa Friulana, discutendo in profondità dei probemi del territorio con la coscienza che sono anche i problemi globali: l'inquinamento, la viabilità, la qualità della vita, le basi militari, lo sfruttamento delle risorse naturali e dell'energia.

  Non è più possibile mentire o disconoscere il fatto che a causa di fattori antropogenici il clima sta cambiando, il suolo si sta impoverendo, gli equilibri idrogeologici si sfasciano e l'estinzione di specie e biodiversità è abnorme.

Tuttavia, i governanti – che hanno l'incarico di prendere buone decisioni – spingono inesorabilmente le comunità, le regioni, le nazioni verso l'unica direzione dello crescita che consuma ogni cosa attorno a sè, come un virus, od un tumore.

  Ribellarsi è giusto quando il treno cieco della governance corre ad alta velocità verso un muro, quando persino l'aria e l'acqua sono minacciate da un'ideologia autoritaria ed arrogante disegnato nelle moderne tavole della legge dei grandi accordi del WTO che vincolano gli stessi governi che li hanno ideati alla commercializzazione selvaggia e violentemente bellica di ogni cosa. Un'ideologia spinta ben oltre il limite estremo del sopportabile.

  Le grandi manifestazioni contro le logiche di guerra, le lotte e le conquiste dei Lucani contro le scorie nucleari, dei Valsusini contro la TAV, dei Vicentini che bloccano gli USA, centinaia di battaglie dei comitati spontanei contro le antenne, sono una dimostrazione che ribellarsi è giusto ed è possibile.

  Questa piccola regione, Il Friuli Venezia-Giulia, finora verde angolo d'auropa, è preda della personalissima definizione di democrazia del presidente Illy, entusiasta sostenitore dello sviluppo insostenibile, entusiasticamente sostenuto dalla finanza e dall'industria, ma senza attenzione alcuna per le voci dissenzienti. Un piccolo giardino che vorrebbero trasformare in un corrioio di transito per merci, energia e capitali.

Illy sostiene che l'economia e' come l'acqua che scotta e che noi tutti siamo come le rane cinesi, buttate nell'acqua: chi salta fuori vince e fa tana liberatutti. Peccato che sia il mondo intero a bollire e che non possiamo saltare da nessun'altra parte.

  Con molto sense of humor, trieste ospiterà dal 10 al 12 maggio il Forum G8-Unesco su “educazione, ricerca ed innovazione: nuove sinergie per lo sviluppo sostenibile”.

Noi crediamo che la traduzione dalla neo-lingua alla nostra suoni come “privazione dei saperi, privatizzazione della ricerca, monetizzazione del danno ambientale: come far continuare lo spettacolo dell'economia sorda e cieca”. Brillanti esercizi di stile ci spiegheranno, nella neo-lingua, che tutto va bene e che loro sanno dove tutte e tutti stiamo andando, e che la mano invisibile del mercato sistemerà ogni cosa se solo perfezioniamo la privatizzazione dei beni comuni e vitali, dell'energia,  della conoscenza, magari al modico costo di qualche guerra preventiva.

  Ci rivolgiamo quindi a tutte le donne e gli uomini, ai movimenti, ai comitati, che in questa Regione e in questi anni hanno praticato la difesa dei beni comuni, del territorio, contro le devastazioni ambientali e l'inquinamento, contro la svendita del pubblico ai gruppi privati,
contro l'idea stessa che questo modello di sviluppo sia contrabbandabile come “sostenibile”.

Vogliamo costruire insieme per sabato 12 maggio una grande manifestazione a Trieste per affermare che la terra non è in vendita, che vanno cercate altre strade di fronte allo scempio ecologico e alla guerra infinita.

Vogliamo opporci allo sfruttamento senza fine dei beni comuni e delle risorse, degli uomini e delle donne che popolano la nostra Regione e il pianeta.

 

  RETE CONTRO LO SVILUPPO INSOSTENIBILE