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GENNAIO Il Gazzettino 31.01.2007 La Commissione Internazionale Protezione Alpi contro il collegamento tra A27 e Carnia «Meglio investire nella ferrovia Calalzo-Dobbiaco» Cortina Cipra Italia, Commissione internazionale per la protezione delle Alpi, contrasta la decisione del Governo di inserire tra le priorità dei prossimi 5 anni il collegamento della A27Mestre-Belluno con la A23Udine-Carnia-Tarvisio. Lo fa scrivendo una lunga lettera al Ministro per la Infrastrutture Antonio Di Pietro dove, soprattutto, rimarca le inevitabili ripercussioni che i volumi di traffico potrebbero avere sui territori che vanno dall'Alto Piave al Cadore, alla Valle del Boite a Cortina. «Già nel corso del 2005 - si legge - il comitato nazionale Cipra, era intervenuto in maniera critica sul progetto della Variante all'abitato di Cortina ed aveva espresso preoccupazione per il prolungamento della A27 in direzione del valico internazionale di Tarvisio considerandolo per l' onerosità, i tempi e le difficoltà realizzative, la risposta sbagliata alla domanda di mobilità. Anche oggi torniamo a ribadire che eventuali investimenti in infrastrutture di trasporto nel bellunese dovrebbero essere piuttosto destinati all'ammodernamento ed alla prosecuzione della linea ferroviaria Calalzo-Dobbiaco». La Cipra, poi ritiene che il flusso di 25.000 veicoli al giorno- previsioni Anas- sia sovrastimato in rapporto ai volumi reali da trasportare con direzione/provenienza A27-A23 ed ancora, che non sia attendibile l'ipotesi sostenuta dall'assessore veneto ai trasporti Renato Chisso che l'opera sia indispensabile ad un collegamento trasversale Est-Ovest tra la A23 e la A22 del Brennero attraverso la Valle del Boite e la Val Pusteria. «Senza contare, che sul versante tarvisiano abbiamo una linea ferroviaria che nonostante sia stata recentemente potenziata, è fortemente sottoutilizzata. Il prolungamento autostradale porterebbe invece, come accade per tante altre strade, semplicemente a generare nuovo traffico su strada. E giudica la scelta del tracciato,un maldestro e costoso tentativo di elusione delle stesse disposizioni del Protocollo Trasporti che, pur prevedendo di arrecare danni ambientali diretti solo nell'ambito del territorio italiano, comporterebbe gravi conseguenze sul traffico transfrontaliero, rispetto alle quali gli Stati confinanti avrebbero ampie ragioni per esprimere giuste rimostranze nei confronti dell'Italia». La Cipra aggiunge anche che il progetto appare in contraddizione con gli indirizzi della Ue orientati all' intermodalità mediante spostamento delle merci dalla gomma alla rotaia ed alle vie del mare. Infine, conclude, «risulta chiaro che, a prescindere dalle reali quantità di merce che dovrà essere trasportata, le vallate dell'Alto Piave, Cadore e Valle del Boite, diventerebbero dei corridoi di transito». Cipra Italia chiede al Ministro di ripensarci e propone un confronto con le popolazioni locali. Nives Milani
Corriere delle Alpi 30.01.2007 «Ma a noi quell'autostrada dvvero non serve” Fop in Friuli per ribadire il no del comprensorio al progetto viario verso la Carnia CADORE. Venerdì sera, a Villa Santina, in provincia di Udine, si è svolto un convegno dal titolo "Val Tagliamento, tutela ambientale: quali proposte di viabilità per la Carnia?". L'importante riunione (organizzata da "Assieme per il Tagliamento", "PAS-Per Altre Strade", "Carnia in Movimento", WWF e LIPU) aveva come tema principale il controverso progetto che vuole la realizzazione di un'autostrada che, dal Cadore, arrivi fino alla Carnia. «Una serata di altissimo livello, in cui gli intervenuti hanno dato una straordinaria prova di amore per la loro terra, di compattezza, determinazione, senso civico, ma anche di grande competenza tecnica». Questo il giudizio unanime, visti i numerosi messaggi di apprezzamento pervenuti all'organizzazione. Parimenti unanime la critica all'amministrazione regionale del Friuli che, secondo comitati ed associazioni, non starebbe rispettando né le norme ambientali né quelle in materia di trasparenza e partecipazione pubblica. Al convegno è intervenuto anche Pier Mario Fop, sindaco di Calalzo e vicepresidente della Cm Centro Cadore interessata dal progetto. Secondo Fop, «non corrisponderebbe affatto al vero quanto affermato dalla Regione Friuli, e cioè che l'autostrada servirebbe alle industrie del Cadore. Da anni, infatti», ha sottolineato Fop, «queste aziende, trasformate in multinazionali, hanno delocalizzato altrove la produzione, lasciando l'intera area in una situazione di grave depressione. Il Cadore punta ora sul turismo ecosostenibile per la sua ripresa e l'autostrada costituirebbe dunque anche per quelle comunità un enorme danno economico, oltre che ambientale». Il sindaco di Calalzo ha infine invitato il comitato organizzatore a replicare l'evento informativo in Cadore, vista l'impostazione tecnica di alto livello del convegno e l'importanza di tale argomento. «L'autostrada Carnia-Cadore è inutile», ha ribadito il sindaco di Socchieve, Luciano Mazzolini, applaudito dalla platea, «e costituirebbe un danno irreparabile per l'ambiente e per le comunità locali. Va invece avviata subito la sistemazione della viabilità ordinaria sullo stesso asse, promessa fatta da decenni dall'Anas e mai realizzata». Questo è, in sintesi, quanto emerso dal convegno. Significativa in tal senso è apparsa l'assenza di Anas, del sindaco di Villa Santina (che pochi giorni prima dell'evento ha disdetto la partecipazione del Comune all'iniziativa), dell'assessore regionale alla Montagna Enzo Marsilio, dell'assessore regionale a Pianificazione, Mobilità e Infrastrutture di trasporto Ludovico Sonego.
Il Gazzettino 30.01.2007 Belluno. L'autostrada torna all'ordine del giorno BellunoSarà discusso venerdì in consiglio provinciale un ordine del giorno sul prolungamento della A27 fino alla A23. Lo ha presentato il consigliere di minoranza Pierluigi De Cesero, che è fra l'altro anche sindaco di Longarone, uno dei paesi maggiormente interessati dalla mole di traffico che quotidianamente intasa la strada statale 51 di Alemagna. «Sono rimasto l'unico fra i sindaci - spiega De Cesero a voler rilanciare un'iniziativa già condivisa a suo tempo dall'ex ministro Lunardi, oltre che dalle regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, Assindustria, Artigiani e Commercianti». Il problema ora, secondo il consigliere provinciale, appoggiato dai colleghi dell'opposizione, è quello di conoscere la posizione di Palazzo Piloni sull'argomento. Il prolungamento dell'autostrada da Pian di Vedoia a Tolmezzo oggi è alla fase di studio di fattibilità del commissario di governo per le opere strategiche in Friuli, Trentino e Veneto. L'ipotesi prevede la prosecuzione dell'A27 in tre stralci: dalla fine della bretella a Macchietto per il 46 per cento sul sedime naturale e per il 54 per cento in galleria, da Macchietto a Forni sempre in galleria sotto la Mauria e infine da Forni a Tolmezzo fino alla A23. Esiste anche l'ipotesi remota di un collegamento dal Centro Cadore in Austria, resa quasi impossibile per il veto del paese confinante. Olivo Flavio
Il Gazzettino
30.01.2007 Contrario il Cadore «Più che devastare il
territorio occorre migliorare la viabilità» Belluno. «E' sicuramente
necessario migliorare la viabilità ordinaria soprattutto nei punti critici (Longarone-Castellavazzo);
non è assolutamente necessario devastare il territorio». Questa la posizione di Pier Mario Fop, sindaco
di Calalzo di Cadore, al convegno di Villa Santina sullo Studio di Fattibilità
dell'ipotesi di completamento tra le autostrade A23 e A27, studio che «finora
nessun amministratore del Centro Cadore ha avuto la possibilità di vedere
ufficialmente». «Sono rimasto stupito - afferma Fop - perché,
nonostante le rassicurazioni che il territorio del Centro Cadore non sarebbe
toccato dalla grossa arteria di comunicazione, in realtà esso sarebbe
interessato da due svincoli autostradali (uno a Caralte ed uno a Lorenzago)
oltre ad alcuni viadotti di attraversamento delle valli trasversali a quella del
Piave (sulla sinistra), uno ad esempio nella Val Talagona con gli Spalti di Toro
sullo sfondo». «Con la crisi dell'occhialeria, le Comunità
del Centro Cadore hanno necessità di un rilancio di altre forme economiche.
Grazie alla fortuna del nostro ambiente naturale, una risorsa è quella del
turismo, che non si può fare all'ombra dell'autostrada ma valorizzando un
turismo sostenibile ed ecocompatibile. L'autostrada diventerebbe un corridoio di
transito di molti mezzi leggeri e pesanti a vantaggio di altri territori lontani
da qui. Qui rimarrebbero solo traffico, fumi, rumore».Il Comune di Calalzo,
quello di Domegge e quello di Pieve di Cadore, con deliberazioni consiliari del
2001, avevano già espresso forte contrarietà al prolungamento della A27 in
modo chiaro e motivato. Contrarietà ribadita nel 2003 in occasione di un
convegno organizzato a Calalzo con la partecipazione di molti rappresentati di
territori attraversati da autostrade. «Sono assolutamente d'accordo con le
indicazioni della UE relative al problema di ridurre il traffico su gomma
migliorando i servizi pubblici, in particolare il trasporto su rotaia per motivi
di inquinamento, salute e tutela ambientale. L'Autostrada è in contrasto con
tutto questo».
Il Gazzettino 30.01.2007 Prolungamento dell'A27, si riprenda il progetto Belluno. Sul proseguimento dell'autostrada qual è la posizione della Provincia? È questo il senso finale dell'ordine del giorno presentato dal consigliere Pierluigi De Cesero e condiviso dagli altri gruppi di opposizione. In un articolato documento, che sarà discusso in aula venerdì, si sollecita una «definizione delle strategie di sviluppo della mobilità nella parte alta della provincia» individuando la «possibile soluzione idonea» per uno «sbocco a nord» in un'ottica sia turistica che viaria.«Solo fra i sindaci» nella battaglia per l'autostrada, rilancia un'iniziativa a suo tempo «condivisa da Lunardi, quand'era ministro, Regione Veneto, Regione Friuli-Venezia Giulia, Assindustria, Artigiani e Commercianti». Oggi quel prolungamento è uno studio di fattibilità del commissario di governo per le opere strategiche in Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige e Veneto. L'ipotesi prevede la prosecuzione dell'A27 da Pian di Vedoia a Tolmezzo in tre stralci: dalla fine della bretella a Macchietto per il 46 per cento sul sedime naturale e in viadotto fino alla piana di Longarone e per il 54 per cento pressoché in galleria dalla piana in poi, da Macchietto a Forni sempre in galleria sotto il passo della Mauria o, alternativamente con galleria pedemontana, e infine da Forni a Tolmezzo e all'autostrada A23. Lo studio prevede anche l'ipotesi, forse ancora più remota per il veto del paese confinante, di una direttrice che attraverso il Centro Cadore porti in Austria. Nell'ipotesi si tratta dunque di un itinerario nuovo, che non si sovrappone né all'Alemagna né alle varianti realizzate in questi anni, che supera con il tunnel il problema dello spazio nella valle del Piave che oltre Longarone si restringe. Secondo il sindaco di Longarone, l'autostrada sarebbe la soluzione definitiva dei problemi e il superamento delle varianti stesse, che ritiene «soluzioni parziali» come nel caso di quella progettata per Longarone. «Sarei disposto a rinunciarvi, se avessi garanzie per l'autostrada. Per noi la variante dalla Gardona al 4 Valli è solo lo spostamento del tappo e le altre sono state concepite per risolvere problemi più di sicurezza che di traffico. Invece con l'autostrada, per buona parte in galleria, toglieremmo le spaventose code e l'inquinamento. Ormai la statale 51 è inadeguata, alimentata da più di un'intersezione, con code esasperanti e ricadute negative sulla qualità della vita delle comunità locali». De Cesero sollecita la Provincia a prendere posizione, anche perché «è ancora socio della Società per l'autostrada di Alemagna». L'ordine del giorno chiede anche un tavolo di lavoro con la Regione Veneto, il ministero delle Infrastrutture, l'Anas, Veneto Strade, Ferrovie dello Stato, Comunità montane, sindaci, parlamentari e consiglieri regionali bellunesi per «un progetto compatibile alle esigenze di sviluppo della comunità bellunese». La Provincia, secondo De Cesero, «dovrebbe attivarsi col ministero per inserire le risorse nel prossimo Piano triennale dell'Anas». Flavio Olivo
Sepp Kusstatscher - Parlamentare europeo 29.01.2007 Trasporti sostenibili, non grandi progetti inutili Venerdì 26 gennaio Sepp Kusstatscher è intervenuto al convegno „Val Tagliamento e tutela ambientale. Quali proposte di viabilità per la Carnia”, tenutosi a Villa Santina (Tolmezzo) e promosso dai comitati cittadini locali. In una sala gremita e interessata, nonostante il ritiro dell’appoggio di alcune autorità locali, i relatori hanno parlato soprattutto del progetto per la costruzione di un’autostrada di collegamento fra la Carnia e il Cadore. Un intervento che avrebbe conseguenze devastanti sul meraviglioso ambiente alpino della Carnia, e che interferirebbe in maniera disastrosa con il delicato e ricchissimo ecosistema del fiume Tagliamento, spesso definito “il re dei fiumi alpini”. Dal convegno è emerso chiaramente che ad un costoso megaprogetto, che implicherebbe anni di cantieri e interventi aggressivi sull’ambiente, i cittadini preferiscono un migliore utilizzo delle infrastrutture già esistenti, con la sistemazione della viabilità ordinaria: una situazione che ricorda altri contesti e altre lotte contro grandi progetti inutili. “Prima che gli studi di fattibilità e di finanziabilità, si dovrebbero eseguire studi di necessità sociale e responsabilità etica”, ha affermato Sepp Kusstatscher nel corso del suo intervento. “Proprio questa settimana nella Commissione trasporti del Parlamento europeo è si è discusso il riesame intermedio del libro bianco sui trasporti europei, dove si legge che la costruzione di nuove infrastrutture non può risolvere tutti i problemi, a causa dell’impatto ambientale, dei costi elevati e delle procedure di progettazione. Bisogna vincere la sfida dell’uso ottimale delle capacità di trasporto già esistenti, prima di costruirne di nuove. Inoltre, il traffico e i trasporti eccessivi sono fra i maggiori responsabili dell’emissione di gas serra e del cambiamento climatico: il 70% dell’energia fossile viene consumata dal trasporto. L’uso delle risorse energetiche è il problema centrale del nostro tempo: tutti sanno che le risorse del nostro pianeta non sono illimitate, e che se andiamo avanti così fra al massimo cinquant’anni l’energia fossile sarà completamente esaurita. La realtà ci impone un ripensamento del nostro modello di vita e di consumo, un riorientamento della nostra ‘società del superfluo’ verso un’idea di sostenibilità. E la sostenibilità dei trasporti è il principio centrale anche di un altro importantissimo documento, il Protocollo trasporti della Convenzione delle Alpi, ratificato poche settimane fa dai Ministri dei trasporti dell’Unione Europea. Le parti che accettano il protocollo trasporti si impegnano a fare sì che i trasporti non compromettano il ruolo e le risorse del territorio alpino, nonché la conservazione dei suoi paesaggi naturali e culturali”.
Il gazzettino 27.01.2007 Riunione dei comitati "L'autostrada è una follia" "E non ci sono i fondi Ue" Villa Santina(FS) Si parte, ed è subito invito alla partecipazione moderata, anche se poi l'europarlamentare Sepp Kusstatscher, pur con ovvia condivisione, fa notare che democraticamente il protestare è comunque un diritto. Ma non ce n'è bisogno, se non fosse per una mini-scaramuccia finale tra Fabio Troiero e Garibaldi durante l'interrotto intervento del primo. Quattro ore fitte di informazione e discussione in una gremita sala del centro sociale ieri sera a Villa Santina (gremita non solo da una posizione) per parlare di autostrada, Tagliamento, ambiente, di strumenti da adottare, facendo notare al tavolo dei relatori l'assenza della Regione (tra il pubblico i consiglieri Martini, Franzil, Menis, Metz). «Un incontro da apprezzare perchè fatto per tempo», dice Andrea Ferrara, consigliere del ministro per l'ambiente, sottolineando che al momento i tempi parrebbero lunghissimi, visto che ufficialmente al tavolo del ministro nulla è arrivato. Fatto per tempo onde evitare conflitti in stato avanzato, anche se, come dice l'europarlamentare continuamente intervallato dagli applausi, «stupisce che si senta parlare di opere di tal fatta, una follia questo in particolare, quando a bilancio dell'UE c'è un solo miliardo sui 600 che servirebbero per tutti i mega-collegamenti di cui si parla, e soprattutto che si discuta di un'autostrada e quindi di trasporto su gomma con gli attuali allarmi climatici e che si facciano studi di fattibilità e finanziabilità e mai invece di reponsabilità etica e necessità sociale». «Il Tagliamento ci unisce», dice Franca Pradetto in apertura, e anche i paventati 85 chilometri dell'ipotesi autostradale lo fanno, visti la presenza e il contatto con rappresentanti del Cadore, come la Val Tagliamento interessato dal passaggio di quell'arteria da due milioni di euro che si articolerebbe soprattutto su gallerie e rilevati, tra rocce definite dal geologo Lucio Zanier come «fortemente fratturabili, in una zona di massima sismicità e caratterizzata da carsismo», nonchè su aree soggette a forte tutela ambientale, come illustrato da Maurizio Rozza della Lipu. E poi, conclude Luciano Mazzolini, sindaco di Socchieve, «da anni si parla dei punti neri della viabilità in Carnia e nulla ancora si è visto. Noi abbiamo bisogno della viabilità ordinaria e abbiamo proposto in tal senso un ordine del giorno alla Comunità Montana e a Sonego». Francesca Spangaro
L'Amico del Popolo 27.01.2007 In attesa che la Regione porti qui i fondi per la metropolitana Un "treno-navetta" tra Feltre e Longarone Treno della Valbelluna, Il Comune di Belluno, con altri enti, vuole rilanciare il progetto Dare nuovo slancio al progetto della metropolitana di superficie o, se si preferisce, del treno della Valbelluna, anche se la Regione Veneto per ora intende aprire i cantieri della "metro" (quella vera) soltanto in pianura. Era questo lo scopo della riunione convocata dall'amministrazione comunale di Belluno, che si è svolta nel pomeriggio di mercoledì 17 gennaio a Palazzo Rosso. A questa riunione erano stati invitati tutti (ma non tutti sono venuti) i sindaci dei comuni che si snodano lungo la linea ferroviaria che va da Feltre a Belluno e poi a Longarone e in Alpago, oltre alla Prefettura, alla Provincia e al Parco Nazionale delle Dolomiti. «È stato sicuramente un confronto positivo - dichiara
l'assessore all'Edilizia dei Comune di Belluno
Gianni Serragiotto - che servirà da stimolo
per andare avanti con questo progetto, per un maggiore e più proficuo utilizzo
della ferrovia, in sinergia con il trasporto pubblico su gomma. È chiaro che si
intende arrivare a una diminuzione sensibile dell'utilizzo dell'auto privata,
in modo da ridurre anche il traffico
e quindi
l'inquinamento. Accorciare
i tempi di percorrenza,
del resto, significa anche
migliorare la qualità della vita dei
cittadini ». E’
questo, dunque, l'obiettivo dello sviluppo
di una metropolitana di superficie, vale a dire di un treno che percorra
l'intera Valbelluna, con passaggi frequenti e molte fermate. «Siamo tutti
consapevoli dell'importanza di questo progetto - dichiara l'assessore
alla viabilità del Comune di Belluno Paolo Gamba - ed è per questo che abbiamo dato mandato al presidente del Parco
Nazionale delle Dolomiti Guido De Zordo, che già aveva chiesto in passato
un finanziamento alla Regione Veneto, di proseguire su questa
strada, così da arrivare quanto prima alla realizzazione di uno studio
di fattibilità». Allo stesso tempo, il Comune di Belluno preparerà un nuovo documento,
che sarà prima sottoscritto dalle altre amministrazioni, comunali,
dalla Provincia e dalla Prefettura e poi inviato alla Regione Veneto, proprio
per tentare di avere delle risposte in tempi
rapidi.
Il
nuovo 26.01.2007 IL CASO C’è qualcuno che dell’autostrada Cadore-Carnia
preferisce la gente non parli, forse perché è un argomento scomodo e già
avversato da un’ampia parte della popolazione interessata dal progetto: quali
siano le motivazioni, certo è che l’incontro sulla “Val Tagliamento -
Tutela ambientale: quali proposte di viabilità per la Carnia” a cui alcuni
comitati stanno lavorando da diversi mesi ha rischiato di saltare a causa del
forfait di diversi amministratori locali. Il convegno, per la cui
organizzazione i comitati sono impegnati dallo scorso ottobre, doveva
essere realizzato a Villa Santinain collaborazione con l’amministrazione
comunale che si era detta disponibile a fare da ente capofila. Ma ad una
settimana dalla data prevista, venerdì
26 gennaio, il sindaco Arturo De Prato ha dato forfait. A dare notizia del fatto sono stati i membri del comitato
“Assieme per il Tagliamento”: «Negli ultimi giorni – ha spiegato la
presidente Franca Predetto – mi
ha chiamato il sindaco, dicendomi che non vi avrebbe partecipato. L’iniziativa
ha lo scopo di illustrare ai cittadini i progetti in corso che riguardano l’
autostrada di collegamento Cadore-Carnia e le problematiche socio-ambientali che
ne potrebbero derivare, in una logica di trasparenza e partecipazione. Ci
amareggia dunque profondamente il
comportamento delle istituzioni che rifiutano per l’ennesima volta di attivare
le più elementari regole di democrazia». A detta di “Assieme per il Tagliamento”, il
dietro-front del sindaco sarebbe arrivato dopo che gli assessori regionali Enzo
Marsilio e Lodovico Sonego, anche loro inizialmente disponibili a partecipare,
hanno deciso all’ultimo momento di non venire più all’incontro, e dopo che
l’Anas aveva manifestato la propria indisponibilità a intervenire per
illustrare il progetto dell’autostrad. Secondo la Pradetto, qualcuno avrebbe
anche disdetto l’appuntamento presso i sindaci dei comuni cadorini invitati a
partecipare al convegno.
Messaggero Veneto
24.01.2007 Presentato ieri lo studio sulla
legislatura. “L’esecutivo non coinvolge i cittadini e spesso elude con
deroghe le norme Ue” Politiche per l’ambiente, il Wwf
boccia Illy Critiche all’83% degli interventi.
“Friuli Vg indietro rispetto al resto del paese” Trieste. Regione tra le più arretrate d'Italia sull'ambiente, che non coinvolge i cittadini nelle scelte e spesso elude con deroghe le norme europee e nazionali. E molto negativo il report con cui il Wwf valuta gli interventi regionali nel settore. «Dal 2004 si scende da 4 a 0», dice Vinicio Collavino, responsabile regionale del movimento. Una battuta, aggiunge poi, ma si sa che le battute vengono dal cuore. «Fummo critici anche nel precedente documento, ma allora Illy era insediato da poco; un anno dalle nuove elezioni, rileviamo come il quadro sia cambiato in peggio», aggiunge il vicepresidente nazionale Enzo Venini. «Abbiamo studiato approfonditamente dieci campi di intervento e ventitré casi. Per il 83% del campione il giudizio è negativo», conclude Stefano Lenzi, responsabile dell'ufficio legislativo. Lunga la lista delle "faccine piangenti" (con cui si segnalano le carenze): dalla Cartiera di Tolmezzo alla Ferriera di Trieste, dagli elettrodotti ai rigassificatori, dall'Alta Velocità alla gestione dell'acqua, alle casse di espansione del Tagliamento, alla riforma urbanistica, alla caccia e all'uccellagione. "Ridono" solo le centrali elettriche, per la riconversione a gas di Monfalcone, e la collaborazione transfrontaliera sui grandi carnivori. Facce inespressive per la Valutazione ambientale strategica e il volontariato ambientale. «Si è persa l'occasione per fare del Fvg un laboratorio d'eccellenza, in cui sperimentare le scelte dei Paesi più avanzati, dove l'ambiente non è un orpello, ma una risorsa base per il futuro», rileva il Wwf. «Si è preferito derogare spesso dalle norme europee e nazionali, per perseguire scelte contestate e discutibili in campo energetico, urbanistico e industriale». Tra i bersagli, Promotur («interventi turistici basati principalmente su insediamenti immobiliari» ), Pramollo («lottizzazioni in quota») l'Alta velocità («nascosta la bocciatura di un progetto, uno dei pochi cassati, il che la dice lunga sulla qualità»), la Burgo («ignorati problemi posti non dagli ambientalisti, ma dalla magistratura»), l'Autostrada Carnia-Cadore («Perché insistere su un' opera che i cadorini hanno già bocciato?» ). Stigmatizzate anche la soppressione della Direzione regionale Parchi e foreste e dell'Istituto faunistico («ingiustificabile») e la riduzione degli strumenti operativi di Rete Natura 2000 («le risorse sono state tagliate dal 2001 del 90%»). Un accenno anche all'assenza di un Piano energetico, pur promesso da tempo. La pagella del Wwf sulla giunta. Infrastrutture e trasporti: Autostrada Carnia-Cadore Infrazione norme comunitarie, nazionali, regionali; mancata applicazione delle conoscenze/prassi tecnico-scientifiche disponibili; mancanza di trasparenza, consultazione pubblica inesistente o pilotata; manipolazione dell’informazione.
Il Gazzettino 23.01.2007 Convegno sull'autostrada, il sindaco si ritira Villa Santina. Doccia fredda sui comitati e sulle associazioni impegnati nella difesa ambientale del territorio della Carnia e del Tagliamento. Il sindaco Arturo De Prato, si è infatti ritirato all'ultimo momento dall'organizzazione dell'importante convegno del 26 gennaio, a meno di una settimana dalla data prevista per l'evento. Lo fanno sapere i membri di "Assieme per il Tagliamento", co-organizzatori del convegno "Val Tagliamento: tutela ambientale, quali proposte per la Carnia", in programma venerdì prossimo alle 18 nella sala Luigi Fior. «Era da ottobre che organizzamo l'incontro - fa sapere la presidente Franca Pradetto - e il sindaco, ci aveva dato piena disponibilità e assicurato la sua presenza. Quattro giorni fa, mi ha telefonato dicendomi che non avrebbe partecipato». A detta di Assieme per il Tagliamento, il dietrofront del sindaco sarebbe arrivato dopo che gli assessori regionali Marsilio e Sonego hanno deciso all'ultimo momento di non partecipare più all'incontro e dopo che l'Anas avrebbe manifestato la propria indisponibilità a intervenire per illustrare il progetto dell'autostrada Carnia-Cadore.«L'iniziativa spiega ancora Predetto ha lo scopo di illustrare ai cittadini i progetti in corso che riguardano l'autostrada di collegamento Cadore-Carnia e le problematiche socioambientali che ne potrebbero derivare, in una logica di trasparenza e partecipazione. Ci amareggia dunque profondamente il comportamento delle istituzioni che rifiutano per l'ennesima volta di attivare le più elementari regole di democrazia». I comitati e le associazioni e tutti i relatori coinvolti tuttavia hanno deciso di non rinunciare e di andare avanti con l'iniziativa annunciata: «Abbiamo le spalle forti e andiamo avanti dice Maurizio Rozza della Lipu/Birdlife International - fatti del genere non fanno altro che aumentare la determinazione delle persone nel lottare contro ogni sopruso in danno della trasparenza e dei territori a cui sono legate».All'incontro di venerdì parteciperanno l'eurodeputato Sepp Kusstatscher, membro della Commissione trasporti del Parlamento europeo, Andrea Ferrara, consigliere per il nord est del ministro dell'Ambiente italiano e Gianni Lidiano Cavallini, direttore regionale di Agenda 21. P.C.
Club Alpino Italiano Cervignano del Friuli 22.01.2007 (postato da maxcuntin) Ancora autostrade sulle montagne friulane? Ci sono forti interessi economici che spingono
per il prolungamento dell’autostrada A27, da Longarone all’ingresso in
Cadore e fino ad Amaro. Ci dobbiamo quindi rassegnare ad una Carnia sfregiate da
cave e solcata da elettrodotti ed autostrade?
Messaggero Veneto
21.01.2007 Nato un comitato di contrari che si
riunisce mercoledì a Forni di Sopra Confronto sull’autostrada Martini: la Carnia-Cadore sia
opera condivisa Numerose le emergenze della viabilità Tolmezzo. Viabilità,
servono interventi risolutivi per la
Carnia. Lo stato della Ss 355 verso Sappada,
della Ss 52 bis verso l'Austria e della 5s 52 verso il Cadore meritano non solo promesse o progetti, ma
anche un qualche finanziamento per interventi
esaustivi anche se realizzati per lotti. A
proposito di progetti, cresce il malumore per come è stata progettata la
futura superstrada (o autostrada) Amaro-Cadore.
Se ne è fatto interprete, dopo un
incontro con l'onorevole Mainardi, ex
coordinatore delle grandi opere dell'Anas
per il Nord, il consigliere regionale Antonio
Martini che ha chiesto un
coinvolgimento più stretto con le amministrazioni locali. Si
sa che è in programma per i mesi
prossimi un importante convegno su viabilità e territorio
a Villa Santina. Martini ha chiesto
all'assessore regionale alla
pianificazione territoriale, mobilità
e infrastrutture di trasposto di
farsi carico delle preoccupazioni
delle amministrazioni comunali di Cavazzo, Tolmezzo
e Villa Santina e che l'ipotesi che si
andrà a scegliere in via definitiva,
tengano presente di tutte le difficoltà e peculiarità
ambientali e di esigenza della tutela,
sia delle esigenze dei residenti sul
territorio interessato. In altri
termini che non si tratti solo di una nuova servitù, ma
di una struttura che si inserisca
tutta la Val Tagliamento in un
percorso economico più vitale. Gli
amministratori locali confidano che
l'assessore Sonego voglia recepire le
indicazioni di buon senso già
evidenziate e che emergeranno dal
confronto con la popolazione
stessa. Quindi sia il tracciato che i
raccordi necessari ben vengano, ma
senza lo stravolgimento di siti particolari.
Intanto, il comitato Pas, "Per altre
strade", di Forni di Sotto organizza
per mercoledì alle 18 nella sala
Parco dolomiti friulane" di Forni
di Sopra, una riunione pubblica sul tema dell'autostrada
Cadore-Carnia che dovrebbe transitare
lungo la Val Tagliamento con il traforo del Passo Mauria. Il Comitato Pas nella assemblea presenterà delle
alternative a quest'opera, verso la quale si oppone. «Desideriamo che
tutta la popolazione prenda coscienza del fatto che località più rinomate della nostra
e a noi abbastanza vicine, quali
Cortina d'Ampezzo, il Sud Tirolo e
l'Austria, hanno resistito, con
successo, alla realizzazione dell'autostrada. L'Austria basa
la sua politica economico-turistica su un ambiente ordinato e libero da
arterie molto trafficate. Da loro i Tir per
il trasporto merci sono rigorosamente limitati, da noi, invece, saranno incentivati. La discussione sarà franca
e aperta: vorremmo che tutti fossero interessati a esprimere
la loro opinione in merito, qualunque
essa sia».
Il Gazzettino 14.01.2007 Ottantacinque chilometri di collegamento tra la A23... Ottantacinque chilometri di collegamento tra la A23 (Udine-Carnia-Tarvisio) e la A27 (Mestre-Belluno) da Pian di Vedoia in Cadore a Tolmezzo. Per l'Assindustria un'opera fondamentale, inutile invece per Wwf e Cai. Il costo sarebbe di 2.2 miliardi di euro. Il progetto dell'Anas e inserito a novembre nel piano delle priorità infrastrutturali del ministro Antonio Di Pietro. Il secondo lotto prevede un percorso in galleria per arrivare in Carnia, il terzo per intercettare la A23 verso Tarvisio.
Il Gazzettino 14.01.2007 Nuova autostrada, il tracciato divide Cavazzo subirebbe una penalizzazione pesante anche con la presenza di un casello. Cavazzo Carnico. Dovrebbe passare nel bel mezzo della pineta e nella zona dove oggi è attiva la grande stalla sociale, realtà gestita con successo da una cooperativa che lì opera con allevamenti e un gran numero di vacche al pascolo. Così il sindaco di Cavazzo, Dario Iuri, non ci sta e tuona contro il progetto di fattibilità per la realizzazione della nuova autostrada. Il nostro paese - dice - in questi decenni ha già dato tanto in termini di infrastrutture di utilità generale, basta pensare al viadotto che taglia il lago dei Tre Comuni. Per portare avanti un progetto di sviluppo sostenibile, a misura d'ambiente, abbiamo anche rinunciato, a suo tempo, a 300mila euro messi a disposizione della Regione per realizzare una zona industriale. Che senso aveva creare ex-novo un polo produttivo di quel tipo con la vicinanza dell'area già ottimamente sviluppata di Amaro? Abbiamo scelto le coltivazioni, l'allevamento, i frutteti, peraltro con buoni risultati: basta passare per Cavazzo per rendersi conto di quando i fondi siano condotti con cura e attenzione, a partire da quelli adiacenti la stalla sociale. Oggi, invece, ci troviamo imposto un progetto che snatura tutto, con il passaggio di un'arteria che taglia in due il comune per un paio di chilometri e che prevede pure uno svincolo con casello. Si è cominciato a parlare dell'importante infrastruttura nel 2005. I contenuti del progetto, a suo tempo, erano stati illustrati in modo abbastanza approssimativa dall'assessore regionale ai trasporti Lodovico Sonego - dice il primo cittadino -. Poi non ci sono stati altri incontri ufficiali con la Regione. I sindaci dei comuni coinvolti, invece, si sono ritrovati spesso per parlarne. L'ultima riunione si è tenuta nella serata di venerdì, anche con il presidente della Comunità montana della Carnia, Lino Not. Non vogliamo discutere di autostrada - dice Iuri - ma prima di tutto di viabilità in generale. Da anni si ripetono le promesse per un miglioramento della strada statale 52 ma di cantieri finalizzati al suo allargamento e messa in sicurezza neanche l'ombra. Cavazzo non è l'unico paese coinvolto dal possibile passaggio della nuova autostrada: lo sono anche Amaro, Verzegnis, Villa Santina, Enemonzo, Preone, Socchieve, Ampezzo, Forni di Sotto e Forni di Sopra; Tolmezzo è solo lambito. Per Cavazzo il tracciato entra a metà della Val Tagliamento, passa la pineta e attraversa tutta la campagna dove sorge la stalla sociale. Il tracciato, passato il territorio della provincia di Udine, si collega poi alla rete viaria della zona pordenonese di Longarone. P.T.
Il Gazzettino 12.01.2007 Ambiente, si allarga il fronte del no Ampezzo (FS) Comitato Per Altre Strade, Comitato per la difesa del territorio, Comitato per la tutela delle acque, Movimento Mont. Il fronte del No allargatosi di un nuovo braccio in Val Tagliamento si è riunito ieri sera ad Ampezzo parlando di autostrada, elettrodotto, acque, ambiente. Ma non ci sta a questa definizione, che sente comunque serpeggiare anche tra alcune genti di Carnia. L'intento è quello di «proporre un nostro progetto sul territorio in cui viviamo», di far nascere la discussione, «quella che non sollevano gli amministratori comunali», tuona Gianni Nassivera, già sindaco di Forni Di Sotto. «Se non si fossero mossi i comitati, oggi la gente non saprebbe del progetto autostradale Carnia-Cadore, inserito nel protocollo Illy-Prodi e nella finanziaria; un progetto che quando sarà pronto tra 30 anni, sarà visto come un monumento della stupidità, anacronistico, considerato quanto l'Europa spinge a favore della ferrovia». Per Franceschino Barazzutti del Comitato per la tutela delle acque, inoltre, «l'autostrada sarà utile solo a scaricare il tratto Venezia-Trieste dal traffico pesante, deviandolo, per rendere più agevole quello turistico, e non invece allo sviluppo della montagna». Rimanendo ai temi caldi della serata, l'ex sindaco di Cavazzo spazia poi anche ad altri aspetti, come la Galli, l'acqua di Liaris «per la quale ci voleva un azionariato locale», e lo Zoncolan «dove per arrivare fin sulla vetta e fare del turismo si è finito per rovinare proprio ciò che ne è alla base, la beltà dell'ambiente». In mezzo agli interventi c'è anche spazio per una polemica. Tra il pubblico, presente in qualità di amministratore del comune di Raveo sul tema cava c'è anche Luigi Bonanni, segretario della delegazione degli Industriali di Tolmezzo. «Personalmente sono favorevole all'autostrada - dice sottolineando comunque la sua veste nella serata - ma non mi sembra questa la sede per esporre le ragioni. Se è vero che i comuni non fanno informazione è anche vero che i comitati un po' strumentalizzano e per me c'è bisogno di chiarezza e di un approccio diverso». La miccia si accende prima con reciproche accuse tra lui e Renato Garibaldi e con il pubblico che invita a lasciar parlare Bonanni, il quale poi se ne va quando Barazzutti dice che gli industriali, se vogliono dire la loro, devono mandare il "paron" e non il "famei".
Il Gazzettino 11.01.2007 Gruppi spontanei in crescita dal 2005, ora vogliono
contare. Incontro ad Ampezzo
Blog di Aldo Rossi 11.01.2007 I Comitati si uniscono (a ere dome che ora) E con quello
contro la fusione dei piccoli comuni siamo a nove. Nove tra comitati,
associazioni, movimenti spuntati nel giro di pochi anni a seguito
dell'accavallarsi di nuovi progetti, infrastrutture, novità legislative che
stanno interessando la Carnia. Gruppi di persone, non politicamente collocate,
molti giovani, che sicuramente hanno avuto il merito di stimolare e promuovere
il dibattito su temi importanti e decisivi per lo sviluppo montano, di riuscire
a portare, cosa non da poco ed evento raro, oltre mille persone in piazza a
sfilare, nel dicembre 2005, per dire "no" agli elettrodotti. Ciò che
ora si dicono in molti (ed alcuni anche all'interno dei comitati stessi) è che
forse il troppo stroppia e un'aggregazione non sarebbe una brutta idea.
Corriere delle Alpi 03.01.2007 Il vertice di Campolongo Reolon a colloquio con il presidente Prodi sui temi più importanti della provincia …Viabilità. «Ho chiesto a Prodi cosa intende fare il governo sul collegamento tra la A27 e la A23». Reolon resta scettico su questo progetto: «Faremo verifiche a livello ministeriale, è da vedere quali ricadute ci sarebbero per la provincia di Belluno, se c'è davvero interesse a realizzarlo e chi mette i soldi. Io sono per capire come si inserisce nella viabilità provinciale: se porta investimenti e contribuisce a collegare meglio le realtà della provincia bene, ma che non sia una servitù di passaggio». Da parte sua Prodi ha rilevato la presenza di code: «Fin qui si arriva, il problema sta nei collegamenti interni. Io ho chiesto una soluzione forte per la ss 51 di Alemagna»…Irene Aliprandi
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