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Tesi di laurea - Cecilia Alzetta

 

Il punto della situazione 3  - 09.03.2007 -

In questi giorni, ad osservare e leggere con distaccato interesse il comportamento e le affermazioni dei politici regionali, potessimo non piangere avremmo di che divertirci ; mentre infatti Lodovico Sonego, assessore regionale DS alla viabilità, sforzandosi di abbassare i toni tenuti durante le ormai innumerevoli discussioni sul collegamento autostradale Ponte nelle Alpi – Tolmezzo spiegava ai giornali “di non capire perché si facesse tanto rumore per un’opera che verrà realizzata chissà fra quanti anni”, toccava proprio al governatore Illy sconfessarlo - addirittura lo stesso giorno, prima che il gallo avesse cantato 3 volte -  in occasione dei lavori della giunta regionale a Cavazzo Carnico : dispensando ampi sorrisi infatti, non solo spiegava chiaramente agli amministratori locali che l’opera invece si farà, ma specificava che, per la parte friulana, l’opera consisterà in una superstada, aggiungendo, politically correct, che ci sarà concertazione con gli enti locali.

Toccherà poi a Illy essere smentito il giorno successivo (04/03/07) a mezzo di un articolo uscito addirittura su CorSera/Veneto/Belluno : “quando si parte c’è sempre qualcuno contro” ; “non cerchiamo il consenso a priori, lo cerchiamo in corso d’opera” e “ non possiamo aspettare di avere tutti a favore per partire” sarebbero gli slogan che l’assessore regionale veneto alla Mobilità Renato Chisso intenderebbe infatti usare durante l’avanzata delle ruspe, ad uso di fanfara militare, facendo ben comprendere quali angusti spazi saranno nella realtà democraticamente destinati alla concertazione.

Si rincorrono nelle dichiarazioni, dunque, i nostri rappresentanti, puntualizzando giorno dopo giorno quanto innanzi sostenuto dai loro colleghi e consentendo ai lettori attenti solamente un paio di chiavi interpretative : o quanto affermato dal politico precedente è stato detto da chi, contando poco, non è stato ben informato sui fatti ma non ha resistito alla possibilità di apparire sui giornali, oppure è stato detto sottacendo surrettiziamente parti importanti del progetto globale, lasciandoci in questo caso intravedere un ben più misero ritratto dei nostri politici di riferimento.

Evidentemente, come sosteneva Ennio Flaiano, “la classe politica è conscia del fatto che in Italia l’indignazione duri meno dell’orgasmo” e ne approfitta grandemente.

Ed è a motivo di un’adeguata memoria che d’ora in poi sarà nostra cura riportare quanti ci sostengono e quanti sono contrari, citando nomi e cognomi che aggiorneremo ogniqualvolta qualcuno prende posizione ; eviteremo in questo modo ai nostri politici anche la tentazione di adeguarsi al fenomeno del trasformismo, così frequente nell’imminenza delle elezioni ed oramai d’uso comune anche nella nostra pur piccola Carnia.

Al momento quindi, nonostante la Carnia possa contare su propri rappresentanti anche in seno al consiglio regionale, hanno ufficialmente e personalmente preso posizione contro l’Autostrada solamente il carnico FABIO D’ANDREA -consigliere provinciale- (intervista del 07.03.07 rilasciata a VTC Treppo Carnico), il triestino ALESSANDRO METZ -consigliere regionale- (01.03.07 dichiarazione stampa) ed il sindaco di Cavazzo Carnico DARIO IURI (febbraio dichiarazione stampa).

A favore dell’opera i consiglieri regionali RENZO PETRIS di Ampezzo (febbraio dibattito Telefriuli), LODOVICO SONEGO (dichiarazioni stampa), MARSILIO di Sutrio (dichiarazioni stampa) e  MORETTON .

L’insieme delle informazioni che in questi giorni si sono susseguite in un tam-tam mediatico di notevole entità (confrontare gli articoli inseriti nel sito), ci permette poi di ampliare ragionamenti già fatti, consentendo analisi ulteriori :

Per i primi  22 chilometri e 700 metri,  tratto Pian di Vedoia - Caralte dove è previsto lo svincolo per Cortina, che si svilupperanno per il 50 % in galleria, sembra servano all’incirca 900 milioni di euro (siamo nuovamente ben al di sopra della media europea con 39.250 euro al metro) ; “ma questo tratto di autostrada non ha bisogno di denaro pubblico, è in grado di sostenersi con un’operazione di project financing” (Corsera 04/03/07) fanno sapere gli assessori veneti.

Mancano quindi i 22 chilometri e 800 metri del tratto Caralte - Forni di Sopra, che comprendono il traforo del monte Cridola, ed i successivi 39 chilometri del tratto Forni di Sopra - Tolmezzo.

Per quanto concerne il traforo del Cridola e la prosecuzione dell’opera, abbiamo già spiegato nel nostro “secondo punto della situazione” quali siano le ragguardevoli perplessità dal punto di vista geologico. Non tratteremo quindi oltre l’argomento.

Sembra invece, leggendo i giornali recanti le diverse affermazioni – e questo diventa un punto interessante - , che la mancanza dei fondi necessari per la parte friulana, sulla quale l’opera insiste  per il  75 %, potrebbe essere risolta con la geniale intuizione del nostro governatore : egli infatti, dopo aver scritto un trattato di etologia, condiviso dalla nostra classe politica quale nuovo decalogo economico, abbia ora pensato d’essere dotato d’una poliedricità eguale a quella di Leonardo e di potersi conseguentemente convertire in ingegnere civile ; il risultato della metamorfosi è che, a suo parere, l’autostrada in questione possa facilmente essere sostituita da una superstrada, peraltro già presente nel progetto stante l’obbligo degli svincoli e prevista quindi dall’ANAS.

Quale lo scopo di quest’ultima uscita ?, quale la sua utilità ?.

Abbattere innanzitutto i costi dell’opera, con l’eliminazione delle dispendiose gallerie che il tracciato della Ss 52 rivisitata non prevede, ed operare finemente nell’opinione pubblica, inserendovi il dubbio, la sensazione che il progettato passaggio di 32.300 automezzi al giorno (Chisso Renato Gazzettino) sia stato definitivamente accantonato per lasciar posto ad un’opera che in effetti verrebbe realizzata solamente per gli indigeni della Val Tagliamento…. ed i  pochi altri che avessero l’intenzione di valicare il Mauria attraverso il traforo del Cridola., punto fermo di qualsiasi progetto.

Grazie a Dio, almeno per il momento i molti non sfuggono alla tentazione di esternare le loro personali opinioni : a questo proposito infatti, il presidente di AssIndustria Belluno afferma innanzitutto che “da un punto di vista tecnico la differenza fra autostrada e superstrada non è poi molta”. Continua dicendo che “la differenza sostanziale è che l’autostrada la paghi mentre la superstrada no ; l’autostrada garantisce degli introiti appetibili per gli investitori privati, per la superstrada i finanziamenti sarebbero esclusivamente pubblici”.

Traduciamo, nel caso vi fossero ancora dei dubbi : il numero dei passaggi non cambierebbe ; le dinamiche pensate per il trasporto di merci con autotreni attraverso la valle del Tagliamento rimarrebbero invariate, con un traffico ancora massivo e pesante ; l’ulteriore aggravante apportata sarebbe la certezza di avere un tremendo impatto ambientale visivo, ma questo supponiamo che al presidente di Assindustria  interessi relativamente poco, come assolutamente disinteressato pare sia il nostro governatore. Lui infatti, già ora preferisce frequentare la zona del Tarvisiano oppure andare a sciare sullo Zoncolan : la partita quindi si risolve con dei conteggi freddamente economici e di convenienze politiche ; e se il progetto autostradale dovesse costare troppo, il problema potrebbe essere risolto indirizzando, possibilmente, i sindaci dei paesi a sottoscrivere un protocollo d’intesa per il passaggio di una supertrada. In fondo, dal vicino Veneto sostengono che tecnicamente l’obiettivo possa essere raggiunto anche con questa seconda opzione.

Vi sarebbe inoltre, un’altra ragione fondamentale per la quale il nostro già commerciante di caffè spingerebbe per una superstrada :

Dovete sapere che l’Italia ha siglato assieme agli altri stati membri  un “Protocollo dei Trasporti”, contenuto nella “Convenzione delle Alpi”, nel quale i firmatari, di comune accordo, non ammettono la costruzione di nuove autostrade all’interno della catena alpina.

Ecco l’inghippo cui questo novello dottor sottile artatamente tenta di sottrarsi, ecco l’ulteriore motivo di questa improvvisa digressione, di questo scarto dal programma prefissato, che da Amaro conduce a Ponte nelle Alpi su quattro corsie.

L’autostrada non avrebbero potuto farla !!. Hanno allora cominciato a fare pressioni sui comuni, sui sindaci, affinché venisse accettata di comune e supino accordo una superstrada, con identiche finalità, impatto ambientale grandemente peggiorativo ma con un nome tanto diverso da diventare accettabile per la comunità Europea.

Come si sia poi materializzata l’idea, nelle lungimiranti menti di quanti, in regione, sono demandati a decisioni fondamentali riguardanti l’avvenire delle future generazioni della Val Tagliamento, che l’unica via di sviluppo possibile, l’unico mezzo di sostentamento futuro, l’unica strada percorribile per l’economia della valle debba forzatamente far cardine sul traforo del monte Cridola, rimane per i più un mistero.

Se solo qualcuno avesse il buon senso ed il coraggio di ammettere che gli investimenti hanno connotazioni politiche ; che gli ultimi cospicui sforzi della regione non sono casualmente caduti a Tarvisio e sullo Zoncolan e che per la nostra Val Tagliamento non vi sono progetti economici se non quelli necessari a salvare la faccia ai politici locali, ci risparmieremmo tutte queste grandi fatiche e potremmo forse prepararci a subire supini qualsiasi fantasiosa invenzione dei nostri eletti.

Anche perché l’economia turistica della vallata, l’auspicato turismo slow e sostenibile, altro non avrebbe che da rimetterci – e parecchio – dal passaggio degli automezzi previsti ( chi porterebbe a villeggiare la propria famiglia in una amena località da 30.000 passaggi giornalieri ? ) e dalla concorrenza dei vicini paesi a vocazione turistica del Cadore, distanti a quel punto 30 minuti di automobile, al sicuro dagli effetti nocivi del particolato sulla salute e molto più attrezzati di noi per il turismo invernale.

A chi ancora ha qualche dubbio a tal proposito chiediamo il motivo per il quale Cortina ha rifiutato di far passare sul proprio territorio un’autostrada e chiediamo di verificare quali siano i paesi a vocazione turistica che in Europa sono attraversati da una strada a grande percorrenza : St.Anton ?, Garmisch ?, Badkleinkirchem ? ….Cortina ? . Tutti la vogliono, compresa Cortina, ma non nel proprio cortile.

Soccomberebbe ulteriormente anche l’agricoltura, che nella Valle trova la sua massima espressione nel paese di Enemonzo, sulle cui piane, che dal pese si estendono verso il Tagliamento, ricadrebbero gas tossici e nocivi similmente a quanto avviene al momento nelle nostre città.

Diventa a questo punto lecita la domanda “Ma questa super/autostrada, a chi conviene ? Lasciamo risponda Seneca, che già tempo addietro risolse il problema con grande semplicità : Cui prodest scelus, is fecit ! Ha commesso il delitto colui al quale esso arreca vantaggio.

Ricordiamo a tal proposito che fino ad oggi i valligiani del Tagliamento altro non chiedevano che gli fossero rivisti i punti critici dell’attuale Ss 52.

Indro Montanelli spesso scriveva del “culto della furbizia, del quale gli italiani sono ammorbati al punto da riuscire ad ammirare finanche coloro che se ne servono per fregarli”.

Avremo presto modo di constatare se il fiuto del nostro vecchio giornalista veramente fosse così sviluppato, essendosi i sindaci della vallata dati comune appuntamento per discutere dell’opera. Ci auguriamo non siano stati tutti incantati dalle chiacchiere del governatore, dietro alle quali si nascondono interessi politici ed economici a triplo fondo dove la Val Tagliamento, con i suoi 3000 o forse 4000 abitanti, conta assolutamente ZERO.

Un ultimo pensiero a quanto affermato dall’avvocato Paniz, esponente di Forza Italia, conosciuto ultimamente per aver difeso l’ingegner Zornitta. Dice Paniz (Gazz. 07.03.07), che “chi ha incarichi istituzionali dovrebbe essere felice ed incentivare la prosecuzione dell’autostrada, senza alimentare il solito partito del no ; e che l’Autostrada eviterà le code di fine settimana senza penalizzare l’ambiente, protetto dai tratti in galleria ; e che l’opera deve realizzarsi rapidamente, comunque in anticipo rispetto ai mondiali di sci di Cortina 2013”.

Avvocato, ci consenta. Lei, laureato in legge, sa bene che la democrazia è relativistica, non assolutistica. Essa, come istituzione d’insieme e come potere che da essa promana, non ha fedi o valori assoluti da difendere, fatta eccezione di quelli sui quali essa stessa si basa : nei confronti dei principi democratici, la pratica democratica non può essere relativistica. La democrazia deve cioè credere in se stessa e non lasciar correre sulle questioni di principio, quelle che riguardano il rispetto dell’uguale dignità di tutti gli esser i umani e dei principi che ne conseguono ed il rispetto dell’uguale partecipazione alla vita politica e delle procedure relative. Ma al di là di questo nucleo, i fini ed i valori sono da considerare relativi a coloro che li propugnano e, nella loro varietà, tutti ugualmente legittimi. Democrazia e verità assoluta, democrazia e dogma, sono incompatibili. La verità assoluta ed il dogma valgono non nelle società democratiche, ma in quelle autocratiche.

Lasci quindi liberi i cittadini della Val Tagliamento di schierarsi apertamente con un eventuale fronte del No ; chi può dire che non abbiano ragione ?.

A ben analizzare le sue affermazioni, relative ai mondiali di Cortina, che per inciso preme fin dalle pagine del Sole 24 Ore per l’autostrada (08.03.07), al rispetto dovuto all’intenzione degli investimenti della Regione Veneto, allo scandalo per il NO – per lei continuato e fastidioso - ed al supposto rispetto ambientale non ci risultano motivi sufficienti per darle ragione : di Cortina e dei suoi mondiali, ci scusi, ma a noi poco ne viene ; le code di fine settimana che lei ha occasione di vedere, propone di spostarle di una trentina di chilometri, nel nostro territorio ; degli investimenti della Regione Veneto siamo invece felici, perché dimostrazione di grosse disponibilità che potranno essere stornate per risolvere altre partite, queste sì esclusivamente venete, quali ad esempio i trecento esuberi della raffineria di Marghera ; per quanto concerne la sua posizione sull’impatto ambientale invece, si lasci consigliare, vada a proporre a Cortina di traforare le tre cime di Lavaredo, rocce dolomiche come il Cridola, e valuti con attenzione quanto velocemente le si opporrà un convinto e determinato fronte del No.

Oppure venga in villeggiatura in Carnia e passeggi negli alpeggi con vista dolomiti ; venga a mangiare il formaggio della latteria di Enemonzo ; vada a pescare nel Tagliamento a Forni di Sotto ; cammini fino al Campanile di Val Montanaia ; venga a farsi una nuotata a Caprizi e si fermi poi a meditare alla pieve di Nonta. Tutti posti dove passerebbe o dai quali si vedrebbe l’obbrobrio in questione.

Dopo che avrà fatto queste cose, siamo certi di poterla accogliere quale ennesimo sostenitore del nostro comitato perché lei, che è persona intelligente, dopo aver visto tutto questo riconoscerà sinceramente che non esiste motivo economico per creare in Carnia una struttura viaria di quel genere e di quelle dimensioni.

Ed altrettanto ci auguriamo facciano i nostri politici.