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Tesi di laurea - Cecilia Alzetta

 

INTERVENTO PAS ALL'ASSEMBLEA DEL 11.01.07 AD AMPEZZO

 

Il comitato PAS non desidera, come dicono alcuni, fare dell’allarmismo, ma solo fare sì che si discuta sulle decisioni che politici e imprenditori stanno prendendo, di cui le amministrazioni non sanno nulla ma che certamente avranno pesanti ricadute sulle popolazioni locali. Vogliamo qui offrire alcuni spunti di riflessione e discussione:

1)   nei lontani anni settanta esisteva un progetto: il collegamento autostradale Venezia-Monaco. Esso fu accantonato per la determinata e irriducibile opposizione da parte del comune di Cortina d’Ampezzo, del sud Tirolo, del Cadore e dell’Austria, alla costruzione dell’arteria di grande flusso. Anche un successivo progetto di collegamento attraverso il traforo del passo di Monte Croce Carnico fu scartato per l’opposizione dell’Austria, la quale desidera scoraggiare in tutti i modi il transito di TIR sul proprio territorio.

2)   torniamo a noi: il progetto di deviare ad est il collegamento per l’Austria, attraversando la Carnia, nasce da una proposta del governatore Illy e di quello veneto Galan, in accordo con l’allora ministro Lunardi. Per inciso, Lunardi è comproprietario del più grande studio europeo di progettazione di tunnel;

3)   nel 2005, cambiato governo, nulla è cambiato:il protocollo d’intesa tra Illy e Prodi prevede, al punto 4, il collegamento autostradale Carnia- Cadore.

4)   anno 2006: Di Pietro redige l’elenco delle opere prioritarie: dopo il passante di Mestre appare il collegamento Carnia - Cadore. Le infrastrutture comprese nell’elenco verranno  presentate al CIPE e poi  finanziate.

 

Industriali e imprese si spellano le mani ad applaudire: l’Assindustria Veneta gioisce per la possibilità di poter facilmente raggiungere gli appetibili mercati dell’est; i costruttori edili, esprimendosi per bocca di Vidoni, pregustano l’accesso ad ingenti finanziamenti pubblici; i nostri industriali Carnici, interpretati del loro rappresentante Plazzotta, cantano le magnifiche sorti stratego-economiche e social progressiste che tale opera porterà a noi popolazioni sottosviluppate.

I politici regionali, quando usano un linguaggio comprensibile, parlano, a proposito dell’autostrada, di intercettare una parte importante di traffico, soprattutto pesante, proveniente, e diretto all’est, alleggerendo così, il futuro corridoio 5. 

Sono quasi tutti sinceri e non nascondono i dati salienti della questione:

    

b)    esso devierà, all’interno della nostra valle alpina, una grande quantità di traffico pesante. Risultato: avremo un inquinamento pari quello prodotto da una grande città come Milano, solo imbottigliato in una valle di montagna.

 

Il degrado dell’ambiente, l’isolamento dei paesi rispetto al flusso, il costo esorbitante dell’opera, che succhierà le nostre risorse a discapito di settori molto più strategici per noi gente di montagna, sono argomenti che non strappano nemmeno il più piccolo commento al coro estasiato di politici ed imprenditori, tutti in beata estasi da grande opera.

Ma…scusate un momento, scendiamo dall’Olimpo e torniamo con i piedi per terra: non si leggeva forse nel primo DPEF del governo Prodi, che l’individuazione delle opere prioritarie dovrà avvenire previo il coinvolgimento delle realtà territoriali e sulla base di una valutazione ambientale strategica (di competenza del ministero dell’ambiente) che  abbia come obbiettivi il riequilibrio modale verso sistemi di minore impatto ambientale quale la ferrovia, e la valutazione comparativa di scenari alternativi?

E ancora: per prima cosa, non sarebbe più utile procedere finalmente alla sistemazione della nostra vecchia statale 52 che è e sarà sempre :

a)    Gratuita!;

b)    Capillare! Per tutti i piccoli paesi della valle;

c)    Panoramica! Per quanti verranno ad ammirare le nostre bellezze ambientali e paesaggistiche.

Dice Strassoldo che deve essere la viabilità a mettersi al servizio delle comunità locali e non viceversa; naturalmente concordiamo. E concordiamo anche con il Sindaco di Forni di Sotto il quale non  ritiene che a livello locale il traffico veloce e pesante che comporterebbe un’arteria di grande flusso, possa recare grandi benefici al suo paese che, aggiungiamo noi, ne verrebbe invece sfigurato. Certo, continua il nostro sindaco, la ferrovia sarebbe fantastica, ma nell’Italia della Fiat è fantascientifica!

Scusi signor sindaco, ma i nostri sogni e le nostre fantasie costerebbero molto meno di quelle di Plazzotta e company, e, fattore importantissimo, la realizzazione di esse non inquinerebbe l’aria diminuendo le speranze di vita dei valligiani; problema che in pianura non sanno come come risolvere e che qui, per adesso, non esiste.

Il mondo sta cambiando, i nostri stili di vita dovranno cambiare se vogliamo che i nostri figli sopravvivano. Non desideriamo che per costruire una, obsoleta e anacronistica infrastruttura, si scarichi l’ esorbitante costo sulle teste delle future generazioni, come una pesante ipoteca. Quando, fra 30 anni e forse più, sarà forse completata, essa verrà probabilmente considerata un monumento alla stupidità e alla cecità della politica nei riguardi dei tempi che cambiano.

Potranno invece dirsi lungimiranti quegli amministratori che avranno operato scelte quali il rafforzamento del pubblico trasporto, il potenziamento della struttura sanitaria, la valorizzazione del patrimonio ambientale.

A proposito, lo sapevate che in novembre l’UNESCO ha inviato qui da noi il suo valutatore, certo Heiss, con il compito di studiare la possibilita’ di inserire nel progetto biosfera (in materia di biodiversita’), in collaborazione con le Province di Udine, Belluno, Trento, Bolzano e Pordenone, i comuni di Ampezzo, Forni di Sopra, di Sotto e Sauris. Egli si e’ detto colpito dalla naturalità e dalla purezza dell’ambiente e, insieme all’Assessore per la montagna della provincia di Udine, Caroli, ha auspicato il buon fine dell’iniziativa, la quale, pur non prevedendo ulteriori vincoli, introdurrebbe la zona in un circuito internazionale  e attirerebbe il turismo specializzato e di qualità.  Mica male!

Allora si tratta di decidere  quale opzione scegliere: abbiamo la materia prima più preziosa e ricercata al giorno d’oggi: l’ambiente incontaminato. Vogliamo sfruttarlo a vantaggio nostro e delle generazioni future o vogliamo trasformarci in area di passaggio o, nelle migliore delle ipotesi, in luna park per un turismo mordi e fuggi?

BUONA DISCUSSIONE!