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Tesi di laurea - Cecilia Alzetta

 

INTRODUZIONE AGLI INCONTRI INFORMATIVI IN CADORE

comunicato

 

Peraltrestrade - PAS Dolomiti è uno strumento di aggregazione di singoli cittadini/e della Carnia e del Cadore e non solo. Nasce ufficialmente da un incontro avvenuto sul passo Mauria l’11 marzo 2007. Per Altre Strade Dolomiti Carnia-Cadore unisce idealmente i paesi della Val Tagliamento con i paesi della Valle del Piave e fino a Cortina, allo scopo di cercare contatti, unire culture e condividere percorsi comuni.

Siamo persone le più diverse, unite dalla enormità del problema in discussione. Da una causa unificante

I nostri obiettivi:

Diffondere dati e informazione sulle grandi opere autostradali programmate nelle nostre valli e sulle loro ricadute economiche sociali e ambientali.

Vogliamo riflettere senza emotività, senza applausi e senza fischi. Senza mistificare e senza usare un linguaggio che miri a strappare il consenso

Abbiamo scelto di chiamarci “Peraltrestrade” proprio perché respingiamo la logica di chi vuole rinchiuderci nel recinto del NO.

Siamo cittadini della montagna che vogliamo favorire la realizzazione di tanti SI, per sostituire alla vuota idea di un generico sviluppo la concretezza di un nuovo Benessere.

Nelle ns. valli si sono sommate alle tradizionali insicurezze individuali (per il lavoro, la pensione i figli, la salute) le insicurezze di tutto il territorio per il suo futuro nella competizione globale.

Le istituzioni a tutti i livelli (Comune, Provincia, Regione, Governo, Commissione Europea) sono gli interlocutori a cui guardiamo. Ogni istituzione è un valore in sé, indipendentemente dalle posizioni che in un dato momento essa può esprimere, senza istituzioni si ritorna alle regole tribali, alla ragione del più forte. Dall’ altra l’istituzione non deve mai banalizzare il suo ruolo .

Un sindaco non può accettare pressioni esterne alla comunità per fare approvare (cons. com. di Vodo e Lorenzago) un o.d.g. a favore o contro questo tema senza approfondire, pena la perdita di autorevolezza dell’ente alle istituzioni compete l’onere di saper dare un “senso” alla propria azione di governo. Non sono agenzie di marketing

Chi ha ruoli di governo oltre alle soluzioni tecnicamente più intelligenti deve saperci indicare il perché oggi si fa quella scelta? il perchè domani servirà quella scelta? aiutandoci a comprenderne la complessità senza semplificarla.

Un cittadino consapevole ed informato è la premessa per rendere praticabile la convivenza civile è l’unico modo che abbiamo per fare da filtro al ritorno della retorica in politica. Ambizione e denaro sono utili e necessari ma da mezzo non devono diventare un fine.

 

Il benessere, inteso come qualità delle relazioni, della salute, del reddito è possibile se c’è responsabilità individuale e collettiva. (Non abbiamo i rifiuti in piazza perché il cittadino seleziona i rifiuti e la istituzione organizza il riciclo.) Cittadino e istituzione diventa tutt’uno. LA CONCERTAZIONE come sistema va estesa.

 

“Chi ha ruoli di responsabilità politica dovrebbe assumere con favore quanto riportato sulla stampa al riguardo di una convergenza tra Regione Veneto e Provincia di Belluno dell’inserimento in agenda della questione ferrovia per collegare Venezia a Cortina.

Non è importante lo studio di fattibilità su grandi opere che dividono la comunità ma realizzare concertando le opere che uniscono.

LEGALITA – NON VIOLENZA – RESPONSABILITÀ – SONO LA NOSTRA SCELTA DI DISCRIMINE

 

La nostra montagna o è stata abbandonata o ha visto prevalere il modello di sfruttamento intensivo delle risorse ambientali e turistiche imposto dalle città di pianura. Alla vigilia dei grandi mutamenti attesi in campo climatico ed energetico la montagna può offrire nuove opportunità,di pensiero e di azione, tutto dipende dalle scelte che saprà compiere.

E’ venuto il momento anche per la montagna di dire la sua.

Meno grandi opere a base di cemento e più piccole opere capillarmente diffuse sul territorio

 

Tutto si può fare, anche spianare le Tre Cime di Lavaredo, che non venga però contrabbandato come un nostro interesse.

Occorre innanzitutto capire se quello che si fa serve a questo territorio o ad altri interessi magari legittimi, (come l’idea di concepire il ns paese quale piattaforma per l’arrivo via mare delle merci dall’ Asia per farle transitare verso il nord Europa) con cui confrontarsi in trasparenza.

 

Il prolungamento della A27 da Longarone sino a Tolmezzo attraverso il passo della Mauria è una delle opere incluse nelle intese raggiunte in materia di infrastrutture tra il Governo, le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia e l’Anas.

 

“quando un fenomeno cresce come quantità oltre una certa misura, Allora cambia anche la qualità di quel fenomeno”

Se le dolomiti sono un territorio attraversato dalla Alemagna allora sono le Dolomiti

Se le dolomiti sono attraversate dalla ferrovia allora sono le Dolomiti

Se le dolomiti sono attraversate da una Autostrada allora sono qualcosa d’altro.

 

Il direttore della rivista “hotel domani” ha dichiarato: (il corriere delle alpi 3/06/07) la politica regionale ha pensato ai laghi e alle spiagge non alla montagna, - la metropolitana di superficie si ferma a Ponte nelle Alpi - c’è la necessità impellente di muoversi velocemente e senza le auto lungo le vallate

 

Il 02/02/2007 su iniziativa del consigliere Pierluigi De Cesero (sindaco di Longarone) la Amm. Prov.le approva un O.d.G. che invita a “considerare la realizzazione del prolungamento del raccordo autostradale A27, quale possibile soluzione idonea al modello di sviluppo sociale – economico e ambientale di questa provincia”.

Nella realtà gli effetti sono opposti:

occorre dare un significato reale a parole usate con troppa leggerezza.

SOCIALMENTE l’opera porterebbe nel territorio i disagi sociali tipici delle periferie degradate “effetto banlieues”

Nei documenti della ns. ULSS si legge:“la salute psicofisica delle nostre genti non si fa solamente con il S.S.N. anzi è ormai scontato che la qualità dei Servizi Sanitari sono solo al 6° posto come importanza nel determinare la salute di una collettività, al 1° posto c’è il reddito, al 2° l’istruzione al 3° la rete di protezione sociale al 4° la politica relativa alla sicurezza alimentare, al 5° la politica di tutela del ecosistema fisico (acqua, suolo, aria) vedete come tutto è complesso, la buona salute di una collettività può essere perseguita solo con uno sforzo comune di tutti gli attori”

 

Lo stesso bisogno di assoluto, di idealità, di radicalità dei giovani che spesso si manifesta sia attraverso La voglia di fare o all’ opposto con atteggiamenti distruttivi,(incidenti stradali e suicidi sono le due principali cause di morte giovanile) è fortemente condizionata dal contesto ambientale.

 

ECONOMICAMENTE distruggerebbe “territorio” la nostra vera ricchezza non riproducibile.Gli imprenditori sono una categoria fondamentale per la nascita di una economia e un benessere basato sull’ equilibrio e l’integrazione delle attività. È importante dare voce alla impresa legata al territorio e non a chi vuole costruirsi posizione di rendite privilegiate.

Stessa considerazione la rivolgiamo ai sindacati che dovrebbero preoccuparsi meno della difesa dell’esistente e più delle forme di consumo da promuovere o da limitare.

L’AMBIENTE con tutte le sue componenti sarebbe definitivamente compromesso Non tanto l’ambiente in se che alla fine trova sempre un suo equilibrio (anche senza i dinosauri la vita continua), ma la relazione tra genti della montagna e il loro ambiente verrebbe meno

 

Comitato PAS Dolomiti