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Lettera aperta al comune di Cortina

dopo il convegno/dibattito tenutosi a Cortina in data 06.06.2007

 

Va innanzitutto ed ulteriormente considerata, e ci auguriamo alcuno abbia niente da eccepire, la posizione di quello che è stato definito il “pericoloso fronte del No” : il tanto discusso comitato è formato da paesani, coovalligiani e persone che si dedicano quotidianamente al loro lavoro ed alla loro famiglia ma che al momento, durante il tempo libero, si impegnano a ricercare e ad informarsi sul progetto dibattuto – il prolungamento dell’ A23 – A27 - al fine di mettere a disposizione di altri la conoscenza relativa alla paventata opera, con il risultato di riuscire non solo a divulgare informazioni : in questo modo infatti, con la loro sola presenza, sottolineano ulteriormente il vuoto democratico esistente, che costringe perfino i Comuni del Cadore interessati dall’opera a consultare il sito del comitato al fine di poter valutare i tracciati discussi, e questo a fronte dei continui richiami che quasi quotidianamente compaiono sui giornali ; quale ulteriore e gradito risultato, va inoltre evidenziato che sulla base di idee comuni, si è ristabilita e rinsaldata la storica unione fra cadorini e carnici.

Per quanto relativo al problema dell’autostrada, siamo convinti che unicamente attraverso lo scambio continuo di idee, di opinioni e di condivisione della conoscenza possa nascere una reale consapevolezza delle situazioni tanto sovente discusse .  

La prima considerazione che ci sentiamo di fare è che l’autostrada non possa portare alcunché al nome di Cortina d’Ampezzo e che, di converso, contribuirà ad aumentare invece ulteriormente il traffico nel paese.

Molti vorrebbero venisse costruita un’autostrada, pensandola l’unica via di fuga alla situazione attuale, che vede il Cadore e Cortina subire in montagna un traffico ed uno smog assimilabili a quello cittadino ; altrettanto chiaro però risulta che nel Cadore si riverserebbe un ulteriore e consistente numero di automezzi, lasciando di fatto inalterate le attuali problematiche che verrebbero, al di là di ogni legittimo dubbio, ulteriormente aggravate.

Nonostante ciò, Cortina, a mezzo dei giornali locali e dei quotidiani a diffusione nazionale, dopo aver rifiutato uno svincolo sul suo territorio chiede e continua a chiedere che i territori a lei limitrofi vengano attraversati da un’autostrada che, se costruita entro il 2013, potrà accompagnare nel territorio tante altre persone per godere dei mondiali di sci .

Le previsioni fatte, relative all’opera, ci dicono innanzitutto di costi esorbitanti, anche a fronte dei progetti finanziati dalle banche oppure sovvenzionati dalla regione : deve essere quindi chiaro che quanto verrà deciso, in ogni sua forma, lo pagheranno primariamente i contribuenti.

Ci indicano poi, e soprattutto, che tale progetto nasce già obsoleto, vecchio, morto, cadavere.

Anche oggi, 06 maggio 2007, tutti i paesi industrializzati del pianeta stanno discutendo animatamente sulle modalità da adottare al fine di riuscire a contenere, nei prossimi venti anni, il surriscaldamento del pianeta entro i due gradi centigradi .

Ci ritroviamo dunque a parlare di un’autostrada, importante veicolo di emissioni nell’atmosfera,  mentre i ghiacciai, continuando così le cose, tra 10 anni non esisteranno più e resteranno un lontano ricordo sia sulle Alpi, come in Svizzera, in Europa in Patagonia e sul Kilimangiaro proprio in ragione dell’innalzamento della temperatura ; discutiamo di quest’opera in tempi in cui – anno 2003 –  quarantamila persone sono morte in Europa ancora a  causa dell’innalzamento della temperatura e quando, per la stessa ragione, negli ultimi due anni nel mondo c’è stata una crescita esponenziale di uragani, tifoni e trombe d’aria anche in posti dove solamente questi fenomeni erano sconosciuti : trombe d’aria perfino in montagna.

E tutto questo mentre oramai possiamo universalmente ascrivere la cosa alle famigerate emissioni di Biossido di Carbonio, comunemente conosciuto come CO 2.

E se quanto sopra riportato è relativo a comuni problematiche internazionali, è di questi giorni un’indagine del CNR e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che evidenzia per il nostro paese lo stretto e diretto collegamento tra smog e mortalità causata da svariate forme tumorali.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità infatti, l’inquinamento atmosferico derivato da CO2 e dalle polveri sottili sono la causa oramai accertata degli oltre 8000 decessi annui e delle diverse forme allergiche che oramai così spesso si manifestano tra i 9.000.000 di italiani che vivono concentrati nelle 13 città più grandi della penisola ( prese in esame dall’organizzazione) .

Quanti ora a Cortina chiedono il prolungamento del tratto autostradale A23 A27, pur nel loro legittimo diritto di esprimere tale opinione, evidenziano uguale anacronistica visione dei nostri assai poco lungimiranti rappresentanti politici, che per primi si sono impegnati alla realizzazione di tale opera senza probabilmente rendersi conto che il problema, dibattuto ed analizzato, non è più un problema territoriale o politico : è un problema MORALE.

Cortina è un riferimento mondiale dal punto di vista turistico, non è un circo di divertimento invernale : fa parte della storia del turismo italiano, con uguale dignità di Capri o del Golfo di Sorrento. 

E sono proprio le caratteristiche universalmente riconosciute, le bellezze naturali, la storia, la cultura, le tradizioni, il rispetto per l’ambiente e lo sport a fare di Cortina il rappresentante più autorevole ed accreditato per tutelare dalle emissioni di CO 2 non solo se stessa ma anche i paesi limitrofi, che vivono accanto ma  all’ombra delle stesse Dolomiti ! .

E’ in questo contesto che noi sosteniamo il dovere di Cortina di ricercare e proporre scelte alternative e di condividerle successivamente con i paesi vicini.

Cortina ha l’obbligo, per l’universale e riconosciuta capacità di fascinazione, di ospitare convegni internazionali allo scopo di sensibilizzare l’intera popolazione delle Dolomiti sul tema ambientale.

Cortina ha il dovere morale di studiare e proporre scelte alternative a quelle di un’autostrada in ragione del suo peso politico, riconosciuto e capace di influenzare grandemente tali decisioni dalle quali derivano l’avvenire e la qualità della vita delle molte altre realtà confinanti e soprattutto, ed in sintesi, dovrà decidere se in un futuro oramai prossimo sarà necessario modificarne il nome, trasformandolo in C O 2  RTINA (Ci O 2 Rtina), biossido di carbonio Rtina,  oppure se prolungare il ruolo di vero riferimento del turismo internazionale, facendo precedere il suo illustre nome  dalla lettera E, per diventare ECO – RTINA, paese dalla chiara vocazione ecologica, dando così il via ad un percorso che influenzerà positivamente le scelte dei territori vicini per i prossimi 20 anni, questa volta con iniziative diverse e lavori realmente impegnati e di alto profilo sociale, turistico, economico ed ambientale.

 

 Comitato PerAltreStrade  Dolomiti  /  Mario Comis