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Tesi di laurea - Cecilia Alzetta

 

Infrastrutture, Comitati, Futuro                 Risposta dei comitati alla lettera di Renzo Petris               Risposta di Alfio Anziutti PasDolomiti

Renzo Petris – coordinatore dei Democratici di Sinistra dell´Alto Friuli
Consigliere regionale, già sindaco di Ampezzo e Presidente del BIM Tagliamento


Dal mio punto di vista l´Alto Friuli deve focalizzare la propria attenzione politica su due tematiche che potrebbero avere significativa importanza nel dibattito futuro, e che sarà di fondamentale importanza per le giovani generazioni.

il primo attiene le infrastrutture e quando parlo d´infrastrutture intendo l´elettrodotto Würmlach - Somplago e il collegamento autostradale Carnia – Cadore;
il secondo riguarda il ruolo che hanno i "Comitati anti" nei confronti della classe dirigente locale, dal livello amministrativo (Sindaci) al livello politico più ampio (Consiglieri regionali);

Vengo al primo punto: le infrastrutture. Mi dovete dire, e parlo in termini generali, se un partito, che ragiona con la logica di forza di governo, possa essere contro, oppure no, la modernizzazione del Paese che passa anche attraverso la realizzazione delle grandi opere. Mi dovete dire se il tema dell´energia è un tema che interessa, oppure no, l´Italia. Ora se la risposta, come penso, è una risposta sostanzialmente univoca, per cui l´Italia va modernizzata e l´Italia ha bisogno di energia, si dovranno operare scelte che interessano i territori. Ritengo che nessuno possa chiamarsi fuori, coniando slogan del tipo "Zona autostrada free" oppure "Comune deelettrodottizzato". In altri termini non esistono Regioni del nostro Paese che non concorrano assieme per il raggiungimento degli obiettivi strategici comuni. Non deve passare la logica del "si facciano (le opere) purchè in casa d´altri". Nello specifico l´idea del collegamento autostradale Carnia Cadore è una ipotesi ultra decennale, che ha visto tanti amministratori e tutte le organizzazioni sindacali e padronali reclamare a gran voce l´infrastrutturazione viaria della Carnia e la fine quindi della sua marginalità. Sarà così solo e se, si toglierà il "cul de sac" della direttrice Ovest (Val Tagliamento). Oggi non possiamo stupirci in negativo perché il Governo nazionale e le due regioni interessate hanno stipulato un intesa mirata ad avviare uno studio di fattibilità dell´opera. Dovremmo reclamare se nulla fosse accaduto. Tra le amministrazioni, i cittadini, la Regione, è necessario ragionare ma sul "come" non sull´adesione lapidaria al "No e basta, qui non si passa". Ma con le attuali dinamiche finanziarie e decisionali nessuno di noi, purtroppo aggiungo io, vedrà aprire un cantiere autostradale lungo la Val Tagliamento: immagino che moriremo prima.

Cinquant´anni fa nacque l´Europa che oggi conosciamo. Oggi essa appare per tanti una cosa scontata, obsoleta, quasi inutile. Dovrebbe invece soccorrerci l´idea che l´intuizione del Mercato Comune Europeo, primo nucleo dell´Unione, ha eliminato, e spero per sempre, le guerre fratricide che ad ogni generazione, prima di quel fatidico 25 marzo 1957, si accendevano. Essere liberi di girare per l´Europa, uomini, merci, lavoro, opportunità, è una conquista che non va dimenticata o relegata nel novero dello scontato. Fatta questa premessa, appunto perché c´è la libera circolazione delle merci, appunto perché c´è la necessità del rapporto più stretto anche fra le infrastrutture nazionali, appunto perché nessun Paese è di per sé autosufficiente in termini di energia, le interconnessioni sono l´incipit per avviare una politica europea energetica comune. Ma ritorniamo al discorso che "sì, va bene, si facciano (le opere) purchè in casa d´altri". Non scrivo per sponsorizzare l´elettrodotto proposto da un gruppo industriale a scapito di un altro. Ribadisco che il Ds dell´Alto Friuli, con un proprio ordine del giorno diffuso in periodi non sospetti (due anni fa), affermò senza mezze misure che un elettrodotto basta e avanza, quando le richieste possibili erano più di 20 e quelle concrete almeno 3. E nel prosieguo si affermava: "Si ritiene che debbano venire valutate positivamente quelle ipotesi di intervento che vedano destinate le nuove capacità di trasporto dell´energia alle esigenze della rete di distribuzione delle multiutility locali nonché al soddisfacimento dei fabbisogni energetici delle realtà industriali regionali, anche nell´ottica del consolidamento dei posti di lavoro". E´ merito del nostro partito, soprattutto di quello locale, se è passata l´idea che potrà essere realizzata una e una sola linea. Pertanto si deve lavorare assieme per conseguire le ricadute economiche massime possibili sui territori interessati all´attraversamento. Dobbiamo recuperare quanto affermato in quell´ordine del giorno: "che vengano tenuti in considerazione soluzioni di collegamento che seguano tracciati infrastrutturali esistenti", cioè le attuali servitù di elettrodotto. Così agendo si coniugano obblighi, opportunità e tutela dell´ambiente.

Ora passo al secondo punto: i Comitati. Che ruolo hanno nei confronti della classe dirigente locale? o specularmente "come si atteggia la classe dirigente locale nei confronti dei Comitati?". Premetto che i comitati sono associazioni del tutto legittime, utili, propositive nella misura in cui le persone che vi aderiscono vogliono compartecipare alla realizzazione degli interessi diffusi tant´è che sono previsti in tutta la legislazione ordinamentale italiana. Ma i comitati non possono essere il succedaneo delle Istituzioni e non sta scritto da nessuna parte che l´agenda politica possa essere dettata "manu militari" (ergo il mercato del consenso) dai leader dei comitati. E questo accade quando i comitati esprimono posizioni antitetiche rispetto alle scelte concertate della politica. Entra in gioco il ruolo del rapporto rappresentanti - rappresentati e dell´assemblearismo rispetto al parlamentarismo. Gli schemi fondamentali dei meccanismi decisionali e dell´accettazione delle regole in democrazia permettono che le scelte libere di una maggioranza prevalgano sul legittimo dissenso di una minoranza. E´difficile comprendere come sia possibile coniugare modernizzazione e pulsioni individualiste, quando la base viene male informata. Serve il contraltare della comunicazione, cioè della informazione capillare delle decisioni, o meglio dei ragionamenti che conducono alle decisioni. Cito solo un esempio: il ciclo integrato delle acque. La classe dirigente dell´Alto Friuli ha discusso per anni, ha organizzato Consigli comunali, ha alimentato dibattiti, ha mantenuto in capo ai Comuni il controllo e la gestione della risorsa acqua. Questo è accaduto in Alto Friuli. Ma tutto ciò ha forse impedito il sorgere di qualche comitato che fa finta di non sapere nulla e che accusa il Governo regionale e i rappresentanti locali di avere taciuto e supinamente subito o, peggio, concorso a supportare gli interessi dei grandi gruppi industriali? La risposta sta nella realtà di oggi, in cui la malafede di qualcuno tenta di avere il sopravvento sull´autentico processo democratico avvenuto durante dieci lunghi anni di dibattiti, di scontri e di titubanze.

Su questi temi ci vuole estrema chiarezza e non l´assunzione di posizioni gattopardesche: pensare allo status quo come posizione inamovibile è sciocco. Ci vogliono idee grandiose per pensare al domani. Fare attraversare la Valle da un collegamento autostradale internazionale con almeno due svincoli, di cui uno all´altezza della Marodia, equivale inserire la Carnia e Forni di Sopra in primis nel mare magnum delle opportunità economiche della globalizzazione, anche turistica. Tarvisio docet.

Alto Friuli, 16 aprile 2007

Renzo Petris

Comune di Forni di Sopra - Sito ufficiale