comunicato

Comune di Calalzo di Cadore
Provincia di Belluno
Il sindaco
Calalzo
di Cadore, 24 maggio 2007
Ai sig,ri Sindaci
della Provincia di Belluno
Ai sig. ri
Sindaci della Carnia
Ai sig.ri Presidenti
delle Comunità Montane
della Provincia di Belluno
Al sig. Presidente
della Comunità Montana della Carnia
Al sig. Presidente
della Provincia di Belluno
LORO SEDI
Agli Organi di informazione
della Provincia di Belluno
OGGETTO:
dibattito prolungamento A27 – A23.
In riferimento ai
numerosi interventi che si sono succeduti in questi giorni sulla questione del
prolungamento della A27 verso la A23 vorrei inserirmi nel dibattito con alcune
osservazioni.
Come Sindaco che in
qualche modo si sta occupando del problema della viabilità/mobilità da anni mi
sento di esprimere alcune perplessità sulla piega che sta prendendo la
discussione.
Sembra che da una
parte ci sia chi vuole portare avanti progetti
e costruire “sviluppo” e dall’altra chi vuole bloccare tutto e
si opponga allo “sviluppo”.
Non credo sia così.
Io, che notoriamente non condivido l’idea del prolungamento dell’autostrada,
credo di essere un sindaco del fronte del sì come me molti altri sindaci
del Cadore e non solo.
Sì a che cosa? A
qualcosa che possa portare beneficio alla gente che popola la nostra terra, a
qualcosa di realizzabile coerentemente con l’obbiettivo principale di tutti:
la tutela della salute pubblica e
della risorsa ambiente che per il
Cadore, ma direi per tutta la provincia, è
elemento imprescindibile di benessere e sviluppo futuro.
Sarebbe necessario
tenere in maggiore considerazione le valutazioni degli studiosi che ci spiegano
come il clima stia cambiando, si stiano consumando in modo sempre maggiore le
riserve di energia fossile, l’inquinamento produca sempre maggiori danni alla
salute tanto da dover costringere in alcuni casi a limitare il traffico per
evitare l’intossicazione delle persone e così via.
Sarebbe il caso di
cominciare a pensare che la società dei consumi dentro la quale viviamo come
fosse infinita con il passare del tempo si sta consumando. Sempre di più il
nostro livello di consumi si sta diffondendo in altri luoghi
con l’aumento esponenziale di utilizzo delle materie prime e
delle risorse energetiche.
Il fronte del sì
che secondo me dovrebbe formarsi, dovrebbe essere quello che riflette su questo
e ricerca soluzioni compatibili, guardando avanti non in dietro.
Costruire
un’infrastruttura di cemento di portata enorme come un’autostrada che si
sviluppa su lunghi viadotti che attraversano il Piave ( ad es. Pian di Vedoia
– Codissago, Val Talagona) o in altrettanto lunghe gallerie che perforano le
montagne su cui, a regime,
dovrebbero correre oltre 35.000 mezzi al giorno per rendere economica la sua
realizzazione, non mi sembra vada in questa direzione. Autostrada che,
oltretutto, svolgerà la funzione di moltiplicatore di traffico per le vallate
trasversali fino al punto da richiedere nel tempo altro cemento per far correre
meglio altre migliaia di mezzi.
Non stiamo parlando
di attraversamento di lande desolate ma di paesaggi tra i più belli del mondo
non a caso di interesse comunitario e, ci auguriamo, patrimonio dell’umanità
come sito UNESCO. Stiamo parlando delle Dolomiti.
Io credo che noi
del fronte del sì si debba
dire sì al miglioramento della viabilità ordinaria che si può realizzare a
breve medio – termine convergendo tutti insieme su priorità da indicare
all’ANAS perché le realizzi nei prossimi piani quinquennali. Dobbiamo stare
molto attenti che se corriamo dietro alla “chimera” autostrada distraendo
l’attenzione su obiettivi concreti e non svolgiamo un’azione di pressione
coordinata i finanziamenti che spetterebbero a questa provincia non vengano
dirottati in altri luoghi dove gli amministratori sanno svolgere azioni unitarie
più efficaci per raggiungere obiettivi condivisi.
Non è un
sindaco, per quanto intraprendente ed in carriera, che riesce da solo o
con alcuni altri a raggiungere risultati positivi per la nostra gente ma tutti
insieme dobbiamo lavorare per costruire, con la fatica di trovare soluzioni
unitarie. In questi casi, checché se ne dica sui giornali dove impera più la
propaganda che la notizia reale, bastano alcune amministrazioni e un movimento
organizzato di cittadini che si oppongano a ragion veduta per bloccare o
ritardare la realizzazione di qualsiasi cosa. E’ per questo che serve la
condivisione e l’unità.
Per cercare di
raggiungere questo risultato il giorno 16/03/2007 nella sala consigliare del
Comune di Calalzo si è tenuto un incontro per discutere dell'ipotesi del
collegamento autostradale Pian di Vedoia – Amaro ed approfondire la questione
con un confronto tra gli amministratori del Cadore e quelli della Carnia.
Sono stati invitati gli amministratori della valle del Piave e della
Carnia attraverso i cui territori è previsto dallo studio di fattibilità
dell’ANAS il tracciato dell'autostrada, più i presidenti delle comunità
montane della Val Boite, Centro Cadore, Comelico e Sappada, Carnia.
Al termine della
discussione si è deciso che:
- Allo
stato attuale non è possibile esprimere nessuna valutazione , né
positiva né negativa in merito al collegamento A27 - A23.
- E'
necessario approfondire la proposta del collegamento
autostradale perchè mancano molte conoscenze in merito. Agli amministratori
del Cadore, ad esempio, non è stato ancora presentato ufficialmente nessuno
studio e non hanno avuto occasione di parlare né con la Regione, né con
l'ANAS. I Sindaci del Cadore sono venuti a conoscenza dello studio di
fattibilità redatto dallo studio Zollet grazie ai Sindaci della Carnia. Da
questo studio si riesce a cogliere il tracciato di massima previsto con
alcune valutazioni socio-economiche e trasportistiche ma non è possibile
avere un quadro significativo dell’impatto sulla viabilità delle vallate
del Cadore che il passaggio della grossa arteria di comunicazione potrebbe
indurre. Si capisce che l’obiettivo principale alla base della proposta è
soprattutto il flusso di traffico che potrebbe svilupparsi giustificando un
“project financing” e l’interesse delle regioni di decongestionare
l’area della pianura friulana e veneta orientale distribuendo parte del
traffico proveniente dal Tarvisio per le valli della Carnia e del Piave.
- E'
necessario che gli amministratori locali siano protagonisti
delle scelte che riguardano i loro territori e devono essere scelte a
vantaggio dei loro cittadini.
- E'
indispensabile ricercare e mantenere l'unità tra gli amministratori delle
vallate cadorine e della Carnia
per sviluppare tutte le valutazioni di interesse comune partendo dalla
viabilità ma cercando di andare a toccare anche altri progetti di interesse
e sostenerli in tutte le sedi in modo unitario. E’ evidente che le aree
geografiche sia del Cadore sia
della Carnia storicamente rappresentano due distinte realtà, ognuna con una
forte identità unitaria e come
tali vanno viste da parte di chi ha responsabilità amministrativa.
- Si
è deciso di individuare nelle quattro comunità montane (Val Boite,
Centro Cadore, Comelico e Sappada, Carnia) i riferimenti dei comuni
per proseguire negli approfondimenti delle problematiche relative alle
vallate in stretto e continuo confronto con i comuni stessi.
Tenuto conto di quanto sopra,
chiedo ai colleghi Sindaci
-
di non
portare in modo affrettato nei loro consigli comunali eventuali ordini del
giorno a sostegno del prolungamento della A27.
I Sindaci dei territori che sarebbero attraversati da questa grande opera
infrastrutturale non hanno ancora avuto modo di approfondire la questione e
capire quali possano essere effettivamente le conseguenze sulla qualità della
vita dei loro cittadini. Sarebbe un atto di delicatezza nei loro confronti.
-
Si cominci a riflettere sulle
priorità da condividere che uniscano le Comunità del Comelico, del Centro
Cadore, della Val Boite e della Valle del Piave per arrivare ad un documento
unitario, non solo di alcuni sindaci. Su queste scelte svolgere un’azione
forte di pressione per ottenere a breve medio termine dei risultati concreti.
-
Si allarghi la discussione ad una
visione strategica sulla viabilità/mobilità di qui a 20/30 anni con uno
sguardo rivolto a nuovi modelli di sviluppo compatibili con le trasformazioni
mondiali ed epocali in atto e, soprattutto, sguardo
rispettoso della nostra terra e degli abitanti che la vivono e la
vivranno con la consapevolezza del limite, del “finito”.
Ringrazio chi ha avuto la
pazienza di arrivare fino a questo punto e mi scuso se sono stato troppo lungo,
mi sentivo di fare queste riflessioni e di inviarle a tutti,
Cordiali
saluti,
IL
SINDACO
Piermario
Fop
