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“41 metri cubi” evento comitato NO Pedemontana – Treviso 17 settembre

Pubblicato il 12/Set/2017 in Comunicati, eventi

Comunicato Comitato NO Pedemontana – Treviso  del 12 settembre 2017

Dopo il forzoso rinvio causa maltempo, il Comitato NO Pedemontana di Treviso è lieto di invitarvi all’evento “41 metri cubi” che si terrà a Treviso, in piazza Indipendenza, il 17 settembre dalle 11.00 alle 19.30.

Durante l’evento verrà presentata un’installazione che presenterà gli scatoloni necessari per contenere i soldi pubblici che verranno spesi per la Superstrada Pedemontana Veneta. Riteniamo che silenzi e consensi attorno a quest’opera siano stati possibili soltanto perchè secondo noi la maggioranza delle persone NON CONOSCE i termini dell’operazione e NON SA che si stanno muovendo impressionanti quantità di soldi pubblici.

Per rendere la gente consapevole di quanto sta accadendo, porteremo in piazza gli scatoloni che servono per contenere i soldi che la Regione Veneto sta impegnando per i prossimi 39 anni: 12,1 miliardi pari a 40 metri cubi di banconote da 500 euro! A lato porremo quanto il nostro paese ha già sborsato fino ad oggi, 1,7 metri cubi, e quanto ha speso il privato, concessionario dell’opera: 0,3 metri cubi! Vedere le centinaia di scatoloni che contengono i soldi di noi contribuenti messe a confronto di quel poco impegnato dal privato che incasserà gli utili dovrebbe essere sufficientemente efficace dal punto di vista comunicativo.

Durante la giornata verranno raccolte le firme per la presentazione di un esposto che il Comitato presenterà in procura. Confidiamo nella vostra partecipazione e vi chiediamo se siete disponibili a sottoscrivere l’evento e a condividere questo invito con altri comitati/associazioni.

Per aderire/sottoscrivere l’evento inviate una email a: stoppedemontana@gmail.com. In allegato il manifesto dell’evento.

Comitato NO Pedemontana – Treviso  

manifesto modificato

Sappada: la cascata dell’Acquatona minacciata da una centralina idroelettrica

Pubblicato il 11/Set/2017 in Comunicati

Comunicato dell’ 11 settembre 2017

Sappada: la cascata dell’Acquatona minacciata da una centralina idroelettrica

La bellezza mozzafiato dell’orrido dell’Acquatona, a pochi chilometri dalle sorgenti del Piave, non basta a fermare il progetto di una centralina idroelettrica che ne porterebbe via l’acqua e il fascino, in cambio di poca energia. A chiedere la realizzazione dell’impianto, incredibilmente, è lo stesso Comune di Sappada, che non sembra preoccuparsi delle ricadute negative per ambiente, paesaggio e turismo in uno dei luoghi più affascinanti della provincia di Belluno. Un gioiello raro, visto che “il fiume sacro alla Patria”, lungo 222 Km, è già quasi interamente artificializzato.

Restano pochi chilometri di corso d’acqua ancora naturali, e sono proprio quelli che ricadono in questo Comune. Dalle sorgenti fino alla Diga del Tudaio. Sappada ha già ottenuto l’autorizzazione per un’altra domanda di centralina in località Piani del Cristo, su un tratto di elevatissima qualità ambientale e naturalistica. Ora chiede di poter sfruttare anche il salto dell’Acquatona, bellezza paesaggistica unica al mondo, dove l’acqua è elemento imprescindibile. La domanda per la nuova centralina ne riprende una del lontano 1984, mai archiviata dalla Regione Veneto, con un progetto più¹ volte aggiornato ma sempre basato sulle stesse stime di portata obsolete risalenti al periodo tra il 1937 e il 1964.

Fatto non meno importante per l’impatto cumulativo che genera, sul Piave e suoi affluenti, nel tratto che va da Sappada a S. Stefano, sono ben 17 gli impianti idroelettrici esistenti o in fase di autorizzazione e almeno 4 i chilometri di corsi d’acqua che rischiano di venire inghiottiti da nuove condotte forzate.

Alla origini di tutto questo l’annoso problema degli incentivi al mini-idroelettrico, che continua a drogare il mercato delle rinnovabili, con alti costi ambientali a fronte di un contributo energetico poco significativo. L’alternativa sta nel risparmio e nell’efficientamento energetico, ma far cassa a spese dell’ambiente è diventato un modo facile, anche se poco responsabile e ancor meno lungimirante, per far soldi (nel caso dei privati) o per rimpinguare le casse comunali (nel caso dei Comuni), scaricandone i costi sull’intera collettività.

Nell’attesa che finalmente il Governo corregga le distorsioni che lui stesso ha creato nel sistema delle incentivazioni, invitiamo tutti a prendere coscienza della situazione e ad impegnarsi nella difesa dei corsi d’acqua naturali e di un territorio che merita maggior rispetto.

Comitato PERALTRESTRADE Carnia-Cadore

per il Coordinamento delle Associazioni:
CIPRA Italia
WWF O.A. Terre del Piave
Mountain Wilderness
LIBERA nomi e Numeri contro le mafie
Comitato Peraltrestrade Carnia-Cadore
Comitato Bellunese Acqua Bene Comune
Gruppo Promotore Parco del Cadore
Italia Nostra sezione di Belluno
Ecoistituto Veneto A. Langer

www.sosfiumi.it

Nuova viabilità a Cortina «Togliere i tir dal centro»

Pubblicato il 4/Set/2017 in news

Dal Corriere delle Alpi del 4 settembre 2017

La Fondazione 2021 attende la decisione del Comune ed è pronta ad incontrare il commissario Sant’Andrea: «Abbiamo gli studi e l’elenco delle opere prioritarie»

Nuova viabilità a Cortina«Togliere i tir dal centro»

CORTINA A Cortina oggi è il giorno della scelta sulla nuova viabilità. In un consiglio comunale che si preannuncia vivace, va in discussione il parere che il Comune deve inviare all’Anas sugli interventi all’Alemagna in funzione Mondiali 2021, ma non solo. Maggioranza e minoranza hanno idee diverse: La Riva – Crignes da un lato, variante di Zuel dall’altro. E la Fondazione Cortina 2021 cosa ne pensa?

Non prende posizione, come è logico che sia di fronte ad un consiglio comunale sovrano nelle proprie scelte, l’amministratore delegato della Fondazione Paolo Nicoletti ma qualcosa da dire ce l’ha.«Per noi i Mondiali, al di là degli impianti, sono una occasione per intervenire sul territorio e migliorarlo. Gli interventi devono servire ai residenti e ai turisti, indipendentemente da quello che succederà nei venti giorni delle gare. Tutto quello che verrà realizzato nei prossimi anni deve dimostrare la propria utilità per tutta la comunità, deve essere sostenibile sia dal punto di vista ambientale che economico. Deve essere utile nel tempo».

L’Anas ha predisposto un piano per togliere le strozzature lungo l’Alemagna, da Longarone a Cortina.

«Mi pare che la filosofia dell’Anas sia quella di bypassare gli imbuti dei flussi di traffico, per favorire una percorrenza fluida, non per realizzare un’autostrada ma una statale turistica. A Cortina c’è il problema storico dell’attraversamento del paese, spesso intasato dal traffico pesante. Più le strozzature sono vicine alla zona degli impianti, più problemi comportano.Ma la scelta spetta al Comune e alla comunità cortinese, sulle decisioni tecniche di dettaglio non vogliamo entrare. Da parte nostra non poniamo nè vincoli, nè richieste».

La modifica della viabilità in centro è sicuramente più funzionale, se si farà la nuova funivia dal centro a Socrepes, di cui si parla.

«Questo impianto è solo una ipotesi per ora, la scelta della viabilità può essere indipendente da questo, dovrebbe puntare a superare l’annoso problema dell’attraversamento di Cortina, una vera ferita per il paese».

Siamo ormai a settembre, il momento di presentare il piano delle opere per i Mondiali.

«A giorni incontreremo il commissario Sant’Andrea a Milano. Per tutto agosto abbiamo lavorato al piano delle opere, abbiamo pronti gli studi e l’elenco di quelle prioritarie per poter realizzare un buon mondiale. Gli faremo un resoconto dettagliato, per poter arrivare entro questo mese, insieme con il Comune, la Regione, il Governo e i privati alla presentazione di tutte le opere. È un piano complesso e articolato, si va dalle strutture strettamente legate allo sci, quindi le piste e le aree di arrivo, alle opere funzionali a migliorare l’ospitalità e la ristorazione. Poi la grande viabilità di accesso insieme con l’Anas».

Come stiamo con i tempi?

«Sono ottimista, vedo tutti i soggetti coinvolti molto motivati, ho potuto toccare con mano la grande determinazione del territorio, sia la parte pubblica che quella privata. Il commissario, a cui spetta di gestire l’iter, porta insieme alle sue competenze anche la possibilità di ottimizzare i tempi».

La realizzazione della cabinovia Pocol – 5 Torri apre anche altri scenari, per i collegamenti con la Val Badia. A che punto siamo?

«Ci sono un paio di opzioni ma non è stata presa alcuna decisione. Si stanno facendo importanti passi avanti, le varie società di impianti si stanno confrontando per trovare le linee di collegamento più corrette. Riuscire a collegare Cortina con la Val Badia vuol dire prima di tutto attivare un grande comprensorio sciistico e quindi lasciare una importante eredità a tutta la comunità».

Intanto si lavora alla Vertigine. «La progettazione delle piste per i mondiali, come si sa, è terminata. E si è iniziato a lavorare alla Vertigine. Prima dell’inverno sarà pronta al grezzo, per il prossimo anno sarà a posto».

Marcella Corrà

Cortina, allo studio i flussi di traffico per organizzare i parcheggi

Pubblicato il 4/Set/2017 in news

Dal Corriere delle Alpi del 4 settembre 2017

obiettivo mobilità

Allo studio i flussi di traffico per organizzare i parcheggi

CORTINA La Fondazione Cortina 2021 sta lavorando ad un aspetto dei Mondiali che è fondamentale per la loro riuscita: l’accesso dei tifosi alle gare e al paese in generale. Spiega l’amministratore delegato Nicoletti: «Stiamo studiando i flussi di traffico per arrivare ad individuare le soluzioni per una viabilità intelligente e soprattutto che sia in linea con il nostro obiettivo della sostenibilità ambientale. Da nord attendiamo l’arrivo dei tifosi e degli appassionati dell’Austria e della Germania.

E visto l’interesse dello sci nel Nord Europa prevediamo un grande afflusso».Dove parcheggeranno tutti questi tifosi, come potranno raggiungere le piste, come dovranno muoversi a Cortina, come arrivare negli altri luoghi della manifestazione. Su questi temi lavora la Fondazione, puntando molto sul trasporto elettrico. «Dobbiamo capire con largo anticipo le abitudini di chi si muove lungo la valle.

Naturalmente si lavora in partnership con il servizio di trasporto pubblico e prevedendo anche di realizzare dei parcheggi temporanei che alla fine della manifestazione sportiva torneranno ad essere quello che sono attualmente, dei prati».

Il progetto: in bici da Venezia all’Austria

Pubblicato il 4/Set/2017 in news

Dal Corriere delle Alpi del 4 settembre 2017

Dopo l’inaugurazione del tratto Auronzo – Misurina, si lavora ai tratti per Calalzo e Carbonin

Il progetto: in bici da Venezia all’Austria

AURONZO L’autostrada della mountain bike prima del Treno delle Dolomiti. Da Venezia alle Tre Cime di Lavaredo in bicicletta entro il 2019, e da quassù fino a Lienz. Tra due anni, infatti, sarà pronta la pista ciclopedonale realizzata in parte con i Fondi di Confine.

Ieri è stato tagliato il nastro della Auronzo – Misurina. Il prossimo anno si proseguirà con il collegamento tra Misurina e Carbonin e tra Auronzo e Calalzo. Ne hanno preso atto, con soddisfazione, i sindaci di Auronzo che prima l’hanno sognata e poi realizzata, da Walter Antoniol a Bruno Zandegiacomo a Daniela Larese Filon e, ovviamente, Tatiana Pais Becher.

La ciclabile è stata finanziata nei suoi due stralci dagli allora Fondi Brancher nel 2011: il tratto da Auronzo a Palùs San Marco per un importo di 1 milione e 200mila euro, quello da Palùs San Marco a Misurina per 1 milione e 350mila euro. La progettazione e la realizzazione sono state seguite dall’ufficio tecnico del Comune di Auronzo, con la direzione lavori dell’ingegner Piovesana.

Ieri mattina sono stati i 4 sindaci a tenere a battesimo la loro creatura, tagliando il nastro insieme, prima nei pressi del lago di Auronzo, poi a Misurina. Rotondo il grazie della Pais Becher, condiviso in modo singolare, ma molto apprezzato, da Roger De Menech in nome del Governo e dall’assessore Gianpaolo Bottacin per conto della Regione. Un’opera – hanno detto – che ipotecherà positivamente il futuro sviluppo di tutto il Veneto, non solo del Bellunese.

Guarda caso, infatti, la nuova pista potrebbe essere lambita, da Venezia a Lienz, dal futuro treno delle Dolomiti. Anche in Val d’Ansiei, almeno fino a San Marco, dove la ferrovia svolterebbe a sinistra, per raggiungere San Vito di Cadore in galleria.

La pista ciclabile si snoda per circa 30 chilometri dal lago di Auronzo a quello di Misurina, circondata da alcuni dei gruppi montuosi più spettacolari delle Dolomiti Unesco, tra i quali la Croda dei Toni, i Cadini, le Marmarole, il Sorapìs, il Cristallo e naturalmente le Tre Cime.

Attraversa inoltre punti di grande interesse naturalistico come la Foresta di Somadida, area protetta gestita dai Carabinieri Forestali, e la piana di Valbona, proprietà delle Regole d’Ampezzo. Il tratto da Auronzo a Palùs San Marco (15 km circa) è adatto a tutti, con un dislivello di soli 250 metri. Il tratto che da Palùs San Marco sale a Misurina è invece più impegnativo e particolarmente divertente da percorrere con le biciclette a pedalata assistita, che consentono di superare agevolmente i 650 metri di dislivello.

In discesa, la prima parte prevede una seppur minima esperienza di conduzione del mezzo, mentre la seconda è molto scorrevole. Come ciliegina sulla torta del programma di cicloturismo naturale per sancire questa conversione green della destinazione, nel settembre 2018 si disputerà ad Auronzo il campionato mondiale Mountain Bike Marathon, evento targato 3Epic organizzato da Pedali di Marca.

Francesco Dal Mas

Sono iniziati i lavori per la Vertigine per discesa libera, gigante e superG

Pubblicato il 4/Set/2017 in news

Dal Gazzettino del 4 settembre 2017

Sono iniziati i lavori per la Vertigine per discesa libera, gigante e superG

Nel piano delle opere per i Campionati del mondo di sci alpino Cortina 2021 potrebbe rientrare un nuovo impianto a fune, per salire dal centro del paese sino al comprensorio sciistico di Pocol, Socrepes e Tofana. Andrebbe a colmare il vuoto lasciato, una quarantina di anni fa, dalla chiusura della storica funivia di Pocol, che dal 1925 saliva da piazza Roma, dal sagrato della chiesa parrocchiale.

Per verificare la fattibilità della nuova funivia, la fondazione Cortina 2021, presieduta dall’imprenditore trevigiano Alessandro Benetton, ha affidato l’incarico per uno studio a un ingegnere del settore.Paolo Nicoletti, amministratore della Fondazione, suggerisce però cautela: «Quel nuovo impianto va fatto solamente se si trova una linea, dove passare, funzionale all’esigenza di avvicinare i turisti di Cortina alle piste da sci, in modo da creare un altro arroccamento, oltre a quello che c’è già, della Freccia nel Cielo. Se la soluzione è semplice ed efficace per quell’area, si può valutare; invece non se ne parla, se non è ottimale». Precisa quindi i motivi che potrebbero indurre a non proseguire su questa strada: «Non siamo favorevoli a quell’impianto se la linea dovrà sorvolare abitazioni, per rispetto dei cittadini che vi abitano. Non vogliamo piloni su terreni soggetti a frane, per tutelare la delicatezza di quel territorio. Bisogna valutare fattibilità e convenienza. Deve soprattutto garantire di poter collegare con facilità la zona del centro con le piste».

Intanto si sta definendo il piano delle opere per i Mondiali 2021, del quale si occuperà il commissario governativo Luigi Valerio Sant’Andrea, funzionario del ministero dello Sport, designato dal ministro Luca Lotti: «Nei recenti incontri con il commissario spiega Nicoletti siamo arrivati a completare il piano delle opere, definite a cerchi concentrici. Le prime sono fondamentali per le gare: piste, zone d’arrivo, bypass, strada comunale che sale alla Tofana. Poi vengono i servizi accessori, ad esempio attorno al centro polifunzionale Alexander Girardi. Infine la legacy, il lascito per la cittadinanza, che rimarrà dopo i Mondiali, con piscina comunale e palestra».

Un discorso a sé va fatto per la viabilità, sia di accesso a Cortina, sia di movimento nel paese: il consiglio comunale voterà una delibera questo pomeriggio, per indicare ad Anas l’intervento ritenuto prioritario. In paese si è acceso un dibattito, sulla contrapposizione fra una variante al centro cittadino, sostenuta dall’amministrazione del sindaco Gianpietro Ghedina, e il bypass al villaggio di Zuel, richiesto dai residenti in quella zona. La Fondazione Cortina 2021 non interviene in modo diretto nel confronto, ma si concentra sulle opere di propria competenza: «Siamo molto soddisfatti dello stato dei progetti nell’area delle gare, definitivi o in fase molto avanzata conclude Nicoletti mentre per la pista Vertigine, che ospiterà le gare maschili di discesa libera, slalom gigante e supergigante, i lavori sono iniziati e stiamo decidendo dove collocare tunnel per l’attraversamento degli sciatori. Ne abbiamo parlato, di recente, con Markus Waldner, direttore di gara Fis. Il tracciato sarà pronto, nella parte grezza, prima del prossimo inverno, e sarà completato la prossima estate, con le dotazioni tecniche».

A testare la pista saranno le gare dei campionati italiani assoluti, nell’inverno 2019; poi le finali di Coppa del mondo del 2020, prova generale dei Mondiali 2021.

Tra le opere per i Mondiali spunta l’impianto a fune verso le piste da sci

Pubblicato il 4/Set/2017 in news

Dal Gazzettino del 4 settembre 2017

Una funivia dal centro di Cortina al comprensorio sciistico di Pocol, Socrepes e Tofana. Andrebbe a colmare il vuoto lasciato dalla chiusura della storica funivia di Pocol, che saliva da piazza Roma. Ci sta pensando la Fondazione Cortina 2021, che ha già affidato uno studio di fattibilità.

Tra le opere per i Mondiali spunta l’impianto a fune verso le piste da sciLa costruzione di un nuovo impianto a fune, per salire dal centro di Cortina sino al comprensorio sciistico di Pocol, Socrepes e Tofana, potrebbe essere uno dei punti cardine del piano delle opere per i Mondiali di sci alpino. La fondazione Cortina 2021 ha affidato l’incarico per uno studio di fattibilità a un ingegnere libero professionista, che collabora con l’azienda di impianti di risalita Doppelmeier. L’amministratore Paolo Nicoletti suggerisce però la cautela: «Quel nuovo impianto va fatto solamente se si trova una linea, dove farlo passare, che sia funzionale all’esigenza di avvicinare i turisti di Cortina alle piste da sci, in modo da creare un altro arroccamento, oltre a quello che c’è già, della Freccia nel Cielo.

Se la soluzione è semplice ed efficace per quell’area, si può valutare; non se ne parla, se la soluzione non è ottimale». Nicoletti elenca le possibili difficoltà: «Noi non siamo favorevoli a quell’impianto se la linea dovrà sorvolare abitazioni, per rispetto dei cittadini che vi abitano. Non vogliamo piloni su terreni soggetti a frane, per tutelare la delicatezza di quel territorio. Bisogna valutare fattibilità e convenienza. Deve soprattutto garantire di poter collegare con facilità la zona del centro con le piste».

L’esito dello studio, affidato al professionista, sarà noto fra breve, comunque in tempo per un eventuale inserimento del nuovo impianto nel piano delle opere per i Mondiali. «Nei recenti incontri – prosegue Nicoletti – con il commissario governativo Luigi Valerio Sant’Andrea siamo arrivati a completare il piano delle opere, definite a cerchi concentrici. Le prime sono fondamentali per le gare: piste, zone d’arrivo, bypass, strada comunale che sale da Gilardon alla Tofana. Poi vengono i servizi accessori, ad esempio attorno al centro polifunzionale Alexander Girardi. Infine la legacy, il lascito per la cittadinanza, dopo i Mondiali, quindi piscina comunale, palestra.

Un discorso a sé va fatto per la viabilità, sia di accesso a Cortina, sia di movimento nel paese, ma non interveniamo in modo diretto».

A che punto siete? «Siamo molto soddisfatti dello stato dei progetti nell’area delle gare, definitivi o in fase molto avanzata. Per la pista Vertigine i lavori sono iniziati e stiamo decidendo dove collocare tunnel per l’attraversamento degli sciatori. Ne abbiamo parlato, di recente, con Markus Waldner direttore di gara Fis. Il tracciato sarà pronto, nella parte grezza, prima dell’inverno, e completato la prossima estate, per le gare test dell’inverno 2019».

Marco Di Bona

 

LA STORIA  Realizzata nel 1925: in funzione per mezzo secolo

CORTINA – (m.dib) L’impianto di risalita dal centro di Cortina a Pocol fu realizzato nel 1925 dalla società Funivie aeree italiane turismo. Fu uno dei primi d’Italia, la prima funivia delle Dolomiti. In seguito Fait ne costruì altri: la funivia del Faloria, sciovie e seggiovie. Restò in funzione per mezzo secolo, sino a metà degli anni Settanta. Consentiva di partire dal cuore di Cortina, per raggiungere il comprensorio sciistico di Pocol e poi collegarsi a Lacedel e Socrepes. Dopo la chiusura sono stati eliminati gli alti piloni metallici. La stazione a valle, in piazza Roma, è stata acquisita dai collezionisti d’arte Farsetti, che la trasformeranno in un edificio per le mostre, accanto a un grande parcheggio interrato multipiano. Al Belvedere di Pocol sarà demolito il vecchio fabbricato, per ricavare un’area a verde pubblico, ceduta gratuitamente al Comune, e il volume sarà spostato nella frazione di Grava, dove potranno sorgere due nuovi fabbricati, uno dei quali destinato a meublé o pensione e un alloggio residenziale.

Viabilità in vista dei Mondiali: al voto il parere sugli interventi

Pubblicato il 4/Set/2017 in news

Dal Gazzettino del 4 settembre 2017

Viabilità in vista dei Mondiali: al voto il parere sugli interventi

CORTINA Campo di golf, assetto urbanistico del piazzale della stazione, viabilità di accesso al paese, per i Mondiali 2021 di sci alpino, riorganizzazione degli uffici comunali: è davvero ponderoso l’ordine del giorno del consiglio comunale di Cortina, convocato questo pomeriggio, alle 18.

Il futuro del campo da golf di Fraina aprirà la riunione: l’amministrazione darà infatti risposta all’interrogazione del gruppo di minoranza Cortina presente e futuro, che chiede di sapere cosa accadrà del progetto di ampliamento della struttura, per riuscire a dotare il paese di un campo a diciotto buche. Si chiede in particolare di tornare alla delibera assunta all’unanimità dal consiglio nel febbraio 2016, quando fu approvata la partecipazione del Comune alla fondazione che dovrà completare l’impianto sportivo e turistico.

Al termine del consiglio il punto forse più atteso: la delibera con il parere del consiglio comunale sugli interventi di adeguamento della viabilità statale Anas, in previsione dei Campionati del mondo di sci alpino Cortina 2021. Il sindaco Gianpietro Ghedina e il consigliere comunale con delega all’urbanistica Benedetto Gaffarini hanno espresso più volte la preferenza del loro gruppo consiliare Sistema Cortina per il progetto di variante al centro cittadino, nella zona da Crignes a La Riva. Lo hanno ripetuto mercoledì scorso, nell’incontro pubblico con i cittadini, quando hanno spiegato i motivi che inducono a privilegiare questa scelta, invece della varante in galleria all’abitato di Zuel.

Il consiglio esaminerà il recesso dalla convenzione con il comune di Vigo di Cadore, per la gestione associata della segreteria comunale, attualmente affidata a Enrico Pilotto, di Vigo, per entrambi i comuni. L’urbanistica sarà in primo piano, con la modifica del perimetro di una scheda per interventi nel piazzale della stazione. Verrà infine istituita la commissione statuto e regolamenti, così da affrontare alcuni adempimenti che, anche di recente, hanno suscitato tensioni fra i due gruppi consiliari.  (m.dib.)