News e comunicati



Varianti SS Alemagna: necessaria la VIA

Pubblicato il 22/Nov/2017 in Comunicati

Comunicato 22 novembre 2017

Associazioni firmatarie:
CIPRA Italia 						         Comitato Peraltrestrade Carnia-Cadore
WWF O.A. Terre del Piave				Gruppo Promotore Parco del Cadore
Mountain Wilderness				        Italia Nostra sezione di Belluno
LIBERA Nomi e Numeri contro le mafie		Ecoistituto Veneto "Alex Langer"


VARIANTI SS ALEMAGNA: NECESSARIA LA VIA

I progetti definitivi delle varianti alla viabilità di Tai, Valle, San Vito di Cadore e Cortina sono attualmente in corso di esame presso il Ministero dell’Ambiente che dovrà valutare se essi determinino “potenziali impatti ambientali significativi e negativi”.
In caso di valutazione positiva si dovrà procedere alla Valutazione di Impatto Ambientale che prevede la redazione di appositi accurati studi.

Le associazioni firmatarie il presente comunicato, dopo avere preso visione dei progetti e dei luoghi interessati, ritengono che la VIA sia quanto mai necessaria, in particolare, ma non solo, per la variante di San Vito.
Infatti questa è l’unica a svolgersi interamente allo scoperto e la sua realizzazione comporta un sacrificio di suolo di circa 30.000 mq., oltre ai cantieri.
Ma la sottrazione di territorio va in realtà assai oltre quella che è la pura e semplice occupazione  derivante dalle opere, comportando in effetti una perdita di utilizzazione di tutti i prati a valle dell’abitato di San Vito che risulteranno tagliati in due dalla striscia di asfalto con annessi rilevati, viadotti ecc, e perderanno pertanto le loro funzioni, in particolare ma non solo, quella fondamentale paesaggistica.

Le modifiche della viabilità lungo la valle del Boite debbono essere valutate tenendo conto del “cumulo con altri progetti”, come esige la normativa in vigore, e approfondendo quindi la probabilità di un aumento del traffico pesante di puro transito lungo tutto l’asse con conseguente aumento di emissioni dannose.
Il che si risolverebbe in un peggioramento della qualità dell’ambiente e della vita anche a danno dei paesi non interessati dalle future varianti.

Le associazioni firmatarie hanno espressamente evidenziato all’ANAS, al Commissario straordinario Viabilità Mondiali Sci Cortina 2021 e alla Soprintendenza la necessità di rinviare le conferenze di servizi previste per i prossimi giorni (pena l’illegittimità delle decisioni eventualmente assunte), in attesa che si concluda presso il Ministero dell’Ambiente  la procedura di verifica di assoggettabilità a VIA.  Tale procedura necessita dei suoi tempi stabiliti per legge, che non sono per nulla stati modificati dalla normativa speciale che ha accelerato le procedure in vista dei Mondiali 2021.
Si evidenzia che c’è tempo fino al prossimo 9 dicembre per le osservazioni e che il Ministero avrà tempo altri 45 giorni per decidere, salvo proroga per la necessità di integrare la documentazione.


Associazioni firmatarie:
CIPRA Italia 						
WWF O.A. Terre del Piave				
Mountain Wilderness				
LIBERA Nomi e Numeri contro le mafie		
Comitato Peraltrestrade Carnia-Cadore
Gruppo Promotore Parco del Cadore
Italia Nostra sezione di Belluno
Ecoistituto Veneto "Alex Langer"


rotatoria cortina

Padola, MW contesta il progetto di collegamento sciistico con Croda Rossa

Pubblicato il 9/Nov/2017 in news

Dal Corriere delle Alpi del 9 novembre 2017

Padola, Mountain Wilderness contesta il progetto di collegamento sciistico con Croda Rossa
Ambientalisti critici sui nuovi impianti

COMELICO SUPERIORE Gli ambientalisti di Mountain Wilderness hanno manifestato le loro perplessità, in alcuni casi vere e proprie contestazioni, in merito al collegamento sciistico tra i comprensori di Padola, in Comune di Comelico Superiore, e quello di Croda Rossa-Monte Elmo, in provincia di Bolzano, alla Sopraintendente all’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e per le Province di Belluno, Padova e Treviso.

Il progetto prevede due nuovi impianti di risalita in territorio bellunese: la cabinovia Popera, che sale da Campotrondo in Valgrande (1306 metri sul livello del mare) fino alla Cima dei Colesei (1972 metri) e la seggiovia Valgrande, che da Campotrondo sale verso il Col d’la Tendla (1600 metri); tre nuove piste che collegano la Cima dei Colesi al Passo di Monte Croce Comelico (Popera I), la pista Popera II, che dal Passo di Monte Croce Comelico scende a Campotrondo, e la pista Valgrande che scende sotto l’omonimo impianto.Inoltre è previsto un bacino per l’innevamento artificiale nei pressi di Bagni di Valgrande, in prossimità delle sorgenti sulfuree. Come riportato nel Rapporto ambientale del Piano regionale neve (Prn) della Regione, le piste da sci e gli impianti intersecano aree a notevolissimo e documento pregio naturalistico e ambientale (Natura 2000 e Zps).

Il Rapporto ambientale evidenzia come l’impianto che sale alla Cima Colesei si trovi in un territorio che «fino ad ora si è conservato pressoché integro». Inoltre evidenzia che il «disturbo invernale si andrebbe ad estendere in un’area di quiete» e che il progetto comporta una «frammentazione degli habitat a livello locale», perché interessa «ambienti che attualmente in inverno sono completamente isolati».L’impatto paesaggistico e ambientale è di notevolissima entità, a causa in particolare dell’arroccamento e delle strutture annesse sulla cima dei Colesei, priva di copertura arborea. Il Rapporto ambientale evidenzia come la realizzazione di questo progetto comporti un incremento della cementificazione, per esempio in Valgrande, e una ulteriore pressione sulle risorse idriche già fortemente impattate dagli impianti idroelettrici presenti (centrali di Sopalù, Campolongo e Pelos) a causa della costruzione del bacino per l’innevamento artificiale.

Una ulteriore preoccupazione espressa da Mw riguarda la realizzazione di nuovi impianti a quote basse, comprese fra 1300 e 1900 metri, lungo versanti prevalentemente esposti a Sud. Per Mw risulta di difficile comprensione l’utilità reale di un collegamento tra due comprensori attraverso un tracciato a quote basse (1300 metri) il cui innevamento risulterà inevitabilemente precario. Infine Mountain wilderness, in qualità di socio sostenitori della fondazione Dolomiti Unesco, rileva che i tracciati degli impianti a fune e delle piste da sci intersecano la “zona buffer” Dolomiti Unesco Ricadono in “area buffer” una parte della pista Popera I, che dalla cima dei Colesei scende verso il passo di Montecroce, gran parte della pista Valgrande; il 75% del tracciato dell’impianto Valgrande, compresa la stazione di monte, l’11% del tracciato dell’impianto Popera e la stazione di monte sulla cima dei Colesei. La cima stessa si trova nell'”area buffer”.

Francesco Dal Mas

«Piscina, uffici al lavoro sul progetto»

Pubblicato il 9/Nov/2017 in news

Dal Corriere delle Alpi del 9 novembre 2017

L’assessore ai Lavori pubblici Luigi Alverà traccia i suoi obiettivi: in testa l’impianto natatorio ma anche la palestra di roccia
«Piscina, uffici al lavoro sul progetto»

CORTINA Vedere realizzare un po’ di opere pubbliche da tempo chiacchierate, ovvero passare dalle parole ai fatti: è questo il sogno nel cassetto di Luigi Alverà, vice sindaco di Cortina d’Ampezzo nella nuova giunta di Gianpietro Ghedina, in carica da giugno. Un vice sindaco con assessorati di peso in una Cortina che si sta apprestando ad ospitare i Mondiali di sci alpino nel 2021: Lavori pubblici, Patrimonio, Tavolare, Sport, Protezione civile, Cultura (con delega specifica al consigliere Benedetto Gaffarini).Cinquantacinque anni, di professione perito industriale, Alverà non è nuovo alla pubblica amministrazione, tanto da essere stato definito da qualcuno “l’Andreotti” della politica ampezzana. Alverà, si riconosce in questo paragone?«Dipende un po’ che cosa si intende con questa definizione. Sicuramente ho un percorso lungo in campo sociale e amministrativo, per scelta. Tra Sportivi Ghiaccio, associazioni varie, Gis e amministrazione comunale, da 35 anni mi trovo a relazionare con persone di tutti i tipi, e con questa lunga esperienza ho sviluppato un’importante capacità di dialogo. Non so però se l’anonimo che mi ha definito tale lo ha detto in senso positivo o negativo».

I Lavori pubblici sono sicuramente l’assessorato più importante. Qual è l’opera che vorrebbe vedere realizzata durante il suo mandato?«Tante! Ma se devo sceglierne una, la piscina».Un’opera che tutta Cortina, ma anche i turisti affezionati, attendono e hanno richiesto con forza alla precedente amministrazione. Come sta andando avanti l’iter? «Ora l’ufficio dei Lavori pubblici sta preparando il progetto preliminare sulla base del finanziamento di 10 milioni dai Fondi di confine, cui vanno aggiunti due milioni di fondi propri. Il progetto preliminare definisce le linee guida su cui intervenire per la ristrutturazione dell’immobile e la sistemazione dell’area adiacente, quindi la strada di accesso, il parcheggio. Il progetto preliminare per i primi mesi del 2018 sarà pronto. Poi passeremo la pratica al commissario straordinario per i Mondiali, che ne curerà il progetto esecutivo e definitivo, e le procedure per l’appalto».Non c’è il rischio che il commissario faccia slittare la piscina in avanti nel tempo, dando priorità alle opere strettamente legate a i Mondiali?«È chiaro che il commissario prenderà in esame prima le opere strettamente legate ai Mondiali, cosa che sta già facendo, ma subito dopo – si tratta di qualche mese – anche la piscina».

Palestra di roccia: a che punto sono i lavori e il bando per la gestione? «Stiamo completando gli ultimi arredi interni per renderla affidabile in bando, compreso il bar. Il bando è in fase di rifinitura. Non è semplice, gli addetti ci stanno lavorando: si tratta di una struttura che deve essere gestita da persone specializzate nel settore, se vogliamo che funzioni bene. L’obiettivo è di affidare la gestione entro Natale, se qualcuno si farà avanti». E se il bando dovesse andare deserto? «Ci penseremo».Il Comune ha acquistato recentemente il sedime dell’ex ferrovia. Che idee ci sono in proposito? «L’ufficio sta completando il progetto di allargamento del tracciato per ottenere spazi sufficienti per i ciclisti e per i pedoni. Un intervento che è finanziato da 800 mila euro di fondi comunali e 1,2 milioni dai Fondi di confine. Anche in questo caso sfrutteremo il commissario per accelerare l’iter burocratico di un’opera molto importante. Nel progetto cercheremo di inserire, una volta trovate le risorse, anche l’illuminazione dell’ex ferrovia verso Zuel».Aeroporto sì o no? «Non abbiamo ancora materiale sufficiente in mano per poter fare una valutazione in merito. Nel frattempo abbiamo sistemato l’area, dopo esserne rientrati in possesso, ad eccezione dell’hangar, che permarrà in custodia alla ditta concessionaria, fintanto che il Tribunale di Belluno non si pronuncerà in merito al contenzioso in essere».Si notano in effetti in giro per Cortina delle manutenzioni accurate del territorio. «Sulle manutenzioni il personale in questi mesi ha lavorato tanto e bene. Una particolare attenzione è stata data agli sfalci, anche in zone vicino l’ex ferrovia; è stata sistemata l’area di Fiames; sotto la scuola elementare è stata sistemata l’area del campetto; ieri abbiamo accesi i fari nel parcheggio di Largo Poste. Il personale durante l’emergenza della frana di Alverà è sempre stato pronto a partire, anche di notte, dimostrando grande disponibilità». Che situazione ha trovato negli uffici, e come pensa di organizzarli per il futuro? «Ahimè, ho trovato poco personale, e questa è una situazione che riguarda tutti gli uffici del Comune. In questi mesi ho chiesto al personale presente di fare uno sforzo per chiudere alcune pratiche vecchie e mettere nelle condizioni di trasferire le attività al commissario. Il personale ha dato la massima disponibilità. Non dimentichiamo che sull’ufficio dei Lavori pubblici è stata scaricata tutta l’emergenza della frana di Alverà, che è stata molto pesante. Per il futuro, sono stati fatti due concorsi per mobilità per avere due tecnici in più. Non è tuttavia cosa facile trovare qualcuno che voglia venire a lavorare qui a Cortina».Le piacerebbe tornare alla Gis, oggi SeAm, dove è stato per oltre dodici anni? «No, ogni cosa ha il suo tempo, alla Gis ci sono già stato, ora do il mio contributo qui»

Marina Menardi

Ipersfruttamento idroelettrico nell’arco alpino e incentivi, Belluno, sala Muccin, sabato 11 novembre ore 20.30

Pubblicato il 9/Nov/2017 in Comunicati, eventi

Comunicato

La necessità di ridurre le emissioni di gas serra da combustibili fossili, che influiscono sui cambiamenti climatici, ha dato il via a molti “imbrogli ecologici” che rischiano di peggiorare la situazione invece di contribuire a risolverla.

Uno di questi “imbrogli” è senz’altro lo sfruttamento dei residui corsi d’acqua per produrre energia elettrica, una vera e propria “corsa all’oro blu” scatenata in Italia dagli incentivi governativi alle rinnovabili, con la richiesta di migliaia di nuovi impianti di derivazione che intuberanno altri 3.000 km di fiumi per un contributo energetico irrilevante e con costi miliardari a carico dei contribuenti.

Il problema non riguarda solo la provincia di Belluno, bensì tutto l’arco alpino, dalla Valle d’Aosta al Friuli Venezia Giulia, come pure gli Appennini: dovunque scorra dell’acqua ancora libera.

Questo sarà il tema del convegno dal titolo “L’iper-sfruttamento idroelettrico nell’arco alpino. Esperienze a confronto.” che avrà luogo sabato 11 novembre alle ore 20.30 a Belluno, presso il Centro Giovanni XXIII, Sala Muccin.

Organizzato nell’ambito della campagna “Adesso Basta Incentivi”, l’evento è promosso da Comitato Bellunese Acqua Bene Comune, Peraltrestrade, Italia Nostra sez. Belluno, e Coordinamento Nazionale Tutela Fiumi – Free Rivers Italia, che raggruppa associazioni e comitati delle regioni alpine.

Interverranno:
-Rosetta Bertolin, Legambiente Valle D’Aosta
-Filippo Ballarin, Associazione Salvaguardia Val Mastellone, Piemonte
-Dario Tosoni, Legambiente Friuli Venezia Giulia
-Mauro Finotti, Comitato permanente per la Salvaguardia delle Acque Trentine, Trentino Alto Adige
-Giovanni Curti, Valtellina e Valgrosina, Lombardia
-Elisa Cozzarini, giornalista e autrice del libro “Acqua Guerriera – Ediciclo Editore”

Nel corso della serata verranno messi a fuoco i motivi per i quali, dopo anni di approfondimenti, confronti, comunicati stampa, conferenze pubbliche, manifestazioni, appelli; ricorsi al Tribunale delle Acque, alla Cassazione, al Tar e alla Commissione Europea e dopo tante leggi cambiate per non cambiare nulla, siamo arrivati alla conclusione che l’unico modo di fermare lo scempio in atto è che il Governo chiuda il “rubinetto” degli incentivi, facendo così cadere l’interesse a realizzare gran parte delle 2.000 “centraline” in istruttoria (un centinaio solo nel Bellunese).

A conclusione dell’incontro verrà redatto un documento da far pervenire al Governo, che sta discutendo proprio in queste settimane il nuovo Decreto Incentivi, dal quale dipenderà la sorte degli ultimi corsi d’acqua naturali della penisola.

La cittadinanza è invitata.
Comitato Peraltrestrade

«A Verocai è stato spiegato tutto»

Pubblicato il 9/Nov/2017 in news

Dal Corriere delle Alpi del 08 novembre 2017

Il primo cittadino all’opposizione: «No a polemiche pretestuose»
«A Verocai è stato spiegato tutto»

CORTINA «Da parte nostra ci sono massima collaborazione, apertura e trasparenza». Così il sindaco, Gianpietro Ghedina, replica all’interrogazione del gruppo di minoranza che ha chiesto lumi in merito alle infrastrutture per i Mondiali 2021 ed ai costi delle stesse. «All’interrogazione presentata lunedì da Da Rin», dichiara Ghedina, «risponderemo in consiglio comunale, come previsto dai regolamenti. Tuttavia fatico a comprendere l’intento della minoranza. Possono chiederci qualunque cosa e noi siamo sempre disposti al dialogo. Abbiamo organizzato noi l’incontro con la Fondazione, e il capogruppo Da Rin non c’era.

Era presente per la minoranza Alex Verocai a cui sono state fornite tutte le risposte che voleva. Nessuno si è sottratto al confronto. Anzi. Il tecnico della Fondazione, Alberto Ghezze, si è intrattenuto per ore con il consigliere Verocai per rispondere a tutte le sue domande. Ciò dimostra massima disponibilità e trasparenza. Ritengo pretestuoso sottolineare che alla riunione non ci fossero il presidente Benetton e l’amministratore delegato Nicoletti», dice Ghedina, «in quanto, trattandosi di temi specifici inerenti i progetti relativi alle piste e alle aree d’arrivo, i tecnici potevano spiegare al meglio, come è stato, la situazione». (a. s.)

Minella: troppi ritardi per Cortina 2021

Pubblicato il 8/Nov/2017 in news

Dal Corriere delle Alpi del 28 ottobre 2017

Il riconfermato presidente di Anef Veneto è preoccupato: «Abbiamo solo tre estati per lavorare e la promozione latita»
Minella: troppi ritardi per Cortina 2021

FALCADE Per i Mondiali di sci a Cortina «siamo tutti un po’ preoccupati: mancano solo tre estati di possibile lavoro». Ma Renzo Minella, appena rieletto per la terza volta presidente dell’Anef, l’associazione degli impiantisti a fune, si dice «altrettanto preoccupato» perché non si è ancora al lavoro sulle ricadute dell’evento sportivo in tutta la provincia e sulla montagna veneta. Temi, questi, che Minella ha affrontato anche ieri, nel corso di importanti incontri a Modena.Il cantiere-Cortina è in ritardo?«Che non sia in anticipo lo vedono tutti. Si continua a dire che bisogna essere pronti per il 2021. La verità è che gli impianti devono essere collaudati per l’inizio dell’inverno del 2020. Ma per quella data anche le altre strutture sportive ricettive debbono essere tutte funzionanti e così pure le infrastrutture. Ho qualche dubbio che con i tempi ci siamo. I commissari e la Fondazione Cortina sono tutti al lavoro, ma riscontro che si va avanti con fatica»

.Quindi?«Bisogna darsi una mossa».Se non ci siamo a Cortina, immaginarsi nel resto della provincia e nella montagna veneta. Luca Zaia, il governatore, non perde occasione di ricordare che questo evento deve avere una ricaduta su tutte le Terre Alte del Veneto.«Appunto. E questo è un ulteriore capitolo di preoccupazione. Non vedo che avanzi nulla dal punto di vista promozionale. I Mondiali di Cortina dovrebbero trainare tutta la montagna veneta. Ma che cosa si sta facendo? Credo che si dovrà individuare urgentemente un organismo che provveda a questa promozione.

La Fondazione e i commissari sono giustamente tutti protesi su Cortina».Intanto la Val Pusteria, la Val Badia e la Val Gardena si sono già mobilitate per richiamare i turisti dei Mondiali.«Ho sentito, ma non ho visto nulla al riguardo. Certo, i loro operatori sono attrezzati per mobilitarsi in pochi giorni».Come va sul piano della recettività? Bastano i finanziamenti della Regione Veneto per riqualificare gli alberghi?«Lo stesso assessore Caner ha assicurato che ci sarà una seconda tranche di contributi. Anche in questo settore bisogna fare presto e, soprattutto, è indispensabile che gli operatori turistici e i pubblici amministratori imparino finalmente a fare sinergia come in Trentino Alto Adige. Abbiamo 5 milioni a disposizione per la promozione del territorio. Sono pochi, ma non si riesce neppure a utilizzare queste risorse con programmi efficaci.

C’è un deficit pauroso di governance. Tutti hanno i loro problemi, a cominciare dai sindaci. Ma questi sindaci non devono scaricare tutto sugli imprenditori del turismo; si sa che non hanno soldi per fare quello che a loro viene chiesto».Ma l’Anef fa la sua parte?«Abbiamo 14 società iscritte e produciamo un fatturato invernale di 70 milioni, con un indotto pari a 490 milioni. Diamo lavoro a 500 persone. Continuiamo a investire e anche per quest’inverno verrà aperta una cabinovia nuova ad Arabba. Quindi la nostra parte noi la facciamo».

Qualcuno dice che la fate a discapito dell’ambiente, per esempio consumando troppa acqua per l’innevamento artificiale.«Perché non dire anche che la neve che produciamo si trasforma in risorsa idrica? E guarda caso va a dare copertura ad aree dove non nevica più da tempo. Piuttosto si riconosca che la neve artificiale ha costi astronomici. Ci sono quattro bacini d’acqua in costruzione, altri quattro programmati. Per ognuno spendiamo da 1,5 a 2 milioni di euro.

Ma la fatica maggiore è quella burocratica; per realizzarli ci vuole una montagna di carte. Speriamo in una semplificazione perché questi bacini vanno riconosciuti anche nella loro funzione di sicurezza (per intervenire negli incendi) e di opportunità turistica».Sia sincero, quanta acqua vi serve?«Trecento mila litri per 50-70 chilometri di pista. Ogni anno, complessivamente, dobbiamo affrontare una spesa di circa 5 milioni di euro solo per l’innevamento».

Ve ne restano 65…«Il 50% di questi 65 sono tutti costi. Faccia lei».Ma ha ancora senso tenere aperti gli impianti, o peggio costruirne di nuovi, sotto quota 1500 metri?«Prende ad esempio il Nevegal: è indispensabile come campo scuola: prepara i “cittadini” per l’alta montagna. Lo stesso dicasi di Croce d’Aune. Noi abbiamo bisogno di impianti e piste a portata delle nostre città, altrimenti perdiamo la migliore clientela».

Francesco Dal Mas

Mondiali Cortina 2121, Sant’Andrea porterà avanti il primo livello delle opere

Pubblicato il 8/Nov/2017 in news

Dal Corriere delle Alpi del 07 novembre 2017

Domani la giunta gli conferirà l’incarico
«Sant’Andrea porterà avanti il primo livello delle opere»

CORTINA Luigi Valerio Sant’Andrea, commissario ad acta per le infrastrutture necessarie ai Mondiali che Cortina organizzerà nel 2021, è salito nella Conca la scorsa settimana. L’ingegner Sant’Andrea ha avuto vari incontri tra Cortina, altre località del Bellunese e del Trevigiano inerenti la rassegna iridata.Nel capoluogo ampezzano i tecnici della Fondazione Cortina 2021 Alberto Ghezze e Marco Follador, hanno incontrato Sant’Andrea assieme al sindaco Gianpietro Ghedina, agli assessori Valerio Giacobbi, Luigi Alverà e al consigliere Benedetto Gaffarini.

Alla riunione erano presenti anche l’avvocato Guido Zago, legale della Fondazione, Nicola Menardi, del team Cortina 2021, e Sandro D’Agostini consulente tecnico della Fondazione e attuale presidente della municipalizzata Servizi Ampezzo. Si è fatto un primo punto sulla situazione e si è deciso di portare in conferenza di servizi per Natale le prime progettazioni. Domani la giunta ampezzana voterà una delibera tramite la quale assegnerà al commissario Sant’Andrea il compito di portare avanti il primo livello delle opere, quello che è inerente agli impianti che servono per le gare dei Mondiali: si parla quindi delle piste da sci, della sistemazione dell’area di arrivo di gara a Rumerlo e a Col Drusciè, e degli impianti di risalita.Il progetto prevede il rifacimento e l’ampliamento dell’area di arrivo di Rumerlo, che ospiterà le finish area di Olympia e Vertigine Bianca.

Rumerlo sarà inoltre collegata in modo adeguato per gli sciatori, che avranno a disposizione un nuovo skiweg tra l’area e il Col Drusciè. Qui si gareggerà per lo slalom e sarà realizzata una nuova area d’arrivo.Nel primo livello rientrano anche le sistemazioni delle strade di Rumerlo, davanti al Caminetto, e di Col Drusciè.Si passerà poi nel 2018 al secondo livello, le cui opere sono attualmente in fase di definizione. (a. s.)

Cortina: opere e costi, raffica di interrogazioni

Pubblicato il 8/Nov/2017 in news

Dal Corriere delle Alpi del 07 novembre 2017

La minoranza di Da Rin, insoddifatta dopo l’incontro con la Fondazione, torna a chiedere «la necessaria trasparenza»
Opere e costi, raffica di interrogazioni

CORTINA Quali sono le opere che verranno effettivamente relativizzate per i Mondiali 2021? Quanto costernano? Chi le pagherà? Quali sono, se ci sono, le opere che invece non si farà a tempo a vedere costruite? Quali sono le tempistiche? C’è un crono programma dettagliato che indichi quando verranno aperti i vari bandi e i rispettivi cantieri? Se qualche opera non sarà finanziata tramite le risorse a disposizione per i Mondiali 2021, la spesa verrà sostenuta dal Comune? Sono queste le domande che il gruppo di minoranza, guidato da Giorgio Da Rin, rivolge all’Amministrazione. Ieri mattina è stata protocollata un’interrogazione a cui sarà data risposta nel prossimo consiglio.

Il tema sono i Mondiali; o, meglio, i lavori che dovrebbero essere eseguiti per quell’evento. Non solo le opere in pista che sono già partite, ma tutte quelle che vengono indicate nel dossier di candidatura come l’eredità infrastrutturale che rimarrà a Cortina: la piscina, la palestra Revis ingrandita, la nuova strada di accesso a Rumerlo, parcheggi, impianti di risalita rinnovati.«Sebbene il sindaco Ghedina si diverta a leggere le nostre interrogazioni come ha dichiarato leggendo la precedente», premette Da Rin, «noi ci vediamo costretti ad utilizzare l’unico mezzo democratico a nostra disposizione per fare chiarezza sulle questioni. Del piano delle opere relativo ai Mondiali, nel dettaglio, nessuno sa niente. La gente ci ferma per strada a chiedere informazioni che non siamo in grado di dare. Questa mancanza di trasparenza e di chiarezza è allarmante. Stiamo parlando di un evento che deve dare una svolta decisiva al paese. Un evento che deve lasciare un’eredità infrastrutturale pagata con soldi pubblici; e quindi riteniamo che i cittadini abbiano il sacrosanto diritto di sapere come vengono investiti i denari».

Nei giorni scorsi la minoranza è stata invitata dalla maggioranza a un incontro con la Fondazione Cortina 2021. L’esito della riunione non è stato quello sperato dall’opposizione.«Innanzitutto non c’erano né il presidente della Fondazione Benetton, né l’amministratore delegato Nicoletti», spiegano da “Cortina presente e futuro”, «ma solo i tecnici che hanno rispiegato le delibere presentate in consiglio. Non ci è sta poi data la possibilità di fare ulteriori richieste perché ci hanno detto che non era il tema dell’incontro».Le richieste quindi Da Rin e i suoi le hanno protocollate ieri tramite interrogazione.«Sarebbe opportuno che ci dicessero come vogliono creare il piano delle opere di cui si occupa il commissario ad acta Luigi Valerio Sant’Andrea», chiosa Da Rin, «perché non si è ancora visto un solo documento ufficiale in merito. Anche per la parte economica c’è poca chiarezza. Ci hanno parlato di 40 milioni che il Governo investirà su questo piano.

Ma a questi 40 milioni si aggiungeranno i proventi dei fondi dei Comuni di confine, che per esempio finanziano il collegamento funiviario tra Pocol e Cinque torri, o sono già compresi nella cifra? Qui sembra che si navighi a vista; su una partita così importante come è quella dei Mondiali è allarmante questo modus operandi»

Alessandra Segafreddo