News e comunicati



Mondiali: attesa di due mesi per i commissari

Pubblicato il 13/Apr/2017 in news

Dal Corriere delle Alpi del 13 aprile 2017
Il Governo ha stanziato i fondi ma dovrà nominare gli esperti. De Menech: «Sono fiducioso, è un passo avanti importante»
Attesa di due mesi per i commissari
 
CORTINA Ci vorranno un paio di mesi per avere i nuovi commissari per i Mondiali di sci alpino del 2021. Martedì, su proposta del ministro allo Sport Luca Lotti, il consiglio dei ministri ha approvato il cosiddetto “articolo Cortina”: il decreto prevede la nomina di un commissario straordinario in capo all’Anas per l’adeguamento della viabilità di accesso alla località bellunese. La parte principale riguarderà la messa in sicurezza della statale 51 di Alemagna per cui il governo ha stanziato 170 milioni di euro.
Il Governo ha deciso inoltre di nominare un commissario anche per la realizzazione del progetto sportivo. Il commissario si occuperà della progettazione e realizzazione di nuovi impianti a fune dei loro collegamenti, della progettazione di nuove piste da sci e della realizzazione delle opere connesse alla riqualificazione dell’area turistica della provincia di Belluno. «Ora è partito l’iter» spiega il deputato bellunese Roger De Menech, delegato dal Governo a seguire il progetto Cortina 2021, «e entro 60 giorni si concluderanno i passaggi in Camera e Senato. Poi il Governo nominerà i due commissari. Uno sarà un funzionario di Anas che si occuperà delle progettazioni e delle opere da realizzare per migliorare la viabilità bellunese, togliere il traffico pesante dai centri abitanti con una serie di circonvallazione brevi, poste a stretta vicinanza dai paesi per evitare l’isolamento dei centri stessi.
Un altro si occuperà degli impianti sportivi e pubblici inseriti nel dossier di candidatura che verranno realizzate come opere per i Mondiali. Sono tutte quelle opere come la piscina, la palestra, le piste da sci, gli impianti di risalita, la sistemazione della viabilità di accesso all’area di Rumerlo che sono state presentate alla Federazione internazionale al momento della candidatura di Cortina».
Tra queste vi sarà anche il collegamento sciistico tra Pocol e Cinque Torri, finanziato con i Fondi per i Comuni di Confine e non ancora avviato? «Probabilmente sì» continua De Menech, «io ritengo che tutte le opere inerenti i Mondiali debbano seguire un unico iter. Ci sarà un commissario che potrà agire in maniera più agevole avendo delle accelerazioni sui tempi di approvazione ma dovrà comunque rispettare tutti i vincoli ed ottenere tutte le certificazioni necessarie».
Resta da capire come si rapporterà il commissario con la Fondazione Cortina 2021. «La Fondazione resta il centro e il motore trainante dell’organizzazione dei Mondiali» spiega il deputato, «al suo interno non a caso siedono Governo, Regione, Provincia, Comune, Fisi e Coni. La Fondazione avrà il ruolo di coordinamento che già ha e collaborerà con i commissari che nomineremo esclusivamente per arrivare pronti ai Mondiali».
I tempi da qui al 2021 non sono così lunghi. Si riuscirà ad arrivare pronti? «Io sono più che fiducioso. In 4 mesi il Governo ha stanziato i soldi per la viabilità ed emesso il decreto di semplificazione. Questa operazione viene fatta oggi proprio per non trovarsi all’ultimo momento con l’acqua alla gola. In questi 60 giorni l’iter proseguirà. Verrà nominato un nuovo presidente della Fondazione e si continuerà a lavorare ai progetti in vista dell’apertura dei bandi di gara per appaltare le opere vere e proprie.
Io ritengo che questo sia un passo avanti davvero importante, che oltre a sottolineare l’attenzione del Governo per la nostra provincia, agevola in maniera strategica le operazioni connesse ai Mondiali».
Alessandra Segafreddo
L’ad della Fondazione, Paolo Nicoletti, plaude alla scelta di semplificare l’iter per le strutture
«Provvedimento tecnicamente intelligente»
CORTINA Esprime soddisfazione la Fondazione Cortina 2021 all’indomani del Consiglio dei ministri. «È un provvedimento di grande utilità», commenta Paolo Nicoletti, amministratore delegato della Fondazione Cortina 2021 che ha il compito di organizzare la rassegna iridata, «tecnicamente intelligente perché permette di individuare in via anticipata le necessità infrastrutturali di un grande evento e del territorio che lo ospita e introduce soluzioni di semplificazione e poteri commissariali all’inizio del percorso. Questo strumento normativo permetterà l’esecuzione delle opere con tempi certi ma anche con procedure trasparenti e complete».
Quello che operativamente più conta, è il fatto che il provvedimento contiene norme di semplificazione per la realizzazione delle infrastrutture sul territorio, sia quelle relative alle aree dove si svolgeranno i Mondiali, ovvero piste e impianti, sia quelle di riqualificazione della macro-area di Cortina e del Bellunese, quali in particolare gli interventi di adeguamento della viabilità sulla statale Alemagna. L’iter sarà eseguito a norma di legge, ma i tempi per le autorizzazioni saranno più brevi. «Il progetto della Fondazione», ricorda Nicoletti, «prevede che sostanzialmente il 100% degli interventi infrastrutturali previsti nelle aree di gara siano destinati a migliorare il comprensorio sciistico, a collegare meglio gli impianti riducendo così l’utilizzo di macchine per gli spostamenti e ad offrire nuove tracciati sia ad uso turistico sia ad uso di gara e allenamento anche per lo sci giovanile.
I Mondiali 2021, oltre a essere una grande opportunità per promuovere l’area delle Dolomiti e gli sport invernali e per lasciare un’eredità di conoscenze e opportunità di lavoro, sono disegnati per essere sostenibili dal punto di vista economico ed ambientale e per favorire la realizzazione di infrastrutture, oltre che sportive, di riqualificazione del territorio che resteranno per lungo tempo». Per Cortina 2021 non verranno realizzate le classiche “cattedrali nel deserto”, che potrebbero essere utili solo al Mondiale e poi finire per pesare per decenni sulla collettività. Per il Mondiale vero e proprio si è pensato di creare opere mobili e temporanee.
Tutte le altre infrastrutture come le nuove strade o gli impianti sportivi e i parcheggi, serviranno ai Mondiali ma anche e soprattutto dopo i Mondiali. Queste opere grazie alla semplificazione arrivata dal Governo verranno realizzate in tempi più brevi. (a.s.)

Quando i turisti si comportano come vandali

Pubblicato il 13/Apr/2017 in news

Da Il Gazzettino del 10 aprile 2017

Quando i turisti si comportano come vandali

PASSIONI E SOLITUDINI Qual è il profilo del turista ideale? È attento, educato e rispettoso. Sa soffermarsi ammirato ad assaporare la bellezza di un paesaggio, sa sorridere di gioia, emozionato di fronte a un dettaglio d’arte che gli illumini lo sguardo, o davanti a un giardino ben curato. Non lascia traccia sporca di sé, non lascia cartacce, scritte incivili sui muri, vandalismi, immondizie e sozzure, vere e proprie sevizie urbane, come succede di vedere in tutte le città d’arte. E, con particolare intensità di sozzura, a Venezia.

Il/la turista innamorati dell’arte e del bello lasciano semmai entusiasmo, energie positive, sguardi luminosi, gratitudine.Fare i turisti è un diritto? Se sì, con quali doveri e responsabilità? Come possiamo proteggere in modo efficace la rara e sempre più abusata bellezza di questo maltrattato Paese? Purtroppo i bei discorsi non servono. Non servono le dichiarazioni sull’educazione civica a cui il turista medio pare del tutto impermeabile. Non serve sperare che la bellezza sia ex se un fattore maieutico per far emergere la parte migliore di uomini e donne.

Purtroppo, maggiori sono rozzezza e inciviltà, maggiore è l’impermeabilità della testa e del cuore a ogni forma di rispetto e attenzione. Anzi, sembra semmai trasparire un gusto brutale e sinistro dello sporcare, del lordare, dell’imbrattare, dell’oltraggiare, proporzionale all’ignoranza e al livello di inciviltà. Ognuno lascia segni coerenti con la sua verità: di miseria e rozzezza, oppure di educazione e dignità. Resta il fatto che l’inciviltà di alcuni abbruttisce poi il paesaggio di tutti, a volte in modo indelebile.Come prevenire la progressione di questo abbrutimento generale, di luoghi e opere?Per le città come Venezia, a entrate controllabili, sarebbero opportuni: 1. un biglietto d’ingresso (dieci euro a persona?), che andrà a far parte di un fondo per la ripulitura; 2. cartelli nelle principali lingue che indichino ammende salate da riscuotere immediatamente sul posto per chi sporca; 3. videocamere posizionate in modo strategico; 4. un congruo numero di vigili urbani presenti per strade e piazze, sul terreno, che facciano rispettare la bellezza, la pulizia, l’ordine e la dignità dei luoghi.

L’hanno fatto benissimo per la metropolitana di Londra e di Mosca. Possibile che da noi ogni lordura sia ammessa come ineluttabile con un’alzata di spalle? Non c’è nulla di ineluttabile nei comportamenti umani, soprattutto se c’è coerenza fra le regole e le misure per farle rispettare.Per le altre città, tutte le misure precedenti, con l’eccezione dei biglietti d’ingresso. In particolare, più vigili urbani visibili e attivi sul territorio sarebbero un ottimo deterrente anche per altre forme di sevizie urbane, tra cui scippi e aggressioni.In positivo, premierei con marchi di qualità, da rimeritare ogni anno, i paesi più puliti e curati, a livello provinciale, regionale e nazionale. Paesi che meritano di essere visitati non solo per la bellezza dei luoghi, ma anche per l’accuratezza e la sapienza civile con cui sono valorizzati, che ne potenzia il fascino, la seduzione, la capacità di emozionare e commuovere.

Per gratificare un turismo consapevole del privilegio di potersi gustare il meglio d’Italia.La bellezza italiana, artistica e naturale, è un patrimonio minato e reso più effimero dall’inciviltà? Impegniamoci a curare e valorizzare la bellezza, come vocazione (e perfino terapia) personale del cuore e dell’anima. Ciascuno dei residenti cominci dalla propria casa, dal giardino, dal marciapiede antistante l’abitazione.

Ciascuno cominci con l’educare meglio i propri figli e i propri allievi, dando il buon esempio. Ciascuno faccia la propria parte, per poter poi chiedere e, se non basta, imporre ai turisti il rispetto irrinunciabile per la bellezza di luoghi d’arte e giardini. Bellezza che vorremmo restasse incantevole, abitata a lungo, nel tempo, da sguardi innamorati, protettivi e felici.

www.alessandragraziottin.it

Mondiali Cortina 2021, c’è il sì del Governo

Pubblicato il 13/Apr/2017 in news

Da Il Gazzettino del 12 aprile 2017

Mondiali, c’è il sì del Governo
Il progetto Cortina 2021, per i Campionati del mondo di sci alpino, è stato approvato ieri dal Consiglio dei ministri.

Questo comporta, come conseguenza, lo sblocco delle opere, la semplificazione delle procedure per eseguirle, la nomina di un commissario straordinario in capo all’Anas, per l’adeguamento della viabilità di accesso alla località. La parte principale riguarderà la messa in sicurezza della strada statale 51 di Alemagna, per cui il governo ha stanziato 170 milioni di euro. Con il medesimo decreto, il governo ha deciso inoltre di nominare un commissario, anche per la realizzazione del progetto sportivo, nel territorio ampezzano, in vista dell’appuntamento iridato del febbraio 2021.

L’articolato Cortina è stato presentato in Consiglio dei ministri su proposta di Luca Lotti, ministro allo Sport, e fa parte di un pacchetto di provvedimenti a favore degli enti locali. «Attendevamo questo provvedimento esecutivo, che costituisce il punto di partenza per tutte le opere complementari e semplifica e velocizza le procedure di realizzazione», commenta il deputato bellunese Roger De Menech, delegato dal governo a seguire il progetto Cortina 2021.

Secondo De Menech: «Lo svolgimento dei Mondiali di sci a Cortina, nel febbraio 2021, è centrale per le politiche non solo sportive, ma per il rilancio del nostro paese e dimostra l’attenzione e la concretezza del governo». Oltre alle risorse proprie, Anas avrà a disposizione anche i finanziamenti già previsti dalla legge di Stabilità 2017 e ripartiti sul triennio 2017-2019.

In quanto al commissario ad acta, dovrà occuparsi di progettare e realizzare i nuovi impianti a fune, previsti in valle: principalmente il collegamento con il passo Falzarego, dall’area sciabile di Pocol alle Cinque Torri, e la nuova cabinovia di arroccamento verso la Tofana, dal centro di Cortina al Col Druscié.

Sono previsti inoltre i collegamenti fra gli impianti, con la progettazione di nuove piste da sci. Infine, ma non ultime, le opere connesse alla riqualificazione dell’area turistica della provincia di Belluno. «Ringrazio il ministro Lotti per la tenacia con cui ha perseguito questo obiettivo», conclude l’onorevole De Menech augurandosi, rispetto al passato «una rapida conversione in legge del decreto da parte del Parlamento».

Marco Dibona

11-04.017
Donadon out: Ghedina ha fretta «Tempi stretti»
MONDIALI 2021 CORTINA -Il campione di sci Kristian Ghedina (nella foto), testimonial di Cortina, prima nella corsa ai Mondiali, ora nell’organizzazione dell’evento, commenta la decisione dell’imprenditore veneto Riccardo Donadon di lasciare la presidenza della fondazione: «Mi dispiace che abbia lasciato. Negli incontri che abbiamo avuto mi era parso una persona a posto, capace, così come l’amministratore Paolo Nicoletti. Sulla sua sostituzione non so nulla: io sono un testimonial, non ho un ruolo operativo. In quanto alle ragioni della sua rinuncia, ha dichiarato che è motivata da impegni di lavoro; forse quando ha accettato l’incarico non pensava che richiedesse tanto impegno».

Ghedina è stato scelto dalla Fondazione per apparire sui grandi cartelloni, affissi in valle, che pubblicizzano i Mondiali; è uno dei quattro volti del paese, assieme alla giovanissima sciatrice Lavinia Guerresco, simbolo delle future generazioni, che dovranno ricevere un’eredità dai Mondali; la fondista della nazionale azzurra Anna Comarella rappresenta il mondo dello sport; il guardaparco Giordano Menardi ricorda la cura dell’ambiente e del territorio.

Sulla necessità di trovare un sostituto a Donadon, Ghedo aggiunge: «Adesso bisogna subito prendere in mano la situazione, perché i tempi sono molto ristretti, per lavorare, anche se la Fondazione non si è fermata. Chi è preposto, chi guida la fondazione, in primis Flavio Roda, presidente della Federazione italiana sport invernali, deve trovare qualcuno che sostituisca Donadon quanto prima».

Il presidente Roda, a Cortina i giorni scorsi, si è incontrato con i vertici della Fondazione ed ha assicurato che, appena dopo Pasqua, ci sarà il nuovo nome. Che dovrà essere un veneto, se non proprio un bellunese, come auspicato in provincia.

(MDib)

 

 

 

 

«La Feltre-Valsugana collegata al Brennero»

Pubblicato il 13/Apr/2017 in news

Da Il Gazzettino del 12 aprile 2017

«La Feltre-Valsugana collegata al Brennero»

Feltre e Valsugana unite dal treno, da qualche tempo il progetto è stato tolto dai cassetti e gli incontri si stanno susseguendo. Un tratto che per i promotori – in primis il movimento 5 Stelle – sarebbe importante per lo sviluppo turistico, e non solo, del Feltrino. A dare maggior forza a questa idea potrebbe essere la realizzazione del collegamento Valsugana-Brennero.

«L’ipotesi ferroviaria tra Brennero e Valsugana è in fase di valutazione dichiara Enzo Facchin, ingegnere feltrino che da un anno ricopre il ruolo di commissario governativo per il progetto del collegamento ferroviario del Brennero – Stiamo facendo dei ragionamenti tesi a verificare se portando il collegamento da Trento verso Belluno si possano creare delle situazioni trasportistiche interessanti. Senza contare che permetterebbe di mettere in rete tutta l’area dolomitica. Ovviamente è tutto in fase di studio e per il momento non si è andati oltre».

Nessuna progettazione, quindi, ma uno studio per capire quali possano essere le potenzialità di questo che, in gergo tecnico, viene definito stacco. Quello che sembra però evidente è che realizzare questa bretella potrebbe dare un maggiore slancio al progetto della Valsugana-Feltre. A pensarlo è anche Oscar De Bona il quale nel 1999, quando fu realizzato il primo progetto sulla tratta in questione, oltre a essere presidente della provincia di Belluno era anche tra coloro che lo avevano fortemente appoggiato.

Proprio recentemente Facchin e De Bona si sono incontrati ed hanno parlato di questo argomento. «In merito allo sfondamento a nord della ferrovia e del contestuale raccordo tra Feltre e la Valsugana è importante parlare della Feltre-Valsugana e non della Feltre-Primolano, perché la Feltre-Valsugana ha una potenzialità comunicativa e una recettività da parte di coloro che potrebbero essere interessati a finanziare l’opera molto più elevata», viene evidenziato.

Facchin sta lavorando affinché fra tutte le varianti collegate al traforo del Brennero venga inserita anche la realizzazione di una canna che dalla linea principale della Trento-Brennero-Austria, a Trento est si colleghi con l’attuale ferrovia che da Trento va verso Bassano. «Se riuscisse a farlo sarebbe un bel aiuto per ragionare con più ottimismo e con più elementi di garanzia sul collegamento tra la Valsugana e Feltre – sottolinea De Bona –

Credo che la realizzazione di questo collegamento sia attuale oggi come lo era allora; certo è che con il collegamento con il Brennero ci sarebbe una probabilità maggiore che questo progetto venga realizzato, altrimenti sono convinto che i tempi si allungherebbero. E non poco».

Eleonora Scarton

Autostrade passa all’incasso

Pubblicato il 13/Apr/2017 in news

Da Il Gazzettino del 12 aprile 2017

Autostrade passa all’incasso

Due miliardi, milione più milione meno. È la cifra che Autostrade per l’Italia si appresta ad incassare per il 10% circa del proprio pacchetto azionario. Dopo trattative durate mesi, la quota di minoranza della società di infrastrutture che fa capo ad Atlantia della famiglia Benetton sarà ceduta probabilmente ad Allianz Capital Partner, sezione del colosso assicurativo tedesco che si occupa di investimenti in infrastrutture e che attualmente gestisce circa 16,1 miliardi di euro di asset, ma che punta a raddoppiare questa cifra nei prossimi due-tre anni.

La cessione dovrebbe essere formalizzata nelle prossime settimane, insieme ai dettagli sia delle cifre che della quota azionaria; inizialmente infatti si era parlato di un pacchetto corrispondente al 20% di Autostrade, sceso via via al 15% e ora al 10%. La valutazione data dal mondo finanziario al 15% era tra i 2,3 e i 2,6 miliardi: da qui l’indicazione della cifra di 2 miliardi per il 10% messo in vendita dalla holding infrastrutturale guidata da Giovanni Castellucci.

All’operazione hanno lavorato quattro grandi banche internazionali: Jp Morgan, Goldman Sachs, Morgan Stanley e Credit Suisse.Fin da subito si era mossa una decina di potenziali acquirenti, in gran parte tra fondi infrastrutturali, fondi sovrani, fondi pensione esteri e grandi assicurazioni.

La scelta si è via via ristretta a tre ipotesi: Allianz negli ultimi giorni avrebbe sorpassato altri due potenziali acquirenti anche grazie all’appoggio di due alleati finanziari, che garantiranno ad Atlantia una considerevole plusvalenza. In corsa per la quota di minoranza erano rimasti anche Adia, fondo sovrano di Abu Dhabi, e la cinese Silk Road, che in Italia è presente in Pirelli in qualità di coazionista di ChemChina.

Quale sarà l’uso che farà Atlantia della cifra incassata? Usa, Europa e Sud America sono le aree sulle quali si starebbe concentrando la ricerca di infrastrutture su cui investire. Senza dimenticare che il gruppo che fa capo a Ponzano non ha ancora definito come regolarsi con Save, in vista dell’imminente Opa da 21 euro ad azione avviata da Enrico Marchi insieme a Deutsche Bank e InfraVia. Atlantia infatti detiene il 21,3% della società che gestisce gli aeroporti veneti, azioni acquistate al valore di 14 euro. Di fronte all’Opa, l’approccio è di seguire «l’evoluzione della vicenda passo dopo passo».

Quindi, nulla è ancora stato deciso ma è evidente che il gruppo non si limiterà a stare alla finestra e accettare semplicemente l’offerta che comporterebbe un incasso di 247 milioni (e quindi un’altra discreta plusvalenza: 82,5 milioni). Un rilancio non è certo escluso.I patti siglati da Marchi con Deutsche Bank e InfraVia garantiscono al finanziere veneto il controllo di Save fino al 2020 in virtù dell’impossibilità di cedere quote ad altre società che siano attive nel mondo delle infrastrutture aeroportuali.E Atlantia, presente in Aeroporti di Roma, si troverebbe fino alla scadenza di questi patti parasociali in questa condizione.

Ma gli accordi siglati dalla nuova governance di Save devono ricevere una serie di via libera per essere operativi, e dovranno essere riduscussi comunque fra tre anni. I margini per un contraccatto di Atlantia, forte anche delle risorse e delle plusvalenze provenienti dalle autostrade, ci sono tutti.

Cortina 2021, commissari per le opere Anas e quelle sportive

Pubblicato il 13/Apr/2017 in news

Dal Corriere delle Alpi del 12 aprile 2017

Via libera del consiglio dei ministri. Previsti commissari per le opere Anas e per quelle sportive
Ok del Governo al progetto Cortina 2021

CORTINA Un primo passo è stato effettuato. Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri sera il progetto Cortina 2021.

Con questo intervento il governo dà via libera alle azioni necessarie alla realizzazione dei Campionati del Mondo di sci in programma a Cortina nel febbraio 2021. «Attendevamo con trepidazione questo provvedimento esecutivo», dice con evidente soddisfazione il deputato bellunese Roger De Menech, delegato dal governo a seguire il progetto Cortina 2021, «che costituisce il punto di partenza per tutte le opere complementari e semplifica e velocizza le procedure per la loro realizzazione».

L’articolato Cortina è stato presentato in Consiglio dei ministri su proposta del ministro allo Sport, Luca Lotti. «Lo svolgimento dei Mondiali a Cortina», spiega ancora De Menech «è assolutamente centrale per le politiche non solo sportive ma per il rilancio del nostro Paese e dimostra l’attenzione e la concretezza del governo».

Il decreto legge prevede la nomina di un commissario straordinario in capo all’Anas per l’adeguamento della viabilità di accesso alla località bellunese. La parte principale riguarderà la messa in sicurezza della statale 51 di Alemagna per cui il governo ha stanziato 170 milioni di euro. Oltre alle risorse proprie, ricorda De Menech, Anas avrà a disposizione «i finanziamenti già previsti dalla legge di Stabilità 2017 e ripartiti sul triennio 2017-2019».

Con il medesimo decreto, il governo ha deciso inoltre di nominare un commissario anche per la realizzazione del progetto sportivo. E questa è una novità rispetto a ciò che si pensava. Il commissario si occuperà della progettazione e realizzazione di nuovi impianti a fune dei loro collegamenti, della progettazione di nuove piste da sci e della realizzazione delle opere connesse alla riqualificazione dell’area turistica della provincia di Belluno.

Il decreto approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri fa parte di un pacchetto di provvedimenti a favore degli enti locali. «Ringrazio il ministro Lotti per la tenacia con cui ha perseguito questo importante obiettivo», conclude la disamina di De Menech, che ora si augura rispetto al passato «una rapida conversione in legge del decreto da parte del Parlamento».

Clima, niente intesa, è l’effetto Trump

Pubblicato il 12/Apr/2017 in news

Dal Corriere delle Alpi dell’11 aprile 2017

il summit sull’energia
Clima, niente intesa, è l’effetto Trump
«Ma la Ue va avanti»

ROMA L’effetto Trump si vede sul G7 Energia, che si conclude senza una dichiarazione congiunta proprio per lo stop imposto dagli Stati Uniti, dove il colpo di spugna alle politiche di Obama risulta difficilmente compatibile con gli impegni dell’accordo di Parigi. Il vertice di Roma, iniziato domenica sera con una cena all’hotel Westin Excelsior, proprio di fronte all’ambasciata americana a Roma, è stato preceduto dalla colorata protesta messa in piedi dagli attivisti di Greenpeace, che hanno consegnato ai ministri delle sette grandi potenze mondiali un gigantesco termometro, simbolo della temperatura del Pianeta. Che continua a salire.

Un monito, perché il G7 tenesse presente proprio «quanto sia importante rispettare gli impegni presi alla Conferenza sul Clima di Parigi» e perché si impegnassero a «isolare le posizioni negazioniste e anti-scientifiche della nuova amministrazione Trump», che ha annunciato una revisione profonda, ancora in atto, del “Clean air Act” in tema di emissioni delle industrie americane e un ritorno al carbone e al petrolio a scapito delle rinnovabili.

La preoccupazione degli ambientalisti ha trovato conferma nell’andamento dei lavori, visto che, come ha spiegato il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda, «non è stato possibile firmare una dichiarazione congiunta su tutti i punti», dal momento che «l’amministrazione Usa si trova in un processo di revisione» della politica energetica, in particolare sul tema del cambiamento climatico e dell’accordo di Parigi. In ogni caso, ha assicurato Calenda, con gli Stati Uniti «non ci sono state frizioni, ma un dibattito molto costruttivo», che proseguirà oggi con il bilaterale con il segretario di Stato Usa Rick Perry. Più netta la posizione del premier, Paolo Gentiloni, che da Madrid fa sapere che l’Europa accoglie l’opinione di tutti, ma non accetta passi indietro rispetto agli impegni sulla lotta al cambiamento climatico. «Italia e Ue non cedono di un millimetro» gli fa eco il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti.

Se sulla questione clima non c’è accordo, anche se gli altri membri del G7 e la Ue hanno confermato il proprio impegno «forte e deciso», sul resto è stato raggiunto un «consenso»: dallo sforzo congiunto per sostenere la sicurezza energetica dell’Ucraina (per la quale Snam ha firmato un’intesa finalizzata alla gestione e all’ammodernamento della rete gas), al ruolo futuro del gas naturale, comprese l’importanza del Gnl e l’interconnessione tra le diverse fonti, fino alla cybersicurezza. Si è parlato poi del gasdotto EastMed, considerato «strategico». Sul Tap, infine, Calenda ha chiuso la porta a chi chiede un diverso approdo: «Cambiare adesso equivarrebbe a dire che non lo facciamo, invece è fondamentale farlo» ha tagliato corto.

Il Consiglio dei Ministri approva il progetto Mondiali 2021 Cortina

Pubblicato il 12/Apr/2017 in news

da Bellunopress dell’ 11 aprile  2017

Il Consiglio dei Ministri approva il progetto Mondiali 2021 Cortina. De Menech: sblocco delle opere  e semplificazione delle procedure

Roma, 11 Aprile 2017 – Il Consiglio dei Ministri ha approvato il progetto Cortina 2021. Con questo intervento il governo dà via libera alle azioni necessarie alla realizzazione dei Campionati del Mondo di Sci in programma a Cortina d’Ampezzo nel febbraio 2021.
«Attendevamo questo provvedimento esecutivo», dice il deputato bellunese Roger De Menech, delegato dal governo a seguire il progetto Cortina 2021, «che costituisce il punto di partenza per tutte le opere complementari e semplifica e velocizza le procedure di realizzazione».
L’articolato Cortina è stato presentato in Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro allo Sport, Luca Lotti.
Lo svolgimento dei Mondiali di Sci a Cortina, De Menech «è centrale per le politiche non solo sportive ma per il rilancio del nostro paese e dimostra l’attenzione e la concretezza del governo».
Il decreto legge prevede la nomina di un commissario straordinario in capo all’Anas per l’adeguamento della viabilità di accesso alla località bellunese. La parte principale riguarderà, come noto, la messa in sicurezza della statale 51 di Alemagna per cui il governo ha stanziato 170 milioni di euro.
Oltre alle risorse proprie, ricorda De Menech, Anas avrà a disposizione «i finanziamenti già previsti dalla legge di Stabilità 2017 e ripartiti sul triennio 2017-2019».
Con il medesimo decreto, il governo ha deciso inoltre di nominare un commissario anche per la realizzazione del progetto sportivo.
Il commissario si occuperà della progettazione e realizzazione di nuovi impianti a fune dei loro collegamenti, della progettazione di nuove piste da sci e della realizzazione delle opere connesse alla riqualificazione dell’area turistica della provincia di Belluno.
Il decreto approvato stasera dal Consiglio dei ministri fa parte di un pacchetto di provvedimenti a favore degli enti locali.
«Ringrazio il ministro Lotti per la tenacia con cui ha perseguito questo obiettivo», conclude De Menech augurandosi rispetto al passato «una rapida conversione in legge del decreto da parte del Parlamento».