RISPOSTA
AL COORDINATORE DEI DEMOCRATICI DI SINISTRA DELLA CARNIA, DOTT. PETRIS RENZO.
Lettera di Renzo
Petris
Egregio dottor Petris, con la
lettera inviata al forum di Forni di Sopra Lei ci ha messo in grande difficoltà
: il suo parlare forbito e diffuso, l’evidente conoscenza degli argomenti, così
profondamente trattati e la Sua moderna visione d’insieme, ampia e di respiro
internazionale, ci ha infatti costretti a ripetute letture del suo elaborato
allo scopo di produrre una risposta che fosse quantomeno degna d’esser scorsa,
se accompagnata al Suo scritto.
Il fatto che lo stesso sia poi
stato pubblicato nella lunga versione integrale dal Messaggero Veneto due
settimane dopo, a riprova della sua validità ed attualità e non certo della
Sua personale influenza come qualcuno ha invece ipotizzato, ci ha convinti della
necessità di una risposta da parte dei comitati P.A.S. Dolomiti, Carnia in
Movimento e Tutela delle Acque del Bacino Montano del Tagliamento
Avendo comunque toccato, nel corso
del Suo coinvolgente ragionare, un’importante varietà d’argomenti,
optiamo di rifarci direttamente al suo testo, riportandolo di volta in
volta e facilitando in questo modo l’analisi comune ed usandoLe, crediamo,
reale correttezza .
“…focalizzare l’attenzione su… il ruolo dei
comitati anti nei confronti della classe dirigente locale, dal livello
amministrativo (sindaci) al livello politico più ampio (consiglieri) “ e “…come si atteggia la classe dirigente locale nei
confronti dei comitati” ; “… non sta scritto da nessuna parte che
l’agenda politica possa essere dettata manu militari dai leader dei comitati
“ e “… entra in gioco il ruolo del rapporto rappresentanti
– rappresentati e dell’assemblearismo rispetto al parlamentarismo” e
“… l’accettazione delle regole in democrazia permettono che le scelte
libere di una maggioranza prevalgano sul legittimo dissenso di una minoranza” e
“Su questi temi ci vuole chiarezza e non l’assunzione di posizioni
gattopardesche : pensare allo status quo …è sciocco “
Dottore, Lei ci lusinga ; non
pensavamo innanzitutto di avere un appeal tale da riuscire a coinvolgere la
classe dirigente locale oppure influenzare addirittura il livello politico
superiore, i consiglieri regionali, che Lei, con rispetto nei confronti dei
sindaci e consumata maestria, cita quali rappresentanti di livello politico più
ampio pur essendo, fortunatamente per i contribuenti, numericamente inferiori ai
primi. E’ d’obbligo innanzitutto tranquillizzarla sui supposti leader dei
comitati e sulle loro intenzioni : i comitati sono insiemi orizzontali di
persone che non ricalcano quindi i verticistici cliché politici. Privi di
leader e riconosciuti, come da Lei ricordato, quali organizzazioni di
volontariato, semplicemente si affidano alle capacità ed alla disponibilità
dei singoli e difficilmente – ci sentiamo di tranquillizzarLa - potrebbero
partorire l’intenzione di promuovere dal loro interno univoche candidature
politiche di movimento.
Altrettanto difficilmente possono
essere accusati di voler arbitrariamente riorganizzare, usando la forza,
l’agenda politica dei loro rappresentanti, pur essendo vero che politici
attenti quanto Lei, forse subodorando i prodromi della disaffezione, cominciano
a dedicare attenzione e lavoro al pubblico dissenso ; ancora non siamo riusciti
a convincerLa, ma il suo gradito intervento, ad esempio, certo non è frutto di
coercizione alcuna benché possa invero averLa momentaneamente distratta dagli
impegni politici di diverso spessore che la sua agenda prevedeva.
Superato ci auguriamo questo primo
scoglio, relativo alla libertà dei politici di esercitare in piena autonomia la
loro temporanea professione e di decidere autonomamente le priorità della
propria agenda, vorremmo brevemente analizzare l’ulteriore oggetto delle Sue
considerazioni.
Siamo certi che il Suo spiccato
senso della democrazia La conduca ad un sincero rispetto di quello che definisce
il “legittimo dissenso della minoranza” ; altrettanto sinceramente noi
guardiamo con rispetto alle posizioni di quelli che sono i nostri eletti,
essendo i comitati formati da cittadini votanti, dalle variegate connotazioni
politiche.
Ma poniamo il caso fosse anche il
vostro stesso elettorato ad avere posizioni diverse dalle vostre e supponiamo le
stesse, nella completezza del dissenso, divenute maggioritarie. In questo caso
noi riterremmo saggio che quali politici, avendo missione di fare l’interesse
della polis, e quali rappresentanti di quanti legittimamente dissentono dalle
linee dei loro stessi eletti, foste seriamente dubbiosi sull’opportunità,
anche politica, di perseguire determinati obiettivi e prendeste invece in
considerazione la possibilità di aprirvi ad un dialogo costruttivo, sulle basi
di proposte innovative e diverse, in luogo di procedere ad un dannoso e sterile
arrocco su posizioni gattopardesche (come usa connotare le nostre) oppure
evocando il gattomammone di quelli che, nel caso, vi succederanno e più
determinatamente completeranno il percorso intrapreso.
Per quanto poi concerne il ripetuto
richiamo ai DS, all’attuale maggioranza ed al diritto che questa avrebbe di
poter perseguire le proprie scelte, vorremmo ricordarLe la necessità di non
ripiombare in congetture politiche storicamente successive al medioevo, ma di
valutare con attenzione se vi siano per la nostra terra di Carnia opzioni
diverse per l’affrancamento delle sue genti.
Quando nel 1648 le potenze che
avevano partecipato alla guerra dei trent’anni firmarono i trattati di
Westfalia, stabilirono che la religione ufficiale di uno stato sarebbe stata
quella del suo sovrano e definirono tale principio con l’espressione “cuius
regio eius religio”.
Lei ora chiede venga mantenuta tout
court un’equazione di fedeltà e di fiducia concessa agli eletti non in
ragione della condivisione di un percorso, ma sulla base di un diritto acquisito
: la maggioranza è sovrana, quindi tutti devono credere e sottostare ai
programmi della maggioranza.
Potremmo concordare lavoraste ad un
programma atto a risanare lo stato per distribuire equamente e diffusamente
scolarizzazione e servizi sociali primari, ma non ci risulta che alcuno di voi,
dandoci dimostrazione ed esempio di rigore giolittiano,
si sia volontariamente decurtato il lauto stipendio : evidentemente non
stiamo ragionando di questo ; stiamo invece analizzando le piste da voi percorse
per il rilancio della Carnia. Ed in tempi in cui gli scambi e le informazioni
corrono veloci sulle autostrade telematiche – in Carnia un po’ meno, ma
siamo gente paziente – questa vostra visione del futuro suona un po’ stantia
e vetusta.
Noi infatti non siamo solo comitati
anti, come a Lei piace semplicisticamente ridurci, oppure comitati che coniano
gli slogan da Lei riportati (zona autostrada free / comune deelettrodottizzato),
mai visti e che riteniamo essere frutto della sua fantasia, dimostratasi nello
specifico campo così feconda da riscuote la simpatia di molti ed ottenere
alcune mozioni allo scopo di aggregarLa immediatamente quale sostenitore
simpatizzante.
Siamo invece un insieme di persone
dalle opinioni politiche e dalle esperienze diverse, che convergono sulla
necessità di proporre scelte alternative a quelle della maggioranza dei loro
rappresentanti avendo veramente a
cuore il futuro di questa nostra terra ; e credere che dietro all’attuale
povertà di idee non si celino i soliti pastrocchi ed i forti interessi
economici tipici di una nazione così devastata dai furbetti, ripiegata su se
stessa e per questo tanto diffidente da dover piazzare al ministero delle
infrastrutture – dove c’è
possibilità di bussines - un ex magistrato per dare credibilità al tutto, ci
perdoni, a Lei sembrerà “sciocco”, ma diventa sempre più arduo.
“E’ difficile comprendere come sia
possibile coniugare modernizzazione e pulsioni individualiste quando la base è
male informata” e “per cui
l’Italia va modernizzata e l’Italia ha bisogno di energia” e “La
risposta sta nella realtà di oggi, in cui la malafede di qualcuno tenta di
avere il sopravvento sul processo democratico avvenuto” e “immagino
che moriremo prima di veder aprire un cantiere autostradale lungo la Val
Tagliamento” e “Nello specifico l’idea del collegamento
autostradale Carnia Cadore è un’ipotesi ultradecennale che ha visto tanti
amministratori e tutte le organizzazioni sindacali e padronali reclamare a gran
voce l’infrastrutturazione viaria della Carnia e la fine della sua marginalità”
e ”ci vogliono idee grandiose per pensare al domani” e
”Tarvisio docet”
Dottor Petris, Lei, pur rispettando il ruolo
istituzionale dei comitati, ci indica come un’insieme di persone
coscientemente in malafede ; noi,
diversamente, crediamo di stare “seduti dalla parte del torto, perché tutti
gli altri posti erano occupati” e di supplire in assoluta buona fede, attraverso le assemblee
pubbliche, al vuoto informativo –
questo sì probabilmente intenzionale - che
solitamente compete alle funzioni pubbliche.
Abbia l’onestà di dirci quando i referenti
politici hanno provveduto ad organizzare delle riunioni per informare quella che
Lei definisce “la base”,
intendendo probabilmente i cittadini suoi conterranei ; ci dica quando avete
detto alla base che il Friuli, con la centrale da 800 MW di Torviscosa, è
diventato energicamente autosufficiente e quando avete provveduto a rassicurarla
sulla possibilità che la totalità dell’eccedenza dell’energia importata
con l’ipotizzato elettrodotto da Wurmlach, privato e cui viene concesso di
passare su territorio pubblico, surplus risultante dalla semplice
differenza importato-consumato, invece di essere vantaggiosamente
rivenduto dai proprietari delle industrie con esso servite, possa essere
rivenduto direttamente dall’ente pubblico, utilizzando il ricavato per
realizzare sul territorio della Carnia quel progetto che noi vorremmo aveste,
per il quale siete stati eletti, per elaborare il quale ricevete uno stipendio
mensile che equivale agli introiti semestrali di un operaio… ma che purtroppo
sembra che al momento non abbiate, rincorrendo idee che risalgono al precedente
millennio.
Lei nello specifico ci risulta essere di
Ampezzo, abitare quindi in Carnia e per lavoro costretto a muoversi verso
Trieste ; ebbene ci dica, sulla base di quella che Lei stesso definisce la realtà
di oggi, quale malafede e quale sopruso democratico vi possa essere
nell’indicare anche Lei, dopo una ultradecennale esperienza amministrativa, di
non essere stato capace di provvedere all’allargamento della statale da Villa
ad Ampezzo che quotidianamente frequenta, allargamento peraltro necessario,
oltre a ragioni di sicurezza, anche alle aziende che ad Ampezzo hanno investito i loro
capitali e sono radicate sul territorio .
Ma se questo dovesse legittimamente esserLe da
sempre risultato un progetto troppo ambizioso, ebbene anche la discussione sul
semplice adeguamento del tratto stradale che da Villa Santina conduce a Quinis
– questo meno ambizioso – dovrebbe ricordarLe che sulle opere viarie del
nostro territorio e della Ss 52 (ferma nel suo percorso al 1870) forse Lei non
si è speso a sufficienza ; sulla base di questa realtà dovrebbe risultarLe
quantomeno più difficile spendere slogan – anche se riconosciamo ben
elaborati – sulle scelte e sulla necessaria modernizzazione dei nostri
territori.
Ci dica poi di cosa “accuseremmo l’attuale
governo regionale ed i rappresentanti locali” ricordando ai nostri conterranei
che la storia, per quanto concerne l’acqua, offre la possibilità di un
paradigma negativo, che ha contribuito non poco ad impoverire la nostra comunità
: acqua concessa sottocosto “per il bene comune”, l’energia, e finita ora,
per gli effetti della globalizzazione, nelle salde mani di una cordata formata
da società spagnole e francesi, banche svizzere e municipalizzate piemontesi,
che per il prelievo versano ai paesi danneggiati una miseria e che in aggiunta,
come Lei sa essendone stato informato dalle organizzazioni sindacali, hanno
provveduto a riduzioni del personale ; ed ancora che disattendendo a svariate
leggi regionali, negano ad oggi il minimo deflusso vitale al corso dei fiumi.
Lei poi consiglia soprattutto agli abitanti di
Forni di Sopra il “collegamento autostradale internazionale”, sottolineando
comunque che la Sua dipartita avverrà prima dell’apertura dei cantieri. Posto
che gli anni immediatamente successivi ad uno scudetto dell’inter possono
riservare ogni tipo di sorpresa, noi innanzitutto non abbiamo ben inteso se Lei
preconizzi una Sua prossima dipartita, nel qual caso saremmo i primi ad
augurarLe una diversa sorte, oppure se stia prendendo in giro gli abitanti di
quel paese, consigliando loro di desiderare una cosa che non potranno mai avere.
Poi non capiamo come Le riesca di poter
seriamente ipotizzare che la cenerentola degli investimenti Promotur (non
Tarvisio, dove da anni vengono investiti milioni di euro ) possa sostenere la
concorrenza di stazioni invernali molto più attrezzate e raggiungibili in una
ventina di minuti di autostrada ; e questo per tacere del turismo estivo,
certamente scoraggiato dal visitare un’amena località di montagna dove
quotidianamente si verifica il passaggio in autostrada di 38000 automezzi al
giorno . Citi cortesemente una località turistica dove ha luogo un simile
fenomeno.
Perseguendo una chiara attitudine a noi
non più ascrivibile, con l’ennesimo slogan dichiara che “ci vogliono idee
grandiose per pensare al domani” e quanto sia oramai necessario applicare
“l’idea del collegamento autostradale Carnia Cadore”, che in fondo è”
un’ipotesi ultra decennale”, dando modo di cogliere nel Suo programma una
incongruenza in termini ed un modo di vedere lo sviluppo della Carnia che in
effetti si distanzia parecchio dal nostro.
Sono la condivisa progettazione del
cambiamento, la riflessione e l’idea delle modalità d’intervento sulla
realtà, l’indagine, la riconosciuta diffusione del sapere e la conseguente
ricerca democratica del confronto a creare notevoli distanze tra il Suo ed il
nostro modo di intendere.
Ci scrive di altre strade anche il
poeta Leonardo Zanier ; scrive dal Cantone dei Grigioni, dall’Engadina, dalla
Svizzera ricca, alpina e rurale, abituale sede di riunioni internazionali, da un
Paese che fa diventare il rispetto del territorio considerevole risorsa
economica.
Propone innanzitutto “una visita a quella terra, così
simile alla nostra e dove peraltro si parla ladino ; un invito estendibile anche
alla nostra élite politica dice, ai sindaci, ai dirigenti regionali e
provinciali affinché tutti possano rendersi consapevoli di quali siano le reali
possibilità di sviluppo della Carnia, tutt’altro che trascurabili se
perseguite attraverso identiche modalità.”
Offre poi “un progetto diverso,
ancorché temerario, di reale lungimiranza, rispetto ambientale e possibile
fonte di guadagno, suggerendo di collegare diversamente il “villaggio chiamato
Carnia” con se stesso e con il mondo : con una metropolitana di superficie –
come allo studio nel vicino Cadore , oppure meglio ancora con una rete
ferroviaria anche a scartamento ridotto, in tutto simile a quella grigionese,
che immersa in un paesaggio stupendo quanto la Carnia, con un tracciato unico,
coraggioso e spettacolare, composto anche da lunghissime gallerie ed offerte
creative su rotaia è divenuta, con i suoi nove milioni all’anno di
visitatori, l’infrastruttura
turistica più importante di quel cantone svizzero di montagna che tanto
assomiglia alla nostra terra”.
Un progetto fra l’altro
appropriato anche a centrare l’obiettivo di spostare in modo sistematico e
crescente il trasporto merci dalla gomma alle rotaie e che eviterebbe alle
nostre dolomiti l’emissione di 205 mila tonnellate di CO2 , 11000 di ossido di
carbonio da aggiungere alle polveri sottili come invece avverrebbe nel caso di
un’autostrada.
Senza aver nemmeno citato i dati
relativi alle ricadute occupazionali di un simile progetto e senza voler nemmeno
accennare a quelle relative ai territorio dove invece imperversa
un’autostrada, non Le sembra a questo punto onesto da parte nostra invitarLa a
promuovere un project financing tra capitale privato e spesa pubblica
chiedendole di impegnarsi affinché quei 3 miliardi di euro vengano destinati,
anziché ad un’anacronistica autostrada, innanzitutto ad una revisione
delle strade esistenti, poi all’applicazione di tecnologie su rotaia,
all’agricoltura, alle industrie ed all’artigianato innovativo, ai servizi
alle persone, alla riqualificazione del territorio per rendere accessibile la
banda larga e per salvaguardare realmente l’immenso patrimonio naturale delle
vallate allo scopo di trasmetterlo intatto alle future generazioni ?.
In tempi in cui si riconosce la
necessità di elaborare una possibile via etica per il mantenimento di
un’”economia stazionaria” ed in cui il mondo scientifico ripetutamente ci
invita ad effettuare scelte capaci di privilegiare l’ambiente, dovessero pur
risultare più costose ; in tempi in cui, non fosse sufficiente il buonsenso,
dalle pagine dei giornali tutte le posizioni cristiane, siano esse cattoliche,
evangeliche oppure ortodosse ci invitano, concordemente alle altre religioni
mondiali, a ricordarci seriamente del mandato ambientalista degli uomini…. a
Lei, dottor Petris, pare ancora che le Sue possano essere ancora considerate
buone proposte, purtroppo le uniche che l’attuale classe politica (destra e
sinistra) sia stata capace di partorire per questo territorio ?.
Poiché noi siamo convinti vi siano
altri percorsi, probabilmente migliori, certamente più attuali, più legati al
territorio, più coraggiosi ed ottimisti per valorizzare il nostro territorio ed
il privilegio di essere carnici .
COMITATO
PERALTRESTRADE DOLOMITI
COMITATO
PER LA TUTELA DELLE ACQUE DEL BACINO DEL TAGLIAMENTO
COMITATO
CARNIA IN MOVIMENTO
