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Il Gazzettino  12.12.2003

Infrastrutture. La proposta di Vito Gamberane, amministratore delegato di Autostrade spa. “In fondo è quello il mercato in evoluzione”

L’Alemagna non continua, sceglie l’Est

Niente sbocco a nord per l’A27: “Meglio proseguire fino a Pieve di Cadore e pensare al collegamento con la Udine-Tarvisio”

Mestre

Niente prolungamento della A-27 Alemagna verso l'Austria, «meglio arrivare a Pieve di Cadore con l'attuale A-27 e poi puntare verso Est per congiungersi con la A-23 Udine-Tarvisio» (forse nell'area di Tolmezzo). Già, perché se l'Alto Adige si oppone al vecchio progetto Venezia-Monaco attraverso il Bellunese, se il potente presidente della Provincia di Bolzano, Luis Durnwalder ha già i suoi problemi a fare digerire agli ambientalisti il superaffollato Brennero, «è anche vero che il Veneto è l'unica regione dell'arco alpino a non avere uno sbocco oltre i monti». E allora, se verso Nord non si passa, si va verso Est «in fondo è quello il mercato in evo­luzione, è lì che noi vorremmo accompagnare il Nordest italiano, come tutto il Paese nello sviluppo della nostra impresa».

Lo dice con pacata determinazione, l'ingegnere Vito Gamberale, amministratore delegato di Autostrade Spa (ieri la conferma che dal 9 dicembre la Deutsche Bank detiene il 3,13% del pacchetto azionario), annunciando che per il prossimo decennio, è il Nordest la priorità della società che fa capo alla famiglia Benetton: «Tanto è vero - spiega - che abbiamo rinunciato a partecipare alla gara d'assegnazione della Asti-Cuneo preferendo focalizzarci sull'asse Venezia-Trieste e oltre». Secondo il manager, tempo dieci anni «e il Veneto cambierà volto», con positive ricadute sul Friuli Venezia Giulia, naturale continuazione verso i dieci Paesi che nel 2004 entreranno a far parte della famiglia Ue.

La strategia della società, che in Italia gestisce 3.500 Km di autostrade, punta sul blocco di Paesi dell'ex cortina di ferro con interesse sia per informatizzare i pedaggi (un buon inizio è l'Europpass, per ora riservato ai Tir e prossimamente per le auto, installato e gestito in Austria) ma soprattutto, per partecipare alle privatizzazioni autostradali che verranno fatte in quegli Stati. Senza dimenticare di consolidare la propria presenza in casa.

NORDEST - In Veneto Autostrade gestisce la A-13 Padova-Bologna e la A-27 Venezia-Belluno; in Friuli la A-23 Udine Tarvisio. La società ha quote in Autovie Venete (4,6%) concessionaria della Venezia-Trieste, in Autobrennero (5%) e in Veneto Strade (alla quale l'Anas ha ceduto le statali). Inoltre partecipa alle società costituite per realizzare tre opere fondamentali per la viabilità del Paese: Passante, Pedemontana Spa e Newco Spa che si è candidata per costruire la Nuova Romea Commerciale, ma il cui progetto è stato bocciato dall'Anas a vantaggio del concorrente Gefip Holding di Vito Bonsignore.

È in questa area di cerniera d'Europa, che si prolunga sull'asse Austria-Germania che Autostrade si impegnerà principalmente. Gamberale è certo che a breve, con l'ingresso nella Ue dei primi dieci nuovi paesi, la terza corsia della tangenziale di Mestre e quella che si farà sulla A-4 da Mestre a Trieste, saranno insufficienti. Ma di sicuro «con Passante di Mestre e Pedemontana, tutto sarà sistemato». E se il Passante ormai è in discesa, la Pedemontana (62 Km, costo previsto 1.103 milioni, cinque anni, a partire dal primo semestre 2004, tra progetto e completamento dei lavori) deve ancora attendere. L'Europa ha contestato l'affidamento diretto alla società Brescia-Padova del tratto ovest, i 40 Km Montebello-Thiene. «Abbiamo perso sei mesi per rifare il progetto - spiega Gamberale - che contempla tutta l'arteria da Spresiano a Thiene. Ma è la decisione migliore, ora tutto dovrebbe filare liscio». Certo, se qualche decina di sindaci interessati al tracciato non si fossero opposti «con spirito più di ostru­zionismo che di controllo, avremmo proceduto più speditamente».

Altri interventi riguardano il nuovo casello di Padova Zona in­dustriale dell'autostrada A-13 fra gli allacciamenti con la diramazione per Padova Sud e con la A-4 Milano-Venezia con un inve­stimento di 31 milioni; il nuovo casello di Villamarzana sempre sulla A-13 Padova-Bologna tra gli svincoli di Occhiobello e di, Rovigo (10,85 milioni).

ALLEATI 0 NEMICI? La possibilità di creare un polo unico delle autostrade pubbliche che agiscono nel Nord Italia (una confederazione è già stata for­mata) non sembrava ben vista da Autostrade Spa, forse perché considerato come fronte antago­nista a quello che veniva definito lo "strapotere della società privata". Ora, dopo numerosi chiarimenti proprio tra Gamberale e i responsabili delle altre concessionarie di cui la stessa Autostrade è socia, gli animi si sono rasserenati. Tanto che l'amministratore delegato oggi dice che «con i colleghi veneti non abbiamo mai dovuto discutere di quote e ruoli». Una piena disponibilità dettata dal pragmatismo di essere comunque soci di minoranza del sistema autostradale veneto. Per questo, dice Gamberale, «siamo disposti ad accompagnare gli alleati oltre i confini del Nordest». E le probabili fusioni societarie? «Siamo per le sinergie, non per le contrapposizioni: l'obiettivo è l'Est, dove le migliori aziende sono quelle italiane. Siamo soci di altre concessionarie, se si fonderanno anche noi saremo nel nuovo soggetto».

TARIFFE - Autostrade ha siglato con l'Anas un atto aggiuntivo da 4,7 miliardi di euro per realizzare opere previste nella Legge Obiettivo. Il piano (che non prevede infrastrutture in Veneto) attende ancora una risposta dal Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica). Questa mancanza, comporterà un ritardo degli impegni finanziari di Autostrade? «Intanto - conclude Gamberale - l'adeguamento tariffario avviene anno per anno in base a regole già definite e per tutti i concessionari. La nostra richiesta al Cipe si basa sui nuovi progetti, ed è su queste opere che il Governo deve rispondere. Quindi, si tratta di un adeguamento tariffario marginale».  Giorgio Gasco

 

 

Il Gazzettino  12.12.2003

La polemica

“Il prolungamento dell’A27 è opera strategica”

BELLUNO - (Im) «I Politici bellunesi sono degli incapaci». Pietro ' Zanchettin, presidente del Movimento per l'autostrada Venezia-Monaco accusa gli amministratori locali di essere loro stessi la causa di ogni male in tema di vabilità. Saltando sui carro della polemica dopo i maxi-ingorghi del ponte dell' Immacolata, Zanchettin ricorda che il prolungamento della A27 fino ai confine di Statu è contemplato come opera strategica per il Paese e pertanto inserita nella legge obiettivo 443101. «Abbiamo anche i finanziatori privati - Spiega- Ci chiediamo perché, quindi, i politici' bellunesi continuino ad inseguire le ipotesi più stranpalate e irrealizzabili, dimenticando che la A27 è l'unica soluzione e che ; anche Alto Adige, Osttirol e Carinzia, contrariamente a quanto si vuol far credere, hanno detto sì. Mi chiedo anche iI perché delta contrarietà dei sindaci del Cadore, visto che il prolungamento autostradale passerebbe interamente in galleria coi traforo delle Marmarole, dei Monte Popena, eliminando la questione dell'impatto ambientale. Il ministero delle Infrastrutture, da me contattato, ha precisato elle il completamento della t127 fino aI confine dì Stato è un'opera che il Cipe ha inserito tra quelle strategiche di interesse nazionale regolate dalla legge obiettivo. Possibile che Belluno si continui a stare in coda?»,