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Cosa dicono, Rassegna stampa, Varie 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 ultime... Il Gazzettino 12.12.2003 Infrastrutture. La proposta di Vito Gamberane, amministratore delegato di Autostrade spa. “In fondo è quello il mercato in evoluzione” L’Alemagna non continua, sceglie l’Est Niente sbocco a nord per l’A27: “Meglio proseguire fino a Pieve di Cadore e pensare al collegamento con la Udine-Tarvisio” Mestre Niente
prolungamento della A-27
Alemagna verso l'Austria, «meglio arrivare a
Pieve di Cadore con l'attuale A-27 e poi puntare
verso Est per congiungersi con la A-23
Udine-Tarvisio» (forse nell'area di Tolmezzo). Già, perché se l'Alto Adige si oppone al vecchio progetto Venezia-Monaco
attraverso il Bellunese, se il potente
presidente della Provincia di Bolzano,
Luis Durnwalder ha già i suoi problemi
a fare digerire agli ambientalisti il
superaffollato Brennero, «è anche vero che il Veneto è l'unica regione dell'arco alpino a non avere uno sbocco oltre i monti».
E allora, se verso Nord non si passa,
si va verso Est «in fondo è quello
il mercato in evoluzione, è lì
che noi vorremmo accompagnare il
Nordest italiano, come tutto il Paese nello sviluppo della nostra impresa». Lo dice con pacata determinazione, l'ingegnere Vito Gamberale, amministratore delegato di Autostrade Spa (ieri la conferma che dal 9 dicembre la Deutsche Bank detiene il 3,13% del pacchetto azionario), annunciando che per il prossimo decennio, è il Nordest la priorità della società che fa capo alla famiglia Benetton: «Tanto è vero - spiega - che abbiamo rinunciato a partecipare alla gara d'assegnazione della Asti-Cuneo preferendo focalizzarci sull'asse Venezia-Trieste e oltre». Secondo il manager, tempo dieci anni «e il Veneto cambierà volto», con positive ricadute sul Friuli Venezia Giulia, naturale continuazione verso i dieci Paesi che nel 2004 entreranno a far parte della famiglia Ue. La strategia della società, che in Italia gestisce 3.500 Km di autostrade, punta sul blocco di Paesi dell'ex cortina di ferro con interesse sia per informatizzare i pedaggi (un buon inizio è l'Europpass, per ora riservato ai Tir e prossimamente per le auto, installato e gestito in Austria) ma soprattutto, per partecipare alle privatizzazioni autostradali che verranno fatte in quegli Stati. Senza dimenticare di consolidare la propria presenza in casa. NORDEST - In Veneto Autostrade gestisce la A-13 Padova-Bologna
e la A-27 Venezia-Belluno;
in Friuli la A-23 Udine Tarvisio. La società ha quote in Autovie
Venete (4,6%) concessionaria della
Venezia-Trieste, in Autobrennero (5%)
e in Veneto
Strade (alla quale l'Anas ha ceduto le
statali). Inoltre partecipa alle
società costituite per realizzare tre
opere fondamentali per la viabilità
del Paese: Passante, Pedemontana
Spa e Newco Spa che si è
candidata per costruire la Nuova Romea
Commerciale, ma il cui progetto è
stato bocciato dall'Anas a vantaggio del concorrente Gefip Holding
di Vito Bonsignore. È
in questa area di cerniera d'Europa,
che si prolunga sull'asse Austria-Germania che Autostrade
si impegnerà principalmente. Gamberale è certo che a breve,
con l'ingresso nella Ue dei primi dieci nuovi paesi, la terza corsia della tangenziale di Mestre e quella che si farà sulla A-4
da Mestre a Trieste, saranno insufficienti.
Ma di sicuro «con Passante di Mestre
e Pedemontana, tutto sarà sistemato». E se il
Passante ormai è in discesa, la Pedemontana
(62 Km, costo previsto 1.103 milioni,
cinque anni, a partire dal primo
semestre 2004, tra progetto e completamento
dei lavori) deve ancora attendere.
L'Europa ha contestato l'affidamento
diretto alla società Brescia-Padova
del tratto ovest, i 40 Km
Montebello-Thiene. «Abbiamo perso
sei mesi per rifare il progetto -
spiega Gamberale - che
contempla tutta l'arteria da Spresiano a
Thiene. Ma è la decisione migliore,
ora tutto dovrebbe filare liscio».
Certo, se qualche decina di sindaci
interessati al tracciato non si fossero opposti «con spirito più di ostruzionismo che di controllo,
avremmo proceduto più speditamente». Altri
interventi riguardano il nuovo casello
di Padova Zona industriale
dell'autostrada A-13 fra gli
allacciamenti con la diramazione per
Padova Sud e con la A-4 Milano-Venezia con un investimento
di 31 milioni; il nuovo casello di
Villamarzana sempre sulla A-13 Padova-Bologna tra gli
svincoli di Occhiobello e di, Rovigo
(10,85 milioni). ALLEATI
0 NEMICI? La possibilità di creare un
polo unico delle autostrade pubbliche
che agiscono nel Nord Italia (una
confederazione è già stata formata)
non sembrava ben vista da Autostrade
Spa, forse perché considerato come fronte antagonista a quello che veniva definito lo "strapotere della società privata". Ora, dopo numerosi chiarimenti proprio tra Gamberale e i responsabili delle altre concessionarie
di cui la stessa Autostrade è socia,
gli animi si sono rasserenati. Tanto
che l'amministratore delegato oggi dice
che «con i colleghi veneti non abbiamo
mai dovuto discutere di quote e ruoli».
Una piena disponibilità dettata dal
pragmatismo di essere comunque soci di
minoranza del sistema autostradale veneto.
Per questo, dice Gamberale, «siamo
disposti ad accompagnare gli alleati oltre i confini del Nordest». E le
probabili fusioni societarie? «Siamo per le sinergie,
non per le contrapposizioni:
l'obiettivo è l'Est, dove le migliori aziende sono quelle italiane.
Siamo soci di altre concessionarie, se si
fonderanno anche noi saremo nel nuovo
soggetto». TARIFFE
- Autostrade ha siglato
con l'Anas un atto aggiuntivo da 4,7
miliardi di euro per realizzare opere
previste nella Legge Obiettivo. Il
piano (che non prevede infrastrutture
in Veneto) attende ancora una risposta
dal Cipe (Comitato Interministeriale per la
Programmazione Economica). Questa mancanza,
comporterà un ritardo degli impegni
finanziari di Autostrade? «Intanto
- conclude Gamberale - l'adeguamento tariffario
avviene anno per anno in base a regole
già definite e per tutti i
concessionari. La nostra richiesta al
Cipe si basa sui nuovi progetti, ed è
su queste opere che il Governo deve rispondere. Quindi,
si tratta di un adeguamento tariffario
marginale». Giorgio
Gasco
Il Gazzettino 12.12.2003 La
polemica “Il prolungamento dell’A27 è opera strategica” BELLUNO
- (Im) «I Politici
bellunesi sono degli incapaci».
Pietro ' Zanchettin, presidente del Movimento
per l'autostrada Venezia-Monaco accusa gli amministratori locali di essere loro
stessi la causa di ogni male in tema di
vabilità. Saltando sui
carro della polemica dopo i
maxi-ingorghi del ponte dell'
Immacolata, Zanchettin ricorda che il prolungamento
della A27 fino ai confine di Statu è
contemplato come opera strategica per
il Paese e pertanto inserita nella legge obiettivo 443101. «Abbiamo
anche i finanziatori
privati - Spiega- Ci chiediamo
perché, quindi, i politici' bellunesi
continuino ad inseguire le ipotesi più
stranpalate e irrealizzabili,
dimenticando che la A27 è l'unica
soluzione e che ; anche
Alto Adige, Osttirol e Carinzia, contrariamente
a quanto si vuol far credere, hanno detto
sì. Mi chiedo anche iI perché delta
contrarietà dei sindaci del Cadore, visto
che il prolungamento autostradale
passerebbe interamente in galleria coi traforo delle Marmarole, dei
Monte Popena, eliminando la questione dell'impatto
ambientale. Il ministero delle
Infrastrutture, da me contattato, ha precisato elle
il completamento della t127 fino aI
confine dì Stato è un'opera che il Cipe
ha inserito tra quelle strategiche di interesse nazionale
regolate dalla legge
obiettivo. Possibile che a
Belluno si continui a stare
in coda?»,
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