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31.10.2004 Da Macchietto a Forni di Sopra con un tunnel di 9 chilometri BELLUNO.
Un tunnel a doppia canna lungo almeno
nove chilometri, tra Macchietto
e Forni di Sopra. Sarà pronto entro
fine mese lo studio di fattibilità
del collegamento tra l'autostrada A27 e la A23 per Tolmezzo, ottanta chilometri
di autostrada o di superstrada a pagamento che garantiranno
alla provincia di Belluno uno sbocco
a nord. Bortolo
Mainardi, architetto bellunese e soprattutto commissario straordinario del
Governo per le opere strategiche nel
Nord Est, ha anticipato alcuni dettagli
dello studio che sta per essere presentato
ai governatori del Veneto e del Friuli,
che ad aprile avevano firmato
un: accordo per la realizzazione
di questo collegamento Mainardi,
invitato al dibattito sul sociale
proposto ieri da Forza Italia alla Nogherazza, ha voluto soprattutto lanciare
un messaggio: «Questa strada costerà
moltissimo, ma avrà il suggello di
opera strategica nazionale. I bellunesi
non possono perdere un'occasione del
genere, è necessario l'impegno
di tutti per portare avanti il progetto
e trovare i fondi necessari alla sua
realizzazione». Appena terminato
intatti; lo studio commissionato all'Anas
verrà portato al confronto di sottoposto
all'analisi degli enti locali, Province
e Comuni interessati. - «E'
importante che l'opera sia condivisa
da tutti», dice Mainardi. «ma chiedo
decisioni in tempi rapidi, quel che
temo di più è di vedere i tempi
allungarsi con
dubbi o peggio spaccature politiche». II vero problema tuttavia restano
i soldi e anche se Mainardi non si
sbilancia, è facile immaginare che per ottanta
chilometri di autostrada, di cui nove
in tunnel a doppia canna, serviranno
centinaia di milioni di euro. Il
commissario per le grandi opere invita
tutti ad uno «sforzo di fantasia» e lancia l'idea del project
financing, cioè della compartecipazione
dei privati al finanziamento dei
lavori. Tra le tante opportunità ci
potrebbe essere anche quella data dalla
vendita del materiale scavato sotto il Cadin
di Toro per il tunnel. Una montagna di
roccia e terra, che attualmente hanno
un valore di mercato prezioso.
Il
Gazzettino 29.07.2004 Su
incarico del Ministro Lunari Messner
arbitro della nuova A27 Reinhold Messner,
cessata l'esperienza di europarlamentare
nelle file dei Verdi è stato «arruolato»
dal ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, per un incarico
delicato: sarà il supervisore dello studio di fattibilità del prolungamento
dell'A27 da Ponte nelle Alpi verso Tarvisio,
che l'Anas dovrà realizzare. «Messner è una
garanzia per l'ambiente», sottolinea Lunardi.
Lo scalatore sudtirolese degli Ottomila ed ex testimonìal televisivo di un'acqua
minerale, ricambia i complimenti: «Lunardi è un uomo pratico, ce ne fossero tanti come lui». E accetta volentieri un ruolo delicato, che
mette in gioco la sua fama di ambientalista. Il collegamento fra
l'A27 e l'A23 passando per Cadore e Carnia -
sostiene Messner - «è la salvezza
della montagna. Se manca la mobilità la gente del Cadore se ne andrà e
chi tutelerà la natura allora?».
Il
Gazzettino 29.07.2004 Infrastrutture. L’incontro a Roma tra i due con il commissario Bortolo Mainardi. L’alpinista:”Resto un ambientalista ma non è possibile vietare la mobilità” Il
ministro Lunari ha ingaggiato Messner Il re degli Ottomila ha ricevuto l’incarico di supervisore per studiare il collegamento Cadore-Carnia fra A27 e la A23 Che
sia strada turistica, superstrada
o autostrada, quella fra il Cadore e
il Friuli ha uno sponsor e controllore
d'eccezione in Reinhold Messner,
che scopriamo ammiratore del ministro delle infrastrutture e dei trasporti
Pietro Lunardi. Ieri i due, in presenza
del supercommissario per le grandi
opere nel Nordest, Bortolo Mainardi, si
sono incontrati a Roma. Il celebre
alpinista, che oggi si dedica al museo
del Monte Rite, ha ricevuto l'incarico
di supervisore dello studio di fattibilità
del prolungamento dell'A27
via Ponte
nelle Alpi verso
est e il valico di Tarvisio, che
realizzerà l'Anas su coordinamento
di Mainardi. In
un comunicato diffuso dal ministero si afferma
anche che «l'avvio immediato del progetto,
previsto dal protocollo d'intesa
firmato i15 aprile dal ministro e dai
presidenti delle Regioni Veneto e
Friuli Venezia Giulia, con l'incarico di Messner
quale supervisore
rappresenta una garanzia per la
salvaguardia dell'ambiente». Per
il re degli Ottomila, finita
l'esperienza al parlamento europeo
iniziata anni fa con i Verdi, questo
collegamento fra l'A27
e l'A23 passando per il Cadore e la
Carnia significa la «salvezza della
montagna». «Più volte ho detto a Belluno qual è la mia proposta di sviluppo
e ora il ministro mi ha chiamato a dare
la mia esperienza. L'ho trovato un
uomo molto pratico. Ce ne fossero dieci
come lui! ». Questo feeling fulminante avrà un effetto a cascata
quasi immediato, perché lo stesso
alpinista ci anticipa che in questa
faccenda sarà coinvolto anche l'ex
ministro Giulio Tremonti, che ha radici a
Lorenzago, sotto il quale passerà il
tunnel di collegamento fra le due
regioni. «Adesso che non ha più
impegni di governo, lo incontrerò in agosto a casa di Mauro
Corona assieme a Bortolo Mainardi».
Lo scultore alpinista di Erto, ormai
sempre più lanciato nella
letteratura, cercato dai media come una
star (l'altro giorno era ospite di Radiotre),
fa parte di quella schiera di persone
che tengono all'ambiente ma anche allo sviluppo. Sul
tracciato, che in ogni caso
seguirà la valle del Piave fino a
Perarolo per poi entrare in galleria
sotto il passo della Mauria, uscire a
Forni di Sotto e proseguire fino a Tolmezzo e al
casello dell'autostrada che da Udine
va a Tarvisio e in Austria, Messner
non dice molto, se non che «si metterà al lavoro per trovare la soluzione giusta».
La sua filosofia, che ha provocato a
suo tempo anche la rottura coi Verdi
nelle cui liste era stato eletto, è
nota: «Se manca la mobilità, la
gente del Cadore se ne andrà e chi
tutelerà la natura, allora? Non è giusto
nemmeno come sta succedendo, che
il traffico pesante passi sui suoi piedi, non è accettabile». L'idea di uno sfondamento transfrontaliero a nord stradale o ferroviario, per una provincia e una regione che non nè ha, viene vissuta da anni come importante per lo sviluppo, quanto meno dagli industriali e dal mondo politico sia pure con soluzioni diverse. Visto che la Val Pusteria e l'Alto Adige con l'Austria non ne vogliono sapere, si punta ora da un'altra parte. Messner dice che «l'Europa si è spostata a est, che è molto più intelligente collegarsi con l'A23, che il nord è un serbatoio turistico saturo mentre l'est è una miniera da esplorare». «Non
trovo giusto che le nostre
(dico nostre perché mi sento ormai un
po' cadorino) zone siano così belle ma altrettanto povere di turisti. Non parlo
di Cortina, ovviamente, ma del Cadore,
di montagne sconosciute che Buzzati frequentava. Insomma, bisogna fare
qualche cosa, perché mi sono accorto
che il museo del Rite finora non ha
aperto ancora nuove prospettive». Ma così facendo
il traffico non aumenterà sempre di più,
l'aria non sarà sempre più inquinata,
l'ambiente non sarà ancora più ferito?
«Starò molto attento all'impatto. Resto un ambientalista e non voglio una Disneyland,
ma non è possibile vietare la mobilità. Molti verdi fondamentalisti non
lo hanno capito: il ritorno alla montagna sempre
più abbandonata passa anche dalle strade».
Flavio Olivo
Discoveryalps 20.04.2004 Tutti d'accordo per l'autostrada. O no? Tramontato
definitivamente il progetto autostradale di collegare Venezia con Monaco
passando da Cortina, miracolosamente il progetto di collegare la Mestre-Belluno
con la Udine-Tarvisio ha messo tutti d’accordo: le Regioni e il Governo
centrale, il centrodestra veneto del governatore Giancarlo Galan e il
centrosinistra friulan-giuliano di Riccardo Illy. A Gorizia i due presidenti di
Regione hanno firmato infatti l'annunciato protocollo d'intesa che li impegna,
insieme al ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi e al presidente dell'Anas
Vincenzo Pozzi, a esplorare la fattibilità di un progetto che avrebbe lo scopo
di far uscire il Cadore e la Carnia dall'isolamento geografico e dalle strade
insufficienti. Regista dell'operazione è Bortolo Mainardi, nominato solo pochi
mesi fa commissario del governo per le opere strategiche del Nord Est. È stato
lui a introdurre l'argomento; sarà lui a coordinare lo studio di fattibilità
che in capo a pochi mesi dovrebbe dire definitivamente se l'opera ha una qualche
possibilità di essere realizzata.
Il Gazzettino
06.04.2004 La presenza del titolare delle Infrastrutture permette ai governatori di Veneto (Galan) e Friuli VG (Illy) di siglare il protocollo per lo studio di fattibilità Superstrada
Cadore-Carnia, firmata l’intesa Il ministro Lunardi:”Opera strategica per agganciarsi al Corridoio 5”. Previsti il traforo della Mauria e quello del monte Rest Gorizia Che lo stato del
nostro traffico quotidiano sia simile a una guerra
lo dimostra la Tangenziale di Mestre. E così il ministro
Pietro Lunardi non trova di meglio che ricorrere a metafore belliche per spiegare (e giustificare)
la decisione di avviare uno studio di
fattibilità sul collegamento -
almeno superstradale - tra
il Cadore e la Carnia. II ragionamento, in
soldoni, è questo. Da
oltre trent'anni esiste il
progetto della Venezia-Monaco, che però si è
fermata a Belluno. Osserva al proposito il governatore del Veneto,
Giancarlo Galan: «Se non si è fatta
in tutto questo tempo, evidentemente
c'è qualche motivo». E il ministro aggiunge
bellicosamente che «non essendo
possibile sfondare il confine verso l'Austria
in un punto nuovo, abbiamo pensato
di sfondarlo dove è già stato sfondato,
ovvero a Tarvisio». Ecco che la A27 di Alemagna, bloccata a Pian di
Vedoia, potrebbe raggiungere Tai di Cadore,
fermandosi ai piedi delle nobili Dolomiti, e
piegare verso est. Un traforo sotto la
Mauria e in un'ottantina di chilometri
totali si arriverebbe alla A23. L'idea
è questa. Anche perchè il Veneto è, come ricorda Galan, l'unica
Regione del Nord che non ha uno sbocco a nord.
Ma vanno studiate le delicate implicazioni
ambientali, vanno soppesati i costi, va analizzato il flusso veicolare che potrà
essere incanalato. E, soprattutto, vanno scelte le soluzioni
tecniche più adeguate nel doppio
dilemma fra strada-autostrada-superstrada
e fra traforo-percorso
a vista. E così ieri pomeriggio nel municipio di Gorizia, un luogo un po' eccentrico
rispetto all'opera, è stato firmato
il protocollo che avvia la fase preliminare di studio. Ma
il ministro era da queste parti
e così i presidenti del Veneto e del
Friuli (Riccardo Illy) ne hanno approfittato per formalizzare
l'impegno alla presenza anche di un rappresentante
dell'Anas. Insomma, è stata messa una prima pietra - al momento di carta - a un'opera ambiziosa che dovrebbe correre in parallelo (ma più a nord) rispetto al famoso "corridoio 5" che attraverserà il Nord Est da Venezia verso Trieste. La scelta delle parole, nel documento, è calibrata e disegna il quadro in cui si inserisce l'ipotesi di prolungare la A27 fino al Cadore per raggiungere di lì il cuore della Carnia. Si tratta di «un'opera strategica» per il governo italiano, in quanto definisce «un sistema logistico di rete infrastrutturale agganciato funzionalmente al corridoio 5». In parole povere: servirebbe a dirottare il traffico da nord (Germania e Austria) verso l'attuale A4 che è un'arteria di passaggio essenziale verso est. Ma servirebbe anche in chiave di sviluppo dell'economia montana e del turismo, promuovendo un collegamento più agevole e veloce verso valle. Il ministero, l'Anas
e le due Regioni si dichiarano quindi d'accordo
sulla predisposizione di uno «studio
di fattibilità che, per le diverse
soluzioni funzionali del tracciato e
di tipologia infrastrutturale,
definisca in termini complessivi le possibili
opportunità». Ciò significa che non sono
state effettuate le scelte viarie
(strada normale, superstrada, autostrada),
di percorso o tecniche da adottare (viadotti, trafori...). Sarà
il piano a indicarle. Ma soprattutto lo
studio dovrà chiarire i quattro nodi
riguardanti il progetto: il piano trasportistico
(flussi, numero di veicoli, direttrici), l'analisi ingegneristica, i piani economici e
le tematiche di tutela ambientale e
paesaggistica. Da
un punto di vista operativo, saranno
le due Regioni a coinvolgere enti e
realtà istituzionali. Il lavoro di studio verrà coordinato dall'architetto Bortolo Mainardi, commissario di governo
per le opere strategiche del Nord che
avrà il supporto tecnico ed
organizzativo dell'Anas. Lo studio di fattibilità non riguarderà solo la prosecuzione
a nord dell'A27 e il raccordo con la A23, ma provvederà anche l'ipotesi
di collegare il nuovo corridoio al tratto Sequals-Gemona,
con traforo del Monte Rest. Ma come è nata
l'idea? Sul versante friulano lo ha spiegato Illy:
«Da anni si parlava del traforo della Mauria. La nostra esigenza di
trovare uno sbocco si è incontrata con quella
dei veneti. Ci consentirà di togliere la Carnia
dall'isolamento, unendo le montagne
udinesi a quelle del Pordenonese, e di ,
promuovere sviluppo e turismo».
Ad un Galan già affascinato dai
viadotti della A27 («Sono di una
bellezza folgorante»), brillavano gli occhi quando
ha ricordato che da bambino sentiva già
parlare della Venezia-Monaco, o quando
ha idealmente contabilizzato i flussi
di merce che il Veneto potrà esportare
più facilmente o le comitive di
turisti che potrà accogliere. Il ministro
ha assicurato che l'opera finirà nell'elenco degli interventi strategici
del governo, con agilità di procedure e tempi
più veloci di approvazione. Quanti trafori verranno fatti? «Un
solo lungo tunnel sotto la Màuria. -
ha anticipato - Ritengo
debba essere almeno una superstrada a
due corsie e con pedaggio. Si tratta
di vedere su quali tratti avverrà il pagamento». Se
i tempi dello studio di fattibilità (che sarà svolto da Anas)
vengono piuttosto ottimisticamente
fissati in sei mesi, sulle variabili economiche e cronologiche della
realizzazione nessuno se la sente invece di sbilanciarsi.
Anche perchè i cronoprogrammi delle grandi opere
a Nord Est vengono rispettati piuttosto raramente.
Giuseppe Pietrobelli
La scheda Da realizzare 80 chilometri per unire A27 e A23 Autostrade
e Autovie sono i gestori futuribili Ecco, in sintesi, il progetto dì massima sul collegamento tra Cadore
e Carnia, nonchè l'accordo
siglato ieri. L'INTESA - Il protocollo riguarda uno studio di fattibilítà
(da eseguire in 6 mesi) riguardante il completamento autostradale dell'A27
Alemagna (Mestre-Belluno)
fino al raccordo
con la A23 (Udine-Tarvisio). ENTI - L'accordo é stato siglato dalle due Regioni interessate, ovvero dal Veneto
e dal Friuli Venezia-Giulia, nelle persone dei
presidenti Giancarlo Galan e Riccardo
Illy, dal ministro delle SOCIETÀ - Le società che
potrebbero essere interessate all'opera
sono "Autostrade per l'Italia"
(che gestisce sia la A27
che il tratto Udine-Tarvisio della
A23) e
Autovie Venete" (che gestisce la
A4 da Mestre a Trieste e'la A23 dal
raccordo A4
fino a Udine). LUNGHEZZA - L'opera sarebbe lunga un'ottantina chilometri. Suddivisi in tre tratti, Il primo - circa 27 chilometri da Pian di Vedoia a Tai di Cadore - sarebbe una prosecuzione dell'attuale A27, un tempo ideata per raggiungere Monaco. Il secondo tratto attraverserebbe il Cadore verso est e si trasformerebbe poi in un lungo traforo sotto la Mauria. ' E' terzo tratto sarebbe in territorio friulano, fino a Tolmezzo. LA VARIANTE ' - Lo studio verificherà
anche l'ipotesi di collegare la A27-A23
al tratto Sequals-Gemona,
con traforo del
Monte Rest. COSTO E TEMPI – Si tratta
di dati al momento non
calcolati;
che verranno indicati
nello studio. Su queste
voci inciderà
la scelta del tipo di
arteria che si vorrà ricavare (due o quattro Corsie, strada o superstrada).
Difficilmente sì tratterà di una vera autostrada. G.
P.
Messaggero
Veneto 27.01.2004 Forni di Sopra. “Anche il
governatore Illy è d’accordo per un collegamento” Traforo
sotto la Mauria. Roma rilancia il progetto Forni di Sopra.. Il Veneto cerca un
"passaggio a nordest" e il vecchio progetto
di un tunnel sotto il passo della Mauria
torna d'attualità. Anche grazie al Commissario del Governo
per le Grandi opere Bortolo Mainardi. Autostrada A27 fino a Longarone,
prolungamento non invasivo fino al Cadore e svolta a destra, verso Mauria e Tolmezzo:
paiono essere gli obiettivi a lungo
termine del Governo per il Governa «A unire
la valle del Piave a quella del
Tagliamento ci potrebbero essere anche 40 Km in galleria - spiega
Mainardi -, ma prima si dev'essere tutti
d'accordo». Tutti vuol dire Veneto, Friuli, Società autostrade e... Carinzia.
Sperando che con Haider si vada sul
morbido rispetto al Tirolo che boccia nuove vie. Mainardi, il progetto
del traforo del Cavallino lo ha messo nel
cassetto più che buttarlo nel
cestino: è vero che l'Austria ha
firmato la convenzione delle Alpi,
ma anche in Tirolo prima o poi si voterà, fa capire Mainardi, che
intanto incassa il sì del governatore Illy a
un collegamento migliore a Nordest
Anche la Società Autostrade, poi,
sembrerebbe guardare verso Tolmezzo.
All'appello manca l'Anas, ma quel che pensa lo si potrà sapere al tavolo
romano domani, quando bisognerà capire che
tipo di collegamento potrebbe essere realizzato
per garantire al Bellunese uno sbocco. «Il
mio compito è di garantire uno
sbocco alla provincia di Belluno - ha detto
il Commissario - verifico
il completamento dell'A27 fino in
fondo, dopo aver capito che l'Austria
ha detto no definitivamente all'ipotesi Cavallino.
Ho fatto vari incontri anche con il
governatore del Friuli, Riccardo Illy:
si chiama Mauria, ma non voglio catalogarla.
Per me è l'ipotesi di prolungamento dell'A27 nelle forme che si decideranno. Se verso ovest c'è il no austriaco, anche
perché c'è il protocollo delle
Alpi, ora verifico le condizioni di un
altro passaggio con i governatori
delle regioni Veneto e Friuli: domani
ci sarà la primissima analisi della situazione
e una primissima ipotesi». «Non è
questione di progetto o altro -
continua Mainardi - mi interessa che passi il
principio di verificare se esistono o no
le condizioni per un prolungamento.
É inutile dire che da Longarone ci
sia la soluzione che arrivi alle
porte del Cadore e, magari in
galleria si arrivi a Tolmezzo...poi si
entra in una zona ricca di ambientalismo e tocca a tutti di vedere la
possibilità di verificare le scelte opportune. Illy è d'accordo a fare un
collegamento non invasivo, come l'ha
chiamato, dalla sua Carnia e anche a
verificare su ipotesi del traforo del Monte Croce Carnico: anziché andare
in Ossttirol, si va in Carinzia...
anche per loro Tolmezzo finisce lì. Quanto al Veneto, è comunque
interessato a un prolungamento:
inoltre così ci si collega al corridoio 1 (Palermo-Monaco)». Sulle modalità del
nuovo collegamento Veneto-Friuli, le idee poi
potranno essere presto chiare. «Si arriva alle porte del Cadore e lì ci si ferma per rispetto ambientale.
Poi la verifica va fatta domani.
Tecnicamente un percorso in galleria
è possibile... sono però una
quarantina di chilometri, è sicuramente questo il pezzo
più delicato perché ci sarebbero
molti costi. Di un collegamento con
Tolmezzo ha parlato recentemente il presidente
della Società autostrade, Gamberale: non so come pensano
di andare dal Centro Cadore in là...Vedremo nell'incontro
cosa ne pensano». A Roma, dunque, si verificheranno situazioni e disponibilità, ma l'ipotesi traforo della Mauria sembra più vicina.
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