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Cosa dicono, Rassegna stampa, Varie 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 ultime... Il Sole - 24 Ore
NordEst 20.12.2006 Economia
e Impresa Le
grandi opere aspettano tre miliardi dal Governo Dalla Carnia al Cadore. Galleria per il 50% Collegamento A23-A27,
ricorso al project financing Udine. C'è il via libera dagli imprenditori
della montagna friulana
al progetto, prioritario
per il Governo, del collegamento della A23 (Udine
-Tarvisio) con la A27 (Venezia -Belluno, l'Alemagna). Un progetto ambizioso, quello
dell'autostrada CarniaCadore,
non solo per la consistenza delle risorse da investire
(2,2 miliardi, non ancora disponibili,
anche se si ipotizza il ricorso al project financing),
ma anche per come si svilupperà l'opera,
ovvero per il 50% in galleria e per l'8%
su viadotti. A questo proposito, l'Anas ha
sviluppato uno studio di fattibilità,
articolato su 3 lotti: il
primo necessario per percorrere il
Cadore, il secondo, in galleria, per
arrivare in Carnia, il terzo per
intercettare la A23 in direzione di
Tarvisio. Obiettivo, migliorare la mobilità
tra i due valichi alpini
del Brennero e di Tarvisio e facilitare i traffici della Carnia e del Bellunese,
integrando
le due aree, oggi isolate dai grandi flussi economici e di
comunicazione, nella direttrice trasversale
che dall'Austria raggiunge il Veneto
Orientale. Tuttavia, se l'opera, inizialmente
pensata come una pedemontana
da Vittorio Veneto e poi spostata a nord di Piancavallo, incontra la soddisfazione
degli imprenditori,
solleva però anche qualche interrogativo,
sia sotto il profilo ambientale (si va, infatti,
ad incidere su un territorio particolarmente sensibile),
sia per i tempi di costruzione, che
potrebbero essere piuttosto lunghi, a
causa delle autorizzazioni e delle
valutazioni di impatto ambientale e
strategiche. Senza contare i tempi per
reperire le risorse finanziarie.
UdineEconomia 12.2006 Delegazione di Tolmezzo dell’Assindustria Illustrato il progetto Carnia-Cadore Il progetto di collegamento autostradale A23/A27 (Carraia-Cadore) è stato presentato agli imprenditori della montagna friulana nel corso di un incontro tenutosi alla Delegazione di Tolmezzo dell'Assindustria. Ad illustrarlo è stato Eddy Tomat, componente della Delegazione di Tolmezzo nonchè responsabile della commissione Ambiente del Gruppo Edili dell'Associazione Industriali. "Il futuro collegamento fra le due province - ha detto Tomat - rappresenta un'opera strategica nel quadro socio economico di queste realtà territoriali", ed è compreso nel Protocollo d'Intesa tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Regione Friuli Venezia Giulia nonchè inserito sia nell'elenco delle opere re ritenute più necessarie che il Governo ha presentato al Cipe sia nel piano quinquennale per le infrastrutture. II collegamento autostradale A27-A23 tra la parte settentrionale della provincia di Belluno e la Carnia si rivela quanto mai importante non solo per fare uscire dall'isolamento queste due aree dai grandi flussi di comunicazione, ma anche per una migliore distribuzione della mobilità tra i due valichi alpini del Brennero e di Tarvisio. L'inserimento del collegamento A27-A23 tra le opere prioritarie - ha aggiunto Tomat - è motivo di sollievo per noi imprenditori che intravediamo in quest'opera un motivo di rilancio dell'intera vita socio-economica del territorio consci del fatto che lo sviluppo si può coniugare solo con una effettiva rete stradale per lo spostamento delle persone e delle merci. Per la realizzazione della bretella, dell'importo di 2,2 milioni di euro (con ipotizzato ricorso al projetc financing), l'Anas ha predisposto uno studio di fattibilità che si articola in tre lotti: il primo per percorrere il Cadore, il secondo che prevede un percorso in galleria per arrivare in Carnia e il terzo per intercettare la A23 in direzione di Tarvisio. Il 50% della bretella è prevista in galleria, l'8% su viadotti e la restante parte del tracciato in sede. Gli industriali della montagna, condividendo ruolo e portata del collegamento, ne sottolineano la rilevanza, impegnati, insieme alla Regione, a sostenere la pronta realizzazione dell'opera.
Alto Friuli 12.2006 II progetto dell'autostrada
Carnia-Cadore. Un'opera del costo di 2
due milioni di euro. Tomat (Assindustria): «L'idea
porterebbe notevoli vantaggi a tutto il territorio»
Alto Friuli 12.2006 Il “no” del comitato
Pas Per dire no ad un ulteriore sfregio dei loro paesi, i cittadini della Val Tagliamento hanno già costituito un comitato, Pas, acronimo che sta a significare Per Altre Strade, avente lo scopo di informare e mettere la popolazione nelle condizioni di poter discutere a proposito del progettato collegamento autostradale "Carnia Cadore". Il Comitato, presieduto da Anna Sala, non ci sta e spiega: «La realizzazione della struttura avverrà attraverso un imponente fase di cantierizzazione di durata ultradecennale (previsti 30 anni). Ciò si tradurrà in scavo e trasporto sulla viabilità esistente, di milioni di metri cubi di materiale, il tutto producendo uno sconquasso nel fondovalle che influenzerà a lungo la qualità della vita e la velocità di spostamento degli abitanti. Evidenti le ricadute sulla salute umana legate allo stretto rapporto esistente tra emissioni inquinanti e la diminuzione di speranza di vita della popolazione dovuta all'aumento di patologie respiratorie, tumorali e cardiovascolari. Si è preso anche in esame l'impatto che l’infrastruttura avrebbe sull'economia locale, immaginando la certa compromissione di uno sviluppo turistico di qualità».
Zint in Vile (Forni di Sotto) 12.2006 Viabilità in CarniaAssemblea
pubblica comitato “Per Altre Strade” e intervista al sindaco di Forni:
opinioni, prese di posizione in merito al progetto di collegamento autostradale
Carnia Cadore La
questione del collegamento autostradale tra l'A23 e l'A27 è
piuttosto spinosa e va affrontata, a
nostro parere, in modo semplice ma
deciso. Il punto fondamentale, per
noi, sta nel fatto che dare una
risposta positiva o negativa sulla
questione comporta una precisa scelta
di fondo. Tale scelta è di natura
politica, e in sostanza, si riduce a
decidere in quale direzione andare,
vogliamo fare della nostra vallata un territorio industrializzato con un
economia basata sulla presenza di
numerose fabbriche, o vogliamo che la nostra vallata
sia sfruttata in un modo diverso
puntando in altre direzioni quali per esempio la zootecnia,
l'agricoltura o il turismo. A seconda
dell' orientamento che adesso si vuole assumere, tutte
le decisioni poi verranno di
conseguenza. D. Durante l'assemblea pubblica indetta dal Comitato PAS, una rappresentante di questo, ha affermato che loro si ritrovano a dover riempire un vuoto, che è compito dell'amministrazione comunale condurre una campagna informativa riguardo al progetto di realizzare un'autostrada che colleghi la Carnia al Cadore, il cui tracciato comprende anche parte del nostro territorio comunale. Alcuni dei fornesi presenti si sono dunque chiesti come mai i nostri rappresentanti non hanno ritenuto necessario fino ad oggi informare la popolazione al riguardo. R. Fino ad oggi si è ritenuto di non dover informare la popolazione in quanto non vi è nulla di ufficiale da comunicare al riguardo, tranne un invito in Comunità Montana per la presentazione dello studio di fattibilità, pervenuto al nostro comune da parte dell'assessore regionale e del presidente dell'ANAS ad ottobre 2005. A seguito di una richiesta del consigliere di minoranza Gianni Nassivera, che chiedeva di portare la discussione a riguardo in consiglio comunale,ho ritenuto di non metterla all'ordine del giorno, ma di inserirla fra le comunicazioni dei consiglieri, per i motivi sopra accennati. Uno studio di fattibilità non presuppone che i promotori dell'iniziativa, in questo caso ANAS, Regione e Stato, abbiano già preso contatti e interagito con autorità e rappresentanti delle zone interessate. Si consideri il fatto che l'autostrada intersecherebbe un SIC (Sito di Importanza Comunitaria), per cui credo che un progetto del genere avrebbe non poche difficoltà ad essere realizzato. D. Ovviamente le posizioni e i pareri riguardo alla costruzione di questa infrastruttura si fondano sull'utilità o meno, sulle conseguenze positive o negative che un'autostrada potrebbe avere sullo sviluppo del nostro territorio in contrasto all'impatto ambientale. L'amministrazione di Forni di Sotto ha discusso al riguardo, c'è una maggioranza di pensiero? R. Francamente non credo che l'autostrada possa recare grandi benefici a Forni di Sotto. A livello locale non ritengo che il traffico veloce che comporta un'autostrada, possa comportare maggior sviluppo. A livello più generale e più ampio, si pensi a Forni di Sotto inserito nel sistema Carnia e Friuli. Può darsi che dalla costruzione di una struttura viaria più scorrevole questo sistema allargato possa trarre benefici, soprattutto per quanto riguarda l'industria e le imprese, e che anche il nostro territorio possa essere favorito in modo indiretto dallo sviluppo di tutta l'area. Non a caso diversi esponenti dell'industria sono favorevoli a progetti come questo. Bisogna oltremodo valutare se i vantaggi derivanti da un aumento dei servizi per le imprese giustifichino gli svantaggi che (è presumibile) penalizzerebbero altri settori, per esempio ambiente e turismo. In questo senso è indubbio che per il nostro comune l'ago della bilancia penda a sfavore dell'autostrada, ma va di certo fatta una valutazione a livello sovracomunale in cui Forni di Sotto è inserito e le conclusioni non devono essere precipitose. D. Il Sig. Garibaldi ha invitato i presenti a prendere coscienza riguardo alle manovre politiche/economiche su cui si fonda la realizzazione delle grandi opere. In particolare ha chiesto all'assemblea di riflettere su come chi detiene il potere decisionale non si preoccupi di chiedere "permesso", ovvero non rispetti i diritti della popolazione locale. Ammesso e concesso che si sta discutendo di un progetto di fattibilità, non le pare comunque necessario sensibilizzare la popolazione riguardo al futuro della nostra vallata? R. Sono d'accordo in parte con Garibaldi, nel senso che si deve avere più rispetto per le popolazioni locali. Si consideri che le autorità politiche di ogni fazione, a parole si dimostrano sensibili a queste problematiche, mentre si rivelano restii nel realizzarle, preferendo alla consultazione popolare gli accordi di partito. Chiedere permesso è un fatto di civiltà, resto però dell'idea che l'informazione deve essere chiara, non allarmistica, nel senso che è inutile creare allarme nella popolazione se esso non è giustificato dai fatti reali. È necessario comunque preoccuparsi della questione senza creare confusione in maniera troppo precipitosa, senza che ci sia un quadro preciso della situazione. A mio parere il problema della viabilità esiste e va affrontato, penso che una strada più scorrevole e più sicura sia necessaria, per esempio per raggiungere servizi di prima necessità (l'ospedale), anche se non credo che l'autostrada sia la soluzione del problema. È vero, anche, che un'alternativa come la realizzazione di una strada più larga ma a due corsie causerebbe ugualmente problemi ambientali ed un incremento del traffico pesante che non renderebbe più agevole la viabilità nella nostra vallata. Il problema non è di facile soluzione e va affrontato in tutti i suoi diversi aspetti. Di una cosa sono sicuro: la viabilità in montagna è indispensabile e mantenerla così com'è o modificarla di poco (che in fondo è quello che vogliono alcuni di coloro che si oppongono all'autostrada) non è una misura sufficiente. La ferrovia sarebbe fantastica, ma nell'Italia della Fiat è anche fantascientifica. D. In riferimento alla domanda precedente ci e le chiediamo se il non preoccuparsi oggi della costruzione di questa autostrada semplicemente perché si tratta di un progetto di fattibilità, la cui realizzazione sembra essere lontana anni luce, risulti un comportamento irresponsabile e rischioso. A tal proposito sempre il Sig.Garibaldi ha più volte invitato i presenti a pensare a "chi verrà", a quanto e cosa siamo tenuti e in grado di fare oggi per i futuri abitanti della nostre vallate. R. Sono d'accordo con il Sig. Garibaldi in quanto noi dobbiamo amministrare oggi ma principalmente per le generazioni future. In questo senso le giuste provocazioni di Garibaldi e di altre persone ci servono da monito per progettare un futuro migliore per la nostra terra. A riguardo in tutti questi anni ho trovato grandi difficoltà. La nostra amministrazione nel programma elettorale si è proposta di costituire una commissione per prevedere e provvedere al futuro di Forni. Ad oggi tale organo consiliare non si è ancora costituito (pur essendo una cosa abbastanza semplice, sembra difficile sedersi intorno a un tavolo...) ma è mia intenzione provvedere al più presto, in modo da analizzare e valutare la situazione e le esigenze attuali, per porre le basi sulle quali costruire il futuro della nostra comunità.
Carnia News 12.2006 A
Sappada il vertice tra le giunte di
Udine e Belluno Strassoldo:
"Vogliamo intensificare i rapporti per approfondire tematiche
comuni"
Carnia News 12.2006 Valutata
la candidatura delle Dolomiti
come patrimonio Unisco Il valutatore Heiss ha incontrato nella zona del Bivera i sostenitori del progetto Sauris. Anche l'ultimo esame sembra essere stato superato brillantemente. L'inserimento delle Dolomiti friulane nella lista del patrimonio mondiale dell'Unesco infatti, dopo la visita del professor Gerhard Heiss, valutatore dell'Unione mondiale per la natura, potrebbe essere più vicino. Accompagnato dall'assessore provinciale alla montagna Vittorio Caroli, dagli amministratori dei sei comuni coinvolti nel progetto (Ampezzo, Forni di Sopra, Forni di Sotto, Socchieve, Sauris e Prato Carnico) e dai rappresentanti del Ministero dell'ambiente, e del Museo friulano di storia naturale, il professor Heiss ha visitato la zona del monte Bivera, potendo constatare personalmente le caratteristiche del territorio inserite nel dossier redatto a sostegno della candidatura. Heiss, dopo aver ricevuto chiarimenti e delucidazioni sull'iniziativa, sarebbe rimasto favorevolmente colpito dalla naturalità delle Dolomite Friulane e dalla purezza dell'ambiente. "II progetto a cui partecipa la Provincia di Udine insieme alle province di Belluno, Trento, Bolzano e Pordenone - ha spiegato l'assessore Caroli - prevede il riconoscimento dell'intero arco dolomitico come area Unesco, con l'inserimento del Parco delle Dolomiti friulane nel "pacchetto" complessivo delle Dolomiti, con l'aggiunta della zona del Bivera e della Val Pesarina". Una soluzione che permetterebbe di non dover subire nuovi vincoli, potendo sfruttare le restrizioni già esistenti nelle zone del parco e nei territori con un'altitudine superiore ai 1600 metri (legge Galasso). L'Unesco infatti non ha intenzione di imporre altri vincoli sul territorio. "Potrebbe trattarsi - ha aggiunto Caroli - di un'ottima opportunità per promuovere il nostro territorio a livello internazionale facendo sviluppare, grazie alla collaborazione di tutti i comuni, nuovi flussi turistici specializzati". Il professor Heiss si è congedato dalle Dolomite friulane chiedendo uno strategia comune da parte dei vari enti coinvolti per la concretizzazione del progetto. A questo punto la commissione di riunirà tra febbraio e marzo per valutare la bontà della candidatura e stilare un rapporto finale. L'ultima decisione arriverà a metà 2007.
La Vita Cattolica 09.12.2006 Autostrade? Avonde mejorâ la statâl 52 'O ai let la letare di Giorgio Deotto intitulade “Provincia della Carnia occasione persa”. Lui al critiche chei cjargnei che prin a votin par meti su la provincie da Cjargne, e dopo tes elezions a van a votâ dai sorestants che si son declarâts cuintri cheste gnove province. Il probleme, cjâr Deotto al è ch'al è pouc ce sielgi, parce che la nestre democrazie a è sotane des segreteriis dai partîts ch'a prepàrin lis lez eletorâls. A son lis segreteriisdai partîts ch'a imponin i lôrs candidâts al teritori. E prin di presentânusai, ju stazin benon dimût che un doman no sêtin sorpresis par chei ch'a comàndin pardabon chenti. E fra chesc' cjapìn par fâ un esempli, chei che an fate la lôr fortune cul sfrutament des nestris âghis. Poben, a son agns che si fevele di garantî il cussì clamât “Deflusso MinimoVitale”e di “Portata di Rispetto”. A esistin lez, decrets, e regulis statâls e regjonâls ch'a oblèin chei che àn vût il permes di doprâ l'âghe cjolte. Sono mai stadis rispietadis chestis lez? Cun dute la nestre autonomie vino mai vût un president di Regjon bon di fâlis rispietâ? Stes discors cui eletrodots: chei ch'a vevin di rapresentâ il popul, ju vin viodûts dispes a rapresentâ invessit i interes dai marcjadants di energjie. E cussì ancje cul progjet de autostrade Carnia-Cadore. Pes dibisugnis dai cjargnei e cadorins a sares avondone mejorâ la statâl 52, magari forant la Maurie. O ancje, come ch'a fàsin in Austrie o in Svuissare, là ch'a son plui rispietôs da Convenzion de Alps che no permet di fâ passâ un'autostrade par une val alpine, une bieleferade. Cui siei trenos a sares di sigûr plui economiche e plui salutâr de autostrade che Illy, Galan, e i lôr ascars a vùlin imponinus. La cuestion alore no jè se vê o no une provincie, ma se la Cjargne 'e a di jessi une tiere là che il popul al è sovran, cun sorestants ch'a rapresentin la volontât popolâr, o se à di restâ une colonie pleade ai interes dai svareâts parons di chenti e di fûr. Remo Brunetti (Cjavàc)
Corriere delle Alpi 05.12.2006 Saranno collegate la A23 e la A27 TOLMEZZO. Il progetto di collegamento autostradale Carnia-Cadore fra l'autostrada A23 Udine-Tarvisio e l'autostrada A27 Portogruaro-Conegliano è stato presentato agli imprenditori della montagna friulana in un incontro nella sede di Tolmezzo (Udine) dell'Associazione degli Industriali della Provincia di Udine. A illustrare il progetto è stato Eddy Tomat, della Delegazione di Tolmezzo dell'Associazione Industriali. "II futuro collegamento fra le due province - ha detto Tomat - rappresenta un' opera strategica nel quadro socio economico di queste realtà territoriali" ed è compreso nel protocollo d'intesa tra la presidenza del Consiglio dei ministri e la Regione Friuli Venezia Giulia nonchè inserito sia nell'elenco delle opere ritenute più necessarie che il, governo ha presentato al Cipe sia nel piano quinquennale per le infrastrutture».
Messaggero
Veneto 05.12.2006 Autostrada Carnia-Cadore: dagli
industriali ok al piano Tomezzo: si tratta di un’opera
strategica TOLMEZZO. Il progetto
di collegamento autostradale A23/A27 (Carnia-Cadore) è stato presentato agli imprenditori della montagna friulana nel corso di un incontro tenutosi alla
Delegazione di Tolmezzo dell'Assindustria. A illustrarlo è stato Eddy Tomat, componente della Delegazione di Tolmezzo
nonchè responsabile della commissione Ambiente
del Gruppo edili dell'Associazione
industriali. «Il
futuro collegamento fra le due province
- ha detto Tomat - rappresenta
un'opera strategica nel quadro socio economico
di queste realtà territoriali», ed
è compreso nel Protocollo d'Intesa tra la Presidenza del consiglio dei ministri
e la Regione nonchè inserito sia nell'elenco
delle opere ritenute più necessarie
che il Governo ha presentato al Cipe
sia nel piano quinquennale per le infrastrutture.
Il collegamento autostradale A27-A23 tra la parte settentrionale della
provincia di Belluno e la Carnia si rivela
quanto mai importante non solo per fare
uscire dall'isolamento queste due
aree dai grandi flussi di comunicazione,
ma anche per una migliore distribuzione
della mobilità tra i due valichi alpini
del Brennero e di Tarvisio». «L'inserimento del collegamento A27-A23 tra le opere prioritarie - ha aggiunto Tomat - è motivo di sollievo per noi imprenditori che intravediamo in quest'opera un motivo di rilancio dell'intera vita socio-economica del territorio consci del fatto che lo sviluppo si può coniugare solo con una effettiva rete stradale per lo spostamento delle persone e delle merci. Per la realizzazione della bretella, dell'importo di 2,2 milioni di euro (con ipotizzato ricorso al projetc financing), l'Anas ha predisposto uno studio di fattibilità che si articola in tre lotti: il primo per percorrere il Cadore, il secondo che prevede un percorso in galleria per arrivare in Carnia e il terzo per intercettare la A23 in direzione di Tarvisio. Il 50% della bretella è prevista in galleria, l'8% su viadotti e la restante parte del tracciato in sede. Gli industriali della montagna, condividendo ruolo e portata del collegamento, ne sottolineano la rilevanza impegnati, insieme alla Regione, a sostenere la pronta realizzazione dell'opera».
Il Gazzettino 04.12.2006 Presentato a Tolmezzo l’atteso progetto della strada che dovrebbe collegare la A23 e la A27. L’opera costerà 2,2 miliardi di euro, metà del tracciato correrà in galleria Dal Cadore alla Carnia via autostrada Tolmezzo Il progetto di collegamento autostradale A23/A27 (Carnia-Cadore)
è stato presentato ieri agli
imprenditori della montagna friulana nel corso di un incontro
tenutosi nella sede della Delegazione di Tolmezzo dell' Assindustria. Ad
illustrarlo è stato Eddy Tomat, componente della
Delegazione di Tolmezzo, nonchè responsabile della commissione Ambiente
del Gruppo Edili dell'Associazione industriali. «Il futuro collegamento fra le due province di Belluno e Udine - ha esordito Tomat - rappresenta un'opera strategica nel quadro socioeconomico di queste realtà territoriali», ed è compreso nel protocollo d'intesa tra la Presidenza del Consiglio dei ministri e la Regione Friuli Venezia Giulia, inoltre è inserito sia nell'elenco delle opere ritenute più necessarie che il Governo ha presentato al Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) sia nel piano quinquennale per le infrastrutture. Il collegamento
autostradale A27-A23 tra la parte
settentrionale della provincia di Belluno e la Carnia si rivela quanto mai importante non solo per fare uscire dall'isolamento queste
due aree, entrambe
interessate da grandi flussi di
comunicazione, ma anche per una migliore
distribuzione della mobilità tra i
due valichi alpini del Brennero e di Tarvisio. La
nuova strada dovrebbe svilupparsi per una cinquantina di chilometri da
Pieve di Cadore a Tolmezzo, oltre 65 se si considera il
prolungamento dall'attuale termine dell'A 27 a Pian di Vedoia. «L'inserimento del collegamento
A27-A23 tra le opere prioritarie -
ha fatto presente inoltre Tomat - è
motivo di sollievo per noi imprenditori che intravediamo
in quest'opera un motivo di rilancio
dell'intera vita socio-economica del territorio,
consci del fatto che lo sviluppo
si può coniugare solo con una
effettiva rete stradale per
lo spostamento delle persone e delle
merci». Un'operazione quindi non solo
legata allo sviluppo economico e
produttivo dell'area,
ma dagli indubbi riflessi anche sul piano turistico,
con il collegamento diretto tra
due comprensori dall'eccezionale
richiamo paesaggistico e
ambientale. Per la realizzazione della strada, un'opera dell'importo di 2,2 miliardi di euro (con ipotizzato ricorso alla formula del "projetc financing"), l'Anas ha predisposto uno studio di fattibilità che si articola in tre lotti: il primo per percorrere il Cadore, il secondo che prevede un percorso in galleria per arrivare in Carnia e il terzo per intercettare la A23 in direzione di Tarvisio. Il 50% dell'arteria è previsto in galleria, l'8% su viadotti e la restante parte del tracciato in sede. Gli industriali della montagna, condividendo ruolo e portata del collegamento, ne hanno sottolineato la rilevanza, assicurando l'impegno, insieme alla Regione, a sostenere una rapida realizzazione dell'opera.
Corriere delle Alpi 30.11.2006 La Carnia-Cadore è priorità del governo La Regione Veneto la fa inserire nell'elenco del ministro Di Pietro BELLUNO. La Regione Veneto non poteva stare alla finestra. Ed ecco che l'assessore regionale Renato Chisso ha insistito con il ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro perché il collegamento tra l'autostrada A27 e la A23 fosse inserito tra le priorità non solo della Regione, ma anche italiane. Il che significa la ricezione nel piano quinquennale delle grandi opere infrastrutturali. La settimana scorsa aveva ottenuto questo risultato la Regione Friuli-Venezia Giulia, quanto comunque alle priorità regionali. Adesso, dunque, l'Alto Cadore diventa qualcosa di più di uno studio di fattibilità. Si tratta di quello abbozzato da Bortolo Mainardi, nella sua veste di commissario straordinario per le grandi opere, e realizzato dall'Anas. Il Governo si impegna a realizzarla non appena saranno trovate le risorse. I tempi, diciamolo subito, non saranno inferiori ai 10 anni. Il Passante di Mestre è in fibrillazione perché il cantiere non dispone dei quattrini necessari, Immaginarsi se nell'arco di una manciata d'anni si riusciranno a trovare 2,2 miliardi di euro - ma a suo tempo si parlava addirittura di 3 miliardi - per collegare Macchietto ad Amaro. Il presidente della Provincia di Belluno, Sergio Reolon, ad esempio, è convinto che l'opera sarà fattibile soltanto con l'esclusivo intervento dei privati. Si tratta di tre tronchi autostradali. Il primo da Macchietto a Lorenzago. Il secondo sotto il passo della Mauria. Il terzo dalla Val Tagliamento ad Amaro. Metà dell'autostrada è in galleria. Fin dalla partenza a Macchietto. La parte esterna è soprattutto quella friulana. L'8% correrà su viadotti. «La cifra? Non ci spaventa - rassicura l'assessore regionale Renato Chisso - se l'obiettivo è migliorare la situazione di vita dei cittadini che vivono in quella zona e di tutti quelli che si trovano a lavorare in quella parte di territorio per noi importante comunque si è ipotizzato il rícorso al project financing». L'amministratore veneto conferma che «quest'opera completa la direttrice trasversale che dall'Austria raggiungerà il Veneto Orientale. La bretella servirà, inoltre, a migliorare la mobilità tra i due valichi alpini del„ Brennero e di Tarvísío». Immaginando possibili ostacoli - il mondo ambientalista lista non si è però ancora mobilitato - l'assessore regionale Oscar De Bona anticipa un augurio: «Che questo fatto importantissimo, essendo la prima volta che si raggiunge un tale risultato, sia sostenuto da tutta l'opinione pubblica bellunese e di conseguenza anche dalle istituzioni». De Bona è ben consapevole dei problemi di compatibilità ambientale dell'opera, ancorché si sviluppi per buona parte in galleria. "E' d'obbiìgo realizzare l'intervento in un ottica di salvaguardia ambientale» afferma infatti. Quanto ai tempi, l'assessore osserva che l'infrastruttura sarebbe necessaria entro il 2013, per i campionati mondiali di sci alpino a Cortina. Ma a questo riguardo il presidente della Provincia dice di preferire la ferrovia. E sul treno Tessera-Cortina punta anche il governatore Giancarlo Galan. Intanto l'assessore regionale del Friuli-Venezia Giulia, Lodovico Sonego, ha confermato ieri che con l'autostrada si realizzerà anche il traforo del monte Rest tra la Val Tagliamento e la Val Tramontina, nel Pordenonese. «Proprio il fatto che il collegamento Cadore Carnia sia tra le priorità nazionali ed internazionali costituisce la precondizione di fattibilità dell'opera», conclude Sonego.
Il
Gazzettino 30.11.2006 Lo
sbocco a Nord della A27 entra nel piano delle priorità del ministero delle
Infrastrutture Venezia.
Lo sbocco a Nord della A27 entra nel piano delle priorità del ministero delle
Infrastrutture. Il collegamento con la A23 fra Longarone e Tolmezzo, costo
preventivato 2,2 miliardi di euro, è stato inserito martedì nel piano del
ministro Di Pietro, a margine dell'incontro romano relativo al rinnovo delle
concesisoni autostradali. A darne l'annuncio è l'assessore regionale alle
Infrastrutture Renato Chisso, per il quale «con questa nuova opera la parte
settentrionale della provincia di Belluno e la Carnia saranno collegate
direttamente». È stato lo stesso Chisso a far inserire nel piano del governo
il progetto che prevede la realizzazione di un collegamento diretto tra
l'autostrada A27 (Mestre-Belluno) e la A23 (Udine-Carnia-Tarvisio). Una
richiesta che era stata inoltrata, per la parte friulana, dal governatore
Riccardo Illy. Per la realizzazione dell'opera, l'Anas ha realizzato uno studio di fattibilità che si articola in tre lotti: il primo per percorrere il Cadore. Il secondo lotto prevede un percorso in galleria per arrivare in Carnia e il terzo per andare ad intercettare la A23 in direzione di Tarvisio. Il 50 per cento della bretella è prevista in galleria, l'8 per cento su viadotti e la restante parte del tracciato in sede. I 2,2 miliardi di costo previsto potrebbero non essere un problema: «Non ci spaventa investire questi soldi - prosegue Chisso - se il risultato è migliorare la situazione di vita dei cittadini che vivono in quella zona e di tutti quelli che si trovano a lavorare in quella parte di territorio per noi importante. Comunque si è ipotizzato il ricorso al project financing». Il
progetto consentirebbe di dare uno sbocco alla Venezia-Belluno, ovvero al tratto
incompiuto di quella che, secondo i piani degli anni Settanta, doveva essere
l'autostrada Venezia-Monaco. Con benefici per la provincia di Belluno e per
lastessa carnia. «Sono aree entrambe oggi isolate dai grandi flussi di
comunicazione - spiega Chisso - una situazione anomala che andava affrontata e
risolta e che mi stava molto a cuore. Quest'opera completa la direttrice
trasversale che dall'Austria raggiungerà il Veneto Orientale. La bretella -
aggiunge Renato Chisso - servirà, inoltre, a migliorare la mobilità tra i due
valichi alpini del Brennero e di Tarvisio. Soddisfatto anche l'assessore regionale Oscar De Bona, già presidente dellaProvinciadi Belluno: «Il progetto garantirebbe una valida alternativa al progetto non attuato della Venezia-Monaco, perché consentirebbe al Veneto e soprattutto alla Provincia di Belluno di veder chiarite alcune specifiche esigenze del territorio nei confronti degli stati, delle regioni e province vicine». «Questo tipo d'intervento per la Regione Veneto - prosegue De Bona - significherebbe prima di tutto sviluppo in quanto favorirebbe i collegamenti con l'Europa e la possibilità di inserirsi nei grandi assi viari continentali».
Regione del Veneto Comunicato Stampa n. 2013 del 29.11.2006 Progetto di collegamento A27-A23: assessore De Bona (AVN) - Venezia, 29 novembre 2006 “Ho appreso della riproposta di completare l’autostrada A27 con la A23 Cadore–Carnia, trasmessa dal governatore Riccardo Illy e inserita dal governo Prodi e dal ministro delle infrastrutture Di Pietro nel piano quinquennale per le infrastrutture che sono state approvate dal Cipe. Il progetto, definito prioritario, garantirebbe una valida alternativa al progetto non attuato della “Venezia-Monaco”, perché consentirebbe al Veneto e soprattutto alla Provincia di Belluno di veder chiarite alcune specifiche esigenze del territorio nei confronti degli stati, delle regioni e province vicine”. Il commento è dell’assessore regionale Oscar De Bona, il quale sottolinea che “questo tipo d’intervento per la Regione Veneto significherebbe prima di tutto “sviluppo” in quanto favorirebbe i collegamenti con l’Europa e la possibilità di inserirsi nei grandi assi viari continentali e per la provincia di Belluno, attualmente in posizione marginale e di isolamento per la carenza di infrastrutture sicure e veloci, la possibilità di vedersi riconosciuta nel suo potenziale turistico, economico e sociale, facilitando la viabilità e i trasporti”: “L’inserimento nel piano quinquennale, il gradimento della regione Friuli Venezia Giulia e quindi l’approvazione e il recepimento da parte del presidente del consiglio e del ministro delle infrastrutture Di Pietro – prosegue l’assessore veneto - hanno sancito il parere positivo delle istituzioni competenti in materia. Mi auguro che questo fatto importantissimo, essendo la prima volta che si raggiunge un tale risultato, sia sostenuto da tutta l’opinione pubblica bellunese e di conseguenza anche dalle istituzioni”. “Constatare l’urgenza di un tale progetto – fa rilevare De Bona - risulta semplice osservando la statale 51 di Alemagna nelle giornate di maggior flusso turistico. Ogni volta, infatti su tutta l’arteria, da Pieve di Cadore all’innesto di Pian Di Vedoia, si verificano code che obbligano gli utenti a camminare a passo d’uomo con intasamenti che mediamente durano dalle tre alle cinque ore. Questa situazione danneggia l’immagine turistica, con la conseguenza che molti non torneranno più a trascorrere le proprie vacanze invernali o estive in Cadore o in Val del Boite causando un grave danno economico agli operatori turistici. Le lunghe code sulla statale causano inoltre forti disagi anche ai residenti e a coloro che la domenica sera o terminati i periodi di ferie debbono rientrare a scuola o al lavoro”. “Il collegamento tra la nostra autostrada e la Carnia – conclude De Bona - permetterebbe di facilitare e rendere più fluido il traffico verso il Tarvisiano e l’Austria, traffico che ormai la strada statale 51 di Alemagna e la 51 bis non riescono più a sostenere. E’ d’obbligo comunque realizzare l’intervento in un ottica di salvaguardia ambientale. Infine, un collegamento con l’autostrada che porta in Austria e quindi in tutto il nord Europa è in grado di garantire alla provincia di Belluno un maggior afflusso turistico e commerciale e sarebbe un’ulteriore spinta alla candidatura di Cortina ai mondiali di sci alpino del 2013. Da che mondo è mondo ogni strada ha sempre portato sviluppo”. A cura dell'Ufficio Stampa della Regione Veneto
Messaggero Veneto 26.11.2006 La tratta inserita nel patto Illy-Prodi delle grandi opere per il Friuli VG. Sonego: gran parte del percorso sarà in galleria Tolmezzo-Belluno, c’è il progetto L’Anas presenta uno studio di fattibilità, Per 85 chilometri servono 2,4 miliardi Udine. Non c'è soltanto la Tav nel patto IllyProdi per le grandi opere da realizzare in Friuli Venezia Giulia, ma anche la "Tolmezzo-Belluno" un tratto autostradale da, più o meno, 2 miliardi di euro. Un'opera logisticamente seconda soltanto al Corridoio 5 che, dati alla mano, è destinata (assieme alla Gemona-Sequals) a diventare una delle arterie più trafficate e importanti del Nord Est. Un'opera che, come la tratta ad alta velocità, è stata contestata da molti, ambientalisti in testa, ma come il Corridoio 5 riveste un'importanza enorme per l'economia e la crescita della nostra regione e del Paese. Del tratto di autostrada che dovrebbe collegare la A27 alla A23, il Friuli Venezia Giulia al Veneto, si discute da anni, ma il primo via libera è arrivato, due anni fa, a Gorizia, con la firma di un protocollo d'intesa fra Illy, Galan e Lunardi. Da allora sono
state spese molte parole ora, però, l'Anas ha presentato un progetto di massima;
uno studio di
fattibilità. Il tracciato provvisorio
va da Tolmezzo, verso Lorenzago, poi
su a Pieve di Cadore, Pian di Vedoia, e
quindi si allaccia all'autostrada A27
che arriva a Belluno. In tutto 85 chilometri che, a seconda delle corsie e delle gallerie, potrebbe costare tra i
1,9 e 2,4miliardi di euro. L'Anas, al
progetto, allega anche alcune stime
del traffico che entro il 2020
trasformerebbero quella tratta fra le più "utilizzate" del Nord Est. «Quel
progetto nasce sulla base di un protocollo d'intesa fra
Illy, Galan e Lunardi - spiega
l'assessore regionale ai
Trasporti -. Oggi abbiamo uno studio
di fattibilità che prevede il collegamento dal Cadore fino a Tolmezzo passando sotto la Mauria e in gran parte in
galleria (quasi la metà); quindi un intervento a bassissimo impatto ambientale,
ma ovviamente ad alto costo. Questo
progetto è entrato nella
programmazione dello Stato; nelle
opere di legge obiettivo, inserito nel
Dps di due anni fa. Ovviamente
si farà, ma ci vorrà del tempo: quel
collegamento sarebbe il presupposto
per la realizzazione di un altro
collegamento che è da quell'asse, passando
sotto il monte Rest, arriverebbe a Meduno per poi
collegarsi alla SequalsGemona.
Quest'ultima è la priorità su cui
stiamo lavorando e che speriamo di
risolvere a breve, sia per
quanto riguarda i finanziamenti sia un
vincolo ambientale oggi in piedi a Sequals». Critici,
come si diceva, gli ambientalisti, particolarmente preoccupati dell'inquinamento che potrebbe creare tutto
il traffico pesante che percorrerebbe quella tratta.
La Vita Cattolica 25.11.2006 Il collegamento tra A27 e A22, da Longarone ad Amaro, inserito tra le infrastrutture prioritarie da realizzare in Veneto e Friuli Carnia-Cadore in autostrada La Regione e gli industriali spingono per la costruzione
della nuova arteria anche se i sindaci della
Val Tagliamento preferirebbero una
superstrada. Restano, comunque, da reperire i fondi necessari Il completamento dell'autostrada
A27, da í Longarone all'ingresso in Cadore e fino ;
ad Amaro, precisamente fino al raccordo
do con l'A22 Udine-Tarvisio « è
una priorità». Così la considerano il presidente
della Regione, Riccardo Illy, e l'assessore alla Mobilità, Lodovico Sonego; così il governo
Prodi e in particolare il ministro delle Infrastrutture,
Antonio Di Pietro; così pure Mario
Tremonti, sindaco di Lorenzago, nel Bellunese. Così,
invece, non la considerano alcuni sindaci della Val Tagliamento che preferirebbero
una strada con meno curve di quella esistente o, comunque, una superstrada, aperta
al territorio, anziché una vera e propria autostrada. Il
Collegamento tra l'A27 e l'A22 è
compreso nell'elenco delle opere
ritenute più necessarie che il Governo ha presentato al Cipe e che
il Cipe ha inserito nel piano quinquennale. Non fa parte, invece, dei programma
delle priorità infrastrutturali
presentate dal Veneto. Dopo
l'ampliamento a tre corsie dell'autostrada
A4 Venezia-Trieste e il raccordo autostradale Villesse-Gorizia, si piazza
l'autostrada Carnia-Cadore. L'Anas ha
sviluppato uno studio di fattibilità,
che si articola in tre lotti, per il 50% in galleria e l'8% su viadotti. Il
costo stimato
è di 2,2 miliardi, con ipotizzato ricorso al project financing. Questi
dati si riferiscono alla nota diffusa dal
ministero delle Infrastrutture. Ma sono incompleti. Sono tre i progetti
predisposti dall'Anas, in collaborazione con
l'allora commissario straordinario
alle grandi opere del Nordest, Bortolo
Mainardi. Ed i costi arrivano fino a
3,5 miliardi di euro. I
commenti più sonori arrivano dalle Dolomiti bellunesi. «Non dico di no a questa autostrada.
Dico, però - puntualizza
il presidente della Provincia di Belluno, Sergio Reolon - che
il bellunese ha primariamente bisogno della
ferrovia per Cortina. Mi consta, inoltre, che
non ci sono le risorse per realizzare questo progetto. E, quindi, chissà
quando potrà vedere la luce. Ribadisco, in
ogni caso, che non un euro pubblico
dovrà essere utilizzato per questa arteria, ma solo capitale privato». Meno
drastico, anzi di tutt'altra impostazione, è il sindaco di Lorenzago, Mario Tremonti.
«Ben venga un collegamento veloce con Belluno e con Venezia, da una parte, e con la Carnia dall'altra. Lo attendiamo (lavoratori
e turisti per primi) da decenni. In particolare
aspettiamo il tunnel». Ma il sindaco Tremonti
riconosce anche la necessità che «l'intervento
non sia invasivo». «So
che il tragitto è stato studiato in galleria. Si proceda in questo senso. Certo - confessa Tremonti - non
mi dispiacerebbe che, come prevede uno dei progetti, Lorenzago possa
contare su uno svincolo. Ne approfitterebbero anche le popolazioni delle
valli di Auronzo, del Comelico e di Sappada». La
statale del passo Mauria, infatti, è ogni giorno più impraticabile. E lo sanno purtroppo
molto bene i numerosi lavoratori che dalla
Val Tagliamento e perfino da Tolmezzo raggiungono ogni giorno le occhialerie del
Cadore. Erano davvero tanti (più di 300)
fino a 10 anni fa. Poi i laboratori
sono stati progressivamente chiusi. Sono rimasti i grandi stabilimenti. Ma
da qualche mese il comparto produttivo dell'occhiale è risorto. E ci sono operai e tecnici
che sono ritornati sui loro passi. Ma a malavoglia,
dovendo salire e scendere due volte il
giorno il Mauria. Ad insistere di più
sul collegamento autostradale sono stati, peraltro, gli industriali della
provincia di Udine. Francesco Dal Mas
Corriere delle Alpi 19.11.2006 D'accordo a Lorenzago, il no della Provincia per un prolungamento da fare in tre loti che costerebbe 2.2 miliardi di euro, il 50% in galleria Carnia-Cadore, ora è una priorità Il Friuli inserisce il collegamento tra A27 e A23 al terzo posto delle richieste di Francesco Dal Mas BELLUNO. Il completamento dell'autostrada A27 fino ad Amaro, in Carnia, "è una priorità". Così la considerano il governatore Riccardo Illy, a capo di una giunta di Centrosinistra; così il governo Prodi e in particolare il ministro Di Pietro; così pure Mario Tremonti, sindaco di Lorenzago, che rappresenta un'area di centrodestra. Non è affatto una priorità, invece, per il presidente della Provincia di Belluno, Sergio Reolon. «E non sono il solo a pensarla così», afferma. E, infatti, il collegamento tra l'A27 e l'A22 (Udine-Tarvisio) non è compreso nell'elenco delle opere ritenute più necessarie dal Veneto. Sta di fatto, invece, che il collegamento autostradale fra il Cadore e Carnia è fra le otto opere che dovranno essere realizzate con precedenza su ogni altra, secondo la scaletta passata a Prodi e Di Pietro dallo stesso IIly e che il governo ha inserito nel piano quinquennale per le infrastrutture passato (ed approvato) dal Cipe. In particolare, esse riguardano i sistemi stradali, quelli ferroviari e il porto di Trieste. Dopo l' ampliamento a tre corsie dell' autostrada A4 Venezia-Trieste e il raccordo autostradale Villesse-Gorizia, si piazza l'autostrada Carnia-Cadore. L' Anas ha sviluppato uno studio di fattibilità, che si articola in tre lotti, per i150% in galleria e l' 8% su viadotti. II costo stimato è di 2,2 miliardi, con ipotizzato ricorso al project financing. Questi dati si riferiscono alla nota diffusa dal ministero delle infrastrutture. Ma sono incompleti. Sono tre i progetti predisposti dall'Anas, in collaborazione con l'allora commissario straordinario alle grandi opere del Nordest, Bortolo Mainardi. Ed i costi arrivano fino a 3,5 miliardi di euro. «Non dico di no a questa autostrada. Dico, però - puntualizza il presidente Reolon - che il Bellunese ha primariamente bisogno della ferrovia per Cortina, in vista anche dell'importante appuntamento sportivo. Mi consta, inoltre, che non ci sono le risorse per realizzare questo progetto. E, quindi, chissà quando potrà vedere la luce. Ribadisco, in ogni caso, che non un euro pubblico dovrà essere utilizzato per questa arteria, ma solo capitale privato». Meno drastico, anzi di tutt'altra impostazione è il sindaco di Lorenzago, Mario Tremonti. «Ben venga un collegamento veloce con Belluno e con Venezia, da una parte, e con la Carnia dall'altra. Lo attendiamo (lavoratori e turisti per primi) da decenni. In particolare aspettiamo il tunnel». Ma il sindaco Tremonti riconosce anche la necessità che "l'intervento non sia invasivo". «So che il tragitto è stato studiato in galleria. Si proceda in questo senso. Certo - confessa Tremonti - non mi dispiacerebbe che, come prevede uno dei progetti, Lorenzago potesse contare su uno svincolo. Ne approfitterebbero anche le popolazioni delle valli di Auronzo, del Comelico e di Sappada». La statale del passo Mauria è ogni giorno più impraticabile, ma anche se si trovassero le risorse l'attesa non potrebbe essere inferiore a 10 anni.
U.N.C.E.M. (Unione Nazionale Comuni, Comunità, Enti montani) 19.11.2006 La viabilità nel bellunese D’accordo a
Lorenzago, il no della Provincia per un prolungamento da fare in tre lotti che
costerebbe 2.2 miliardi di euro, il 50% in galleria. Carnia-Cadore ora è una priorità. Il Friuli inserisce il collegamento tra A27 e A23 al terzo posto
delle richieste BELLUNO. Il completamento dell’autostrada A27 fino ad Amaro, in Carnia, “è una priorità”. Così la considerano il governatore Riccardo Illy, a capo di una giunta di Centro-sinistra; così il governo Prodi e in particolare il ministro Di Pietro; così pure Mario Tremonti, sindaco di Lorenza- go, che rappresenta un’area di centrodestra. Non è affatto una priorità, invece, per il presidente della Provincia di Belluno, Sergio Reolon. «E non sono il solo a pensarla così», afferma. E, infatti, il collegamento tra l’A27 e l’A22 (Udine-Tarvisio) non è compreso nell’elenco delle opere ritenute più necessarie dal Veneto. Sta di fatto, invece, che il collegamento autostradale fra il Carnia e Cadore è fra le otto opere che dovranno essere realizzate con precedenza su ogni altra, secondo la scaletta passata a Prodi e Di Pietro dallo stesso Illy e che il governo ha inserito nel piano quinquennale per le infrastrutture passato (ed approvato) dal Cipe. In particolare, esse riguardano i sistemi stradali, quelli ferroviari e il porto di Trieste. Dopo l’ ampliamento a tre corsie dell’ autostrada A4 Venezia-Trieste e il raccordo autostradale Villesse-Gorizia, si piazza l’autostrada Carnia-Cadore. L’ Anas ha sviluppato uno studio di fattibilità, che si articola in tre lotti, per il 50% in galleria e l’ 8% su viadotti. Il costo stimato è di 2,2 miliardi, con ipotizzato ricorso al project financing. Questi dati si riferiscono alla nota diffusa dal ministero delle infrastrutture. Ma sono incompleti. Sono tre i progetti predisposti dall’Anas, in collaborazione con l’allora commissario straordinario alle grandi opere del Nordest, Bortolo Mainardi. Ed i costi arrivano fino a 3,5 miliardi di euro. «Non dico di no a questa autostrada. Dico, però — puntualizza il presidente Reolon — che il Bellunese ha primariamente bisogno della ferrovia per Cortina, in vista anche dell’importante appuntamento sportivo. Mi consta, inoltre, che non ci sono le risorse per realizzare questo progetto. E, quindi, chissà quando potrà vedere la luce. Ribadisco, in ogni caso, che non un euro pubblico dovrà essere utilizzato per questa arteria, ma solo capitale privato». Meno drastico, anzi di tutt’altra impostazione è il sindaco di Lorenzago, Mario Tremonti. «Ben venga un collegamento veloce con Belluno e con Venezia, da una parte, e con la Carnia dall’altra. Lo attendiamo (lavoratori e turisti per primi) da decenni. In particolare aspettiamo il tunnel». Ma il sindaco Tremonti riconosce anche la necessità che “l’intervento non sia invasivo”. «So che il tragitto è stato studiato in galleria. Si proceda in questo senso. Certo — confessa Tremonti — non mi dispiacerebbe che, come prevede uno dei progetti, Lorenzago potesse contare su uno svincolo. Ne approfitterebbero anche le popolazioni delle valli di Auronzo, del Comelico e di Sappada». La statale del passo Mauria è ogni giorno più impraticabile, ma anche se si trovassero le risorse l’attesa non potrebbe essere inferiore a 10 anni.
Messaggero Veneto 18.11.2006 Fondi già disponibili per la terza corsia della A4 e per il raccordo di Villesse,l’autostrada Belluno-Carnia e la sistemazione delle statali 56 e 13 Grandi opere, otto priorità in regione Il ministro Di Pietro presenta il piano. Sonego: recepite le indicazioni della giunta TRIESTE. Sono otto le opere ritenute prioritarie dal governo
per il Friuli Venezia Giulia,
secondo
quanto contenuto nel
piano
quinquennale per le infrastrutture presentato ieri dal ministro Antonio Di Pietro. In particolare, esse
riguardano i sistemi stradali, con opere per circa 4 miliardi, quelli ferroviari,
con interventi per 5,3 miliardi e il porto di Trieste, con lavori per 278 milioni. «Sono le priorità delle priorità-commenta
l'assessore regionale ai trasporti
Lodovico Sonego - desunte
da un documento più lungo che
avevamo presentato al governo. Per cominciare
va bene così e quindi possono
ritenermi soddisfatto. Come si vede
però soltanto per due opere ci sono
già i fondi disponibili; ora deve
esserci l'impegno del governo per le
altre. Insomma il governo è stato
bravo e adesso deve essere
ulteriormente bravo a trovare altre risorse»… …Il terzo progetto riguarda il collegamento autostradale A27-A23, tra la parte settentrionale della provincia di Belluno e la Carnia, entrambe aree isolate dai grandi flussi di comunicazione, per una migliore distribuzione della mobilità tra i due valichi alpini del Brennero e di Tarvisio. L'Anas ha sviluppato uno studio di fattibilità, che si articola in tre lotti, per il 50% in galleria e 1'8% su viadotti. Il costo stimato è di 2,2 miliardi, con ipotizzato ricorso al project financing…
Il Gazzettino 12.11.2006 Longarone-Tolmezzo, scende in campo il Cai (FS)«Visto che il Club Alpino Italiano appartiene alle associazioni di protezione ambientale, che esso ha per scopo l'alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne e la difesa del loro ambiente naturale e che anche l'esimersi dal prendere posizione, laddove l'ambiente subisca o rischi di subire aggressione è da considerarsi incompatibile con la sua etica, questa commissione ritiene doveroso ed urgente che le sezioni e gli organismi direttivi del Cai partecipino alle iniziative in atto per portare il proprio contributo di conoscenza del territorio». Così si esprime in una lettera a tutte le sezioni la commissione interregionale Tam del Cai, riferendosi al discusso progetto autostradale Longarone-Tolmezzo e al comitato Per Altre Strade, costituitosi proprio per opporsi alla realizzazione della grande opera. «La prosecuzione dell'autostrada A27 verso la Carnia suscita alcune considerazioni», scrive da Mestre Alberto Jogna della sezione di Gemona, incaricato dalla commissione a seguire la questione. Ci sono alcune decisioni da prendere, pare di capire. Prima di tutto, secondo la Tam, si dovrebbe decidere «se l'ambiente montano della Carnia sia meritevole di essere considerato un luogo da difendere e proteggere per il suo straordinario valore ambientale, storico e culturale oppure se lo si debba intendere come una superficie di servizio». Inoltre c'è da capire «se vogliamo che il Tagliamento continui ad essere il "re dei fiumi alpini" così come è stato definito nella risoluzione del Convegno Internazionale "Life" o se vogliamo finalmente distruggere anche l'ultimo ambiente fluviale europeo ancora integro, dove ricercatori di tutto il mondo studiano le dinamiche fluviali su un greto non regimentato artificialmente». Altre considerazioni riguardano anche il Parco delle Dolomiti Friulane, il fatto che «si dovrebbe impedire a chiunque di stendere il velo dello sviluppo in certi casi» e ancora la domanda su «cosa significhi oggi prevedere i lavori per 30 anni visti precedenti quali ad esempio la Galleria del Passo della morte, che doveva essere terminata in 6 anni e siamo invece a 14». Pensando infine alle valutazioni attuali sulle riserve e i prezzi di petrolio «ci sarebbe da assodare che tra 30 anni il trasporto non sarà più quello di oggi». Riflessioni e interrogativi che si concludono con la sottolineatura della linea sulla base della quale dunque anche il Cai si affianca al Pas: già nel 1994 il convegno delle sezioni del Veneto e del Friuli approvò un documento sugli impatti prevedibili della prosecuzione della A27 oltre Pian di Vedoia. Più recentemente, nel 2000, la delegazione regionale veneta ha inoltre preso nuovamente posizione contro il prolungamento dell'autostrada medesima.
Il
Gazzettino 04.11.2006 Patto
Prodi-Illy UDINE.
Le imprese edili del Friuli Venezia Giulia guardano con grande aspettativa ed
interesse ai programmi delle opere contenuti nel protocollo recentemente firmato
a Roma fra il presidente del Consiglio Prodi ed il presidente della Regione Illy.
Lo segnala Giuliano Vidoni, presidente regionale dell’Ance, l’associazione
dei costruttori edili, che rileva come il documento preveda espressamente
l’esigenza di procedere alla quantificazione delle risorse necessarie a
finanziare le funzioni in materia di viabilità e trasporti. L’attenzione si
concentra sulle Grandi Opere…. Alto
Friuli, è in gioco lo sviluppo. Troppi
comitati e politici indecisi, parla Nicola Plazzotta capodelegazione dell’Assind
C.A.I. - Commissione Interregionale per la Tutela dell'Ambiente Montano - Veneto-F.V.G. 03.11.2006 Autostrada Longarone-Tolmezzo Mestre, O3/11/2006 In data 22.05.06 si è costituito, a Forni di Sopra, il PAS
( Per Altre Strade). Detto Comitato ha già organizzato incontri pubblici e
raccolto l’ adesione di diverse associazioni locali e ambientaliste, oltre a
singoli cittadini, sull’ opposizione all’ ipotesi di collegamento
autostradale Carnia-Cadore. La prosecuzione dell’autostrada A27 verso la
Carnia, transitando sotto il Passo della Mauria, di cui da qualche tempo si
legge con sempre maggiore frequenza sulla stampa, suscita infatti alcune
considerazioni: ·
si dovrebbe decidere se l’ambiente montano della Carnia è
meritevole di essere considerato un luogo da difendere e proteggere per il suo
straordinario valore ambientale, storico e culturale oppure se lo si debba
intendere solo una superficie di servizio e quindi stenderci sopra strade,
costruzioni, opere ad alto impatto (elettrodotti …). Di conseguenza si
dovrebbe decidere se attingere a questi suoi valori intrinseci ed irripetibili
per trovare le risorse necessarie al miglioramento della qualità della vita dei
suoi abitanti, oppure “succhiare” qualche risorsa dalla fruizione delle
stesse cose che si possono trovare più o meno ovunque e dai rimasugli della
rapida, inebriante, breve pioggia di soldi che le grandi opere si portano
dietro; ·
si dovrebbe decidere se vogliamo che il Tagliamento continui ad
essere il “re dei fiumi alpini” così come è stato definito nella
risoluzione dei partecipanti al Convegno Internazionale “LIFE Simposium
Flusslandfshaften” (26/29.11.05 Reutte Austria) dove hanno presenziato
scienziati di 14 Paesi europei, oppure se vogliamo finalmente distruggere anche
l’ultimo ambiente fluviale europeo ancora integro, dove ricercatori di tutto
il mondo studiano le dinamiche fluviali su un greto non regimentato
artificialmente; ·
si dovrebbe decidere se il Parco delle Dolomiti Friulane è una
istituzione ed una zona da preservare e proteggere oppure da abbandonare
all’aggressione del cemento. Nella seconda ipotesi, coerentemente,
bisognerebbe porre fine alla sua esistenza come Parco; ·
si dovrebbe impedire a chiunque, in questi casi, di stendere il
velo dello “sviluppo”(!). Autoporto di Tarvisio, autostrada A23, etc.
dovrebbero essere il monito più esaustivo. Si pensi allo sviluppo di Dogna,
Pietratagliata, Pontebba, Chiusaforte...; ·
si dovrebbe chiedere ai relatori dello studio di fattibilità cosa
significa, oggi, prevedere lavori per 30 anni, visti i precedenti: la galleria
del passo della Morte (tra Forni di Sotto e di Sopra) avrebbe dovuto essere
terminata in 6 anni, ma siamo a 14, la galleria a monte di Rigolato siamo a 7
anni…, la diga di Ravedis …? ; ·
si dovrebbe finalmente assodare che tra 30 anni il trasporto non
sarà più quello di oggi. L’ estrazione del petrolio, secondo le fonti
scientifiche più attendibili, ha raggiunto il suo massimo nel 2005. Secondo
altre fonti più vicine ai produttori il massimo sarà raggiunto, al più tardi,
attorno al 2020. Dal 2003 al 2006 il prezzo del petrolio è triplicato. Non è
pensabile, sulla base di questi dati, pensare che il livello di traffico sulle
nostre strade sia ai valori attuali tra 30 anni. Profondissimi cambiamenti nel
nostro stile di vita sono alle porte. Visto che “Il Cai appartiene a
pieno titolo al novero delle “associazioni di protezione ambientale” (D.M.
20.02.87 Art. 1); che “Il Club Alpino Italiano […] ha per iscopo
l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle
montagne, […] e la difesa del loro ambiente naturale “ (Art. 1 dello
Statuto) e che “Anche l’esimersi dal prendere posizione, laddove
l’ambiente subisca o rischi di subire aggressione [...] è da considerarsi
incompatibile con le indicazioni del CAI e con la sua etica.” (“Charta di
Verona” doc. finale del 94°congresso Nazionale), questa commissione ritiene
doveroso ed urgente che le sezioni e gli organismi direttivi del CAI partecipino
alle iniziative in atto per portare il proprio contributo di conoscenza del
territorio e per rendere noto il proprio punto di vista agli organi di
informazione. Al riguardo, si fa presente che già nel 1994 il Convegno delle
sezioni del Veneto e del Friuli Venezia Giulia approvò un documento sugli
impatti prevedibili della prosecuzione della A27 oltre Pian di Vedoia e che più
recentemente, con un comunicato stampa del 05 febbraio 2000, la Delegazione
regionale veneta ha preso nuovamente posizione contro il prolungamento
dell’autostrada medesima . In attesa di un sollecito
riscontro alla presente, la scrivente Commissione Interregionale TAM si dichiara
sin d’ora disponibile a collaborare con quanti, all’interno del Club Alpino
Italiano, intenderanno farsi carico della questione. Cordiali saluti Per la
Commissione Alberto Jogna
Il Gazzettino 21.10.2006 Nei paesi arriva il comitato contro l'autostrada Carnia-Cadore FORNI DI SOTTO. Autostrada? No grazie, meglio la ferrovia e il miglioramento della rete esistente. Fiumi come deserti? Meglio acque fresche e pescose acque. Denaro speso in grandi opere? Meglio opere più piccole e utili. Il progetto che stimola tali esternazioni è quello dell'autostrada Carnia-Cadore, le proposte alternative sono quelle del comitato Per Altre Strade, che, costituitosi di recente, sta promuovendo una serie di incontri sul territorio per discutere sì di autostrada, ma anche più in generale di temi in questo periodo cruciali quali acqua, ambiente e sviluppo.Forni di Sotto la prima tappa del percorso itinerante, un incontro al quale hanno partecipato anche l'assessore locale Giuseppe Nassivera, l'ingegner Giuseppe Costantini (per le caratteristiche tecniche dell'opera) e il sindaco di Cavazzo Dario Iuri, il quale ha lanciato un input, un monito all'amministrazione locale, invitandola a "non sottovalutare la determinazione con cui il progetto viene portato avanti dai politici regionali poichè i progetti costano e non avrebbe senso investire tanto denaro se vi fosse una volontà di recedere". Sotto il segno di una "partecipazione attiva alle scelte che riguardano la nostra casa" dunque anche gli interventi di Renato Garibaldi di Carnia in Movimento e di Franca Predetto di Assieme per il Tagliamento; quest'ultima in particolare si è espressa in risposta ad un intervento volto a favorire un'opzione industriale per la vallata, dicendo "in pianura le fabbriche chiudono a causa della globalizzazione del mercato; l'unica possibilità di sviluppo per queste zone è quella di piazzare sul mercato un prodotto che nessuno sarà mai in grado di "taroccare", ovvero un vasto territorio incontaminato come pochi ormai ne restano".E dunque in conclusione? Dopo il rammarico espresso dal già sindaco di Forni di Sotto Gianni Nassivera per non aver ricevuto risposta dall'attuale amministrazione in merito alle proprie richieste di discutere il progetto del collegamento autostradale, un esplicito invito in tal senso e in particolare per una delibera in cui sia chiarita la posizione del comune ospitante è emerso dai presenti. Un passo verso l'obiettivo perseguito dai promotori del comitato, ovvero "l'approdo ad un documento comune da parte delle amministrazioni interessate da sottoporre all'attenzione di chi altrove sta perorando la causa della grande opera". Intanto il prossimo appuntamento è previsto per giovedì 26 alla "Stube" a Forni Di Sopra. Francesca Spangaro
Corriere delle Alpi 14.10.2006 Protocollo "trasporti" - Convenzione delle Alpi (pdf.45 kb) Stop alle autostrade attraverso le Alpi I ministri europei hanno firmato l'altro ieri il Protocollo Trasporti BELLUNO. II primo passo per una politica dei trasporti sostenibile è stato fatto: l'impatto autostradale si allontana, forse definitivamente, dalle Alpi. A sottolineare la portata di un evento poco pubblicizzato, ma molto rilevante, è la presidente della Commissione lavori pubblici del Senato Anna Donati (Verdi), che commenta la firma del Protocollo Trasporti della Convenzione per la protezione delle Alpi. «E' passata quasi sotto silenzio», afferma la senatrice, «ma per noi è davvero una buona notizia. Dopo anni di attesa, l'altro ieri finalmente tutti i ministri dei Trasporti che aderiscono alla Convenzione delle Alpi (Germania, Francia, Italia, Liechtenstein, Principato di Monaco, Austria, Slovenia, Svizzera e Unione Europea) hanno firmato il Protocollo Trasporti. Questo rappresenta il primo passo concreoto per una politica dei trasporti sostenibile nell'arco alpino, un'area che, per le sue caratteristiche di estrema fragilità, necessita di particolari vincoli di tutela». Il trattato vieta progetti di nuove arterie stradali e autostradali transalpine e chiede di puntare sul trasporto ferroviario come misura di contenimento di traffico e inquinamento. «II governo Berlusconi», riprende la Donati, «aveva lavorato per affondare il processo di ratifica. Da una parte, la maggioranza di centrodestra aveva stralciato in parlamento il Protocollo Trasporti dalla Convenzione delle Alpi. Dall'altra, aveva fatto sapere ai partner europei che l'Italia non avrebbe firmato. Poi, è arrivato il governo Prodi, che, anche grazie al lavoro della Cipra, degli ambientalisti e dei Verdi, ha inserito il tema fra gli impegni indicati nel programma "Per il bene dell'Italia". E così questo impegno elettorale è stato mantenuto: il ministro dei trasporti Alessandro Bianchi ha siglato l'intesa e ora», indica la Donati, «tocca al Parlamento italiano continuare il percorso di ratifica. I Verdi hanno già cominciato a lavorare in tal senso. Mi auguro si avvii la discussione che porti all'approvazione della ratifica di tutti i protocolli della Convenzione delle Alpi».
La
Vita Cattolica 30.09.2006 Studio
di fattibilità
Il Gazzettino 28.09.2006 Infrastrutture, Illy in corsia di sorpasso Autostrade Collegamento Belluno-Tarvisio: l’Anas farà lo studio di Fattibilità Trieste (Giu.be.)
Anche il collegamento fra le montagne del Veneto e del Friuli attraverso
la connessione delle parti terminali
dell'autostrada A23 che corre da Palmanova
verso l'Austria e della A27 che
raggiunge il Cadore «può
essere un'opera utile».
Inserita, seppur non nelle prime righe,
nel documento con cui il presidente del Friuli Venezia Giulia ha definito
le priorità infrastrutturali per la regione, secondo il ministro Antonio Di
Pietro si continuerà a tenere in considerazione
il progetto per il quale era già stato siglato a Gorizia un protocollo
d'intesa fra ministero (allora guidato da Lunardi),
Regione Veneto, Friuli Venezia Giulia
e Anas. A tal fine è stato dato incarico all'Anas di svolgere uno studio di fattibilità insieme alle due Regioni per verificare in che misura potrebbe essere possibile il pedaggiamento della tratta e dunque quali potrebbero essere i conseguenti oneri finanziari per la realizzazione. Un'analisi che sarà dunque fondamentale per definire il futuro di questa infrastruttura già inserita peraltro nella programmazione nazionale con il Dpf dello scorso anno e sulla quale il Friuli Venezia Giulia ha comunque confermato il suo interesse. Senza contare che anche il Bellunese guarda con favore al collegamento che consentirebbe di dare uno sbocco al vecchio progetto della Venezia-Monaco e al collegamento con l'Austria ora «arenato» a Pian di Vedoia. Di
Pietro negli incontri di ieri a Trieste si è anche soffermato sul
Passante di Mestre definendolo «una priorità
che non può subire un giorno di
ritardo». Secondo il ministro, però, «occorre
rivedere alcune clausole proposte per
l'intesa con il governo». Sulla questione
ha così reso noto che ci sarà un
incontro il prossimo 4 ottobre a
Roma. Per quella data, Di Pietro ha
auspicato che si arrivi ad una soluzione «che impegni
i gestori a realizzare l'opera e le
parti a trovare una soluzione più
equa nei rispetti del consumatore. I lavori
stanno andando
avanti e - ha comunque aggiunto -
saranno realizzati nei tempi previsti».
Messaggero
Veneto 17.09.2006 “Infrastrutture
per l’euroregione e collegamento Carnia-Belluno” PORDENONE.
Dare corso all’accordo di programma tra Friuli e Veneto per realizzare la
connessione tra l’autostrada A27 e l’A23 Alpe Adria, attraverso il traforo
della Ma uria, rilanciando in questo modo due aree depresse demograficamente ed
economicamente quali la Carnia e il Bellunese. E’ la sollecitazione che il
presidente Illy ha lanciato in occasione del taglio del nastro di ieri.
Rilanciato anche il progetto dell’Euroregione che, come ha detto Illy, ha
bisogno di infrastrutture per essere concretizzato.
Messaggero
Veneto 07.09.2006 L’inutile
Nucleare
di Dario Predonzan …Per
le infrastrutture, invece, Tondo propone a tutte le istituzioni pubbliche di
firmare un “protocollo per il quale tutte le risorse (pubbliche, ndr)…destinate
ai comparti produttivi e le risorse derivanti dal gettito Irap vengano
utilizzate prioritariamente per la realizzazione di infrastrutture strategiche
concordate con le categorie economiche”. Qualcosa è cambiato, nel mondo
politico, senza che nessuno se ne accorgesse: pare infatti che ora la
realizzazione di infrastrutture “strategiche” sia materia da decidere
trattando con le categorie economiche. Fino a ieri era invece questione da
definire –sulla base di approfonditi studi e analisi tecniche- mediante piani
e programmi elaborati secondo procedure a evidenza pubblica e sotto la
responsabilità esclusiva degli enti competenti, per capire cosa serve davvero,
cosa ci si può permettere e cosa invece è meglio non fare perché non è
sostenibile dal territorio e dall’ambiente. Vecchiume, pare. Ora quel che
conta sono le categorie, agli altri cittadini (la maggioranza) spetta soltanto
di pagare il conto… …Tondo non è, a onor del vero, l’unico a pensarla così: come si spiegherebbe altrimenti, per esempio, la volontà concorde di Illy e del centro-destra a favore dell’autostrada Carnia-Cadore von annesso tunnel sotto la Mauria?
Corriere delle Alpi 02.08.2006 Il presidente di Autostrade «La A27 deve proseguire» di Francesco Dal Mas CORTINA. La variante di Cortina? «Ovviamente sì farà. Anche perché la valutazione
di impatto ambientale è di
competenza
della Regione».
Parola del governatore Giancarlo
Galan, come l'ha riferita il suo portavoce Franco Miracco
nel convegno di ieri sera a «Cortina
Incontra», tra gli altri con il presidente di
Autostrade Spa, Gian Maria Gros-Pietro, e il segretario
aggiunto della Cisl, Pierpaolo Baretta.
«La variante di Cortina non è dì
nostra competenza, bisogna rivolgersi
al ministro» ha consigliato proprio Gros-Pietro. «Ma noi abbiamo
tutti i poteri per andare avanti ha
puntualìzzato il portavoce di Galan -. L'importante
è che gli amministratori di Cortina ci
seguano su
questa strada».
Gros-Pietro ha invece competenza
sulla A27. «So che proseguirà fino a
Macchietto, ma noi, come società Autostrade, siamo pronti ad andare avanti.
Mi consta che ci sia anche uno studio». E mentre Franco
Miracco ha proposto, a nome del governatore Galan il potenziamento della ferrovia Venezia-Calalzo-Cortìna, il
sindacalista Baretta ha lanciato
l'idea di una manifestazione pubblica
síndacato-Confindustria a sostegno
delle grandi opere. Presidente Gros-Pietro, dunque lei è favorevole al proseguimento dell'A27. «Sì. L'autostrada si ferma a
Macchietto. Sarà il territorio,
poi, a dirci come dobbiamo proseguire. Ogni autostrada
ha a che vedere con un bene
esauribile, il bene-territorio e
dev'essere il territorio pertanto a decidere.
A noi spetta realizzare ciò che le istituzioni
decidono». Il Governo dice che non ci sono
risorse per fare tutte le grandi
opere. «Lo scorso governo ha stilato
con grande entusiasmo una
lista di 200 opere. Questo governo e questa maggioranza
sembrano avere la consapevolezza
che non tutte sono possibili e che è
necessario scegliere. E quindi
dobbiamo scegliere bene perché non è possibile farle tutte». Si fa un gran discutere, a Nordest,
del possibile polo autostrade.
La preoccupa questa prospettiva? «Credo che i Poli autostradali siano
una cosa buona, sono pertanto
favorevole. In Francia hanno
appena fatto le privatizzazioni e quindi lo Stato
attraverso le privatizzazioni ha
modellato il settore autostradale come riteneva meglio.
Questo è il settore di più recente
formazione in Francia dove hanno 8
mila chilometri di autostrade,
quindi è il primo paese europeo,
l'Italia è il secondo con circa 6
mila chilometri. d'autostrada. In Francia ci sono solo
tre poli. Io credo che l'Italia non
sbaglierebbe se si muovesse in questa
dìrezione». Talune opere, come il collegamento
tra la A27 e
l'A23
potrebbero essere realizzate attraverso
future concessioni regionali. Regionalizzazione
proposta in questi giorni da Formigoni. Lei come valuta questa
prospettiva? «Non cederemo sicuramente
le nostre concessioni. Se la proposta di Formigoni va intesa nel senso che la Regione
diventi ente concedente in luogo dello Stato, noi non abbiamo niente da dire, per noi che
il concedente sia l'Anas o la
Regione non fa nessuna differenza purché siano chiarì i termini.
Se, invece, la Regione volesse diventare, oltre che concedente, anche concessionaria
di autostrade, si troverebbe
in una situazione di conflitto di interesse e di confusione. E comunque noi non siamo
orientati a cedere le nostre
concessioni. Noi siamo una società
autostradale che vuole in vestire non vendere». Passi indietro sulla strada
della fusione Autostrade-Abertis? «Nessun passo indietro. Questa operazione all'inizio ha
suscitato ostilità a motivo del particolare
periodo in cui é capitata. E'
capitata in quel periodo per ragioni industriali,
e non è stato un periodo propizio
Però allora era il 23 di aprile,
sono passati tre mesi e mezzo e quindi il periodo ormai
non conta più». Condivide l'ottimismo dell'Anas sulla chiusura del quinto atto
aggiuntivo alla
concessione dopo la fusione
Autostrade-Abertìs? «Noi siamo stati sempre ottimisti, l'Anas,
invece, è stata sempre molto cauto nell'esprimersi.
Questa espressione così
positiva da parte del nuovo vertice dell'Anas non può che farci
piacere perché vuol dire che stiamo lavorando nella stessa direzione».
La
Vita Cattolica 22.07.2006 Autostrada
per la Carnia «Basta
autostrade» afferma Illy. Il riferimento è anche al discusso collegamento tra
l’A23 e l’A27, da Amaro a Macchietto, in Cadore. «Esattamente –risponde
Illy- . Non c’è bisogno di un’autostrada, basta una semplice strada a una
corsia di andata e a una di
ritorno, come la Cimpello-Sequals. Ovviamente con il traforo della Mauria». Ma
l’Anas ha progettato un’autostrada, proviamo ad obiettare. «Vorrà dire che
ci rivolgeremo ad altre compagini autostradali, a cominciare da Autovie».
Corriere delle Alpi 20.07.2006 «Basterà una superstrada» Illy torna sul collegamento tra Carnia e Cadore di Francesco Dal Mas BELLUNO. Chi si rivede? L'autostrada Macchietto-Amaro. Anzi no. Secondo il presidente della regione Friuli-Venezia Giulia, Riccardo Illy, in montagna non si dovranno più fare autostrade. Dunque? «Nessun problema», rassicura Carnia e Cadore il governatore del Fvg, «realizzeremo una strada a due corsie». Si badi, una corsia di andata e una di ritorno. Nessuna corsia supplementare, neanche per il soccorso. Il modello c'è già: la Cimpello-Sequals, in provincia di Pordenone. E' una direttissima, dall'autostrada A28 verso la pedemontana friulana; proseguirà presto verso Gemona. Diciamo subito che i sorpassi sono difficili, ma la velocità da tenere è alta. Per la montagna è più che sufficiente, secondo IIly. E potrebbe non avere tutti i torti, considerato che questo tipo di arteria ha pochi ingressi e poche uscite. E uscite ed ingressi sono come quelli autostradali. II pericolo d'incidenti, dunque, è scarso. «Una strada del genere costa relativamente poco ed è poco impattante», per IIly. Ovviamente sarà fatto anche il traforo della Mauria. II presidente ne ha parlato ieri ad Amaro. IIly ha visto il progetto previsto dall'ex commissario Mainardi e dall'Anas. Prospettava, appunto, un'autostrada. «Era solo un suggerimento», fa notare Illy. Che fa anche intendere: mancano le risorse per realizzare l'arteria così come da progetto. Ma Autostrade ed Anas hanno obiettato, ancora l'anno scorso, che una superstrada non è affatto conveniente. Mancherebbe, tra l'altro, il presupposto del pedaggio. «Viene meno la disponibilità di talune compagini autostradali? Vorrà dire che ne troveremo delle altre». Chi? «Autovie, ad esempio». Ancora ieri, comunque, il presidente della Camera di Commercio di Belluno, Paolo Terribile, insisteva sul collegamento autostradale. «La nuova arteria autostradale, grazie alla riduzione dei tempi di percorrenza, consentirebbe di incrementare i flussi turistici e di imprimere un nuovo sviluppo alle attività imprenditoriali, in particolare verso l'Est Europa», spiegava Terribile, assicurando che avrebbe sostenuto la sua tesi anche in sede di consiglio d'amministrazione di Transpadana (Comitato promotore della direttrice ferroviaria europea) nel quale è stato nominato, per il triennio 2006/2009, in rappresentanza dell'Unione delle Camere di Commercio del Veneto. «Ai turisti è sufficiente anche una strada veloce», ha osservato, sempre ieri, il presidente Illy.
Il Gazzettino 16.07.2006 A27-A23, Illy ripropone il progetto a Prodi Il governatore del Friuli non molla sulla necessità di collegare i due tronchi autostradali Il collegamento A27-A23 Udine-Tarvisio, al quale il centrosinistra bellunese sembra guardare con diffidenza nonostante da decenni il mondo produttivo reclami uno sbocco a nord, arriva sul tavolo del nuovo governo di Romano Prodi. A sottoporlo all'attenzione del nuovo esecutivo romano è stato proprio il governatore del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy, da sempre acceso sostenitore di quest'asse che attraverso il Centro Cadore e la Mauria collegherebbe i due tronchi autostradali Venezia-Pian di Vedoia e Udine-Tolmezzo. Secondo il presidente della Regione autonoma, l'asse diventerebbe strategico anche per risollevare le sorti di una delle aree più depresse del Friuli, la Carnia. Nato sotto la regia dell'ormai ex commissario straordinario per le grandi opere del Nordest, Bortolo Mainardi, il progetto si era cristallizzato ancora nell'aprile 2004 in un Protocollo d'intesa firmato a Gorizia tra il presidente Illy, quello del Veneto, Giancarlo Galan, l'allora ministro pel le infrastrutture Pietro Lunardi e il presidente dell'Anas. Un'azione bipartisan che ha sdoganato l'opera da possibili marchiature politiche. Ma che a riproporla sia un governatore di centrosinistra appare una garanzia in più dopo il cambio a Palazzo Chigi. «Ho avuto notizia in queste ore - spiega Mainardi - che Illy ha riproposto al governo Prodi il protocollo d'intesa per la realizzazione del collegamento autostradale tra la A27 e la A23, dimostrando così di crederci fino in fondo. Non resta che sperare che Prodi possa inserirlo nella sua programmazione. Un' idea innovativa - la definisce Mainardi - che resta la soluzione più probabile per agganciarci all'Europa. La possiamo chiamare la nuova VeneziaMonaco. Un'opera strategica che lo stesso governatore Illy ha voluto riproporre al governo Prodi, dimostrando di crederci. È stato un patto laico tra diverse amministrazioni a dimostrazione di come le infrastrutture non debbano avere colore politico». Il Protocollo definisce «strategica per il governo italiano» la nuova arteria stradale, mettendo d'accordo per la prima volta enti locali e governo su un tema che divideva da oltre trent'anni. Il progetto gode già di uno studio di fattibilità che disegna il tracciato e definisce i costi. Lauredana Marsiglia
Alto Friuli 06.2006 Autostrada Carnia-Cadore, il "no" del comitato (gg) Nasce per iniziativa di 12 persone dei comuni di forni di Sopra, Forni di Sotto, Ampezzo e Socchieve il Comitato "Per Altre Strade" P.A.S. che si prefigge «la mobilitazione delle popolazioni dell'alto e medio Tagliamento allo scopo di riconsiderare criticamente i parametri che stanno alla base di un'idea di sviluppo che consuma il territorio anzichè conservarlo e valorizzarlo». Il Comitato vuole pure «opporsi all'idea superata di una crescita che espropria la gente della propria terra, dell'aria, e dell'acqua. Beni questi, essenziali alla sopravvivenza e non merci indennizzabili e di proporre modelli di sviluppo alternativi che possano valorizzare l'immenso patrimonio naturale della vallata, allo scopo di trasmetterlo nella sua interezza alle future generazioni e renderlo fonte di economia e benessere per i suoi abitanti». Per raggiungere il proprio scopo, il Comitato raccoglierà informazioni e documenti in merito a qualunque progetto interessante la vallata, in particolare tutto ciò che riguarda la viabilità, gestione dell'ambiente naturale e delle risorse ambientali e prospettive di sviluppo turistico, organizzando dibattiti fra la popolazione e con le amministrazioni pubbliche. Un tanto è stato sancito in una riunione tenutasi recentemente a Forni di Sotto, dove è stata pure fissata una priorità operativa: la sensibilizzazione della popolazione della valle del Tagliamento sul tema del progetto di collegamento autostradale fra la A23 e la A27 che dovrebbe unire la Carnia al Bellunese transitando per il tunnel del Passo della Mauria.
La
Vita Cattolica 06.2006 Sospesa
l’autostrada Meglio
la ferrovia da Calalzo per Cortina e Dobbiamo che l’autostrada dal Cadore alla
Carnia. Con questa posizione rappresenta a Bortolo Mainardi, commissario
dell’autostrada, il presidente della provincia di Belluno, Sergio Reolon, ha
di fatto stoppato l’iter progettuale del collegamento tra l’A23 e l’A27,
attraverso il traforo del passo della Ma uria. Un collegamento atteso
soprattutto dagli operatori economici, in particolare dalle associazioni
industriali. Al governo della provincia di Belluno c’è il centrosinistra. Il
governo regionale che ha sottoscritto col ministro Lunari e con il governatore
veneto Galan l’impegno per la direttrice è quello di Riccardi Illy, quindi
dello stesso segno politico.
Il
Gazzettino 14.05.2006 CARNIA
Un nuovo comitato (fs)
Da un paio
di mesi ci
stanno
ragionando e
ora si costituiranno
ufficialmente in un nuovo comitato.
Il motivo del riunirsi,
dell'informarsi e dell'opporsi è
questa volta il progetto
dell'autostrada Carnia-Cadore, sul
quale si è concentrata l'attenzione di un gruppo di
persone tra Forni di Sopra, Forni di
Sotto, Ampezzo e Socchieve. Per
ora sono una dozzina e
hanno suscitato
l'interessamento del comitato Insieme per
il Tagliamento
nonchè del
comitato
per la tutela delle
acque del
bacino del
Tagliamento.
Anche i rappresentanti
di questi sodalizi
saranno presenti
domani alle
17 al bar alla Genzianella
di Forni di Sotto
per la
costituzione ufficiale
del nuovo comitato,
che si chiamerà Pas,
acronimo dell'indicativa
espressione Per
Altre Strade. «L'organismo
cui intendiamo
dar vita -spiegano
alcuni esponenti-
è di tipo assolutamente spontaneo ed apolitico. Sì
tratterà
di un comitato di difesa
ambientale della Val Tagliamento».
Messaggero
Veneto 11.05.2006 “Pensiamo al territorio prima di realizzare una nuova autostrada”CAVAZZO.
«Non ci sono solo gli interessi
degli industriali: prima di parlare di
autostrada in Carnia occorre interessare
le amministrazioni locali e vagliare tutti
gli interessi del territorio». Rimarca così
Iuri Dario, primo cittadino di Cavazzo Carnico,
il suo "no" all'autostrada che dovrebbe
congiungere la A 27 con la A 23 lungo
la valle del Tagliamento. «Apprendiamo
-dichiara
Dario-con stupore dalla stampa che i progetti per il collegamento
autostradale fra Amaro e Longarone stanno
andando avanti». Le perplessità derivano
dal fatto che, nonostante le opposizioni
avanzate da alcune amministrazioni comunali al progetto, queste non sarebbero
coinvolte nell'individuazione della direttiva
che l'infrastruttura dovrebbe
seguire, se non addirittura se sia o meno il caso di costruirla. «Si
parlava di tre progetti -prosegue
il sindaco- ma da informazioni che ho potuto
raccogliere personalmente e direttamente, dei tre progetti
previsti dal progetto di fattibilità dell'Anas,
si starebbe lavorando solo su uno.
Quello che costa meno, ma con un impatto
ambientale maggiore per le valli e le comunità attraversate». Dario spiega che
lo studio incaricato, lo Studio Zollet di
Santa Giustina nel bellunese, sta lavorando al progetto che prevede due
svincoli, a pochi chilometri uno dall'altro,
a Preone e a Cavazzo Carnico «Si parla
di svincoli di Amaro. Quello della A23
esiste già, ma quello nuovo sarebbe costruito tutto in
territorio di Cavazzo Carnico, in piena zona
agricola. Quindi ci si dovrebbe collegare
con quello di Amaro, attraversando tutta la campagna del mio Comune». Un impatto
devastante per il territorio, secondo
il primo cittadino. L'autostrada, secondo
i progetto che il sindaco dice di avere
visionato, prevederebbe l'attraversamento
della zona agricola della piana vicino a Tolmezzo sino alla chiesetta di
San Rocco, sulla destra orografica del fiume
Tagliamento. «Hanno scelto la soluzione
che costa meno -conclude Dario- senza interessare le comunità che la direttrice
attraversa. Non si può calare dall'alto
infrastrutture insostenibili per il territorio». Gino Grillo
Corriere delle Alpi 10.05.2006 Fiduciosi gli industriali friulani «Carnia-Cadore, si farà il collegamento in
autostrada» BELLUNO. Il treno per Cortina anziché l'autostrada per il Cadore? Gli industriali friulani si sono allarmati quanto l'ipotesi è stata rilanciata dal presidente della Provincia di Belluno, Sergio Reolon. Ed eccoli di nuovo in campo, per ribadire che l'autostrada si farà. Ovvero, che l'A23 sarà collegata con l'A27 attraverso il traforo della Mauria. «Dopo le opportune verifiche - dice Nicola Plazzotta, capodelegazione di Tolmezzo dell'Associazione fra gli industriali della provincia di Udine - abbiamo avuto la conferma sia dall'assessore regionale Sonego, sia dal commissario straordinario per le opere strategiche Mainardi, che nulla è cambiato nella strategia di potenziamento infrastrutturale tra la Carnia e il Cadore». Eppure, solo tre mesi fa, a Pordenone, Sonego e Mainardi avevano detto che non c'erano le risorse per completare l'A27, salvo poi correggersi; almeno l'ha fatto Sonego, assessore Ds che con forza si batte per le infrastrutture in Friuli. «Il futuro collegamento autostradale tra il Cadore e la Carnia resta un'opera strategica nel quadro socio-economico di queste realtà territoriali, inserito nei programmi strategici delle Regioni Veneto, Friuli-Venezia Giulia e dell'Anas», affermano gli imprenditori friulani. «Le conferme ufficiali - ribadisce Plazzotta - sono motivo di sollievo per gli industriali carnici, che vedono in quest'opera un motivo di rilancio dell'intera vita socio-economica del territorio, ben consci del fatto che lo sviluppo si può coniugare solo con una efficiente rete stradale per lo spostamento delle persone e delle merci». Al di là della presa d'atto, però, gli industriali di Tolmezzo «si augurano che vengano velocemente reperiti i finanziamenti per cominciare una progettazione che si dovrà confrontare con le esigenze delle comunità locali e dell'ambiente, in modo da arrivare a una soluzione costruttiva il meno impattante possibile e soprattutto condivisa dai comuni che saranno attraversati dall'autostrada». (F.D.M.)
Messaggero
Veneto 10.05.2006 “La
Carnia-Cadore è strategica”
Gli
industriali confermano la validità dell’opera. Il collegamento fra autostrade
rilancerà tutto il territorio
TOLMEZZO.
«Il nuovo futuro collegamento
autostradale tra il Cadore e la
Carnia resta un'opera strategica nel quadro socio-economico di queste realtà
territoriali, inserito nei programmi strategici delle regioni Veneto,
Friuli-Venezia Giulia e dell'Anas». Si può sintetizzare con questa frase la
smentita, da parte degli industriali della Carnia, circa il presunto disinteresse
che si sarebbe manifestato al collegamento. Circa
la realizzazione di una viabilità di livello superiore tesa a collegare Longarone e l'autostrada
A27 con Tolmezzo e la A23 attraverso il futuro traforo del Passo della
Mauria, interviene Nicola Plazzotta,
capodelegazione di Tolmezzo dell'Associazione degli industriali della provincia di Udine. Plazzotta
nelle scorse settimane si era
allarmato, e non poco, nel leggere
sulla stampa locale che da Venezia
sarebbe stato più comodo ed eco-compatibile raggiungere
Cortina in treno, preferendo quest'ultima
direttrice a discapito di quella autostradale verso la valle del Tagliamento. «Dopo
le opportune verifiche -continua il
capodelegazione degli industriali - abbiamo
avuto la conferma sia dall'assessore regionale alle infrastrutture Sonego,
sia dal commissario straordinario per
le opere strategiche Mainardi, che
nulla è cambiato nella strategia di
potenziamento infrastrutturale tra la
Carnia ed il Cadore». Queste conferme ufficiali sono
motivo di sollievo per gli industriali
carnici, che vedono in quest'opera un
motivo di rilancio dell'intera vita
socio-economica del territorio, ben consci del fatto che
lo sviluppo si può coniugare solo
con una efficiente rete stradale per lo spostamento delle persone e delle
merci. Gli industriali della delegazione
assindustria di Tolmezzo si augurano
ora che vengano velocemente reperiti i finanziamenti per
cominciare una progettazione che si dovrà necessariamente confrontare
con le esigenze delle comunità
locali e dell'ambiente, in modo da
arrivare ad una soluzione costruttiva
il meno impattante possibile e
soprattutto condivisa dai comuni che
saranno attraversati dall'autostrada. La
nuova autostrada, che dovrebbe avere un costo di 2,2 miliardi
di euro, sarà divisa in tre tronconi
della lunghezza di 85 chilometri, da
Pian di Vedoia, alle porte di
Longarone nella valle del Piave, ad
Amaro e allo svincolo dell' A23 ad
Amaro. Nello studio sono state prese in considerazione
diverse ipotesi di tracciato, anche se
alla fine almeno nella valle del Piave
(22Km), l'unica alternativa possibile
per non pregiudicare il delicato
ecosistema è quella di un percorso per gran parte
in galleria (12Km) sulla sinistra
Piave. Poi il passaggio in Friuli
sotto la Mauria (in quel tratto ben 18
chilometri di tunnel) e lo sbocco in
vai Tagliamento. Lo studio per i
restanti 40 chilometri ha lasciato
aperte tre ipotesi, anche se quella
meno impattante sembra essere quella
di un tracciato sulla destra del Tagliamento
(12 km di galleria).
UdineEconomia 05. 2006 Autostrada
Carnia-Cadore Opera
strategica
Corriere delle Alpi 22.04.2006 Gli imprenditori chiedono la Carnia-Cadore L’autostrada importante per l’economia. Scettico Reolon: «Davvero necessaria?» BELLUNO. Chi si rivede? Il collegamento autostradale Cadore-Carnia. Per gli industriali bellunesi passa anche di qui la capacità attrattiva di investimenti industriali ai piedi delle Dolomiti. «L'autostrada si farà, non oggi, ma sicuramente domani» promette Lodovico Sonego, assessore ai trasporti della Regione Friuli-Venezia Giulia. «Ci vogliono ingenti risorse. Ad allungare i tempi la concertazione, necessaria per un'opera delicata per la compatibilità ambientale». Qualche tempo fa Sonego e il commissario straordinario Mainardi sembravano aver recitato il "de profúndis". «In verità le difficoltà non mancano, anzi purtroppo questa sarà l'ultima delle grandi opere a Nordest. Dicevamo allora che l'autostrada non era da mettere in conto in tempi brevi. Però resta ancora ferma la volontà politica di realizzarla». Sergio Reolon, presidente della Provincia di Belluno, il più scettico nei confronti di questa nuova arteria, considerata un'alternativa al prolungamento della ferrovia da Calalzo, non si dimostra sorpreso. «Ho parlato recentemente con Sonego e anche con gli industriali, ho pure scritto al presidente della Provincia di Udine, Strassoldo. A Sonego ho detto che un'opera come questa, così complessa, così impattante e così costosa va preliminarmente discussa con il territorio, cioè con tutte le sue espressioni istituzionali. Non basta farci vedere i progetti quando saranno pronti e farsi dire se un casello va bene dov'è stato disegnato oppure va spostato». Non solo. «La capacità d'attrazione della provincia» chiede Reolon «ha bisogno davvero di un intervento così ciclopico, che magari interessa soltanto un'area del Bellunese, o non è più opportuno metter mano alla rete viaria e, soprattutto, a quella ferroviaria? In attesa, comunque, della futura autostrada (dieci anni? ancora pochi), la competitività dell'industria bellunese ha necessità, anzi urgenza di interventi molto più rapidi». Ed ecco la proposta che, accanto al nuovo ufficio per lo sviluppo strategico, l'amministrazione provinciale avanzerà con la prossima variazione di bilancio: una quota di fondi, a disposizione soprattutto delle piccole aziende perché trovino l'opportunità di aggregarsi, quanto meno di convenzionarsi, in modo da reggere meglio sui mercati. «Sarà solo un'azione di supporto ad una più vasta operazione di sensibilizzazione» anticipa Reolon, «Sarà il nostro ufficio a fare "marketing" proponendo in giro per l'Italia e finanche all'estero tutta una serie di convenienze per gli imprenditori che qui vorranno investire». Una di queste convenienze il presidente della Provincia la indica nella "coesione sociale". «Qui è più alta che in ogni altra parte del Nordest», sottolinea. Come dire: pochi scioperi. Ma anche la qualità del lavoro è assicurata in misura di gran lunga maggiore a Belluno, piuttosto che in altre plaghe del Nordest. «Disponiamo di lavoratori professionalizzati, dí alta qualità. Le aziende che altrove non li trovano, quassù avranno la ricerca facile». L'ufficio strategico della Provincia provvederà a tutto questo: sarà in grado, cioè, di rispondere «a qualsiasi esigenza abbia un'impresa rispetto all'insediamento in un ambiente» insiste Reolon «dove la vita è più facile. E pure più bella». Francesco Dal Mas
Corriere delle Alpi 10.03.2006 «Belluno non scommette sull'autostrada» Dal Friuli arrivano tante critiche «Non volete il collegamento con l'A23» di Francesco Dal Mas BELLUNO. Per una "piccola incompiuta" che va a completarsi, l'A28 da Portogruaro a Conegliano, resterà tale, invece, la "grande incompiuta", l'A27. Sono bastate poche battute di Lodovico Sonego, assessore regionale alle infrastrutture del Friuli Venezia Giulia, e di Bortolo Mainardi, commissario straordinario alle grandi opere a Nordest, per materializzare questa conclusione al termine del vertice a Pordenone sull'A28. «I bellunesi non la vogliono», hanno detto. «II collegamento autostradale A27-A23? Non lo si farà mai», ha risposto Sonego al cronista che gli chiedeva di commentare i dubbi dei bellunesi. Sonego ha aggiunto un sorriso ironico, facendo capire che a non volere il collegamento non è il Friuli-Venezia Giulia, tanto meno il suo governo di Centrosinistra (l'assessore è Ds), quanto, appunto, Belluno. Alla stessa domanda, Mainardi s'è quasi arrabbiato. «L'autostrada non si farà», taglia corto. Poi aggiunge: «I turisti, come tutti sappiamo, vogliono arrivare sulle Dolomiti in treno, in tre ore da Venezia a Calalzo per ammirarsi prima la pianura, poi la collina e le montagne. E in un'altra ora da Calalzo a Cortina. Perché? Sono turisti ecologici». «Ma questa è ironia», prova ad obiettare il cronista. «No, è soltanto la realtà. L'autostrada non la si farà perché c'è chi a Belluno non la vuole». Nei giorni scorsi hanno già reagito, allo stop, gli imprenditori di Belluno. Adesso lo stanno facendo anche quelli di Udine, Pordenone e, soprattutto, Tolmezzo. Sonego, prima ancora che Mainardi, sembra rassegnato. Era stato proprio lui, insieme al presidente della Regione FriuliVenezia Giulia, Riccardo IIly, ad insistere perché il ministro Lunardi e il presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan, si fiondassero a Gorizia per sottoscrivere il protocollo d'intesa per collegare la Venezia-Monaco alla Udine-Vienna. Sono stati predisposti i primi studi progettuali. Ma di fronte alla somma enorme di risorse si sono materializzati i primi dubbi. E' a questo punto che Sergio Reolon, presidente della Provincia, è sceso in campo per rilanciare con più forza la prospettiva della ferrovia. II Friuli sembra intenzionato a tirare i remi in barca. Sonego non nasconde il suo disagio per gli eccessivi ostacoli che il Veneto frappone su questa e altre iniziative infrastrutturali. Al vertice di Pordenone, però, ha detto di riporre molte speranze nelle "capacità" e in particolare nel "decisionismo" del commissario Mainardi. Anzi, in quella sede il diessino Sonego non ha fatto mistero di sostenerlo apertamente. «Ci sta dando un aiuto enorme», ha detto. A margine dell'incontro sull'A28 ha fatto capolino, fra l'altro, un'indiscrezione. Al momento del rinnovo dell'incarico a Mainardi, voluto insistentemente dal vicepresidente Tremonti, pare che la Lega abbia fatto i salti mortali per avere al suo posto l'architetto Guido Dussin di San Vendemiano, già sindaco del Comune trevigiano, reduce da due legislature in Parlamento, dove è stato inviato con voto quasi "bulgaro" e ricandidato per la terza. Ma come commenta le dichiarazioni di Pordenone il presidente della Provincia Reolon? «Quindici giorni fa, spiega, ho scritto una lettera al presidente del Veneto Galan, al presidente del Friuli Illy, al presidente della Provincia di Udine Strassoldo. Ho chiesto loro un incontro per discutere del progetto e per conoscerlo, oltre che per individuare se è possibile un percorso condiviso». La risposta, per ora, non è arrivata. D'altro canto c'è voluto un sacco di tempo per avere la risposta anche dal commissario Mainardi: «Nell'ottobre del 2004, dopo la mia elezione, avevo parlato con Mainardi chiedendo di vedere il progetto. Mi sembra il minimo, visto che il collegamento tra A27 e A23 è sul territorio della provincia di Belluno. Non si sono mai fatti vivi. Anzi, a dire il vero, alcuni mesi fa la Provincia, attraverso il suo assessore ai trasporti, ha inviato una lettera a Mainardi. E il commissario ha risposto di rivolgersi a Galan. Cosa che ho fatto, scrivendogli appunto due settimane fa». “Progetto mai visto” «Se non vedo il progetto non posso dire nulla. E finora il progetto non è mai stato presentato, nonostante le nostre richieste». E' la precisazione che fa Sergio Reolon. «Voglio capire cosa si intende fare, quale è il vantaggio dell'opera e quali sono gli interventi di raccordo con la viabilità esistente. Insomma tutto quanto è contenuto nel progetto. Fino a che non ho visto il progetto non intendo pronunciarmi. Ma finora non sono riuscito a vederlo, nonostante lo abbia chiesto». Che in provincia sia stati sollevati dei dubbi per la realizzazione dell'opera, è ben noto. Per il suo costo, soprattutto e per l'impatto ambientale. La strada verso il Friuli aveva trovato però anche molti sostenitori.
L’Amico del Popolo 04.03.2006 Il Presidente della Provincia ha scritto a Galan, Illy e Strassoldo Autostrada,
Reolon chiede l'incontro Primo obiettivo: capire se
il raccordo con Tolmezzo serve davvero e a chi Ci sono sviluppi sulla questione del proseguimento dell'autostrada fino a Tolmezzo. Questa volta si e mosso il presidente della Provincia Sergio Reolon con una lettera datata 20 febbraio, inviata ai presidenti delle Regioni Veneto e Friuli Giancarlo Galan e Riccardo Illy e al collega presidente della Provincia di Udine Marzio Strassoldo. Poche righe ma significative, perché per la prima volta Palazzo Piloni si fa avanti e chiede di partecipare ai ragionamenti e agli incontri che sono in corso già da tempo, mettendo da parte quello "stare alla finestra" che a molti appariva come una chiara volontà di snobbare la questione. Nella lettera, il Presidente della Provincia di Belluno chiede a Galan. Illy e Strassoldo che sia avviato un confronto con le istituzioni dei territori interessati». Dal confronto Reolon si aspetta prima di tutto una cosa: capire se il proseguimento dell'autostrada è davvero opportuno. Intende poi discutere del progetto e del tracciato «in modo da costituire un iter condiviso del quale le comunità locali siano pienamente partecipi». Non ha cambiato idea, Reolon. Commentando la lettera ci conferma che secondo lui la vera grande sfida si gioca sulla ferrovia e sulla connessione di tutta in provincia alla "banda Iarga". <<perché è assurdo che la zona industriale di Paludi non abbia I'Adsl!», sbotta il Presidente. Che chiarisce: < Io non penso al tracciato del trenino delle Dolomiti ne a un treno per i pendolari. Penso a un treno che porti a Cortina i turisti che oggi atterrano a Venezia da tutto il mondo e che non monteranno mai su un pullman per mettersi in coda fino quassù. Deve essere un treno bello, veloce e con tutti i comfort, anche estetici. Però Reolon non vuole proporre il treno in alternativa alla strada, desidera piuttosto capire quali potrebbero essere i reali costi e benefici del proseguimento dell'autostrada rispetto ad altre possibilità. E anche capire se la realizzazione del proseguimento verso Tolmezzo comporterebbe untale drenaggio o di risorse da non permettere di affrontare altri problemi infrastrutturali, come la situazione della viabilità in valle del Boite. Bortolo Mainardi, il commissario per le grandi opere nel Nordest, ha cercato di farlo capire in maniera "soft": il proseguimento dell'autostrada lo vuole l'Italia, è interesse nazionale (come dire: sel'Italia la vuole, la fa e basta). Allora è nostro interesse provinciale, sostiene Mainardi, quello di sedersi attorno a un tavolo e cercare di ricavarne tutti i vantaggi possibili, contribuendo a decidere come fare questa nuova strada. A questo discorso dell'interesse nazionale Reolon ci crede proprio poco «<Ma chi l'ha detto? Vengano a spiegarmelo e ci crederò») e vorrà capire da Galan e Illy se il raccordo A27 e A23 è almeno di interesse per le due Regioni: «Se mi dicono di sì, va bene, allora vediamo come farla, perché io non sto dicendo che deve decidere Belluno se farla o non farla. Ma se mi dicono che serve in primo luogo ai Bellunesi, beh allora prima di dire di sì voglio vedere i progetti, i costi, i vantaggi. tanto più se viene fatta con i soldi pubblici, che potrebbero servire ad altro».
Il Gazzettino 02.02.2006 Ambiente Quell’autostrada per la Carnia Ho
letto le osservazioni fatte dal
signor Pier Umberto Tolazzi sul
declino della Carnia e concordo con alcuni suoi suggerimenti. C'è
tuttavia una contraddizione nel suo pensiero. Egli definisce uno sfregio per la valle
del Bùt l'elettrodotto Pittini Fantoni, mentre all'autostrada
Tolmezzo-Belluno, che
è altrettanto devastante per la
valle del Tagliamento, dà il suo
appoggio. Due pesi e due misure? Quassù
in Carnia anche i sassi hanno capito che la progettata autostrada
non è stata pensata per gli interessi
dei carnici e dei cadorini, per i
quali sarebbe sufficiente il traforo
della Mauria con l'allargamento e miglioramento
dell'attuale statale. È
invece di dominio pubblico che questa autostrada è il frutto
di un accordo fra Illy e Galan,
presidenti del FriuliVg e Veneto. Ma è anche il risultato delle pressioni esercitate
dal signor Messner e dalla
sua lobby per portare più velocemente sulle Dolomiti i turisti dei paesi dell'Est. Ora
chi andrà più a sciare a Forni di Sopra, a Tarvisio, o sullo
Zoncolan, quando in poco
tempo si può arrivare sulle Dolomiti che sono tutt'altra cosa dalle nostre piste? Chi
verrà più
a respirare l'aria buona della
Carnia quando sarà inquinata dagli scarichi
di 32.000 veicoli? I nostri sindaci
sono allibiti. È
questo il futuro della Carnia: diventare una valle di transito? Che sviluppo ha portato
l'autostrada nel Canal del Ferro dove i paesi continuano a morire? Dobbiamo permettere la devastazione delle
nostre valli per gli interessi
altrui?
Il
Gazzettino 01.02.2006 Udine Cosa
fare per far vivere la Carnia? In un incontro a
Collina di Forni Avoltri nei primi anni'70 il mio amico di Ovaro, l'architetto
Luciano Di Sopra, che sarebbe divenuto famoso, prima com'estensore
del piano di ricostruzione dopo il
terremoto poi per i suoi interventi
sulla stessa materia in Messico ed in Russia,
fece quest'analisi sulla permanenza
del presidio
umano nella nostra montagna: «E' necessario
offrire possibilità di lavoro
remunerato alla nostra gente per far sì che possa restare in loco. Se così non sarà si avrà
un primo trasferimento della
popolazione dalle frazioni al
capoluogo di ogni Comune. Quando
questo fenomeno si sarà esaurito, il
secondo esodo: partirà dai
capoluoghi verso il fondo valle». Questa previsione si
è, purtroppo, puntualmente avverata.
Attualmente permane una forte concentrazione della
popolazione carnica a Tolmezzo
(pressoché satura) ed in tutta la
zona industriale fra Amaro a Villa Santina. È facilmente
prevedibile che la funzione
commerciale e di servizi, che
attualmente offre il capoluogo, sarebbe
molto ridotta se venisse a diminuire ulteriormente ed in modo significativo;
la popolazione delle vallate, come purtroppo si costata dagli ultimi
dati. Tutti dicono, anche in pianura,
che questo fenomeno dovrebbe essere
arrestato, ma non s'interviene in modo
risolutivo, perché i numeri che
servono ai partiti alle elezioni sono
concentrati nella pianura friulana. E'
necessario però rilevare, che uno
sforzo notevole per il turismo della montagna (è
evidente agli occhi di tutti gli appassionati
dello sci) è stato fatto dalla
Giunta Regionale guidata dal tanto contestato (da Strassoldo
e dai suoi amici di percorso) Illy. Lo Zoncolan sta diventando
un paradiso dello sci, sarà dato il
via in breve all'accordo per la costruzione della
funivia da Pontebba al Pramollo, va avanti il progetto di
collegamento fra Sella Nevea e Bovec.
A Tarvisio si è ripristinato in tempi
brevissimi la seggiovia del
Lussari. Perché sono rimasti fermi
questi progetti nella passata
legislatura, quando alla guida della
Giunta regionale c'era un carnico?
Non è sufficiente, però, per la
Carnia, il rilancio del turismo per far uscire
le sue vallate dalla catastrofica
situazione in cui si trovano, però si
sta andando nella direzione giusta. Il secondo passo è quello di bloccare lo sfregio che si vuole apportare
alla valle del But ed a Tolmezzo con il progetto dell' elettrodotto aereo. Finalmente la
Burgo Spa ha presentato un progetto
interrato ed è in quella direzione che si dovrà ora andare.
Fa bene la Comunità Montana
della Carnia a promuovere
la costituzione di una Società, aperta a tutte le realtà economiche del territorio, per il potenziamento
della produzione di energia elettrica
rinnovabile e per la distribuzione della stessa. A mio parere sarebbe bene
estendere, oltre che alle società, anche ai privati cittadini la
possibilità di aderirvi, creando un azionariato popolare fra
i fruitori dei servizi, tenendo sempre
presente che è necessario incrementare la produzione
di energia "pulita", rispettando
nel contempo le norme dettate dalle limitazioni
di quantità prelevabili. Il terzo passo, decisivo per la sopravvivenza della gente nei Comuni più distanti da Tolmezzo, è dotarsi di una viabilità adeguata ai tempi. Appoggio pertanto va dato alla realizzazione del collegamento autostradale fra Belluno e Carnia. È bene però presentare il progetto alla popolazione, che potrà, anzi dovrà, avanzare le sue proposte e costatare che esso prevede già ora il transito in galleria di circa il 50 per cento del percorso. Vorrei ricordare agli amici di Forni di Sopra che per raggiungere le piste di sci di Tarvisio occorrono 45 minuti, per lo Zoncolan 55, mentre per raggiungere la loro località, s'impiega, di domenica, come minimo un'ora e mezza. La Valle del But fa bene a sostenere la proposta, ora fatta propria anche dagli austriaci della valle del Gail, del traforo di Monte Croce Carnico. Chi sta peggio è senz'altro la Val Degano, in particolar modo nel tratto a monte di Comegliàns. Qui il tracciato è lo stesso degli anni '50/'60 ed è sconsolante costatare che ogni volta che si fanno dei lavori per rabberciare qualche cedimento, invece di raddrizzare le curve, queste sono accentuate, perché gli attuali "guard-rail" messi a norma ingombrano maggiormente il tracciato stradale. Hanno ragione i Comitati e la Chiesa ad avanzare giuste proposte in merito alla Sanità, Gestione delle acque e del Territorio, Università. Certo la Carnia avrebbe altra forza se potesse trattare queste sue necessità da una posizione di forza, vale a dire come Provincia; purtroppo così non è e dobbiamo fare di forza virtù e rimboccarci le maniche appoggiando, finché non sarà realizzata la provincia della Carnia, la nostra Comunità Montana. Pier Umberto Tolazzi Segreteria Sdi provinciale Udine
Corriere delle Alpi 20.01.2006 «Prolungamento A27 e rotaia sono prioritari» Da uno studio della Comunità montana salta fuori l'isolamento dei territori di Andrea Bressan CADORE. «Costante incremento del traffico su strada, parco veicolare numericamente inferiore alla media, una «lontananza» dai principali sbocchi viari che chiamano in causa il prolungamento dell'A27 e soprattutto della tratta ferroviaria Calalzo-Cortina-Dobbiaco»: questi i principali risultati dell'analisi intitolata «Infrastrutture di collegamento e mobilità» della Comunità montana del Centro Cadore, preludio all'intesa programmatica d'area. Intesa programmatica d'area che illustra i principali progetti riguardanti il comprensorio altobellunese per i prossimi anni. Tra i temi trattati, non potevano mancare importanti cenni a viabilità, traffico e conseguenti problematiche: posti «la limitata accessibilità nord-sud e un sistema di collegamenti che nelle altre direzioni risente della natura montuosa della zona», la Cm rileva come «l'incremento di traffico registrato negli ultimi anni su tutto il territorio nazionale trova riscontro anche nel Cadore centrale, a causa di un aumento del turismo di massa e della mobilità degli stessi residenti per gli spostamenti casa-lavoro-scuola-tempo libero, oltre che dell'incremento delle attività produttive». La prima sorpresa riguarda il parco veicolare in movimento nel comprensorio: «Nel 2002», rileva la Cm, «risulta pari a 13.376 veicoli, il 9% dell'intera provincia, con una media di 707 circolanti ogni 1.000 abitanti, dunque inferiore sia alla media provinciale che a quella regionale. Anche prendendo in considerazione le sole autovetture il quadro rimane il medesimo: ne risultano circolanti 10.293, pari ancora al 9% delle provinciali, con una media di 544 auto ogni 1.000 abitanti, di nuovo al di sotto delle medie bellunesi e venete». Venendo al trasporto pubblico locale, «su gomma esso viene effettuato dalla Dolomitibus», precisa lo studio condotto dall'ente con sede a Cima Gogna di Auronzo, «mentre su ferro è costituito solo dalla linea ferroviaria che da Pieve arriva a Calalzo, una linea costruita per motivi militari nel 1912-1914, a binario unico e non elettrificata, che si svolge in un percorso in cui la velocità commerciale non riesce mai a superare i 50 km orari. Emerge dunque una netta preponderanza del trasporto privato, e su strada». Approfondendo la questione-infrastrutture, «si evidenzia una modesta, se non spesso del tutto assente integrazione tra le diverse «modalità», secondo la Cm, «e risulta inesistente il collegamento con gli aspetti della logistica, rendendo ancora più critico il problema della «lontananza» dell'area dai principali mercati di sbocco europei; rispetto ai «Corridoi» di valenza europea, la Regione Veneto è attraversata dall'I e dal V, mentre la Provincia di Belluno vi si affaccia senza esserne attraversata, e risulta dunque fondamentale, anche per il Cadore centrale, assicurare un buon collegamento dei territori attigui ai Corridoi». Proprio in un tale contesto, «si inquadrano alcune infrastrutture programmate sul territorio», conclude la Cm, «come il prolungamento dell'autostrada A27 Venezia-Belluno da Pian di Vedoia a Caralte, prima di Perarolo, ma soprattutto il nuovo e auspicato collegamento ferroviario Calalzo-Cortina-Dobbiaco, per il quale la Regione Veneto ha elaborato il progetto preliminare».
Fondazione Nord Est (studi, ricerche, progetti) 18.01.2006 La bretella di collegamento tra A23 e A27 Un ulteriore progetto di interesse per la provincia di Pordenone prevede la realizzazione di un collegamento diretto tra l’autostrada A27 Mestre-Belluno e la A23 Udine-Carnia-Tarvisio. Il prolungamento della A27 da Longarone sino a Tolmezzo attraverso il passo della Mauria è una delle opere incluse nelle intese raggiunte in materia di infrastrutture tra il Governo, le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia e l’Anas. Di fatto, la A27 si prolungherebbe sino a Tai di Cadore e da lì si svilupperebbe una “bretella” che, grazie al traforo della Mauria, giungerebbe sino a Tolmezzo per connettersi alla A23. Un traforo all’altezza del Monte Rest, tra Socchieve e Tramonti di Sopra, dovrebbe poi permettere di collegare la nuova arteria anche con la Sequals-Gemona e unire in tal modo la Carnia alle zone montane della provincia di Pordenone. Il progetto punta in particolare alla creazione di un collegamento rapido ed efficiente tra la parte settentrionale della provincia di Belluno e la Carnia, entrambe aree oggi isolate dai grandi flussi di comunicazione, e alla loro integrazione nella direttrice trasversale che dall’Austria raggiunge il Veneto Orientale. Lo sviluppo di un sistema viario moderno lungo la direttrice sud-est si pone quale integrazione del quinto Corridoio paneuropeo a servizio del tessuto imprenditoriale delle province di Belluno, Pordenone e Udine. L’Anas ha già dato il via libera ad uno studio di fattibilità, che si articola in tre lotti: il primo per percorrere il Cadore, il secondo in galleria per arrivare in Carnia, il terzo per andare ad intercettare la A23 in direzione di Tarvisio. Il 50% del tracciato è previsto in galleria, l’8% su viadotti e il resto in sede. Le previsioni di traffico formulate indicano un passaggio di almeno 26 mila veicoli al giorno. La bretella di collegamento tra A23 e A27 consentirebbe una migliore distribuzione della mobilità tra i due valichi alpini del Brennero e di Tarvisio e pure la possibilità di creare un polo turistico montano che includa la Carnia e il Cadore. L’opera dovrebbe essere realizzata secondo i meccanismi del project financing e, tra i candidati, figura in primo luogo Autostrade S.p.A., se non altro per il fatto che la nuova bretella metterebbe in collegamento due tratti della rete che la società ha oggi in gestione. Il 14 ottobre 2005, presso la sede della Comunità Montana della Carnia, è stato presentato lo studio di fattibilità per il collegamento tra le due autostrade A23 (Palmanova-Tarvisio) e A27 (Venezia-Belluno) redatto dallo Studio Zollet di Belluno per conto dell’Anas. Il preventivo dei costi è di circa 2,2 milioni di euro e prevede la realizzazione di tre tronchi funzionali, che interessano 19 comuni, 8 veneti e 11 friulani, siti nelle province di Udine e Belluno. La metà del tracciato totale (85 km) verrebbe realizzata in galleria (42,6 km complessivi). Ulteriori 6,4 km si sviluppano mediante il ricorso viadotti, mentre gli svincoli previsti - qualora si decida che la nuova arteria debba assumere regime autostradale – sono sette. L’Assessorato ai Trasporti della Regione Friuli Venezia Giulia ha deciso di mettere lo studio a disposizione degli amministratori locali e di tutti i soggetti interessati, così da condividerne il più possibile i contenuti. In caso di consenso da parte delle parti in causa, il passo seguente dovrebbe consistere nella richiesta di inserire l’opera nella programmazione pluriennale dello Stato.
Corriere delle Alpi 13.01.2006 Tutti uniti per lo sbocco a nord L’ appello al Governo degli industriali veneti e friulani BELLUNO. Industriali veneti e friulani uniti per chiedere
al Governo
l'agognato sbocco
a Nord. «Si completi con urgenza l'iter
procedurale che porta all'approvazione
dell'opera strategica
di completamento dell'A27 Alemagna fino al raccordo
con l'A23 a Tolmezzo»: lo chiedono assieme le
Associazioni industriali di Belluno,
Pordenone, Treviso e Udine, che nei
giorni scorsi hanno scritto al
presidente del consiglio Silvio
Berlusconi, al ministro delle Infrastrutture
e trasporti e ai Governatori delle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia. «L'intesa tra il ministro delle
Infrastrutture e dei trasporti
e i presidenti delle Regioni del Veneto e del Friuli Venezia Giulia per il completamento
della A27 Alemagna fino
al raccordo con l'A23 a Tolmezzo, è per le nostre zone,
assieme alle arterie complementari,
una forte prospettiva di rilancio economico e sociale», scrivono nella lettera. «Lo studio di fattibilità predisposto
e l'inserimento di tale
infrastruttura nel Dpef 2005 sono ulteriori e concreti passi in avanti che confortano
e ci trovano in pieno accordo. Seguiamo con attivo interesse tale importante occasione di sviluppo e
per tale spirito
ci rivolgiamo a voi perché si
continui con questa determinazione affinché
ogni iter
procedurale sia completato e, nella fattispecie, l'inserimento
di questa Opera strategica
acquisisca il parere della Conferenza unificata Stato-Regioni, l'approvazione del Cipe e il conseguente definitivo
suggello nelle Intese quadro
con le due Regioni». Per Celeste Bortoluzzi, presidente
di Assindustria Belluno,
lo sbocco a nord è di fondamentale importanza in un momento
di crisi come quello che il Paese, e il Nordest in particolare, sta attraversando:
«Chiediamo da tempo lo
sbocco verso nord ed è per questo che vediamo positivamente
la convergenza fra le due
Regioni», sottolinea.
«Per Belluno, Udine e Pordenone significa garantire lo sviluppo in un'Europa a
25 di fasce
montane che altrimenti rischiano l'isolamento, mentre
per Treviso il collegamento
A27-A23 rappresenta una importante arteria di scorrimento
per la Pedemontana. Come
imprenditori stiamo facendo la nostra parte, valutando attentamente anche la possibilità
del project financing
per il completamento di un'opera strategica per tutto il
Nordest», conclude la disamina
di Bortoluzzi.
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