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Il Sole - 24 Ore NordEst  20.12.2006

Economia e Impresa

Le grandi opere aspettano tre miliardi dal Governo

Dalla Carnia al Cadore. Galleria per il 50%

Collegamento A23-A27, ricorso al project financing

Udine. C'è il via libera dagli imprenditori della montagna friulana al progetto, prioritario per il Governo, del collegamento della A23 (Udine -Tarvisio) con la A27 (Venezia -Belluno, l'Alemagna).

Un progetto ambizioso, quello dell'autostrada Carnia­Cadore, non solo per la consistenza delle risorse da investire (2,2 miliardi, non ancora di­sponibili, anche se si ipotizza il ricorso al project financing), ma anche per come si svilupperà l'opera, ovvero per il 50% in galleria e per l'8% su viadotti.

A questo proposito, l'Anas ha sviluppato uno studio di fattibilità, articolato su 3 lotti: il primo necessario per percorrere il Cadore, il secondo, in galleria, per arrivare in Carnia, il terzo per intercettare la A23 in direzione di Tarvisio.

Obiettivo, migliorare la mobilità tra i due valichi alpini del Brennero e di Tarvisio e facilitare i traffici della Carnia e del Bellunese, integrando le due aree, oggi isolate dai grandi flussi economici e di comunicazione, nella direttrice trasversale che dall'Austria raggiunge il Veneto Orientale.

Tuttavia, se l'opera, inizialmente pensata come una pedemontana da Vittorio Veneto e poi spostata a nord di Piancavallo, incontra la soddisfazione degli imprenditori, solleva però anche qualche interrogativo, sia sotto il profilo ambientale (si va, infatti, ad incidere su un territorio particolarmente sensibile), sia per i tempi di costruzione, che potrebbero essere piuttosto lunghi, a causa delle autorizzazioni e delle valutazioni di impatto ambientale e strategiche. Senza contare i tempi per reperire le risorse finanziarie.

 

 

UdineEconomia  12.2006

Delegazione di Tolmezzo dell’Assindustria

Illustrato il progetto Carnia-Cadore

Il progetto di collegamento autostradale A23/A27 (Carraia-Cadore) è stato presentato agli imprenditori della montagna friulana nel corso di un incontro tenutosi alla Delegazione di Tolmezzo dell'Assindustria. Ad illustrarlo è stato Eddy Tomat, componente della Delegazione di Tolmezzo nonchè responsabile della commissione Ambiente del Gruppo Edili dell'Associazione Industriali. "Il futuro collegamento fra le due province - ha detto Tomat - rappresenta un'opera strategica nel quadro socio economico di queste realtà territoriali", ed è compreso nel Protocollo d'Intesa tra la Presiden­za del Consiglio dei Ministri e la Regione Friuli Venezia Giulia nonchè inserito sia nell'elenco delle opere re ritenute più necessarie che il Governo ha presentato al Cipe sia nel piano quinquennale per le infrastrutture. II collegamento autostradale A27-A23 tra la parte settentrionale della provincia di Belluno e la Carnia si rivela quanto mai importante non solo per fare uscire dall'isolamento queste due aree dai grandi flussi di comunicazione, ma anche per una migliore distribuzione della mobilità tra i due valichi alpini del Brennero e di Tarvisio. L'inserimento del collegamento A27-A23 tra le opere prioritarie - ha aggiunto Tomat - è motivo di sollievo per noi imprenditori che intravediamo in quest'opera un motivo di rilancio dell'intera vita socio-economica del territorio consci del fatto che lo sviluppo si può coniugare solo con una effettiva rete stradale per lo spostamento delle persone e delle merci. Per la realizzazione della bretella, dell'importo di 2,2 milioni di euro (con ipotizzato ricorso al projetc financing), l'Anas ha predisposto uno studio di fattibilità che si articola in tre lotti: il primo per percorrere il Cadore, il secondo che prevede un percorso in galleria per arrivare in Carnia e il terzo per intercettare la A23 in direzione di Tarvisio. Il 50% della bretella è prevista in galleria, l'8% su viadotti e la restante parte del tracciato in sede. Gli industriali della montagna, condividendo ruolo e portata del collegamento, ne sottolineano la rilevanza, impegnati, insieme alla Regione, a sostenere la pronta realizzazione dell'opera.

 

 

Alto Friuli  12.2006

II progetto dell'autostrada Carnia-Cadore. Un'opera del costo di 2 due milioni di euro.

Tomat (Assindustria): «L'idea porterebbe notevoli vantaggi a tutto il territorio»

  Del progetto di collegamento autostra­dale A23/A27 (Carnia-Cadore) se ne discute da alcuni anni. Richiesta da più parti, sarebbe un'opera logisticamente seconda soltanto al Corridoio 5 che, secondo dati Anas, è destinata a diventa­re una delle arterie più trafficate e impor­tanti del Nord Est. L'ipotesi iniziò a concretizzarsi attraverso un protocollo d'intesa tra le Regioni Friu­li Venezia Giulia e Veneto; con il commis­sario Bortolo Mainardi nel 2005 fu inseri­ta nel Dpef del governo ed ora è entrata a far parte della legge obiettivo naziona­le come opera strategica per la Regione. Di recente, l'ipotesi è stata presentata agli imprenditori della montagna friulana nel corso di un incontro che si è tenuto alla Delegazione di Tolmezzo dell'Assindustria. Ad illustrarlo è stato EddyTomat, compo­nente della stessa nonché responsabile della commissione Ambiente del Gruppo Edili dell'Associazione Industriali. «II futuro collegamento fra le due provin­ce -ha detto Tomat -rappresenta un'ope­ra strategica nel quadro socio economico di queste realtà territoriali. Il collegamen­to autostradale A27-A23 tra la parte settentrionale della provincia di Belluno e la Carnia si rivela quanto mai importante non solo per fare uscire dall'isolamento queste due aree dai grandi flussi di comunicazione, ma anche per una migliore distribuzione della mobilità tra i due valichi alpini del Brennero e di Tarvi­sio. L'inserimento del collegamento A27­A23 tra le opere prioritarie - ha aggiunto Tomat - è motivo di sollievo per noi imprenditori che intravediamo in que­st'opera un motivo di rilancio dell'intera vita socio-economica del territorio consci del fatto che lo sviluppo si può coniugare solo con una effettiva rete stradale per lo spostamento delle persone e delle merci». Per la realizzazione della bretella, dell'im­porto di circa 2 milioni di euro (con ipo­tizzato ricorso al projetc financing), l'Anas ha predisposto uno studio di fattibilità che si articola in tre lotti: il primo per per­correre il Cadore, il secondo che prevede un percorso in galleria per arrivare in Carnia e il terzo per intercettare la A23 in direzione di Tarvisio. II 50% della bretella è prevista in galleria, l'8% su viadotti e la restante parte del tracciato in sede. Il tracciato provvisorio va da Tolmezzo, verso Lorenzago, poi su a Pieve di Cado­re, Pian di Vedoia, e quindi si allaccia all'autostrada A27 che arriva a Belluno. In tutto 85 chilometri che, a seconda delle corsie e delle gallerie, potrebbe costare tra i 1,9 e 2,4 milioni di euro. Le intenzio­ni espresse dalla Regione prospettano poi che quel collegamento potrebbe dare il via libera ad un'altra direttrice che è da quell'asse, passando sotto il monte Rest, arriverebbe a Meduno per poi colle­garsi alla Sequals-Gemona. Fantasticare non costa nulla...

 

 

Alto Friuli  12.2006

Il “no” del comitato Pas

Per dire no ad un ulteriore sfregio dei loro paesi, i cittadini della Val Tagliamento hanno già costi­tuito un comitato, Pas, acronimo che sta a significare Per Altre Strade, avente lo scopo di informare e mettere la popolazione nelle condizioni di poter discutere a proposito del progettato collegamento autostradale "Carnia Cadore". Il Comitato, presieduto da Anna Sala, non ci sta e spiega: «La realizzazione della struttura avverrà attraverso un imponente fase di cantierizzazione di durata ultradecennale (previsti 30 anni). Ciò si tradurrà in scavo e trasporto sulla viabilità esi­stente, di milioni di metri cubi di materiale, il tutto producendo uno sconquasso nel fondovalle che influenzerà a lungo la qualità della vita e la velocità di spostamento degli abitanti. Evidenti le ricadute sulla salute umana legate allo stretto rapporto esistente tra emissioni inquinanti e la diminuzione di speranza di vita della popolazione dovuta all'aumento di patologie respiratorie, tumorali e cardiovascolari. Si è preso anche in esame l'impatto che l’infrastruttura avrebbe sul­l'economia locale, immaginando la certa compromissione di uno sviluppo turistico di qualità».

 

 

Zint in Vile (Forni di Sotto)  12.2006

Viabilità in Carnia

Assemblea pubblica comitato “Per Altre Strade” e intervista al sindaco di Forni: opinioni, prese di posizione in merito al progetto di collegamento autostradale Carnia Cadore

La questione del collegamento autostradale tra l'A23 e l'A27 è piuttosto spinosa e va affrontata, a nostro parere, in modo semplice ma deciso. Il punto fondamentale, per noi, sta nel fatto che dare una risposta positiva o negativa sulla questione comporta una precisa scelta di fondo. Tale scelta è di natura politica, e in sostanza, si riduce a decidere in quale direzione andare, vogliamo fare della nostra vallata un territorio industrializzato con un economia basata sulla presenza di numerose fabbriche, o vogliamo che la nostra vallata sia sfruttata in un modo diverso puntando in altre direzioni quali per esempio la zootecnia, l'agricoltura o il turismo. A seconda dell' orientamento che adesso si vuole assumere, tutte le decisioni poi verranno di conseguenza. Per il momento si discute su uno studio di fattibilità presentato il 16 ottobre 2005 in comunità montana. L'ipotesi realizzata dallo Studio Zollet di Belluno, a seguito del protocollo d'intesa firmato a Gorizia nell'aprile del 2004 dall'allora ministro Pietro Lunardi, e dai presidenti del Friuli-Venezia-Giulia, Riccardo Illy, e del Veneto, Giancarlo Galan e dal presidente dell'ANAS, Vincenzo Pozzi, prevede di rea­lizzare un'opera impegnativa con lo scopo di creare un colle­gamento tra le valli del Piave, del Tagliamento e Tarvisio. Il preventivo della spesa è di circa 2 milioni e 200 mila Euro. Il 13 ottobre è stata indetta dal Comitato PAS (Per Altre Strade) un'assemblea pubblica per discutere di "Autostrada, acqua, ambiente, sviluppo, opportunità". Per quanti non ne fossero a conoscenza il comitato sopraccitato, con sede a Forni di Sotto, si è costituito a maggio di quest'anno su iniziativa di al­cuni compaesani e di residenti nei comuni limitrofi (Forni di Sopra, Ampezzo, Socchieve, Enemonzo, Villa Santina, Tolmezzo) con il preciso intento di contrapporsi all' eventuale collegamento autostradale sopraccitato. Nel corso dell'assemblea sono intervenuti sia componenti sia sostenitori del comitato PAS, ad illustrare dettagliatamente l'ipotesi di progetto che sembra essere quella di più probabile realizzazione (ipotesi 1), con particolare riferimento al territorio del nostro comune. Percorso raffigurato nell'immagine in questa pagina. Il comitato ha raccolto una serie di informazioni di carattere ambientale, in particolare: impatto su un paesaggio ad alto grado di integri; effetti sull'ambiente legati allo stravolgimento del regime idrico; azione di barriera per i movimenti della fauna dovuta ai tratti in rilevato. Tali aspetti, secondo il comitato PAS, sono di primaria importanza e co­stituiscono una buona base per cui esprimere parere negativo alla realizzazione dell'opera. Si sono anche illustrate le evi­denti ricadute sulla salute umana, in relazione all'aumento dell'inquinamento che la costruzione di questa autostrada provocherebbe stretto rapporto esistente tra le emissioni inquinanti e la diminuzione di speranza di vita della popolazione. Si è preso anche in esame l'impatto che l'infrastruttura avrebbe sull'economia locale, sostenendo che lo sviluppo turistico del nostro territorio non dipenda esclusivamente dalle strutture viarie. Come alternativa all'autostrada il Comitato PAS propone la realizzazione della ferrovia, sostenendo che tale opera annullerebbe o perlomeno ridurrebbe in modo significativo tutti gli impatti descritti più sopra. Durante l'assemblea è intervenuto anche il signor Garibaldi, che ha invitato i presenti a valutare non solo l'impatto ambientale ma anche quello emotivo che la costruzione di questa infrastruttura provocherebbe. In particolare, citando situazioni simili nel nostro territorio (elettrodotto) Garibaldi ci/si chiedeva quanto fosse onesto progettare un'opera di tale portata senza interrogare, coinvolgere ed informare le popolazioni residenti nei comuni interessati dal progetto. Il tono provocatorio di questo intervento ha avviato un' accesa polemica riguardo all'assenza di una campagna informativa al riguardo, da parte della nostra amministrazione comunale. Chi scrive ritiene che il problema non è di facile commento e di immediata soluzione e che richiede innanzitutto un confronto e una discussione attenta ed approfondita riguardo alle esigenze economiche e ambientali. Perciò abbiamo ritenuto opportuno proporre in questa sede il parere del comune di Forni di Sotto, espresso dal Sig. Sindaco Andrea Ghidina.

D. Durante l'assemblea pubblica indetta dal Comitato PAS, una rappresentante di questo, ha affermato che loro si ritrovano a dover riempire un vuoto, che è compito dell'amministrazione comunale condurre una campagna informativa riguardo al progetto di realizzare un'autostrada che colleghi la Carnia al Cadore, il cui tracciato comprende anche parte del nostro territorio comunale. Alcuni dei fornesi presenti si sono dunque chiesti come mai i nostri rappresentanti non hanno ritenuto necessario fino ad oggi informare la popolazione al riguardo.

R. Fino ad oggi si è ritenuto di non dover informare la popolazione in quanto non vi è nulla di ufficiale da comunicare al riguardo, tranne un invito in Comunità Montana per la presentazione dello studio di fattibilità, pervenuto al nostro comune da parte dell'assessore regionale e del presidente dell'ANAS ad ottobre 2005. A seguito di una richiesta del consigliere di minoranza Gianni Nassivera, che chiedeva di portare la discussione a riguardo in consiglio comunale,ho ritenuto di non metterla all'ordine del giorno, ma di inserirla fra le comunicazioni dei consiglieri, per i motivi sopra accennati. Uno studio di fattibilità non presuppone che i promotori dell'iniziativa, in questo caso ANAS, Regione e Stato, abbia­no già preso contatti e interagi­to con autorità e rappresentanti delle zone interessate. Si con­sideri il fatto che l'autostrada intersecherebbe un SIC (Sito di Importanza Comunitaria), per cui credo che un progetto del genere avrebbe non poche difficoltà ad essere realizzato.

D. Ovviamente le posizioni e i pareri riguardo alla costruzione di questa infrastruttura si fondano sull'utilità o meno, sulle conseguenze positive o negative che un'autostrada potrebbe avere sullo sviluppo del nostro territorio in contrasto all'impatto ambientale. L'amministrazione di Forni di Sotto ha discusso al riguardo, c'è una maggioranza di pensiero?

R. Francamente non credo che l'autostrada possa recare grandi benefici a Forni di Sotto. A livello locale non ritengo che il traffico veloce che comporta un'autostrada, possa comportare maggior sviluppo. A livello più generale e più ampio, si pensi a Forni di Sotto inserito nel sistema Carnia e Friuli. Può darsi che dalla costruzione di una struttura viaria più scorrevole questo sistema allargato possa trarre benefici, soprattutto per quanto riguarda l'industria e le imprese, e che anche il nostro territorio possa essere favorito in modo indiretto dallo sviluppo di tutta l'area. Non a caso diversi esponenti dell'industria sono favorevoli a progetti come questo. Bisogna oltremodo va­lutare se i vantaggi derivanti da un aumento dei servizi per le imprese giustifichino gli svantaggi che (è presumibile) penalizzerebbero altri settori, per esempio ambiente e turismo. In questo senso è indubbio che per il nostro comune l'ago della bilancia penda a sfavore dell'autostrada, ma va di certo fatta una valutazione a livello sovracomunale in cui Forni di Sotto è inserito e le conclusioni non devono essere precipitose.

D. Il Sig. Garibaldi ha invitato i presenti a prendere coscienza riguardo alle manovre politiche/economiche su cui si fonda la realizzazione delle grandi opere. In particolare ha chiesto all'assemblea di riflettere su come chi detiene il potere decisionale non si preoccupi di chiedere "permesso", ovvero non rispetti i diritti della po­polazione locale. Ammesso e concesso che si sta discutendo di un progetto di fattibilità, non le pare comunque necessario sensibilizzare la popolazione riguardo al futuro della nostra vallata?

R. Sono d'accordo in parte con Garibaldi, nel senso che si deve avere più rispetto per le popolazioni locali. Si consideri che le autorità politiche di ogni fazione, a parole si dimostrano sensibili a queste problematiche, mentre si rivelano restii nel realizzarle, preferendo alla consultazione popolare gli accordi di partito. Chiedere permesso è un fatto di civiltà, resto però dell'idea che l'informazione deve essere chiara, non allarmistica, nel senso che è inutile creare allarme nella popolazione se esso non è giustificato dai fatti reali. È necessario comunque preoccuparsi della questione senza creare confusione in maniera troppo precipitosa, senza che ci sia un quadro preciso della situazione. A mio parere il pro­blema della viabilità esiste e va affrontato, penso che una strada più scorrevole e più sicura sia necessaria, per esempio per raggiungere servizi di prima necessità (l'ospedale), anche se non credo che l'autostrada sia la soluzione del problema. È vero, anche, che un'alternativa come la realizzazione di una strada più larga ma a due corsie causerebbe ugualmente problemi ambientali ed un incremento del traffico pesante che non renderebbe più agevole la viabilità nella nostra vallata. Il problema non è di facile soluzione e va affrontato in tutti i suoi diversi aspetti. Di una cosa sono sicuro: la viabilità in montagna è indispensabile e mantenerla così com'è o modificarla di poco (che in fondo è quello che vogliono alcuni di coloro che si oppongono all'autostrada) non è una misura sufficiente. La ferrovia sarebbe fantastica, ma nell'Italia della Fiat è anche fantascientifica.

D. In riferimento alla domanda precedente ci e le chiediamo se il non preoccuparsi oggi della costruzione di questa autostrada semplicemente perché si tratta di un progetto di fattibilità, la cui realizzazione sembra essere lontana anni luce, risulti un comportamento irresponsabile e rischioso. A tal proposito sempre il Sig.Garibaldi ha più volte invitato i presenti a pensare a "chi verrà", a quanto e cosa siamo tenuti e in grado di fare oggi per i futuri abitanti della nostre vallate.

R. Sono d'accordo con il Sig. Garibaldi in quanto noi dobbiamo amministrare oggi ma principalmente per le generazioni future. In questo senso le giu­ste provocazioni di Garibaldi e di altre persone ci servono da monito per progettare un futuro migliore per la nostra terra. A riguardo in tutti questi anni ho trovato grandi difficoltà. La nostra amministrazione nel programma elettorale si è proposta di costituire una commissione per prevedere e provvedere al futuro di Forni. Ad oggi tale organo consiliare non si è ancora costituito (pur essendo una cosa abbastanza semplice, sembra difficile sedersi intorno a un tavolo...) ma è mia intenzione provvedere al più presto, in modo da analizzare e valutare la situazione e le esigenze attuali, per porre le basi sulle quali costruire il futuro della nostra comunità.

 

 

Carnia News  12.2006

A Sappada il vertice tra le giunte di Udine e Belluno

Strassoldo: "Vogliamo intensificare i rapporti per approfondire tematiche comuni"

Sappada. Viabilità, minoranze linguistiche, ambiente, affari comunitari ed ener­gia. Sono questi i principali argomenti sui quali potrà nascere una fattiva collaborazione tra le province di Udine e Belluno, le cui giunte si sono incontrate ieri nel municipio di Sappada. Tra le intese raggiunte, la volontà di realizzare approfondimenti comuni per i collegamenti viari tra Carnia e Cadore e l'idea di dar vita ad una task force per individuare possibili progetti comunitari da poter sviluppare a livel­lo interprovinciale. I due presidenti, Marzio Strassoldo e Sergio Reolon, insieme ai rispettivi assessori, hanno rimarcato l'intenzione delle due amministrazioni di intensificare i rap­porti per approfondire tematiche comuni ed avviare scambi di espe­rienze. "La scelta di riunirci a Sappada non è stata casuale - ha affermato Strassoldo -. Questa comunità infatti possiede caratteristiche comuni ad alcune località del Friuli come Sauris e Timau e rappresenta perciò un punto di partenza ideale per comin­ciare ad approfondire problematiche affini". Tra i temi trattati nel vertice di Sappada, c'è stato quello della via­bilità ed in particolare la situazione dei collegamenti interprovinciali e l'i­potesi del collegamento tra A23 e A28. Dalla discussione è emerso come il collegamento tra Carnia e Cadore, se diventerà realtà, "dovrà essere calato sul territorio in base al modello di sviluppo programmato dal territorio, al di là degli interessi sovra-provinciali". Per il presidente Strassoldo "serviranno precisi approfondimenti per verificare l'im­patto dell'opera, che pur assumendo una valenza strategica, non potrà nascere senza il confronto con il terri­torio. Deve essere la viabilità infatti - ha affermato - a mettersi a servizio delle comunità locali"…

 

 

Carnia News  12.2006

Valutata la candidatura delle Dolomiti come patrimonio Unisco

Il valutatore Heiss ha incontrato nella zona del Bivera i sostenitori del progetto

Sauris. Anche l'ultimo esame sembra essere stato superato brillantemente. L'inseri­mento delle Dolomiti friulane nella lista del patrimonio mondiale dell'Unesco infatti, dopo la visita del professor Gerhard Heiss, valutatore dell'Unione mondiale per la natura, potrebbe esse­re più vicino. Accompagnato dall'as­sessore provinciale alla montagna Vit­torio Caroli, dagli amministratori dei sei comuni coinvolti nel progetto (Ampezzo, Forni di Sopra, Forni di Sotto, Socchieve, Sauris e Prato Carnico) e dai rappresentanti del Ministero dell'ambiente, e del Museo friulano di storia naturale, il professor Heiss ha visitato la zona del monte Bivera, potendo constatare personalmente le caratteristiche del territorio inserite nel dossier redatto a sostegno della candi­datura. Heiss, dopo aver ricevuto chia­rimenti e delucidazioni sull'iniziativa, sarebbe rimasto favorevolmente colpi­to dalla naturalità delle Dolomite Friu­lane e dalla purezza dell'ambiente. "II progetto a cui partecipa la Provincia di Udine insieme alle province di Bellu­no, Trento, Bolzano e Pordenone - ha spiegato l'assessore Caroli - prevede il riconoscimento dell'intero arco dolomi­tico come area Unesco, con l'inseri­mento del Parco delle Dolomiti friulane nel "pacchetto" complessivo delle Dolomiti, con l'aggiunta della zona del Bivera e della Val Pesarina". Una solu­zione che permetterebbe di non dover subire nuovi vincoli, potendo sfruttare le restrizioni già esistenti nelle zone del parco e nei territori con un'altitudi­ne superiore ai 1600 metri (legge Galasso). L'Unesco infatti non ha intenzione di imporre altri vincoli sul territorio. "Potrebbe trattarsi - ha aggiunto Caroli - di un'ottima opportu­nità per promuovere il nostro territorio a livello internazionale facendo svilup­pare, grazie alla collaborazione di tutti i comuni, nuovi flussi turistici specializ­zati". Il professor Heiss si è congedato dalle Dolomite friulane chiedendo uno stra­tegia comune da parte dei vari enti coinvolti per la concretizzazione del progetto. A questo punto la commis­sione di riunirà tra febbraio e marzo per valutare la bontà della candidatura e stilare un rapporto finale. L'ultima decisione arriverà a metà 2007.

 

 

La Vita Cattolica  09.12.2006

Autostrade? Avonde mejorâ la statâl 52

'O ai let la letare di Giorgio Deotto intitulade “Provincia della Carnia occasione persa”. Lui al critiche chei cjargnei che prin a votin par meti su la provincie da Cjargne, e dopo tes elezions a van a votâ dai sorestants che si son declarâts cuintri cheste gnove province.

Il probleme, cjâr Deotto al è ch'al è pouc ce sielgi, parce che la nestre democrazie a è sotane des segreteriis dai partîts ch'a prepàrin lis lez eletorâls. A son lis segreteriisdai partîts ch'a imponin i lôrs candidâts al teritori. E prin di presentânusai, ju stazin benon dimût che un doman no sêtin sorpresis par chei ch'a comàndin pardabon chenti. E fra chesc' cjapìn par fâ un esempli, chei che an fate la lôr fortune cul sfrutament des nestris âghis.

Poben, a son agns che si fevele di garantî il cussì clamât “Deflusso MinimoVitale”e di “Portata di Rispetto”. A esistin lez, decrets, e regulis statâls e regjonâls ch'a oblèin chei che àn vût il permes di doprâ l'âghe cjolte. Sono mai stadis rispietadis chestis lez? Cun dute la nestre autonomie vino mai vût un president di Regjon bon di fâlis rispietâ?

Stes discors cui eletrodots: chei ch'a  vevin di rapresentâ il popul, ju vin viodûts dispes a rapresentâ invessit i interes dai marcjadants di energjie.

E cussì ancje cul progjet de autostrade Carnia-Cadore. Pes dibisugnis dai cjargnei e cadorins a sares avondone mejorâ la statâl 52, magari forant la Maurie. O ancje, come ch'a fàsin in Austrie o in Svuissare, là ch'a son plui rispietôs da Convenzion de Alps che no permet di fâ passâ un'autostrade par une val alpine, une bieleferade. Cui siei trenos a sares di sigûr plui economiche e plui salutâr de autostrade che Illy, Galan, e i lôr ascars a vùlin imponinus. La cuestion alore no jè se vê o no une provincie, ma se la Cjargne 'e a di jessi une tiere là che il popul al è sovran, cun sorestants ch'a rapresentin la volontât popolâr, o se à di restâ une colonie pleade ai interes dai svareâts parons di chenti e di fûr. Remo Brunetti (Cjavàc)

 

 

Corriere delle Alpi  05.12.2006

Saranno collegate la A23 e la A27

TOLMEZZO. Il progetto di collegamento autostradale Carnia-Cadore fra l'autostrada A23 Udine-Tarvisio e l'autostrada A27 Portogruaro-Conegliano è stato presentato agli imprenditori della montagna friulana in un incontro nella sede di Tolmezzo (Udine) dell'Associazione degli Industriali della Provincia di Udine. A illustrare il progetto è stato Eddy Tomat, della Delegazione di Tolmezzo dell'Associazione Industriali. "II futuro collegamento fra le due province - ha detto Tomat - rappresenta un' opera strategica nel quadro socio economico di queste realtà territoriali" ed è compreso nel protocollo d'intesa tra la presidenza del Consiglio dei ministri e la Regione Friuli Venezia Giulia nonchè inserito sia nell'elenco delle opere ritenute più necessarie che il, governo ha presentato al Cipe sia nel piano quinquennale per le infrastrutture».

 

 

Messaggero Veneto  05.12.2006

Autostrada Carnia-Cadore: dagli industriali ok al piano

Tomezzo: si tratta di un’opera strategica

TOLMEZZO. Il progetto di collegamento autostradale A23/A27 (Carnia-Cadore) è stato presentato agli imprendito­ri della montagna friulana nel corso di un incontro tenutosi alla Delegazione di Tolmezzo dell'Assindustria. A illu­strarlo è stato Eddy Tomat, componen­te della Delegazione di Tolmezzo nonchè responsabile della commissione Ambiente del Gruppo edili dell'Associa­zione industriali.

«Il futuro collegamento fra le due pro­vince - ha detto Tomat - rappresenta un'opera strategica nel quadro socio economico di queste realtà territoria­li», ed è compreso nel Protocollo d'Inte­sa tra la Presidenza del consiglio dei mi­nistri e la Regione nonchè inserito sia nell'elenco delle opere ritenute più ne­cessarie che il Governo ha presentato al Cipe sia nel piano quinquennale per le infrastrutture. Il collegamento autostra­dale A27-A23 tra la parte settentrionale della provincia di Belluno e la Carnia si rivela quanto mai importante non solo per fare uscire dall'isolamento queste due aree dai grandi flussi di comunica­zione, ma anche per una migliore distribuzione della mobilità tra i due valichi alpini del Brennero e di Tarvisio».

«L'inserimento del collegamento A27-A23 tra le opere prioritarie - ha ag­giunto Tomat - è motivo di sollievo per noi imprenditori che intravediamo in quest'opera un motivo di rilancio dell'intera vita socio-economica del territo­rio consci del fatto che lo sviluppo si può coniugare solo con una effettiva rete stradale per lo spostamento delle per­sone e delle merci. Per la realizzazione della bretella, dell'importo di 2,2 milio­ni di euro (con ipotizzato ricorso al projetc financing), l'Anas ha predispo­sto uno studio di fattibilità che si artico­la in tre lotti: il primo per percorrere il Cadore, il secondo che prevede un per­corso in galleria per arrivare in Carnia e il terzo per intercettare la A23 in dire­zione di Tarvisio. Il 50% della bretella è prevista in galleria, l'8% su viadotti e la restante parte del tracciato in sede. Gli industriali della montagna, condividen­do ruolo e portata del collegamento, ne sottolineano la rilevanza impegnati, in­sieme alla Regione, a sostenere la pron­ta realizzazione dell'opera».

 

 

Il Gazzettino  04.12.2006

Presentato a Tolmezzo l’atteso progetto della strada che dovrebbe collegare la A23 e la A27. L’opera costerà 2,2 miliardi di euro, metà del tracciato correrà in galleria

Dal Cadore alla Carnia via autostrada

Tolmezzo

Il progetto di collegamento autostradale A23/A27 (Carnia-Ca­dore) è stato presentato ieri agli imprenditori della montagna friulana nel corso di un incontro tenutosi nella sede della Delegazione di Tolmezzo dell' Assindustria. Ad illustrarlo è stato Eddy Tomat, componente della Delegazione di Tolmezzo, nonchè responsabile della commissione Ambiente del Gruppo Edili dell'Associazione industriali.

«Il futuro collegamento fra le due province di Belluno e Udine - ha esordito Tomat - rappresenta un'opera strategica nel quadro socioeconomico di queste realtà territoriali», ed è compreso nel protocollo d'intesa tra la Presidenza del Consiglio dei ministri e la Regione Friuli Venezia Giulia, inoltre è inserito sia nell'elenco delle opere ritenute più necessarie che il Governo ha presentato al Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) sia nel piano quinquennale per le infrastrutture.

Il collegamento autostradale A27-A23 tra la parte settentrionale della provincia di Belluno e la Carnia si rivela quanto mai importante non solo per fare uscire dall'isolamento queste due aree, entrambe interessate da grandi flussi di comunicazione, ma anche per una migliore distribuzione della mobilità tra i due valichi alpini del Brennero e di Tarvisio. La nuova strada dovrebbe svilupparsi per una cinquantina di chilometri da Pieve di Cadore a Tolmezzo, oltre 65 se si considera il prolungamento dall'attuale termine dell'A 27 a Pian di Vedoia.

«L'inserimento del collegamento A27-A23 tra le opere prioritarie - ha fatto presente inoltre Tomat - è motivo di sollievo per noi imprenditori che intravediamo in quest'opera un motivo di rilancio dell'intera vita socio-economica del territorio, consci del fatto che lo sviluppo si può coniugare solo con una effettiva rete stradale per lo spostamento delle persone e delle merci». Un'operazione quindi non solo legata allo sviluppo economico e produttivo dell'area, ma dagli indubbi riflessi anche sul piano turistico, con il collegamento diretto tra due comprensori dall'eccezionale richiamo paesaggistico e ambientale.

Per la realizzazione della strada, un'opera dell'importo di 2,2 miliardi di euro (con ipotizzato ricorso alla formula del "projetc financing"), l'Anas ha predisposto uno studio di fattibilità che si articola in tre lotti: il primo per percorrere il Cadore, il secondo che prevede un percorso in galleria per arrivare in Carnia e il terzo per inter­cettare la A23 in direzione di Tarvisio. Il 50% dell'arteria è previsto in galleria, l'8% su viadotti e la restante parte del tracciato in sede.

Gli industriali della montagna, condividendo ruolo e portata del collegamento, ne hanno sottolineato la rilevanza, as­sicurando l'impegno, insieme alla Regione, a sostenere una rapida realizzazione dell'opera.

 

 

Corriere delle Alpi  30.11.2006

La Carnia-Cadore è priorità del governo

La Regione Veneto la fa inserire nell'elenco del ministro Di Pietro

BELLUNO. La Regione Veneto non poteva stare alla finestra. Ed ecco che l'assessore regionale Renato Chisso ha insistito con il ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro perché il collegamento tra l'autostrada A27 e la A23 fosse inserito tra le priorità non solo della Regione, ma anche italiane. Il che significa la ricezione nel piano quinquennale delle grandi opere infrastrutturali. La settimana scorsa aveva ottenuto questo risultato la Regione Friuli-Venezia Giulia, quanto comunque alle priorità regionali. Adesso, dunque, l'Alto Cadore diventa qualcosa di più di uno studio di fattibilità.

Si tratta di quello abbozzato da Bortolo Mainardi, nella sua veste di commissario straordinario per le grandi opere, e realizzato dall'Anas.

Il Governo si impegna a realizzarla non appena saranno trovate le risorse. I tempi, diciamolo subito, non saranno inferiori ai 10 anni. Il Passante di Mestre è in fibrillazione perché il cantiere non dispone dei quattrini necessari, Immaginarsi se nell'arco di una manciata d'anni si riusciranno a trovare 2,2 miliardi di euro - ma a suo tempo si parlava addirittura di 3 miliardi - per collegare Macchietto ad Amaro. Il presidente della Provincia di Belluno, Sergio Reolon, ad esempio, è convinto che l'opera sarà fattibile soltanto con l'esclusivo intervento dei privati. Si tratta di tre tronchi autostradali. Il primo da Macchietto a Lorenzago. Il secondo sotto il passo della Mauria. Il terzo dalla Val Tagliamento ad Amaro. Metà dell'autostrada è in galleria. Fin dalla partenza a Macchietto. La parte esterna è soprattutto quella friulana. L'8% correrà su viadotti.

«La cifra? Non ci spaventa - rassicura l'assessore regionale Renato Chisso - se l'obiettivo è migliorare la situazione di vita dei cittadini che vivono in quella zona e di tutti quelli che si trovano a lavorare in quella parte di territorio per noi importante comunque si è ipotizzato il rí­corso al project financing».

L'amministratore veneto conferma che «quest'opera completa la direttrice trasversale che dall'Austria raggiungerà il Veneto Orientale. La bretella servirà, inoltre, a migliorare la mobilità tra i due valichi alpini del„ Brennero e di Tarvísío».

Immaginando possibili ostacoli - il mondo ambientalista lista non si è però ancora mobilitato - l'assessore regionale Oscar De Bona anticipa un augurio: «Che questo fatto importantissimo, essendo la prima volta che si raggiunge un tale risultato, sia sostenuto da tutta l'opinione pubblica bellunese e di conseguenza anche dalle istituzioni».

De Bona è ben consapevole dei problemi di compatibilità ambientale dell'opera, ancorché si sviluppi per buona parte in galleria. "E' d'obbiìgo realizzare l'intervento in un ottica di salvaguardia ambientale» afferma infatti. Quanto ai tempi, l'assessore osserva che l'infrastruttura sarebbe necessaria entro il 2013, per i campionati mondiali di sci alpino a Cortina. Ma a questo riguardo il presidente della Provincia dice di preferire la ferrovia. E sul treno Tessera-Cortina punta anche il governatore Giancarlo Galan. Intanto l'assessore regionale del Friuli-Venezia Giulia, Lodovico Sonego, ha confermato ieri che con l'autostrada si realizzerà anche il traforo del monte Rest tra la Val Tagliamento e la Val Tramontina, nel Pordenonese. «Proprio il fatto che il collegamento Cadore Carnia sia tra le priorità nazionali ed internazionali costituisce la precondizione di fattibilità dell'opera», conclude Sonego.

 

 

Il Gazzettino  30.11.2006

Lo sbocco a Nord della A27 entra nel piano delle priorità del ministero delle Infrastrutture

Venezia. Lo sbocco a Nord della A27 entra nel piano delle priorità del ministero delle Infrastrutture. Il collegamento con la A23 fra Longarone e Tolmezzo, costo preventivato 2,2 miliardi di euro, è stato inserito martedì nel piano del ministro Di Pietro, a margine dell'incontro romano relativo al rinnovo delle concesisoni autostradali. A darne l'annuncio è l'assessore regionale alle Infrastrutture Renato Chisso, per il quale «con questa nuova opera la parte settentrionale della provincia di Belluno e la Carnia saranno collegate direttamente». È stato lo stesso Chisso a far inserire nel piano del governo il progetto che prevede la realizzazione di un collegamento diretto tra l'autostrada A27 (Mestre-Belluno) e la A23 (Udine-Carnia-Tarvisio). Una richiesta che era stata inoltrata, per la parte friulana, dal governatore Riccardo Illy.

Per la realizzazione dell'opera, l'Anas ha realizzato uno studio di fattibilità che si articola in tre lotti: il primo per percorrere il Cadore. Il secondo lotto prevede un percorso in galleria per arrivare in Carnia e il terzo per andare ad intercettare la A23 in direzione di Tarvisio. Il 50 per cento della bretella è prevista in galleria, l'8 per cento su viadotti e la restante parte del tracciato in sede. I 2,2 miliardi di costo previsto potrebbero non essere un problema: «Non ci spaventa investire questi soldi - prosegue Chisso - se il risultato è migliorare la situazione di vita dei cittadini che vivono in quella zona e di tutti quelli che si trovano a lavorare in quella parte di territorio per noi importante. Comunque si è ipotizzato il ricorso al project financing».

Il progetto consentirebbe di dare uno sbocco alla Venezia-Belluno, ovvero al tratto incompiuto di quella che, secondo i piani degli anni Settanta, doveva essere l'autostrada Venezia-Monaco. Con benefici per la provincia di Belluno e per lastessa carnia. «Sono aree entrambe oggi isolate dai grandi flussi di comunicazione - spiega Chisso - una situazione anomala che andava affrontata e risolta e che mi stava molto a cuore. Quest'opera completa la direttrice trasversale che dall'Austria raggiungerà il Veneto Orientale. La bretella - aggiunge Renato Chisso - servirà, inoltre, a migliorare la mobilità tra i due valichi alpini del Brennero e di Tarvisio.

Soddisfatto anche l'assessore regionale Oscar De Bona, già presidente dellaProvinciadi Belluno: «Il progetto garantirebbe una valida alternativa al progetto non attuato della Venezia-Monaco, perché consentirebbe al Veneto e soprattutto alla Provincia di Belluno di veder chiarite alcune specifiche esigenze del territorio nei confronti degli stati, delle regioni e province vicine». «Questo tipo d'intervento per la Regione Veneto - prosegue De Bona - significherebbe prima di tutto sviluppo in quanto favorirebbe i collegamenti con l'Europa e la possibilità di inserirsi nei grandi assi viari continentali».

 

 

Regione del Veneto  Comunicato Stampa n. 2013 del  29.11.2006

Progetto di collegamento A27-A23: assessore De Bona

(AVN) - Venezia, 29 novembre 2006

“Ho appreso della riproposta di completare l’autostrada A27 con la A23 Cadore–Carnia, trasmessa dal governatore Riccardo Illy e inserita dal governo Prodi e dal ministro delle infrastrutture Di Pietro nel piano quinquennale per le infrastrutture che sono state approvate dal Cipe. Il progetto, definito prioritario, garantirebbe una valida alternativa al progetto non attuato della “Venezia-Monaco”, perché consentirebbe al Veneto e soprattutto alla Provincia di Belluno di veder chiarite alcune specifiche esigenze del territorio nei confronti degli stati, delle regioni e province vicine”. Il commento è dell’assessore regionale Oscar De Bona, il quale sottolinea che “questo tipo d’intervento per la Regione Veneto significherebbe prima di tutto “sviluppo” in quanto favorirebbe i collegamenti con l’Europa e la possibilità di inserirsi nei grandi assi viari continentali e per la provincia di Belluno, attualmente in posizione marginale e di isolamento per la carenza di infrastrutture sicure e veloci, la possibilità di vedersi riconosciuta nel suo potenziale turistico, economico e sociale, facilitando la viabilità e i trasporti”: “L’inserimento nel piano quinquennale, il gradimento della regione Friuli Venezia Giulia e quindi l’approvazione e il recepimento da parte del presidente del consiglio e del ministro delle infrastrutture Di Pietro – prosegue l’assessore veneto - hanno sancito il parere positivo delle istituzioni competenti in materia. Mi auguro che questo fatto importantissimo, essendo la prima volta che si raggiunge un tale risultato, sia sostenuto da tutta l’opinione pubblica bellunese e di conseguenza anche dalle istituzioni”. “Constatare l’urgenza di un tale progetto – fa rilevare De Bona - risulta semplice osservando la statale 51 di Alemagna nelle giornate di maggior flusso turistico. Ogni volta, infatti su tutta l’arteria, da Pieve di Cadore all’innesto di Pian Di Vedoia, si verificano code che obbligano gli utenti a camminare a passo d’uomo con intasamenti che mediamente durano dalle tre alle cinque ore. Questa situazione danneggia l’immagine turistica, con la conseguenza che molti non torneranno più a trascorrere le proprie vacanze invernali o estive in Cadore o in Val del Boite causando un grave danno economico agli operatori turistici. Le lunghe code sulla statale causano inoltre forti disagi anche ai residenti e a coloro che la domenica sera o terminati i periodi di ferie debbono rientrare a scuola o al lavoro”. “Il collegamento tra la nostra autostrada e la Carnia – conclude De Bona - permetterebbe di facilitare e rendere più fluido il traffico verso il Tarvisiano e l’Austria, traffico che ormai la strada statale 51 di Alemagna e la 51 bis non riescono più a sostenere. E’ d’obbligo comunque realizzare l’intervento in un ottica di salvaguardia ambientale. Infine, un collegamento con l’autostrada che porta in Austria e quindi in tutto il nord Europa è in grado di garantire alla provincia di Belluno un maggior afflusso turistico e commerciale e sarebbe un’ulteriore spinta alla candidatura di Cortina ai mondiali di sci alpino del 2013. Da che mondo è mondo ogni strada ha sempre portato sviluppo”.

A cura dell'Ufficio Stampa della Regione Veneto

 

 

Messaggero Veneto  26.11.2006

La tratta inserita nel patto Illy-Prodi delle grandi opere per il Friuli VG. Sonego: gran parte del percorso sarà in galleria

Tolmezzo-Belluno, c’è il progetto

L’Anas presenta uno studio di fattibilità, Per 85 chilometri servono 2,4 miliardi

Udine. Non c'è soltanto la Tav nel patto Illy­Prodi per le grandi opere da realizzare in Friuli Venezia Giulia, ma anche la "Tolmezzo-Belluno" un tratto autostradale da, più o meno, 2 miliardi di euro. Un'opera logisticamente seconda soltanto al Corridoio 5 che, dati alla mano, è destinata (assieme alla Gemona-Sequals) a diventare una delle arterie più trafficate e importanti del Nord Est. Un'opera che, come la tratta ad alta velocità, è stata contestata da molti, ambientalisti in testa, ma come il Corridoio 5 riveste un'importanza enorme per l'economia e la crescita della nostra regione e del Paese. Del tratto di autostrada che dovrebbe collegare la A27 alla A23, il Friuli Venezia Giulia al Veneto, si discute da anni, ma il primo via libera è arrivato, due anni fa, a Gorizia, con la firma di un protocollo d'intesa fra Illy, Galan e Lunardi.

Da allora sono state spese molte parole ora, però, l'Anas ha presentato un progetto di massima; uno studio di fattibilità. Il tracciato provvisorio va da Tolmezzo, verso Lorenzago, poi su a Pieve di Cadore, Pian di Vedoia, e quindi si allaccia all'autostrada A27 che arriva a Belluno. In tutto 85 chilometri che, a seconda delle corsie e delle gallerie, potrebbe costare tra i 1,9 e 2,4miliardi di euro. L'Anas, al progetto, allega anche alcune stime del traffico che entro il 2020 trasformerebbero quella tratta fra le più "utilizzate" del Nord Est.

«Quel progetto nasce sulla base di un protocollo d'intesa fra Illy, Galan e Lunardi - spiega l'assessore regionale ai Trasporti -. Oggi abbiamo uno studio di fattibilità che prevede il collegamento dal Cadore fino a Tolmezzo passando sotto la Mauria e in gran parte in galleria (quasi la metà); quindi un intervento a bassissimo impatto ambientale, ma ovviamente ad alto costo. Questo progetto è entrato nella programmazione dello Stato; nelle opere di legge obiettivo, inserito nel Dps di due anni fa. Ovviamente si farà, ma ci vorrà del tempo: quel collegamento sarebbe il presupposto per la realizzazione di un altro collegamento che è da quell'asse, passando sotto il monte Rest, arriverebbe a Meduno per poi collegarsi alla Sequals­Gemona. Quest'ultima è la priorità su cui stiamo lavorando e che speriamo di risolvere a breve, sia per quanto riguarda i finanziamenti sia un vincolo ambientale oggi in piedi a Sequals».

Critici, come si diceva, gli ambientalisti, particolarmente preoccupati dell'inquinamento che potrebbe creare tutto il traffico pesante che percorrerebbe quella tratta.

 

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La Vita Cattolica  25.11.2006

Il collegamento tra A27 e A22, da Longarone ad Amaro, inserito tra le infrastrutture prioritarie da realizzare in Veneto e Friuli

Carnia-Cadore in autostrada

La Regione e gli industriali spingono per la costruzione della nuova arteria anche se i sindaci della Val  Tagliamento preferirebbero una superstrada. Restano, comunque, da reperire i fondi necessari

Il completamento dell'autostrada A27, da í Longarone all'ingresso in Cadore e fino ; ad Amaro, precisamente fino al raccordo do con l'A22 Udine-Tarvisio « è una  priorità». Così la considerano il presidente della Regione, Riccardo Illy, e l'assesso­re alla Mobilità, Lodovico Sonego; così il governo Prodi e in particolare il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro; così pure Mario Tremonti, sindaco di Lorenzago, nel Bellunese.

Così, invece, non la considerano alcuni sindaci della Val Tagliamento che preferirebbero una strada con meno curve di quella esistente o, comunque, una superstrada, aperta al territorio, anziché una vera e propria autostrada.

Il Collegamento tra l'A27 e l'A22 è compreso nell'elenco delle opere ritenute più necessarie che il Governo ha presentato al Cipe e che il Cipe ha inserito nel piano quinquennale. Non fa parte, invece, dei programma delle priorità infrastrutturali presentate dal Veneto. Dopo l'ampliamento a tre corsie dell'autostrada A4 Venezia-Trieste e il raccordo autostradale Villesse-Gorizia, si piazza l'autostrada Carnia-Cadore. L'Anas ha sviluppato uno studio di fattibilità, che si articola in tre lotti, per il 50% in galleria e l'8% su viadotti.

Il costo stimato è di 2,2 miliardi, con ipotizzato ricorso al project financing. Questi dati si riferiscono alla nota diffusa dal ministero delle Infrastrutture. Ma sono incompleti. Sono tre i progetti predisposti dall'Anas, in collaborazione con l'allora commissario straordinario alle grandi opere del Nordest, Bortolo Mainardi. Ed i costi arrivano fino a 3,5 miliardi di euro.

I commenti più sonori arrivano dalle Dolomiti bellunesi. «Non dico di no a questa autostrada. Dico, però - puntualizza il presidente della Provincia di Belluno, Sergio Reolon - che il bellunese ha primariamente bisogno della ferrovia per Cortina. Mi consta, inoltre, che non ci sono le risorse per realizzare questo progetto. E, quindi, chissà quando potrà vedere la luce. Ribadisco, in ogni caso, che non un euro pubblico dovrà essere utilizzato per questa arteria, ma solo capitale privato».

Meno drastico, anzi di tutt'altra impostazione, è il sindaco di Lorenzago, Mario Tremonti. «Ben venga un collegamento veloce con Belluno e con Venezia, da una parte, e con la Carnia dall'altra. Lo attendiamo (lavoratori e turisti per primi) da decenni. In particolare aspettiamo il tunnel». Ma il sindaco Tremonti riconosce anche la necessità che «l'intervento non sia invasivo».

«So che il tragitto è stato studiato in galleria. Si proceda in questo senso. Certo - confessa Tremonti - non mi dispiacerebbe che, come prevede uno dei progetti, Lorenzago possa contare su uno svincolo. Ne approfitterebbero anche le popolazioni delle valli di Auronzo, del Comelico e di Sappada».

La statale del passo Mauria, infatti, è ogni giorno più impraticabile. E lo sanno purtroppo molto bene i numerosi lavoratori che dalla Val Tagliamento e perfino da Tolmezzo raggiungono ogni giorno le occhialerie del Cadore. Erano davvero tanti (più di 300) fino a 10 anni fa. Poi i laboratori sono stati progressivamente chiusi. Sono rimasti i grandi stabilimenti.

Ma da qualche mese il comparto produttivo dell'occhiale è risorto. E ci sono operai e tecnici che sono ritornati sui loro passi. Ma a malavoglia, dovendo salire e scendere due volte il giorno il Mauria.

Ad insistere di più sul collegamento autostradale sono stati, peraltro, gli industriali della provincia di Udine.  Francesco Dal Mas

 

 

Corriere delle Alpi  19.11.2006

D'accordo a Lorenzago, il no della Provincia per un prolungamento da fare in tre loti che costerebbe 2.2 miliardi di euro, il 50% in galleria

Carnia-Cadore, ora è una priorità

Il Friuli inserisce il collegamento tra A27 e A23 al terzo posto delle richieste

di Francesco Dal Mas

BELLUNO. Il completamento dell'autostrada A27 fino ad Amaro, in Carnia, "è una priorità". Così la considerano il governatore Riccardo Illy, a capo di una giunta di Centro­sinistra; così il governo Prodi e in particolare il ministro Di Pietro; così pure Mario Tremonti, sindaco di Lorenzago, che rappresenta un'area di centrodestra. Non è affatto una priorità, invece, per il presidente della Provincia di Belluno, Sergio Reolon. «E non sono il solo a pensarla così», afferma.

E, infatti, il collegamento tra l'A27 e l'A22 (Udine-Tarvisio) non è compreso nell'elenco delle opere ritenute più necessarie dal Veneto. Sta di fatto, invece, che il collegamento autostradale fra il Cadore e Carnia è fra le otto opere che dovranno essere realizzate con precedenza su ogni altra, secondo la scaletta passata a Prodi e Di Pietro dallo stesso IIly e che il governo ha inserito nel piano quinquennale per le infrastrutture passato (ed approvato) dal Cipe. In particolare, esse riguardano i sistemi stradali, quelli ferroviari e il porto di Trieste. Dopo l' ampliamento a tre corsie dell' autostrada A4 Venezia-Trieste e il raccordo autostradale Villesse-Gorizia, si piazza l'autostrada Carnia-Cadore. L' Anas ha sviluppato uno studio di fattibilità, che si articola in tre lotti, per i150% in galleria e l' 8% su viadotti. II costo stimato è di 2,2 miliardi, con ipotizzato ricorso al project financing. Questi dati si riferiscono alla nota diffusa dal ministero delle infrastrutture. Ma sono incompleti. Sono tre i progetti predisposti dall'Anas, in collaborazione con l'allora commissario straordinario alle grandi opere del Nordest, Bortolo Mainardi. Ed i costi arrivano fino a 3,5 miliardi di euro. «Non dico di no a questa autostrada. Dico, però - puntualizza il presidente Reolon - che il Bellunese ha primariamente bisogno della ferrovia per Cortina, in vista anche dell'importante appuntamento sportivo. Mi consta, inoltre, che non ci sono le risorse per realizzare questo progetto. E, quindi, chissà quando potrà vedere la luce. Ribadisco, in ogni caso, che non un euro pubblico dovrà essere utilizzato per questa arteria, ma solo capitale privato». Meno drastico, anzi di tutt'altra impostazione è il sindaco di Lorenzago, Mario Tremonti. «Ben venga un collegamento veloce con Belluno e con Venezia, da una parte, e con la Carnia dall'altra. Lo attendiamo (lavoratori e turisti per primi) da decenni. In particolare aspettiamo il tunnel». Ma il sindaco Tremonti riconosce anche la necessità che "l'intervento non sia invasivo". «So che il tragitto è stato studiato in galleria. Si proceda in questo senso. Certo - confessa Tremonti - non mi dispiacerebbe che, come prevede uno dei progetti, Lorenzago potesse contare su uno svincolo. Ne approfitterebbero anche le popolazioni delle valli di Auronzo, del Comelico e di Sappada». La statale del passo Mauria è ogni giorno più impraticabile, ma anche se si trovassero le risorse l'attesa non potrebbe essere inferiore a 10 anni.

 

 

U.N.C.E.M.  (Unione Nazionale Comuni, Comunità, Enti montani)  19.11.2006

La viabilità nel bellunese

D’accordo a Lorenzago, il no della Provincia per un prolungamento da fare in tre lotti che costerebbe 2.2 miliardi di euro, il 50% in galleria.

Carnia-Cadore ora è una priorità.

Il Friuli inserisce il collegamento tra A27 e A23 al terzo posto delle richieste

  di Francesco Dal Mas

BELLUNO. Il completamento dell’autostrada A27 fino ad Amaro, in Carnia, “è una priorità”. Così la considerano il governatore Riccardo Illy, a capo di una giunta di Centro-sinistra; così il governo Prodi e in particolare il ministro Di Pietro; così pure Mario Tremonti, sindaco di Lorenza- go, che rappresenta un’area di centrodestra. Non è affatto una priorità, invece, per il presidente della Provincia di Belluno, Sergio Reolon. «E non sono il solo a pensarla così», afferma.

E, infatti, il collegamento tra l’A27 e l’A22 (Udine-Tarvisio) non è compreso nell’elenco delle opere ritenute più necessarie dal Veneto. Sta di fatto, invece, che il collegamento autostradale fra il Carnia e Cadore è fra le otto opere che dovranno essere realizzate con precedenza su ogni altra, secondo la scaletta passata a Prodi e Di Pietro dallo stesso Illy e che il governo ha inserito nel piano quinquennale per le infrastrutture passato (ed approvato) dal Cipe. In particolare, esse riguardano i sistemi stradali, quelli ferroviari e il porto di Trieste. Dopo l’ ampliamento a tre corsie dell’ autostrada A4 Venezia-Trieste e il raccordo autostradale Villesse-Gorizia, si piazza l’autostrada Carnia-Cadore. L’ Anas ha sviluppato uno studio di fattibilità, che si articola in tre lotti, per il 50% in galleria e l’ 8% su viadotti. Il costo stimato è di 2,2 miliardi, con ipotizzato ricorso al project financing.

Questi dati si riferiscono alla nota diffusa dal ministero delle infrastrutture. Ma sono incompleti. Sono tre i progetti predisposti dall’Anas, in collaborazione con l’allora commissario straordinario alle grandi opere del Nordest, Bortolo Mainardi. Ed i costi arrivano fino a 3,5 miliardi di euro. «Non dico di no a questa autostrada. Dico, però — puntualizza il presidente Reolon — che il Bellunese ha primariamente bisogno della ferrovia per Cortina, in vista anche dell’importante appuntamento sportivo. Mi consta, inoltre, che non ci sono le risorse per realizzare questo progetto. E, quindi, chissà quando potrà vedere la luce. Ribadisco, in ogni caso, che non un euro pubblico dovrà essere utilizzato per questa arteria, ma solo capitale privato». Meno drastico, anzi di tutt’altra impostazione è il sindaco di Lorenzago, Mario Tremonti. «Ben venga un collegamento veloce con Belluno e con Venezia, da una parte, e con la Carnia dall’altra. Lo attendiamo (lavoratori e turisti per primi) da decenni. In particolare aspettiamo il tunnel». Ma il sindaco Tremonti riconosce anche la necessità che “l’intervento non sia invasivo”. «So che il tragitto è stato studiato in galleria. Si proceda in questo senso. Certo — confessa Tremonti — non mi dispiacerebbe che, come prevede uno dei progetti, Lorenzago potesse contare su uno svincolo. Ne approfitterebbero anche le popolazioni delle valli di Auronzo, del Comelico e di Sappada». La statale del passo Mauria è ogni giorno più impraticabile, ma anche se si trovassero le risorse l’attesa non potrebbe essere inferiore a 10 anni.

 

 

Messaggero Veneto  18.11.2006

Fondi già disponibili per la terza corsia della A4 e per il raccordo di Villesse,l’autostrada Belluno-Carnia e la sistemazione delle statali 56 e 13

Grandi opere, otto priorità in regione

Il ministro Di Pietro presenta il piano. Sonego: recepite le indicazioni della giunta

TRIESTE. Sono otto le opere ritenute prioritarie dal gover­no per il Friuli Venezia Giulia, secondo quanto contenuto nel piano quinquennale per le infrastrutture presentato ieri dal ministro Antonio Di Pietro. In particolare, esse riguardano i sistemi stradali, con opere per circa 4 miliardi, quelli ferrovia­ri, con interventi per 5,3 miliardi e il porto di Trieste, con lavori per 278 milioni.

«Sono le priorità delle priorità-commenta l'assessore regionale ai trasporti Lodovico Sonego - desunte da un docu­mento più lungo che avevamo presentato al governo. Per co­minciare va bene così e quindi possono ritenermi soddisfat­to. Come si vede però soltanto per due opere ci sono già i fon­di disponibili; ora deve esser­ci l'impegno del governo per le altre. Insomma il governo è stato bravo e adesso deve esse­re ulteriormente bravo a trova­re altre risorse»…

Il terzo progetto riguarda il collegamento autostradale A27-A23, tra la parte setten­trionale della provincia di Bel­luno e la Carnia, entrambe aree isolate dai grandi flussi di comunicazione, per una mi­gliore distribuzione della mo­bilità tra i due valichi alpini del Brennero e di Tarvisio. L'Anas ha sviluppato uno stu­dio di fattibilità, che si artico­la in tre lotti, per il 50% in galle­ria e 1'8% su viadotti. Il costo stimato è di 2,2 miliardi, con ipotizzato ricorso al project financing…

 

 

Il Gazzettino  12.11.2006

Longarone-Tolmezzo, scende in campo il Cai

(FS)«Visto che il Club Alpino Italiano appartiene alle associazioni di protezione ambientale, che esso ha per scopo l'alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne e la difesa del loro ambiente naturale e che anche l'esimersi dal prendere posizione, laddove l'ambiente subisca o rischi di subire aggressione è da considerarsi incompatibile con la sua etica, questa commissione ritiene doveroso ed urgente che le sezioni e gli organismi direttivi del Cai partecipino alle iniziative in atto per portare il proprio contributo di conoscenza del territorio». Così si esprime in una lettera a tutte le sezioni la commissione interregionale Tam del Cai, riferendosi al discusso progetto autostradale Longarone-Tolmezzo e al comitato Per Altre Strade, costituitosi proprio per opporsi alla realizzazione della grande opera. «La prosecuzione dell'autostrada A27 verso la Carnia suscita alcune considerazioni», scrive da Mestre Alberto Jogna della sezione di Gemona, incaricato dalla commissione a seguire la questione. Ci sono alcune decisioni da prendere, pare di capire. Prima di tutto, secondo la Tam, si dovrebbe decidere «se l'ambiente montano della Carnia sia meritevole di essere considerato un luogo da difendere e proteggere per il suo straordinario valore ambientale, storico e culturale oppure se lo si debba intendere come una superficie di servizio». Inoltre c'è da capire «se vogliamo che il Tagliamento continui ad essere il "re dei fiumi alpini" così come è stato definito nella risoluzione del Convegno Internazionale "Life" o se vogliamo finalmente distruggere anche l'ultimo ambiente fluviale europeo ancora integro, dove ricercatori di tutto il mondo studiano le dinamiche fluviali su un greto non regimentato artificialmente». Altre considerazioni riguardano anche il Parco delle Dolomiti Friulane, il fatto che «si dovrebbe impedire a chiunque di stendere il velo dello sviluppo in certi casi» e ancora la domanda su «cosa significhi oggi prevedere i lavori per 30 anni visti precedenti quali ad esempio la Galleria del Passo della morte, che doveva essere terminata in 6 anni e siamo invece a 14». Pensando infine alle valutazioni attuali sulle riserve e i prezzi di petrolio «ci sarebbe da assodare che tra 30 anni il trasporto non sarà più quello di oggi». Riflessioni e interrogativi che si concludono con la sottolineatura della linea sulla base della quale dunque anche il Cai si affianca al Pas: già nel 1994 il convegno delle sezioni del Veneto e del Friuli approvò un documento sugli impatti prevedibili della prosecuzione della A27 oltre Pian di Vedoia. Più recentemente, nel 2000, la delegazione regionale veneta ha inoltre preso nuovamente posizione contro il prolungamento dell'autostrada medesima.

 

 

Il Gazzettino   04.11.2006

Patto Prodi-Illy

UDINE. Le imprese edili del Friuli Venezia Giulia guardano con grande aspettativa ed interesse ai programmi delle opere contenuti nel protocollo recentemente firmato a Roma fra il presidente del Consiglio Prodi ed il presidente della Regione Illy. Lo segnala Giuliano Vidoni, presidente regionale dell’Ance, l’associazione dei costruttori edili, che rileva come il documento preveda espressamente l’esigenza di procedere alla quantificazione delle risorse necessarie a finanziare le funzioni in materia di viabilità e trasporti. L’attenzione si concentra sulle Grandi Opere….

Alto Friuli, è in gioco lo sviluppo. Troppi comitati e politici indecisi, parla Nicola Plazzotta capodelegazione dell’Assind

  TOLMEZZO. II ricorrente contrasto tra progresso e tutela ambientale, tra necessità di infrastrutture e salvaguardia del paesaggio, diventa lacerante sulla montagna friulana. Si aspettano nuove strade, insedia­menti produttivi, interconnessioní ener­getiche, ma si assiste contemporaneamente al proliferare di comitati e associazioni, pronte ad opporsi a tutto ciò. Prima gli elettrodotti, poi la cava, ultima l'autostrada lungo la Val Tagliamento, A chiedere che queste contrapposizioni de­finite "aprioristiche" trovino una chiave risolutiva e vengano superate per il bene di una terra che si sta misurando con il progresso e lo sviluppo, e da esso non vuole vedersi esclusa o emarginata, sono gli industriali locali che per bocca del capo delegazione per l'Alto Friuli, Nicola Plazzotta, richiamano all'ordine i politici. «Davanti ad un vizio nazionale di volersi opporre a tutto indiscriminatamente, la politica deve ritrovare il proprio ruolo riformatore e dare risposte alla maggioranza dei cittadini, prendendosi le dovute responsabilità anche correndo il rischio di non piacere a qualcuno - spiega l'imprenditore - va bene dialogare, siamo concordi su un'idea di sviluppo sostenibile con l'ambiente, su una crescita compatibile con il territorio, ma nell' era della conoscenza, dell'innovazione, della tecnologia, dell'abbattimento delle frontiere non c'è più tempo da perdere». La situazione non è delle peggiori secondo Plazzotta, «sono pochi, seppur complessi gli accorgimenti di cui il nostro territorio e la sua economia avrebbe bisogno per poter gareggiare ad armi pari e superare quel gap che inevitabilmente pesa - fa notare - congiungimenti rapidi con il Cadore e con l'Austria, as­sieme ad una rivisitazione delle direttrici lungo le strade delle principali valli, aprirebbero nuovi mercati alle nostre imprese ed accorcerebbero i tempi dello scambio, ma soprattutto sul piano delle dotazioni tecnologiche di banda larga l'urgenza è maggiore; questi sistemi di comunicazioni che sono già il presente, sono diventati irrinunciabili e saranno le principali leve contro l'isolamento, per questo chiediamo di stringere i tempi e lo stesso discorso vale per il Progetto montagna, che è ancora un qualcosa di non definito»… David Zanirato

 

 

C.A.I. - Commissione Interregionale per la Tutela dell'Ambiente Montano - Veneto-F.V.G.  03.11.2006

Autostrada Longarone-Tolmezzo

Mestre,  O3/11/2006

In data 22.05.06 si è costituito, a Forni di Sopra, il PAS ( Per Altre Strade). Detto Comitato ha già organizzato incontri pubblici e raccolto l’ adesione di diverse associazioni locali e ambientaliste, oltre a singoli cittadini, sull’ opposizione all’ ipotesi di collegamento autostradale Carnia-Cadore. La prosecuzione dell’autostrada A27 verso la Carnia, transitando sotto il Passo della Mauria, di cui da qualche tempo si legge con sempre maggiore frequenza sulla stampa, suscita infatti alcune considerazioni:

·         si dovrebbe decidere se l’ambiente montano della Carnia è meritevole di essere considerato un luogo da difendere e proteggere per il suo straordinario valore ambientale, storico e culturale oppure se lo si debba intendere solo una superficie di servizio e quindi stenderci sopra strade, costruzioni, opere ad alto impatto (elettrodotti …). Di conseguenza si dovrebbe decidere se attingere a questi suoi valori intrinseci ed irripetibili per trovare le risorse necessarie al miglioramento della qualità della vita dei suoi abitanti, oppure “succhiare” qualche risorsa dalla fruizione delle stesse cose che si possono trovare più o meno ovunque e dai rimasugli della rapida, inebriante, breve pioggia di soldi che le grandi opere si portano dietro;

·         si dovrebbe decidere se vogliamo che il Tagliamento continui ad essere il “re dei fiumi alpini” così come è stato definito nella risoluzione dei partecipanti al Convegno Internazionale “LIFE Simposium Flusslandfshaften” (26/29.11.05 Reutte Austria) dove hanno presenziato scienziati di 14 Paesi europei, oppure se vogliamo finalmente distruggere anche l’ultimo ambiente fluviale europeo ancora integro, dove ricercatori di tutto il mondo studiano le dinamiche fluviali su un greto non regimentato artificialmente;

·         si dovrebbe decidere se il Parco delle Dolomiti Friulane è una istituzione ed una zona da preservare e proteggere oppure da abbandonare all’aggressione del cemento. Nella seconda ipotesi, coerentemente, bisognerebbe porre fine alla sua esistenza come Parco;

·         si dovrebbe impedire a chiunque, in questi casi, di stendere il velo dello “sviluppo”(!). Autoporto di Tarvisio, autostrada A23, etc. dovrebbero essere il monito più esaustivo. Si pensi allo sviluppo di Dogna, Pietratagliata, Pontebba, Chiusaforte...;

·         si dovrebbe chiedere ai relatori dello studio di fattibilità cosa significa, oggi, prevedere lavori per 30 anni, visti i precedenti: la galleria del passo della Morte (tra Forni di Sotto e di Sopra) avrebbe dovuto essere terminata in 6 anni, ma siamo a 14, la galleria a monte di Rigolato siamo a 7 anni…, la diga di Ravedis …? ;

·         si dovrebbe finalmente assodare che tra 30 anni il trasporto non sarà più quello di oggi. L’ estrazione del petrolio, secondo le fonti scientifiche più attendibili, ha raggiunto il suo massimo nel 2005. Secondo altre fonti più vicine ai produttori il massimo sarà raggiunto, al più tardi, attorno al 2020. Dal 2003 al 2006 il prezzo del petrolio è triplicato. Non è pensabile, sulla base di questi dati, pensare che il livello di traffico sulle nostre strade sia ai valori attuali tra 30 anni. Profondissimi cambiamenti nel nostro stile di vita sono alle porte.

Visto che “Il Cai appartiene a pieno titolo al novero delle “associazioni di protezione ambientale” (D.M. 20.02.87 Art. 1); che “Il Club Alpino Italiano […] ha per iscopo l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne, […] e la difesa del loro ambiente naturale “ (Art. 1 dello Statuto) e che “Anche l’esimersi dal prendere posizione, laddove l’ambiente subisca o rischi di subire aggressione [...] è da considerarsi incompatibile con le indicazioni del CAI e con la sua etica.” (“Charta di Verona” doc. finale del 94°congresso Nazionale), questa commissione ritiene doveroso ed urgente che le sezioni e gli organismi direttivi del CAI partecipino alle iniziative in atto per portare il proprio contributo di conoscenza del territorio e per rendere noto il proprio punto di vista agli organi di informazione. Al riguardo, si fa presente che già nel 1994 il Convegno delle sezioni del Veneto e del Friuli Venezia Giulia approvò un documento sugli impatti prevedibili della prosecuzione della A27 oltre Pian di Vedoia e che più recentemente, con un comunicato stampa del 05 febbraio 2000, la Delegazione regionale veneta ha preso nuovamente posizione contro il prolungamento dell’autostrada medesima .

In attesa di un sollecito riscontro alla presente, la scrivente Commissione Interregionale TAM si dichiara sin d’ora disponibile a collaborare con quanti, all’interno del Club Alpino Italiano, intenderanno farsi carico della questione.

Cordiali saluti      Per la Commissione  Alberto Jogna

 

 

Il Gazzettino   21.10.2006

Nei paesi arriva il comitato contro l'autostrada Carnia-Cadore

FORNI DI SOTTO. Autostrada? No grazie, meglio la ferrovia e il miglioramento della rete esistente. Fiumi come deserti? Meglio acque fresche e pescose acque. Denaro speso in grandi opere? Meglio opere più piccole e utili. Il progetto che stimola tali esternazioni è quello dell'autostrada Carnia-Cadore, le proposte alternative sono quelle del comitato Per Altre Strade, che, costituitosi di recente, sta promuovendo una serie di incontri sul territorio per discutere sì di autostrada, ma anche più in generale di temi in questo periodo cruciali quali acqua, ambiente e sviluppo.Forni di Sotto la prima tappa del percorso itinerante, un incontro al quale hanno partecipato anche l'assessore locale Giuseppe Nassivera, l'ingegner Giuseppe Costantini (per le caratteristiche tecniche dell'opera) e il sindaco di Cavazzo Dario Iuri, il quale ha lanciato un input, un monito all'amministrazione locale, invitandola a "non sottovalutare la determinazione con cui il progetto viene portato avanti dai politici regionali poichè i progetti costano e non avrebbe senso investire tanto denaro se vi fosse una volontà di recedere".

Sotto il segno di una "partecipazione attiva alle scelte che riguardano la nostra casa" dunque anche gli interventi di Renato Garibaldi di Carnia in Movimento e di Franca Predetto di Assieme per il Tagliamento; quest'ultima in particolare si è espressa in risposta ad un intervento volto a favorire un'opzione industriale per la vallata, dicendo "in pianura le fabbriche chiudono a causa della globalizzazione del mercato; l'unica possibilità di sviluppo per queste zone è quella di piazzare sul mercato un prodotto che nessuno sarà mai in grado di "taroccare", ovvero un vasto territorio incontaminato come pochi ormai ne restano".E dunque in conclusione? Dopo il rammarico espresso dal già sindaco di Forni di Sotto Gianni Nassivera per non aver ricevuto risposta dall'attuale amministrazione in merito alle proprie richieste di discutere il progetto del collegamento autostradale, un esplicito invito in tal senso e in particolare per una delibera in cui sia chiarita la posizione del comune ospitante è emerso dai presenti. Un passo verso l'obiettivo perseguito dai promotori del comitato, ovvero "l'approdo ad un documento comune da parte delle amministrazioni interessate da sottoporre all'attenzione di chi altrove sta perorando la causa della grande opera". Intanto il prossimo appuntamento è previsto per giovedì 26 alla "Stube" a Forni Di Sopra.       Francesca Spangaro

 

 

Corriere delle Alpi  14.10.2006                                                  Protocollo "trasporti" - Convenzione delle Alpi  (pdf.45 kb)

Stop alle autostrade attraverso le Alpi

I ministri europei hanno firmato l'altro ieri il Protocollo Trasporti

BELLUNO. II primo passo per una politica dei trasporti sostenibile è stato fatto: l'impatto autostradale si allontana, forse definitivamente, dalle Alpi. A sottolineare la portata di un evento poco pubblicizzato, ma molto rilevante, è la presidente della Commissione lavori pubblici del Senato Anna Donati (Verdi), che commenta la firma del Protocollo Trasporti della Convenzione per la protezione delle Alpi. «E' passata quasi sotto silenzio», afferma la senatrice, «ma per noi è davvero una buona notizia. Dopo anni di attesa, l'altro ieri finalmente tutti i ministri dei Trasporti che aderiscono alla Convenzione delle Alpi (Germania, Francia, Italia, Liechtenstein, Principato di Monaco, Austria, Slovenia, Svizzera e Unione Europea) hanno firmato il Protocollo Trasporti. Questo rappresenta il primo passo concreoto per una politica dei trasporti sostenibile nell'arco alpino, un'area che, per le sue caratteristiche di estrema fragilità, necessita di particolari vincoli di tutela».

Il trattato vieta progetti di nuove arterie stradali e autostradali transalpine e chiede di puntare sul trasporto ferroviario come misura di contenimento di traffico e inquinamento. «II governo Berlusconi», riprende la Donati, «aveva lavorato per affondare il processo di ratifica. Da una parte, la maggioranza di centrodestra aveva stralciato in parlamento il Protocollo Trasporti dalla Convenzione delle Alpi. Dall'altra, aveva fatto sapere ai partner europei che l'Italia non avrebbe firmato. Poi, è arrivato il governo Prodi, che, anche grazie al lavoro della Cipra, degli ambientalisti e dei Verdi, ha inserito il tema fra gli impegni indicati nel programma "Per il bene dell'Italia". E così questo impegno elettorale è stato mantenuto: il ministro dei trasporti Alessandro Bianchi ha siglato l'intesa e ora», indica la Do­nati, «tocca al Parlamento italiano continuare il percorso di ratifica. I Verdi hanno già cominciato a lavorare in tal senso. Mi auguro si avvii la discussione che porti all'approvazione della ratifica di tutti i protocolli della Convenzione delle Alpi».

 

 

La Vita Cattolica   30.09.2006

Studio di fattibilità

L’Anas ha l’incarico di realizzare uno studio di fattibilità insieme alle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia per verificare in che misura potrebbe essere possibile il pedaggiamento della tratta Amaro-Cadore e, dunque, quali potrebbero essere i conseguenti oneri finanziari per la realizzazione. Per la verità, un primo studio del genere è stato fatto con l’ex Commissario Mainardi.

   

 

Il Gazzettino  28.09.2006

Infrastrutture, Illy in corsia di sorpasso

Autostrade

Collegamento Belluno-Tarvisio: l’Anas farà lo studio di Fattibilità

Trieste

(Giu.be.) Anche il collegamento fra le montagne del Veneto e del Friuli attraverso la connessione delle parti terminali dell'autostrada A23 che corre da Palmanova verso l'Austria e della A27 che raggiunge il Cadore «può essere un'opera utile». Inserita, seppur non nelle prime righe, nel documento con cui il presidente del Friuli Venezia Giulia ha definito le priorità infrastrutturali per la regione, secondo il ministro Antonio Di Pietro si continuerà a tenere in considerazione il progetto per il quale era già stato siglato a Gorizia un protocollo d'intesa fra ministero (allora guidato da Lunardi), Regione Veneto, Friuli Venezia Giulia e Anas.

A tal fine è stato dato incarico all'Anas di svolgere uno studio di fattibilità in­sieme alle due Regioni per verificare in che misura potrebbe essere possibile il pedaggiamento della tratta e dunque quali potrebbero essere i conseguenti oneri finanziari per la realizzazione. Un'analisi che sarà dunque fondamentale per definire il futuro di questa infrastruttura già inserita peraltro nella programmazione nazionale con il Dpf dello scorso anno e sulla quale il Friuli Venezia Giulia ha comunque confermato il suo interesse. Senza contare che anche il Bellunese guarda con favore al collegamento che consentirebbe di dare uno sbocco al vecchio progetto della Venezia-Monaco e al collegamento con l'Austria ora «arenato» a Pian di Vedoia.

Di Pietro negli incontri di ieri a Trieste si è anche soffermato sul Passante di Mestre definendolo «una priorità che non può subire un giorno di ritardo». Secondo il ministro, però, «occorre rivedere alcune clausole proposte per l'intesa con il governo». Sulla questione ha così reso noto che ci sarà un incontro il prossimo 4 ottobre a Roma. Per quella data, Di Pietro ha auspicato che si arrivi ad una soluzione «che impegni i gestori a realizzare l'opera e le parti a trovare una soluzione più equa nei rispetti del consumatore. I lavori stanno andando avanti e - ha comunque ag­giunto - saranno realizzati nei tempi previsti».

 

Messaggero Veneto   17.09.2006

“Infrastrutture per l’euroregione e collegamento Carnia-Belluno”

PORDENONE. Dare corso all’accordo di programma tra Friuli e Veneto per realizzare la connessione tra l’autostrada A27 e l’A23 Alpe Adria, attraverso il traforo della Ma uria, rilanciando in questo modo due aree depresse demograficamente ed economicamente quali la Carnia e il Bellunese. E’ la sollecitazione che il presidente Illy ha lanciato in occasione del taglio del nastro di ieri. Rilanciato anche il progetto dell’Euroregione che, come ha detto Illy, ha bisogno di infrastrutture per essere concretizzato.

 

 

Messaggero Veneto   07.09.2006

L’inutile Nucleare di Dario Predonzan

…Per le infrastrutture, invece, Tondo propone a tutte le istituzioni pubbliche di firmare un “protocollo per il quale tutte le risorse (pubbliche, ndr)…destinate ai comparti produttivi e le risorse derivanti dal gettito Irap vengano utilizzate prioritariamente per la realizzazione di infrastrutture strategiche concordate con le categorie economiche”. Qualcosa è cambiato, nel mondo politico, senza che nessuno se ne accorgesse: pare infatti che ora la realizzazione di infrastrutture “strategiche” sia materia da decidere trattando con le categorie economiche. Fino a ieri era invece questione da definire –sulla base di approfonditi studi e analisi tecniche- mediante piani e programmi elaborati secondo procedure a evidenza pubblica e sotto la responsabilità esclusiva degli enti competenti, per capire cosa serve davvero, cosa ci si può permettere e cosa invece è meglio non fare perché non è sostenibile dal territorio e dall’ambiente. Vecchiume, pare. Ora quel che conta sono le categorie, agli altri cittadini (la maggioranza) spetta soltanto di pagare il conto…

…Tondo non è, a onor del vero, l’unico a pensarla così: come si spiegherebbe altrimenti, per esempio, la volontà concorde di Illy e del centro-destra a favore dell’autostrada Carnia-Cadore von annesso tunnel sotto la Mauria?

 

 

Corriere delle Alpi  02.08.2006

Il presidente di Autostrade «La A27 deve proseguire»

di Francesco Dal Mas

CORTINA. La variante di Cortina? «Ovviamente farà. Anche perché la valutazione di impatto ambientale è di competenza della Regione». Parola del governatore Giancarlo Galan, come l'ha riferita il suo portavoce Franco Miracco nel convegno di ieri sera a «Cortina Incontra», tra gli altri con il presidente di Autostrade Spa, Gian Maria Gros-Pietro, e il segretario aggiunto della Cisl, Pierpaolo Baretta. «La variante di Cortina non è dì nostra competenza, bisogna rivolgersi al ministro» ha consigliato proprio Gros-Pietro. «Ma noi abbiamo tutti i poteri per andare avanti ha puntualìzzato il portavoce di Galan -. L'importante è che gli amministratori di Cortina ci seguano su questa strada». Gros-Pietro ha invece competenza sulla A27. «So che proseguirà fino a Macchietto, ma noi, come società Autostrade, siamo pronti ad andare avanti. Mi consta che ci sia anche uno studio». E mentre Franco Miracco ha proposto, a nome del governatore Galan il potenziamento della ferrovia Venezia-Calalzo-Cortìna, il sindacalista Baretta ha lanciato l'idea di una manifestazione pubblica síndacato-Confindustria a sostegno delle grandi opere.

Presidente Gros-Pietro, dunque lei è favorevole al proseguimento dell'A27.

«Sì. L'autostrada si ferma a Macchietto. Sarà il territorio, poi, a dirci come dobbiamo proseguire. Ogni autostrada ha a che vedere con un bene esauribile, il bene-territorio e dev'essere il territorio pertanto a decidere. A noi spetta realizzare ciò che le istituzioni decidono».

Il Governo dice che non ci sono risorse per fare tutte le grandi opere.

«Lo scorso governo ha stilato con grande entusiasmo una lista di 200 opere. Questo governo e questa maggioranza sembrano avere la consapevolezza che non tutte sono possibili e che è necessario scegliere. E quindi dobbiamo scegliere bene perché non è possibile farle tutte».

Si fa un gran discutere, a Nordest, del possibile polo autostrade. La preoccupa questa prospettiva?

«Credo che i Poli autostradali siano una cosa buona, sono pertanto favorevole. In Francia hanno appena fatto le privatizzazioni e quindi lo Stato attraverso le privatizzazioni ha modellato il settore autostradale come riteneva meglio. Questo è il settore di più recente formazione in Francia dove hanno 8 mila chilometri di autostrade, quindi è il primo paese europeo, l'Italia è il secondo con circa 6 mila chilometri. d'autostrada. In Francia ci sono solo tre poli. Io credo che l'Italia non sbaglierebbe se si muovesse in questa dìrezione».

Talune opere, come il collegamento tra la A27 e l'A23 potrebbero essere realizzate attraverso future concessioni regionali. Regionalizzazione proposta in questi giorni da Formigoni. Lei come valuta questa prospettiva?

«Non cederemo sicuramente le nostre concessioni. Se la proposta di Formigoni va intesa nel senso che la Regione diventi ente concedente in luogo dello Stato, noi non abbiamo niente da dire, per noi che il concedente sia l'Anas o la Regione non fa nessuna differenza purché siano chiarì i termini. Se, invece, la Regione volesse diventare, oltre che concedente, anche concessionaria di autostrade, si troverebbe in una situazione di conflitto di interesse e di confusione. E comunque noi non siamo orientati a cedere le nostre concessioni. Noi siamo una società autostradale che vuole in vestire non vendere».

Passi indietro sulla strada della fusione Autostrade-Abertis?

«Nessun passo indietro. Questa operazione all'inizio ha suscitato ostilità a motivo del particolare periodo in cui é capitata. E' capitata in quel periodo per ragioni industriali, e non è stato un periodo propizio Però allora era il 23 di aprile, sono passati tre mesi e mezzo e quindi il periodo ormai non conta più».

Condivide l'ottimismo dell'Anas sulla chiusura del quinto atto aggiuntivo alla concessione dopo la fusione Autostrade-Abertìs?

«Noi siamo stati sempre ottimisti, l'Anas, invece, è stata sempre molto cauto nell'esprimersi. Questa espressione così positiva da parte del nuovo vertice dell'Anas non può che farci piacere perché vuol dire che stiamo lavorando nella stessa direzione».

 

 

La Vita Cattolica   22.07.2006

Autostrada per la Carnia

«Basta autostrade» afferma Illy. Il riferimento è anche al discusso collegamento tra l’A23 e l’A27, da Amaro a Macchietto, in Cadore. «Esattamente –risponde Illy- . Non c’è bisogno di un’autostrada, basta una semplice strada a una corsia di andata  e a una di ritorno, come la Cimpello-Sequals. Ovviamente con il traforo della Mauria». Ma l’Anas ha progettato un’autostrada, proviamo ad obiettare. «Vorrà dire che ci rivolgeremo ad altre compagini autostradali, a cominciare da Autovie».

 

 

Corriere delle Alpi  20.07.2006

«Basterà una superstrada»

Illy torna sul collegamento tra Carnia e Cadore

di Francesco Dal Mas

BELLUNO. Chi si rivede? L'autostrada Macchietto-Amaro. Anzi no. Secondo il presidente della regione Friuli-Venezia Giulia, Riccardo Illy, in montagna non si dovranno più fare autostrade.

Dunque? «Nessun problema», rassicura Carnia e Cadore il governatore del Fvg, «realizzeremo una strada a due corsie». Si badi, una corsia di andata e una di ritorno. Nessuna corsia supplementare, neanche per il soccorso.

Il modello c'è già: la Cimpello-Sequals, in provincia di Pordenone. E' una direttissima, dall'autostrada A28 verso la pedemontana friulana; proseguirà presto verso Gemona. Diciamo subito che i sorpassi sono difficili, ma la velocità da tenere è alta. Per la montagna è più che sufficiente, secondo IIly.

E potrebbe non avere tutti i torti, considerato che questo tipo di arteria ha pochi ingressi e poche uscite. E uscite ed ingressi sono come quelli autostradali. II pericolo d'incidenti, dunque, è scarso. «Una strada del genere costa relativamente poco ed è poco impattante», per IIly. Ovviamente sarà fatto anche il traforo della Mauria.

II presidente ne ha parlato ieri ad Amaro. IIly ha visto il progetto previsto dall'ex commissario Mainardi e dall'Anas. Prospettava, appunto, un'autostrada. «Era solo un suggerimento», fa notare Illy. Che fa anche intendere: mancano le risorse per realizzare l'arteria così come da progetto. Ma Autostrade ed Anas hanno obiettato, ancora l'anno scorso, che una superstrada non è affatto conveniente. Mancherebbe, tra l'altro, il presupposto del pedaggio. «Viene meno la disponibilità di talune compagini autostradali? Vorrà dire che ne troveremo delle al­tre». Chi? «Autovie, ad esempio».

Ancora ieri, comunque, il presidente della Camera di Commercio di Belluno, Paolo Terribile, insisteva sul collegamento autostradale. «La nuova arteria autostradale, grazie alla riduzione dei tempi di percorrenza, consentirebbe di incrementare i flussi turistici e di imprimere un nuovo sviluppo alle attività imprenditoriali, in particolare verso l'Est Europa», spiegava Terribile, assicurando che avrebbe sostenuto la sua tesi anche in sede di consiglio d'amministrazione di Transpadana (Comitato promotore della direttrice ferroviaria europea) nel quale è stato nominato, per il triennio 2006/2009, in rappresentanza dell'Unione delle Camere di Commercio del Veneto.

«Ai turisti è sufficiente anche una strada veloce», ha osservato, sempre ieri, il presidente Illy.

 

 

Il Gazzettino  16.07.2006

A27-A23, Illy ripropone il progetto a Prodi

Il governatore del Friuli non molla sulla necessità di collegare i due tronchi autostradali

Il collegamento A27-A23 Udine-Tarvisio, al quale il centrosinistra bellunese sembra guardare con diffidenza nonostante da decenni il mondo produttivo reclami uno sbocco a nord, arriva sul tavolo del nuovo governo di Romano Prodi. A sottoporlo all'attenzione del nuovo esecutivo romano è stato proprio il governatore del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy, da sempre acceso sostenitore di quest'asse che attraverso il Centro Cadore e la Mauria collegherebbe i due tronchi autostradali Venezia-Pian di Vedoia e Udine-Tolmezzo. Secondo il presidente della Regione autonoma, l'asse diventerebbe strategico anche per risollevare le sorti di una delle aree più depresse del Friuli, la Carnia.

Nato sotto la regia dell'ormai ex commissario straordinario per le grandi opere del Nordest, Bortolo Mainardi, il progetto si era cristallizzato ancora nell'aprile 2004 in un Protocollo d'intesa firmato a Gorizia tra il presidente Illy, quello del Veneto, Giancarlo Galan, l'allora ministro pel le infrastrutture Pietro Lunardi e il presidente dell'Anas. Un'azione bipartisan che ha sdoganato l'opera da possibili marchiature politiche. Ma che a riproporla sia un governatore di centrosinistra appare una garanzia in più dopo il cambio a Palazzo Chigi.

«Ho avuto notizia in queste ore - spiega Mainardi - che Illy ha riproposto al governo Prodi il protocollo d'intesa per la realizzazione del collegamento autostradale tra la A27 e la A23, dimostrando così di crederci fino in fondo. Non resta che sperare che Prodi possa inserirlo nella sua programmazione. Un' idea innovativa - la definisce Mainardi - che resta la soluzione più probabile per agganciarci all'Europa. La possiamo chiamare la nuova Venezia­Monaco. Un'opera strategica che lo stesso governatore Illy ha voluto riproporre al governo Prodi, dimostrando di crederci. È stato un patto laico tra diverse amministrazioni a dimostrazione di come le infrastrutture non debbano avere colore politico».

Il Protocollo definisce «strategica per il governo italiano» la nuova arteria stradale, mettendo d'accordo per la prima volta enti locali e governo su un tema che divideva da oltre trent'anni.

Il progetto gode già di uno studio di fattibilità che disegna il tracciato e definisce i costi.  Lauredana Marsiglia

 

 

Alto Friuli   06.2006

Autostrada Carnia-Cadore, il "no" del comitato

(gg) Nasce per iniziativa di 12 persone dei comuni di forni di Sopra, Forni di Sotto, Ampezzo e Socchieve il Comitato "Per Altre Strade" P.A.S. che si prefigge «la mobilitazione delle popolazioni dell'alto e medio Tagliamento allo scopo di riconsiderare criticamente i parametri che stanno alla base di un'idea di sviluppo che consuma il territorio anzichè conservarlo e valorizzarlo». Il Comitato vuole pure «opporsi all'idea superata di una crescita che espropria la gente della propria terra, dell'aria, e dell'acqua. Beni questi, essenziali alla sopravvivenza e non merci indennizzabili e di proporre modelli di sviluppo alternativi che possano valorizzare l'immenso patrimonio naturale della vallata, allo scopo di trasmetterlo nella sua interezza alle future generazioni e renderlo fonte di economia e benessere per i suoi abitanti». Per raggiungere il proprio scopo, il Comitato raccoglierà informazioni e documenti in merito a qualunque progetto interessante la vallata, in particolare tutto ciò che riguarda la viabilità, gestione dell'ambiente naturale e delle risorse ambientali e prospettive di sviluppo turistico, organizzando dibattiti fra la popolazione e con le amministrazioni pubbliche. Un tanto è stato sancito in una riunione tenutasi recentemente a Forni di Sotto, dove è stata pure fissata una priorità operativa: la sensibilizzazione della popolazione della valle del Tagliamento sul tema del progetto di collegamento autostradale fra la A23 e la A27 che dovrebbe unire la Carnia al Bellunese transitando per il tunnel del Passo della Mauria.

 

 

La Vita Cattolica   06.2006

Sospesa l’autostrada

Meglio la ferrovia da Calalzo per Cortina e Dobbiamo che l’autostrada dal Cadore alla Carnia. Con questa posizione rappresenta a Bortolo Mainardi, commissario dell’autostrada, il presidente della provincia di Belluno, Sergio Reolon, ha di fatto stoppato l’iter progettuale del collegamento tra l’A23 e l’A27, attraverso il traforo del passo della Ma uria. Un collegamento atteso soprattutto dagli operatori economici, in particolare dalle associazioni industriali. Al governo della provincia di Belluno c’è il centrosinistra. Il governo regionale che ha sottoscritto col ministro Lunari e con il governatore veneto Galan l’impegno per la direttrice è quello di Riccardi Illy, quindi dello stesso segno politico.

 

 

Il Gazzettino   14.05.2006 

CARNIA Un nuovo comitato

(fs) Da un paio di mesi ci stanno ragionando e ora si costituiranno ufficialmente in un nuovo comitato. Il motivo del riunirsi, dell'informarsi e dell'opporsi è questa volta il progetto dell'autostrada Carnia-Cadore, sul quale si è concentrata l'attenzione di un gruppo di persone tra Forni di Sopra, Forni di Sotto, Ampezzo e Socchieve. Per ora sono una dozzina e  hanno suscitato l'interessamento del comitato Insieme per il Tagliamento nonchè del comitato per la tutela delle acque del bacino del       Tagliamento. Anche i  rappresentanti di questi sodalizi saranno presenti domani alle 17 al bar alla Genzianella di Forni di Sotto per la costituzione      ufficiale del nuovo comitato, che si chiamerà Pas, acronimo dell'indicativa espressione Per Altre Strade. «L'organismo cui intendiamo dar vita­ -spiegano alcuni esponenti­-  è di tipo assolutamente spontaneo ed apolitico. Sì tratterà di un comitato di difesa ambientale della Val Tagliamento».

 

 

Messaggero Veneto   11.05.2006

“Pensiamo al territorio prima di realizzare una nuova autostrada”

CAVAZZO. «Non ci sono solo gli interessi degli industriali: prima di parlare di autostrada in Carnia occorre interessare le amministrazioni locali e vagliare tutti gli interessi del territorio». Rimarca così Iuri Dario, primo cittadino di Cavazzo Carnico, il suo "no" all'autostrada che dovrebbe congiungere la A 27 con la A 23 lungo la valle del Tagliamento. «Apprendiamo -dichiara Dario-con stupore dalla stampa che i progetti per il collegamento autostradale fra Amaro e Longarone stanno andando avanti». Le perplessità derivano dal fatto che, nonostante le opposizioni avanzate da alcune amministrazioni comunali al progetto, queste non sarebbero coinvolte nell'individuazione della direttiva che l'infrastruttura dovrebbe seguire, se non addirittura se sia o meno il caso di costruirla. «Si parlava di tre progetti -prosegue il sindaco- ma da informazioni che ho potuto raccogliere personalmente e direttamente, dei tre progetti previsti dal progetto di fattibilità dell'Anas, si starebbe lavorando solo su uno. Quello che costa meno, ma con un impatto ambientale maggiore per le valli e le comunità attraversate». Dario spiega che lo studio incaricato, lo Studio Zollet di Santa Giustina nel bellunese, sta lavorando al progetto che prevede due svincoli, a pochi chilometri uno dall'altro, a Preone e a Cavazzo Carnico «Si parla di svincoli di Amaro. Quello della A23 esiste già, ma quello nuovo sarebbe costruito tutto in territorio di Cavazzo Carnico, in piena zona agricola. Quindi ci si dovrebbe colle­gare con quello di Amaro, attraversando tutta la campagna del mio Comune». Un impatto devastante per il territorio, secondo il primo cittadino. L'autostrada, se­condo i progetto che il sindaco dice di avere visionato, prevederebbe l'attraversamento della zona agricola della piana vicino a Tolmezzo sino alla chiesetta di San Rocco, sulla destra orografica del fiume Tagliamento. «Hanno scelto la soluzione che costa meno -conclude Dario- senza interessare le comunità che la di­rettrice attraversa. Non si può calare dall'alto infrastrutture insostenibili per il territorio». Gino Grillo

   

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Corriere delle Alpi  10.05.2006

Fiduciosi gli industriali friulani

«Carnia-Cadore, si farà il collegamento in autostrada»

BELLUNO. Il treno per Cortina anziché l'autostrada per il Cadore? Gli industriali friulani si sono allarmati quanto l'ipotesi è stata rilanciata dal presidente della Provincia di Belluno, Sergio Reolon. Ed eccoli di nuovo in campo, per ribadire che l'autostrada si farà. Ovvero, che l'A23 sarà collegata con l'A27 attraverso il traforo della Mauria. «Dopo le opportune verifiche - dice Nicola Plazzotta, capodelegazione di Tolmezzo dell'Associazione fra gli industriali della provincia di Udine - abbiamo avuto la conferma sia dall'assessore regionale Sonego, sia dal commissario straordinario per le opere strategiche Mainardi, che nulla è cambiato nella strategia di potenziamento infrastrutturale tra la Carnia e il Cadore». Eppure, solo tre mesi fa, a Pordenone, Sonego e Mainardi avevano detto che non c'erano le risorse per completare l'A27, salvo poi correggersi; almeno l'ha fatto Sonego, assessore Ds che con forza si batte per le infrastrutture in Friuli. «Il futuro collegamento autostradale tra il Cadore e la Carnia resta un'opera strategica nel quadro socio-economico di queste realtà territoriali, inserito nei programmi strategici delle Regioni Veneto, Friuli-Venezia Giulia e dell'Anas», affermano gli imprenditori friulani.

«Le conferme ufficiali - ribadisce Plazzotta - sono motivo di sollievo per gli industriali carnici, che vedono in quest'opera un motivo di rilancio dell'intera vita socio-economica del territorio, ben consci del fatto che lo sviluppo si può coniugare solo con una efficiente rete stradale per lo spostamento delle persone e delle merci».

Al di là della presa d'atto, però, gli industriali di Tolmezzo «si augurano che vengano velocemente reperiti i finanziamenti per cominciare una progettazione che si dovrà confrontare con le esigenze delle comunità locali e dell'ambiente, in modo da arrivare a una soluzione costruttiva il meno impattante possibile e soprattutto condivisa dai comuni che saranno attraversati dall'autostrada». (F.D.M.)

 

 

Messaggero Veneto   10.05.2006

“La Carnia-Cadore è strategica”

Gli industriali confermano la validità dell’opera. Il collegamento fra autostrade rilancerà tutto il territorio

TOLMEZZO.  «Il nuovo futuro collegamento autostradale tra il Cadore e la Carnia resta un'opera strategica nel quadro socio-economico di queste realtà territoriali, inserito nei programmi strategici delle regioni Veneto, Friuli-Venezia Giulia e dell'Anas». Si può sintetizzare con questa frase la smentita, da parte degli industriali della Carnia, circa il presunto disinteresse che si sarebbe manifestato al collegamento.

Circa la realizzazione di una viabilità di livello superiore tesa a collegare Longarone e l'autostrada A27 con Tolmezzo e la A23 attraverso il futuro traforo del Passo della Mauria, interviene Nicola Plazzotta, capodelegazione di Tolmezzo dell'Associazione degli industriali della provincia di Udine. Plazzotta nelle scorse settimane si era allarmato, e non poco, nel leggere sulla stampa locale che da Venezia sarebbe stato più comodo ed eco-compatibile raggiungere Cortina in treno, preferendo quest'ultima direttrice a discapito di quella autostradale verso la valle del Tagliamento. «Dopo le opportune verifiche -continua il capodelegazione degli industriali - abbiamo avuto la conferma sia dall'assessore regionale alle infrastrutture Sonego, sia dal commissario straordinario per le opere strategiche Mainardi, che nulla è cambiato nella strategia di potenziamento infrastrutturale tra la Carnia ed il Cadore». Queste conferme ufficiali sono motivo di sollievo per gli industriali carnici, che vedono in quest'opera un motivo di rilancio dell'intera vita socio-economica del territorio, ben consci del fatto che lo sviluppo si può coniugare solo con una efficiente rete stradale per lo spostamento delle persone e delle merci. Gli industriali della delegazione assindustria di Tolmezzo si augurano ora che vengano velocemente reperiti i finanziamenti per cominciare una progettazione che si dovrà necessariamente confrontare con le esigenze delle comunità locali e dell'ambiente, in modo da arrivare ad una soluzione costruttiva il meno impattante possibile e soprattutto condivisa dai comuni che saranno attraversati dall'autostrada. La nuova autostrada, che dovrebbe avere un costo di 2,2 miliardi di euro, sarà divisa in tre tronconi della lunghezza di 85 chilometri, da Pian di Vedoia, alle porte di Longarone nella valle del Piave, ad Amaro e allo svincolo dell' A23 ad Amaro. Nello studio sono state prese in considerazione diverse ipotesi di tracciato, anche se alla fine almeno nella valle del Piave (22Km), l'unica alternativa possibile per non pregiudicare il delicato ecosistema è quella di un percorso per gran parte in galleria (12Km) sulla sinistra Piave. Poi il passaggio in Friuli sotto la Mauria (in quel tratto ben 18 chilometri di tun­nel) e lo sbocco in vai Tagliamento. Lo studio per i restanti 40 chilometri ha lasciato aperte tre ipotesi, anche se quella meno impattante sembra essere quella di un tracciato sulla destra del Tagliamento (12 km di galleria).

 

 

UdineEconomia  05. 2006

Autostrada Carnia-Cadore   Opera strategica

l futuro collegamento autostradale tra il Cadore e la Carnia resta un’opera  strategica nel quadro socioeconomico di queste realtà  territoriali, inserito nei programmi strategici delle regioni Veneto,Friuli-Venezia  Giulia e dell’Anas”.  Si può sintetizzare con  questa frase la smentita  circa il presunto disinteresse che si sarebbe manifestato verso la costruzione  di una viabilità di livello  superiore tesa a collegare Longarone e l’A/27 con Tolmezzo e l’A/23 attraverso  il futuro traforo del Passo della Mauria: ne dà comunicazione Nicola Plazzotta,  capodelegazione di Tolmezzo dell’Associazione  degli Industriali della provincia di Udine, che nelle scorse settimane si era non  poco allarmato nel leggere  sulla stampa locale che da  Venezia sarebbe stato più comodo ed eco-compatibile  raggiungere Cortina in  treno, preferendo quest’ultima direttrice a discapito  di quella autostradale  verso la valle del Tagliamento.  “Dopo le opportune verifiche” – continua Plazzotta  – “abbiamo avuto la conferma sia dall’assessore regionale alle infrastrutture  Sonego, che dal commissario straordinario per le  opere strategiche Mainardi,  che nulla è cambiato nella  strategia di potenziamento  infrastrutturale tra la  Carnia ed il Cadore”.  Queste conferme ufficiali  sono motivo di sollievo per  gli industriali carnici, che vedono in quest’opera un  motivo di rilancio dell’intera vita socio-economica  del territorio,ben consci del  fatto che lo sviluppo si può  coniugare solo con una efficiente rete stradale per lo  spostamento delle persone  e delle merci.  Gli industriali della Delegazione Assindustria di Tolmezzo si augurano ora che vengano velocemente reperiti i finanziamenti  per cominciare una progettazione che si dovrà necessariamente confrontare  con le esigenze delle comunità locali e dell’ambiente,  in modo da arrivare ad  una soluzione costruttiva il meno impattante possibile e soprattutto condivisa dai comuni che saranno attraversati dall’autostrada.

 

 

Corriere delle Alpi  22.04.2006

Gli imprenditori chiedono la Carnia-Cadore

L’autostrada importante per l’economia. Scettico Reolon: «Davvero necessaria?»

BELLUNO. Chi si rivede? Il collegamento autostradale Cadore-Carnia. Per gli industriali bellunesi passa anche di qui la capacità attrattiva di investimenti industriali ai piedi delle Dolomiti. «L'autostrada si farà, non oggi, ma sicuramente domani» promette Lodovico Sonego, assessore ai trasporti della Regione Friuli-Venezia Giulia. «Ci vogliono ingenti risorse. Ad allungare i tempi la concertazione, necessaria per un'opera delicata per la compatibilità ambientale». Qualche tempo fa Sonego e il commissario straordinario Mainardi sembravano aver recitato il "de profúndis".

«In verità le difficoltà non mancano, anzi purtroppo questa sarà l'ultima delle grandi opere a Nordest. Dicevamo allora che l'autostrada non era da mettere in conto in tempi brevi. Però resta ancora ferma la volontà politica di realizzarla».

Sergio Reolon, presidente della Provincia di Belluno, il più scettico nei confronti di questa nuova arteria, considerata un'alternativa al prolungamento della ferrovia da Calalzo, non si dimostra sorpreso. «Ho parlato recentemente con Sonego e anche con gli industriali, ho pure scritto al presidente della Provincia di Udine, Strassoldo. A Sonego ho detto che un'opera come questa, così complessa, così impattante e così costosa va preliminarmente discussa con il territorio, cioè con tutte le sue espressioni istituzionali. Non basta farci vedere i progetti quando saranno pronti e farsi dire se un casello va bene dov'è stato disegnato oppure va spostato».

Non solo. «La capacità d'attrazione della provincia» chiede Reolon «ha bisogno davvero di un intervento così ciclopico, che magari interessa soltanto un'area del Bellunese, o non è più opportuno metter mano alla rete viaria e, soprattutto, a quella ferroviaria? In attesa, comunque, della futura autostrada (dieci anni? ancora pochi), la competitività dell'industria bellunese ha necessità, anzi urgenza di interventi molto più rapidi».

Ed ecco la proposta che, accanto al nuovo ufficio per lo sviluppo strategico, l'amministrazione provinciale avanzerà con la prossima variazione di bilancio: una quota di fondi, a disposizione soprattutto delle piccole aziende perché trovino l'opportunità di aggregarsi, quanto meno di convenzionarsi, in modo da reggere meglio sui mercati. «Sarà solo un'azione di supporto ad una più vasta operazione di sensibilizzazione» anticipa Reolon, «Sarà il nostro ufficio a fare "marketing" proponendo in giro per l'Italia e finanche all'estero tutta una serie di convenienze per gli imprenditori che qui vorranno investire».

Una di queste convenienze il presidente della Provincia la indica nella "coesione sociale". «Qui è più alta che in ogni altra parte del Nordest», sottolinea. Come dire: pochi scioperi. Ma anche la qualità del lavoro è assicurata in misura di gran lunga maggiore a Belluno, piuttosto che in altre plaghe del Nordest. «Disponiamo di lavoratori professionalizzati, dí alta qualità. Le aziende che altrove non li trovano, quassù avranno la ricerca facile».

L'ufficio strategico della Provincia provvederà a tutto questo: sarà in grado, cioè, di rispondere «a qualsiasi esigenza abbia un'impresa rispetto all'insediamento in un ambiente» insiste Reolon «dove la vita è più facile. E pure più bella».  Francesco Dal Mas

 

 

Corriere delle Alpi  10.03.2006

«Belluno non scommette sull'autostrada»

Dal Friuli arrivano tante critiche «Non volete il collegamento con l'A23»

di Francesco Dal Mas

BELLUNO. Per una "piccola incompiuta" che va a completarsi, l'A28 da Portogruaro a Conegliano, resterà tale, invece, la "grande incompiuta", l'A27. Sono bastate poche battute di Lodovico Sonego, assessore regionale alle infrastrutture del Friuli Venezia Giulia, e di Bortolo Mainardi, commissario straordinario alle grandi opere a Nordest, per materializzare questa conclusione al termine del vertice a Pordenone sull'A28. «I bellunesi non la vogliono», hanno detto.

«II collegamento autostradale A27-A23? Non lo si farà mai», ha risposto Sonego al cronista che gli chiedeva di commentare i dubbi dei bellunesi.

Sonego ha aggiunto un sorriso ironico, facendo capire che a non volere il collegamento non è il Friuli-Venezia Giulia, tanto meno il suo governo di Centrosinistra (l'assessore è Ds), quanto, appunto, Belluno.

Alla stessa domanda, Mainardi s'è quasi arrabbiato.

«L'autostrada non si farà», taglia corto. Poi aggiunge: «I turisti, come tutti sappiamo, vogliono arrivare sulle Dolomiti in treno, in tre ore da Venezia a Calalzo per ammirarsi prima la pianura, poi la collina e le montagne. E in un'altra ora da Calalzo a Cortina. Perché? Sono turisti ecologici».

«Ma questa è ironia», prova ad obiettare il cronista. «No, è soltanto la realtà. L'autostrada non la si farà perché c'è chi a Belluno non la vuole».

Nei giorni scorsi hanno già reagito, allo stop, gli imprenditori di Belluno. Adesso lo stanno facendo anche quelli di Udine, Pordenone e, soprattutto, Tolmezzo. Sonego, prima ancora che Mainardi, sembra rassegnato. Era stato proprio lui, insieme al presidente della Regione FriuliVenezia Giulia, Riccardo IIly, ad insistere perché il ministro Lunardi e il presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan, si fiondassero a Gorizia per sottoscrivere il protocollo d'intesa per collegare la Venezia-Monaco alla Udine-Vienna. Sono stati predisposti i primi studi progettuali. Ma di fronte alla somma enorme di risorse si sono materializzati i primi dubbi.

E' a questo punto che Sergio Reolon, presidente della Provincia, è sceso in campo per rilanciare con più forza la prospettiva della ferrovia.

II Friuli sembra intenzionato a tirare i remi in barca. Sonego non nasconde il suo disagio per gli eccessivi ostacoli che il Veneto frappone su questa e altre iniziative infrastrutturali. Al vertice di Pordenone, però, ha detto di riporre molte speranze nelle "capacità" e in particolare nel "decisionismo" del commissario Mainardi. Anzi, in quella sede il diessino Sonego non ha fatto mistero di sostenerlo apertamente. «Ci sta dando un aiuto enorme», ha detto. A margine dell'incontro sull'A28 ha fatto capolino, fra l'altro, un'indiscrezione. Al momento del rinnovo dell'incarico a Mainardi, voluto insistentemente dal vicepresidente Tremonti, pare che la Lega abbia fatto i salti mortali per avere al suo posto l'architetto Guido Dussin di San Vendemiano, già sindaco del Comune trevigiano, reduce da due legislature in Parlamento, dove è stato inviato con voto quasi "bulgaro" e ricandidato per la terza.

Ma come commenta le dichiarazioni di Pordenone il presidente della Provincia Reolon?

«Quindici giorni fa, spiega, ho scritto una lettera al presidente del Veneto Galan, al presidente del Friuli Illy, al presidente della Provincia di Udine Strassoldo. Ho chiesto loro un incontro per discutere del progetto e per conoscerlo, oltre che per individuare se è possibile un per­corso condiviso». La risposta, per ora, non è arrivata. D'altro canto c'è voluto un sacco di tempo per avere la risposta anche dal commissario Mainardi: «Nell'ottobre del 2004, dopo la mia elezione, avevo parlato con Mainardi chiedendo di vedere il progetto. Mi sembra il minimo, visto che il collegamento tra A27 e A23 è sul territorio della provincia di Belluno. Non si sono mai fatti vivi. Anzi, a dire il vero, alcuni mesi fa la Provincia, attraverso il suo assessore ai trasporti, ha inviato una lettera a Mainardi. E il commissario ha risposto di rivolgersi a Galan. Cosa che ho fatto, scrivendogli appunto due settimane fa».

 

“Progetto mai visto”

«Se non vedo il progetto non posso dire nulla. E finora il progetto non è mai stato presentato, nonostante le nostre richieste». E' la precisazione che fa Sergio Reolon.

«Voglio capire cosa si intende fare, quale è il vantaggio dell'opera e quali sono gli interventi di raccordo con la viabilità esistente. Insomma tutto quanto è contenuto nel progetto. Fino a che non ho visto il progetto non intendo pronunciarmi. Ma finora non sono riuscito a vederlo, nonostante lo abbia chiesto». Che in provincia sia stati sollevati dei dubbi per la realizzazione dell'opera, è ben noto. Per il suo costo, soprattutto e per l'impatto ambientale. La strada verso il Friuli aveva trovato però anche molti sostenitori.

 

 

L’Amico del Popolo  04.03.2006

Il Presidente della Provincia ha scritto a Galan, Illy e Strassoldo

Autostrada, Reolon chiede l'incontro

Primo obiettivo: capire se il raccordo con Tolmezzo serve davvero e a chi

Ci sono sviluppi sulla questione del proseguimento dell'autostrada fino a Tolmezzo. Questa volta si e mosso il presidente della Provincia Sergio Reolon con una lettera datata 20 febbraio, inviata ai presidenti delle Regioni Veneto e Friuli Giancarlo Galan e Riccardo Illy e al collega presidente della Provincia di Udine Marzio Strassoldo.

Poche righe ma significative, perché per la prima volta Palazzo Piloni si fa avanti e chiede di partecipare ai ragionamenti e agli incontri che sono in corso già da tempo, met­tendo da parte quello "stare alla finestra" che a molti appariva come una chiara volontà di snobbare la questione.

Nella lettera, il Presidente della Provincia di Belluno chiede a Galan. Illy e Strassoldo che sia avviato un confronto con le istituzioni dei territori interessati». Dal confronto Reolon si aspetta prima di  tutto una cosa: capire se il proseguimento dell'autostrada è davvero opportuno. Intende poi discutere del progetto e del tracciato «in modo da costituire un iter condiviso del quale le comunità locali siano pienamente partecipi».

Non ha cambiato idea, Reolon. Commentando la lettera ci conferma che secondo lui la vera grande sfida si gioca sulla ferrovia e sulla connessione di tutta in provincia alla "banda Iarga". <<perché è assurdo che la zona industriale di Paludi non abbia I'Adsl!», sbotta il Presidente. Che chiarisce: < Io non penso al tracciato del trenino delle Dolomiti ne a un treno per i pendolari. Penso a un treno che porti a Cortina i turisti che oggi atterrano a Venezia da tutto il mondo e che non monteranno mai su un pullman per mettersi in coda fino quassù. Deve essere un treno bello, veloce e con tutti i comfort, anche estetici.

Però Reolon non vuole proporre il treno in alternativa alla strada, de­sidera piuttosto capire quali potrebbero essere i reali costi e benefici del proseguimento dell'autostrada rispetto ad altre possibilità.

E anche capire se la realizzazione del proseguimento verso Tolmezzo comporterebbe untale drenaggio o di risorse da non permettere di affrontare altri problemi infrastrutturali, come la situazione della viabilità in valle del Boite.

Bortolo Mainardi, il commissario per le grandi opere nel Nordest, ha cercato di farlo capire in maniera "soft": il proseguimento dell'autostrada lo vuole l'Italia, è interesse nazionale (come dire: sel'Italia la vuole, la fa e basta). Allora è nostro interesse provinciale, sostiene Mainardi, quello di sedersi attorno a un tavolo e cercare di ricavarne tutti i vantaggi possibili, contribuendo a decidere come fare questa nuova strada.

A questo discorso dell'interesse nazionale Reolon ci crede proprio poco «<Ma chi l'ha detto? Vengano a spiegarmelo e ci crederò») e vorrà capire da Galan e Illy se il raccordo A27 e A23 è almeno di interesse per le due Regioni: «Se mi dicono di sì, va bene, allora vediamo come farla, perché io non sto dicendo che deve decidere Belluno se farla o non farla. Ma se mi dicono che serve in primo luogo ai Bellunesi, beh allora prima di dire di sì voglio vedere i progetti, i costi, i vantaggi. tanto più se viene fatta con i soldi pub­blici, che potrebbero servire ad altro».

 

 

Il Gazzettino  02.02.2006

Ambiente

Quell’autostrada per la Carnia

Ho letto le osservazioni fatte dal signor Pier Umberto Tolazzi sul declino della Carnia e concordo con alcuni suoi suggerimenti.

C'è tuttavia una contraddizione nel suo pensiero. Egli definisce uno sfregio per la valle del Bùt l'elettrodotto Pittini Fantoni, mentre all'autostrada Tolmezzo-Belluno, che è altrettanto devastante per la valle del Tagliamento, dà il suo appoggio. Due pesi e due misure? Quassù in Carnia anche i sassi hanno capito che la progettata autostrada non è stata pensata per gli interessi dei carnici e dei cadorini, per i quali sarebbe sufficiente il traforo della Mauria con l'allargamento e miglioramento dell'attuale statale.

È invece di dominio pubblico che questa autostrada è il frutto di un accordo fra Illy e Galan, presidenti del Friuli­Vg e Veneto. Ma è anche il risultato delle pressioni esercitate dal signor Messner e dalla sua lobby per portare più velocemente sulle Dolomiti i turisti dei paesi dell'Est.

Ora chi andrà più a sciare a Forni di Sopra, a Tarvisio, o sullo Zoncolan, quando in poco tempo si può arrivare sulle Dolomiti che sono tutt'altra cosa dalle nostre piste? Chi verrà più a respirare l'aria buona della Carnia quando sarà inquinata dagli scarichi di 32.000 veicoli? I nostri sin­daci sono allibiti.

È questo il futuro della Carnia: diventare una valle di transito? Che sviluppo ha portato l'autostrada nel Canal del Ferro dove i paesi continuano a morire? Dobbiamo permettere la devastazione delle nostre valli per gli interessi altrui?

E soprattutto, se i nostri amministratori regionali predicano ogni giorno che bisogna trasferire una buona parte del traffico di merci e passeggeri dalla strada alla rotaia, perché diamine finanziano e progettano nuove autostrade?  Remo Brunetti  Cavazzo Carnico

 

 

Il Gazzettino  01.02.2006

Udine

Cosa fare per far vivere la Carnia?

In un incontro a Collina di Forni Avoltri nei primi anni'70 il mio amico di Ovaro, l'architetto Luciano Di Sopra, che sarebbe divenuto famoso, prima com'estensore del piano di ricostruzione dopo il terremoto poi per i suoi interventi sulla stessa materia in Messico ed in Russia, fece quest'analisi sulla permanenza del presidio umano nella nostra montagna: «E' necessario offrire possibilità di lavoro remunerato alla nostra gente per far sì che possa restare in loco. Se così non sarà si avrà un primo trasferimento della popolazione dalle frazioni al capoluogo di ogni Comune. Quando questo fenomeno si sarà esaurito, il secondo esodo: partirà dai capoluoghi verso il fondo valle». Questa previsione si è, purtroppo, puntualmente avverata. Attualmente permane una forte concentrazione della popolazione carnica a Tolmezzo (pressoché satura) ed in tutta la zona industriale fra Amaro a Villa Santina. È facilmente prevedibile che la funzione commerciale e di servizi, che attualmente offre il capoluogo, sarebbe molto ridotta se venisse a diminuire ulteriormente ed in modo significativo; la popolazione delle vallate, come purtroppo si costata dagli ultimi dati. Tutti dicono, anche in pianura, che questo fenomeno dovrebbe essere arrestato, ma non s'interviene in modo risolutivo, perché i numeri che servono ai partiti alle elezioni sono concentrati nella pianura friulana. E' necessario però rilevare, che uno sforzo notevole per il turismo della montagna (è evidente agli occhi di tutti gli appassionati dello sci) è stato fatto dalla Giunta Regionale guidata dal tanto contestato (da Strassoldo e dai suoi amici di percorso) Illy. Lo Zoncolan sta diventando un paradiso dello sci, sarà dato il via in breve all'accordo per la costruzione della funivia da Pontebba al Pramollo, va avanti il progetto di collegamento fra Sella Nevea e Bovec. A Tarvisio si è ripristinato in tempi brevissimi la seggiovia del Lussari. Perché sono rimasti fermi questi progetti nella passata legislatura, quando alla guida della Giunta regionale c'era un carnico? Non è sufficiente, però, per la Carnia, il rilancio del turismo per far uscire le sue vallate dalla catastrofica situazione in cui si trovano, però si sta andando nella direzione giusta.

Il secondo passo è quello di bloccare lo sfregio che si vuole apportare alla valle del But ed a Tolmezzo con il progetto dell' elettrodotto aereo. Finalmente la Burgo Spa ha presentato un progetto interrato ed è in quella direzione che si dovrà ora andare. Fa bene la Comunità Montana della Carnia a promuovere la costituzione di una Società, aperta a tutte le realtà economiche del territorio, per il potenziamento della produzione di energia elettrica rinnovabile e per la distribuzione della stessa. A mio parere sarebbe bene estendere, oltre che alle società, anche ai privati cittadini la possibilità di aderirvi, creando un azionariato popolare fra i fruitori dei servizi, tenendo sempre presente che è necessario incrementare la produzione di energia "pulita", rispettando nel contempo le norme dettate dalle limitazioni di quantità prelevabili.

Il terzo passo, decisivo per la sopravvivenza della gente nei Comuni più distanti da Tolmezzo, è dotarsi di una viabilità adeguata ai tempi. Appoggio pertanto va dato alla realizzazione del collegamento autostradale fra Belluno e Carnia. È bene però presentare il progetto alla popolazione, che potrà, anzi dovrà, avanzare le sue proposte e costatare che esso prevede già ora il transito in galleria di circa il 50 per cento del percorso. Vorrei ricordare agli amici di Forni di Sopra che per raggiungere le piste di sci di Tarvisio occorrono 45 minuti, per lo Zoncolan 55, mentre per raggiungere la loro località, s'impiega, di domenica, come minimo un'ora e mezza. La Valle del But fa bene a sostenere la proposta, ora fatta propria anche dagli austriaci della valle del Gail, del traforo di Monte Croce Carnico. Chi sta peggio è senz'altro la Val Degano, in particolar modo nel tratto a monte di Comegliàns. Qui il tracciato è lo stesso degli anni '50/'60 ed è sconsolante costatare che ogni volta che si fanno dei lavori per rabberciare qualche cedimento, invece di raddrizzare le curve, queste sono accentuate, perché gli attuali "guard-rail" messi a norma ingombrano mag­giormente il tracciato stradale. Hanno ragione i Comitati e la Chiesa ad avanzare giuste proposte in merito alla Sanità, Gestione delle acque e del Territorio, Università. Certo la Carnia avrebbe altra forza se potesse trattare queste sue necessità da una posizione di forza, vale a dire come Provincia; purtroppo così non è e dobbiamo fare di forza virtù e rimboccarci le maniche appoggiando, finché non sarà realizzata la provincia della Carnia, la nostra Comunità Montana.  Pier Umberto Tolazzi  Segreteria Sdi provinciale Udine

 

 

Corriere delle Alpi  20.01.2006

«Prolungamento A27 e rotaia sono prioritari»

Da uno studio della Comunità montana salta fuori l'isolamento dei territori

di Andrea Bressan

CADORE. «Costante incremento del traffico su strada, parco veicolare numericamente inferiore alla media, una «lontananza» dai principali sbocchi viari che chiamano in causa il prolungamento dell'A27 e soprattutto della tratta ferroviaria Calalzo-Cortina-Dobbiaco»: questi i principali risultati dell'analisi intitolata «Infrastrutture di collegamento e mobilità» della Comunità montana del Centro Cadore, preludio all'intesa programmatica d'area.

Intesa programmatica d'area che illustra i principali progetti riguardanti il comprensorio altobellunese per i prossimi anni.

Tra i temi trattati, non potevano mancare importanti cenni a viabilità, traffico e conseguenti problematiche: posti «la limitata accessibilità nord-sud e un sistema di collegamenti che nelle altre direzioni risente della natura montuosa della zona», la Cm rileva come «l'incremento di traffico registrato negli ultimi anni su tutto il territorio nazionale trova riscontro anche nel Cadore centrale, a causa di un aumento del turismo di massa e della mobilità degli stessi residenti per gli spostamenti casa-lavoro-scuola-tempo libero, oltre che dell'incremento delle attività produttive». La prima sorpresa riguarda il parco veicolare in movimento nel comprensorio: «Nel 2002», rileva la Cm, «risulta pari a 13.376 veicoli, il 9% dell'intera provincia, con una media di 707 circolanti ogni 1.000 abitanti, dunque inferiore sia alla media provinciale che a quella regionale. Anche prendendo in considerazione le sole autovetture il quadro rimane il medesimo: ne risultano circolanti 10.293, pari ancora al 9% delle provinciali, con una media di 544 auto ogni 1.000 abitanti, di nuovo al di sotto delle medie bellunesi e venete».

Venendo al trasporto pubblico locale, «su gomma esso viene effettuato dalla Dolomitibus», precisa lo studio condotto dall'ente con sede a Cima Gogna di Auronzo, «mentre su ferro è costituito solo dalla linea ferroviaria che da Pieve arriva a Calalzo, una linea costruita per motivi militari nel 1912-1914, a binario unico e non elettrificata, che si svolge in un percorso in cui la velocità commerciale non riesce mai a superare i 50 km orari. Emerge dunque una netta preponderanza del trasporto privato, e su strada». Approfondendo la questione-infrastrutture, «si evidenzia una modesta, se non spesso del tutto assente integrazione tra le diverse «modalità», secondo la Cm, «e risulta inesistente il collegamento con gli aspetti della logistica, rendendo ancora più critico il problema della «lontananza» dell'area dai principali mercati di sbocco europei; rispetto ai «Corridoi» di valenza europea, la Regione Veneto è attraversata dall'I e dal V, mentre la Provincia di Belluno vi si affaccia senza esserne attraversata, e risulta dunque fondamentale, anche per il Cadore centrale, assicurare un buon collegamento dei territori attigui ai Corridoi».

Proprio in un tale contesto, «si inquadrano alcune infrastrutture programmate sul territorio», conclude la Cm, «come il prolungamento dell'autostrada A27 Venezia-Belluno da Pian di Vedoia a Caralte, prima di Perarolo, ma soprattutto il nuovo e auspicato collegamento ferroviario Calalzo-Cortina-Dobbiaco, per il quale la Regione Veneto ha elaborato il progetto preliminare».

 

 

Fondazione Nord Est (studi, ricerche, progetti)  18.01.2006

La bretella di collegamento tra A23 e A27

Un ulteriore progetto di interesse per la provincia di Pordenone prevede la realizzazione di un collegamento diretto tra l’autostrada A27 Mestre-Belluno e la A23 Udine-Carnia-Tarvisio. Il prolungamento della A27 da Longarone sino a Tolmezzo attraverso il passo della Mauria è una delle opere incluse nelle intese raggiunte in materia di infrastrutture tra il Governo, le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia e l’Anas. Di fatto, la A27 si prolungherebbe sino a Tai di Cadore e da lì si svilupperebbe una “bretella” che, grazie al traforo della Mauria, giungerebbe sino a Tolmezzo per connettersi alla A23. Un traforo all’altezza del Monte Rest, tra Socchieve e Tramonti di Sopra, dovrebbe poi permettere di collegare la nuova arteria anche con la Sequals-Gemona e unire in tal modo la Carnia alle zone montane della provincia di Pordenone. Il progetto punta in particolare alla creazione di un collegamento rapido ed efficiente tra la parte settentrionale della provincia di Belluno e la Carnia, entrambe aree oggi isolate dai grandi flussi di comunicazione, e alla loro integrazione nella direttrice trasversale che dall’Austria raggiunge il Veneto Orientale. Lo sviluppo di un sistema viario moderno lungo la direttrice sud-est si pone quale integrazione del quinto Corridoio paneuropeo a servizio del tessuto imprenditoriale delle province di Belluno, Pordenone e Udine. L’Anas ha già dato il via libera ad uno studio di fattibilità, che si articola in tre lotti: il primo per percorrere il Cadore, il secondo in galleria per arrivare in Carnia, il terzo per andare ad intercettare la A23 in direzione di Tarvisio. Il 50% del tracciato è previsto in galleria, l’8% su viadotti e il resto in sede. Le previsioni di traffico formulate indicano un passaggio di almeno 26 mila veicoli al giorno. La bretella di collegamento tra A23 e A27 consentirebbe una migliore distribuzione della mobilità tra i due valichi alpini del Brennero e di Tarvisio e pure la possibilità di creare un polo turistico montano che includa la Carnia e il Cadore. L’opera dovrebbe essere realizzata secondo i meccanismi del project financing e, tra i candidati, figura in primo luogo Autostrade S.p.A., se non altro per il fatto che la nuova bretella metterebbe in collegamento due tratti della rete che la società ha oggi in gestione. Il 14 ottobre 2005, presso la sede della Comunità Montana della Carnia, è stato presentato lo studio di fattibilità per il collegamento tra le due autostrade A23 (Palmanova-Tarvisio) e A27 (Venezia-Belluno) redatto dallo Studio Zollet di Belluno per conto dell’Anas. Il preventivo dei costi è di circa 2,2 milioni di euro e prevede la realizzazione di tre tronchi funzionali, che interessano 19 comuni, 8 veneti e 11 friulani, siti nelle province di Udine e Belluno. La metà del tracciato totale (85 km) verrebbe realizzata in galleria (42,6 km complessivi). Ulteriori 6,4 km si sviluppano mediante il ricorso viadotti, mentre gli svincoli previsti - qualora si decida che la nuova arteria debba assumere regime autostradale – sono sette. L’Assessorato ai Trasporti della Regione Friuli Venezia Giulia ha deciso di mettere lo studio a disposizione degli amministratori locali e di tutti i soggetti interessati, così da condividerne il più possibile i contenuti. In caso di consenso da parte delle parti in causa, il passo seguente dovrebbe consistere nella richiesta di inserire l’opera nella programmazione pluriennale dello Stato.

 

 

Corriere delle Alpi  13.01.2006

Tutti uniti per lo sbocco a nord

L’ appello al Governo degli industriali veneti e friulani

BELLUNO. Industriali veneti e friulani uniti per chiedere al Governo l'agognato sbocco a Nord.

«Si completi con urgenza l'iter procedurale che porta all'approvazione dell'opera strategica di completamento dell'A27 Alemagna fino al raccordo con l'A23 a Tolmezzo»: lo chiedono assieme le Associazioni industriali di Belluno, Pordenone, Treviso e Udine, che nei giorni scorsi hanno scritto al presidente del consiglio Silvio Berlusconi, al ministro delle Infrastrutture e trasporti e ai Governatori delle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia.

«L'intesa tra il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti e i presidenti delle Regioni del Veneto e del Friuli Venezia Giulia per il completamento della A27 Alemagna fino al raccordo con l'A23 a Tolmezzo, è per le nostre zone, assieme alle arterie complementari, una forte prospettiva di rilancio economico e sociale», scrivono nella lettera.

«Lo studio di fattibilità predisposto e l'inserimento di tale infrastruttura nel Dpef 2005 sono ulteriori e concreti passi in avanti che confortano e ci trovano in pieno accordo. Seguiamo con attivo interesse tale importante occasione di sviluppo e per tale spirito ci rivolgiamo a voi perché si continui con questa determinazione affinché ogni iter procedurale sia completato e, nella fattispecie, l'inserimento di questa Opera strategica acquisisca il parere della Conferenza unificata Stato-Regioni, l'approvazione del Cipe e il conseguente definitivo suggello nelle Intese quadro con le due Regioni».

Per Celeste Bortoluzzi, presidente di Assindustria Belluno, lo sbocco a nord è di fondamentale importanza in un momento di crisi come quello che il Paese, e il Nordest in particolare, sta attraversando: «Chiediamo da tempo lo sbocco verso nord ed è per questo che vediamo positivamente la convergenza fra le due Regioni», sottolinea. «Per Belluno, Udine e Pordenone significa garantire lo sviluppo in un'Europa a 25 di fasce montane che altrimenti rischiano l'isolamento, mentre per Treviso il collegamento A27-A23 rappresenta una importante arteria di scorrimento per la Pedemontana. Come imprenditori stiamo facendo la nostra parte, valutando attentamente anche la possibilità del project financing per il completamento di un'opera strategica per tutto il Nordest», conclude la disamina di Bortoluzzi.

 

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