Statuto
Art. 3
Finalità del Comitato P.A.S."Per Altre Strade"
-22 maggio 2006-
Il Comitato P.A.S. si prefigge di mobilitare le popolazioni dell'alto e medio
Tagliamento allo scopo di riconsiderare criticamente i parametri che stanno alla
base di un'idea di sviluppo che consuma il territorio anzichè conservarlo e
valorizzarlo, ovvero di:
opporsi all'idea superata di una crescita che espropria la
gente della terra, dell'aria, e dell'acqua. Beni questi, essenziali alla
sopravvivenza e non merci indennizzabili. Ed infine di
proporre modelli di sviluppo alternativi che possano
valorizzare l'immenso patrimonio naturale della vallata, allo scopo di
trasmetterlo nella sua interezza alle future generazioni e renderlo fonte di
economia e benessere per i suoi abitanti.
Carattere Associativo del comitato P.A.S. "Per Altre
Strade"
Per raggiungere tali finalità il Comitato si adopererà per:
a) raccogliere informazioni e documenti in merito a qualunque progetto
interessante la vallata, in particolare tutto ciò che riguarda la viabilità,
gestione dell'ambiente naturale, delle risorse ambientali e prospettive di
sviluppo turistico; si fa carico di intraprendere tutte le utili iniziative di
sensibilizzazione e lotta in difesa del fiume Tagliamento contro progetti, piani
ed interventi che ne minaccino le prerogative e peculiarità, ferma restando la
necessità di garantire alle Comunità rivierasche una prospettiva di crescita
della qualità della vita, e uno sviluppo culturale, sociale ed economico;
b) divulgare tali informazioni allo scopo di stimolare il dibattito e la
formulazione di idee e proposte da parte delle popolazioni. Per il
raggiungimento dei suddetti obiettivi il Comitato potrà organizzare mostre,
convegni, incontri, manifestazioni e ogni altro evento culturale;
c) sollecitare gli organi preposti ed in particolare le
Amministrazioni Pubbliche, a promuovere il dibattito e ad accogliere e sostenere
in tutte le sedi, le istanze della popolazione in merito alle scelte
fondamentali per il futuro della vallata e della sua gente;
d) curare ed approfondire proficuamente il collegamento con i comitati
e le varie realtà regionali e nazionali che si battono per una migliore
qualità della vita, contro la speculazione insita nelle grandi opere che si
vorrebbero realizzare a carico delle presenti e delle prossime generazioni, e
più in particolare per permettere alle popolazioni della montagna di poter
incidere sulle decisioni vitali che le riguardano.
Art. 4
Il COMITATO P.A.S. è un'organizzazione estranea ad ogni attività
politico-partitica, religiosa e razziale, non ha fini di lucro, intende
perseguire esclusivamente finalità di solidarietà sociale ed è fondata sulla
partecipazione attiva e volontaria dei suoi aderente.
I contenuti e la struttura dell'associazione sono democratici, basati su
principi solidaristici e consentono l'effettiva partecipazione degli aderenti
alla vita e alla attività dell'associazione.

Manifesto costitutivo del
movimento popolare
contro il prolungamento della
autostrada A27
I SOTTOSCRITTI CITTADINI
riunitisi nella saletta pubblica di Tai di Cadore il giorno lunedì 11 marzo 2002 alle ore 20.30
ESPRIMONO
forte preoccupazione per il susseguirsi delle informazioni che quotidianamente appaiono sulla stampa locale relative a progetti di grande viabilità (proseguimento A27), di realizzazione di nuovi elettrodotti, di riorganizzazione della sanità locale (per citare i più importanti).
Tali progetti, se realizzati, anziché un avanzamento economico e sociale, come propagandato, provocherebbero un indebolimento delle potenzialità naturali di sviluppo del Cadore e, di conseguenza, metterebbero a rischio la stessa permanenza sul loro territorio delle Comunità locali;
CONDIVIDONO
le seguenti valutazioni
- l’intera area del Cadore dal punto di vista geografico, storico e culturale presenta una propria specificità ed identità;
- la risorsa ambiente è un’importante opportunità di sviluppo economico complementare a quelle tradizionali a patto che siano conservate e valorizzate le aree di pregio storico e naturalistico;
- le arterie a scorrimento veloce come l’autostrada sono in contrasto con questa opportunità di sviluppo del Cadore perchè altro non farebbero che aumentare il traffico in transito, incentivare il turismo "mordi e fuggi", deturpare ulteriormente un ambiente alpino estremamente fragile e distogliere importanti risorse destinate, o da destinare, all’adeguamento dell’esistente;
- la volontà di realizzare uno sbocco a Nord con il proseguimento di una direttrice autostradale è finalizzato esclusivamente allo sviluppo ed agli interessi della pianura e costituirebbe un’ulteriore "colonizzazione" del nostro territorio;
- già nel passato la subordinazione agli interessi della pianura ha comportato la "colonizzazione" dell’acqua. I risvolti negativi di tale politica sono oggettivamente sotto gli occhi di tutti: impoverimento degli alvei, aumento del dissesto idrogeologico, realizzazione di bacini idrici che non tengono conto delle esigenze dell’economia turistica dell’Alto bellunese, ma solo delle esigenze produttive di altri (Consorzi irrigui della pianura);
- a necessità di garantire lo sviluppo del tessuto produttivo industriale del comprensorio del Cadore e la necessità di garantire il territorio sia da un punto di vista ambientale che produttivo-turistico può trovare una risposta adeguata nel miglioramento della rete viaria attuale con la realizzazione delle circonvallazione dei centri abitati (in particolare quelle di Longarone e Castellavazzo) e con il potenziamento e prolungamento della tratta ferroviaria Padova-Calalzo in direzione
Dobbiaco;
- è forte motivo di preoccupazione il fatto che il Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale dell’energia elettrica abbia approvato il Programma triennale di sviluppo della rete di linee elettriche per gli anni 2001 – 2003 che prevede la realizzazione di un nuovo collegamento alla rete austriaca (Cordignano- Lienz, di 180 Km.) con l’avvio degli studi italo- austriaci previsto per gennaio 2002 ;
- è forte motivo di preoccupazione che tale elettrodotto debba probabilmente passare per il Cadore, non si sa ancora con quale impatto ambientale, andando a costituire un’ulteriore servitù e vincolo del nostro territorio mettendo a rischio l’equilibrio ambientale e le potenzialità di sviluppo turistico tanto quanto la realizzazione dell’autostrada A27;
- il piano di riorganizzazione della sanità varato dalla Regione Veneto non tiene conto della specificità della montagna e, prevedendo un ridimensionamento dei servizi socio- sanitari in Cadore, penalizza ulteriormente la nostra area;
- stiamo assistendo da un lato ad un sempre maggiore sfruttamento del nostro territorio a vantaggio di altri e dall’altro ad una sempre maggiore riduzione dei servizi in Cadore;
PER QUANTO SOPRA
DICHIARANO
assoluta e ferma contrarietà
alla proposta di prolungare l’autostrada A27 anche solo costruendone un nuovo tratto fino a Rivalgo o Macchietto perché rappresenterebbe di fatto un uteriore stralcio della Venezia – Monaco aprendo la possibilità ad una sua prosecuzione
sulle problematiche sopra esposte
SI IMPEGNANO A
- Sensibilizzare la popolazione del Cadore (e non solo) organizzando occasioni di approfondimento e confronto;
- Stimolare le Amministrazioni locali e le organizzazioni politiche a livello locale, regionale e nazionale perché prendano coscienza della particolarità del Cadore e si impegnino in modo chiaro ed efficace a tutela del suo territorio e per un suo sviluppo condiviso e compatibile;
- Ricercare e Proporre idee per un modello di sviluppo compatibile con la delicata e pregiata area ambientale del Cadore sia in termini di mobilità generale sia in termini di utilizzo del territorio;
- Coordinarsi con altri comitati o gruppi di cittadini già esistenti che condividano le stesse finalità.
