ultime contraddizioni...
Messaggero Veneto GIOVEDÌ, 06 DICEMBRE 2007 - Pagina 6
– Economia –
La denuncia dell’Api: politica opposta da quella
auspicata dall’Unione europea
Stop della Francia ai treni dal Distretto della sedia:
altri 500 tir a ingolfare l’A4
di Renato D’Argenio
UDINE. Le Ferrovie francesi, il primo dicembre, hanno
interrotto il traffico di sedie e mobili dal distretto della sedia: non è più
conveniente. Una decisione che non soltanto penalizza dal punto di vista
economico le imprese, costrette a optare per il trasporto su gomma, ma che
contribuisce a ingolfare il traffico sulla A4, aggiungendo più di 500 Tir
l’anno sulle strade del Fvg.
Nei giorni scorsi la Sncf-Societé Nationale des Chemin de Fer
(le Ferrovie francesi) ha comunicato la decisione di interrompere dal primo
dicembre 2007 le spedizioni di sedie e mobili da San Giovanni al Natisone e
Cornuda (stazioni a servizio del Triangolo della Sedia) a varie destinazioni in
Francia – per lo più nella zona di Lione – poiché «non remunerative»,
disdicendo il relativo «contratto con Trenitalia Cargo».
Alla richiesta di Trenitalia di prorogare il contratto almeno
fino alla fine del 2007 e di fornire nuove quotazioni per il 2008 la Sncf ha
risposto negativamente, adducendo questa motivazione: «non siamo in grado di
produrre alcun tipo di quotazione per trasporti da effettuarsi oltre la scadenza
contrattuale».
«Questa decisione - spiega l'Associazione Piccole e Medie
Industrie di Udine - non riguarderebbe soltanto le spedizioni di sedie e di
arredo in genere, ma si estenderebbe alla generalità delle spedizioni
ferroviarie di beni destinati alla grande distribuzione in Francia. Si tratta -
spiega Bernardino Ceccarelli, vicepresidente del sodalizio friulano - di una
decisione molto grave, non solo perché penalizza il distretto della sedia e
buona parte della produzione italiana di beni di consumo durevoli destinati al
mercato transalpino, ma anche perché trasferisce dalla rotaia alla strada nuovi
volumi di merci, andando a gravare su una viabilità nazionale, specie sull’A
4, che già si trova con un carico di traffico insostenibile. Le Ferrovie
francesi, così facendo - prosegue Ceccarelli - seguono una politica esattamente
opposta a quella propugnata dall’Unione europea e nominalmente da tutti gli
Stati del continente, quella, cioè, di spostare dalla gomma alla ferrovia
significative aliquote di traffico di merci, a dimostrazione di quanto i buoni
propositi e le migliori dichiarazioni d’intenti confliggano con la realtà dei
fatti e dei comportamenti concreti».
L’Associazione Piccole e Medie Industrie di Udine si sta
attivando nelle più varie sedi affinché le Ferrovie d’Oltralpe rivedano le
proprie decisioni e non appesantiscano ulteriormente una viabilità stradale già
collassata. Nei prossimi giorni ci dovrebbe essere un incontro con alcuni
resposnabili di Trenitalia «anche se non è semplice concordarlo – spiegano
all’Api –».
Michele
Bressan, titolare della Car-Express, società che gestisce la spedizione delle
merci allo scalo di San Giovanni al Natisone, aggiunge: «Saranno più di 500 i
Tir che ogni anno dovranno coprire quel servizio. Circa tre al giorno in
partenza dal Triangolo della Sedia. Sembrano pochi, ma con le strade che abbiamo
sono tantissimi».
analisi...
Mentre oggi 07.12.2007, a Bari, in un convegno
sull’ecologia viene attribuita all’Italia la maglia nera per le eccessive
emissioni di CO2 , nel nord est italiano nuovamente abbiamo conferma di
quanto incongruenti e fra loro contraddittori risultino pure i piani di quanti
sarebbero demandati a contribuire, sulla base delle loro necessità, di visioni
lungimiranti ed indicazioni intelligenti, all’elaborazione di quelli economici
e territoriali : la notizia riportata infatti, conoscendo i retroscena ha
dell’incredibile : il sodalizio Piccole e medie industrie, assieme all’
Asso- industria, è lo stesso che, nel corso dei mesi, assieme ai vari illy,
galan, sonego,
petris, strassoldo, tondo, moretton, messner, Lyons club … a gran voce
chiedevano sui giornali ed alle loro riunioni il collegamento A23 - A27.
Guarda un po’ come cambiano le situazioni : fino a ieri,
pur potendosi avvalere del trasporto su ferrovia chiedevano un’autostrada (est
– Tarvisio – Tolmezzo – Caralte – Belluno … ) che sarebbe servita
anche per il trasporto della produzione de-localizzata ad est e per mettere
ulteriormente in ginocchio la Val Tagliamento ; adesso che le ferrovie francesi,
dimostrando ad una prima analisi una discutibile attenzione ai tanto dibattuti
cambiamenti climatici, chiede consegne effettuate con mezzi su gomma,
immediatamente dimentichi della visione liberista e modernista ad oggi
sfoggiata, probabilmente per non vedersi limati i guadagni si rifanno alle
politiche europee legate al traffico ferroviario ed alle emissioni di CO2.
E’ proprio vero quanto affermava il buon Biagi : il
problema degli italiani è legato alla memoria ; ne avessero, in molti si
vergognerebbero spesso di quello che dicono.
Inoltre, alcune considerazioni sulle ferrovie
Dopo oltre un anno e mezzo
di assemblee, manifestazioni, presidi, contro la Regione, ecco che le
bugie sull’ Alta Velocità sono state completamente smascherate: orami perfino
Mauro Travanut ha ammesso che non si parla più di Alta Velocità. Di cosa si
parla allora? Di Alta Capacità ci dicono, oppure semplicemente di traffico
merci da spostare da “gomma a rotaia”. Anche su questo punto abbiamo
ribadito che se si vuole, si può iniziare da subito il trasferimento in
quanto la ferrovia attuale ha ancora oltre il 50% di capacità residua per
il trasporto merci (quella da Tarvisio a Udine è utilizzata addirittura
al venti 20 % della sua capacità ! ) ; è solo un problema di logistica
ferroviaria che in realtà Trenitalia e Cargo-Trenitalia non riescono a
risolvere per loro incapacità e/o mancanza di volontà. Ma non
basta. Ci dicono “E’ l’Europa che lo vuole”. Si, solo a parole ribadiamo
noi, perchè poi ognuno fa quello che gli conviene. Ed infatti la Francia, che
viene sempre mitizzata come il Paese all’avanguardia nella politica
ferroviaria, ha appena disdetto gli impegni pluridecennali per il trasporto
delle sedie dalle industrie del manzanese, dicendo che non gli conviene più e
imponendo di conseguenza i trasporti su camion (vedi articolo ).
Allora perchè vogliono fare
questa nuova inutile linea ferroviaria? La risposta è: costerà 32
milioni di euro a Kilometro, e verrà pagata con i soldi dei cittadini, (si
stima un costo di 1000 euro a famiglia) cioè un’enorme abbuffata per la
mafia delle cooperative “rosse” da un lato e le imprese di Lunardi e
Berlusconi dall’altro (l’Alta Velocità è un caposaldo degli accordi
sotterranei fra Veltroni e Berlusconi).
La disdetta da parte della Francia del traffico merci su
ferrovia è l’occasione per i Sindaci della bassa friulana di rialzare la
testa e di non firmare alcun accordo con quel furbastro dell’ Assessore
Regionale Lodovico Sonego, al servizio delle lobby degli appalti.
Qualcuno sempre dovrebbe vergognarsi …
P.A.S
Dolomiti / Ecologia Sociale
