Venezia e le Dolomiti a un bivio, a seguito dichiarazioni Rubinato

Comunicato: Venezia e le Dolomiti a un bivio

Prendiamo spunto dal rilancio sui social del prolungamento dell’A27 da parte dell’ex sindaco di Roncade-TV ed ex deputato PD Simonetta Rubinato per fare alcune considerazioni.

In nome degli “interessi strategici del Veneto” e ovviamente “senza ripetere la pessima gestione di opere come il Mose, la Pedemontana e altre”, si continuano ad annunciare facili scorciatoie, soluzioni “risolvi-tutto” da dare in pasto all’elettorato “padano”, miraggi in grado di reggere per qualche tempo.

Invece di affrontare i problemi sempre più drammatici legati ai cambiamenti climatici che stanno cambiando rapidamente tutto (180 milioni di migranti climatici al mondo), si continua deliberatamente a rimuovere questa realtà; di fronte alla scarsità di risorse e alla necessità di fermare il consumo di territorio, si rilanciano proposte fuori dal tempo che non tengono conto della impossibilità di continuare con il modello di sviluppo che ha caratterizzato gli ultimi 150 anni.

Forse sarebbe troppo pretendere dai politici nostrani di gettare lo sguardo oltre la punta del proprio naso o di chiedere alle lobby affaristiche di operare secondo una visione etica del mondo e di non spingere per soluzioni dal fiato corto e di profitto immediato, che stanno però alla base della loro stessa esistenza. Nessuno, però, ci può obbligare a portare la testa all’ammasso e può pensare che assorbiamo passivamente tutto quello che ci viene propinato.

Si insiste nel voler “consumare”!

Consumare” Venezia, gioiello che non ha pari nel mondo e che andrebbe rispettato e fatto rispettare, se non altro per riguardo verso le future generazioni. “Consumare” anche le Dolomiti, altre perle fragilissime che non hanno eguali nel mondo, degradandole a “divertimentificio” e a corridoio di traffico internazionale con la riproposta del prolungamento della A27.

Approfittando della “cinese” Via Della Seta rischiamo che tutto sia trasformato in un grande complesso industriale (grandi navi, porto, hub, impianti, terrapieni, viadotti, gallerie) continuando, però, nello stesso tempo, a promuovere sulle riviste patinate l’immagine di quello che questi territori erano non saranno più. Paesaggi stravolti e trasformati in Venice-land e Dolomiti-land.

Siamo davanti a un bivio, dobbiamo scegliere il modello di vita del futuro, tra il passato di rapina o il futuro “sostenibile”, di “rispetto”. Le due cose non sono compatibili.

Quanto all’A27, si ricorda che la Convenzione delle Alpi impegna gli stati aderenti a non realizzare grandi opere autostradali a cavallo delle Alpi, che l’Europa ha rigettato la proposta di infrastruttura e che lo scorso anno a Kartisch è stato firmato da amministratori e cittadini dell’Osttirol, della Pusteria e dell’alto Bellunese il MEMORANDUM riportato in calce che ribadisce e motiva la contrarietà alla grande opera.

La soluzione ai problemi del Nord-Est non passa per questa strada.

Comitato Peraltrestrade Carnia-Cadore

www.peraltrestrade.it

13 giugno 2018

MEMORANDUM

contro i progetti Alemagna e Cavallino

Sin dagli anni Cinquanta del secolo scorso ci sono state delle insistenti pressioni per collegare Venezia e la regione nord est dell’Italia con la regione meridionale della Germania tramite un’autostrada di attraversamento delle Alpi. Il termine „Alemagna“, nel tempo, è diventato così sinonimo di progetti stradali di grande comunicazione non realizzati. Intere generazioni di politici – a tutti i livelli istituzionali – hanno discusso animatamente e si sono confrontati su questo tema.

In Italia è stata dedicata molta energia alla realizzazione del prolungamento dell’autostrada; l’Austria e il Sud Tirolo, invece, si sono sempre opposti al progetto altrettanto energicamente.

Il progetto “Alemagna“ ha tra l’altro condotto alla decisione vincolante di Diritto Internazionale di vietare la realizzazione di nuove strade di grande comunicazione per il traffico alpino. Sia in Italia, sia in Austria, sia in tutta l’Unione Europea, questo “no-go” relativo alla politica dei trasporti con progetti stradali di grandi dimensioni trova una natura giuridica vincolante e immediatamente applicabile nel Protocollo sui Trasporti della Convenzione delle Alpi.

Nonostante la chiara e univoca situazione giuridica, con regolare periodicità riemergono proposte da parte di varie formazioni politiche che sostengono con diverse motivazioni il proseguimento dell’autostrada di “Alemagna“.

Nell’ambito della manifestazione di politica alpina “whatsalp 2017“, che parte da Vienna e arriva fino a Nizza (3 giugno 2017 a Vienna, 7 luglio a Sillian/Kartisch-St. Oswald, 29 settembre a Nizza) i firmatari di questo Memorandum, provenienti dalle regioni maggiormente interessate dal problema di un prolungamento dell’autostrada A27, dichiarano energicamente i seguenti punti:

  • Si denunciano gli effetti negativi, socio-economici oltre che ambientali, che sarebbero provocati in ogni zona montana, a cominciare dal nord dell’Italia, vale a dire Cadore, Ampezzano e Comelico, dall’attraversamento di nuove grandi vie di comunicazione transnazionali nord-sud o regionali est-ovest;

  • È sottolineata la necessità di proteggere i loro territori, aree naturali di straordinaria valenza naturalistica (le Dolomiti sono patrimonio UNESCO) minacciati da interessi metropolitani di grandi dimensioni extra-alpini, interessi che non produrrebbero alcun impulso economico duraturo e inerziale riguardo alle strette valli alpine;

  • Sarà rafforzata la collaborazione oltre i confini regionali e nazionali per un’opposizione definitiva alla proposta di attraversamento delle Alpi con il prolungamento dell’autostrada di Alemagna;

  • Si dichiara di essere a favore senza riserve dei contenuti della Convenzione delle Alpi e del protocollo di attuazione nel settore della circolazione stradale;

  • Si esortano gli organi legislativi ad agire in modo da assicurare l’applicazione e l’attuazione del Protocollo sui Trasporti;

  • Si richiedono energicamente la diffusione di un’informazione completa e duratura sul contenuto e l’attuazione del Protocollo sui Trasporti e particolarmente dell’articolo 11 “Circolazione stradale“: “Le parti contraenti si astengono dalla costruzione di nuove strade di grande comunicazione per il trasporto transalpino“;

  • Si ringraziano tutte le personalità della politica, degli uffici pubblici, le associazioni e i comitati, i rappresentanti della società civile italiana e austriaca per il loro impegno apportato finora in opposizione allo strisciante tentativo di proseguire l’autostrada di “Alemagna“;

  • Si esige un forte NO riguardo a progetti relativi a qualsiasi nuova costruzione, potenziamento, allargamento, velocizzazione di strade di grande comunicazione nel territorio alpino tra il Brennero e l’autostrada dei Tauri e in direzione Carnia-Tarvisio;

  • L’incoraggiamento delle istituzioni politiche ad adottare una politica armonizzata e unitaria di mobilità che riequilibri il trasporto merci spostandolo dalla gomma verso la rotaia lungo le esistenti trasversali alpine Rosenheim–Verona e Udine–Pontebba–Villach, nell’ambito di applicazione della Convenzione delle Alpi;

  • L’invito alle amministrazioni regionali del Veneto, del Sud Tirolo e del Tirolo a lavorare insieme per la preparazione di un programma comune di sviluppo e di pianificazione territoriale per l’area di frontiera di cui si parla, comprensivo anche del traffico ferroviario, e le invitano alla rapida attuazione delle misure proposte e condivise;

  • L’avvio di un seminario annuale tra Comuni, Politica, associazioni e comitati, la società civile e tutti gli altri soggetti interessati che si oppongono al progetto “Alemagna“, che abbia luogo in modo alternato a sud e a nord del Crinale Carnico e che serva al coordinamento delle attività riguardanti la mobilità di persone e cose;

  • Un forte appello è rivolto a tutti i leader europei, nazionali, regionali e locali, agli operatori economici, alla rete di associazioni e comitati ed alla società civile intera, affinché sostengano le iniziative proposte dai firmatari in questo documento, preoccupati per il futuro di questa Regione di confine.

Scritto a Kartisch/St. Oswald e Sillian, 7 luglio 2017