
Il
giudizio del WWF
sulle politiche ambientali
della Regione Friuli Venezia
Giulia
nella
legislatura 2003-2008
Gennaio 2007
Autostrada Carnia-Cadore
Nel marzo 2005 l’ANAS
consegna lo studio di fattibilità del collegamento autostradale tra Carnia e
il Cadore (tra la A23
Palmanova-Udine-Tarvisio e la A27 Venezia-Belluno), della lunghezza di
circa 85 chilometri per un costo stimato
pari a 2,2 miliardi di euro, che presenta un impatto
devastante in particolare per l’alta
valle del Tagliamento. Il progetto, caldeggiato dalla Regione nel
Protocollo d’intesa con il Governo
sottoscritto il 6 ottobre 2006, prevede la realizzazione del
.
Di fatto, la A27 si prolungherebbe sino a
Tai di Cadore e da lì si svilupperebbe una “bretella” che,
grazie al traforo della Mauria,
giungerebbe sino a Tolmezzo per connettersi alla A23. Un traforo
all’altezza del Monte Rest, tra
Socchieve e Tramonti di Sopra, dovrebbe poi permettere di collegare
la nuova arteria anche con la superstrada
Sequals-Gemona e unire la Carnia alle zone montane della
provincia di Pordenone.
La Regione non dà alcun conto delle
proprie posizioni e sin dal maggio 2006 si apprende dalla
stampa che l’assessore Sonego ha
fornito assicurazioni agli industriali della Carnia, circa la
perdurante volontà della Regione di
realizzare l’opera. Opera contestata sin dall’inizio degli anni
’90 dai Comuni veneti del Cadore che si
sono sempre opposti alla sua realizzazione.
Infatti, la vicenda dei tentativi di
prolungamento è una storia che ha il suo inizio perlomeno 14 anni
fa. Dopo il no assoluto di Cortina
d’Ampezzo a far passare sul proprio territorio il proseguimento
dell’A27, in data 12 marzo 1992,
l’ANAS (era ancora in carica l’allora ministro dei lavori pubblici
Prandini), nell’ambito del Piano
Decennale e del Programma triennale ANAS 1991-1993, approva
un progetto di fattibilità del tratto
Pian di Vedoia - Confine di Stato con tracciato verso il Cadore e
la Pusteria, il cui progetto è
presentato all’ANAS dalla Società BATIA AG München (Consorzio di
). In tutto 120 km di tracciato e sei
tronchi autostradali. La Società BATIA
garantisce la copertura finanziaria, senza contributi dello
Stato italiano. Anche allora sorgono dei
problemi poiché l’assenso dell’ANAS al progetto
costituisce tra l’altro un falso
ideologico in quanto si asserisce, senza che ciò sia vero, che sullo
stesso sono state sentite le
amministrazioni comunali di Calalzo e di Pieve di Cadore. Su questo
fatto il WWF trasmette un esposto alle
Procure di Bolzano e Venezia.
In seguito al provvedimento dell’ANAS
vi sono numerose prese di posizione, in buona parte
confermative delle opposizioni già
emerse: in primis vi è la reazione contraria della Provincia di
Bolzano, dei Comuni di San Candido e
Dobbiaco (BZ) e del Comune di Comelico Superiore (BL)
(comune interessato anche dall’ipotesi
di Traforo del Cavallino), nonché una risoluzione delle
Associazioni Alpine della Repubblica
Federale Tedesca, dell’Austria, dell’A.V.S., Associazione
locale di lingua tedesca. Anche la
Provincia di Belluno contraria da sempre al prolungamento
dell’A27 ipotizza di indire un
referendum popolare. Nel 2000 nasce il Comitato popolare “NO
A27” che incassa l’appoggio di alcune
amministrazioni comunali.
Più di recente ha un certo rilievo il
documento datato settembre 2003 trasmesso, nell’ambito delle
osservazioni riguardanti la viabilità
nell’Alta provincia di Belluno, alla Commissione europea da
parte dei Sindaci di Pieve di Cadore,
Borca di Cadore, Comelico Superiore, Domegge di Cadore,
San Vito di Cadore, Vigo di Cadore (al
quale segue anche il parere del Comune di Auronzo) che
conferma la contrarietà delle
amministrazioni comunali all’inserimento del prolungamento
dell’autostrada A27 anche se fosse in
galleria. Tale presa di posizione risponde alla richiesta di
riconoscimento della “Direttrice
stradale e ferroviaria di Alemagna - Asse Venezia - Alpi” nella
Rete transeuropea di Trasporto (TEN-t),
effettuata dalla Regione Veneto (DGR 2916 del 03.10.03)
con il sostegno delle Associazioni
imprenditoriali e della Camera di Commercio della Provincia di
Belluno. In merito a tale ipotesi il WWF
segnala nel 2000 la questione alla Commissione europea,
ottenendo rassicurazioni scritte da parte
dell’allora presidente Prodi.
L’opposizione da parte di molti enti
locali all’ipotesi di prolungamento dell’A27 è certamente
dovuta al timore di avere una seconda
direttrice come il Brennero nelle Dolomiti con il conseguente
degrado ambientale che ne deriverebbe e
con ricadute negative nel settore del turismo. Ad
alimentare questo timore è anche la
memoria dello sconquasso che è stato compiuto in Val Lapisina
(Provincia di Treviso) quando si è
realizzato l’ultimo pezzo di A27 Vittorio Veneto Nord - Pian di
Vedoia, con cemento e piloni che hanno
distrutto una delle più belle valli di origine glaciale, porta
di ingresso delle Dolomiti. Queste prese
di posizione hanno quindi fatto optare per un aggiramento
dell’ostacolo “Dolomiti” attraverso
la costruzione del collegamento A27-A23.
Nonostante ci siano questi precedenti e
si rischi un impatto devastante nella stupenda regione della
Carnia e dell’alta valle del
Tagliamento, la Regione Friuli Venezia Giulia accoglie con favore la
deviazione del tracciato verso il
Friuli Venezia Giulia, dopo che, come abbiamo visto, il progetto si
scontra con la dura opposizione dei
comuni cadorini, sul versante veneto.
Valutazione WWF: Emerge
una volta di più la schizofrenia di una Regione che da un lato
crescenti di traffico merci,
mentre dall’altro incentiva progettazioni e realizzazioni di progetti
autostradali che vanno esattamente
nella direzione opposta. La previsione della nuova
infrastruttura discende da un
semplice accordo di vertice tra i Presidenti delle Regioni Veneto e
Friuli Venezia Giulia, al di fuori di qualsiasi pianificazione di settore ed
analisi trasportistica.
