Dal Corriere delle Alpi del 28 dicembre 2016 –

Progetto definitivo aeroporto I privati di Cortinairport dopo le feste porteranno la documentazione al commissario De Rogatis e alle Regole
Aeroporto, c’è il progetto definitivo

CORTINA Cortinairport è pronta a presentare in Comune il progetto definitivo di riapertura dell’aeroporto di Fiames. La cordata di imprenditori guidata dal pilota Fabrizio Carbonera vuole riaprire l’aeroporto ampezzano in vista dei Mondiali di sci alpino che Cortina ospiterà nel 2021. «Abbiamo già avuto un incontro con il commissario straordinario Carlo De Rogatis», rivela Carbonera, «e dopo le feste torneremo in Comune per presentare il progetto definitivo».

Nel contempo si lavora per preparare la documentazione che dovranno vagliare i regolieri. «In primavera», spiega Carbonera, «si riunirà l’assembla delle Regole d’Ampezzo, alla quale chiediamo 400 metri di terreno di sua proprietà, per allungare l’attuale pista di atterraggio e portarla a 1600 metri totali. Abbiamo fatto realizzare due studi sull’impatto ambientale a due società diverse, che consegneremo anche alle Regole. Entrambi gli studi hanno evidenziato come il nostro progetto sia assolutamente in linea con i vincoli ambientali imposti da Regione e Provincia. Il nostro obiettivo è infatti quello di tutelare al massimo il territorio. Abbiamo allegato ai documenti anche le analisi effettuate dalla Ferrovia svizzera dove si evince che un aereo di quarta generazione, come quelli che utilizzeremo noi a Cortina, inquina meno del treno».

L’idea di Cortinairport prevede l’arrivo a Cortina di velivoli da un minimo di 12 posti ad un massimo di 39. Volando sui cieli dolomitici si potrà, a detta di Cortinairport, raggiungere Milano in 45 minuti, Roma in 75, Montecarlo in 65, Monaco in 50. L’obiettivo principale è infatti quello di accorciare i tempi che oggi si impiegano a raggiungere Cortina in auto o in treno, mezzo che arriva solo sino a Calalzo o Dobbiaco. Nel progetto sono inseriti un’area per gli elicotteri, l’elisoccorso attivo h24, un’area per i voli privati, due piazzole di sosta, un hangar da 40 metri per 20 per 8, una casermetta per la sicurezza, un’area dove intervenire sui mezzi per togliere neve e ghiaccio, le piattaforme per il rifornimento, due piazzole da 25 metri per 25 e servizi per chi viaggia con gli animali.

Ci saranno poi uffici, un’area commerciale, una camera di emergenza, una sala per il raccoglimento e saranno creati numerosi posti di lavori ai quali potrà accedere solo personale con le qualifiche previste dalle normative. Per riaprire l’aeroporto serviranno tra i 20 e i 24 milioni di euro, ma i soldi ci sarebbero già. «Abbiamo richieste da ogni parte del mondo, per investire sul nostro progetto», conclude Carbonera, «in prima linea c’è Bruno Zago, imprenditore trevigiano, “re della carta”, che metterà la quota principale, ma poi ci son tanti altri finanziatori. Noi vogliamo far tornare Cortina la vera Regina delle Dolomiti, raggiungibile in poco tempo».

Alessandra Segafreddo