Dal Gazzettino del 3 dicembre 2016 –

«Strade esistenti da migliorare»
L’INVITO Niente autostrada. Lo dicono i signori delle cime. Piuttosto, si metta a posto la viabilità esistente e si studino nuove tipologie di viabilità non invasiva. Questo il messaggio lanciato dalle sezioni bellunesi del Cai, riunitesi a Longarone martedì scorso. Un messaggio che va nella direzione opposta rispetto a quanto sostenuto (sempre da Longarone) dal governatore Zaia, che domenica scorsa ha ricordato come la Regione Veneto non abbia mai abbandonato l’idea di uno sbocco a Nord tramite il prolungamento della A27. «Esprimiamo contrarietà a qualsiasi ipotesi di prolungamento autostradale della A27 da Pian di Vedoia al Comelico – scrivono le sezioni Cai -.

Sono oltre quarant’anni infatti che viene riproposto periodicamente un progetto di prolungamento dell’A27 verso Nord, con un’opera di evidente impatto ambientale e sociale per tutte le realtà presenti nel territorio. Eppure, esistono precisi richiami statutari del Club Alpino Italiano e provvedimenti legislativi che in più punti mettono in evidenza chiare posizioni di contrarietà su tali opere». Il Cai cita tra gli altri anche il protocollo trasporti della Convenzione delle Alpi. E ricorda cos’è successo al Parlamento Europeo appena un mese e mezzo fa. «Questa grande opera è stata recentemente bocciata dal Parlamento Europeo, perché ritenuta non strategica per la nuova Macroregione Eusalp – continua il Cai bellunese -.

Si auspicano invece che iniziative, studi di fattibilità, progetti, ricerche di finanziamenti vadano ad assicurare il miglioramento della viabilità esistente per tutte le strade della nostra provincia al fine di renderla meglio transitabile e più sicura, anche per le attività economiche e del turismo. Ogni altra opera di grande impatto sia discussa e condivisa con le amministrazioni locali e la popolazione residente direttamente coinvolta».