Pista da bob: una scelta irresponsabile a rischio di “figuraccia planetaria”

Comunicato stampa delle Associazioni e dei Comitati locali –   25 gennaio 2024

Giungono notizie confuse e contraddittorie che, rispondendo al bando del 29 dicembre, la società parmense Pizzarotti si dichiara in grado di costruire la pista da bob in tempi brevissimi, facendo lavorare le maestranze giorno e notte.

A questo proposito ci preme ricordare quanto dichiarato il 15 gennaio da Kristin Kloster, Presidente della Commissione di Coordinamento del CIO per Milano-Cortina 2026, con una email di risposta a una lettera del Comitato Civico di Cortina, ribadendo con grande chiarezza la posizione del CIO:

• per i prossimi Giochi invernali “non è essenziale la costruzione o la ricostruzione di un impianto di bob, skeleton e slittino”;

“in considerazione del numero attuale di atleti e di gare delle tre discipline è sufficiente il numero di sliding centre oggi esistenti a livello globale”;

“tenuto conto del tempo assai ristretto che resta, solo le piste esistenti e già operative devono essere prese in considerazione”;

“non può essere costruito un impianto permanente senza un chiaro e realizzabile piano per il suo successivo funzionamento in quanto lascito dei Giochi (legacy plan)”

• e infine “per il CIO garantire la sicurezza di atleti e spettatori e nello stesso tempo l’osservanza dei tempi fissati dal Dossier Milano-Cortina 2026 è di capitale importanza”.

La Cabina di regia per l’organizzazione dei Giochi Olimpici del 2026, di cui fanno parte oltre a Giovanni Malagò anche i ministri Andrea Abodi e Matteo Salvini, il presidente Zaia e il commissario AD Luigi Valerio Sant’Andrea, “responsabilmente” non può ignorare né sottovalutare queste parole.

Il CIO, la cui finalità è di tutelare la regolarità, la diffusione e gli interessi dello sport, ha ribadito in modo inequivocabile la volontà di far disputare le gare olimpiche di bob, slittino e skeleton in una pista esistente e fin da ora funzionante, che per forza di cose non può essere quella di Cortina che ancora non c’è e il cui progetto rimodulato non è coerente al dettato dell’Agenda Olimpica e riduce drasticamente e in modo preoccupante i tempi di costruzione e di collaudo (vedi cronoprogramma).

Anche se la commissione aggiudicatrice ha dato semaforo verde alla proposta Pizzarotti, in attesa dell’assegnazione ufficiale dei lavori che dovrebbe avvenire il 30 gennaio, siamo ancora fiduciosi che ciò non avvenga per evitare il paradosso della costruzione di una nuova pista, deleterio sia per l’ambiente sia per le casse dello Stato e del Comune di Cortina, e la disputa delle gare in un altro luogo. La non assegnazione dell’appalto non comporta nessun tipo di penale, e sarebbe ancora possibile evitare questa “figuraccia planetaria”.

Ci rivolgiamo al presidente Zaia e al ministro Salvini perché in un sussulto di lucidità responsabile rinuncino a costruire questo impianto, devastante per il prezioso ecosistema e per il paesaggio inestimabile della conca Ampezzana, e mettano da parte l’”orgoglio veneto e italico”, che non si esprimono buttando via più di 81 milioni di euro dei contribuenti per costruire a tutti i costi un’opera giudicata da fonte autorevole inutile, senza lascito futuro e con costi di gestione insostenibili: circa un milione e mezzo ogni anno a carico del Comune di Cortina.

Associazioni:
Mountain Wilderness
Comitato Peraltrestrade Carnia-Cadore
Italia Nostra-Sezione di Belluno
Ecoistituto Veneto “Alex Langer”
LIBERA, associazioni, nomi e numeri contro le mafie
WWF O.A. Terre del Piave
Gruppo Promotore Parco del Cadore

 

scarica pdf del comunicato