Treno e dintorni – Commento di Casanova Luigi, MW Italia

Treno e dintorni – Protesta e proposte
Un primo commento di Luigi Casanova alla lettera di Mirta Da Pra

Olimpiadi: un’occasione perduta per i servizi pubblici dei territori.
Proposte e dati dal mondo ambientalista

Partendo dalla lettera di Mirta Da Pra Pocchiesa su Treno e dintorni-protesta e proposte portiamo uno sguardo alla Svizzera o all’Austria. Si tratta di paesi alpini geomorfologicamente impegnativi. Da decenni stanno attuando politiche che portino i residenti a usare il meno possibile l’auto privata negli spostamenti. Per fare questo potenziano il trasporto pubblico su gomma, costruiscono nuove ferrovie anche nelle valli, condividono con le popolazioni locali progetti di intermobilità: treno, autobus, taxi a chiamata, dove possibile le biciclette.

Le Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 potevano fornire un nuovo motore progettuale a questa mobilità.
I problemi del trasporto pubblico sono quasi simili in Cadore e in Valtellina.
Certo, potevamo progettare le grandi ferrovie: l’anello delle Dolomiti Belluno – Cortina – Dobbiaco – Bressanone – Trento – Feltre – Belluno. Un servizio alle popolazioni locali, un grande brand pubblicitario di qualità per le Dolomiti. Potevamo progettare l’intera elettrificazione e doppio binario della linea Trento – Bassano del Grappa – Venezia. La ferrovia Trento – Canazei e perché no, Cortina d’Ampezzo. Altro ancora.
E invece la Valtellina e il Cadore sono realtà che sono state umiliate: si è rifatta qualche pensilina ferroviaria, si sono tolti dei passaggi a livello. Ma non abbiamo assistito ad alcun lancio di una politica del trasporto pubblico intermodale. Invece si investe sulle strade: in Val Pusteria, in Cadore, In Trentino. Ovunque circonvallazioni, grandi rotatorie, cioè asfalto e cemento per favorire la velocità del trasporto su auto privata. Ai nostri giovani è stato detto indirettamente: mangiate cemento e asfalto, nessuna modernità. Eppure gli ambientalisti vengono definiti il partito del NO. Solo affrontando un simile progetto, come da loro sostenuto da decenni, c’erano investimenti per miliardi di euro, investimenti che creavano servizio a chi vive anche nelle valli più sperdute.

Qualcosa ha fatto la Provincia di Bolzano. Ha investito oltre 200 milioni di euro in un accordo ferroviaria (Val di Riga) che diminuisce la percorrenza dei treni verso Brunico di 15 minuti. Questo raccordo favorirà anche l’uso del treno verso la Val Venosta, all’opposto, per poi proseguire in Engadina. A Bolzano con biglietto unico si usa il treno e si sale sui bus con orari concordati ed efficienti. In provincia di Trento chi ha compiuto 70 anni gode del trasporto pubblico gratuito, anche nelle tratte ferroviarie trentine.
Sempre in Trentino si sono acquistati 60 nuovi pullman a gas e elettrici nelle linee Canazei – Ora – Trento.

In Trentino si sono acquistati 8 locomotori elettrici per la tratta Trento – Borgo Valsugana. Certo, era sufficiente un accordo con il Veneto e proseguire verso Venezia. Da Ora a Canazei grazie alle Olimpiadi avremo un pullman ogni ora, andata e ritorno. A Ora c’è la ferrovia verso Trento o Bolzano.

Possibile che il bellunese sia stato così osteggiato, privato di ogni prospettiva? Di ogni capacità di progettualità e servizio verso i suoi residenti? Eppure è accaduto. A Cortina si costruisce un’inutile pista di bob, ancora priva di progetto di gestione, costo 128 milioni di euro. Si è costruito un villaggio olimpico che sarà smantellato, costo 40 milioni di euro. Si è lavorato, costo 10 milioni di euro, ai trampolini di Zuel, un servizio inutile destinato a fallire. Si è costruito un collegamento sciistico “Apollonio – Socrepes” su una frana in movimento, del costo di 40 milioni di euro, che sarà poi smantellato.
Solo questo breve sguardo costa a noi cittadini 218 milioni di euro, per non parlare dei parcheggi. Le circonvallazioni costeranno un miliardo, parlo di Cortina e Longarone. Significa che le risorse economiche per affrontare progetti intelligenti e di lunga prospettiva c’erano. Ma la volontà dei cittadini è stata ovunque cancellata, non ci è stato dato modo di interloquire e di portare avanti queste proposte.

Olimpiadi 2026: un’occasione, costosa, perduta per lo sviluppo qualitativo del bellunese.

Luigi Casanova, presidente Mountain Wilderness Italia