c.s. Impianto Socrepes tra prepotenza e improvvisazione
Pubblicato on 5/Feb/2026 in Comunicati, NewsComunicato stampa
Impianto Socrepes tra prepotenza e improvvisazione
Che la cabinovia Apollonio – Socrepes non sarebbe stata pronta per i giochi a Cortina lo sospettavano tutti, soprattutto gli abitanti di Mortisa e Lacedel, vittime dei piloni che attraversano i loro villaggi e costretti, per difendersi, a ricorrere al TAR.
Eppure pervicacemente Simico, Fondazione MiCo e Comune hanno continuato a sostenere che avrebbero fatto il “miracolo” perché “la realizzazione della cabinovia è essenziale per garantire il regolare svolgimento delle discipline olimpiche, come lo sci femminile, e delle Paralimpiadi del 2026”, così il Sindaco di Cortina nel comunicato stampa del 14 agosto 2024.
Proprio in nome di questa essenzialità la Regione Veneto ha sottratto alla competenza della Provincia di Belluno, sede competente, la procedura di Valutazione Impatto Ambientale avocandola a sé (deliberazione della Giunta Regionale n. 569 del 20 maggio 2024: “la proposta di partenariato ha preminente interesse regionale ai sensi dell’art. 16 della L.R. 18 febbraio 2016, n. 4, in forza del quale l’Autorità competente per la procedura di VIA è la Regione Veneto”. ) Forse temeva che la Provincia fosse troppo lenta? O troppo pignola?
La gestione Commissariale in capo a Simico ha consentito una corsia preferenziale. Ma evidentemente non è bastato. E ora, per giustificare lo smacco, Simico afferma che in fondo la cabinovia non è così essenziale e che è già pronto il piano B.
Da parte nostra, abbiamo sempre sostenuto che quell’impianto non andava realizzato e comunque che la fretta è cattiva consigliera: troppe sono le perplessità e le criticità ambientali, paesaggistiche, geologiche e idrogeologiche che meritavano ben più attenta considerazione. Ricordiamo che, come risulta dalla documentazione fornita da Simico in sede di VIA, per il pilone n. 3 (sulla sponda dx del rio Lacedel) e per il n. 8 (Meleres) lo spostamento ATTESO del terreno POTRÀ RAGGIUNGERE I 10 cm/ANNO; in ogni caso una capillare rete di sensori in caso di pericolo fermerà la cabinovia.
Dalle ultime dichiarazioni del Commissario Saldini abbiamo appreso che l’impianto sarebbe prossimo al collaudo per poi essere utilizzato a mezzo servizio anche prima delle Paralimpiadi. A questo punto ci viene spontaneo chiederci e chiedere: è arrivato il famoso “Certificato di Immunità da frana” di competenza della Regione Veneto, indispensabile per il collaudo dell’impianto? Arriverà anch’esso in fretta e furia? Arriverà in tempo per fare funzionare l’impianto per le Paralimpiadi? Oppure si riuscirà con qualche equilibrismo a farne senza? E dopo?
Coordinamento Associazioni Ambientaliste Alto Bellunese


