D’Incà M5S condivide comunicato PAS

Federico D’Incà – Newsletter
A27: bellunese vaso di coccio tra vasi di ferro
2 novembre 2016

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Di seguito, si riporta il comunicato stampa del Comitato Peraltrestrade Dolomiti, che trova il pieno sostegno e condivisione del Deputato D’Incà: “Sottoscrivo ogni singola parola di quanto affermato dal Comitato Peraltrestrade nel seguente comunicato. E’ giunta l’ora che si guardi al futuro, ovvero al Treno delle Dolomiti. Il prolungamento dell’A27 rappresenta il passato.” —

A scorrere le sue dichiarazioni […]

“A27: bellunese vaso di coccio tra vasi di ferro”

a27

Di seguito, si riporta il comunicato stampa del Comitato Peraltrestrade Dolomiti, che trova il pieno sostegno e condivisione del Deputato D’Incà: “Sottoscrivo ogni singola parola di quanto affermato dal Comitato Peraltrestrade nel seguente comunicato. E’ giunta l’ora che si guardi al futuro, ovvero al Treno delle Dolomiti. Il prolungamento dell’A27 rappresenta il passato.”

A scorrere le sue dichiarazioni sulla stampa ci sorge un dubbio: il Cadore, con il Comelico e il resto del territorio, fanno ancora parte del Bellunese oppure no? La terra che ha dato i natali a Tiziano Vecellio, che si è dotata di democratici statuti di autogoverno già dal 1300, che ha saputo creare dal nulla un distretto dell’occhiale d’eccellenza a livello mondiale e che ha di conseguenza versato fiumi di denaro in imposte alle casse dello Stato, ha diritto di decidere sul proprio futuro oppure dovrebbe delegare a soggetti estranei questo compito, per immolarsi quale agnello sacrificale, come pretenderebbe un noto europarlamentare della “bassa”?

124794Infuriato per la bocciatura dei suoi emendamenti pro A27 da parte del Parlamento Europeo “l’assessore con la pistola” promette di vendicarsi o comunque non si dà per vinto e annuncia l’intenzione di organizzare gazebo in tutti i Comuni della provincia per raccogliere firme per un referendum popolare sul prolungamento dell’autostrada. In sostanza l’esponente dei Conservatori e Riformisti Europei si propone di convincere i residenti da Termine in giù a vendere per 30 denari il futuro della parte alta della provincia contando sul fatto che l’impatto della mega struttura da 38.000 veicoli al giorno non li toccherebbe direttamente, e per convincerli sarà disposto a ricorrere ad ogni mezzo, come è nel suo stile. Come, ad esempio, sventolare la prospettiva di introiti strabilianti e di mirabolanti vantaggi prodotti da un’infrastruttura ecologica e tecnologica, la sola in grado di risolvere tutti i problemi di una provincia-cerniera che al contrario, e molto più realisticamente, avverandosi il megaprogetto, rischierebbe di fare la fine del vaso di coccio tra vasi di ferro.

Quello che il politico veneto si guarderà bene dal dire è che la sua mission non è il benessere futuro dei Bellunesi, come vorrebbe far credere, ma il miraggio di un collegamento diretto tra il porto di Venezia e la Baviera, nonché la connessione, tramite un nuovo corridoio di traffico internazionale attraverso le Dolomiti del Cadore e Carniche, delle grandi aree industrializzate pianeggianti del sud delle Alpi con quelle del nord, nell’ambito dell’Eusalp, la Macroregione Alpina di recente costituzione.

Fortunatamente con la votazione del 25 ottobre scorso il Parlamento europeo ha messo una pietra sopra questo progetto, che non potrà tornare a breve sul tavolo di Strasburgo.

Ne approfitti il signore citato per ripassarsi la geografia: scoprirà che il distretto di Lienz, dove dovrebbe sbucare l’autostrada, geograficamente e giuridicamente fa parte del Tirolo orientale – Osttirol – e non della Carinzia, e scoprirà anche che Herbert Dorfmann, da lui tanto contestato, rappresenta l’intero Tirolo presso il Parlamento EU, cioè non solo il Sudtirolo/Suedtirol, ma anche l’Ost- e il Nordtirol, per cui l’accusa che che lui rivolge al parlamentare di immischiarsi indebitamente nelle questioni del Bellunese risulta del tutto infondata.

Con tutte le emergenze che ci troviamo ad affrontare, non sarebbe ora di smettere una buona volta di sprecare energie e risorse per inseguire chimere ormai fuori dal tempo, e impegnarci a promuovere soluzioni nuove, che – a nostro modesto avviso – non mancano? Ormai si è capito che quasi sempre le grandi opere servono “specialmente” a chi le progetta, a chi le costruisce e a chi ci “mangia” sopra.
Da oggi il Bellunese, libero dal giogo autostradale, può tornare a ragionare sul suo futuro: quale mobilità, quali infrastrutture, quale modello assumere come riferimento.

Peraltrestrade Dolomiti
Comitato Interregionale Carnia-Cadore
www.peraltrestrade.it