Trasporti pubblici in Cadore: la testimonianza di un autista di autobus

Segnaliamo dall’Extraterrestre (inserto del giovedì del Manifesto) del 19 febbraio 2026:

Olimpiadi, territori, trasporti pubblici. La testimonianza di un autista di autobus del Cadore. Interi territori montani abbandonati alla logica dei numeri, lasciando l’abbondanza in zone in cui il profitto è garantito.

L’edizione dell’Etraterrestre del 5 febbraio scorso ha pubblicato due articoli a firma Mirta Da Pra Pocchiesa e Luigi Casanova nei quali si entrata nel merito della situazione relativa ai trasporti pubblici in Cadore e sui territori interesssati dalle Olimpiadi Milano-Cortina prima, durante e dopo i giochi. Lo spunto è stata la vicenda del bambino fatto scendere dal pullman perché non aveva il biglietto da 10 euro, previsto anche per i residenti, nel periodo delle Olimpiadi. Già nel suo articolo da Pra Pocchiesa scriveva “L’autista non è l’unico responsabile”. In questo pezzo la riflessione di Mario Rossi, nome di fantasia per ovvi motivi (pericolo di licenziamento e altre ritorsioni), autista di Dolomiti Bus, che non necessita di ulteriori commenti.

“Ogni giorno vado al lavoro sperando di non venire sparato come il lupo cattivo”
“Trovo difficoltà ad esprimermi, poiché troppo coinvolto in quanto autista di Dolomiti Bus da tanti anni e anche ora vi scrivo chiuso in un bus in attesa da 40 minuti di una coincidenza. Quindi, diciamo, di parte. Ho letto tutto quello che si è scritto in questi giorni, ho visto filmati, ho visto il nome della mia azienda finire su tutti i media nazionali e ho visto decine di esperti dire giustamente la propria opinione. Una marea di giudizi univoci.

Spesso ho sorriso, non in maniera stolta e beffarda. Ho sorriso in maniera amara e triste, quella smorfia che ti inarca il labbro in maniera quasi involontaria. Perché io ci sto dentro e ho il punto di vista di chi, tutti i giorni, con qualsiasi tempo, si alza e va a dare un servizio alle persone sperando di non finire sparato come il lupo cattivo, portandomi dietro un’idea di servizio che ormai è pura utopia. Non giustifico l’ingiustizia, non tollero che si svilisca la professionalità che dobbiamo essere consapevoli di svolgere. Ma purtroppo ho visto il mio lavoro, che era al servizio delle persone, dell’utente, in un territorio fragile come il nostro, crollare sotto la logica del profitto, dell’economicità. Ho visto l’inizio del subaffitto, l’entrata del Privato, la perdita del ruolo di controllore della Provincia.

Ho visto i tagli e la fuga degli autisti, la necessità di assumere a qualunque costo senza più concorsi e selezione. Interi territori montani abbandonati alla fredda logica dei numeri, lasciando l’abbondanza in zone dove il profitto è garantito. In tutto questo il silenzio delle istituzioni, dei territori , della politica, ma anche della gente stessa, che si accorge di quanto è importante un servizio solo nel momento del bisogno, come per la sanità, per le scuole, le poste o le strade impraticabili.

Noi autisti della vecchia guardia ci siamo accorti subito dell’ingiustizia che il nuovo sistema tariffario portava agli utenti della valle; ma chi ce l’ha ordinato, ora parla di buon senso, quello che da sempre la maggioranza di noi utilizza. Ma tant’è, le istituzioni in questi giorni hanno dato prova del loro valore con salti, capriole, giravolte, frizzi e lazzi. In mezzo a tutto questo ci stiamo noi, che dovremmo eseguire ordini ma usando il buon senso. In tutto questo l’unico ad ammettere di avere sbagliato è proprio l’autista.

Altri hanno rimpallato le responsabilità come nemmeno Alcaraz sarebbe stato in grado. Oggi tutti a tarallucci e vino e una pacca sulla spalla. Ma il senso di nausea resta forte. Nel mentre il silenzio diventa un obbligo. Io ho il mio pensiero sul perché. Ma resta un mio pensiero malefico. Spero di aver contribuito con un punto di vista di chi, tutti i giorni, è al servizio di minori e anziani e di chi nonostante tutto, ha solo questo mezzo per potersi muovere. Grazie.

PS. Le tariffe non le decide la Dolomiti Bus, ma l’ente gestore, ovvero la Provincia.

Mario Rossi

Gli articoli a cui si fa riferimento:
https://www.peraltrestrade.it/treno-e-dintorni-commenti-casanova/
https://www.peraltrestrade.it/treno-e-dintorni-protesta-proposte/