Un “sussulto morale” per la sorte che riserviamo al suolo

UN MINIMO DI “SUSSULTO MORALE” PER LA SORTE CHE STIAMO RISERVANDO AL SUOLO.
di Schiavon Dante

08 Dicembre 202

“Il suolo non ha voce. Subisce in silenzio. Muore senza rantolii. Soffre senza gemere. La sua unica possibilità di dire qualcosa è affidata a noi, alle nostre parole, alla nostra denuncia, al nostro sguardo compassionevole, al nostro attivismo ecologico, al nostro lavoro di restituzione dei significati giusti a quei concetti che altri manomettono per propria avidità e comodità. Rompiamo noi il mutismo della terra dolente dandole voce, per dire che il suolo è un ecosistema vivente e non solo una merce utile a un qualche bisogno; che il suolo è uno spessore e non una squallida estensione; che è vivo e non è cosa morta; che non è rinnovabile né resiliente; che non ha bisogno del nostro avido concetto di valorizzazione perché è valore generoso già di per sè. Ognuno di noi ha una voce per dare voce al suolo salvandolo: usiamola.” (Paolo Pileri)

“Non si dà ragione. Lui, così generoso verso noi tutti, e noi, così scellerati verso di lui. Attonito tanto delle affermazioni di una classe politica governante che non sa quel che fa non facendo nulla per fermare il consumo e i degradi del suolo, quanto delle opposizioni che stando più zitte del dovuto finiscono per compiacere l’aggressore.” (Paolo Pileri)

https://altreconomia.it/ognuno-di-noi-puo-dare-voce-al-suolo-per-salvarlo-liberandolo-cosi-da-chi-lo-riduce-a-una-merce/